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	<title>Renato Brunetta &#187; certificati</title>
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		<title>Mauro Mellini: &#8220;Addio a un certificato demenziale&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 11:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[autocertificazione]]></category>
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		<category><![CDATA[mauro mellini]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Diremo dunque addio ai centomila certificati che, ogni volta che si ha a che fare con la Pubblica Amministrazione bisogna “produrre”, cioè presentare, ché a “produrli” nel senso di formarli e di rifornircene sono tantissimi uffici nonché le “Agenzie Certificati”, che dovranno cambiare attività. Uno almeno, però di questi certificati è “prodotto” nel senso non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-9187" title="Autocertificazione" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/Autocertificazione.jpg" alt="" width="448" height="324" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Diremo dunque addio ai centomila certificati che, ogni volta che si ha a  che fare con la Pubblica Amministrazione bisogna “produrre”, cioè  presentare, ché a “produrli” nel senso di formarli e di rifornircene  sono tantissimi uffici nonché le “Agenzie Certificati”, che dovranno  cambiare attività.</strong> Uno almeno, però di questi certificati è “prodotto”  nel senso non burocratico del termine, cioè fabbricato, stilato,  sottoscritto etc. da chi deve poi anche “produrlo” nell’altro senso,  quello burocratico. Si tratta di un certificato ritenuto fino ad oggi  importantissimo: il certificato antimafia. Un certificato grottesco, la  cui abolizione, da sola, rende il Ministro Brunetta, che l’ha  annunciata, benemerito della Patria, anche di quella (fantomatica) del  diritto nonché della ragione e del buon senso <em>“c’or dalla scienza (e  dalle leggi) son banditi affatto”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questo certificato antimafia una volta era rilasciato dalle Prefetture e  consisteva e consiste nell’attestazione che il soggetto “non si trova  nella condizione per l’applicazione delle misure di cui alla Legge 31  maggio 1965 n. 575”, cioè le misure di prevenzione (c.d.) antimafia,  personali e patrimoniali. Senonché, poiché le Prefetture non sapevano a  quale santo votarsi per accertare quanto si chiedeva loro di attestare  ed erano sopraffatte dalle richieste di tali certificati (necessari, ad  esempio, pure per comparire in dibattiti televisivi ed ottenere il  rimborso spese!!) qualcuno fece la bella pensata di stabilire che a fare  così impegnativa asseverazione dovesse essere lo stesso interessato.  Qualcosa come chiedere all’oste se il vino è buono. O, ad andare proprio  per il sottile, che non sa di aceto. Il tutto ha un sapore vagamente  pirandelliano. Ma pochi sanno (ci permettiamo di dubitare che persino il  benemerito Ministro Brunetta lo sappia, non sapendo, quindi, quanto sia  benemerito) che cosa esattamente significhi quel “non versare nella  condizione per l’applicazione delle misure di cui alla L. 31 maggio 1965  etc. etc.”. Questa legge, come recita l’art. 1, <em>“si applica agli  indiziati di appartenenza ad associazione di tipo mafioso etc. etc.  etc….”</em>. <span id="more-9186"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ora, a parte ogni considerazione circa l’applicazione di sanzioni così  gravi, che vanno da limitazioni della libertà personale alla confisca  dei beni in base a meri indizi, per ciò che specificamente riguarda  questa esilarante autocertificazione, c’è da notare che chi la fa (e  l’ha fatta, cioè migliaia e migliaia di italiani ed anche stranieri)  deve attestare un fatto che non è nelle sue possibilità conoscere. Se  infatti una persona può sapere se è o non è mafioso (fino ad un certo  punto: Sciascia affermava che il vero mafioso non sa di esserlo) se può  attestare, affermare, negare qualcosa che riguarda ciò che egli è o fa,  cosa ben diversa deve dirsi per ciò che riguarda quel che gli altri  ritengono e fanno relativamente alla sua persona. “Essere indiziato”,  infatti dipende non da chi è o non è tale, ma da ciò che altri  ritengono, fanno, considerano riguardo alla sua persona. Uno può essere  indiziato (cioè “raggiunto” da indizi, che consentono ad altri &#8211; gli  inquirenti &#8211; di ricollegare la sua persona con il fatto e la situazione  considerata) senza neppure sospettarlo. Anche un mafioso autentico, del  resto, che ben sappia di esserlo, può ignorare di essere “indiziato”, di  essere sospettato, di “versare” &#8211; quindi &#8211; “nella condizione per  l’applicazione delle misure di prevenzione di cui alla legge del 1965  che, ripetiamo, si applicano non “ai mafiosi”, ma agli “indiziati” di  esserlo, in quanto “indiziati”.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia del “certificato antimafia” non è certo quella che attinge le  più gravi e pericolose incongruenze della legislazione speciale varate  per questa “emergenza”. Ma, specie in considerazione del gran numero di  cittadini che hanno avuto occasione di averci a che fare nonché  dell’aspetto grottesco e quasi umoristico della questione, e del fatto  che essa può essere affrontata, speriamo, senza attrarre accuse di voler  “abbassare la guardia” nei confronti della mafia, con conseguente,  pericolo di incriminazione per “concorso esterno”, possiamo almeno  considerarla come campo per una esercitazione del raziocinio in una  materia in cui sembra impossibile fare ad esso riferimento.  Auguri, dunque, Ministro Brunetta e grazie, anche se, magari, non ha  sospettato quanto ragionevole e necessaria per la dignità del diritto  sia questa sua iniziativa.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">di Mauro Mellini</p>
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		<title>Certificazione antimafia: è sufficiente rispettare la legge in vigore</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 13:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[certificati]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>

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		<description><![CDATA[La proposta di semplificazione avanzata dal Ministro Renato Brunetta in tema di eliminazione dei certificati nei rapporti con la Pubblica Amministrazione non abbassa l’attuale livello di tutela della certezza pubblica; semmai, nel caso della documentazione antimafia, l’accresce (mantenendo piena coerenza anche con la normativa dell’emanando codice antimafia). La storia della lotta ai certificati parte da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-3757" title="certificato" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/certificato.jpg" alt="" width="450" height="320" /></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>proposta di semplificazione avanzata dal Ministro Renato Brunetta </strong>in  tema di eliminazione dei certificati nei rapporti con la Pubblica  Amministrazione non abbassa l’attuale livello di tutela della certezza  pubblica; semmai, nel caso della documentazione antimafia, l’accresce  (mantenendo piena coerenza anche con la normativa dell’emanando codice  antimafia).</p>
<p style="text-align: justify;">La storia della<strong> lotta ai certificati </strong>parte da lontano, cioè dalla legge  n. 15 del 1968 che aveva previsto una prima forma di autocertificazione  di stati fatti e qualità personali.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la legge n. 241 del 1990 (articolo 18, comma 2) si è introdotta  anche la previsione dell’acquisizione d’ufficio dei documenti in  possesso dell’amministrazione procedente o di altre amministrazioni. Sin  dal 1998 è stata prevista, in particolare, la facoltà di acquisire  d’ufficio le certificazioni antimafia (art. 4 del DPR 3 giugno 1998 n.  252).</p>
<p style="text-align: justify;">Con il T.U. n. 445/2000 <strong>l’istituto dell’autocertificazione</strong> è stato  definitivamente codificato, insieme con il principio della verifica e  dell’acquisizione d’ufficio (articoli da 43 a 49): questa disciplina è   pienamente in vigore.  Con il decreto-legge n. 185/2008 (articolo 16-bis, comma 10) è stato  previsto l’obbligo della acquisizione diretta del DURC da parte delle  stazioni appaltanti. Con analoga disposizione del decreto-legge  n.70/2011 (articolo 4, comma 13, ultimo periodo) l’acquisizione  d’ufficio della documentazione antimafia  è divenuta obbligatoria per le  stazioni appaltanti pubbliche: tutte queste norme sono in  vigore. Di  fatti, le amministrazioni continuano invece ad accettare, se non a  richiedere, i certificati.     <span id="more-9168"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La novità della proposta avanzata dal Ministro Brunetta consiste  nell’<strong>eliminazione dei certificati nei rapporti tra Pubblica  Amministrazione e privati e nella loro sostituzione con  autocertificazioni </strong>(e conseguenti controlli) o con l’acquisizione  diretta dei dati da parte della PA procedente. E’ evidente come  quest’ultima modalità sia quella che garantisce maggiormente le certezze  pubbliche ed è proprio per questa ragione che si intende renderla  davvero obbligatoria per l’acquisizione del DURC e delle certificazioni  antimafia. Tutti gli altri stati, fatti e qualità personali saranno  autocertificati dal cittadino, il quale non sarà più costretto a  peregrinare tra gli uffici per svolgere attività proprie delle pubbliche  amministrazioni. E’ appena il caso di ricordare, tra l’altro, che il  nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale detta una disciplina compiuta  per lo scambio telematico dei dati tra le amministrazioni, giungendo a  prevedere il commissariamento ad acta delle amministrazioni  inadempienti.</p>
<p style="text-align: justify;">A 21 anni dall’introduzione del principio dell’acquisizione d’ufficio,  il quadro normativo viene adesso finalmente completato con l’espresso  divieto di produrre certificati alla PA e con la previsione che questi  possono essere impiegati sono nei rapporti tra i privati. A tal fine si  stabilisce che, dall’entrata in vigore delle nuove norme, sarà apposta  sui certificati &#8211; a pena di nullità &#8211; la dicitura: “Il presente  certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica  amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”. Questo  proprio al fine di chiudere definitivamente la porta alle indebite  richieste di certificati. Ora deve cadere solo il muro degli alibi  dietro il quale certi burocrati si sono trincerati per scaricare sui  cittadini e sulle imprese il costo della loro inerzia e inefficienza. A  tal fine, e per assicurare alla nuova disciplina la massima effettività,  da un lato si stabilisce che le amministrazioni certificanti dovranno  individuare un ufficio responsabile per tutte le attività volte a  gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l’accesso  diretto alle informazioni da parte delle amministrazioni procedenti;  dall’altro viene allargata e meglio precisata l’area dei comportamenti  che costituiscono violazioni dei doveri d’ufficio dei dipendenti  pubblici.</p>
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		<title>Maroni ha ragione, ma non serve chiedere ai cittadini i certificati</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 15:23:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[certificati]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il collega Maroni ha perfettamente ragione: il certificato antimafia è indispensabile ma è indispensabile che a procurarselo siano le pubbliche amministrazioni al loro interno, senza più vessare imprese e cittadini, trattati finora alla stregua di inesausti fattorini. Perché chiedere a un’impresa il certificato antimafia quando l’amministrazione lo può acquisire d’ufficio attingendo alle informazioni in suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-9158" title="brunetta maroni" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunetta-maroni.jpg" alt="" width="450" height="315" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il collega Maroni ha perfettamente ragione: il certificato antimafia è indispensabile ma è indispensabile che a procurarselo siano le pubbliche amministrazioni al loro interno, senza più vessare imprese e cittadini, trattati finora alla stregua di inesausti fattorini</strong>. Perché chiedere a un’impresa il certificato antimafia quando l’amministrazione lo può acquisire d’ufficio attingendo alle informazioni in suo possesso? La legge peraltro già lo prevede: l’articolo 4, comma 13 del decreto Sviluppo (decreto legge n. 70/2011 convertito con la legge n. 106 del 12 luglio 2011) stabilisce infatti che le stazioni appaltanti pubbliche acquisiscono d’ufficio, anche in modalità telematica, a titolo gratuito ai sensi dell’articolo 43 comma 5 del Testo Unico sulla documentazione amministrativa la prescritta documentazione antimafia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo dice la legge e questo intendo rafforzare con le prossime misure in materia di semplificazione, prevedendo che nei rapporti con la PA tutti i certificati vengano completamente eliminati e sostituiti sempre dalle autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla PA resteranno valide solo nei rapporti tra privati. <strong>Quanto alla certificazione antimafia, la mia proposta &#8211; prevedendo l’acquisizione d’ufficio &#8211; è perfettamente in linea con le specifiche disposizioni dettate in materia dal nuovo codice antimafia</strong>. Si leggano le carte le tante anime belle, disinformate e in malafede (i Piero Grasso, gli Antonio Ingroia, le Rita Borsellino, gli Ivan Lo Bello, i Sergio D’Antoni, i Massimo Donadi, gli Angelo Bonelli, gli Italo Bocchino, i don Luigi Ciotti e via andando) che per amore di polemica hanno fin qui preferito rilasciare banalità o esprimere finta indignazione.</p>
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		<title>Portavoce Brunetta a PD: &#8220;Riflettete, prima di parlare: a sparire non sarà il certificato antimafia, ma solo l&#8217;obbligo della sua presentazione per cittadini e imprese&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 15:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[certificati]]></category>
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		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[vittorio pezzuto]]></category>

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		<description><![CDATA[Dichiarazione di Vittorio Pezzuto, portavoce del ministro Brunetta: “A margine di una conferenza stampa, questa mattina il ministro Brunetta ha ricordato come presso il tavolo Semplificazione di Palazzo Vidoni &#8211; da lui istituito in vista delle prossime iniziative di Governo a favore della crescita &#8211; sia in corso di avanzata elaborazione una proposta normativa che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-7255" title="palazzo-vidoni" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/palazzo-vidoni.jpg" alt="" width="450" height="185" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dichiarazione di Vittorio Pezzuto, portavoce del ministro Brunetta:</strong> “A margine di una conferenza stampa, questa mattina il ministro Brunetta ha ricordato come presso il tavolo Semplificazione di Palazzo Vidoni &#8211; da lui istituito in vista delle prossime iniziative di Governo a favore della crescita &#8211; sia in corso di avanzata elaborazione una proposta normativa che, attraverso una serie di modifiche ‘chirurgiche’ al Testo unico sulla documentazione amministrativa del 2000, farà compiere un notevole salto di qualità nella regolamentazione dei rapporti della Pubblica Amministrazione con cittadini e imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei rapporti con la PA, i certificati saranno infatti completamente eliminati e sostituiti sempre dalle autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla PA resteranno valide solo nei rapporti tra privati. Sui certificati da produrre ai soggetti privati sarà apposta, a pena di nullità, la dicitura “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”. Alle amministrazioni e ai gestori di pubblici servizi verrà quindi lasciata solo la scelta fra acquisire d’ufficio le informazioni, i dati e documenti oppure accettare le autocertificazioni dei cittadini e delle imprese. Il ministro Brunetta ha precisato che questo varrà innanzitutto per il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) e per le certificazioni antimafia: nulla sarà più richiesto al cittadino e si dovrà procedere sempre all’acquisizione d’ufficio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-9163"></span>Preso dal sacro fuoco della banalità politica, il Partito Democratico &#8211; per bocca del vicepresidente dei suoi deputati Michele Ventura &#8211; non ha invece perso un solo minuto a riflettere su questa importante proposta di semplificazione, preferendo chiosare il tutto con l’abusato slogan “Meno legalità per tutti”. Che tristezza. I conservatori della sinistra non riescono a capire che accadrà esattamente il contrario, in quanto la certezza dei dati non diminuirà ma verrà semmai rafforzata: invece di chiedere al singolo imprenditore di fare il fattorino tra le amministrazioni, saranno infatti quest’ultime a procurarsi direttamente presso gli uffici competenti la documentazione richiesta. Tant’è vero che le amministrazioni certificanti dovranno individuare un ufficio responsabile per tutte le attività volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l’accesso diretto alle informazioni da parte delle amministrazioni procedenti. Solo così arriverà a compimento il cammino intrapreso sin dal 1997 con le prime norme sull’autocertificazione, che potrà adesso cedere finalmente il passo alla “decertificazione”.</p>
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		<title>Certificati di malattia online: 198.000 invii all&#8217;INPS nella scorsa settimana</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 17:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[certificati]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo gli ultimi dati forniti dall&#8217;INPS, il numero di certificati di malattia trasmessi online all&#8217;Istituto la scorsa settimana ammonta a 197.976 unità. A livello regionale gli invii sono stati così distribuiti: 34.211 in Lombardia, 24.888 nel Lazio, 17.175 in Veneto, 17.087 in Sicilia, 16.748 in Emilia Romagna, 14.061 in Campania, 13.972 in Piemonte, 10.877 in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-7161" title="certificato-medico" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/certificato-medico.jpg" alt="" width="450" height="299" /></p>
<p style="text-align: justify;">S<strong>econdo gli ultimi dati forniti dall&#8217;INPS, il numero di certificati di malattia trasmessi online all&#8217;Istituto la scorsa settimana ammonta a 197.976 unità.</strong> A livello regionale gli invii sono stati così distribuiti: 34.211 in Lombardia, 24.888 nel Lazio, 17.175 in Veneto, 17.087 in Sicilia, 16.748 in Emilia Romagna, 14.061 in Campania, 13.972 in Piemonte, 10.877 in Toscana, 9.857 in Puglia, 6.586 in Calabria, 6.016 in Liguria, 4.933 in Sardegna, 4.288 nelle Marche, 4.229 in Friuli Venezia Giulia, 3.908 in Abruzzo, 2.518 in Umbria, 2.437 in Provincia di Trento, 1.858 in Provincia di Bolzano, 1.257 in Basilicata, 603 in Molise e 467 in Valle d&#8217;Aosta. <span id="more-8960"></span></p>
<p>Dalla data di attivazione della nuova procedura, fortemente voluta dal ministro Renato Brunetta, il totale dei certificati trasmessi raggiunge così la cifra di 13.804.341 unità, con la seguente ripartizione a livello regionale: 3.000.234 in Lombardia, 1.818.261 nel Lazio, 1.164.193 in Veneto, 1.111.852 in Sicilia, 1.072.454 in Emilia Romagna, 1.034.830 in Campania, 874.238 in Piemonte, 671.128 in Toscana, 606.558 in Puglia, 470.479 in Calabria, 342.092 nelle Marche, 291.552 in Liguria, 255.966 in Sardegna, 254.872 in Abruzzo, 235.317 in Friuli Venezia Giulia, 160.836 in Umbria, 137.073 in Provincia di Bolzano, 133.666 in Provincia di Trento, 90.548 in Basilicata, 45.783 in Molise e 32.409 in Valle d&#8217;Aosta.</p>
<p>Si ricorda che i medici dispongono anche di un nuovo servizio per l&#8217;invio telematico che consente di risolvere eventuali situazioni di digital divide, quali l&#8217;indisponibilità di banda larga in alcune aree territoriali oppure l&#8217;impossibilità temporanea di usare un computer. L&#8217;INPS ha infatti messo a disposizione dei medici il numero verde 800180919 tramite il quale, previa identificazione e con assistenza dell&#8217;operatore, è possibile trasmettere con una semplice telefonata il certificato medico. Si fa presente infine che sul sito del <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/lazione-del-ministro/certificati-di-malattia-online/la-nuova-procedura.aspx">Ministero per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione </a>è consultabile una sezione informativa sui servizi e sui numeri utili a disposizione dei medici, dei datori di lavoro e dei lavoratori dipendenti nonché le risposte ai quesiti più ricorrenti e i dati aggiornati dei flussi dei certificati inviati.</p>
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		<title>Inps: oggi trasmessi oltre 71.000 certificati medici online</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/03/16/inps-oggi-trasmessi-oltre-71-000-certificati-medici-online/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 16:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo i dati forniti dall’INPS, oggi sono stati trasmessi online all’Istituto 71.194 certificati di malattia di dipendenti pubblici e privati. A livello regionale gli invii odierni sono così distribuiti: 12.191 in Lombardia, 9.622 nel Lazio, 6.135 in Sicilia, 5.914 in Emilia Romagna, 5.685 in Veneto, 5.531 in Campania, 5.192 in Piemonte, 4.479 in Toscana, 3.416 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-8110" title="medico" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/medico.jpg" alt="" width="450" height="299" /></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i dati forniti dall’INPS, oggi sono stati trasmessi online all’Istituto 71.194 certificati di malattia di dipendenti pubblici e privati. A livello regionale gli invii odierni sono così distribuiti: 12.191 in Lombardia, 9.622 nel Lazio, 6.135 in Sicilia, 5.914 in Emilia Romagna, 5.685 in Veneto, 5.531 in Campania, 5.192 in Piemonte, 4.479 in Toscana, 3.416 in Puglia, 2.743 in Calabria, 1.811 in Liguria, 1.648 nelle Marche, 1.640 in Sardegna, 1.381 in Friuli Venezia Giulia, 1.034 in Abruzzo, 966 in Umbria, 624 in Provincia di Trento, 533 in Provincia di Bolzano, 340 in Basilicata, 192 in Molise e 117 in Valle d’Aosta.<br />
Dalla data di attivazione della nuova procedura, il totale dei certificati trasmessi raggiunge così la cifra di 7.098.255 unità, con la seguente ripartizione per Regione: 1.798.817 in Lombardia, 949.577 nel Lazio, 620.847 in Veneto, 525.701 in Sicilia, 523.210 in Emilia Romagna, 485.688 in Campania, 376.199 in Piemonte, 307.094 in Toscana, 288.830 in Puglia, 222.307 in Calabria, 199.874 nelle Marche, 134.177 in Abruzzo, 122.349 in Liguria, 110.629 in Sardegna, 101.835 in Friuli Venezia Giulia, 89.078 in Provincia di Bolzano, 80.073 in Umbria, 70.810 in Provincia di Trento, 47.092 in Basilicata, 24.241 in Molise e 19.827 in Valle d’Aosta.<span id="more-8169"></span><br />
Come comunicato dal ministro Renato Brunetta, i medici dispongono anche di un nuovo servizio per l’invio telematico che consente di risolvere eventuali situazioni di digital divide, quali l’indisponibilità di banda larga in alcune aree territoriali oppure l’impossibilità temporanea di usare un computer. L’INPS ha infatti messo a disposizione dei medici il numero verde 800180919 tramite il quale, previa identificazione, è possibile trasmettere con una semplice telefonata il certificato medico. Si ricorda che sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione è consultabile una sezione informativa  sui servizi e sui numeri utili a disposizione dei medici, dei datori di lavoro e dei lavoratori dipendenti nonché le risposte ai quesiti più ricorrenti e i dati aggiornati dei flussi dei certificati inviati.</p>
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		<title>Certificati medici online: trasmessi oggi all&#8217;Inps 79.000 documenti</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 16:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[certificati]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
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		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo i dati forniti dall’INPS, oggi sono stati trasmessi online all&#8217;Istituto 79.249 certificati di malattia di dipendenti pubblici e privati. A livello regionale gli invii odierni sono così distribuiti: 13.770 in Lombardia, 10.645 nel Lazio, 6.957 in Emilia Romagna, 6.773 in Sicilia, 5.997 in Campania, 5.963 in Piemonte, 5.937 in Veneto, 4.746 in Toscana, 3.992 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/medici2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6058" title="medici" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/medici2.jpg" alt="" width="450" height="308" /></a></p>
<p>Secondo i dati forniti dall’INPS, oggi sono stati trasmessi online all&#8217;Istituto 79.249 certificati di malattia di dipendenti pubblici e privati. A livello regionale gli invii odierni sono così distribuiti: 13.770 in Lombardia, 10.645 nel Lazio, 6.957 in Emilia Romagna, 6.773 in Sicilia, 5.997 in Campania, 5.963 in Piemonte, 5.937 in Veneto, 4.746 in Toscana, 3.992 in Puglia, 3.176 in Calabria, 2.011 in Liguria, 1.847 in Sardegna, 1.748 nelle Marche, 1.334 in Friuli Venezia Giulia, 1.296 in Abruzzo, 1.067 in Umbria, 637 in Provincia di Trento, 516 in Basilicata, 469 in Provincia di Bolzano, 239 in Molise e 129 in Valle d’Aosta.<br />
Dalla data di attivazione della nuova procedura, il totale dei certificati trasmessi raggiunge così la cifra di 6.639.883 unità, con la seguente ripartizione per Regione: 1.722.372 in Lombardia, 889.210 nel Lazio, 583.879 in Veneto, 486.501 in Emilia Romagna, 484.420 in Sicilia, 447.827 in Campania, 343.001 in Piemonte, 280.045 in Toscana, 266.265 in Puglia, 203.600 in Calabria, 189.454 nelle Marche, 126.622 in Abruzzo, 111.095 in Liguria, 99.973 in Sardegna, 92.748 in Friuli Venezia Giulia, 85.848 in Provincia di Bolzano, 73.998 in Umbria, 66.806 in Provincia di Trento, 44.349 in Basilicata, 22.859 in Molise e 19.011 in Valle d’Aosta.<span id="more-8100"></span><br />
Come comunicato dal ministro Renato Brunetta, i medici dispongono anche di un nuovo servizio per l’invio telematico che consente di risolvere eventuali situazioni di digital divide, quali l’indisponibilità di banda larga in alcune aree territoriali oppure l’impossibilità temporanea di usare un computer. L’INPS ha infatti messo a disposizione dei medici il numero verde 800180919 tramite il quale, previa identificazione, è possibile trasmettere con una semplice telefonata il certificato medico. Si ricorda che sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione (http://www.innovazionepa.gov.it/lazione-del-ministro/certificati-di-malattia-online/la-nuova-procedura.aspx) è consultabile una sezione informativa sui servizi e sui numeri utili a disposizione dei medici, dei datori di lavoro e dei lavoratori dipendenti nonché le risposte ai quesiti più ricorrenti e i dati aggiornati dei flussi dei certificati inviati.</p>
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		<title>PA: dal 15 Dicembre certificati di malattia trasmessi all&#8217;Inps per via telematica</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 14:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[certificati]]></category>
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		<category><![CDATA[malattia]]></category>
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		<category><![CDATA[riforma antifannulloni]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[via telematica]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto di Foundphotoslj Il decreto legislativo n. 150 del 2009 (Riforma Brunetta), che entrerà in vigore il 15 novembre 2009, introduce l’obbligo dell’invio telematico all’INPS dei certificati di malattia da parte dei medici per i lavoratori del settore pubblico. Entro la settimana prossima sarà emanato il decreto del Ministero del Welfare che definirà le modalità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3819" title="pa secretary" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/pa-secretary.jpg" alt="pa secretary" width="440" height="329" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/foundphotoslj/" target="_blank"> Foundphotoslj </a></span></p>
<p>Il <strong>decreto legislativo n. 150 del 2009 (Riforma Brunetta),</strong> che entrerà <strong>in vigore il 15 novembre 2009,</strong> introduce l’obbligo dell’<strong>invio telematico all’INPS dei certificati di malattia</strong> da parte dei medici per i lavoratori del settore pubblico. Entro la settimana prossima sarà emanato il decreto del Ministero del Welfare che definirà le modalità dell’invio telematico del certificato di malattia all’INPS. <strong>Sempre entro la settimana prossima sarà emanata dal Ministero per la Pubblica Amministrazione la circolare esplicativa della trasmissione telematica.</strong></p>
<p><strong>Dal 26 novembre è previsto l’avvio della distribuzione dei PIN per i medici alle Aziende Sanitarie.</strong> Dal 15 dicembre sarà, quindi, operativo il nuovo sistema di trasmissione dei certificati medici all’INPS per il settore del pubblico impiego. E’ prevista una fase di <strong>sperimentazione di circa due mesi,</strong> nella quale sarà ammessa ancora la trasmissione in formato cartaceo.</p>
<p>In ogni caso sarà avviato giovedì prossimo <strong>un tavolo tecnico presso il Ministero per la Pubblica Amministrazione con la Federazionedegli Ordini dei medici, l’INPS e il Ministero del Welfare</strong> per accompagnare l’implementazione della nuova procedura. E’ prevista anche l’istituzione di un Numero Verde per chiarire tutti i dubbi che lavoratori e medici vorranno porre. Nel disegno di legge della Finanziaria è previsto che tale obbligo di trasmissione sia esteso nel 2010 anche per<strong> i certificati di malattia dei lavoratori del settore privato.</strong></p>
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		<title>Novità nella Pa: I certificati sui luoghi di lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 08:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<category><![CDATA[certificati]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[pa]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto di Celebdu Ieri pomeriggio a Milano, il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, ha inaugurato presso la Ibm, la prima postazione per svolgere le pratiche con Rete amica on the job. &#8220;I dipendenti non dovranno più prendere due ore di permesso per andare in Comune o all’Agenzia delle entrate perché potranno fare le stesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3757" title="certificato" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/certificato.jpg" alt="certificato" width="450" height="320" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/celebdu/" target="_blank"> Celebdu </a></span></p>
<p>Ieri pomeriggio a Milano, il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, ha inaugurato presso la Ibm, la prima postazione per svolgere le pratiche con <em><strong>Rete amica on the job.</strong></em> <strong>&#8220;I dipendenti non dovranno più prendere due ore di permesso per andare in Comune o all’Agenzia delle entrate perché potranno fare le stesse cose dai loro posti di lavoro&#8221;, </strong>ha dichiarato con soddisfazione Brunetta.</p>
<p>Parte dunque il telesportello, sul cui tema dice: <strong>&#8220;Ne parlerò con Emma Marcegaglia affinché anche la Confindustria si adoperi per far arrivare questi totem in tutte le aziende con più di cento dipendenti&#8221;. </strong>Il totem a cui il ministro Brunetta fa riferimento è il servizio che attiva, in via sperimentale per sei mesi, l&#8217;accesso in remoto della pubblica amministrazione locale per i suoi 2.400 dipendenti con l&#8217;utilizzo di un video sportello interattivo. In questo modo, <strong>Ibm contribuisce concretamente all&#8217;integrazione delle infrastrutture digitali del paese</strong> rispondendo alle esigenze di una pubblica amministrazione impegnata nel dare impulso alle politiche di innovazione che incrementano la qualità dei servizi dedicati al cittadino e alle imprese.</p>
<p><strong> &#8220;Se si riuscisse a convincere Tremonti</strong> &#8211; azzarda il ministro &#8211; <strong>si potrebbe attuare una defiscalizzazione per le aziende che lo installano&#8221;. </strong>Gli fa eco anche <strong>l&#8217;assessore milanese ai Servizi al cittadino, Stefano Pillitteri </strong>che conclude dicendo: &#8220;Più il Comune estende la rete dei servizi andando oltre i luoghi tradizionali, più si innesta un circolo virtuoso che <strong>va a favorire, sempre e comunque, il cittadino&#8221;.</strong></p>
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