<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Renato Brunetta &#187; cazzullo</title>
	<atom:link href="http://www.renatobrunetta.it/tag/cazzullo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.renatobrunetta.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 12:54:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Brunetta: Venezia svenduta e mercificata</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2009/07/27/brunetta-venezia-svenduta-e-mercificata-la-colpa-e-del-%c2%abmarchio%c2%bb-cacciari/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2009/07/27/brunetta-venezia-svenduta-e-mercificata-la-colpa-e-del-%c2%abmarchio%c2%bb-cacciari/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 08:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cacciari]]></category>
		<category><![CDATA[cazzullo]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=2324</guid>
		<description><![CDATA[Foto di Eustaquio Santimano Il ministro Brunetta fa una disamina della sua città parlando con Aldo Cazzullo. Pubblichiamo a seguire l’articolo del Corriere della sera: «Venezia oggi è la città dei magnati e dei centri sociali. Degli archistar e del¬la chimica vecchia e velenosa. Dei tyco¬on e dei giocatori del casinò. Una città mercificata e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2325" title="Venice3" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/Venice3.jpg" alt="Venice3" width="450" height="326" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/eustaquio/" target="_blank"> Eustaquio Santimano</a></span></p>
<p>Il ministro Brunetta fa una disamina della sua città parlando con Aldo Cazzullo. Pubblichiamo a seguire l’articolo del Corriere della sera:</p>
<p><strong>«Venezia oggi è la città dei magnati e dei centri sociali. Degli archistar e del¬la chimica vecchia e velenosa. Dei tyco¬on e dei giocatori del casinò.</strong> Una città mercificata e svenduta da una classe dirigente che ha alzato bandiera bianca su Palazzo Grassi e sulla Punta della Dogana, rinunciando a qualsiasi progettualità per il futuro, inalberando enormi cartelloni pubblicitari che non hanno uguali al mondo per volgarità. Una classe dirigente in fuga, come l’aristocrazia veneziana che si arrese a Napoleone senza sparare un colpo. Eppure il Rinascimento di Venezia è possibile. È il momento giusto, perché<strong> i veneziani non ne possono più del declino di Venezia; gli italiani stessi non ne possono più di una Venezia parassitaria, che non serve all’Italia. </strong>Il primo passo non sarà chiedere altri soldi; sarà ripartire da una nuova base economica».</p>
<p>Un anno fa, appena insediato, il ministro Renato Brunetta raccontava al Corriere la sua formazione veneziana, quando vendeva «gondoete de plastica » ai turisti. Ora denuncia «<strong>la mercificazione e la svendita</strong>» della sua città. Ed espone quello che appare un programma da sindaco: «È una visione costruita nel tempo, e mi piacerebbe molto realizzarla. Prima o poi la realizzerò. Ora faccio un altro mestiere, ho un altro impegno. Ma <strong>sono pronto a costruire, o contribuire a costruire, il nuovo Rinascimento di Venezia».</strong> Brunetta parte da una prospettiva storica: «Il problema della città negli ultimi due secoli è stato trovare — dopo i fasti della Serenissima e della &#8216;città mondo&#8217;, come la chiamava Braudel— una sua peculiare base economica. <strong>Nel lungo declino, c’è un unico momento di grande speranza: la Venezia di Volpi. Sintesi tra la nuova industria chimica di Porto Marghera, che produce lavoro, redditi, ricchezza di massa, </strong>e la nuova industria culturale della Biennale e della Mostra del Cinema, che produce immaginario, comunicazione, turismo.</p>
<p>Quella di Volpi è stata l’ultima esperienza strategica, che fece di Marghera uno dei più grandi poli industriali al mondo, con 40 mila operai. <strong>Ora siamo a meno di un quarto dell’occupazione, senza investimenti e senza futuro, con produzioni che nessun altro al mondo vuole più, neanche il Qatar. </strong>Ma pure l’altro pezzo del modello volpiano è entrato in crisi, a causa di scelte sbagliate, miopi, provinciali. Il risultato è che sul turismo di qualità prevale il turismo di massa, che ha basso valore aggiunto e alto consumo sociale e ambientale: ti costa più di quanto rende».</p>
<p>Leggi tutta l&#8217;intervista su: <a href="http://www.corriere.it/politica/09_luglio_27/brunetta_cazzullo_3c4b73d0-7a70-11de-8f8b-00144f02aabc.shtml" target="_blank">www.corriere.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2009/07/27/brunetta-venezia-svenduta-e-mercificata-la-colpa-e-del-%c2%abmarchio%c2%bb-cacciari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>20</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

