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	<title>Renato Brunetta &#187; cad</title>
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		<title>Primi in Europa sull&#8217;e-government: con il nuovo Cad pagamenti elettronici dei privati alla PA</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 15:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La recente rivisitazione del Codice dell’amministrazione digitale innova il quadro normativo definito nel 2005 al duplice fine di renderlo coerente con l’attuale panorama tecnologico e di assicurare l’effettività di molti principi già affermati dalla legge, ma scarsamente applicati nella realtà. L’azione sinergica e congiunta di questo intervento normativo e di quello compiuto con il decreto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-7197" title="renato-brunetta001" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta001.jpg" alt="" width="450" height="341" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La recente rivisitazione del Codice dell’amministrazione digitale innova il quadro normativo definito nel 2005 al duplice fine di renderlo coerente con l’attuale panorama tecnologico e di assicurare l’effettività di molti principi già affermati dalla legge, ma scarsamente applicati nella realtà.</strong> L’azione sinergica e congiunta di questo intervento normativo e di quello compiuto con il decreto legislativo n. 150 del 2009 (che ha già introdotto importanti modifiche nell’organizzazione della Pubblica Amministrazione) consente di sburocratizzarne l’attività, di ridurne i costi di funzionamento, di semplificare il dialogo con i cittadini e le imprese e, dunque,  anche di rendere più efficiente il sistema produttivo. In tal modo &#8211; ha continuato Brunetta &#8211; il nuovo CAD intende confermare e migliorare i risultati dell’indagine European e-Government Benchmarking 2010 in esito alla quale la Commissione europea, confrontando gli apparati amministrativi degli Stati membri, ha attestato che l’Italia è tra i Paesi con le migliori prestazioni in tema di e-Government. Nel dettaglio, per citare solo gli aspetti più rilevanti in materia di semplificazione dei rapporti con i cittadini e le imprese, il nuovo CAD (art. 5 bis) prevede che la presentazione di istanze, dichiarazioni, dati nonché lo scambio di informazioni e documenti tra imprese e Pubblica Amministrazione (e viceversa) avvenga solo utilizzando tecnologie ICT. Inoltre, il nuovo articolo 58 introduce l’obbligo per le amministrazioni di acquisire d’ufficio, per via telematica, dati e documenti in possesso di altre amministrazioni.<br />
<span id="more-8289"></span><br />
Quanto all’introduzione di forme di pagamento informatico, bisogna ricordare il nuovo articolo 5 prevede che le pubbliche amministrazioni consentano, su tutto il territorio nazionale, che i pagamenti in loro favore vengano effettuati con l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, anche avvalendosi di prestatori di servizi di pagamento per consentire ai privati l’utilizzo di carte di credito e di ogni altro strumento di pagamento elettronico. Il nuovo articolo 54 obbliga, poi, le pubbliche amministrazioni a pubblicare sui propri siti istituzionali i tempi, i responsabili e le modalità dei procedimenti, i bandi di concorso, i bandi di gara, nonché un indirizzo istituzionale di posta elettronica certificata, con l’indicazione dei tempi di risposta,  a cui il cittadino possa rivolgere le proprie istanze. Il nuovo articolo 65 prevede, infine, ulteriori modalità semplificate, che si affiancano alla carta d’identità elettronica e alla carta nazionale dei servizi, per inviare validamente domande e dichiarazioni per via telematica, comprese quelle per la partecipazione ai concorsi, privilegiando l’uso della Posta Elettronica Certificata (PEC). Si realizza così, in modo concreto e operativo, il progetto della pubblica amministrazione del futuro: digitale, più efficiente e più produttiva.</p>
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		<title>Cad day: entra oggi in vigore il nuovo codice dell&#8217;amministrazione digitale. Una rivoluzione storica per cittadini, imprese e PA</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 13:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entra oggi in vigore il nuovo CAD, il Codice dell’Amministrazione Digitale (Decreto legislativo n. 235/2010) che costituisce il secondo pilastro su cui si basa il processo di rinnovamento della Pubblica Amministrazione, insieme al Decreto legislativo n. 150/2009 (“Riforma Brunetta”) che ha introdotto nella PA principi di meritocrazia, premialità, trasparenza e responsabilizzazione dei dirigenti. Il nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6584" title="brunetta001" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunetta0014.jpg" alt="" width="450" /></p>
<p>Entra oggi in vigore il nuovo CAD, il Codice dell’Amministrazione Digitale (Decreto legislativo n. 235/2010) che costituisce il secondo pilastro su cui si basa il processo di rinnovamento della Pubblica Amministrazione, insieme al Decreto legislativo n. 150/2009 (“Riforma Brunetta”) che ha introdotto nella PA principi di meritocrazia, premialità, trasparenza e responsabilizzazione dei dirigenti. Il nuovo CAD rinnova il quadro normativo in materia di amministrazione digitale definito nel 2005 con il Decreto legislativo n. 82, aggiornando le regole di riferimento rispetto a un panorama tecnologico in evoluzione.</p>
<p><span id="more-7773"></span>Il Decreto legislativo n. 235/2010, fortemente voluto dal ministro Brunetta, è immediatamente efficace e avvia un processo che consente di avere una PA finalmente moderna, digitale e sburocratizzata. Con il nuovo CAD, l’amministrazione digitale non è più soltanto una ‘dichiarazione di principio’. Forti delle esperienze maturate in questi anni, il nuovo Codice introduce infatti un insieme di innovazioni normative che vanno a incidere concretamente sui comportamenti e sulle prassi delle amministrazioni e sulla qualità dei servizi resi. La riforma rende così effettivi i diritti per cittadini e imprese, cogenti gli obblighi per la PA, dà sicurezza agli operatori circa la validità, anche giuridica, dell’amministrazione digitale. In coerenza con il Piano e-Gov, l’orizzonte temporale dell’intervento è il 2012.<br />
Il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale si basa su due principi:</p>
<p>-          effettività della riforma: si introducono misure premiali e sanzionatorie favorendo, da una parte, le amministrazioni virtuose (anche con la possibilità di quantificare e riutilizzare i risparmi ottenuti grazie alle tecnologie digitali) e sanzionando, dall’altra, le amministrazioni inadempienti;<br />
-          incentivi all’innovazione della PA: dalla razionalizzazione della propria organizzazione e dall’informatizzazione dei procedimenti, le pubbliche amministrazioni ricaveranno dei risparmi che potranno utilizzare per il finanziamento di progetti di innovazione e per l’incentivazione del personale in essi coinvolto.</p>
<p>Nei prossimi mesi, famiglie e imprese potranno colloquiare attraverso computer e Internet con tutte le amministrazioni locali e centrali. In particolare:<br />
-          entro i prossimi 3 mesi le Pubbliche Amministrazioni utilizzeranno la PEC o altre soluzioni tecnologiche equivalenti per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di ritorno ai soggetti che preventivamente hanno dichiarato il proprio indirizzo elettronico;<br />
-          entro i prossimi 4 mesi le amministrazioni individueranno un unico ufficio responsabile dell’attività ICT;<br />
-          entro i prossimi 6 mesi le Pubbliche Amministrazioni centrali pubblicheranno sui propri siti istituzionali i bandi di concorso;<br />
-          entro i prossimi 12 mesi saranno emanate regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle copie cartacee e, soprattutto, a quelle digitali dei documenti informatici, dando così piena effettività al processo di de materializzazione dei documenti della PA. Inoltre le Pubbliche Amministrazioni non potranno richiedere l’uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti istituzionali. Il cittadino fornirà poi una sola volta i propri dati alla Pubblica Amministrazione: sarà onere delle amministrazioni (in possesso dei dati) assicurare – tramite convenzioni – l’accessibilità delle informazioni alle altre PA richiedenti;<br />
-          entro i prossimi 15 mesi le Pubbliche Amministrazioni predisporranno appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire i servizi e il ritorno alla normale operatività.</p>
<p>Nel corso della conferenza stampa, tenutasi a Palazzo Chigi, il ministro Brunetta ha illustrato nel dettaglio i principali cambiamenti introdotti dalla riforma del CAD, che qui sintetizziamo:</p>
<p><strong>Validità dei documenti indipendente dal supporto (artt. 20-23 quater)</strong></p>
<p>Il nuovo CAD introduce un sistema di contrassegno generato elettronicamente e stampato direttamente dal cittadino dal proprio computer per sancire la conformità dei documenti cartacei a quelli digitali.</p>
<p><strong>Validità dei documenti informatici (art. 22, 23, 23-bis, 23-ter.)</strong></p>
<p>Il nuovo CAD fornisce indicazioni sulla validità delle copie informatiche di documenti con riferimento preciso circa le diverse possibilità (copia digitale del documento cartaceo, duplicazione digitale, ecc.).</p>
<p><strong>Conservazione digitale dei documenti (artt. 43-44 bis)</strong></p>
<p>E’ prevista la gestione della conservazione dei documenti e del relativo processo da parte di un Responsabile della conservazione che si può avvalere di soggetti pubblici o privati che offrono idonee garanzie. Ogni responsabile della conservazione dei documenti negli uffici pubblici può certificare il processo di digitalizzazione e di conservazione servendosi (se vuole) di Conservatori accreditati. La norma introduce la figura dei Conservatori accreditati, soggetti che ottengono da DigitPA il riconoscimento del possesso dei requisiti di sicurezza e affidabilità per effettuare il processo e la conservazione dei documenti informatici.</p>
<p><strong>Posta elettronica certificata (artt. 6 e 65)</strong></p>
<p>La PEC diventa il mezzo più veloce, sicuro e valido per comunicare con le PA. I cittadini possono utilizzare la PEC anche come strumento di identificazione, evitando l’uso della firma digitale. La stessa validità è  estesa alla trasmissioni effettuate tramite PEC che rispettano i requisiti tecnici. Vengono limitati i casi in cui è richiesta la sottoscrizione mediante firma digitale e sono previsti strumenti di firma più semplici, senza pregiudizio di sicurezza e attendibilità. Le istanze possono essere trasmesse da tutte le caselle di posta elettronica certificata rilasciate previa identificazione del titolare. Tramite PEC potranno essere effettuate anche le diffide necessarie per avviare una class action.</p>
<p><strong>Siti pubblici e trasparenza (art. 54)</strong></p>
<p>Il nuovo CAD arricchisce il contenuto dei siti istituzionali delle amministrazioni, prevedendo che sugli stessi siano pubblicati, in modo integrale, anche tutti i bandi di concorso. La norma obbliga le Pubbliche Amministrazioni ad aggiornare i dati e le notizie che per legge devono essere pubblicati sul proprio sito istituzionale. Anche tale aspetto viene considerato ai fini della valutazione dei dirigenti.</p>
<p><strong>Customer satisfaction dei cittadini su Internet (artt. 54 e 63)</strong></p>
<p>Le Pubbliche Amministrazioni sono tenute ad adottare strumenti idonei alla rilevazione immediata, continua e sicura del giudizio dei propri “clienti” sui servizi online.</p>
<p><strong>Moduli on line (art. 57)</strong></p>
<p>Le Pubbliche Amministrazioni hanno l’obbligo di pubblicare online l’elenco dei documenti richiesti per procedimento (moduli e formulari validi) e non possono richiedere l’uso di moduli o formulari che non siano stati pubblicati sul web. La mancata pubblicazione è rilevante ai fini della misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili.</p>
<p><strong>Trasmissione delle informazioni via web (art. 58)</strong></p>
<p>Le Pubbliche Amministrazioni non possono richiedere informazioni di cui già dispongono. Per evitare che il cittadino debba fornire più volte gli stessi dati, le amministrazioni titolari di banche dati predisporranno apposite convenzioni aperte per assicurare l’accessibilità delle informazioni in proprio possesso da parte delle altre amministrazioni.</p>
<p><strong>Comunicazioni tra imprese e amministrazioni (art. 5 bis)</strong></p>
<p>La presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti (anche a fini statistici) tra imprese e PA (e viceversa) avviene solo utilizzando tecnologie ICT.</p>
<p><strong>Accesso ai servizi in rete (artt. 64 e 65)</strong></p>
<p>Per l’accesso ai servizi erogati in rete dalle Pubbliche Amministrazioni è possibile utilizzare strumenti diversi dalla carta d’identità elettronica e dalla carta nazionale dei servizi, previa individuazione del soggetto che ne richiede il servizio.</p>
<p><strong>Firme (artt. 1, comma 1, lett. q-bis, e 28, comma 3-bis)</strong></p>
<p>Si introduce il concetto di firma elettronica avanzata, con cui è possibile sottoscrivere un documento informatico con piena validità legale. Si liberalizza il mercato delle firme digitali, prevedendo che le informazioni relative al titolare e ai limiti d’uso siano contenute in un separato certificato elettronico e rese disponibili anche in rete.</p>
<p><strong>Carta di identità elettronica e Carta nazionale dei servizi (art. 64)</strong></p>
<p>Carte di identità elettronica e Carte nazionale dei servizi valgono ai fini dell’identificazione elettronica.</p>
<p><strong>Pagamenti elettronici (art. 5)</strong></p>
<p>Il nuovo CAD introduce alcuni strumenti (carte di credito, di debito o prepagate e ogni altro strumento di pagamento elettronico disponibile) per consentire alle Pubbliche Amministrazioni di riscuotere i pagamenti. Inoltre, permette loro di avvalersi di soggetti anche privati per la riscossione.</p>
<p><strong>Protocollo informatico, fascicolo elettronico e tracciabilità (artt. 40-bis e 41)</strong></p>
<p>E’ previsto che ogni comunicazione inviata tramite PEC tra le Pubbliche Amministrazioni e tra queste e i cittadini o le imprese sia protocollata in via informatica. L’amministrazione titolare del procedimento raccoglierà gli atti, i documenti e i dati del procedimento medesimo in un fascicolo elettronico, dotato di un apposito identificativo.</p>
<p><strong>Basi dati di interesse nazionale (art. 60)</strong></p>
<p>Il nuovo CAD indica le basi dati di interesse nazionale: repertorio nazionale dei dati territoriali, indice nazionale delle anagrafi, banca dati nazionale dei contratti pubblici, casellario giudiziale, registro delle imprese, archivi automatizzati in materia di immigrazione e di asilo.</p>
<p><strong>Sicurezza digitale (art. 51)</strong></p>
<p>Il nuovo CADodice contiene disposizioni importanti sia sulla continuità operativa, sia sul disaster recovery. Le Pubbliche Amministrazioni dovranno predisporre appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire i servizi e il ritorno alla normale operatività.</p>
<p><strong>Open data (artt. 52 e 68)</strong></p>
<p>Il nuovo CAD mette in primo piano la responsabilità delle Pubbliche Amministrazioni nell’aggiornare, divulgare e permettere la valorizzazione dei dati pubblici secondo principi di open government. I dati pubblici saranno fruibili e riutilizzabili per la promozione di progetti di elaborazione e diffusione dei dati anche attraverso finanza di progetto.</p>
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		<title>Consiglio dei Ministri: approvazione definitiva del nuovo Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale dal ministro Brunetta</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 14:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<category><![CDATA[codice amministrazione digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[Su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD). Il decreto legislativo supera quello approvato cinque anni or sono per iniziativa dell’allora Ministro Lucio Stanca (decreto legislativo n. 82 del 2005), traccia il quadro legislativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7164" title="renato-brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta.jpg" alt="" width="450" height="310" /></p>
<p>Su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD). Il decreto legislativo supera quello approvato cinque anni or sono per iniziativa dell’allora Ministro Lucio Stanca (decreto legislativo n. 82 del 2005), traccia il quadro legislativo entro cui deve obbligatoriamente attuarsi la digitalizzazione dell’azione amministrativa e sancisce veri e propri diritti dei cittadini e delle imprese in materia di uso delle tecnologie nella comunicazione con la PA. La riforma nasce dalla convinzione che la digitalizzazione dell’azione amministrativa sia una vera e propria funzione di governo, imperniata sui principi di effettività e risparmio.</p>
<p><span id="more-7524"></span>I maggiori benefici si realizzano nei settori sanità e giustizia. Il CAD introduce misure premiali e sanzionatorie, incentivando o sanzionando le amministrazioni con la possibilità di quantificare e riutilizzare i risparmi ottenuti grazie alle tecnologie digitali (principio di effettività). Dalla razionalizzazione della propria organizzazione e dall’informatizzazione dei procedimenti, le pubbliche amministrazioni ricaveranno risparmi che potranno utilizzare per l’incentivazione del personale coinvolto e per il finanziamento di progetti di innovazione (principio di risparmio). Il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale segna così il passaggio dall’amministrazione novecentesca (fatta di carta e timbri) all’amministrazione del XXI secolo (digitalizzata e sburocratizzata), modernizzando la PA con la diffusione di soluzioni tecnologiche e organizzative che consentono un forte recupero di produttività. La riduzione dei costi di transazione che risulterà da tale processo di digitalizzazione, si rifletterà in un aumento dell’offerta di lavoro e risparmi monetari. Questi possono tradursi, per i consumatori, nell’acquisto di una maggiore quantità di beni forniti dal settore privato e, per le imprese, in una riduzione dei costi unitari di produzione. Il nuovo CAD e la Riforma della PA sono le leve fondamentali per aumentare l’efficienza e la produttività della PA. Il moltiplicatore del reddito associato a queste misure raggiunge un valore di 1,7. Ipotizzando plausibili elasticità rispetto all’efficienza del settore pubblico, si può pertanto stimare che un incremento del 10% dell’efficienza della PA produrrà nell’arco di 20 anni un aumento cumulato del 17% del PIL. Entro i prossimi 3 anni (in coerenza quindi con il Piano e-Gov 2012) la nuova PA sarà dunque completamente digitale e sburocratizzata. Queste le tappe del processo: &#8211; entro 3 mesi le pubbliche amministrazioni utilizzeranno soltanto la Posta Elettronica Certificata (PEC) per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna ai soggetti che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo; &#8211; entro 4 mesi le amministrazioni individueranno un unico ufficio responsabile dell’attività ICT; &#8211; entro 6 mesi le pubbliche amministrazioni centrali pubblicheranno i bandi di concorso sui propri siti istituzionali; &#8211; entro 12 mesi saranno emanate le regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle copie cartacee e soprattutto a quelle digitali dei documenti informatici, dando così piena effettività al processo di dematerializzazione dei documenti della PA. Le pubbliche amministrazioni non potranno richiedere l’uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti istituzionali. Il cittadino fornirà una sola volta i propri dati alla Pubblica Amministrazione: sarà onere delle amministrazioni in possesso di tali dati assicurare, tramite convenzioni, l’accessibilità delle informazioni alle altre amministrazioni richiedenti; &#8211; entro 15 mesi le pubbliche amministrazioni predisporranno appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire servizi e il ritorno alla normale operatività. Dopo la Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione (il decreto legislativo n. 150/2009 che ha introdotto meritocrazia, premialità, trasparenza e responsabilizzazione dei dirigenti), l’approvazione del nuovo CAD va a costituire così il secondo pilastro su cui poggia il disegno di modernizzazione e digitalizzazione della PA definito nel Piano industriale presentato dallo stesso Ministro Brunetta nel maggio 2008. Resasi necessaria per effetto della rapida evoluzione delle tecnologie informatiche, la Riforma risponde in maniera puntuale alla necessità di mettere a disposizione delle amministrazioni e dei pubblici dipendenti strumenti (soprattutto digitali) in grado di incrementare l’efficienza e l’efficacia dell’intero sistema pubblico. I cittadini e le imprese richiedono infatti mezzi più snelli, rapidi e meno costosi per comunicare con le pubbliche amministrazioni. L’obiettivo è quindi evitare che strutture obsolete e procedure interminabili continuino a gravare il sistema Italia di costi e di adempimenti tali da scoraggiare l’afflusso di capitali internazionali a vantaggio di Paesi, anche emergenti, che hanno più decisamente imboccato la strada della modernizzazione e della semplificazione amministrativa.</p>
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		<title>Come ribadito in aula dal presidente Berlusconi, l&#8217;imminente approvazione del nuovo CAD è una riforma strategica e coerente con il piano E-GOV 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 15:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spilati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel corso del suo intervento al convegno di Confindustria &#8220;Se l&#8217;Italia punta sull&#8217;ICT&#8221;, il ministro Brunetta ha sottolineato come l&#8217;imminente approvazione in Consiglio dei Ministri del Nuovo Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale sia perfettamente coerente con la strategia perseguita dal Piano e-Gov 2012. Limportanza di questo provvedimento è stata peraltro ribadita dallo stesso premier Silvio Berlusconi nel corso della sua replica in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/berlusconi-parla.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7131" title="berlusconi-parla" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/berlusconi-parla.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/berlusconi-parla.jpg"></a>Nel corso del suo intervento al <strong>convegno di Confindustria &#8220;Se l&#8217;Italia punta sull&#8217;ICT&#8221;</strong>, il ministro Brunetta ha sottolineato come l&#8217;imminente approvazione in Consiglio dei Ministri del Nuovo Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale sia perfettamente coerente con la strategia perseguita dal <strong>Piano e-Gov 2012</strong>. Limportanza di questo provvedimento è stata peraltro ribadita dallo stesso premier Silvio Berlusconi nel corso della sua replica in Senato al dibattito sulla fiducia, quando ha ricordato che il ministro Brunetta ha presentato il <strong>piano per la digitalizzazione di una pubblica amministrazione</strong> pletorica e inefficiente che svolge unopera di oppressione burocratica nei confronti delle aziende e dei cittadini: nel giro di 18 mesi, attraverso computer e Internet, famiglie e imprese potranno finalmente colloquiare con tutte le amministrazioni locali e centrali.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-7508"></span><br />
Brunetta ha precisato che il Nuovo Codice dellAmministrazione Digitale traccia il quadro legislativo entro cui deve attuarsi la digitalizzazione dellazione amministrativa e sancisce veri e propri diritti dei cittadini e delle  imprese in materia di uso dellICT nelle comunicazioni con le amministrazioni. Questa riforma nasce dalla convinzione che la digitalizzazione dellazione amministrativa sia una vera e propria funzione di governo, imperniata sui principi di effettività e risparmio. In coerenza con il Piano e-Gov 2012, lorizzonte temporale dellintervento è il 2012. Il decreto legislativo sarà immediatamente efficace e avvierà un processo che consentirà di avere nei prossimi due anni unamministrazione nuova, digitale e sburocratizzata.</p>
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		<title>Approvato il nuovo codice dell&#8217;Amministrazione Digitale (Cad)</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 09:02:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
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		<category><![CDATA[codice amministrazione digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[Foto di Llimllib Il Consiglio dei ministri di venerdì scorso ha approvato a Palazzo Chigi il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale (Cad). Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha infatti spiegato come questo decreto «segna il passaggio dall’amministrazione fatta di carta e timbri all’amministrazione del XXI secolo (digitalizzata e sburocratizzata) e fornisce una puntuale attuazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5412" title="jobspot" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/jobspot.jpg" alt="jobspot" width="450" height="307" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/llimllib/" target="_blank"> Llimllib </a></span></p>
<p>Il Consiglio dei ministri di venerdì scorso ha approvato a Palazzo Chigi il nuovo <strong>Codice dell’Amministrazione Digitale (<em>Cad</em>)</strong>. Il ministro della Funzione Pubblica <strong>Renato Brunetta</strong> ha infatti spiegato come questo decreto <strong>«segna il passaggio dall’amministrazione fatta di carta e timbri all’amministrazione del XXI secolo</strong> (digitalizzata e sburocratizzata) e fornisce una puntuale attuazione dei criteri di delega contenuti nell’articolo 33 della legge n. 69 del 2009».</p>
<p>Vi sarà l’introduzione di un<strong> ufficio unico</strong> per le attività Ict, la semplificazione dei rapporti con i cittadini e imprese e una <strong>maggiore sicurezza</strong> e scambio dati attraverso la predisposizione, in caso di eventi disastrosi, di piani di emergenza per garantire la continuità operativa nella fornitura di servizi e lo scambio di dati tra Pa e cittadini.</p>
<p>Questo nuovo codice consentirà la<strong> riduzione fino all&#8217;80% dei tempi per le pratiche amministrative,</strong> i costi della giustizia e, in prospettiva, la de-materializzazione fino a 3 milioni di pagine l&#8217;anno con <strong>un risparmio di costi per la carta di 6 milioni di euro l&#8217;anno.</strong> La stessa posta elettronica certificata produrrà – secondo le previsioni &#8211; <strong>un risparmio </strong>a regime <strong>di 200 milioni di euro</strong> per la riduzione delle raccomandate della pubblica amministrazione.</p>
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