LEGGE BILANCIO: BRUNETTA, NOSTRO GIUDIZIO DEL TUTTO NEGATIVO

“Dopo tante parole, cominciano finalmente a spuntare le prime bozze della Legge di Bilancio 2018 e, con esse, le prime verità su una manovra che, almeno stando alla lettura dei testi, non ancora arrivati ufficialmente in Parlamento, risulta essere ben più dura di quanto raccontato dal primo ministro Paolo Gentiloni e dal suo fido ministro Padoan nell’ultimo Consiglio dei Ministri. Innanzitutto, come riportato anche dalla stampa nazionale, è spuntata una patrimoniale sulle polizze vita, che saranno assoggettate ad un prelievo del 2 per mille sulle comunicazioni inviate dalle compagnie ai propri clienti a partire dal prossimo primo gennaio”.

Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

“Secondariamente, sembra che il Governo stia pensando bene di mettere all’asta i crediti fiscali relativi agli anni 2000-2010 detenuti dall’Agenzia delle Entrate, che l’ente di riscossione non è mai riuscito a riscuotere. Secondo alcune stime, tali crediti ammonterebbero alla cifra monstre di 85 miliardi di euro. Una montagna di denaro che l’amministrazione fiscale dello Stato non è mai riuscita a riscuotere, nonostante le ingenti risorse pubbliche stanziate in tutti questi anni per mantenere la costosissima macchina burocratica e organizzativa necessaria per effettuare le operazioni di recupero. Un fallimento totale, se si pensa che, dalla cessione di tutti questi crediti, il Tesoro stima di incassare soltanto 4 miliardi di euro, certificando, di fatto, che il valore effettivo degli stessi ammonta a nemmeno il 5% del valore facciale. Se questa è l’efficacia con la quale il Governo riesce a combattere l’evasione fiscale c’è davvero di che preoccuparsi. Anche perché, una volta disfatosi di quei crediti, la perdita rappresentata dai mancati incassi diventerebbe certa.

Sembrerebbe saltata, infine, anche l’estensione della cedolare secca ai negozi dati in affitto.

Dopo le promesse del Governo, quindi, arriva la realtà. Una realtà che, in conformità con lo stile degli ultimi governi di centrosinistra, è fatta di maggiori tasse, aumento della pressione fiscale, più o meno mascherato, e nessuna spending review. In attesa di vedere, speriamo presto, i testi definitivi, il nostro primo giudizio sulla manovra non può che essere del tutto negativo”.

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