CONTI PUBBLICI: BRUNETTA, NEL 2011 SOLO SPECULAZIONE CONTRO ITALIA, PAESE ERA SOLIDO

“Ritrovo nell’analisi del professor Ricolfi  – con il suo grafico su rating, indice di vulnerabilità, indice di rendimenti e tasso Bce – un pezzo di storia dell’Italia fuori dai luoghi comuni e basata su statistiche e numeri veri. Analizzando l’indice di vulnerabilità strutturale del nostro Paese vediamo, infatti, un aumento all’inizio della crisi, dopo i fatti americani dei subprime, tra dicembre 2008 e marzo 2009, con l’Europa ancora impreparata, e poi una discesa dopo giugno 2009. Vuol dire che il sistema Paese aveva reagito bene, e i nostri conti pubblici erano assolutamente sostenibili e poco vulnerabili. In questo periodo le agenzie di Rating sono ‘in sonno’, non intervengono, né in negativo né in positivo”.

Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, durante l’audizione di Luca Ricolfi, ordinario di psicometria presso l’Università di Torino.

“L’indice di vulnerabilità migliora fino a settembre 2011, ma nel frattempo cominciano a salire i rendimenti in modo ingiustificato: evidentemente influenzati dai mercati ingiustificatamente nervosi. Ancor peggio quando i rendimenti schizzano da 200 fino a 500-600, fino a settembre-dicembre 2011. Con le agenzie che si svegliano e con conseguente peggioramento dell’indice di vulnerabilità.

Abbiamo, dunque, una serie di andamenti assolutamente controfattuali. Con il governo Monti, ad esempio, l’indice di vulnerabilità aumenta, il Rating peggiora e i rendimenti diminuiscono, per poi risalire e riscendere, con l’indice di vulnerabilità sempre crescente fino al 2013. Esattamente il contrario di quanto doveva avvenire in base agli andamenti reali.

Questa è speculazione. Speculazione, masochismo, farci del male, possiamo usare tante definizioni, ma certamente vedere rendimenti che salgono, Rating che seguono i rendimenti più che prevederli, e un indice di vulnerabilità che decresce per poi risalire quando i rendimenti invece cominciano a scendere, ecco, non è una cosa normale.

A questo punto i fondamentali del Paese non c’entrano nulla, c’entra solo la speculazione. E dal novembre-dicembre 2011 in poi la cattiva politica di Monti. Da fine 2011 al 2013 l’indice di vulnerabilità cresceva, altro che conti messi a posto dal governo tecnico.

Questa analisi del professor Ricolfi fa giustizia di tutti i luoghi comuni, anche in relazione a quanto detto ieri dalla dottoressa Cannata. Nel 2011 il nostro Paese era vicino al default? Era un default puramente speculativo a cui non corrispondeva un aumento dell’indice di vulnerabilità, che anzi era basso. Le agenzie di Rating in quei mesi hanno seguito la speculazione e non hanno giudicato i nostri fondamentali. Una cosa che fa tremare i polsi, e facciamo bene in questa Commissione a fare chiarezza e verità su quell’assurda vicenda”.

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