CONTI PUBBLICI: BRUNETTA, MALE ITALIA, IN AUTUNNO MANOVRA CORRETTIVA DA 40-50 MLD

“Anche gli ultimi dati macroeconomici rilasciati dalle principali agenzie nazionali e internazionali confermano il peggioramento dell’economia italiana, e il governo dovrà effettuare una pesante manovra correttiva da 40-50 miliardi di euro già il prossimo autunno”.

Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

“Infatti, anche se la Commissione europea darà il semaforo verde al Def presentato dal ministro Padoan, più per motivazioni politiche che economico-finanziarie, la situazione per il 2017 è tutt’altro che rosea. Preoccupa, in particolare, l’aggravarsi della spirale deflazionistica, dopo che l’Istat ha comunicato che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) ha registrato ad aprile una diminuzione del -0,1% su base mensile e del -0,5% su base annua.

Possiamo tranquillamente parlare di ‘stato di deflazione conclamata’. E come è noto, in economia, la deflazione è il peggiore dei mondi possibili per un Paese ad elevato debito pubblico come l’Italia. Non a caso, infatti, il debito pubblico italiano a marzo è aumentato di 14 miliardi rispetto al mese precedente, salendo a 2.228,7 miliardi, anche per colpa della mancanza totale di intervento da parte di Renzi. Tutto questo sta provocando una diminuzione della fiducia dei consumatori nell’economia, come rilevato sempre dall’Istat, che ha reso noto che ad aprile l’indice del clima di fiducia dei consumatori è sceso a 114,2, da 114,9 dello scorso marzo.

Delle bugie di Renzi se ne è accorta anche Confindustria, la quale ha stimato che nel 2017 e nel 2019, se si desse seguito a quanto previsto dal Patto di stabilità e crescita, la restrizione del deficit strutturale dovrebbe essere almeno pari allo 0,5% del Pil l’anno.

Tenendo in considerazione le clausole di salvaguardia ancora attive, la correzione nel 2017 dovrà quindi essere pari a 1,4 punti di Pil, circa 24 miliardi, nel 2018 di ulteriori 0,2 punti, e nel 2019 di altri 0,5 punti. Anche l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha calcolato che ‘si prospetta in sostanza il mantenimento a decorrere dal 2017, degli aumenti dell’Iva. Resta quindi in vigore una clausola di salvaguardia per 15 miliardi nel 2017 e circa 20 miliardi negli anni successivi’.

Per non parlare del flop rappresentato dal Job Act, che ha gonfiato il numero di contratti soltanto per effetto dell’incentivo contributivo, che già si sta esaurendo, con le conseguenze negative di creare nuova disoccupazione e una nuova riduzione delle entrate tributarie derivanti dal lavoro, che avrà notevole ripercussione sul deficit.

Se a queste voci aggiungiamo anche i buchi di bilancio creati da una totale assenza di strategia del governo sulla spendig review e dalle mancate privatizzazioni (non ultimo il rinvio della tanto sbandierata privatizzazione delle Ferrovie dello Stato) il conto totale della manovra correttiva del prossimo ottobre sale, come detto, a 40-50 miliardi. Una mazzata che i contribuenti italiani non sono certo in grado di sopportare”, conclude Brunetta.

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