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	<title>Renato Brunetta</title>
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		<title>Toh, i 3 decreti Monti li aveva già fatti Berlusconi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 12:54:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’esame comparativo tra quello che sarebbe stato il decreto-sviluppo del governo Berlusconi, predisposto dagli allora ministri Romani, Brunetta e Calderoli, e i primi tre decreti-legge del governo Monti ci dà la possibilità di fare una serie di considerazioni di carattere politico e costituzionale. Com’è noto, infatti, il decreto Romani-Brunetta-Calderoli non fu approvato nel Consiglio dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/2009/05/pchigi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1272" title="pchigi" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/2009/05/pchigi.jpg" alt="" width="450" height="304" /></a>L’esame comparativo tra quello che sarebbe stato il decreto-sviluppo del governo Berlusconi, predisposto dagli allora ministri Romani, Brunetta e Calderoli, e i primi tre decreti-legge del governo Monti ci dà la possibilità di fare una serie di considerazioni di carattere politico e costituzionale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Com’è noto, infatti,<strong> il decreto Romani-Brunetta-Calderoli non fu approvato nel Consiglio dei ministri del 2 novembre 2011 perché il Quirinale aveva informalmente manifestato la propria indisponibilità a emanarlo,</strong> considerandolo privo dei requisiti di necessità e urgenza e di omogeneità richiesti, secondo l’interpretazione costituzionale più volte richiamata dallo stesso Capo dello Stato, in particolare nel caso della lettera inviata a Berlusconi sul “caso Englaro” del 6 febbraio 2009 e in successive occasioni.<span id="more-9579"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sul punto però è necessario fare chiarezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Le obiezioni all’uso della decretazione d’urgenza sono state tradizionalmente fondate su varie ragioni: l’uso quantitativamente eccessivo di tale strumento, la conseguente mortificazione del ruolo del Parlamento, l’introduzione nei decreti-legge di misure a carattere ordinamentale (e dunque prive dei presupposti della necessità e urgenza), la disomogeneità nell’oggetto dei decreti legge.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora da un esame dei primi mesi di attività del governo Monti risulta evidente che quest’ultimo non solo non si discosta, nella sua azione, dal trend tradizionale (confermato da governi di ogni colore) in tema di uso del decreto-legge, ma ne ha addirittura accentuato gli aspetti problematici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’uso quantitativamente eccessivo dello strumento sembra, infatti, giustificarsi oggi, ancor meno che in passato, proprio per l’esistenza di una maggioranza parlamentare vastissima a sostegno del governo. Inoltre il Parlamento, soprattutto in una fase in cui l’esecutivo non è, nella sua composizione, diretta espressione delle forze partitiche, dovrebbe semmai avere un ruolo ancora più centrale, restando esso l’unico presidio della rappresentanza popolare suffragata dalle elezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Va poi aggiunto che <strong>i tre decreti-legge approvati dal governo Monti contengono numerosissime norme a carattere ordinamentale, in quanto rinviano frequentemente la propria concreta efficacia a provvedimenti successivi. Infine essi presentano una grande disomogeneità di oggetto, spesso superiore a quella eccepita per il decreto Romani-Brunetta-Calderoli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">C’è allora da domandarsi <strong>per quale motivo il presidente della Repubblica abbia operato una valutazione discrezionale così diametralmente diversa tra l’ultimo decreto del governo Berlusconi e i primi tre del governo Monti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il decreto-legge Romani-Brunetta-Calderoli, infatti, presentava, come si può ben vedere dalla tabella e dalla puntuale analisi comparativa effettuata, un numero di norme a carattere ordinamentale minore di quelle dei successivi decreti Monti, così come aveva caratteri certamente meno disomogenei, quanto agli oggetti, di quelli adottati dal nuovo esecutivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista quantitativo il confronto è stato fatto tra i 100 articoli, scritti in 52.329 parole, del decreto Romani-Brunetta-Calderoli e i 200 articoli, scritti in 102.582 parole, dei tre decreti Monti. Dal punto di vista qualitativo le materie possono aggregarsi, in entrambi i casi, in 15 macroclassi. Pertanto da una sovrapposizione quanti-qualitativa, come dimostrano i grafici, emerge una corrispondenza del 50% sia di materie che di contenuti e di un ulteriore 20% di materie ma non di contenuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò non può non far riflettere sul ruolo discrezionale della presidenza della Repubblica in quel fatidico 2 novembre, e provoca il rammarico che, se adottate all’epoca, quelle misure avrebbero potuto evitare che la situazione politica ed economica precipitasse come poi è avvenuto. Ricordo tra l’altro che quel drammatico Consiglio dei ministri del 2 novembre 2011 si svolgeva alla vigilia del G-20 di Cannes nel quale si attendeva che il premier Berlusconi presentasse misure incisive per fronteggiare la crisi del debito italiano, attraverso precisi provvedimenti per lo sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’impossibilità di adottare il decreto-legge Romani-Brunetta-Calderoli costrinse il governo a ripiegare su di un maxi-emendamento alla legge di stabilità, il quale però fu necessariamente depotenziato per il fatto che la natura di tale legge impediva di recuperare gran parte delle misure originariamente previste nella bozza di decreto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Resta l’orgoglio di poter dire che l’esecutivo di centro-destra ha fatto quanto in suo potere per affrontare la crisi, tant’è che moltissime delle misure allora progettate, dal 50 al 70%, sono state poi riprese dal successivo esecutivo. E che esse sarebbero state approvate molto tempo prima se ciò fosse stato consentito al governo Berlusconi. Ma così non fu.</p>
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		<title>Lavoro: Monti ha detto un&#8217;ovvietà, ma coraggiosa. In Italia il tasso di ipocrisia è spaventoso</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho una grande simpatia per il luogo comune di Monti perche&#8217; e&#8217; coraggioso. Ho detto anch&#8217;io tanti luoghi comuni e sono stato crocifisso, insultato ma anche apprezzato, dai fannulloni ai panzoni e cosi&#8217; via: ma questo Paese, soprattutto la stampa, ha dei tassi di ipocrisia spaventosi. Anche se Monti ha detto un&#8217;ovvieta&#8217;, un luogo comune, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/mario-monti-ospite-di-matrix.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9575" title="mario monti ospite di matrix" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/mario-monti-ospite-di-matrix.jpg" alt="" width="450" height="287" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ho una grande simpatia per il luogo comune di Monti perche&#8217; e&#8217; coraggioso</strong>. Ho detto anch&#8217;io tanti luoghi comuni e sono stato crocifisso, insultato ma anche apprezzato, dai fannulloni ai panzoni e cosi&#8217; via: ma questo Paese, soprattutto la stampa, ha dei tassi di ipocrisia spaventosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se Monti ha detto un&#8217;ovvieta&#8217;, un luogo comune, in un momento tra l&#8217;altro molto difficile perche&#8217; oggi la gente ha bisogno di protezione, del posto fisso piuttosto che della speranza del posto che cambia, ha avuto coraggio. Rivendico anche i miei infortuni, perche&#8217; sono stati dei piccoli, piccolissimi, forse banali momenti di verita&#8217; di cui questo Paese ha bisogno. Mi piace piu&#8217; questo Monti, che ogni tanto dice delle ovvieta&#8217; coraggiose, piuttosto che il Monti paludato, ironico, curiale che magari piace di piu&#8217; agli ipocriti.</p>
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		<title>La lotta all&#8217;evasione si puo&#8217; fare anche senza spettacolarizzazione</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:34:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo non e&#8217; governo di marziani e sta continuando a fare quello che faceva il governo Berlusconi. Solo che ha la stampa dalla sua. La lotta all&#8217;evasione si puo&#8217; fare anche senza spettacolarizzazione. Se serve, ben venga per dare segnali, pero&#8217; non ci si puo&#8217; basare solo su questa. L&#8217;Agenzia delle entrate ha tutti gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-4516" title="fisco-telematico" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/fisco-telematico.jpg" alt="" width="450" height="295" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questo non e&#8217; governo di marziani e sta continuando a fare quello che faceva il governo Berlusconi. Solo che ha la stampa dalla sua.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La lotta all&#8217;evasione si puo&#8217; fare anche senza spettacolarizzazione</strong>. Se serve, ben venga per dare segnali, pero&#8217; non ci si puo&#8217; basare solo su questa. L&#8217;Agenzia delle entrate ha tutti gli strumenti per incrociare le dichiarazioni dei redditi, gli usi di automobili e oggetti di alta opulenza. <span id="more-9572"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non sono tanto i parlamentari a essere pagati troppo, ma e&#8217; il personale delle Camere.</strong> Molti funzionari, per poi arrivare a dirigenti intermedi se non i commessi, hanno remunerazioni paragonabili, se non multiple, di quelle dei parlamentari. E&#8217; piu&#8217; facile tagliare ai parlamentari che ai funzionari, che hanno sindacati che sono molto forti&#8221; E cosi&#8217; si &#8221;taglia qualcosa ai parlamentari (e io non ho nessun problema) nessun problema, ma la struttura, i costi, le remunerazioni dei funzionari rimangono intatte.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Governo intervenga sul debito: serve un fondo Salva-Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Governo Monti nasce con lo specifico mandato di aumentare la credibilita’ dell’economia italiana sui mercati, promuovere l’azione dell’Italia in Europa per una politica economica a carattere comunitario, ridurre il debito pubblico con misure di carattere strutturale e lanciare una strategia di sviluppo e crescita per il Paese. A oggi il conseguimento di questi risultati appare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-9568" title="debito" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/debito.jpg" alt="" width="450" height="251" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il<strong> Governo Monti nasce</strong> con lo specifico mandato di aumentare la credibilita’ dell’economia italiana sui mercati, promuovere l’azione dell’Italia in Europa per una politica economica a carattere comunitario, ridurre il debito pubblico con misure di carattere strutturale e lanciare una strategia di sviluppo e crescita per il Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">A oggi il conseguimento di questi risultati appare lontano e l’operato del governo si e’ limitato alla correzione dei conti pubblici resa necessaria, ai fini del pareggio di bilancio, dal peggioramento della congiuntura economica. Nella particolare fase dell’economia in cui viviamo, risolvere il problema &#8220;deficit&#8221; puo’ non essere sufficiente. Esiste, infatti, un problema “debito” che non puo’ essere risolto solo accettando maggiori tassi di interesse.<span id="more-9567"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una vera politica di abbattimento strutturale del debito pubblico non e’ piu’ rinviabile.</strong> Occorre cominciare a diminuire, nell’arco di 24-36 mesi, l’esposizione debitoria del Paese dal 120% al 90% del Pil. Un intervento di questo respiro non puo’ che essere la risultante di piu’ operazioni, ciascuna delle quali sia destinata a originare maggiore liquidita’ da investire – in via esclusiva – nel riacquisto del nostro debito, nonche’ partire da una seria alienazione dei beni dello Stato e di privatizzazioni mobiliari e immobiliari di beni in capo alla Pubblica amministrazione in tutte le sue emanazioni, magari da attuarsi tramite la costituzione di un Fondo ad hoc che consenta la partecipazione dei cittadini e quindi l’immediata spendibilita’ delle risorse, la cui raccolta necessita di un tempo utile ad impedire svendite o speculazioni”. “Come e’ stato gia’ ampiamente detto la costituzione di un Fondo chiuso d’investimento accelera al massimo le singole dismissioni, che devono essere accompagnate da una normativa rivolta a ottenere un rapido cambiamento della destinazione d’uso dei singoli immobili, con conseguente variazione del piano regolatore. Un vero e proprio Fondo salva Italia da affiancare al Fondo salva Stati europeo: chi fa da se’…con quel che ne consegue.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <em>Il Giornale</em></p>
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		<title>Semplificazioni: bene il decreto, si prosegue sulla strada tracciata dal precedente governo</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il decreto sulle semplificazioni approvato dal Consiglio dei ministri rappresenta un ulteriore passo in avanti per la modernizzazione del Paese. La strategia adottata dal governo Monti prosegue, in modo evidente, sulla strada tracciata dal precedente esecutivo guidato da Silvio Berlusconi. Le modifiche alla legge 241/90 vanno valutate positivamente perché in piena continuità con la Riforma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7169" title="renato-brunetta01" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta01.jpg" alt="" width="450" height="341" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il decreto sulle semplificazioni approvato dal <strong>Consiglio dei ministri</strong> rappresenta un ulteriore passo in avanti per la modernizzazione del Paese. La strategia adottata dal governo Monti prosegue, in modo evidente, sulla strada tracciata dal precedente esecutivo guidato da Silvio Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le modifiche alla legge 241/90 vanno valutate positivamente perché in piena continuità con la Riforma Brunetta della Pubblica amministrazione</strong> (decreto legislativo 150/2009) e con la legge 69/2009: si conferma infatti la previsione di tempi certi per l’adozione dei provvedimenti e la responsabilizzazione dei dirigenti attraverso la valutazione della performance. Anche le modifiche in materia di SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e di riduzione degli oneri amministrativi a carico di cittadini e imprese, con lo strumento dell’analisi di impatto della regolamentazione (AIR), rappresentano una rimodulazione di novità introdotte dal precedente governo e su iniziativa del sottoscritto.<span id="more-9561"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Effetti positivi in termine di semplificazione avranno certamente le norme in materia di comunicazione dei dati per via telematica tra le amministrazioni e il cambio di residenza in tempo reale.</strong> Si tratta peraltro di corollari ai principi generali introdotti con la riforma del Codice dell’amministrazione digitale (decreto legislativo 235/2010). La norma in materia di comunicazione per via telematica, già presente nel disegno di legge semplificazione Brunetta-Calderoli, e all’esame del Parlamento, è stata inserita, in modo del tutto condivisibile, nel decreto in modo da acquisire immediata vigenza. Occorrerà però assicurare l’effettiva attuazione attraverso l’adozione della normativa secondaria di riferimento. Anche la disciplina dettata in materia di concorsi va considerata positiva perché si pone in piena continuità con i principi indicati in materia dalla riforma del CAD. Mentre le semplificazioni che riguardano le imprese si muovono pienamente nell’alveo della riforma costituzionale dell’articolo 41 approvato dal governo Berlusconi e attualmente all’esame delle Camere. Si tratta tuttavia e necessariamente di norme, ancora una volta, di principio, che per recare effettivo sollievo alle imprese necessitano di un’importante fase di attuazione in via regolamentare, rimessa da una parte al governo e dall’altra alle regioni. Poiché i termini di adozione di questi atti è fissato al 31 dicembre del 2012 il Parlamento intende vigilare sull’effettiva attuazione della normativa. La stessa valutazione può essere applicata alla norma di semplificazione sui controlli alle imprese: si tratta di un provvedimento che va a sviluppare un principio del tutto condiviso e già introdotto nei decreti estivi del governo Berlusconi. Anche questa però rinvia la propria concreta operatività ad una serie di provvedimenti rimessi alla responsabilità del ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione, del ministro per lo Sviluppo economico e degli altri ministri competenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Vanno infine nella giusta direzione anche i pacchetti di semplificazione in materia di appalti, lavoro, in materia ambientale, nonché nel settore turistico. Anche in questo caso il Parlamento avrà modo di dare ulteriori impulsi per migliorare il testo del provvedimento. Bene così dunque, ma la strada da percorrere è ancora lunga.</p>
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		<title>Tormentone spread, Monti vs Berlusconi: +86</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:04:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Operazione “Tormentone spread”. La media dello spread nei primi 71 giorni di Monti al governo (aggiornata al dato di ieri, 26 gennaio 2012) è più alta di 86 punti rispetto alla media degli ultimi 71 giorni del governo Berlusconi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/spread-27_01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9558" title="spread 27_01" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/spread-27_01.jpg" alt="" width="450" height="258" /></a></p>
<p>Operazione “Tormentone spread”. La media dello spread nei primi 71 giorni di Monti al governo (aggiornata al dato di ieri, 26 gennaio 2012) è più alta di 86 punti rispetto alla media degli ultimi 71 giorni del governo Berlusconi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tormentone spread, Monti vs Berlusconi: +86</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 12:20:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Operazione “Tormentone spread”. La media dello spread nei primi 70 giorni di Monti al governo (aggiornata al dato di ieri, 25 gennaio 2012) è più alta di 86 punti rispetto alla media degli ultimi 70 giorni del governo Berlusconi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/tormentone-spreas.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9552" title="tormentone spreas" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/tormentone-spreas.jpg" alt="" width="450" height="264" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Operazione “Tormentone spread”.</p>
<p style="text-align: justify;">La media dello spread nei primi 70 giorni di Monti al governo (aggiornata al dato di ieri, 25 gennaio 2012) è più alta di 86 punti rispetto alla media degli ultimi 70 giorni del governo Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Tormentone spread, Monti vs Berlusconi: +86</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 11:37:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Operazione “Tormentone spread”. La media dello spread nei primi 69 giorni di Monti al governo è più alta di 86 punti rispetto alla media degli ultimi 69 giorni del governo Berlusconi. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/120125-Tormentone-spread.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9547" title="120125 Tormentone spread" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/120125-Tormentone-spread.jpg" alt="" width="450" height="292" /></a></p>
<p>Operazione “Tormentone spread”. La media dello spread nei primi 69 giorni di Monti al governo è più alta di 86 punti rispetto alla media degli ultimi 69 giorni del governo Berlusconi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Referendum, sentenza della corte invita il Parlamento a fare riforme</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 15:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi sperava di trovare nella Corte Costituzionale una sponda per malcelati disegni di restaurazione in materia di legge elettorale, oggi, dopo il deposito delle motivazioni della sentenza, resterà deluso. La dichiarazione di inammissibilità dei referendum sulla legge elettorale non sottrae né avrebbe potuto sottrarre al Parlamento il dovere e la responsabilità di decidere quali siano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8721" title="renato-brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta3.jpg" alt="" width="450" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi sperava di trovare nella Corte Costituzionale una sponda per malcelati disegni di restaurazione in materia di legge elettorale, oggi, dopo il deposito delle motivazioni della sentenza, resterà deluso.</strong> La dichiarazione di inammissibilità dei referendum sulla legge elettorale non sottrae né avrebbe potuto sottrarre al Parlamento il dovere e la responsabilità di decidere quali siano le improcrastinabili riforme istituzionali da realizzare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Intervenire sulla legge elettorale non è infatti sufficiente se prima non si realizzano quelle riforme costituzionali, solo all’interno delle quali un nuovo sistema di voto può avere senso.</strong> Con il bicameralismo perfetto, dei regolamenti parlamentari che consentono qualsiasi trasformismo, e con un governo alla mercé dei ricatti di qualsiasi minoranza, non c’è legge elettorale che tenga.</p>
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		<title>Tormentone spread, Monti vs Berlusconi: +87</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 15:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Per molti l’impennata dello spread, il differenziale tra i nostri Bpt decennali e i Bund tedeschi, avuta negli ultimi mesi dello scorso anno era da attribuirsi al governo Berlusconi. Dopo il cambio di esecutivo doveva invertirsi il trend. Invece non è cambiato nulla, anzi. Da oggi Renato Brunetta lancia l’operazione “Tormentone spread” che quotidianamente informerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/spread.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9538" title="spread" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/spread.jpg" alt="" width="450" height="273" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per molti l’impennata dello spread, il differenziale tra i nostri Bpt decennali e i Bund tedeschi, avuta negli ultimi mesi dello scorso anno era da attribuirsi al governo Berlusconi. Dopo il cambio di esecutivo doveva invertirsi il trend. Invece non è cambiato nulla, anzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Da oggi Renato Brunetta lancia l’operazione “Tormentone spread” che quotidianamente informerà i lettori sull’andamento medio dei nostri Bpt. La media dello spread nei primi 68 giorni di Monti al governo è più alta di 87 punti rispetto alla media degli ultimi 68 giorni del governo Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, il nuovo esecutivo ha avuto sì un effetto sullo spread, ma al rialzo!<span id="more-9537"></span></p>
<p><a href="http://www.freenewsonline.it/wp-content/uploads/120124-Tormentone-spread.pdf"><strong>LEGGI L&#8217;INTERO DOCUMENTO</strong></a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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