Monti riferisca in Parlamento su politiche Ue

In una situazione drammatica per l’Europa, in cui si fanno strada ipotesi estreme di ritorno dei singoli Stati alle monete nazionali, sarebbe altamente opportuno che il Parlamento italiano, unico organo legittimato dal voto popolare, in una fase eccezionale e delicata della democrazia del nostro Paese caratterizzata dal governo tecnico, sia messo al corrente dal Presidente del Consiglio di quanto accade in Europa.

La risoluzione di accompagnamento al Documento di Economia e Finanza (Def), approvata dal Parlamento il 26 aprile u.s. impegna il governo a farsi promotore in Europa di una politica di investimenti finalizzati allo sviluppo, sostenuta dall’emissione di Project Bond, Eurobond e Stability Bond, nonché di opportune modifiche dei Trattati, al fine di attribuire alla Banca Centrale Europea il ruolo di prestatore di ultima istanza.

Sarebbe il caso che il Presidente Monti riferisca al più presto alle Camere sui risultati della riunione dell’Eurogruppo tenutasi ieri a Bruxelles e, anche alla luce di quest’ultima, dello stato di attuazione del mandato ricevuto dal Parlamento nell’ambito della risoluzione approvata insieme al Def.

In un momento di gravi tensioni economiche e sociali, il Paese ha ancor più bisogno di essere unito e lo spirito unitario non può che partire dal Parlamento.


Tormentone spread, Monti vs Berlusconi: +105

Operazione “Tormentone spread”. La media dello spread nei primi 180 giorni di Monti al governo (aggiornata al dato di ieri, 14 maggio 2012) è più alta di 105 punti rispetto alla media degli ultimi 180 giorni del governo Berlusconi.

Confrontando le ultime 5 aste del governo Berlusconi (luglio, agosto, settembre, ottobre e novembre 2011) con le prime 5 aste di BTP a 10 anni del governo Monti (dicembre 2011, gennaio, febbraio, marzo e aprile 2012) emerge un rendimento medio ponderato delle prime pari al 5,53% contro un rendimento ponderato delle seconde pari al 6,30%.

Una differenza (77 punti base in più nelle aste del governo Monti) approssimativamente pari alla differenza della media spread da noi calcolata ogni giorno. Con una precisazione: la media dei rendimenti dei titoli di Stato assegnati in asta è ponderato per le quantità, in milioni di euro, dei titoli emessi, mentre la media spread non può essere ponderata per le quantità di titoli scambiati in quanto la gran parte delle transazioni si svolge sul mercato secondario non regolamentato, ove gli operatori non sono sotto il controllo diretto del Tesoro e della Banca d’Italia.

I dati sopra riportati dimostrano come l’andamento dello spread nei periodi precedenti ogni singola asta influenzi il rendimento dei titoli emessi in sede di asta e come, quindi, calcolare la media spread consenta di stimare il costo del servizio del debito per lo Stato derivante da ciascuna emissione.


Asta Btp febbrile, ha fallito la governance europea

Sono stati appena collocati 3,5 miliardi di Btp a 3 anni, rendimento lordo 3,91%. Livelli ancora una volta febbrili e, purtroppo, in risalita, se si considera che la stessa tipologia di titoli veniva assegnata in asta con un rendimento lordo del 2,76% a marzo e del 3,89% ad aprile. Il governo Monti ha fallito? No. Come non era il governo Berlusconi la causa del cattivo andamento dei rendimenti dei titoli di Stato nella seconda metà del 2011. Chi ha fallito è l’Europa: per la mancanza di una governance comune e forte, per la timidezza nel prendere decisioni, per il ruolo statutario inadeguato della Banca Centrale Europea. I mercati ce lo dicono ormai da più di un anno; da qualche settimana lo segnalano anche i popoli sovrani, che con il voto chiedono di più. Più crescita, più sviluppo, più redistribuzione, più solidarietà, più tempismo nell’Unione. Tutto il contrario di quello che è stato fatto fino ad oggi. Se si continua a non cogliere la natura profonda di questi segnali, diventano insopprimibili (e giustificate) le tensioni di chi ha voglia di tornare alle monete nazionali.


Tormentone spread, Monti vs Berlusconi: +104

Operazione “Tormentone spread”. La media dello spread nei primi 177 giorni di Monti al governo (aggiornata al dato di venerdì, 11 maggio 2012) è più alta di 104 punti rispetto alla media degli ultimi 177 giorni del governo Berlusconi.

 Confrontando le ultime 5 aste del governo Berlusconi (luglio, agosto, settembre, ottobre e novembre 2011) con le prime 5 aste di BTP a 10 anni del governo Monti (dicembre 2011, gennaio, febbraio, marzo e aprile 2012) emerge un rendimento medio ponderato delle prime pari al 5,53% contro un rendimento ponderato delle seconde pari al 6,30%.

Una differenza (77 punti base in più nelle aste del governo Monti) approssimativamente pari alla differenza della media spread da noi calcolata ogni giorno. Con una precisazione: la media dei rendimenti dei titoli di Stato assegnati in asta è ponderato per le quantità, in milioni di euro, dei titoli emessi, mentre la media spread non può essere ponderata per le quantità di titoli scambiati in quanto la gran parte delle transazioni si svolge sul mercato secondario non regolamentato, ove gli operatori non sono sotto il controllo diretto del Tesoro e della Banca d’Italia.

I dati sopra riportati dimostrano come l’andamento dello spread nei periodi precedenti ogni singola asta influenzi il rendimento dei titoli emessi in sede di asta e come, quindi, calcolare la media spread consenta di stimare il costo del servizio del debito per lo Stato derivante da ciascuna emissione.


I prof cambiano rotta. Flirtano coi sindacati e aiutano i fannulloni

Non si muove foglia che il sindacato non voglia. Sembra uno slogan di molti anni fa, ma qualcuno, nel governo, vorrebbe tanto farlo tornare attuale. Non ci riuscirà. Non lo possiamo permettere. Perché nella pubblica amministrazione, centrale e periferica, non può venire meno il controllo sui conti, sull’organizzazione, sull’efficienza, sulla mobilità e sulla premialità dei dipendenti. Non è ammissibile che in un momento in cui si parla di razionalizzazione dei costi della Pa e si sventola con toni trionfali la spending review, si pensi di proporre una legge delega che con i principi di revisione della spesa è in totale contrasto. Né si può camuffare dietro l’armonizzazione della disciplina dei rapporti di lavoro pubblico a quella del settore privato un furbesco ritorno al passato, una pericolosa restaurazione di antichi privilegi.

In tal senso, non servono grandi riforme o controriforme: basta inserire un emendamento al disegno di legge Fornero e rendere applicabile l’articolo 18 al pubblico impiego. Per quanto (non lo dico io ma il mio stesso successore nella sua lettera al Messaggero del 27 marzo) le norme “anti-fannulloni” esistono già, oltre ad applicarsi, con riferimento a soprannumero o eccedenze di personale rispetto alle esigenze funzionali e alla situazione finanziaria delle pubbliche amministrazioni, la mobilità obbligatoria. Read the rest of this entry »


Dico no alla controriforma della Pa

“Il ministro Patroni Griffi dice di voler applicare la mia riforma a tutta la Pa? Non è così. E’ partita un’operazione che ha rimesso in pista il concetto del ‘non si muove una foglia che il sindacato non voglia’. Non ci sarà più nessun controllo sulle dinamiche salariali e viene eliminato il principio del merito. E il tutto con l’ipocrisia di implementare il mio lavoro”. Così l’ex ministro per la Pubblica amministrazione e deputato del Pdl Renato Brunetta in un’intervista pubblicata oggi da “Il Sole 24 Ore”.

“E’ cambiato qualcosa. D’ora in poi – sottolinea – se il governo tenterà di varare controriforme come quella sulla pubblica amministrazione, ma non solo, non avrà più la maggioranza. Bocciatura senza aver letto il Ddl? Rispondo con le stesse parole utilizzate nella lettera che ho scritto a Monti tre giorni fa: sarebbe veramente un pessimo segnale se si verificasse una imperdonabile retromarcia sul piano dei risultati conseguiti nell’organizzazione della Pa. Risultati che, lo ripeto, andrebbero invece pianamente attuati nell’interesse di un Paese che vuole finalmente – conclude Brunetta – liberarsi delle zavorre che stanno finendo per soffocarlo”. Read the rest of this entry »


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12 maggio 2012