In una situazione drammatica per l’Europa, in cui si fanno strada ipotesi estreme di ritorno dei singoli Stati alle monete nazionali, sarebbe altamente opportuno che il Parlamento italiano, unico organo legittimato dal voto popolare, in una fase eccezionale e delicata della democrazia del nostro Paese caratterizzata dal governo tecnico, sia messo al corrente dal Presidente del Consiglio di quanto accade in Europa.
La risoluzione di accompagnamento al Documento di Economia e Finanza (Def), approvata dal Parlamento il 26 aprile u.s. impegna il governo a farsi promotore in Europa di una politica di investimenti finalizzati allo sviluppo, sostenuta dall’emissione di Project Bond, Eurobond e Stability Bond, nonché di opportune modifiche dei Trattati, al fine di attribuire alla Banca Centrale Europea il ruolo di prestatore di ultima istanza.
Sarebbe il caso che il Presidente Monti riferisca al più presto alle Camere sui risultati della riunione dell’Eurogruppo tenutasi ieri a Bruxelles e, anche alla luce di quest’ultima, dello stato di attuazione del mandato ricevuto dal Parlamento nell’ambito della risoluzione approvata insieme al Def.
In un momento di gravi tensioni economiche e sociali, il Paese ha ancor più bisogno di essere unito e lo spirito unitario non può che partire dal Parlamento.






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