L’esame comparativo tra quello che sarebbe stato il decreto-sviluppo del governo Berlusconi, predisposto dagli allora ministri Romani, Brunetta e Calderoli, e i primi tre decreti-legge del governo Monti ci dà la possibilità di fare una serie di considerazioni di carattere politico e costituzionale.
Com’è noto, infatti, il decreto Romani-Brunetta-Calderoli non fu approvato nel Consiglio dei ministri del 2 novembre 2011 perché il Quirinale aveva informalmente manifestato la propria indisponibilità a emanarlo, considerandolo privo dei requisiti di necessità e urgenza e di omogeneità richiesti, secondo l’interpretazione costituzionale più volte richiamata dallo stesso Capo dello Stato, in particolare nel caso della lettera inviata a Berlusconi sul “caso Englaro” del 6 febbraio 2009 e in successive occasioni. Read the rest of this entry »






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