Perché la Merkel ha torto. Perché i 12 hanno ragione. Grecia? Troppo tardi e troppo poco

In Europa alcuni Paesi si trovano ad affrontare seri problemi economici ma la situazione d’insieme non è tanto grave quanto si dipinge. La storia del federalismo fiscale degli Stati Uniti offre diversi spunti per superare la crisi. La zona euro non diventerà nel breve periodo gli Stati Uniti d’Europa ma deve considerare elementi di federalismo fiscale per affrontare le sue più gravi debolezze.

Sulla Grecia? 170 miliardi di euro bastavano per comprarsi tutto il debito greco, bastava farlo in una notte e non saremmo arrivati alla situazione attuale. Seguendo la politica del rigore e dell’austerità, invece, il sistema è ancora appeso e ha infettato tutto il resto. L’unica cosa che l’Europa ha detto agli Stati membri in questi mesi è stato di mettere in atto strategie rigorose nei tagli. Questo non è sbagliato, perché il debito è il prodotto di un comportamento non virtuoso reiterato nel tempo, ma non si può diventare virtuosi in pochissimo tempo perché il rischio è il collasso: sarebbe come perdere sette chili in sette giorni.

Finora è prevalso un atteggiamento egoistico da parte di alcuni Paesi, un atteggiamento che crea nell’opinione pubblica un senso antieuropeo, una linea di pensiero portata a vedere l’euro come causa di tutti i mali. Per salvare la moneta unica dovrebbe esserci vera solidarietà tra chi è in difficoltà e chi guadagna dall’euro: questo nell’interesse di tutti, Germania compresa, perché se collassa il sistema, i primi a perdere saranno i tedeschi.

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