Se la Bce fosse la Fed
Negli ultimi mesi la Bce, per fare fronte alla crisi sistemica che continua a imperversare nell’eurozona, si è dimostrata particolarmente attiva. In particolare gli strumenti utilizzati sono stati: costo del denaro particolarmente basso con tassi di interesse pari all’1% maxi-prestito di quasi 500 miliardi di euro a un tasso d’interesse agevolato dell’1% concesso agli istituti di credito europei (operazione Ltro (Long term rifinancing operation) del dicembre 2011).
Il risultato dell’iniziativa europea è stato travolgente, l’asta del 21 dicembre 2011 ha ricevuto una domanda record di finanziamenti da 523 banche europee per un totale di 489 miliardi di euro.
Relativamente al prestito di dicembre gli istituti di credito italiani hanno fatto la parte del leone. Secondo un’indagine condotta da Morgan Stanley (pubblicata dal Financial Times del 19 gennaio 2012) le banche del nostro Paese hanno ottenuto ben 50 miliardi di euro, prime in questa “competizione” rispetto alle altre banche europee. Secondo le stime del Financial Times le banche italiane avrebbero così già coperto il 90% delle esigenze di finanziamento complessivo per il 2012.
Ma che fine hanno fatto questi soldi? Si chiedono i cittadini. E cosa dovrebbe fare la Bce per aiutare davvero l’economia?

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