Aggiornati i dati sulla diffusione della Pec e firmato protocollo d’intesa con rete imprese Italia

Nel corso di una conferenza tenutasi oggi a Palazzo Vidoni, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha illustrato gli aggiornamenti sul numero di PEC attivate da cittadini, imprese, professionisti e Pubbliche amministrazioni.
Secondo i dati raccolti dal DigitPA i risultati sono in costante progressione: a oggi i professionisti in regola sono più di 1 milione (oltre il 50% del totale) mentre più di 400mila sono le aziende già dotate di almeno una casella di Posta Elettronica Certificata. Le PA centrali e locali dotate di PEC sono 11.000 per un totale di 18.250 caselle attivate. Attraverso il portale www.postacertificata.gov.it, i cittadini che hanno richiesto la procedura di attivazione sono 330.418 e oltre la metà di questi sono già in possesso di un indirizzo personale e certificato.
Il servizio, attivo dallo scorso 26 aprile, è affidato in concessione a Poste Italiane, Telecom Italia e Postecom, rappresentati nel corso della conferenza stampa da Franco Bernabè (Amministratore Delegato Telecom Italia) e Giovanni Cuturi (Amministratore Delegato Postecom). Insieme a loro erano presenti anche il Presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua, il Presidente dell’INPDAP Paolo Crescimbeni, il Direttore Centrale Normativa dell’Agenzia delle Entrate Arturo Betunio, il Segretario Generale dell’ACI Ascanio Rozera e la Presidente del Comitato Unitario Nazionale per gli Ordini e i Collegi Professionali Marina Calderone.
Leggi il documento in dettaglio qui
Tag: digitpa, imprese italia, ministro brunetta, pa, pec, posta elettronica certificata, protocollo d'intesa, Pubblica Amministrazione
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Ecco dove finisce il canone Rai!
E’ tempo di “golpe” d’agosto in Rai: nell’ultimo anno, i soli direttori giornalistici si sono guadagnati aumenti di stipendio per quasi 800 mila euro! A tradurre grossolanamente, l’equivalente del salario di 120 operai, o di 100 impiegati o di 50 praticanti giornalisti? 800 mila euro sempre moltiplicati da qui all’eternità del loro permanere in azienda. Esistono ‘i direttorissimi’ ed i ‘direttori semplici’. Signore e signori con 2, persino 3 aumenti di merito in 12 mesi, a colpi di 30, 40, 50 mila euro a volta… Ma restiamo ai Top. Questa volta i dirigenti non giornalistici. Niente nomi, ovviamente, e cifre in approssimazione per difetto. Vertici che si contano sulle dita di una mano si sono spartiti 600, 650 mila euro di aumento, soldi in più sui già moltissimi che guadagnavano. Costo aziendale, azzardiamo, quasi un milione. Uno più uno meno, nel buco Rai: al massimo, per rimediare, chiudi qualche piccola rubrica culturale regionale, togli i vestiti ai costumisti e tosi i parrucchieri nei teatri di posa. Aumenti oltre ad eventuali gratifiche, dai 20 ai 50 mila euro ogni volta e, per alcuni, tre volte in un anno…
MINISTERI CHIUSI D’ESTATE COME LE SCUOLE!
La “Cura Brunetta” si è sciolta come neve al sole. Nonostante l’estate, i dipendenti pubblici hanno continuato ad ammalarsi come se fuori ci fossero 5 gradi sotto zero, e le assenze dal lavoro sono cresciute del 10,7% rispetto ad un anno fa. Il «più dieci» davanti alla voce sui giorni di malattia, infatti, si accompagna al 13,6% di aumento delle assenze prolungate, cioè quelle superiori ai dieci giorni. Le assenze crescono in quasi tutti i settori della pubblica amministrazione. Ci sono le epidemie di ‘nasi chiusi’ e ‘febbre alta’ tra i dipendenti delle Aziende Ospedaliere, con aumenti del 19,8% di assenze brevi e del 25,3% di quelle superiori ai dieci giorni, e dei funzionari dell’Agenzia del Demanio, che hanno passato il 32,2% in più del loro tempo a casa. Le assenze prolungate sono cresciute anche nei Ministeri, nelle Agenzie Fiscali e nella Presidenza del Consiglio: tutte insieme sono aumentate del 21,7%. Sono stati più spesso a casa anche i funzionari degli Enti previdenziali: 6,3% di ore in più per chi lavora all’Inps e all’Inail. Ma ci sono anche i virtuosi. Gli stacanovisti del fancazzismo: quelli che non si ammalano mai, neanche per sbaglio, quelli che stanno meglio in ufficio che a casa, lontano da mogli, figli e suocere petulanti più del capoufficio: giornale, internet, caffè, sigaretta, aria condizionata, telefono, qualche ora di straordinario in più da fottere ai colleghi che stanno in ferie e collega che in estate non solo si scopre di più, ma che diventa anche un po’ più… ‘disponibile’! Insomma una vera pacchia! Forse il ministro della DISfunzione Pubblica, azzittito in questi ultimi mesi dalle lotte intestine al partito dell’Amore, farebbe meglio a chiuderli i Ministeri nel periodo estivo, proprio come fanno le scuole! Ci farebbe senz’altro più bella figura e il risparmio per l’erario sarebbe garantito!