Sì alle auto blu, ma senza abusarne

Il ministro per la Pubblica Amministrazione Brunetta ha dichiarato di non essere contro le auto blu per un sindaco o un ministro, purchè non vi siano abusi: “Faccio battaglie che la gente sente come giuste: quella contro le auto blu e i fannulloni. Un uomo politico, che ha l’auto blu per tutta la settimana, ha quattro autisti, un auto, costi inenarrabili”.
Lo ha detto a ‘La settimana’ di Alain Elkan spiegando che le auto blu costano 4 miliardi di euro l’anno e che il servizio costerebbe la metà se venisse aquistato da società estere. Con 2 miliardi in più, ha dichiarato, potremmo dotare l’Italia di tutti gli asili nido nec essari. “Ho chiesto alla Presidenza della Repubblica e a tutti gli organi costituzionali di farmi sapere il numero delle auto blu. Ho avuto grandissima collaborazione, aspetto delle risposte.” (Fonte: infoggi.it)
Tag: auto blu, ministro brunetta, pa, Pubblica Amministrazione
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Lei Ministro fa il suo. A me fanno pena quelli che l’ascoltano. Anzi mi fanno tantissima pena.
egregio dott.Brunetta le scrivo perchè la reputo una delle ultime persone serie rimaste al “comando” dell’Italia.le faccio innanzitutto i complimenti per l’operato sinora fatto poi volevo metterla al corrente di 2 cose per me ma penso per tutti importanti:
1)l’inps sta giustamente facendo controlli sulle invalidità civili:io purtroppo a causa della sclerosi multipla sono un 100% costretta in casa senza lavoro e senza patente,
2)il mio padrone di casa ha lavorato nelle F.S. e nonostante siano 20 e più anni che è in pensione ha ancora l’opportunità di usare gratis il treno lui e tutta la famiglia.non lo trovo giusto perchè loro vivono a Milano ed io a Orvieto e in una settimana sia lui che la moglie fanno su e giu’ almeno 2 volte.mi sembra una grandissima presa in giro.lei può fare qualcosa?grazie e buon lavoro
in fede Francesca Graziani
Caro Ministro,era partito così bene…ora mi sembra sottotono. Chi la frena? Vada avanti con le sue idee.Vi abbiamo eletto apposta perchè si facciano le cose e non solo si proclamino!!!Avanti a tutta forza. Auguri
No, no e poi no, quirinalescamente…”non ci stò”. Come mai non entra nella testa di nessuno che prima di tutto si deve usare la propria auto, e possibilmente guidarsela con le proprie manine?
Ritieni che per il tuo “rango” e per la tua sicurezza sia più “chic” l’auto blu? Bene, quando ne farai richiesta la pagherai di tasca tua. L’auto sarà dello Stato, tu pagherai il noleggio, benzina ed il costo del personale, semplice. Oppure prenderai un taxi come fanno tutti. Si vuole “servire” lo Stato, ma si vuole anche che lo Stato sia al nostro servizio. Mio stimatissimo Ministro, applichi questa norma, semplice semplice, risparmierebbe allo Stato la spesa di tanti milioni. Auguri di buon lavoro.
Censore,una frase arguta non può essere censurata.
CONTINUI COSI’ MINISTRO ,IO CREDO CHE UNA LEGGINA CHE OBBLIGHI TUTTE LE CARICHE AMMINISTRATIVE CHE CONTANO AL NOLEGGIO DELL’ AUTO BLU CON AUTISTA ,COSI VIENE MONITORATO L’UTILIZZO E LA SPESA PER POI INSERIRE UN BADJET
A ME GIANLUCA FAI TANTISSIMA PENA TU ! MA TANTA TANTA
ma allora non conosce gli italiani, ministro brunetta?? stia pur certo che alla fine ne abuseranno, ne abuserranno!!!
sono i politicanti di mestiere come Fini, Casini, Follini, Bersani, D’alema e Veltroni che fanno venire agli italiani il voltastomaco per la politica!!! da quando il pdl ha vinto le ultime elezioni (poco più di due anni) Fini ha incominciato a fare una guerra spietata a Berlusconi come se fosse il suo più acerrimo nemico, politicamente parlando, ed invece i suoi nemici dovrebbero essere i comunisti!!!! avesse per lo meno il buon senso di andarsene via dal pdl, visto e considerato che dissente sempre da tutto quello che fanno e dicono berlusconi ed il suo governo!!!
Caro ministro, sono un insegnante… Da quando c’è Lei non faccio più supplenze pagate! Haha! Avanti così!
Però sono abbastanza d’accordo con Gilberto Vannini.
L’auto blu dovrebbe essere limitata – tutt’al più – alle 3 alte cariche dello Stato che ci rappresentano, e basta.
Vogliamo essere magnanimi e spendaccioni? Diamola alla ventina di ministri.
E BASTA!
Cosa c’entrano sindaci, sottosegretari e grattaculi vari? Allora la voglio anch’io, sono pur sempre un dipendente dello Stato!
Ha ragione Gigliola, mi sembra un po’ sottotono! Il tempo passa, i ceri si consumano e la processione non cammina. Forza, dunque!
Un saluto.
Anch’io ho avuto questa impressione del “sottotono”Non è che la non elezione a sindaco di Venezia ha creato degli squilibri?In ogni caso faccia sempre sentire il suo pensiero.Vada avanti,vogliamo il cambiamento di questo paese.Grazie per quello che fa. Continui.
[...] renatobrunetta.it Segnalibro [...]
La stimo molto.Le auto blu dovrebbero essere usate con parsimonia, molta.
Ora, con un volo pindarico, le chiedo?Non si potrebbero fare dei controlli “serrati” a tutti quei lavoratori che usufruiscono della “104″ per l’assistenza ai parenti, ma che, invece, raddoppiano soltanto il numero dei giorni di ferie?
Grazie
Pietro, sono felice di farle tanta pena.A lei invece uomo raffinato e di classe voglio di nuovo rimarcare che anche il ministro ha le sue auto blu, e più di una. Dopodichè una persona saggia trae le proprie conclusioni.
Onorevole Brunetta,
che ne direbbe di affidarle ad una società esterna ed inoltre dimezzarne il numero, in modo di spendere un solo miliardo??
a proposito di auto blu spero che nei conteggi che fanno le pubbliche amministrazioni ci siano i costi delle auto a noleggio , perchè alcune ammininistrazioni è vero che non hanno più auto blu ma spendono il triplo prendendole a noleggio
Due notizie inquietanti:
1: “Debito pubblico record a maggio:
tocca i 1.827,1 miliardi di euro,
aumentando di 15 miliardi rispetto al
mese precedente. Dalla fine del 2009 il
valore del debito italiano è salito di 65,8
miliardi, segnando un incremento del
3,7%. A maggio 2009 il debito era di
1.753,335 miliardi.”
2. “Il commissario UE per il mercato
interno, Michel Barnier, ha proposto che
DAL 2013 i depositi FINO A 100.000
euro possano essere recuperati entro 7
giorni in caso di insolvenza della banca e
gli investimenti finanziari fino a 50.000
euro in caso di frode (fonte Corriere della
Sera).”
Prima del 2013 si vedrà, ma quanti dei
PIGS arriveranno al 2013? Il debito
pubblico può aumentare FINO A
qualcuno compra i titoli di Stato e FINO
A quando lo Stato riesce a pagare gli
interessi sul debito. FINO A quando?
Per pochi milioni, l’occasione di agguantare il proprio pezzo d’Italia. Tesori in vendita, nella battaglia contro la crescita del debito nazionale.Sognate di di possedere un’isola al largo della costa di Venezia o della Sardegna? Se i soldi non sono un problema, una di queste isole potrebbe essere presto vostra. Il Governo italiano, infatti, è pronto a mettere in vendita centinaia di tesori per ridurre il debito nazionale.
Circa 9.000 edifici, palazzi, spiagge, isole e fortezze per un valore stimato di oltre 3 miliardi di sterline sono tra i beni che diventeranno disponibili dalla fine di questo mese. Il crescente debito italiano ha raggiunto 1.800 miliardi di sterline.
Tra i più costosi e pittoreschi beni in vendita ci sono le isole di Caprera, parte dell’arcipelago de La Maddalena al largo della costa nord est della Sardegna. Le isole vantano 45 miglia di riviera appartata circondata da acqua cristallina che attira sub da ogni parte del mondo. Sono abitate principalmente da capre. Caprera è stata incoronata come la ‘La spiaggia più sexy al mondo’ e descritta come ‘la dolce vita che incontra il mondo ultra-chic’ nel 2007. Apparteneva a Giuseppe Garibadi, cui è attribuito il merito di aver unificato l’Italia nel XIX secolo.
Saranno messe all’asta anche alcune isole nella laguna al largo della costa di Venezia, che a quanto pare costeranno milioni di euro. Tra queste Sant’Erasmo, conosciuta per i suoi mercati di fiori, le sue vigne e per il grazioso forte. Nel Mar Tirreno sul versante occidentale del Paese, è in disponibile l’isola deserta di Santo Stefano.
A Roma saranno in vendita edifici storici tra cui il museo di Villa Giulia, costruito nei sobborghi della città dal Papa Giulio III nel XVI secolo. Non è chiaro se saranno messi in vendita anche gli oggetti al suo internoi. C’è anche un palazzo normanno di 900 anni a Palermo, che fu la casa degli antichi Re di Sicilia.
Chi, invece, preferisce le camminate in montagna potrebbe scegliere un eccellente immobile lungo la catena montuosa delle Dolomiti al confine con l’Austria. Oppure, si può optare per l’acquisto di una spiaggia sul lago di Como – dove George Clooney ha una casa.
“E’ pura follia. Queste sono aree protette e se verranno messe in vendita ci costruiranno sopra”.
L’idea è frutto del partito separatista Italiano Lega Nord, parte della coalizione di centro-destra al Governo. Il Demanio, l’agenzia governativa che controlla i ‘tesori nazionali’, offrirà questi beni prima ai consigli locali e regionali che potranno poi rivenderli via Internet. Un portavoce dell’Agenzia del Demanio ha dichiarato: “La lista completa è ancora in fase di scrittura ma una lista provvisoria è stata messa a disposizione dei consigli locali e provinciali. La lista completa sarà messa online alla fine di luglio. In ultima istanza sarà l’autorità regionale a decidere cosa fare, ma vendere i beni ovviamente porterebbe in qualche modo a ridurre il debito nazionale e locale.”
Il piano è stato attaccato dagli ambientalisti e dall’opposizione. Stefano Delpieri, di Amici della Terra in Sardegna, ha dichiarato: “Questa è follia. Queste sono aree protette e se verranno messe in vendita ci costruiranno sopra”. Angelo Bonelli, del Partito dei Verdi, ha sottolineato: “Dietro questa vendita c’è il più grande piano di sviluppo edilizio della storia italiana.”
La decisione di vendere arriva giorni dopo che la indebitata Grecia ha annunciato che avrebbe a sua volta messo in vendita terreno. Ma questo terreno è privato e non proprietà dello Stato. I politici tedeschi Josef Schlarmannand Frank Schaeffler hanno affermato: “Chi si trova in situazione di insolvenza, deve vendere tutto quello che ha per pagare i creditori.”. Aggiungendo: “La Grecia possiede edifici e isole disabitate che potrebbero essere usati per sanare il debito”.
Dimentichiamo i processi per corruzione, frode fiscale, falso in bilancio, appropriazione indebita e riciclaggio di denaro di Silvio Berlusconi, o i suoi scandali sessuali che erano in prima pagina un anno fa, e guardiamo invece quello che è successo nel periodo recente.
In poco più di due mesi, tre ministri sono stati costretti a dare le dimissioni. Prima quello allo sviluppo economico, che ha lasciato le sue funzioni all’inizio di maggio. Secondo molteplici testimonianze raccolte dalla giustizia, Claudio Scajola sarebbe stato uno dei principali artefici di un sistema di appropriazione indebita di denaro pubblico destinato a lavori realizzati dalla Protezione Civile per conto dello Stato.
Grazie al suo intervento un costruttore, Diego Anemone, avrebbe ottenuto appalti pubblici esorbitanti e gli avrebbe in seguito versato 900.000 euro per comprare un appartamento di 200 mq, con ampia vista sul Colosseo. Nell’elenco quindi, fatti presunti di corruzione e di arricchimento personale. Secondo esempio, quello di Aldo Brancher, un ex dirigente Fininvest, la holding della famiglia Berlusconi.
Questi ha gettato la spugna il 6 luglio, soltanto tre settimane dopo essere stato promosso da semplice sottosegretario di Stato con delega alla Decentralizzazione al rango di ministro senza portafoglio. Uno status che lo poneva di fatto sotto la protezione di una nuovissima legge, detta «del legittimo impedimento», grazie alla quale un membro del governo può rifiutare di recarsi in tribunale, se convocato, a causa della sua agenda fitta di impegni.
Aldo Brancher non aveva impiegato più di cinque giorni per ricorrere a questo testo e tentare di sfuggire al processo Antonveneta, nel quale è indagato, con sua moglie, per ricettazione e appropriazione indebita. È stato necessario un richiamo del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, perché l’interessato si rassegnasse a recarsi all’udienza rinunciando al suo posto.
Il terzo ha dato le dimissioni mercoledì 14 luglio. Si tratta di Nicola Cosentino, che era segretario di Stato all’Economia nel ministero delle Finanze di Giulio Tremonti. Già indagato per complicità con la mafia napoletana in un traffico di rifiuti tossici, è appena stato accusato di «associazione a delinquere».
Che cosa gli viene contestato? Di aver contribuito a creare un’associazione segreta con lo scopo di manipolare eletti e magistrati, associazione che avrebbe fatto pressione sulla Corte Costituzionale, nell’ottobre 2009, per convincerla a mentenere l’immunità penale di Silvio Berlusconi.
Altre due personalità vicine al capo del governo sarebbero implicate in questa nuova storia: Denis Verdini, che gioca il ruolo chiave di «coordinatore» all’interno del Popolo delle Libertà, il partito al potere, e Marcello Dell’Utri, ex [sic] senatore PDL ed ex presidente di Publitalia, filiale della Fininvest, condannato nel 2004 per «concorso esterno in associazione mafiosa» e che ha appena visto confermata la sua pena in appello (sette anni di prigione e interdizione a vita dagli incarichi publlici).
La lista è ancora lunga, ma vediamo ora come l’esecutivo romano tenta di uscire da questa difficile situazione. La sua ricetta è semplice. Poiché è sempre dalla stampa che gli italiani vengono a scoprire queste vicende, basta impedire alla stampa di parlarne.
Ogni volta si discute del nulla. Occorre limitare la spesa per le auto blu? Soluzioni contorte sono preferite sempre a quelle banali e sotto gli occhi di tutti. Credo che basti fissare per ciascuna vettura un limite di chilometraggio e fissare il numero di autovetture di rappresentanza in funzione delle effettive esigenze. Ciascuno sa che può usare una vettura per tanti chilometri al mese e, quindi, ottimizzare i percorsi. Oltre i limiti fissati la spesa diventa personale di chi utilizza il mezzo. Credo che in tale maniera non si debba rinunciare a nulla e, contemporaneamente, si potrebbe avere la tanto auspicata riduzione della spesa. Infatti, limitando i Km, si ottiene: riduzione dei consumi; riduzione dei costi di manutenzione; riduzione degli autisti; e vari altri benefici. La vettura sarà utilizzata nei casi effettiva necessità. E’ quello che fa ogni dipendente quando percepisce lo stipendio, adegua le spese in uscita alle entrate e se un mese non può comprare una cosa rimanda la spesa al mese successivo e così via.
Capisco come sempre delle tue buone intenzioni, ma per le auto blu
o o si fa qualcosa di serio, altrimenti è meglio lasciar perdere
come tante altre cose.
Se partiamo con l’idea di dare un’auto ad ogni sindaco
i comuni d’italia sono 8.094 sommando tutto quello che segue
quante auto ci vogliono?
Qui in ITALIA parli di fare risparmi, ma quali risparmi ???
vuoi che ti prestiamo un pallottoliere per fare i conti ?
forse ci riesci meglio.
Ribadisco il concetto, molto elementare: nessuno ci impone di “servire lo Stato”. Vuoi fare lo statale, il funzionario, il politico, il sindaco,il magistrato ed il generale e su su fino al Presidente della Repubblica (che ora è proprio un comunista che a suo tempo ha esaltato Stalin e Pol Pot)? Bene, molto bene, anzi, grazie per il tuo impegno, per questo ti pagherò. Ora VUOI anche i privilegi che tu pensi spettino alla tua “casta”? Pàgateli, con i soldi che ti dà lo Stato puoi farlo. “Sic et simpliciter”. Chiaro? Vuoi servire ma pretendi di essere servito? Hai la patente? Hai l’auto? Usa la tua auto,ti concedo le corsie preferenziali,e ti rimborserò per la benzina che usi per il “servizio” che tu svolgi, contento? Non voglio fare del populismo, ma la storia dell’unità italiana possiamo ricordarla anche pensando al Barone Ricasoli che se ne andava, in treno, a sue spese, da Firenze a Torino. Il toscanaccio “Barone di ferro” è esistito davvero, cento cinquanta anni fa, oggi abbiamo troppi quacquaraquà di latta. Sig. Ministro, La stimo, colpisca le “caste”, i “mandarini” dello Stato, probabilmente La faranno fuori, loro sanno come fare, magistratura docet, ma dietro di Lei ci sono tanti italiani, senz’altro la maggioranza della Nazione, ed al momento buono questa maggioranza saprà ricordare. Auguri,e toscanamente, ovvia !
per gilberto: ma tu pensi davvero che il signor ministro sia entrato in politica per il bene di noi popolo? amico, ancora credi nelle favole!
uno che non si occupa dei lavoratori precari che da anni lavorano nella pa e li licenzia senza nessuna copertura, che razza di politico è?
il politico viene eletto dal popolo perchè amministri la cosa pubblica, per il bene del popolo, e dovrebbe trovare il sistema perchè tutti abbiano un lavoro.
Trovo tu che in Italia avvenga questo?
MINISTERI CHIUSI D’ESTATE COME LE SCUOLE!
La “Cura Brunetta” si è sciolta come neve al sole. Nonostante l’estate, i dipendenti pubblici hanno continuato ad ammalarsi come se fuori ci fossero 5 gradi sotto zero, e le assenze dal lavoro sono cresciute del 10,7% rispetto ad un anno fa. Il «più dieci» davanti alla voce sui giorni di malattia, infatti, si accompagna al 13,6% di aumento delle assenze prolungate, cioè quelle superiori ai dieci giorni. Le assenze crescono in quasi tutti i settori della pubblica amministrazione. Ci sono le epidemie di ‘nasi chiusi’ e ‘febbre alta’ tra i dipendenti delle Aziende Ospedaliere, con aumenti del 19,8% di assenze brevi e del 25,3% di quelle superiori ai dieci giorni, e dei funzionari dell’Agenzia del Demanio, che hanno passato il 32,2% in più del loro tempo a casa. Le assenze prolungate sono cresciute anche nei Ministeri, nelle Agenzie Fiscali e nella Presidenza del Consiglio: tutte insieme sono aumentate del 21,7%. Sono stati più spesso a casa anche i funzionari degli Enti previdenziali: 6,3% di ore in più per chi lavora all’Inps e all’Inail. Ma ci sono anche i virtuosi. Gli stacanovisti del fancazzismo: quelli che non si ammalano mai, neanche per sbaglio, quelli che stanno meglio in ufficio che a casa, lontano da mogli, figli e suocere petulanti più del capoufficio: giornale, internet, caffè, sigaretta, aria condizionata, telefono, qualche ora di straordinario in più da fottere ai colleghi che stanno in ferie e collega che in estate non solo si scopre di più, ma che diventa anche un po’ più… ‘disponibile’! Insomma una vera pacchia! Forse il ministro della DISfunzione Pubblica, azzittito in questi ultimi mesi dalle lotte intestine al partito dell’Amore, farebbe meglio a chiuderli i Ministeri nel periodo estivo, proprio come fanno le scuole! Ci farebbe senz’altro più bella figura e il risparmio per l’erario sarebbe garantito!