La ripresa si rafforza e lascia prevedere un 2010 migliore del previsto

Il Ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta commenta favorevolmente i segnali di ripresa dell’economia italiana, soffermandosi in particolare sui dati recentemente pubblicati dall’Istat.

Produttività del lavoro in crescita da quattro trimestri

I primi segnali di ripresa dell’economia italiana dalla crisi internazionale sono venuti dalla produttività del lavoro (pil per unità di lavoro equivalente a tempo pieno) che, nei dati dei Conti trimestrali dell’Istat, ha messo a segno già nel secondo trimestre del 2009 un guadagno dello 0,6 per cento rispetto al trimestre precedente, proseguendo la crescita nel terzo e quarto trimestre 2009 (rispettivamente 1,2 e 0,6%) e anche nel primo trimestre 2010 (0,6%). Dunque, con il primo trimestre del 2010 la produttività dell’economia italiana ha fatto segnare il quarto trimestre di ripresa.

Pil primo trimestre 2010: +0,5%

Con la produttività si è mosso, seppure più lentamente, anche il prodotto lordo, segnando nel terzo trimestre 2009 un incremento dello 0,4 per cento rispetto al secondo. A questo dato positivo è succeduta una nuova caduta dello 0,1 per cento nel quarto trimestre 2009, seguita da un andamento positivo dello 0,5 per cento nel primo trimestre di quest’anno.

Stabile il tasso di disoccupazione

Lo scarto tra la ripresa della produttività e il più debole rientro del reddito in territorio positivo evidenzia le difficoltà che ancora ostacolano la ripresa dell’occupazione. Questa, comunque, ha fermato nel quarto trimestre del 2009 la caduta in atto dal terzo trimestre del 2008, e nel primo trimestre del 2010 ha conseguito un leggero aumento rispetto al trimestre precedente (+0,1%). La situazione di stabilità è proseguita anche in aprile e maggio. Anche il tasso di disoccupazione si è stabilizzato all’8,7 per cento ad aprile e a maggio.

Dati record del fatturato e degli ordinativi dell’industria: +12,5% e + 26,6% (maggio 2010 su 2009)

Ma i segni di ripresa si moltiplicano alimentando le aspettative per una ripresa nel 2010 anche migliore di quanto sinora previsto. L’Istat ha comunicato stamane che nel mese di maggio il fatturato dell’industria ha registrato, nel confronto destagionalizzato con il mese precedente, un incremento dello 0,8 per cento e gli ordinativi un aumento del 3,2 per cento. Il fatturato è cresciuto dello 0,9 per cento sul mercato interno e dello 0,5 per cento su quello estero; gli ordinativi nazionali hanno registrato una diminuzione dello 0,4 per cento e quelli esteri una crescita del 9,5 per cento. Nel confronto degli ultimi tre mesi (marzo-maggio) con i tre mesi immediatamente precedenti (dicembre-febbraio) le variazioni sono state pari a più 1,4 per cento per il fatturato e a più 4,6 per cento per gli ordinativi. I dati grezzi del fatturato e degli ordinativi hanno registrato, rispetto al mese di maggio 2009, aumenti record, rispettivamente, del 12,5 e del 26,6 per cento. Tuttavia, poiché i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di maggio 2009, l’incremento del fatturato corretto per gli effetti di calendario è dell’8,9 per cento. È molto positivo anche il confronto tra il periodo gennaio-maggio 2010 e lo stesso periodo del 2009 (+ 6,2 per cento).

In crescita la produzione industriale

La tendenza al netto miglioramento congiunturale si avverte anche dal lato della produzione. A maggio il dato destagionalizzato della produzione industriale ha registrato un aumento dell’1,0 per cento rispetto ad aprile; la variazione della media del trimestre marzo-maggio rispetto a quella dei tre mesi precedenti è stata pari a più 1,9 per cento. L’aumento tendenziale corretto per gli effetti di calendario è del 7,3 per cento su maggio 2009, mentre nei primi cinque mesi la variazione rispetto allo stesso periodo del 2009 è del 4,9 per cento.

Segnali di ripresa anche dal commercio estero

Anche il commercio estero presenta innegabili segni di ripresa dell’attività, seppure con luci ed ombre. Nel mese di maggio le esportazioni sono cresciute del 17 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con andamenti più dinamici per il mercato comunitario (più 17,9 per cento) rispetto a quello esterno all’Unione (più 15,8 per cento). Le importazioni hanno però registrato un incremento del 31,1 per cento, derivante da una crescita del 35,5 per cento dei flussi dai paesi extra Ue e del 27,8 per cento di quelli provenienti dai paesi comunitari. A maggio il saldo commerciale è così risultato negativo per 1.957 milioni di euro.

Esportazioni +10,5%, importazioni +16,1% (Gennaio-Maggio 2010 su 2009)

Nel periodo gennaio-maggio 2010, rispetto al corrispondente periodo del 2009, le esportazioni sono aumentate del 10,5 per cento, con dinamiche pressoché identiche per i paesi Ue e per quelli non comunitari e le importazioni del 16,1 per cento (più 18,5 per cento per l’area extra Ue e più 14,2 per cento per quella Ue). Nei primi cinque mesi dell’anno il deficit commerciale, pari a 11,2 miliardi di euro, è quindi più ampio di quello del corrispondente periodo del 2009 (3,9 miliardi di euro). A maggio 2010 si registrano, per le esportazioni, andamenti tendenziali positivi per tutte le tipologie di beni, con aumenti superiori alla media per energia (più 49,4 per cento), prodotti intermedi (più 23,6 per cento), beni di consumo durevoli (più 23,2 per cento) e beni di consumo non durevoli (più 18,2 per cento). Anche per le importazioni le tendenze sono positive per tutti i raggruppamenti, con andamenti superiori alla media per prodotti intermedi (più 52,5 per cento) ed energia (più 37,1 per cento). Al netto dell’energia, le esportazioni aumentano del 15,9 per cento, mentre le importazioni del 29,9 per cento.

Il Ministro Brunetta conclude la sua analisi osservando che “la ripresa dunque si consolida e lascia ben sperare per volumi del prodotto lordo anche superiori alle attese. Tuttavia lancia all’economia italiana la sfida dell’equilibrio commerciale, non solo per l’onere consueto della ‘bolletta petrolifera’ ma anche per le importazioni di prodotti intermedi da parte dell’industria di trasformazione”.

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12 Commenti a “La ripresa si rafforza e lascia prevedere un 2010 migliore del previsto”

  1. michele scrive:

    Tremonti è il produttore del debito, un
    lavoratore instancabile: 100 miliardi di
    euro in più nel 2009, circa 30 fino ad ora
    nel 2010. Se i costi diminuiscono, le
    spese sono sotto controllo e le entrate
    fiscali sono calate, ma di poco, la
    domanda è: “Chi ha speso i 130 miliardi
    accumulati nel debito pubblico in un
    anno e mezzo”?

  2. michele scrive:

    Chi fa un lavoro usurante a
    70 anni è buono per l’ospizio. Perché un
    ragazzo dovrebbe pagare i contributi per
    esempio per Felice Crosta, ex presidente
    dell’Agenzia dei Rifiuti in Sicilia in
    pensione con 1.369 euro al giorno? O
    tutti o nessuno.
    In pensione si può

  3. michele scrive:

    Silvio Berlusconi, il secondo uomo più ricco d’Italia, il nostro capo di governo, bene, con la sua società la RTI, Mediaset per capirci meglio, paga solo l’1% di tasse sul fatturato! Si avete capito bene l’1%l’uno per cento.l’UNO PER CENTO e voi, quanto pagate di tasse, poveri illusi??
    Il Gruppo Mediaset vive alle spalle degli italiani. Nel 2007 ha fatturato oltre 4 miliardi di euro, di cui 2.5 miliardi derivanti da pubblicità delle Reti Mediaset. Invertiamo le percentuali: allo Stato il 99%, a Mediaset l’un per cento

  4. michele scrive:

    Fede costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all’anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze che BERLUSCONI ha in concessione dallo Stato.

  5. michele scrive:

    Prima dell’estate Tremonti ci spiegherà che i

    conti dello Stato sono fuori controllo, che
    ogni giorno deve piazzare un miliardo e
    mezzo di euro di titoli dello Stato, che nel
    2010 deve vendere, per evitare il
    fallimento, ALMENO 480 miliardi di euro
    di Bot e Btp,

  6. michele scrive:

    ALMENO 480 miliardi di euro
    di Bot e Btp, che nel 2010 sfonderemo il
    tetto dei 2.000 miliardi di debito pubblico,
    che lo sbilancio tra entrate e uscite dello
    Stato è destinato ad aggravarsi per i
    mancati introiti fiscali di milioni di
    disoccupati e di centinaia di migliaia di
    piccole e medie imprese fallite,

  7. michele scrive:

    Ci sono due notizie sul fronte
    dell’economia. Tutte e due buone. La
    prima è che il debito pubblico è cresciuto
    nel mese di aprile di soli 15 miliardi di
    euro, è un miglioramento notevole
    rispetto al mese di gennaio 2010 dove la
    crescita fu di 26,4 miliardi di euro.

  8. michele scrive:

    Ci sono due notizie sul fronte dell’economia. Tutte e due buone. La prima è che il debito pubblico è cresciuto nel mese di aprile di soli 15 miliardi di euro, è un miglioramento notevole rispetto al mese di gennaio 2010 dove la crescita fu di 26,4 miliardi di euro.

    La seconda buona notizia è che il debito pubblico che ha raggiunto il record di 1812,79 miliardi non preoccupa Brunetta,ha detto che lo sfondamento storico del tetto del debito è un “dato inerziale e la manovra è fatta proprio per questa inerzialità”

  9. michele scrive:

    Se il debito cresce è a
    causa dello Stato sociale: “é chiaro che
    con i periodi di crisi salgono le spese per
    il welfare e quindi queste vanno ad
    appesantire il debito”. Gli italiani devono
    ringraziare il Governo: se li indebita è per
    non tagliare scuola, sanità e pensioni. Lo
    fa per loro.

  10. alverx scrive:

    x michele
    Berlusca ,per la sua megalomania si sta costruendo “il castello e il suo reame”, penso tu l’abbia capito meglio di me, la politica per lui è solo un adeguamento su-misura delle leggi fino a quando non trova ostacoli, come ora. Non riesco a capire il limite dove voglia arrivare.

    x brunetta
    I diagrammi per cortesia , lasciali perdere, le teorie non bastano per coprire il disastro nel quale ci troviamo, non siamo tutti cretini.

  11. michele scrive:

    Intercettazione dell’aprile 2010. Luogo imprecisato in Brianza.

    B/P3: L’Italia è fallita
    T/Rex: E’ sufficiente non dirlo
    T/Rex: … e dire il contrario è ancora più efficace!
    B/P3: Ma l’Italia è fallita lo stesso, ogni mese il debito pubblico cresce di 10/15 miliardi, sai perfettamente che tra poco non riuscirai a pagare gli interessi sul debito… Raccontare balle non serve più… 1900 miliardi di debito previsti per la primavera 2011…
    T/Rex: Faremo la politica dell’Antifrasi (*)1…
    B/P3: Antifrasi?
    T/Rex: Si, un po’ come l’Antimafia che si mette d’accordo con Provenzano…
    B/P3: (Risate…)
    T/Rex: E’ semplice, faremo il contrario della Grecia
    B/P3: Spiegami
    T/Rex: George Papandreou ha annunciato il default, tu dirai che siamo in ripresa, che stiamo meglio della media degli Stati europei (*)2
    B/P3: Io lo dico pure, sai che non ho problemi… ma la barca affonda comunque… La disoccupazione reale è la più alta di Europa, gli stipendi sono i più bassi e i soldi della cassa integrazione stanno per finire
    T/Rex: La Grecia ha prima dichiarato la crisi e poi ha attuato le misure anti crisi. Una figura di merda… Noi faremo invece una bella figura. Attueremo le misure anti crisi senza dichiarare il pre default, ma diremo che sono per il rilancio
    B/P3: Gli italiani sono stupidi, ma non fino a questo punto…
    T/Rex: Tu li hai sempre sopravvalutati, altrimenti gente come Ingroia e Travaglio sarebbe già in carcere tra l’esultanza del popolo. Beh, con loro puoi sempre provarci più avanti…
    B/P3: Abbiamo alternative?
    T/Rex: Sì, il colpo di Stato, ma lo vedo bene solo come ipotesi di riserva, Papandreou ha bloccato gli stipendi dei dipendenti pubblici, aumentato l’età pensionabile, messo in vendita le isole greche (*)3. Noi faremo lo stesso. La chiameremo manovra per lo sviluppo e diremo che ce la impone l’Europa. L’Italia sarà venduta ai privati attraverso il federalismo demaniale, per la pensione ci vorranno oltre 40 anni di contributi e ci sarà il blocco degli aumenti al settore pubblico per tre anni. L’importante è tenersi buone la Confindustria e le banche. Non toccheremo i guadagni delle concessioni pubbliche e non tasseremo il settore bancario
    B/P3: Che ne dici di due spaghetti alla puttanesca e un branzino?
    T/Rex: Eccellente idea, a tavola volevo parlarti dei Parchi Pubblici in concessione ai privati e della tassa sul macinato, sai… quella vecchia legge dell’Ottocento di Luigi Menabrea
    B/P3: Ah, volevo chiederti, ma il default riusciremo a evitarlo?
    T/Rex: No, ma non se accorgerà nessuno

  12. LIBERALVOX scrive:

    MINISTERI CHIUSI D’ESTATE COME LE SCUOLE!

    La “Cura Brunetta” si è sciolta come neve al sole. Nonostante l’estate, i dipendenti pubblici hanno continuato ad ammalarsi come se fuori ci fossero 5 gradi sotto zero, e le assenze dal lavoro sono cresciute del 10,7% rispetto ad un anno fa. Il «più dieci» davanti alla voce sui giorni di malattia, infatti, si accompagna al 13,6% di aumento delle assenze prolungate, cioè quelle superiori ai dieci giorni. Le assenze crescono in quasi tutti i settori della pubblica amministrazione. Ci sono le epidemie di ‘nasi chiusi’ e ‘febbre alta’ tra i dipendenti delle Aziende Ospedaliere, con aumenti del 19,8% di assenze brevi e del 25,3% di quelle superiori ai dieci giorni, e dei funzionari dell’Agenzia del Demanio, che hanno passato il 32,2% in più del loro tempo a casa. Le assenze prolungate sono cresciute anche nei Ministeri, nelle Agenzie Fiscali e nella Presidenza del Consiglio: tutte insieme sono aumentate del 21,7%. Sono stati più spesso a casa anche i funzionari degli Enti previdenziali: 6,3% di ore in più per chi lavora all’Inps e all’Inail. Ma ci sono anche i virtuosi. Gli stacanovisti del fancazzismo: quelli che non si ammalano mai, neanche per sbaglio, quelli che stanno meglio in ufficio che a casa, lontano da mogli, figli e suocere petulanti più del capoufficio: giornale, internet, caffè, sigaretta, aria condizionata, telefono, qualche ora di straordinario in più da fottere ai colleghi che stanno in ferie e collega che in estate non solo si scopre di più, ma che diventa anche un po’ più… ‘disponibile’! Insomma una vera pacchia! Forse il ministro della DISfunzione Pubblica, azzittito in questi ultimi mesi dalle lotte intestine al partito dell’Amore, farebbe meglio a chiuderli i Ministeri nel periodo estivo, proprio come fanno le scuole! Ci farebbe senz’altro più bella figura e il risparmio per l’erario sarebbe garantito!

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