In Italia si sta bene

“Tornare al buon senso, alla collaborazione e al rispetto reciproco tra magistratura e politici”. Questo l’appello del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, sul caso Brancher. Intervistato su radio Rtl, il ministro ha fatto presente che, nel caso si fosse trovato in un’analoga situazione, in linea di massima, non avrebbe fatto ricorso al legittimo impedimento.

“Anch’io – ha detto Brunetta – avrei diritto al legittimo impedimento. Se mai avessi un problema con la giustizia e se le convocazioni per discutere la mia causa fossero compatibili con la mia azione di ministro, io tranquillamente rinuncerei alla prerogativa di dire ‘ho altro da fare’. Pero’ anche qui e’ questione di costume: se il tribunale mi imponesse dieci udienze a settimana tali da impedire la mia attivita’ di ministro anch’io dovrei fare una riflessione”.

“La magistratura va rispettata certamente perche’ fondante di uno stato, ma anche l’attivita’ di governo, ministri e presidente del consiglio”. Insomma, quello che serve e’ la collaborazione, perche’ quando non c’e', il rischio e’ che si sbagli tutti, i magistrati che cercano di imporre le loro regole anche a chi e’ disponibile a collaborare, e forse i politici che si sottraggono, ma d’altra parte devono pur gestire nel nome dei cittadini. “Per cui – conclude Brunetta – torniamo a una sana, trasparente e leale collaborazione tra organi dello Stato, perche’ magistrati e politici siamo qui per lavorare nel nome dei cittadini”.

Foto: haisentito.it

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7 Commenti a “In Italia si sta bene”

  1. emiliano scrive:

    Certo, signor ministro, in Italia voi politici state da dio, con 20mila euro al mese per tre giorni di lavoro a settimana… pensi a chi come me,laureato e condannato a un’eterna precarietà, guadagna a malapena 800 euro al mese, senza possiblità di costruirsi una famiglia, un futuro e senza vedere uno straccio di pensione… Pensi a quando dobbiamo confrontarci con Renzo Bossi, pluribocciato alla maturità, che ora guadagna 10mila euro al mese grazie al cognome importante che ha… Fose quelli come me in italia non stanno così bene, mi creda…

  2. luciano scrive:

    gentile ministro, lettere, come quella del signor Emiliano,
    potrebbero essere migliaia e migliaia, e quello che più preoccupa è che nessuno tenti, almeno ,di porre il problema.
    I giornali si preoccupano delle “madame pompadour” di turno, i politici di come ridurre alla disperazione gli italiani senza nulla togliere alle loro cospicue entrate.
    Il signor Bossi vuole per le scuole della padania professori padani, e se fossero tutti come il suo ultimo rampollo, che cosa insegnerebbero? forse a farsi strada con la bacchetta magica di papà.
    Mai uomini politici sono stati così sfacciatamente nepotisti come voi!
    Mi meraviglio che lei signor brunetta non se ne sia accorto e che strombazzi concorsi per quei precari che lavorano con competenza nella pa da almeno 6 anni!

  3. sara scrive:

    sono un insegnante che in queti giorni sta terminando l’anno scolastico con l’amarezza nel cuore perchènel l’ultimo colleggio docenti si parlava già del prossimo anno scolastico,delle future 104 che ci taglieranno le gambe”cioè di quelle insegnanti che in periodo di crisi si cercano il parente con la 104 per non essere perdenti posto.
    sono amareggiata perchè ogni anno aumentano e noi che non abbiamo 104 da sfoderare come assi nella manica rimaniamo in graduatoria , con il nostro punteggio partiamo lontano.Non mi sembra giusto, vorrei che tutto il governo stani i falsi invalidi che girano in macchina e vanno da soli in chiesa,ho le prove!Vorrei che le insegnanti partecipino alla graduatoria interna con il sistema dell’anzianità di servizio non con escamotage per “fregare”il prossimo.mi scuso per l’amaro sfogo ma è una battaglia che non va abbandonata,ma perseguitata e fatta finire.grazie

  4. Serena scrive:

    Spettabile Ministro,anch’io sono un’insegnante con 18 anni di servizio,con asma e altri problemi di salute e senza la legge 104. Mi chiedo perchè, nelle graduatorie interne d’istituto si tutelano i furbi che magari, senza essere figli unici, si fanno dare la legge 104 per un genitore anziano, un suocero , ecc..,nulla da dire a chi ha un figlio o marito o moglie con vero handicap GRAVE,e così hanno la precedenza e non sono perdenti posto. Puo’ capitare così che chi ha due anni di servizio mandi via chi dopo un lungo viaggiare è finalmente arrivato al poroprio paese. Questi furbi poi, partecipano a tutti i progetti con ore extrascolastiche, pagate, perchè lì non pensano ai parenti gravi..
    Io dico che è giusto che a loro spettino i tre giorni al mese per le visite o l’assistenza ai figli, ma la precedenza la devono avere solo a parità di punteggio. Un docente con due anni di servizio e la 104 deve precedere solo chi ha due anni di servizio e non ha la 104, non uno con tre,dieci o piu’ anni. Di questo passo, e con questa normativa, ci sarà la corsa al riconoscimento di invalidità per i genitori anziani o motivi di salute personali, solo per non perdere la sede guadagnata dopo anni di viaggi. Nel mio caso dieci anni.Stesso trattamento a non essere spostato ha chi è assessore comunale… tutti lo dobbiamo diventare? FATE FINIRE QUESTO SCEMPIO perchè sono pochi quelli che ne hanno davvero diritto.
    Un’altra cosa, visto che per un giorno non si possono fare supplenze dei collaboratori scolastici, fate in modo che facciano i giudici popolari o i consiglieri comunali i disoccupati perchè nelle scuole c’è poco personale e non si sa come fare….Scusate lo sfogo e speriamo che abbiate capito il nostro dolore.

  5. lo schifo scrive:

    DAL GIORNALE L’ESPRESSO

    “Trovare lavoro ai giovani e valorizzare i loro talenti è una missione nobile e importante: basta con questo Paese dominato dagli ultrasettantenni. E nessuno meglio di Maria Vittoria Brambilla – una vita a sgambettare nelle discoteche prima di diventare misteriosamente ministro – è consapevole dell’esigenza di un ricambio generazionale in questo Paese.

    Avendo preso molto sul serio questo suo impegno, la signora Brambilla ha appena trovato lavoro a due giovani – non ragazzini, ma insomma under 40 – molto bravi e promettenti. Uno si chiama Massimiliano, ha 38 anni ed è un simpatico ragazzo che ama le camicie rose e le cravatte azzurre, già noto negli ambienti accademici internazionali per essere stato fidanzato con Cristina Dal Basso del Grande Fratello, accanto alla quale è apparsa sulle pagine del settimanale “Chi”.

    Da ieri, l’ottimo Massimiliano è commissario straordinario dell’Aci, l’umile lavoro che gli ha appunto trovato la signora Brambilla, nella sua qualità di ministro del Turismo. Si ignora al momento l’entità della sua retribuzione ma si ha motivo di ritenere che Massimiliano non avrà il problema di arrivare a fine mese.

    Del tutto casuale, ovviamente, il fatto che Massimiliano sia figlio dell’imprenditore Bruno Ermolli, uno degli imprenditori italiani più potenti e vicini a Berlusconi, che da anni ricopre cariche di ogni tipo a Mediaset e in Mondadori, oltre ad avere le mani in pasta in tutti i business pubblici-privati italiani (dalla vendita di Alitalia all’Expò di Milano, dalla Scala alla Bocconi).

    Siccome tuttavia si sa che ai giovani piace stare insieme, la Brambilla ha pensato che sarebbe stato crudele lasciare il giovane Ermolli da solo all’Aci.

    Ecco che allora nella squadra del giovane neocommissario il ministro ha subito inserito anche un altro ragazzo di ottime speranze, tale Geronimo, un trentenne che ha in comune con Ermolli junior la passione per le ragazze uscite dal Grande Fratello (è finito suoi giornali di gossip insieme a Vanessa Ravizza) e più di recente è stato fidanzato con la bionda di ottima famiglia Micol Sabbadini.

    Già frequentatore dei locali di corso Como e dintorni (parliamo sempre di Milano, naturalmente) il giovane Geronimo è un grande amante del mare e poco tempo fa ha rilasciato una pensosa intervista spiegando che la sua nuova barca «ha il teak esteso sia nella spiaggetta sia dentro il pagliolato», e lui «ha scelto personalmente il logo sullo scafo». A Geronimo, che è un ragazzo dai valori semplici, piace però soprattutto frequentare gli amici: in particolare Paolo, Barbara, Giovanni e Francesca, che di cognome fanno rispettivamente Ligresti, Berlusconi, Tremonti e Versace. Ah, anche Geronimo in effetti avrebbe un papà piuttosto famoso e potente – al momento fa in ministro della Difesa e si chiama Ignazio La Russa – ma sarebbe ovviamente una calunnia comunista affermare che questo abbia qualcosa a che fare con la sua nomina all’Aci.

    Anzi, c’è la certezza assoluta che Brambilla abbia scelto i nuovi boiardi solo con criteri meritocratici, basandosi sulle competenze e non sulla parentele. E questo perché Brambilla è una che prima di nominare qualcuno vuole conoscerlo bene, molto bene. Talvolta benissimo.

    Non si spiega altrimenti perché accanto a Massimiliano e Geronimo il terzo nome elevato nella nuova governance dell’Aci sia quello di di Eros Maggioni, 42 anni ottimamente portati, odontotecnico e piccolo imprenditore di Calolziocorte, in provincia di Lecco. Amante dell’equitazione, uomo dal carattere schivo che raramente si fa vedere fuori da Calolzio, è il fidanzato della Brambilla da 19 anni.”
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    TUTTO BENE LETTORI? NON VI INDIGNATE? MA NO CERTAMENTE, CI SONO PROBLEMI PIU’ IMPORTANTI…IL PALLONE E’ UNO DI QUESTI. BRAVI
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    caro ministro se le notizie di cui sopra sono vere non crede che la politica e i suoi uomini si dovrebbero vergognare,ripeto vergognare?

    Io come avvocato,ribadisco avvocato, per trovare lavoro nella PA son dovuto andare nel profondo nord ad arricchire ancor di piu’ quelle regioni…..e devo anche ritenermi fortunato che’ lavoro.

    Che schifooooooooooooooooo

  6. Marcello scrive:

    Caro Ministro, non mi aspettavo porprio che lei difendesse il sig. Brancher. Stavolta siete stati veramente ridicoli. Ormai non avete più vergogna di nulla: Le ricordo che il presidende del consiglio disse di voler costituire un gorverno snello, con pochi ministeri… Forse era solo una previsione iniziale in attesa di capire bene chi collocare e dove. Mi meraviglio di lei anche per il fatto di aver accettato l’incarico per la nuova legge su Venezia: è stato fregato alle elezioni e adesso allora cerca di rientrare in gioco dalla porta laterale. L’ho asoltata a RTL parlare anche di meritocrazia. Sarebbe molto ma molto meglio per tutti noi se lei e tutti i suoi colleghi andaste a rivedervi cosa significa sul dizionario di italiano la parola meritocrazia, prima di sbandierla ai quattro venti, solo per riempirsi la bocca e cercare di adescare le persone. Caro ministro io sono convinto di una cosa: finchè noi italiani avremo il pane in tavole potrete continuare a menarci per il naso. Quando non ci sarà più cominceranno i veri problemi. E il buon Miglio, se non sbaglio disse che i veri cambiamenti (lui parlava di rivoluzione) si fanno solo nel sangue. Vergogna!

  7. Giovanni Bellingeri scrive:

    amo le sue azioni brunettiane, ma … difendere un reo-confesso (ha chiesto il rito abbreviato e quindi ammesso la colpa) come Brancher, … questo no, questo non me lo doveva fare, caro Brunetta!!

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