Pomigliano: più che un punto di crisi è un punto di svolta

Il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta torna a conversare e rispondere alle domande del direttore Paolo Liguori su Tgcom. Autonomia e federalismo il primo argomento trattato, a seguito della cosiddetta rivolta dei governatori alla manovra economica fatta dal governo. Brunetta ha precisato che “per le regioni le risorse destinate alla sanità, che sono il grosso delle competenze delle regioni non sono state toccate, ma anzi sono state incrementate di 5 miliardi l’anno”.
Altro argomento che ha fatto molto discutere negli ultimi giorno è la situazione della Fiat a Pomigliano. Nel caso specifico – ha spiegato il ministro – le garanzie chieste dalla Fiat sono state su due punti:
1. Colpire l’assenteismo anomalo, colpire i fannulloni nel settore privato
2. Colpire quei fannulloni che si nascondono dietro il diritto di sciopero per fare scioperi individuali per non sottostare ai turni di lavoro.
Infine il ministro ha fatto una panoramica dei prossimi ambiti ancora da riformare nella pubblica amministrazione: il censimento riguardante le auto blu e in particolar modo una direttiva sui lampeggianti, gli stipendi dei dirigenti, l’information and communication technology, e l’attivazione della pec da parte di 450.000 artigiani che potranno così dialogare con la P.A. e col resto del mondo.
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Tag: manovra finanziaria, pa, paolo liguori, pomigliano, Renato Brunetta, riforma pa, tgcom
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Buongiorno, copioso materiale per Premio Nazionale per l’Innovazione in linea con il Common Assessment Framework.
Se non sa la vicenda degli ex dipendenti dei Monopoli di Stato faccio un breve sunto:
- Da dipendenti dei Monopoli, in attesa dei corsi di riqualificazione e del conseguente concorso per passaggio di livello, erano retribuiti, per mansioni superiori svolte e certificate, con il livello superiore pur risultando in quello inferiore;
- Avviene la privatizzazione, si blocca tutto e vengono ricollocati presso altre amministrazioni, con la retribuzione del livello di appartenenza e non delle mansioni, con notevole riduzione dello stipendio e delle varie indennità (di amministrazione, FUA etc);
- Le nuove amministrazioni che li hanno accolti hanno impedito esplicitamente che potessero partecipare ai corsi di riqualificazione, in quanto investivano ovviamente nel proprio personale e non in quello degli ex monopoli, con la perdita, ovvia per questi, di ogni possibile carriera (stipendio, meritocrazia, contributi, pensione…), l’esatto contrario di quanto sbandiera l’On. Brunetta.
- In dieci anni il danno economico è astronomico, se non fosse trattata come spam l’email che contiene gli allegati, le mostrerei il cud di 10 anni fa rispetto al 2009!
- Non bastava, con il DDL 31 maggio 2010, n. 78 è previsto il passaggio forzato presso l’amministrazione in cui prestano servizio attualmente, perdendo anche la possibilità di usufruire del fondo del Ministero delle Finanze e, attraverso un diabolico meccanismo chiamato assegno riassorbibile, di non ottenere qualsiasi aumento di stipendio, oltre a quello previsto nel decreto stesso, blocco del contratto. Status ante quo, a 10 anni fa!!! e per i prossimi 3 o 4 anni.
Appare inverosimile lo so, ma è proprio così. Forse far rispettare le regole (in pejus) dà visibilità e consenso al Ministro Brunetta, non il contrario? Sarebbe lecito sperare in una equa risoluzione del caso?
p.s. nessuno sembra rispondere alla interpellanze parlamentari, copiose in merito.
Il ministro brunetta è tornato a tuonare contro i fannulloni, quelli del privato che lavorano per gli amici guidati dalla cinguettante marcegaglia della quale non ho ancora capito la funzione nel panorama politico. Non fa parte del governo,non rappresenta i lavoratori ma una parte di imprenditori, perchè deve dire la sua su ogni argomento anche su quelli che non la riguardano? Vorrei che qualcuno glielo facesse notare perchè di Papa in italia ne abbiamo già uno al Vaticano, due sono troppi anche per un popolo paziente come il nostro.
Ma torniamo a brunetta che dopo mesi di silenzio si è svegliato dal suo torpore mediatico per dire altre idiozie. Attento i metalmeccanici non sono come i dipendenti pubblici dove le donne sona il 50% e prese dalla loro faticosa vita non sannoa ancora cosa sta loro per succedere. I metalmeccanici sono maschi,ed incazzati e conoscono bene i loro diritti. Il ministro ricorderà bene il 30 giugno 1960 a Genova cosa accadde.
POMIGLIANO: LA TOMBA DELLO STATUTO DEI LAVORATORI. IL RICATTO PIU’ IGNOBILE CHE SI PUO’ PERPRETARE A CHI SI TROVA IN UNA POSIZIONE DI BISOGNO. MA LA POLITICA DALL’ALTO DEI SUOI BENEFIT… NON PUO’ CAPIRE!
IL GRANDE RICATTO: I NOSTRI DIRITTI PER UN TOZZO DI PANE!
Un lettore ci scrive in merito alla manovra economica che congela gli stipendi dei dipendenti pubblici : “Il pubblico impiego forse non ha capito che le vacche grasse non ci sono più. Gli statali hanno spolpato le casse dello Stato con assenteismo e imboscamenti… adesso si lagnano perchè gli vogliono togliere quei benefici che il lavoratore privato non ha mai avuto…”. Come se la colpa di tutti i mali fosse dei dipendenti pubblici. Come se non fosse sacrosanto estendere pari diritti a tutto il mondo del lavoro, anzichè assecondare il gioco di chi li sta erodendo giorno dopo giorno! E, tanto per stare al gioco al massacro, passiamo all’altra sponda, quella dei lavoratori privati. Leggiamo in questi giorni “IL GRANDE RICATTO” che FIAT ha fatto ai suoi lavoratori per non portare all’estero la produzione dello stabilimento di Pomigliano: sanzioni in caso di sciopero o malattie, riduzione dei permessi elettorali e abolizione della pausa pranzo in cambio di “lavoro”! La cosa più sgradevole è leggere i commenti che cinicamente esultano alla resa dei lavoratori Fiat. Commenti che Marcegaglia a parte, vengono non solo da dirigenti, imprenditori, industriali, faccendieri e gente di quella razza, ma anche dai poveracci, gente che sta alla catena di montaggio che si rallegra e gioisce nel vedere gli altri costretti a subire con la schiena china! Insomma ‘loro’ stanno scatenando una guerra tra poveri, tra lavoratori pubblici e privati, tra gente che campa di stipendio! E i lavoratori invece di fare fronte comune, di ribellarsi, si scannano gli uni contro gli altri e continuano supinamente a subire, a pagare colpe che non gli appartengno e debiti che non hanno mai contratto. Il mondo del lavoro sta subendo un incredibile peggioramento delle sue condizioni ed un attacco senza precedenti ai fondamentali diritti dei lavoratori nel nome dell’affarismo e del profitto a tutti i costi! Un passo indietro che prima o poi pagheremo tutti: pubblici e privati! Un imbarbarimento delle condizioni lavorative che pagheranno soprattutto le future generazioni! Marchionne chiede di licenziare chi sciopera! Caro Marchionne, cara Marcegaglia, caro Berlusconi… scioperare non è mai un capriccio, è un sacrificio economico cui chi lavora ricorre come ultima ratio. Scioperare è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, quella Costituzione che ‘voi’ volete cambiare! Magari sostituendo l’articolo 40 con una Marchionata oppure una Marcegagliata del tipo: “La schaivitù è brutta, ma l’azienda ne ha bisogno per tirare avanti”! La strada dell’erosione dei diritti del mondo del lavoro è stata imboccata: è una strada senza fine, senza uscita!
Perchè ci sono i fannulloni anche nel privato?
Non lo sapevo, c’è sempre qualcosa da imparare.
Allora adesso anche per loro inizierà il calvario della visita fiscale il primo giorno, gli arresti domiciliari, per la riforma del contratto sono già a buon punto, presto anche per le donne operaie si porterà a 65 la pensione di vecchiaia, a causa della crisi che colpisce le aziende gli bloccheranno per 4 nni il rinnovo del contratto, ecc. ecc.
dopo anni di esperienza come dirigente d’azienda e ancor prima come impiegata e quadro aziendale, posso dire a voce alta che i sindacati italiani sono gli unici AL MONDO ad essere contro l’innovazione, l’imprenditoria, il lavoro e i lavoratori. ho avuto esperienze di lavoro al nord europa: i sindacati di fianco all’azienda per garantire innovazione e lavoro; ho vissuto tre anni a shanghai: i sindacati di fianco all’azienda per garantire sempre migliori condizioni di lavoro ai lavoratori di qualsiasi ordine e grado. DI FIANCO all’azienda, NON CONTRO. solo in italia sono CONTRO, per pura ideologia (o ignoranza??). oltre a questo io non MAi visto un sindacalista lavorare al pari dei suoi colleghi che diceva di rappresentare. e questo la dice lunga…Grande stima per il sindacato e la sua funzione in ogni dove al mondo, ma non per quello italiano: ignorante, retrogrado, supponente, inconcludente.
Per I. Fabbri
A Shangai in Cina ci sono i sindacati? Poniamo che la sua affermazione sia esatta,anche se ho fondati dubbi. Secondo lei in un regime comunista dove potrebbero stare? Nel Nord Europa i lavoratori non sono considerati schiavi e nessuno neppure un ministro si permetterebbe di dare del fannullone ad un proprio cittadino. Hanno retribuzioni più elevate delle nostre e tutele che noi ce le dimentichiamo. Io comprendo che lei essendo dirigente pensa di rappresentare la sua azienda ed il pensiero del suo datore di lavoro che sicuramente non penso sia un filantropo se ha dirigenti come lei. Io sono un dirigente sanitario e vedo ogni giorno gli sforzi che i lavoratori della sanità fanno e non mi compiaccio della nostra situazione e non mi interessa giudicare quello che accade altrove perchè sono realtà che io non conosco. Provi a fare altretteanto ed eviti di essere ignorante,retrograda,supponente,inconcludente ed autoreferenziale. Farà certamente una figura migliore.
a shanghai ci sono i sindacati, ben piu’ attivi che qui, e sono tenuti in alta considerazione da tutte le parti sociali, in quanto la repubblica si chiama popolare ed e’ di stampo socialista e non comunista. in italia nessun lavoratore e’ considerato schiavo, ma i fannulloni ci sono -ed e’ sciocco negarlo- in quanto c’e’ una coscienza sociale molto bassa e un senso etico altrettanto basso: l’assenteista solitamente non si cura del danno che fa’ ai colleghi e alla macchina lavorativa con la sua assenza. scrivendo cio’ che ho scritto sopra non rappresento il mio datore di lavoro ne’ la mia azienda, bensi’ il mio pensiero che nasce dalla mia esperienza lavorativa, che fortunatamente ha spaziato fuori dai confini della nostra nazione. non mi sembra di essere stata supponente, ne’ ignorante, ne’ retrograda, ne’ inconcludente. esprimere un opinione non merita tanta acidita’ (la sua). detto questo la informo che all’eta’ di 40 anni ho smesso di fare il dirigente e faccio la mamma a tempo pieno, dunque la supponenza e’ tutta sua. le suggerisco, infine, di confrontarsi con altre realta’…si impara sempre qualcosa di buono. e stia sereno che con l’arroganza ci si rende solo antipatici.
lei come dirigente non farà fatica a mettere insieme pranzo e cena mentre un lavoratore pubblico o privato deve fare bene i conti perchè i soldi a fine mese mancano sempre , mi piacerebbe vedere lei signora Ilaria campare con uno stipendio ,dopo 38 anni di ospedale di 1400 euro . La mia considerazione è che la classe dirigente in Italia non è all’altazza dei colleghi europei, perchè ,vedi gli ultimi scandali della cricca, mangia i soldi ai poveretti è questo non credo succeda in europa e nel caso contrario sono affidati alle patrie galere . il sindacato è con i lavoratori perchè abbiamo una classe dirigente poco affidabile e molto evasore , non ci si può fidare di gente poco onesta , vedi governo , certo che al mondo ci sono fannulloni ma anche lavoratori malpagati ma onesti
mi correggo non ilaria ma angela
sono solidale coi lavoratori di pomigliano , capisco se voteranno per il lavoro ma sarà l’inizio della fine per tutti i lavoratori di tutte le categorie si sta tornando agli anni ’50 lavorare sette giorni su sette e oltre 10 ore al giorno per non morire di fame stiamo diventando gli schiavi del 2000 insomma schiavi moderni e lastoria si ripete chi più ha più vuole e meno offre fra qualche anno si tornerà in piazza a rivendicare i diritti perduti a causa di persone avide di potere e sono d’accordo di non comprare auto fiat. Il ministro Brunetta è in pensione con 20 anni di lavoro e 20 anni di contributi figurativi ,lui che parla di leggi e di regole
Signora Ilaria se in Italia c’è una coscienza sociale bassa ed un senso etico altrattanto basso la colpa non è certo dei lavoratori che negli ultimi anni hanno visto decrescere il proprio potere d’acquisto ed i loro diritti. Cosa intende per senso etico? E’ forse etico pagare i ricercatori della scienza 1000 €/mese e mantenerli precari in eterno? E’ forse etico avere ogni giorno morti sul lavoro perchè i datori di lavoro vogliono risparmiare sulla sicurezza ed accrescere il proprio profitto? E’ etico ricattare le lavoratrici facendo firmare loro dimissioni in bianco? Potrei continuare questa litania all’infinito ma le evito queste domande alle quali non potrà rispondere perchè le persne come lei non vogliono vedere la realtà. Lei scrive che a 40 anni ha lasciato il lavoro per dedicarsi a fare la mamma. Ne sono lieta per lei,ma chi vive di solo stipendio non può fare una scelta di questo tipo. Si ritenga fortunata e sia lei meno antipatica nei confronti di altre donne. Io mi confronto ogni giorno con altre realtà, ha frainteso: ho solo affermato che evito di giudicare ciò che non conosco come invece fa lei. Ho un’anzianità di servizio di 30 anni e non accetto critiche da chi ha fatto nel mondo del lavoro una fugace quanto fortunata apparizione. Sia più umile,le gioverà ed eviterà di scontrarsi con chi il lavoro lo conosce davvero.
Per Mary: temo che lei abbia frainteso rilegga con attenzione
mi scuso mi sono confusa coi nomi
per mary:
la cosa migliore e’ che la panda continui a venire prodotta in polonia e che la fiat si stacchi da pomigliano, se l’offerta lavorativa fiat non e’ ritenuta accettabile e consona alle esigenze dei lavoratori. i lavoratori avranno salvi i loro diritti: basta semplicemente dire NO nel referendum del 22.
c’e’ un’offerta chiara e delineata e ci sara’ una risposta altrettanto chiara. prima o poi qualcuno sara’ interessato ad investire in campania…..magari un’allevamento di ovini…
Inaccettabile è che ci siano persone che pensino che i lavoratori siano merce di scambio e che accettino ogni nefandezza pur di mantenere un posto di lavoro che garantirà una vita di stenti e sacrifici e che permetterà ai loro figli lo stesso destino. Questo è il mondo che vogliamo e che i nostri padri ci lasciano in eredità? Questo è quello che rimane della classe lavoratrice? Quale altro attacco dobbiamo aspettarci? Forse un allevamento di ovini sarebbe più dignitoso e lascerebbe più spazio all’immaginazione rispetto ad una linea di produzione parcellizzata a tal punto che persino Taylor,l’ideatore della catena di montaggio, si rivolterebbe nella tomba.Lo hanno capito anche gli scemi qual è il gioco della Fiat! Si tireranno indietro e torneranno in Polonia dove sono stati lautamente compensati per l’investimento fatto e getteranno la croce del fallimento della trattativa di Pomigliano sulla FIOM.
IL MINISTRO, PROF. ON. BRUNETTA, COME LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI SUOI COLLEGHI VIVE SU DI UN ALTRO PIANETA. PARLA SENZA SAPERE. PONTIFICA SENZA STUDIARE. LEGIFERA SENZA CONOSCERE. LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DEMOTIVATA SFASCIATA VITUPERATA E MESSA ALLA GOGNA STA MORENDO NEL LASSISMO E NEL MENEFREGHISMO GENERALE. IL PRIVATO COME UN AVVOLTOIO SUL TRESPOLO, E’ LI PRONTO A SCAGLIARSI SUL CORPO ESANIME DELLA P.A. NON APPENA QUESTA EMETTERA’ IL SUO ULTIMO RESPIRO! QUESTO L’UNICO MERITO DI BRUNETTA: AVER AMMAZZATO IL PUBBLICO IMPIEGO!
C’E’ UN LIMITE A TUTTO: E’ TEMPO DI DIRE BASTA!
Viviamo in un paese dove la forbice tra i “ricchissimi” e il resto della popolazione sta crescendo sempre di più. La corruzione che è diventata prassi quotidiana, l’evasione fiscale il modo normale di amministrare le proprie finanze, il privilegio della casta un diritto intoccabile, l’insensibilità per i problemi dei giovani, degli anziani, delle donne, delle famiglie una profilassi elettorale, l’immobilismo e le promesse un sistema di governo.
Non vengano a dirci che c’è la crisi: a memoria d’uomo questo paese non ha mai avuto un momento di pace, dalla ricostruzione post bellica ad oggi, vuoi per fattori esterni al nostro sistema, vuoi per l’insipienza e la scialacquatezza della classe dirigente. E, sempre, chi ne ha pagato i costi è stato il ‘comune cittadino’, ma mai come oggi c’è stato chi si è arricchito senza ritegno e senza limiti, deridendo oltretutto chi è sepolto sotto le macerie telluriche o economiche.
L’ultima presa per i fondelli è il disavanzo pubblico, mai stato così alto grazie a questo governo, che però non è così tanto alto perché c’è il risparmio privato, come a dire: se l’Italia non fallisce non è per merito del governo, ma solo perché i cittadini non hanno smesso di mettere via qualche soldino.
Il tempo della pazienza è però finito, è arrivato il momento che tutti – giovani, donne, disoccupati e cassintegrati, artigiani e piccoli imprenditori falliti o in via di fallimento – aldilà di ogni orientamento politico scrivano la parola fine a questo scandalo osceno.
Il tempo della sopportazione è passato. Occorre ripartire da zero, cancellare tutta questa classe dirigente, politica ed economica, che canta e se la gode mentre Roma brucia. Meglio farlo noi e subito, prima che arrivino i barbari a mettere a ferro e fuoco l’impero! Svegliati Italia!
>>> VIENI A DIRE LA TUA SU LIBERALVOX.BLOG
BRUNETTA HAI ROTTO I COGLIONI,VATTENE TU IL TUO GOVERNO E TUTTA L’OPPOZIONE VENDUTA E MARCIA DI QUESTO PAESE ORMAI AL BARATRO