311.000 euro tetto massimo per stipendi dei manager

“Il tetto massimo per gli stipendi dei manager contenuto nel regolamento approvato oggi dal Consiglio dei ministri non potra’ superare 311.000 euro che corrispondono allo stipendio del primo presidente della Corte di Cassazione“.

Lo ha annunciato il ministro della P.a. Renato Brunetta nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, dopo il CdM che ha approvato un regolamento che disciplina il limite massimo delle retribuzioni a carico delle Finanze Pubbliche, specificando che nella determinazione del limite non è computato il corrispettivo globale per il rapporto di lavoro o il trattamento pensionistico corrisposti all’interessato. Sono esclusi dall’applicazione del tetto Bankitalia e le Autorita’ indipendenti.

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46 Commenti a “311.000 euro tetto massimo per stipendi dei manager”

  1. marcello scrive:

    ministro vuole cancellare le clientele che si annidano nel lavoro precario nella PA? Le suggerisco una SOLUZIONE SEMPLICE E A COSTO ZERO! RIPETO, COSTO ZERO! Obbligate le agenzie interinali che vincono gli appalti per la fornitura di lavoratori somministrati (ex interinali) presso le PPAA, a reclutare i lavoratori da inviare all’utilizzatore pubblico, dalle graduatorie concorsuali vigenti presso le Amministrazioni appaltanti.

    MERITO, BUON SENSO, TRASPARENZA E COSTO ZERO. Lo farete?

  2. angela scrive:

    Finalmente! Era ora che qualcuno ponesse dei limiti. Adesso che i manager diventeranno poveracci, come chiamarli con uno stipendio così misero, noi sfigati ci sentiamo meglio, Al mattino quando ci sveglieremo questo pensiero ci accompagnerà come un mantra per tutta la giornata. E mentre ci affanneremo ad accontentare tutti i cittadini attraverso le nostre attività ,mentre giornalmente verremo denigrati ed offesi, mentre ormai vecchi e frusti non riusciremo più ad opporci al nostro status di nuovi schiavi penseremo con orgoglio alla lungimiranza politica e sociale di questo governo che tanto ha fatto per noi.Ma il senso della decenza esiste ancora o veramente ci stanno prendendo per il culo pensando che ormai ci hanno messo sotto scacco?

  3. donatella scrive:

    Bravo ministro Brunetta, ma bisogna togliere anche tutte le cose gratis che hanno i ministri , auto blu , guardie del corpo se la sono fatta loro la scelta di fare i ministri e allora se le pagano, ospedali, teatri , cinema, benzina telefonia, autostrade ecc credo che lei le conosca tutte …..diminuisca gia che ce’ un po’ di gente che come gli statali o comunali, fanno finta di lavorare, tra poco in proporzione ci sono piu’ senatori ministri ecc ecc che cittadini……….almeno la meta’ via …poi elimini un po’ di partiti che non servono a niente solo a far confusione ai cittadini

  4. angela scrive:

    Per donatella: un suggerimento,chieda al ministro brunetta di eliminare ancora un pò di democrazia quella che è rimasta dopo la legge bavaglio,la metà degli ospedali pubblici tanto ci sono quelli privati come la clinica S. Rita,i finanziamenti alla scuola pubblica così potremo mandare i nostri figli nelle scuole private utilizzando i bonus messi a disposizione dal governo, far togliere dale aule dei tribunali quella frase così desueta e ridicola”La legge è uguale per tutti”,ridurre il diritto all’istruzione che tanto non serve e scusate se ho dimenticato qualcosa…..

  5. gianluca scrive:

    per Donatella, e provare ad eliminare anche un po’ di cittadini, almeno quelli che privi di un briciolo d’intillegizenza, d’intelletto, di autosufficienza del libero pensiero, vivono come zecche. Nel suo caso sulla capoccia milionaria del Ministro.

  6. gianluca scrive:

    Un manager nel privato non ha alcun tetto. I soldi comunque indirettamente ce li mettiamo ancora noi, per esempio ricaricando il prezzo di vendita di un prodotto, 1 centesimo in più al minuto per la telefonia, 30 euro anzichè 40 per il rinnovo dei contratti degli operai, ecc. ecc.

  7. gianluca scrive:

    E poi, non esisteva già un limite per i manager che è durato poco tempo poichè alla prima occasione il Berlusca ha pensato bene di abolire questa, a quel tempo, impopolare restrizione?
    Prima si mette, poi si toglie, a seconda degli interessi e non per ragioni d’equità.

  8. Titti scrive:

    Hei Brunetta! Dicci un po’ quanto guadagni tu tra pensioni, indennità di carica, diritti d’autore per i libri che scrivi (magari durante qualche consiglio dei ministri noioso), gettoni di presenza per partecipazione a convegni o trasmissioni…
    Prova un po’ a far TRASPARENZA a partire dai tuoi redditi.
    Oppure, questa, è una “provocazione” e ti, come si sa, “non raccogli le provocazioni”?
    VERGOGNA

  9. michele scrive:

    ME LO SCRIVO DA SOLO (IL TUO COMMENTO E’ IN ATTESA DI MODERAZIONE)

    DELIRIO TOTALE STANNO DELIRANDO IN TUTTI I SENSI,NESSUNO HA PIU’ UN’IDEA DI MERDA NESSUNO NON GLIENE FOTTE PIU’ NIENTE,LO SCELLERATO DI BRUNETTA METTE POST A VANVERA.A CASA TUTTI A PEDATE NEI COGLIONI,CHI A CREATO QUESTA SITUAZIONE LA DEVE PAGARE,OVVERO SFUGGIRA’ ALLA LEGGE TERRESRTE MA NON A QUELLA DIVINA,IO HO FEDE

  10. michele scrive:

    PER IL CULO CI STANNO PRENDENDO PER IL CULO IN PARLAMENTO CI SONO RABBINI,LECCACULI,ZERBINI E ANCHE QUALCHE ZOCCOLA.

  11. michele scrive:

    ALLO STAFF,DOPO E’ INUTILE CHE SCRIVETE (IL TUO COMMENTO E’ IN ATTESA DI MODERAZIONE)DOVETE CAPIRE CHE QUANDO UNA PERSONA DOMANDA,SE SI E’ IN DEMOCRAZIA (ART. 21 COSTITUZIONE E ANCORA PER POCO) CI DEVE ESSERE IL DIRITTO DI REPLICA,MA QUA LA REPLICA NON LA FA NESSUNO,ALLORA PER ESSERE VISTI BISOGNA ADOPERARE,PURTROPPO,PAROLE FORTI.

  12. michele scrive:

    Silvio Berlusconi, il secondo uomo più ricco d’Italia, il nostro capo di governo, bene, con la sua società la RTI, Mediaset per capirci meglio, paga solo l’1% di tasse sul fatturato!
    Si avete capito bene…l’1%….l’uno per cento….l’UNO PER CENTO……e voi, quanto pagate di tasse, poveri illusi??

    Le frequenze su cui Mediaset trasmette sono dello Stato italiano che le può dare in concessione a qualunque società ritenga. Mediaset o altre. Come per qualsiasi concessione, c’è da pagare una tassa. Però, stranamente, questa concessione a Mr. Berlusconi costa solo l’1% rispetto ai suoi introiti enormi che ne ricava con Mediaset,

    Tale legge deriva da una “graziosa” concessione ottenuta prima da Craxi con un una tantum annua ridicola e poi dal Governo D’Alema nel 1999, con la legge un per cento (pagina 32: legge 488, art.27 comma 9, del 23 dicembre 1999).
    Legge mai messa in discussione dagli altri Governi che lo hanno seguito, tra cui ovviamente i suoi.

    Ora non per fare demagogia o per essere antiberlusconiano, ma su una concessione dello Stato, mi sembra ridicolo, assurdo, impensabile, meschino, far pagare solo l’1% di tasse.
    A maggior ragione quando su tale concessione girano MILIARDI DI EURO!

    Per l’esatezza Mediaset nel 2007 ha fatturato oltre 4 miliardi di euro, di cui 2.5 miliardi derivanti da pubblicità delle Reti Mediaset.

    E noi poveri cittadini, con uno stralcio di lavoro, per chi ha la fortuna di averlo, dobbiamo pagare tra il 40% e il 50% di tasse?????

    Ma ciò che mi fà più male, non è la ricchezza in se di un imprenditore, quale può essere berlusconi, fortuna e “bravura” sua, ma è il vedere che il nostro stesso governo, tra cui CASUALMENTE fa parte anche l’imprenditore citato sopra, che per il bene comune, per le nostre infrastrutture, per la nostra sicurezza continuano a metterci la mano nel portafoglio aumentando le NOSTRE di tasse!

  13. bruno scrive:

    …che Popolo strano che siamo !

    Ma è inaccettabile che un qualunque funzionario pubblico porti a casa € 311.000 annui ed una grandissima parte della Popolazione nazionale non riesce a portarne neanche € 20.000 ……

    Professore, lei riesce ancora a sentire la sua “coscienza” oppure anche per lei il potere ha anestetizzato il tutto ?

  14. gianluca scrive:

    Volevo gentilmente chiedere se domattina può astenersi dall’intervista domenicale su rtl 102,5 dato che gli Italiani sono saturi di fandommi, frottole, panzane.

  15. gianluca scrive:

    Dimenticavo, comunque io non l’ho mai sentita. Prevenire è meglio di curare.

  16. antonio scrive:

    Caro Ministro che fine ha fatto la sua riforma senza la nuova contrattazione triennale che è rimasta nel cassetto visto che non ci sono neanche i 4 comparti e le 4 aree dirigenziali previste?

  17. gianluca scrive:

    Ministro, ecco alcuni suoi articoli:
    Aprile 2009: Pronto piano per eliminare le province
    Maggio 2009: In Italia non c’è crisi sociale – Riduzione dei parlamentari? Simbolo di una nuova Italia – Preparare il rilancio dopo la crisi –
    Giugno 2009: Italia in ripresa. “E’ un momento magico – Basta con la crisi: è l’ora della ripresa-Povertà e forza dei numeri
    Luglio 2009: Brunetta: «Grazie ai prepensionamenti avremo più efficienza»
    Agosto 2009: Brunetta: a l’Aquila buoni segni di ripresa-Attrarre e mantenere i migliori -
    Legalità e merito-Efficienza nella spesa pubblica- Crisi: “I segnali positivi sono reali”
    Settembre 2009: P.A.: Brunetta, presto asili nido in tutti gli uffici pubblici – Un pc per tutti!- Nel 2010 l’occupazione si riprenderà
    Novembre 2009: Il post-crisi: “Beh, adesso cambiamo vita! “Basta ai veti di Tremonti, ha commissariato il governo” – “Guardiamo con ottimismo al futuro”- In aumento il potere d’acquisto dei redditi fissi
    Dicembre 2009: “Nessuno deve temere per il proprio TFR”-
    Gennaio: PA: «A maggio si inizierà il negoziato per il rinnovo dei contratti»
    MI FERMO QUI. A chi legge lascio trarne le sue conclusione.
    Solo una riflessione. Ma quanti “addormentati” continuano ad esserci in Italia?

  18. michele scrive:

    Brunetta: “Prendo 3mila euro di pensione”.

  19. michele scrive:

    TRENTOTTO ANNI EFFETTIVI? – Il ministro è nato il 26 maggio 1950, e si è laureato in Scienze politiche ed economiche presso l’Università degli Studi di Padova il 2 luglio 1973. E il suo curriculum dice che la sua carriera accademica ebbe inizio nello stesso anno (evidentemente, a partire da settembre), da assistente alle esercitazioni nei corsi di “Teoria e politica dello sviluppo” (Facoltà di Scienze Politiche) e di “Economia applicata” (Facoltà di Statistica). Nell’anno accademico 1977-78 è professore incaricato dell’insegnamento di Economia e politica del lavoro (Facoltà di Scienze Politiche). Come si ricorda qui, alla facoltà di Architettura di Venezia entra nel 1982, dopo aver guadagnato l’idoneità a professore associato in economia l’anno precedente (quindi, il 1981). Tra l’altro, Brunetta non diventa professore con un vero concorso, ma approfitta di una “grande sanatoria” per i precari che gravitavano intorno all’università. Una definizione contestata dal ministro, che replica: avevo già tutti i titoli. Sarà, ma il ministro qualche imprecisione l’ha detta.

    CONTRIBUTI SI, MA “FITTIZI” – Perché dal 1991 al 1996 è professore associato di Economia del Lavoro (Facoltà di Economia e Commercio) presso Tor Vergata dove ha poi ricoperto fino ad oggi il ruolo di professore ordinario di Economia Politica. Ha ricoperto il posto, senza però evidentemente aver insegnato visti i molteplici impegni dell’onorata carriera pubblica. Perché dal 1999 al 2008 il nostro è stato parlamentare europeo di Forza Italia (con una percentuale di presenze del 63%). Brunetta sarebbe quindi andato in pensione, presumibilmente alla fine del 2009, con 59 anni di età e 37 anni circa di contributi. Ma non ha insegnato per 38 anni: perché – com’era suo diritto, ovviamente – ha usufruito dell’aspettativa, che può essere richiesta dai pubblici dipendenti per varie cause, tra cui l’assolvimento di cariche pubbliche elettive. In questo caso, vengono riconosciuti i periodi mediante contribuzione “figurativa”, cioé “fittizia”: periodi durante i quali non c’è stata attività di lavoro e di conseguenza non c’è stato il versamento dei contributi obbligatori ma che servono comunque a maturare la pensione. In pratica, Brunetta non ha lavorato e non ha pagato i contributi, ma ha comunque (sia chiaro, legittimamente) maturato il diritto alla pensione. I suoi anni di servizio però sono molti di meno. E – anche questo va sottolineato – non era obbligato ad andare in pensione: volendo, come professore universitario, poteva aspettare tranquillamente fino a 70 anni. Quindi, caro ministro, non si offenda e non giochi con le parole: ha sfruttato un’opportunità facendo i suoi conti. Bravo, ma non ci dia lezioni, per favore.

  20. michele scrive:

    Uno scandalo mondiale, ancora più grave se si pensa che sono pure aumentate rispetto al 2009 (erano 607.918), per non dire del 2007 (574 mila) e del 2005 (198.596). Per rendersi conto di questa autentica nefandezza della politica italiana, bisogna proprio dare i numeri. Vi basti pensare che questo esercito costa ai contribuenti 21 miliardi di euro all’anno (42 mila miliardi delle vecchie lire) fra stipendi degli autisti, carburante, pedaggi autostradali, leasing, noleggio. E ancora: nelgi Stati Uniti le auto blu sono 73 mila, in Francia sono 65 mila, in Gran bretagna 55 mila, in Germania 54 mila, in Spagna 44 mila, in Giappone 35 mila, in Grecia 34 mila, in Portogallo 23 mila. Brunetta ha un obiettivo ambizioso: completare il censimento entro il 30 giugno e dimezzare le auto blu del 50 per cento. Intanto, gratta gratta, vengono a gala sprechi indecenti.

  21. luciano scrive:

    brunetta ……e permetti a tremonti di abolire posti di lavoro mandando a casa i precari degli enti che, molto arbitrariamente, avete dichiarato inutili. Non è inutile la macchina che ,GRATIS,tutte le mattine porta i figli di qualche ministro a scuola!
    quouque tandem,Catilina,abutere patientia nostra?

  22. luciano scrive:

    ho saltato la S in quousque.

  23. angela scrive:

    Abuseranno della nostra pazienza fino a quando noi glielo permetteremo. Mi spiego: costoro spadroneggiano nelle televisioni che noi paghiamo,ci offendono.sono corrotti e collusi.puttanieri e trafficanti,indagati e malfattori eppure noi li ammiriamo e li votiamo ad ogni tornata elettorale nazionale o locale. Perchè? Perchè siamo coglioni o perchè c’è qualcosa che mi sfugge come ad esempio un controllo delle nostre intenzioni attraverso i mass media che per anni hanno impedito la crescita culturale di questo paese offrendoci un modello alternativo di self made man illudendoci che quel successo e quel potere erano possibili bastava aver belle tette o un bel culo o se uomo un pò di iniziativa imprenditoriale, capacità di fregare il prossimo e qualche aggancio politico. Tutti in televisione a fare le veline o le velone infischiandocene del comune senso del pudore, a partecipare a tutte le trasmissioni in cui la gente comune viene dileggiata e pagata per questo, allontanando le persone dalla propria appartenenza sociale,facendo credere che non esiste più l’operaio e che siamo tutti benestanti. Il gioco non è stato difficile ,ci hanno venduto un sogno ed è diventato un incubo. Coloro che mettevano in guardia sono stati tacciati di essere gufi lontani dai veri bisogni delle persone. Ci hanno fatto credere che loro volevano il nostro bene e noi gli abbiamo dato le chiavi di casa nostra e le nostre vite. A chi devo chiedere i danni? A quelli che li votano o a loro direttamente,senza gli uni non ci sarebbero stati gli altri. Ora però in questa merda ci sto affogando io che sapevo che tutto questo sarebbe avvenuto e che nella mia vita sono sempre stata corrette e concreta. Chiedono a me di pagare ii conto ma io questa crisi non l’ho creata e non voglio pagarla.

  24. stefano mancini scrive:

    ministro attenzione, a leggere cosa le scrivono qui, si intende che avanti di questo passo il popolo va in rivolta.
    Penso che non bisogna rompere troppo a chi si assume la responsabilità di governare e legiferare, perchè anche sulla poltrona c’è il rovescio della medaglia, ultimamente si capisce non c’è tanto tempo per giocare, l’unione dei mercati ha reso alcuni fenomeni troppo pericolosi per la salvaguardia del benessere di tutti tutti.
    Utilizziamo meglio chi ha le capacità nella PA, spostandoli dai ruoli inutili che ricoprono ad un ruolo molto più utile: l’evasione fiscale.
    Esistono ottimi ragionieri oggi seduti alla reception di un ufficio di PA che potrebbero dare manforte all’agenzia delle Entrate.
    Affisione pubblica su ogni singolo comune di invalidi e pensioni percepite, perchè quelle pensioni le paghiamo noi, e sopratutto perchè chi ingiustamente prende una pensione di invalidità ha tempo durante il giorno di contare le auto blu.
    QUESTO CONCETTO E’ IMPORTANTISSIMO

  25. michele scrive:

    Silvio Berlusconi, il secondo uomo più ricco d’Italia, il nostro capo di governo, bene, con la sua società la RTI, Mediaset per capirci meglio, paga solo l’1% di tasse sul fatturato!
    Si avete capito bene…l’1%….l’uno per cento….l’UNO PER CENTO……e voi, quanto pagate di tasse, poveri illusi??

    Le frequenze su cui Mediaset trasmette sono dello Stato italiano che le può dare in concessione a qualunque società ritenga. Mediaset o altre. Come per qualsiasi concessione, c’è da pagare una tassa. Però, stranamente, questa concessione a Mr. Berlusconi costa solo l’1% rispetto ai suoi introiti enormi che ne ricava con Mediaset,

    Tale legge deriva da una “graziosa” concessione ottenuta prima da Craxi con un una tantum annua ridicola e poi dal Governo D’Alema nel 1999, con la legge un per cento (pagina 32: legge 488, art.27 comma 9, del 23 dicembre 1999).
    Legge mai messa in discussione dagli altri Governi che lo hanno seguito, tra cui ovviamente i suoi.

    Ora non per fare demagogia o per essere antiberlusconiano, ma su una concessione dello Stato, mi sembra ridicolo, assurdo, impensabile, meschino, far pagare solo l’1% di tasse.
    A maggior ragione quando su tale concessione girano MILIARDI DI EURO!

    Per l’esatezza Mediaset nel 2007 ha fatturato oltre 4 miliardi di euro, di cui 2.5 miliardi derivanti da pubblicità delle Reti Mediaset.

    E noi poveri cittadini, con uno stralcio di lavoro, per chi ha la fortuna di averlo, dobbiamo pagare tra il 40% e il 50% di tasse?????

    Ma ciò che mi fà più male, non è la ricchezza in se di un imprenditore, quale può essere berlusconi, fortuna e “bravura” sua, ma è il vedere che il nostro stesso governo, tra cui CASUALMENTE fa parte anche l’imprenditore citato sopra, che per il bene comune, per le nostre infrastrutture, per la nostra sicurezza continuano a metterci la mano nel portafoglio aumentando le NOSTRE di tasse!

    Tutto ha un limite…..dopo questo 1% penso che oltra a toccarlo lo stiamo proprio scavando!

  26. michele scrive:

    Ogni forma di democrazia DIRETTA spaventa i partiti, loro sono abituati a decidere per la nostra vita in piena autonomia e senza la nostra interferenza. I politici sono nostri dipendenti. I cittadini sono i datori di lavoro, eppure non possono decidere, non vengono ascoltati. Associazioni, comitati, gruppi di protesta, sono tutti dei fastidi per chi governa.

  27. michele scrive:

    I partiti politici hanno le ore contate, sono strutture auto-referenziate sorde e cieche verso i bisogni dei cittadini. Il conto arriverà, pagheranno il prezzo di questa indifferenza, forse non domani, forse non quest’anno, ma il loro destino è segnato. I cittadini si stanno organizzando, nascono movimenti, gruppi spontanei. La gente comincia ad informarsi.

  28. michele scrive:

    ADESSO LO SCELLERATO DI BERLUSCONI TENTA (MA NON CI RIUSCIRA’) DI PARLARE SU INTERNET,MA NON SA’ CHE PUO’ ESSERE PERICOLOSO PERCHE’ LA RETE SI AUTOREGOLA DA SOLA E PERCHE’ E’ DEMOCRATICA NEL SENSO CHE SE SCRIVI UNA CAZZATA TI ARRIVANO I COMMENTI DI CHI SA’E DUNQUE SEI SPUTTANATO.FINALMENTE COSI’ NON POTRA’ DIRE SUI GIORNALI E TELEGIORNALI CHE CAZZO VUOLE LUI

  29. graziella scrive:

    perchè un presidente può decidere chi deve fare informazione e chi no? chi lo dice che preferiamo avere informazione falsa e vedre solo veline e trasmissioni indecenti? se devo poter scegliere devo anche avere la scelta!!!! o no?

  30. graziella scrive:

    caro ministro come si permette di usare l’alibi della UE che fa pressioni per mandare le donne in pensione a 65 anni, senza precisare che nei paesi europei le donne hanno avuto più servizi, hanno potuto sperare per un lavoro per i propri figli, hanno avuto aiuti concreti per la casa. Stiamo parlando di paesi dove il welfare non è assolutamente comparabile con quello dell’Italia. E allora mi chiedo: perchè ho dovuto iniziare a lavorare a 15 anni e fino ai 20 non ho alcun contributo che lo dimostra perchè si, caro Ministro, in Sicilia il mio paese di origine una volta si lavorava con un aforma di apprendistato in nero. Perchè oggi che ho 54 anni e sono già “stanca” di lavorare, dopo aver cresciuto un figlio da sola (senza alcun aiuto delle istituzioni), aver accudito fino alla morte i miei genitori anziani, aver sopportato di essere accusata di “fancazzismo” nonostante la mia assisuda e proficua presenza al lavoro, aver subito 4 riforme del sistema pensionistico e ogni volta che finalmente pernso di essere vicina al meritato riposo mi si allontana sempre più, perchè devo lavorare fino ai 65 anni quando in cambio i nostri figli non avranno futuro e perchè devo essere derubata della mia liquidazione e perchè devo essere derubata dell’esiguo miglioramento economico contrattuale (si parla di 100 euro medi mensili), quando lei questi problemi non li ha mai avuti. Lei è il vero assenteista, che si è arricchito grazie alle opportunità politiche di far carriera. Lei non ha laminima idea di cosa voglia dire arrivare a fine mese, rinunciare per anni alle vacanze, non avere possibilità di progettarsi un futuro… E lei si permette di decidere per noi?
    Io propongo che vada a vivere per un mese a casa di una famiglia di operai per un mese, con i loro mezzi e poi ne riparliamo!
    Saluti

  31. nicola scrive:

    Approvo Graziella hai proprio ragione, non hanno idea di cosa vaglia dire rinunciare a tutto!!

  32. graziella scrive:

    Pensavo che avesse il coraggio e la dignità di rispondere almeno ad una di queste mail…o non ha argomenti ministro?

  33. LIBERALVOX scrive:

    IL GRANDE RICATTO: I NOSTRI DIRITTI PER UN TOZZO DI PANE!

    Un lettore ci scrive in merito alla manovra economica che congela gli stipendi dei dipendenti pubblici : “Il pubblico impiego forse non ha capito che le vacche grasse non ci sono più. Gli statali hanno spolpato le casse dello Stato con assenteismo e imboscamenti… adesso si lagnano perchè gli vogliono togliere quei benefici che il lavoratore privato non ha mai avuto…”. Come se la colpa di tutti i mali fosse dei dipendenti pubblici. Come se non fosse sacrosanto estendere pari diritti a tutto il mondo del lavoro, anzichè assecondare il gioco di chi li sta erodendo giorno dopo giorno! E, tanto per stare al gioco al massacro, passiamo all’altra sponda, quella dei lavoratori privati. Leggiamo in questi giorni “IL GRANDE RICATTO” che FIAT ha fatto ai suoi lavoratori per non portare all’estero la produzione dello stabilimento di Pomigliano: sanzioni in caso di sciopero o malattie, riduzione dei permessi elettorali e abolizione della pausa pranzo in cambio di “lavoro”! La cosa più sgradevole è leggere i commenti che cinicamente esultano alla resa dei lavoratori Fiat. Commenti che Marcegaglia a parte, vengono non solo da dirigenti, imprenditori, industriali, faccendieri e gente di quella razza, ma anche dai poveracci, gente che sta alla catena di montaggio che si rallegra e gioisce nel vedere gli altri costretti a subire con la schiena china! Insomma ‘loro’ stanno scatenando una guerra tra poveri, tra lavoratori pubblici e privati, tra gente che campa di stipendio! E i lavoratori invece di fare fronte comune, di ribellarsi, si scannano gli uni contro gli altri e continuano supinamente a subire, a pagare colpe che non gli appartengno e debiti che non hanno mai contratto. Il mondo del lavoro sta subendo un incredibile peggioramento delle sue condizioni ed un attacco senza precedenti ai fondamentali diritti dei lavoratori nel nome dell’affarismo e del profitto a tutti i costi! Un passo indietro che prima o poi pagheremo tutti: pubblici e privati! Un imbarbarimento delle condizioni lavorative che pagheranno soprattutto le future generazioni! Marchionne chiede di licenziare chi sciopera! Caro Marchionne, cara Marcegaglia, caro Berlusconi… scioperare non è mai un capriccio, è un sacrificio economico cui chi lavora ricorre come ultima ratio. Scioperare è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, quella Costituzione che ‘voi’ volete cambiare! Magari sostituendo l’articolo 40 con una Marchionata oppure una Marcegaglaita del tipo: “La schaivitù è brutta, ma l’azienda ne ha bisogno per tirare avanti”! La strada dell’erosione dei diritti del mondo del lavoro è stata imboccata: è una strada senza fine, senza uscita!

  34. fedora scrive:

    Buongiorno,
    Se non sa la vicenda degli ex dipendenti dei Monopoli di Stato faccio un breve sunto:
    - Da dipendenti dei Monopoli, in attesa dei corsi di riqualificazione e del conseguente concorso per passaggio di livello, erano retribuiti, per mansioni superiori svolte e certificate, con il livello superiore pur risultando in quello inferiore;
    - Avviene la privatizzazione, si blocca tutto e vengono ricollocati presso altre amministrazioni, con la retribuzione del livello di appartenenza e non delle mansioni, con notevole riduzione dello stipendio e delle varie indennità (di amministrazione, FUA etc);
    - Le nuove amministrazioni che li hanno accolti hanno impedito esplicitamente che potessero partecipare ai corsi di riqualificazione, in quanto investivano ovviamente nel proprio personale e non in quello degli ex monopoli, con la perdita, ovvia per questi, di ogni possibile carriera (stipendio, meritocrazia, contributi, pensione…), l’esatto contrario di quanto sbandiera l’On. Brunetta.
    - In dieci anni il danno economico è astronomico, se non fosse trattata come spam l’email che contiene gli allegati, le mostrerei il cud di 10 anni fa rispetto al 2009!
    - Non bastava, con il DDL 31 maggio 2010, n. 78 è previsto il passaggio forzato presso l’amministrazione in cui prestano servizio attualmente, perdendo anche la possibilità di usufruire del fondo del Ministero delle Finanze e, attraverso un diabolico meccanismo chiamato assegno riassorbibile, di non ottenere qualsiasi aumento di stipendio, oltre a quello previsto nel decreto stesso, blocco del contratto. Status ante quo, a 10 anni fa!!! e per i prossimi 3 o 4 anni.
    Appare inverosimile lo so, ma è proprio così. Forse far rispettare le regole (in pejus) dà visibilità e consenso al Ministro Brunetta, non il contrario? Sarebbe lecito sperare in una equa risoluzione del caso?
    p.s. nessuno sembra rispondere alla interpellanze parlamentari, copiose in merito.
    Saluti Fedora

  35. pieraantonia scrive:

    Seguendolo alle comunicazioni notiziarie, per il publico,
    siamo aggiornati.
    Lo stimiamo per tutto quello che lei fà per noi.
    Grazie Signior Ministro.
    Stimamo asspettando le riforme, nel breve tempo, e non
    ascoltare la sinistra, per farvi perdere tempo.
    Una sua ammiratrice andate avanti così và tutto bene.
    Distinti saluti Piera.

  36. gianluca scrive:

    Sig. Piera, s’è meritato un invito a nozze, magari come madamigella di Titti. Quando tutto sarò finito potra accovacciarsi vicino alla poltrona e così potrà fare da poggiapiedi all’infaticabile ministro e magari al mattino seguente, scodinzolando, uscirà a prendergli i giornali. Bau bau.

  37. pieraantonia scrive:

    Sento tutti questi argomenti, di scritti, di gente che si
    lagniano, sono persone che loro stanno benissimo, sono arivati
    fino qui, avranno l automobile, avrano casa avranno lavoro
    avranno la pensione, andranno alla spesa come tutti.
    Si vede, la gente star bene, chi si lamenta e tira in terra
    come miseria, non arivano alla fine del mese, è buggie
    buggie, assolutamente vere buggie di sinistra.
    Certo la sinistra è un cattivo maestro per comunicare
    alla popolazione che tutto va a rottoli.
    Oggi la gente per bene, capiscono a volo, chi parla bene,
    chi lavora bene, e chi parla male e chi lavora male.
    La sinstra non colabora a nulla, non gli va bene nulla
    di nulla , solo proteste di questo sono fantastici.

  38. gianluca scrive:

    Sigra Piera lei vive fuori dal mondo. La gente per fortuna va ancora a fare la spesa, ma molti comprano roba di sottomarca e, cosa più grave, è che non risparmiano più niente e per vivere devono dar fondo ai risparmi fatti. Di sicuro il suo Ministro non è nelle condizioni dei suoi elettori, almeno di quelli che non evadono perchè non possono evadere e ne possono stabilire il compendio del loro stipendio perchè imposto da altri.

  39. aunt scrive:

    signora Piera… torni a scuola!

  40. matilde scrive:

    signora piera,ma lei dove vive? sicuramente con Pinocchio nel paese dei balocchi, dove, nella più perfetta ignoranza delle regole ortografiche prima e della situazione sociale dopo, si vive felici e senza pensieri .Se la goda finchè può!

  41. gianluca scrive:

    E poi lei sig.ra Piera ha fatto un intervento fuori luogo, poichè in questo articolo, con l’antipatica foto del ministro che mostra un elenco, di che?, si gongola per i fatto di aver messo un tetto massimo agli stipendi dei manager pubblici.
    Peccato non dica però che il tetto max. di 250.000 euro era stato introddo dal Govenro Prodi, per essere subito tolto appena insediato questo governo Berlusconi. Io non ho mai votato sinistra, ma questa destra mi fa vergognare.

  42. marco scrive:

    SE FEDORA HA RAGIONE, ED HO TUTTI I MOTIVI PER CREDERLO, IL MINISTRO BRUNETTA DOVREBBE VERGOGNARSI

  43. LIBERALVOX scrive:

    IL GRANDE RICATTO: I NOSTRI DIRITTI PER UN TOZZO DI PANE!

    Un lettore ci scrive in merito alla manovra economica che congela gli stipendi dei dipendenti pubblici : “Il pubblico impiego forse non ha capito che le vacche grasse non ci sono più. Gli statali hanno spolpato le casse dello Stato con assenteismo e imboscamenti… adesso si lagnano perchè gli vogliono togliere quei benefici che il lavoratore privato non ha mai avuto…”. Come se la colpa di tutti i mali fosse dei dipendenti pubblici. Come se non fosse sacrosanto estendere pari diritti a tutto il mondo del lavoro, anzichè assecondare il gioco di chi li sta erodendo giorno dopo giorno! E, tanto per stare al gioco al massacro, passiamo all’altra sponda, quella dei lavoratori privati. Leggiamo in questi giorni “IL GRANDE RICATTO” che FIAT ha fatto ai suoi lavoratori per non portare all’estero la produzione dello stabilimento di Pomigliano: sanzioni in caso di sciopero o malattie, riduzione dei permessi elettorali e abolizione della pausa pranzo in cambio di “lavoro”! La cosa più sgradevole è leggere i commenti che cinicamente esultano alla resa dei lavoratori Fiat. Commenti che Marcegaglia a parte, vengono non solo da dirigenti, imprenditori, industriali, faccendieri e gente di quella razza, ma anche dai poveracci, gente che sta alla catena di montaggio che si rallegra e gioisce nel vedere gli altri costretti a subire con la schiena china! Insomma ‘loro’ stanno scatenando una guerra tra poveri, tra lavoratori pubblici e privati, tra gente che campa di stipendio! E i lavoratori invece di fare fronte comune, di ribellarsi, si scannano gli uni contro gli altri e continuano supinamente a subire, a pagare colpe che non gli appartengno e debiti che non hanno mai contratto. Il mondo del lavoro sta subendo un incredibile peggioramento delle sue condizioni ed un attacco senza precedenti ai fondamentali diritti dei lavoratori nel nome dell’affarismo e del profitto a tutti i costi! Un passo indietro che prima o poi pagheremo tutti: pubblici e privati! Un imbarbarimento delle condizioni lavorative che pagheranno soprattutto le future generazioni! Marchionne chiede di licenziare chi sciopera! Caro Marchionne, cara Marcegaglia, caro Berlusconi… scioperare non è mai un capriccio, è un sacrificio economico cui chi lavora ricorre come ultima ratio. Scioperare è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, quella Costituzione che ‘voi’ volete cambiare! Magari sostituendo l’articolo 40 con una Marchionata oppure una Marcegagliata del tipo: “La schaivitù è brutta, ma l’azienda ne ha bisogno per tirare avanti”! La strada dell’erosione dei diritti del mondo del lavoro è stata imboccata: è una strada senza fine, senza uscita!

  44. LIBERALVOX scrive:

    IL MINISTRO, PROF. ON. BRUNETTA, COME LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI SUOI COLLEGHI VIVE SU DI UN ALTRO PIANETA. PARLA SENZA SAPERE. PONTIFICA SENZA STUDIARE. LEGIFERA SENZA CONOSCERE. LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DEMOTIVATA SFASCIATA VITUPERATA E MESSA ALLA GOGNA STA MORENDO NEL LASSISMO E NEL MENEFREGHISMO GENERALE. IL PRIVATO COME UN AVVOLTOIO SUL TRESPOLO, E’ LI PRONTO A SCAGLIARSI SUL CORPO ESANIME DELLA P.A. NON APPENA QUESTA EMETTERA’ IL SUO ULTIMO RESPIRO! QUESTO L’UNICO MERITO DI BRUNETTA: AVER AMMAZZATO IL PUBBLICO IMPIEGO!

  45. LIBERALVOX scrive:

    C’E’ UN LIMITE A TUTTO: E’ TEMPO DI DIRE BASTA!

    Viviamo in un paese dove la forbice tra i “ricchissimi” e il resto della popolazione sta crescendo sempre di più. La corruzione che è diventata prassi quotidiana, l’evasione fiscale il modo normale di amministrare le proprie finanze, il privilegio della casta un diritto intoccabile, l’insensibilità per i problemi dei giovani, degli anziani, delle donne, delle famiglie una profilassi elettorale, l’immobilismo e le promesse un sistema di governo.

    Non vengano a dirci che c’è la crisi: a memoria d’uomo questo paese non ha mai avuto un momento di pace, dalla ricostruzione post bellica ad oggi, vuoi per fattori esterni al nostro sistema, vuoi per l’insipienza e la scialacquatezza della classe dirigente. E, sempre, chi ne ha pagato i costi è stato il ‘comune cittadino’, ma mai come oggi c’è stato chi si è arricchito senza ritegno e senza limiti, deridendo oltretutto chi è sepolto sotto le macerie telluriche o economiche.

    L’ultima presa per i fondelli è il disavanzo pubblico, mai stato così alto grazie a questo governo, che però non è così tanto alto perché c’è il risparmio privato, come a dire: se l’Italia non fallisce non è per merito del governo, ma solo perché i cittadini non hanno smesso di mettere via qualche soldino.

    Il tempo della pazienza è però finito, è arrivato il momento che tutti – giovani, donne, disoccupati e cassintegrati, artigiani e piccoli imprenditori falliti o in via di fallimento – aldilà di ogni orientamento politico scrivano la parola fine a questo scandalo osceno.

    Il tempo della sopportazione è passato. Occorre ripartire da zero, cancellare tutta questa classe dirigente, politica ed economica, che canta e se la gode mentre Roma brucia. Meglio farlo noi e subito, prima che arrivino i barbari a mettere a ferro e fuoco l’impero! Svegliati Italia!

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  46. Ivan scrive:

    Ministro ma perchè non la smette di prendere in giro gli italiani?

    Il fatto che “nella determinazione del limite non è computato il corrispettivo globale per il rapporto di lavoro o il trattamento pensionistico corrisposti all’interessato” significa che non è stato approvato alcun tetto agli stipendi dei manager pubblici. Questi possono continuare a guadagnare qualsiasi cifra, il limite da lei posto di 311.000 euro riguarda i compensi ulteriori rispetto al corrispettivo globale o al trattamento pensionistico. E’ tutta un’altra cosa, a lei sono certo è ben chiaro, allora perchè non la smette di fare facile populismo e non dice le cose come stanno?

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