La crisi è un’occasione importante per l’innovazione

“E’ un grave errore vivere questo momento di crisi come un passaggio pauperistico, ed e’ una limitazione pensare che tutto si risolva con i tagli”. Queste sono state le parole del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, durante il suo intervento al Quirinale, in occasione della consegna del “Premio per l’innovazione 2010″.
“L’innovazione - ha dichiarato Renato Brunetta – è tanto piu’ importante oggi, in un momento di contrazione della spesa pubblica e bisogna cogliere l’occasione per avviare processi innovativi e virtuosi, dando più spazio alle imprese che sappiano cambiare il Paese per renderlo migliore”.
Il ministro ha infine sottolineato come l’Italia ci sia “arrivata costretta dalla crisi, ma – ha anche aggiunto – non sia arrivata tardi. Innovare non e’ solo innovazione tecnologica ma e’ innovare in un mondo che non si ferma alle tecnologie”, sono state le sue parole conclusive.
Tag: brunetta, crisi, innovazione, premio per l'innovazione 2010, tecnologia
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In pensione a 60, 65, 70anni… chi offre di più?
L’innalzamento dell’età pensionabile – legata alla speranza di vita media rilevata dall’Istat – porterebbe ad un “risparmio/ricavo” di 87 miliardi di euro che andrebbe a coprire gli sprechi e le ruberie della ‘cricca’! E’ la pedissequa applicazione del principio dei vasi comunicanti o meglio delle “casse-comunicanti”: si trasferiscono i contributi pensionistici dei lavoratori dalle casse Inps, Inpdap, Enpam, a quelle ‘esanimi’ dello Stato! Lapalissiano il fatto che predati i soldi accantonati dai lavoratori per garantirsi una pensione, la politica, rotto l’unico “dindarolo” rimasto sano nel bel paese, prenda tempo innalzando l’età pensionabile. I soldi per pagare le pensioni non ci sono più! E se la speranza di vita si è allungata, quella di andare in pensione è morta e sepolta! Il decreto legge sulla manovra economica apporta sostanziali modifiche alla decorrenza delle pensioni di vecchiaia e di anzianità nei confronti di tutti coloro che matureranno i requisiti dal 2011 in poi, accorciando ulteriormente la distanza che porta dalla pensione al… camposanto! I lavoratori dipendenti, pubblici e privati, subiranno uno slittamento di 12 mesi, nella decorrenza della pensione, dal momento della maturazione dei requisiti mentre per i lavoratori autonomi (coltivatori diretti, artigiani e commercianti) lo slittamento sarà di 18 mesi. Anche i lavoratori che usufruiscono della totalizzazione dei periodi assicurativi potranno avere la pensione dopo 18 mesi, cioè con le stesse regole previste per i lavoratori autonomi; fanno eccezione le pensioni ai superstiti, che decorrono dal primo giorno del mese successivo alla morte dell’assicurato. Rimangono invece in vigore le vecchie norme nei confronti dei lavoratori dipendenti che avevano in corso un periodo di preavviso al 30 giugno 2010 e che maturano i requisiti per la pensione entro la data di cessazione del rapporto di lavoro e nei confronti dei lavoratori che, per il raggiungimento dl limite di età, perdono il titolo abilitante all’esercizio della professione. Il ritardo di 1 anno nell’uscita dal lavoro non si applica neanche nei confronti del personale della scuola, per il quale viene confermata l’unica finestra del 1° settembre di ogni anno. E’ prevista una deroga all’applicazione delle nuove norme in favore di un massimo di 10.000 lavoratori, collocati in mobilità, mobilità lunga o titolari di prestazioni straordinarie a carico dei fondi di solidarietà. Dovrà provvedere l’INPS al monitoraggio necessario per determinare il raggiungimento della soglia delle 10.000 unità. La manovra del governo inciderà parecchio sull’età per andare in pensione. In pratica si dovrà attendere fino a cinque anni in più per andare in pensione di anzianità e di vecchiaia. L’innalzamento dell’età di vecchiaia nel 2050 arriverà alla soglia di 69 anni e 4 mesi. Ma già dal 2015 ci saranno i primi effetti, per la pensione di vecchiaia si dovrà aspettare 66 anni. E’ quanto stabilito dal rapporto elaborato in sede tecnica. Le direttive dell’intervento sono due. La prima è contenuta nel decreto correttivo dei conti pubblici, la seconda nel regolamento Sacconi-Tremonti firmato nei giorni scorsi in attuazione della legge 3 agosto 2009. Come è noto la manovra sposta le finestre di uscita, dunque coloro che matureranno i requisiti dal 1° gennaio 2011 dovranno aspettare dodici mesi, se dipendenti, e diciotto se autonomi. Ma il deciso cambio di direzione arriva dal regolamento Sacconi-Tremonti: si annulla l’attuale sistema delle quote e si passa a un sistema che innalza l’età anagrafica di pensionamento in vecchiaia e anzianità in relazione all’allungamento medio della speranza di vita rilevato dall’Istat. In base a questo meccanismo dal 1° gennaio 2016 l’elevazione dell’età avverrà con cadenza triennale, ovvero uno scatto di tre mesi alla volta. Conseguenze? Chi ha iniziato a lavorare 20 anni fa e andrà in pensione attorno al 2031, dovrà attendere, per gli uomini, 68 anni per la vecchiaia (tre in più rispetto ad oggi) e fino a 65 anni per l’anzianità (quattro in più). Per i neo assunti, con il pensionamento nel 2050, saranno necessari 69 anni e 4 mesi (cinque anni in più rispetto all’attuale).
MINISTROO VIVA IL MERITO!!!!
il corriere del Mezzogiorno, dice che il marito è amico di Gasparri e Bocchino.
Questo per quelli che si vantano che non si è assunti per raccomandazione politica.
Questo il link alla notizia.
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/notizie/cronaca/2010/29-aprile-2010/karen-picozzi-famosa-all-inps–1602926600223.shtml
“Karen Picozzi, dall’�«Isola�» all’Inps
L’ex protagonista del reality della Ventura
ora è impiegata precaria negli uffici di Salerno
SALERNO �” Da qualche tempo c’è una valchiria all’ufficio prestazioni a sostegno del reddito dell’Inps di corso Garibaldi. E se solo fosse addetta allo sportello il suo volto non passerebbe inosservato all’utenza. Già ce l’immaginiamo il giovane in attesa della disoccupazione che, puntandole l’indice, esclamerebbe: �«Ma lei non è quella dell’Isola dei famosi?�» Sì, è proprio quella dell’Isola dei famosi. Karen Picozzi, la �«morta di fama�», come direbbe Aldo Grasso, che sognava di �«andare su un set americano anche a portare l’acqua come assistente�», è stata assunta, insieme ad altre quattordici persone, come lavoratrice interinale dalla società Tempor di Roma con contratto a tempo determinato di sei mesi.
Karen, da vip a impiegata Inps
LA PRECARIA DELLO SPETTACOLO – Quattro ore giornaliere di lavoro per circa ottocento euro al mese. Di questi tempi, con la disoccupazione che avanza, non c’è di che lamentarsi. E soddisfatto dev’essere anche il marito di Karen, quel Matteo Cortese, amico e sodale di Maurizio Gasparri e Italo Bocchino, il cui nome ricorre in questi giorni tra i papabili assessori della giunta Caldoro. Tutto è bene quel che finisce bene. Ci resta solo un dubbio: ma se l’obiettivo della signora Picozzi era un posto all’Inps perchè è andata all’Isola dei famosi?
29 aprile 2010(ultima modifica: 30 aprile 2010) “
ministro vuole cancellare le clientele che si annidano nel lavoro precario nella PA? Le suggerisco una SOLUZIONE SEMPLICE E A COSTO ZERO! RIPETO, COSTO ZERO! Obbligate le agenzie interinali che vincono gli appalti per la fornitura di lavoratori somministrati (ex interinali) presso le PPAA, a reclutare i lavoratori da inviare all’utilizzatore pubblico, dalle graduatorie concorsuali vigenti presso le Amministrazioni appaltanti.
MERITO, BUON SENSO, TRASPARENZA E COSTO ZERO. Lo farete?
Il pauperismo, o meglio il depauperamento, è un fenomeno economico e sociale caratterizzato dalla presenza di larghi strati di popolazione, o anche di intere aree, in condizioni di profonda miseria dovuta a fattori economici e strutturali o a fattori eccezionali.
In queste condizioni ci avete portati voi politici. Anche voi di destra che nella 2° repubblica avete governato più degli altri.
Se invece di cercare di ottenere sempre il consenso di confindustria, artigianto e commercianti, Banchieri, dirigenti,industriali,magnati,dottori e professori, praticamente i benestanti, avreste iniziato sin da subito la lotta all’evasione e agli sprechi In CASA VOSTRA, oggi saremmo stati meglio.Lei Brunetta non è meno degli altri. Ci avete stancato con le vostre continue baggianate.
ministro brunetta, questa manovra finanziaria fa grandissimamente schifo perchè dagli sperperi e dai costi eccessivi della politica non recupera quasi niente; e ai ricchi come santoro, vespa e floris non costa niente!! come al solito, ministro brunetta, ci rimettono i poveri cittadini italiani tutti, perchè stia pur certo che se lo stato manderà meno soldi alle province aumenteranno le tasse a livello locale!!
per quanto riguarda l’età pensionabile delle donne, ministro brunetta, se le svedesi, le inglesi, le francesi, le tedesche, le spagnole, ecc., ecc., vanno in pensione a 65 anni perchè non possono farlo anche le italiane??? sono forse le iteliane, ministro, migliori delle altre??? è una questione anche di eticità verso gli uomini che vivono molto di meno delle donne e che andando in pensione più tardi delle donne vengono discriminati enormemente!!! altro che parità, ministro brunetta!!! molti uomini, ministro, nemmeno la vedono la pensione perchè muoiono prima!!! mentre molte donne la pensione la prendono per 30 anni e forse pure di più!!! e questa le sembra parità tra i sessi, ministro??? ma mi facciano il piacere, mi facciano!!! d’altronde se facciamo parte dell’UE e se siamo seri non possiano fare altro che adeguarci!! ma siccome il popolo italiano è un popolo di pagliacci tutto diviene possibile a questo punto!!
TAGLIARE I RAMI SECCHI CHIUDERE GLI ENTI INUTILI.
BRUNETTA scrive;“E’ un grave errore vivere questo momento di crisi come un passaggio pauperistico, ed e’ una limitazione pensare che tutto si risolva con i tagli”.
Poi aggiunge; “L’innovazione è tanto piu’ importante oggi, in un momento di contrazione della spesa pubblica e bisogna cogliere l’occasione per avviare processi innovativi e virtuosi, dando più spazio alle imprese che sappiano cambiare il Paese per renderlo migliore”. Perciò è necessario tagliare gli enti preposti alla Promozione Industriale che per decenni hanno sperperato denaro pubblico senza trasferire innovazione.
L’IPI ISTITUTO PROMOZIONE INDUSTRIALE (oggi nella lista degli ENTI INUTILI) quale innovazione ha promosso? Eppure si predicava sempre nei vari programmi di assistenza all’impresa e di innovazione tecnologica.
L’assistenza l’IPI la dava ai propri dirigenti che oggi, vedendosi tagliati i privilegi, fanno pressione presso i parlamentari per proporre qualche emendamento al DL “manovra Tremonti”
Mi dipiace per i precari IPI; ma mi dispiace ancor di più per tutti i precari d’Italia e del mondo.
Chi conosce la storia degli enti inutili sa benissimo che sono stati inventati proprio per essere inutili e per eludere ogni forma di buon andamento nella pubblica amministrazione; ma soprattutto per soddisfare l’esigenze di privilegio di pochi.
Tutti sanno che l’IPI è proprio INUTILE e tutti conoscono a quanto ammontano i costi (oltre 50 milioni) dell’Istituto Promozione Industriale.
Gli sprechi non sono quei pochi soldi che meritatamente ricevono le poche unità di precari che negli anni non hanno trovato una buona raccomandazione per entrare negli organici IPI a tempo indeterminato.
Gli sprechi sono da ricercare nelle elargizioni ai dirigenti, ai consulenti, ai cd quadri; ma soprattutto il grande sperpero di denaro pubblico si può facilmente individuare nelle acquisizioni di servizi, nei fitti dei lussuosi locali (ROMA, Milano e Napoli), nei viaggi inutili nei soggiorni di piacere cosiddetti missioni, nei compensi alle varie cariche, nelle festicciole di fine anno etc..
E’ una vergogna in spregio alla p. a. che chiede sempre di più sacrifici ai propri dipendenti
CHIUDERE L’IPI, e per sempre, significa porre fine ad una delle tante ingiustizie e disparità di trattamento di questo Paese.
CHIUDERE L’IPI vuol dire risparmiare decine di milioni di euro e soprattutto iniziare a tagliare i rami secchi per dare vitalità all’efficienza e all’efficacia nella pubblica amministrazione.
Poi si può pensare all’innovazione “dando più spazio alle imprese che sappiano cambiare il Paese per renderlo migliore”.
AVANTI BRUNETTA! Il Paese vuole pulizia.
Della SICILIA non si parla propio.
Avete soltanto da dire altro ,ma…! Di tutto cio’ di quello che sta accadendo in sicilia sapete soltanto dire 22.500 precari li mandiamo a casa contrattisti e asu.
Perche non iniziate ad abbassare gli stipendi vostri togliere le auto blu e tutto lo spreco che si vede voi non li vedete occhi chiusi e andate avamnti e etc etc…..
Perchè la Sicilia deve essere messa in ginocchio.Ora basta
Vogliamo i nostri diritti
Al senato state sbagliando tantissimo tagli tagli tagli.
E vergognoso di quello che si vede in tv.
ugoz come al solito fai di ogni erba un fascio perchè i francia si và in pensione a 60 anni così pure in germania invece in spagna a 65 , nei paesi scandinavi le lavoratrici con famiglia hanno altri sostegni da parte dello stato mentre in italia abbiamo eliminato l’unica cosa che aiutava i genitori il TEMPO PIENO quindi io dovrò lavorare 45 anni ti sembrano pochi oppure sono sufficienti per rimanere a casa inoltre noi siamo i fannulloni perchè ci vogliono tenere in servizio visto che non facciamo nulla? quando si danno informazioni dalle almeno giuste tu appartieni alla categoria dei leccaculi che io impalerei in piazza gente come te ha rovinato l’italia perchè stai dalla parte dei muscoli e non della testa inoltre che lavoro fai oltre a dare sempre ragione al potere sei un caprone e uno scimpanzè ammaestrato e prima o poi anche tu pagherai per le cattiverie che dici e spero di incontrarti all’inferno perchè in vita…..
X ROSA
Se volevi un bel posto fisso nella Pubblica Amministrazione, studiavi e superavi un concorso invece di farti raccomandare dal politico di turno ok? Adesso cosa pretendete? Che in tempo di vacche magre tutti noi si paghi 22.000 stipendi (che poi sono molti di più)per mantenere 22.000 protetti? Fatevi pagare direttamente da Cuffaro o da Lombardo e non rompete le scatole.
Primo ente inutile da tagliare. Il Parlamento, le vostre scorte, le vostre auto blu. E anche un bel po’ di parlamentari inutili (vedi La Russa più interessato a undici miliardari ignoranti che corrono dietro ad un pallone e che, come ha detto giustamente Calderoli, dovrebbero fare sacrifici. ma ovviamente meglio tagliare la cultura che il circenses che narcotizza la gente senza panem, o l’esimio sindaco di Milano, avvocato d’ufficio dei tifosi vandali di Piazza Duomo. Curioso il fatto che gli uomini di cultura vengano considerati parassiti, i calciatori-bestie e i loro seguaci ancora più bestie invece no.) potrebbero essere rispediti a fare altro. Tanto di fame non crepate, voi.
Siete un peso, con le vostre auto blu, con le vostre scorte.
Come ha detto un commentatore sopra, ci avete stancato con le vostre baggianate
Concordo pienamente con questa affermazione:
“L’innovazione – ha dichiarato Renato Brunetta – è tanto piu’ importante oggi, in un momento di contrazione della spesa pubblica e bisogna cogliere l’occasione per avviare processi innovativi e virtuosi, dando più spazio alle imprese che sappiano cambiare il Paese per renderlo migliore”
Le innovazioni, anche a costi contenuti, ci sono e molte porterebbero non solo allo stare al passo con le tecnologie, ma alcune riuscirebbero anche a produrre una riduzione dei costi.
Per citarne una, mi riferisco al mondo aziendale, quella del desktop centralizzato che consente un forte risparmio sulla gestione delle infrastrutture; senza poi andare a parlare dell’utilizzo di postazioni terminali a basso consumo..!
Se le aziende e le pubbliche amministrazioni utilizzassero queste soluzioni si risparmierebbero milioni di euro ogni anno! Purtroppo gli italiani in generale sono poco propensi alle innovazioni, soprattutto se queste non vengono da aziende dal nome altisonante.
Basterebbe un po più di conoscenza delle soluzioni tecnologiche ed un po meno presunzione per migliorare le cose, ma, purtroppo, questo è lo scenario medio dell’Italia.
Hei Brunetta! Dicci un po’ quanto guadagni tu tra pensioni, indennità di carica, diritti d’autore per i libri che scrivi (magari durante qualche consiglio dei ministri noioso), gettoni di presenza per partecipazione a convegni o trasmissioni…
Prova un po’ a far TRASPARENZA a partire dai tuoi redditi.
Oppure, questa, è una “provocazione” e ti, come si sa, “non raccogli le provocazioni”?
VERGOGNA
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Sig.ra Rosa, io sono un dipendente pubblico ed vivo in una regione a statuto ordinario, in Sicilia (regione autonoma a statuto speciale) i miei colleghi omologhi parigrado percepiscono 200/300 euro al mese in più rispetto a me, nei loro uffici hanno un carico di lavoro pari a un terzo/la metà del carico di lavoro del mio ufficio…voi siciliani avrete anche i vostri bei problemi ma avete anche i vostri bei privilegi.
La crisi è solo un’altra importante occasione per voi politici del governo sig.Brunetta per tenere la gente sotto scacco e ricattarla.
Risulta anche produttiva per i grandi imprenditori-manager alla Tronchetti Provera,Briatore,o personaggi che occupano entrambi i settori sia politico che imprenditoriali (come Angelo Balducci) o più emblematicamente il clamoroso caso di Silvio Berlusconi e l’immenso conflitto d’interessi che per trascinarselo dietro è disposto ad affondare tutta l’Italia.
Queste categorie:
i politici del governo Berlusconi e i grandi imprenditori sono gli unici a prenotare yacht e a tenere beni a insaputa del fisco o pagati con soldi d’altri a loro insaputa.
Ecco la categoria che si vuol proteggere con queste leggi non commestibili e anti-costituzionali come l’ultimo ddl intercettazioni… o meglio.. sulla tentata totale abolizione delle intercettazioni a scopi investigativi.
Il fatto che coloro che si dicono favorevoli all’entrata in vigore di questa legge porcata e si battono per essa sono i politici e gli imprenditori stessi che si sono visti coinvolti in scandali di tangenti,di corruzione(vedi S.Berlusconi),di evasione fiscale (vedi All Iberian 64 società offshore nei paradisi fiscali facenti capo a fininvest di S.Berlusconi) di banca-rotta fraudolenta(vedi caso Parmalat o Cirio).
E questi elementi ed esempi tra cui ho citato i più emblematici sono coloro che non credono e non accettano il fatto che la legge e le regole valgono per tutti allo stesso modo eche ognuno di noi è uguale di fronte alla legge (art.3 costituzione).
Ecco perchè si fissano con la privacy ,perchè credono che la loro valga più della nostra.
IL GRANDE RICATTO: I NOSTRI DIRITTI PER UN TOZZO DI PANE!
Un lettore ci scrive in merito alla manovra economica che congela gli stipendi dei dipendenti pubblici : “Il pubblico impiego forse non ha capito che le vacche grasse non ci sono più. Gli statali hanno spolpato le casse dello Stato con assenteismo e imboscamenti… adesso si lagnano perchè gli vogliono togliere quei benefici che il lavoratore privato non ha mai avuto…”. Come se la colpa di tutti i mali fosse dei dipendenti pubblici. Come se non fosse sacrosanto estendere pari diritti a tutto il mondo del lavoro, anzichè assecondare il gioco di chi li sta erodendo giorno dopo giorno! E, tanto per stare al gioco al massacro, passiamo all’altra sponda, quella dei lavoratori privati. Leggiamo in questi giorni “IL GRANDE RICATTO” che FIAT ha fatto ai suoi lavoratori per non portare all’estero la produzione dello stabilimento di Pomigliano: sanzioni in caso di sciopero o malattie, riduzione dei permessi elettorali e abolizione della pausa pranzo in cambio di “lavoro”! La cosa più sgradevole è leggere i commenti che cinicamente esultano alla resa dei lavoratori Fiat. Commenti che Marcegaglia a parte, vengono non solo da dirigenti, imprenditori, industriali, faccendieri e gente di quella razza, ma anche dai poveracci, gente che sta alla catena di montaggio che si rallegra e gioisce nel vedere gli altri costretti a subire con la schiena china! Insomma ‘loro’ stanno scatenando una guerra tra poveri, tra lavoratori pubblici e privati, tra gente che campa di stipendio! E i lavoratori invece di fare fronte comune, di ribellarsi, si scannano gli uni contro gli altri e continuano supinamente a subire, a pagare colpe che non gli appartengno e debiti che non hanno mai contratto. Il mondo del lavoro sta subendo un incredibile peggioramento delle sue condizioni ed un attacco senza precedenti ai fondamentali diritti dei lavoratori nel nome dell’affarismo e del profitto a tutti i costi! Un passo indietro che prima o poi pagheremo tutti: pubblici e privati! Un imbarbarimento delle condizioni lavorative che pagheranno soprattutto le future generazioni! Marchionne chiede di licenziare chi sciopera! Caro Marchionne, cara Marcegaglia, caro Berlusconi… scioperare non è mai un capriccio, è un sacrificio economico cui chi lavora ricorre come ultima ratio. Scioperare è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, quella Costituzione che ‘voi’ volete cambiare! Magari sostituendo l’articolo 40 con una Marchionata oppure una Marcegaglaita del tipo: “La schaivitù è brutta, ma l’azienda ne ha bisogno per tirare avanti”! La strada dell’erosione dei diritti del mondo del lavoro è stata imboccata: è una strada senza fine, senza uscita!
mio Dio ! che cosa ci sta succedendo? ci stanno spolpando energie, denaro e non ce ne accorgiamo ? Abbiamo combattuto per raggiungere il livello di vita che abbiamo e questi , con Marchionne in testa ci stanno ributando indietro.Lavora e zitto e non puoi ammalarti più di due volte in un anno,altrimenti ti sanziono!
I sindacati che fanno, accettano? meglio essere schiavo che non lavorare affatto.
Qualcuno mi spega come abbiamo fatto ad arrivare a questo?