Equiparamento pensione donne: “Prenderemo una decisione velocemente”

Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta ha parlato ieri ai microfoni di Rtl preannunciando l’intenzione dell’esecutivo di portare sul tavolo del prossimo Cdm la spinosa questione che riguarda la parificazione a 65 anni dell’età pensionabile per gli impiegati (uomini e donne) del pubblico impiego. “Prenderemo una decisione velocemente – ha assicurato il ministro – Il collega Sacconi vedrà domani (oggi per chi legge, ndr) la Commissione Ue e prenderemo una decisione probabilmente già nel prossimo Consiglio dei ministri”.
Per il responsabile della Pubblica amministrazione la difficoltà risiederà nel trovare una soluzione di compromesso tra i termini imposti dall’Ue (il 2012) e quelli immaginati dal governo italiano che aveva ipotizzato un’equiparazione dell’età pensionabile tra uomini e donne a partire dal 2018. “L’Europa – ha ricordato Brunetta – dice che il lasso di tempo è troppo lungo. Si cercherà di trovare una mediazione. Si troverà una soluzione equilibrata con un interessante via di mezzo, non il 2018 ma non il 2012. L’Europa su questo si è in parte accanita”.
“D’altronde – ha proseguito Renato Brunetta – sono decisioni che coinvolgono decine di migliaia di cittadini, non si può dire con un tratto di penna, da domani tu non vai in pensione quindi rimani ancora per 5 anni. Si tratta di 20-30mila uscite l’anno, persone, famiglie, storie, alle quali non si può dire: abbiamo scherzato”. Il ministro ha quindi voluto ricordare come più di un anno fa avesse avanzato una proposta che si muoveva lungo la stessa direttrice indicata adesso dall’Europa. “Fui coperto dagli insulti dell’opposizione e dei pseudointellettuali della sinistra salottiera – ha tuonato – quando dissi che bisognava rispettare la sentenza della Corte di giustizia usandola come occasione per riequilibrare il ruolo della donna, non mandandola in pensione in età per poter fare poi la baby sitter, ma in pensione all’età giusta”.
E sul tema caldo della manovra: “La bufera non è terminata – ha detto Brunetta – Spero e auspico che il Parlamento sia in grado di migliorare e rafforzarne i saldi. Mi piacerebbe che arrivasse a 25 miliardi, come segnale di credibilità dell’intero impianto. Se invece, al contrario, dall’iter parlamentare dovesse uscire un provvedimento a metà, non solo faremmo una pessima figura – ha concluso il responsabile della Pa – ma i mercati comincerebbero a dire che non è una cosa seria”.
Tag: cdm, equiparazione pensione donne, governo, pa, pensione donne, Pubblica Amministrazione, ue
Seguimi su Twitter
Collabora su Facebook
Guarda il mio canale YouTube
Segui questo blog con i feed















che dire sono una dipendente pubblica, lavoro da 27 anni per il Ministero della Giustizia, ho 53 anni e tutti i giorni con l mia autovettura percorro 60 km all’andata e 60 km al ritorno tanta e la distanza che c’è tra il mio paese di residenza e il carcere dove lavoro, spero vivamente di stare sempre bene perchè con lo stess e i problemi di ernia del disco che mi ritrovo guidando parecchio non so come sarò e soprattutto se ci sarò ancora all’età di 65 anni. Buon lavoro a tutto il governo so che vi impegnerete per accontentare un pò tutt.
la finisca calderoli, ministro brunetta, di fare stupida demagogia a proposito dei costi del calcio, tanto noi italiani sappiamo benissimo che il nostro problema non è il costo del calcio ma è il costo esageratissimo e spropositato della politica e di voi politici!! per questo calderoli, ministro brunetta, prima di voler semplificare il calcio, semplifichi piuttosto la politica, visto e considerato che è ministro della semplificazione! e sarebbe proprio il caso di dire, nella circostanza, che è ministro della semplificazione delle mie palle, ministro brunetta!!
con questo, ministro, non voglio dire che in questa circostanza di crisi economica globale non sia giusto e morale limare drasticamente i compensi ed i premi a tutti i calciatori del mondo, non solo a quelli italiani!!! voglio solo dire, ministro,
che per quanto attiene a riduzione di costi la prima cosa da farsi sarebbe quella di ridurre drasticamente i costi della politica; praticamente, ministro brunetta, i vostri costi che adesso i lavoratori italiani che non arrivano a fine mese e pagano le imposte e le tasse fino all’ultimo centesimo di euro non possono reggere più! e voi politici, ministro brunetta, se foste appena appena morali e se aveste un minimo di onore e dignità ve ne sareste resi conto già da un pezzo ed avreste pure preso i giusti provvedimenti di riduzione drastica dei costi della politica, che (tutto considerato) sono esageratissimamente esagerati!! altrochè, ministro!!
sarebbe proprio il caso di dire, a proposito della iniqua esternazione di calderoli a proposito dei costi del calcio, ministro brunetta: da che pulpito arriva la predica!! mi sembra che buffon abbia dato una risposta abbastanza condivisibile!!! faccia sapere calderoli come, da politico, sprecherebbe i soldi risparmiati dal calcio!! siamo sempre lì, ministro!!!! prima di fare la lotta agli evasori fiscali bisognerebbe far diventare responsabili, capacissimi ed onesti i politici italiani, altrimenti a che serve recuperare soldi dagli evasori, ministro??? me lo dica lei, io rimango in attesa della risposta!!!
Dobbiamo smetterla di farci considerere i ‘terroni’ d’Europa. Se l’Europa dice 2012, non c’è nulla da decidere, solo da fare!
ministro brunetta, sappia che noi italiani sappiamo benissimo che gli sprechi più alti, le inefficienze più totali e gli stipendi più inutili sono quelli di voi politici italiani e della politica italiana; per cui, ministro, possiamo dire, senza ombra di dubbio, che la moralizzazuione del paese deve cominciare da voi politici; come dalla politica e da voi politici deve cominciare la lotta ai tantissimi sprechi della nazione che ci hanno portato dove ci troviamo adesso, cioè sull’orlo di un burrone profondissimo!! ministro brunetta, non cercate di menar il can per l’aia come ha fatto recentemente calderoli con le sue esternazuioni inutilmente moralistiche, ipocrite e ridicole!! ministro bruinetta, il marcio del Paese siete soprattutto voi politici e noi italiani lo sappiamo benissimo!! ministro brunetta, se vuole essere veramente serio, morale, etico e se veramente vuole veramente bene all’italia cominci a fare la lotta agli sperperi della politica e quindi cominci col lottare se stesso!! non sia ipocrita anche lei, ministro brunetta, perchè sa benissimo che la cosa più indegna che esista in italia sono i politici e la loro squallida, corrotta e spendacciona politica da due soldi!!! tanto alla fine paga, ministro, sempre quel “fesso” di panatalone!! ma dovrà finire e finirà la pacchia anche per voi politici truffatori e truffaldini, ministro brunetta, ne sia pur certo!!! almeno, ministro, rispermiateci le spudorate ipocrisie di calderoli e quanti altri politici come lui, tanto non prendete per i fondelli più nessuno!!!
Donne del pubblico impiego in pensione a 65 anni.
Sempre nell’occhio del ciclone il pubblico impiego. Prima con Brunetta, poi con il blocco dei rinnovi contrattuali, poi con la Marcegaglia che ritiene sì giusta la misura del governo, ma non sufficiente, ed invoca tagli agli stipendi dei travet pubblici come se fossero dipendenti non dello Stato, ma di Confindustria, e adesso ci si mette pure l’Europa: l’età pensionabile per le donne del settore pubblico in Italia deve essere portata a 65 anni entro il 2012!
Ma l’Europa non dice niente sul fatto che nel parlamento italiano basta aver fatto il fannullone parlamentare per 30 mesi per maturare una bella pensione per la vecchiaia?
egr.sig. Ministro ho letto i comenti degli altri e pur condividendone i contenuti, mi pare che prima di tutto dovrebbe combattere l’assenteismo dei suoi colleghi che lasciano desolatamente vuote le aule di “camera” e “senato”!. Perchè non decurtarne le assenze ingiustificate dalle loro ricche prebende come succede per tutti i lavoratori? Ho detto erroneamente lavoratori paragonandovi imperdonabilmente agli altri cittadini Italiani dimenticando che siete invece una “CASTA INTOCCABILE”. Poi per quanto riguarda il vostro “vitalizio” ,eufemismo di pensione, parola spudoratamente adottata da voi per non essere decurtato in momenti di crisi, perchè non dovrebbe seguire le regole generali vigenti per tutti i cittadiniItaliani? perchè non dovreste lavorare almeno per 35 anni per averne diritto come tutti? ed arrivare almeno ai 65 anni come voi pretendete dagli altri? In sostanza sig. Ministro gli Italiani si aspettano meno chiacchere e piu’ fatti. Chiacchere e tabacchiere di legno il Banco di Napoli non le impegna!
Brunetta dice” che arrivasse a 25 miliardi, come segnale di credibilità dell’intero impianto. Se invece, al contrario, dall’iter parlamentare dovesse uscire un provvedimento a metà, non solo faremmo una pessima figura – ha concluso il responsabile della Pa – ma i mercati comincerebbero a dire che non è una cosa seria”.
1) i mercati fanno quello che vogliono, e se decidono di mandarti a picco ti ci mandano senza tante storie.
2) Si tolga le sue auto blu anzichè far finta di andare a contare quelle dgeli altri. Tassatevi i patrimoni, le innumerevoli case, ville ed appartamenti, tassatevi di più il vostro stipendio e nello stesso tempo riducetevelo, vedrà che arriverà come niente ad una manovra da 100 miliardi di euro.
Ma non avete neanche un poco di vergogna?.
ministro Brunetta perchè voi avete diritto alla pensione solo dopo trenta mesi da parlamentari e, magari percepite altri sitpendi? noi donne italiane ci districhiamo una vita tra ruolo di mamma e lavoratrici, arriviamo a sessantanni stanche e non più efficienti perchè cominciano i problemi di salute.Allora sì che si potrebbe diventare fanulloni e non fa onore a chi ha dedicato anni di lavoro fatti con coscienza.Ci saranno donne che preferiscono rimanere a lavorare oltre i sessantanni ma a chi ha per anni fatto la pendolare e ha problemi di salute lasciate la facoltà di andare via con ciò che in trentadue anni ha maturato.
ministro brunetta, non è il costo del calcio che ha sfasciato litalòia e l’euro ma il costo della politica come lei sa benissimo ed allora prima di moralizzare gli altri voi politici dovete moralizzare voi stessi!! ministro brunetta, è proprio vewro: il pesce puzza dalla testa!!! e voi pollitrici italiani, ministro brunetta, puzzate da morire!!! il calcio, ministro brunetta, si paga con soldi propri mentre voi politici vi pagate con i soldi nostri!! vergognatevi di esistere!! ogni vostro moralismo, ministro brunetta, è fuori luogo e fa solo ridere a crepapelle!! dica al suo collega calderoli, ministro della semplificazione, che la prima cosa che deve semplificare è la politica italiana!!! la prima grande riforma italiana da attuarsi, ministro bruetta, è la riforma di tutta la politica italiana!!! altrochè!!
ls corte dei conti ha recentemente documentato e sanzionato che gli sprechi della politica costa agli italiani ogni anno 60 miliardi di euro, cioè due volte e mezzo questa manovra finanziaria, ministro brunetta!! e voi politici amncora non vi vergognate di esistere?? se ancora non vi riformate, ministro brunetta, vuol dire che la vostra scelleratezza non ha limiti!! e dica a calderoli che il calcio si paga con i soldi propri non con i soldi pubblici!!
È scontro in commissione Trasporti della Camera, dove è in discussione il ddl Brunetta. L’opposizione ha infatti individuato nel disegno di legge una norma sulla nautica da diporto «tesa a “semplificare” la vita ai proprietari dei mega yacht» che potrebbe, stando alla denuncia del Pd, «vanificare le indagini che hanno portato al sequestro di alcune navi da sogno, tra cui quella riconducibile a Flavio Briatore».
Contro la norma in questione, il Partito democratico ha depositato un emendamento interamente soppressivo. La misura, spiega Silvia Velo, vicepresidente Pd in commissione Trasporti della Camera, «consente ai mega-yacht di proprietà di società di comodo “destinate al noleggio per finalità turistiche” con sede nei paradisi fiscali, di rientrare in Italia iscrivendosi nel Registro Internazionale e beneficiando di agevolazioni normative, fiscali e previdenziali. Una sorta di scudo riservato alle barche extralusso che potranno beneficiare di quelle norme che sono state pensate per le grandi navi, per permettere loro di competere ad armi pari con i loro concorrenti europei».
Se non sbaglio, il ministro Brunetta è corso subito in pensione qualche mese fa con la metà dei contributi effettivamente versati e l’altra metà figurativi, visto che sono anni che non si fa vedere presso la sua cattedra universitaria di Tor Vergata. Ora vuole negare lo stesso trattamento ha chi ha realmente versato (e lavorato) per 40 anni. Vuole anche punire tutti i dipendenti pubblici fannulloni e i docenti universitari che non fanno il proprio dovere..Riderere? Piangere? C’è chi non conosce vergogna..
ALLO STAFF,DOPO E’ INUTILE CHE SCRIVETE (IL TUO COMMENTO E’ IN ATTESA DI MODERAZIONE)DOVETE CAPIRE CHE QUANDO UNA PERSONA DOMANDA,SE SI E’ IN DEMOCRAZIA CI DEVE ESSERE IL DIRITTO DI REPLICA,MA QUA LA REPLICA NON LA FA NESSUNO,ALLORA PER ESSERE VISTI BISOGNA ADOPERARE,PURTROPPO,PAROLE FORTI
ECCO LO SAPEVO ADESSO I FRANCESI CI PORTANO LE LORO SCORIE,E FRA POCO ANCHE I RUSSI E.On e Gaz De France-Suez hanno siglato un’intesa per lo sviluppo del nucleare in Italia. Ne da’ notizia una nota congiunta.Nasce cosi’ un 2/o asse per sviluppare il nucleare in Italia dopo quello Enel-Edf.Entrambi i partner sono per una cooperazione con utility locali e societa’ italiane.E.on e Gdf-Suez intendono ‘esaminare ogni punto chiave su nuovi investimenti in centrali nucleari come tecnologia,individuazione siti e partnership impegnandosi con autorita’locali e nazionali’.
I SOLDI DOVE SONO I SOLDI PER FARLE ,IO CITTADINO VOGLIO SAPERE DA DOVE LI PRENDE CHI FINANZIA E CHI SONO I PROPRIETARI SE NON DITE QUESTE COSE VUOL DIRE CHE CI NANGIATE SOPRA
LE SCORIE DOVE METTETE LE SCORIE DITELO,DOVETE DIRLO,PERCHE I NOSTRI FIGLI NON DEVONO GIOCARE IN MEZZO ALLE SCORIE COME SUCCEDE IN FRANCIA
Il governo italiano ha scelto di tornare al nucleare ed partita la caccia ai siti possibili dove costruire le nuove centrali. Associazioni e forze contrarie stanno preparando un referendum; intanto andiamo a vedere cosa è successo nel 2009.
Ecco gli incidenti nucleari accaduti nel solo 2009.
10 gennaio 2009 – Germania, Assia. Fuga interna di liquido radioattivo dal primo al secondo circuito nella centrale nucleare di «Biblis B». La denuncia viene fatta dal quotidiano “Frankfurter Rundschau” in data 17 gennaio 2009, annotando che non vi è stata ancora la riparazione del danno. Il portavoce della centrale nucleare riferisce, in risposta, che il livello di radioattività del liquido fuoriuscito è «solo un millesimo del valore limite giornaliero», precisando che i lavori di riparazione verranno effettuati nell’arco due settimane, nell’ambito dei normali controlli di routine.
22 Gennaio 2009 -Satellite Cosmos-1818. Un satellite dell’era sovietica alimentato ad energia nucleare perde frammenti nello spazio dal sistema di refrigerazione del reattore. La notizia riferita oggi è del 4 luglio 2008. Secondo Alexander Yakushin, vicecapo delle Forze spaziali russe, ”non c’è pericolo di contaminazione radioattiva per la superficie terrestre”
28 Gennaio 2009 – Chalk River, Canada. Solo oggi viene denuciata una perdita di 47 litri di acqua pesante e radioattiva (contenente trizio) avvenuta il 5 dicembre scorso presso la centrale di Chalk River.
2 Febbraio 2009 – Oyster Creek, New Jersey -USA. Un incendio è divampato in uno dei due trasformatori della centrale nucleare di Oyster Creek. La società, Exelon Nuclear, ha fatto sapere che “non c’è pericolo per il pubblico”
4 Febbraio 2009 – Busko, Ramsko, Jablanicko – Bosnia Erzegovina. Il quotidiano croato Vecernji List denuncia l’inquinamento da scorie radioattive francesi dei laghi dell’Erzegovina a partenza della firma dell’accordo di Dayton nel novembre 1995 (vedi: http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=560.0 )
10 Febbraio 2009 – Nello spazio -Il satellite Usa Iridium per le telecomunicazioni si scontra con il satellite russo Kosmos-2251, non più in uso, in bassa orbita a circa 780 chilometri da terra. I detriti derivati dalla collisione potrebbero danneggiare vecchi veicoli spaziali sovietici che si trovano in prossimità. E questi ultimi hanno reattori nucleari a bordo, fanno notare gli esperti da Mosca. In particolare – spiegano fonti alle agenzie di stampa russe – c’è un rischio di collisione tra i vecchi satelliti di osservazione della marina sovietica con i rottami, sparsi intorno, e di conseguenza, si potrebbe avere la presenza in orbita di macerie radioattive.
11 Febbraio 2009 -Francia. Un’indagine di France 3 denuncia che 300 milioni di tonnellate di rifiuti radioattivi provenienti dalle miniere di uranio francesi, sono stati disseminati, nel corsi di decenni, nelle campagne, in vicinanza dei centri abitati, e sono serviti per costruire case, scuole e aree gioco per bambini.
12 Febbraio 2009 – Los alamos, USA. Scomparsi nel nulla dal centro di ricerca nucleare di Los Alamos 67 computer. I dirigenti di Los Alamos hanno sottolineato che nessuno dei computer conteneva informazioni classificate.
13 Febbraio 2009 – Germania. Sequestrate oltre 150 tonnellate di metalli radioattivi, in 12 Laender tedeschi, provenienti dall’India. La contaminazione è dovuta all’isotopo radioattivo Cobalto 60 arrivato in Germania da tre diverse fonderie indiane. Per l’alto livello di contaminazione, 5 tonnellate sono state affidate alla GNS, la società tedesca che si occupa dello smaltimento delle scorie nucleari.
22 Febbraio 2009 – Chalk River, Ontario, Canada. Terza fuga radioattiva nell’impianto di Chalk River, dal dicembre 2008. 11 kg d’acqua inquinata sono stati ventilati all’esterno dopo che due piccoli buchi sono stati rilevati in un tubo. Il tubo è stato riparato. Il reattore è rimasto in attività e la fuga non ha creato ritardi nella produzione.
26 Febbraio 2009 – Kashiwazaki-Kariwa, Giappone. Un incendio, di cause sconosciute, si sviluppa nell’edificio che ospita uno dei sette reattori della centrale. Viene domato dopo una ora e mezza. Leggermente ferito al viso un addetto della centrale. La Tepco dichiara che non ci sono state fughe radioattive.
13 Marzo 2009 – Francia. La portaerei Charles de Gaulle viene bloccata dopo la scoperta di un’anormale usura di parti del suo sistema nucleare
14 Marzo 2009 – Oskarshamn, Svezia. Un lavoratore di 61 anni muore durante le attività di manutenzione alla centrale nucleare scedese di Oskarshamn. Sembra che una parte del macchinario si stia staccata colpendo l’uomo in pieno petto.
19 Marzo 2009 – Dubai, stretto di Hormuz. Il sottomarino americano USS Hartford entra in collisione con la nave anfibia USS New Orleans. Il New Orleans riprota la rottura del serbatoio con fuoriuscita di circa 25.000 galloni di diesel. 15 marinai a bordo dell’Hartford rimangono leggermente feriti. “Non ci sono danni all’impianto di propulsione nucleare dell’Hartford”, dichiara il portavoce della Marina Statunitense Nathan Christensen.
Aprile 2009 – Indian Point, USA. Viene fermato l’impianto di Indian Point per la rottura di una pompa del circuito di raffreddamento.
12 Aprile 2009 -Kashiwazaki-Kariwa, Giappone. Incendio notturno in un magazzino del complesso nucleare, spento dopo due ore. Secondo Tokyo Electric Power non c’è stata nessuna fuoriuscita di radiazioni.
23 Aprile 2009 – Burgos, Paesi Baschi, Spagna. Un problema al generatore principale ha obbligato la centrale nucleare di Garona a fermare il reattore e ad attivare gli allarmi del centro che il prossimo anno compirà 40 anni. L’incidente non ha creato “rischi per i lavoratori, la popolazione o l’ambiente” secondo il Consiglio per la sicurezza nucleare spagnolo.
30 Aprile 2009 – Sellafield, Gran Bretagna. Da oltre 20 giorni si protrae la ricerca, nell’impianto di Sellafield, di due contenitori smarriti con materiale radioattivo risalente agli anni 70.
4 Maggio 2009 – Una catena di misure cade al suolo durante la manutenzione del quarto blocco della centrale, dopo che il cavo che collega la strumentazione si rompe. L’incidente viene classificato al livello 2 sulla scala internazionale Ines, sembra senza causare danni al personale dell’impianto e fuoriuscite radioattive.
11 Maggio 2009 – Garona, Spagna. Guasto nelle barre di combustibile con “leggero aumento dell’attività misurata all’interno del nucleo”. Lo annuncia lo stesso impianto di proprietà Endesa e Iberdrola sostenendo che il malfuzionamento non avrebbe alcun impatto negativo sulla sicurezza dell’ambiente e della salute di chi vive nei pressi dell’impianto. Secondo Greenpeace, invece, l’aumento di attività sarebbe dovuto alla rottura di un elemento del combustibile che ha contaminato il sistema di raffreddamento del nucleo della centrale.
13 Maggio 2009 – Tricastin, Francia. Due pezzi metallici, di due tonnellate ciascuno, utilizzati per dei test di funzionamento sul ponte di manutenzione, cadono da una altezza di circa 15 metri nella centrale nucleare di Tricastin. “Per misure di precauzione, dopo l’incidente, i cantieri sono stati sospesi come pure gli interventi, circa una trentina, nell’edificio del reattore” e dei controlli “sono stati realizzati immediatamente” ha fatto presente EDF.
25 Maggio 2009 – Corea del Nord. La Corea del Nord effettua ”con successo” il suo secondo test nucleare, dopo quello dell’ottobre 2006.
05 Giugno 2009 – Kashiwazaki-Kariwa, Giappone. Fuga di vapore da una porzione di pompa per l’incanalamento dell’acqua verso il reattore nucleare n° 7 nella centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, nel nord del Giappone. La Tepco rassicura che non c’è stata contaminazione ambientale, nonostante una piccola fuga di elementi radioattivi.
12 Giugno 2009 – Suffolk, Gran Bretagna. In data odierna svelato un incidente del gennaio 2007. Un impiegato recatosi per un bucato nella lavanderia automatica dell’impianto nucleare si accorge di una cospicua perdita radioattiva (decine di migliaia di litri), non rilevata dai sistemi d’allarme. Sfiorato il disastro nucleare.
29 Giugno 2009 – Kruemmel, Germania. La centrale viene bloccata per due giorni a causa di un errore di azionamento, da parte di un dipendente, di una valvola di emeregenza
29 Giugno 2009 – Dungeness B, Inghilterra. Un pezzo di gomma si blocca all’interno delle condotte della centrale durante l’operazione di introduzione di un nuovo combustibile (la schiuma combustibile non è a norma con quella prevista dai regolamenti). A detta dell’EDF: “Non c’è stato alcun danno per i nostri dipendenti, per gli impianti, il personale non è stato ferito e non vi è stato alcun rilascio di radioattività”. Nonostante queste dichiarazione dell’incidente viene data conoscenza solo 9 giorni dopo
4 Luglio 2009 – Kruemmel, Germania. Per un problema ad un trasformatore si arresta la centrale con conseguente caduta di tensione nella rete elettrica di Amburgo (fuori uso per alcune ore 1500/1800 semafori)
8 luglio 2009 – Dampierre en Burly, Loiret, Francia. Fuga di vapore o gas radioattivo nel corso dei lavori di manutenzione alla centrale di Dampierre. L’incidente, nel cuore della notte, ha svegliato diversi abitanti.
28 agosto 09 – Sosnovy Bor, Federazione Russa. Chiuso un reattore nucleare dell’impianto di Sosnovy Bor per una perdita dovuta alla rottura di una pompa. I responsabili: “I livelli di radioattività nell’aria rientrano nella norma”. La centrale ”Leningrad”, nella cittadina di Sosnovy Bor, a circa 70 km da San Pietroburgo e’ equipaggiata con lo stesso tipo di reattore di quello ucraino di Chernobyl
9 settembre 09 – Dieppe, Francia. Spento in poche ore un incendio scoppiato, per cause imprecisate, nella centrale nucleare a Dieppe. Tempestivo l’intervento dei vigili del fuoco appena scoppiato l’allarme.
8 ottobre 09 – Prefettura di Fukui, Giappone. Fuoriuscita di liquido radioattivo dalla centrale di Fugen. Un operaio e’ stato esposto a radiazioni mille volte superiori al livello standard stabilito dal governo giapponese
26 ottobre 2009 – Cadarache, Francia. Scoperto un deposito di uranio arricchito al di sopra del limite fissato. Il CEA (Commissariato Energia Atomica) ha dichiarato trattarsi di una riserva di 10 kg di uranio arricchito (1,65%), mentre il limite è di 4 kg. Il Commissariato ha proposto di classificare l’incidente al “1”, cioè come anomalia, nella scala INES (International Nuclear and radiological Event Scale).
2 novembre 09 – Francia. Spenti per manutenzione 18 impianti nucleari. Il numero uno di Fessenheim (Haut-Rhin) ha superato i 10 anni; quattro sono fermi per incidenti: il reattore numero 3 di Paluel (Seine-Maritime) a causa di una perdita di fiamma nella sala macchine; il reattore numero 2 di Nogent-sur-Seine (Aube) per un guasto a un alternatore; il reattore numero 1 di Civaux (Vienne)a causa di disfunzione di una valvola del motore elettrico; il reattore numero 3 di Bugey (Ain) dopo un incidente sul generatore di vapore. Tredici reattori devono essere ricaricati di combustibile e per operazioni di manutenzione: il numero 1 di Flamanville (Manche), i reattori numero 1 e sei di Gravelines (Nord), il reattore numero 2 di Paluel, il reattore numero 2 di Penly (Seine-Maritime), il reattore numero 2 di Cattenom (Lorraine), il reattore numero 2 di Fessenheim,il reattore numero 3 di Chinon (Indre-et-Loire),il reattore numero 3 di Blayais (Gironde), le il reattore numero 1 di Saint-Alban (Isère), il reattore numero 4 di Bugey, il reattore numero 2 di Tricastin (Drôme) e il reattore numero 2 di Cruas-Meysse (Ardèche). Il reattore numero 2 della centrale nucleare di Belleville (Cher) funziona al 60% della sua potenza dopo il riscaldamento di una pompa del circuito secondario di vapore.
7 novembre 2009 – Tricastin, Francia. Le operazioni di manutenzione al reattore numero 2 della centrale nucleare di Tricastin, in Francia, vengono sospese in seguito a un incidente avvenuto durante la ricarica di una parte delle barre di uranio
21 Novembre 2009 – Three Mile Island, Pittsburg, Pennsylvania, USA. Grande perdita di radioattività da un reattore della centrale atomica. Fuga radioattiva originatasi da isotopo sconosciuto. 200 lavoratori evacuati, 25 sottoposti a cure mediche
1 Dicembre 2009 – Cruas, Ardeche, Francia. Nella notte tra l’1 e il 2 dicembre si verifica una otturazione della presa d’acqua di uno dei quattro reattori della centrale nucleare Edf di Cruas, con ripercussioni sul circuito di raffreddamento. L’Autorité de sûreté nucléaire (Asn), ha giudicato la gravità dell’ultimo incidente al secondo livello della scala internazionale Ines di pericolosità.
3 Dicembre 2009 – Vandellos, Spagna.L’impianto nucleare da 1.000 megawatt Vandellos II, controllato con il 72% da Endesa (ELE.MC: Quotazione), gruppo Enel (ENEI.MI: Quotazione), viene fermato per riparazioni ai distributori.
Si tratta del terzo impianto nucleare in Spagna, su otto totali, che si ferma per riparazioni. Anche Asco I è infatti fermo per riparazioni, mentre il reattore di Almaraz I si sta rigenerando.
ministro brunetta, non sono i costi del calcio che hanno sfasciato l’italia e l’euro ma come lei sa benissimo gli esageratissimi costi della politica!! ed allora, ministro, finitela voi politici di fare falsa demagogia e stupido moralismo perchè se c’è una riforma da fare oin italia prima di tutte le altre è la riforma della politica e di voi politici!! per quanto mi riguarda, min istro brunetta, dipendesse da me vi prenderei tutti a calci nel sedere perchè sapete benissimo come stanno le cose e continuate imperterriti a fare orecchi da mercante!! ministro brunetta, piuttosto che riformarvi e ridimensionarmi drasticamente sotto tutti gli aspetti voi indegni e scellerati politici italiani siete capaci di far fallire l’italia, l’euro e tutta l’europa!!! lo dica a calderoli, ministro brunetta, e gli dica pure che tutte le province d’italia sono da abolire a partire da bergamo e da quelle di tutto il nord italia per continuare fino a trapani!! altro che i costi del calcio che si paga da sè stesso mentre voi politici vi pagate con i soldi dei lavoratori che non arrivano a fine mese, questo è il grandissimo scamdalo, ministro brunetta, e lei lo sa benissimo!!
se è un uomo d’onore, ministro brunetta, si batta per eliminare drasticamente i costi e gli sprechi enormi della politica italiana!! altrimenti, ministro, ci faccia il piacere perlomeno di tacere per sempre!! e sappia, ministro brunetta, che voi politici con le vostre stupide e demagogiche esternazioni gli italiani non li prendete più per i fondelli!! purtroppo non è nel potere dei cittadini ridimensionarvi drasticamente perchè, ministro, voi ve la cantate e voi ve la suonate! ma se l’italia fallisce, ministro, non so come voi politici ve la potrete cavare!!!! saranno cavoli vostri!!!
più che gli evasori fiscali, ministro brunetta, sulle case dello stato pesano i vostri costi iper esagerati ed i vostri sprechi astronomici!! d’altronde, ministro, se l’italia è un paese di grande evasione anche questa colpa ricade su di voi e sulla vostra incapacità a risolvere i problemi d’italia!! siete solo capaci ad aggravarli, ministro!! vergognatevi di esistere voi tutti politici italiani, se non ci foste voi con i vostri sprechi colossali l’italia potrebbe essere il paradiso in terra, se ne rende conto ministro brunetta???
ministro vuole cancellare le clientele che si annidano nel lavoro precario nella PA? Le suggerisco una SOLUZIONE SEMPLICE E A COSTO ZERO! RIPETO, COSTO ZERO! Obbligate le agenzie interinali che vincono gli appalti per la fornitura di lavoratori somministrati (ex interinali) presso le PPAA, a reclutare i lavoratori da inviare all’utilizzatore pubblico, dalle graduatorie concorsuali vigenti presso le Amministrazioni appaltanti.
MERITO, BUON SENSO, TRASPARENZA E COSTO ZERO. Lo farete?
e calderoli, ministro brunetta, ha la grandissima spudoratezza di attaccare i calciatori italiani!!! ma mi faccia il piacere, calderoli, mi faccia!!! i calciatori italiani non pesano sulle nostre tasche, ministro brunetta, voi politici invece pesate esclusivamente sulle nostre tasche e costituite la spesa più improduttiva che si devono accallorare sempre e come al solito i lavoratori italiani che non arrivano a fine mese!!
per questo, ministro brunetta, voi politici italiani vi dovete vergognare di esistere!!
se è capace di darmi torto per tutto quello che ho postato o se può dimostrarmi che ho scritto puttanate ministro brunetta me lo dimostri, io rimango qui in attesa di una sua risposta che sono sicurissimo non arriverà mai e poi mai perchè, ministro, come sapete fare bene orecchi da mercante voi politici italiani nessun altro al mondo!! ministro brunetta, avete cominciato a decurtarvi lo stipendio voi politici come previsto dalola finanziaria!!!??? mi sa che in parlamento state perdendo tempo anche a questo proposito!! dica a fini di sveltire l’iter parlamentare, è un suo dovere!!!
I SOLITI PRIVILEGI, PER I SOLITI PRIVILEGIATI!
Tutti, ma proprio tutti, stanno partecipando ai grandi sacrifici che la ‘patria’ ci chiede? I calciatori? I grandi papaveri della Rai? I Top-manager sia del pubblico che del privato? E, yacht a parte, ci piacerebbe proprio sapere quali sacrifici sta facendo per la ‘patria’ PierSilvio il figlio di Silvio Berlusconi! Fin’ora gli unici sacrifici che ci è dato conoscere sono quelli imposti agli statali – le solite vittime, ‘fancazzisti’ incalliti, innoqui, inermi, che non hanno neppure la voglia di… ‘reagire’ – ai medici ospedalieri e anche i magistrati che, però, essendo ‘categoria’… ‘reagiscono’! La scure dei sacrifici si abbatte sempre più di qua, ma mai di là. Tant’è che qualcuno nuota felicemente in questa valle di lacrime. Gli europarlamentari si sono appena votati una leggina ”ad personas”. E’ molto semplice, e molto chiara! Prevede un aumento di stipendio di 1.500 euro al mese. La loro busta paga passerà da 17.864 a 19.364 euro. Per contro, si paventa di portare addirittura a 70 anni l’età pensionabile dei giovani! Certo, che con uno stipendio del genere tutti vorrebbero andare in pensione il più tardi possibile!
>>> DIVENTA UN REPORTER DI LiberalVox
L’Europa ha detto no. Le donne che lavorano nel pubblico dal 01.01.212 per vecchiaia andranno in pensione a 65 anni. Sacconi e compani hanno abbassato le orecchie come cani bastonati. Che cacchio interessa a loro. Quelle del privato non ridano perchè a breve sarà esteso anche per loro.
Dato che si è così ligi nel rispettare quanto imposto dall’ Europa, non c’era una sentenza che obbligava rete 4, tv privata del Berlusca, a lasciare libera la frequenza occupata illegalmente, tanto da dover pagare un sacco di soldi al giorno come sanzione?( soldi pubblici per pagare una multa causata da un privato). Ma andate tutti a cagare.
Per chi avesse dubbi. Io non ne ho mai avuti,si tratta dell’ennesima presa per i fondelli di questo governo composto da nani e ballerine. Ai lettori le giuste considerazioni e donne svegliamoci!!!!!
La previdenza flessibile
di TITO BOERI
IL ministro Tremonti aveva annunciato in televisione che con la sua manovra si sarebbe completata la riforma delle pensioni. Sarebbe stata posta la parole fine sullo stillicidio di micro-riforme della previdenza introdotte in questi anni. Non sarà così.
È passata una sola settimana e il governo deve tornare a mettere mano al capitolo pensioni. Anche questa volta colpendo soprattutto le donne. Vediamo perché, come si è arrivati a questa situazione, quali risparmi siano conseguibili con le misure che il governo si appresta a varare e come cercare di ridurre le iniquità di questi interventi.
La Commissione Europea non interviene sui regimi previdenziali degli stati membri, non ne ha la facoltà. Deve però garantire, come guardiana del Trattato istitutivo della Comunità Europea, una parità di trattamento tra uomini e donne da parte dei loro datori di lavoro. Lo Stato è il datore di lavoro dei pubblici dipendenti. Come tale, secondo la Corte di giustizia europea, non può trattare diversamente uomini e donne, offrendo a queste ultime la possibilità di andare in pensione a 60 anziché a 65 anni. Se lo Stato non è datore di lavoro, come nel caso dei lavoratori del settore privato, può introdurre differenze di genere nell’età pensionabile senza incorrere nelle sanzioni europee. E’ un problema che riguarda il solo settore pubblico. Il governo italiano per rispettare la sentenza della Corte di giustizia europea aveva deciso di innalzare gradualmente, dal 2010 al 2018, l’età pensionabile delle lavoratrici del pubblico impiego, incrementandola di un anno ogni due. Oggi la Commissione ci chiede di fare più in fretta: entro il 2012.
La nostra infrazione è figlia di un’entrata in vigore troppo lenta della riforma che ha introdotto nel 1996 (15 anni fa!) il sistema contributivo in Italia. Se avessimo fatto come in Svezia, prevedendo una fase di transizione molto più rapida (15 anni anziché quasi 40) al sistema contributivo, il problema a questo punto non si porrebbe. In Italia, invece, si è preferito dilazionare i tempi di attuazione della riforma. Per poi intervenire con una lunga serie di piccoli aggiustamenti, forzatamente iniqui e parziali, che tra l’altro ci hanno allontanato sempre di più dal disegno della riforma varata nel 1996 senza un’ora di sciopero. L’ultimo aggiustamento è quello introdotto dal governo con la manovra economica varata la scorsa settimana, che prevede uno slittamento di dodici mesi per i lavoratori dipendenti e di diciotto mesi per i lavoratori autonomi dell’età in cui si va in pensione. Il ritardo è più forte per le pensioni di vecchiaia che per quelle di anzianità.
È un provvedimento che colpisce soprattutto le donne che hanno carriere lavorative molto più discontinue degli uomini (non da ultimo per il tempo da loro dedicato alla cura dei figli) e che in genere non riescono ad aver completato l’anzianità contributiva necessaria per godere della pensione di anzianità.
Il nostro Governo sembra intenzionato a recepire alla lettera la richiesta della Commissione Europea. Questo significa sei anni in meno per alzare a 65 anni l’età di pensionamento delle donne del pubblico impiego. E’ un intervento che nella sostanza ripristina lo scalone della riforma Maroni-Tremonti del 2003. I risparmi di questa operazione saranno abbastanza contenuti, non dovrebbero superare i 300 milioni di euro all’anno, per poi calare progressivamente man mano che si applica il sistema contributivo, che fa aumentare l’ammontare delle pensioni se si va in pensione più tardi. Sarà un nuovo intervento che colpisce le donne dopo quello varato solo una settimana fa.
Se non si vuole continuare lo stillicidio di interventi, se non si vogliono introdurre nuove asimmetrie di trattamento cercando magari di rimediare a vecchie iniquità, c’è una sola cosa da fare. Bisogna tornare ai principi del sistema introdotto nel 1996. Questo significa garantire flessibilità sul quando andare in pensione permettendo a chi decide di ritardare l’andata in pensione di ottenere poi quiescenze più alte. Sarebbe un modo per rispondere ad esigenze diverse e a diverse lunghezze auspicate (o imposte dal mercato del lavoro) della vita lavorativa. Si potrebbe andare in pensione dai 60 ai 67 anni, applicando subito le riduzioni attuariali previste dalla riforma Dini fin dal 1996 per chi va in pensione prima dell’età massima. Per tutti, uomini e donne, dipendenti pubblici e privati. In questo modo si sarebbe più equi, sia tra uomini e donne che tra generazioni diverse, perché significa accelerare il passaggio al sistema che entrerà in vigore pienamente solo nel 2032 secondo la normativa attuale. I risparmi sarebbero più consistenti dei provvedimenti tappabuchi e improvvisati di questi anni. E si terrebbe conto del fatto che i tempi del lavoro e del non lavoro sono diversi non solo tra uomini e donne, ma anche tra le persone dello stesso sesso, cioè tra le donne e gli uomini che hanno fatto scelte diverse in quanto a responsabilità famigliari, carriere lavorative, redditi per la vecchiaia e durata del loro impegno professionale.
(08 giugno 2010) Tutti gli articoli di Economia
[...] renatobrunetta.it Segnalibro var a2a_config = a2a_config || {}; a2a_localize = { Share: "Condividi", Save: "Salva", Subscribe: "Abbonati", Email: "E-mail", Bookmark: "Segnalibro", ShowAll: "espandi", ShowLess: "comprimi", FindServices: "Trova servizi", FindAnyServiceToAddTo: "Trova subito un servizio da aggiungere", PoweredBy: "Fornito da", ShareViaEmail: "Condividi via email", SubscribeViaEmail: "Abbonati via email", BookmarkInYourBrowser: "Aggiungi ai segnalibri", BookmarkInstructions: "Premi Ctrl+D o Cmd+D per aggiungere questa pagina alla lista dei segnalibri", AddToYourFavorites: "Aggiungi ai favoriti", SendFromWebOrProgram: "Invia da un indirizzo email o client di posta elettronica", EmailProgram: "Client di posta elettronica" }; a2a_config.linkname="Equiparamento pensione donne: “Prenderemo una decisione velocemente”"; a2a_config.linkurl="http://www.siciliasudor.it/39821/equiparamento-pensione-donne-%e2%80%9cprenderemo-una-decisione-velocemente%e2%80%9d/"; [...]
basta! superati i sessantanni lasciateci andare in pensione, anche a fare le baby-sitter per i nostri nipoti, a fare una una vita più tranquilla e non stressate da pendolarismi, mobbing ecc. non può una donna che ha dedicato una vita al lavoro e alla famiglia arrivata alla tanto sospirata pensione di vecchiaia vedersi costretta a rimanere ancora cinque anni per aver compiuto 60 anni il primo gennaio 2010 . Mettetevi una mano sulla coscienza e pensate ai vostri sprechi giuro che non andrò più a votare perchè siete solo voi i veri fanulloni
IL SISTEMA PREVIDENZIALE ITALIANO ERA PERFETTO SINO A QUANDO LA POLITICA NON HA MESSO LE MANI NELLE CASSE DI INPS E INPDAP PER RIPIANARE IL DEBITO PUBBLICO CRETAO DALLE ‘LORO’ RUBERIE!
>>>VIENI A DIRE LA TUA SU LIBERALVOX.BLOG
In pensione a 60, 65, 70anni… chi offre di più?
L’innalzamento dell’età pensionabile – legata alla speranza di vita media rilevata dall’Istat – porterebbe ad un “risparmio/ricavo” di 87 miliardi di euro che andrebbe a coprire gli sprechi e le ruberie della ‘cricca’! E’ la pedissequa applicazione del principio dei vasi comunicanti o meglio delle “casse-comunicanti”: si trasferiscono i contributi pensionistici dei lavoratori dalle casse Inps, Inpdap, Enpam, a quelle ‘esanimi’ dello Stato! Lapalissiano il fatto che predati i soldi accantonati dai lavoratori per garantirsi una pensione, la politica, rotto l’unico “dindarolo” rimasto sano nel bel paese, prenda tempo innalzando l’età pensionabile. I soldi per pagare le pensioni non ci sono più! E se la speranza di vita si è allungata, quella di andare in pensione è morta e sepolta! Il decreto legge sulla manovra economica apporta sostanziali modifiche alla decorrenza delle pensioni di vecchiaia e di anzianità nei confronti di tutti coloro che matureranno i requisiti dal 2011 in poi, accorciando ulteriormente la distanza che porta dalla pensione al… camposanto! I lavoratori dipendenti, pubblici e privati, subiranno uno slittamento di 12 mesi, nella decorrenza della pensione, dal momento della maturazione dei requisiti mentre per i lavoratori autonomi (coltivatori diretti, artigiani e commercianti) lo slittamento sarà di 18 mesi. Anche i lavoratori che usufruiscono della totalizzazione dei periodi assicurativi potranno avere la pensione dopo 18 mesi, cioè con le stesse regole previste per i lavoratori autonomi; fanno eccezione le pensioni ai superstiti, che decorrono dal primo giorno del mese successivo alla morte dell’assicurato. Rimangono invece in vigore le vecchie norme nei confronti dei lavoratori dipendenti che avevano in corso un periodo di preavviso al 30 giugno 2010 e che maturano i requisiti per la pensione entro la data di cessazione del rapporto di lavoro e nei confronti dei lavoratori che, per il raggiungimento dl limite di età, perdono il titolo abilitante all’esercizio della professione. Il ritardo di 1 anno nell’uscita dal lavoro non si applica neanche nei confronti del personale della scuola, per il quale viene confermata l’unica finestra del 1° settembre di ogni anno. E’ prevista una deroga all’applicazione delle nuove norme in favore di un massimo di 10.000 lavoratori, collocati in mobilità, mobilità lunga o titolari di prestazioni straordinarie a carico dei fondi di solidarietà. Dovrà provvedere l’INPS al monitoraggio necessario per determinare il raggiungimento della soglia delle 10.000 unità. La manovra del governo inciderà parecchio sull’età per andare in pensione. In pratica si dovrà attendere fino a cinque anni in più per andare in pensione di anzianità e di vecchiaia. L’innalzamento dell’età di vecchiaia nel 2050 arriverà alla soglia di 69 anni e 4 mesi. Ma già dal 2015 ci saranno i primi effetti, per la pensione di vecchiaia si dovrà aspettare 66 anni. E’ quanto stabilito dal rapporto elaborato in sede tecnica. Le direttive dell’intervento sono due. La prima è contenuta nel decreto correttivo dei conti pubblici, la seconda nel regolamento Sacconi-Tremonti firmato nei giorni scorsi in attuazione della legge 3 agosto 2009. Come è noto la manovra sposta le finestre di uscita, dunque coloro che matureranno i requisiti dal 1° gennaio 2011 dovranno aspettare dodici mesi, se dipendenti, e diciotto se autonomi. Ma il deciso cambio di direzione arriva dal regolamento Sacconi-Tremonti: si annulla l’attuale sistema delle quote e si passa a un sistema che innalza l’età anagrafica di pensionamento in vecchiaia e anzianità in relazione all’allungamento medio della speranza di vita rilevato dall’Istat. In base a questo meccanismo dal 1° gennaio 2016 l’elevazione dell’età avverrà con cadenza triennale, ovvero uno scatto di tre mesi alla volta. Conseguenze? Chi ha iniziato a lavorare 20 anni fa e andrà in pensione attorno al 2031, dovrà attendere, per gli uomini, 68 anni per la vecchiaia (tre in più rispetto ad oggi) e fino a 65 anni per l’anzianità (quattro in più). Per i neo assunti, con il pensionamento nel 2050, saranno necessari 69 anni e 4 mesi (cinque anni in più rispetto all’attuale).
ah,trovato!le donne impiegate delo stato andranno in pensione a 65 anni,bene,continuiamo,noi a reddito fisso dello stato, a pagare per le ruberie ,tangenti varie,appartamenti,donnine …di chi non si pone nemmeno il problema della pensione ,poichè economicamente non favorevole per loro visto gli introiti da “lavoro”..poi non hanno sicuramente il vincolo della età come i comuni mortali,poi possono sommare diversi redditi.
Pensate una insegnante elementare a più di 60 anni che deve essere tutti i giorni fresca,scattante,piena di verve per i suoi scolari che la giudicheranno più una nonna che l’insegnante.
Un suggerimento,siate più onesti e dite ” meno male che l’Europa ci aiuta a mandare quelle sfaticate delle statali in pensione a 65 anni,come faremmo noi a mantenere i nostri privilegi se non c’è chi ce li paga? Noi siamo la casta e possiamo giocare con la vita delle persone,tanto chi se ne frega ,non ci racontate la storia dell’Europa,non ci crede più nessuno!Tanto meno le donne che oltre a lavorare devono accudire i nipoti,i genitori,dare anche una mano economica ai figli,fare quadrare un bilancio sempre più magro,(il nostro non sicuramente il vostro).Pensate bene a quello ch fate ,ormai la gente non ne può più !
Caro Ministro.
Capisco che bisogna adeguarsi ai dettami dell’UE ma penso anche che l’innalzamento da 60 a 65 anni dell’età pensionabile delle donne in maniera così brusca e repentina sia iniquo e poco vantaggioso per tutti:
1) i giovani quando cominceranno a lavorare, come potranno inserirsi nel mondo del lavoro se i posti sono occupati da persone anziane?
2) se la maggioranza dei pubblici impiegati ha un’età superiore ai 50 anni come si può pretendere che la P.A. raggiunga livelli di efficienza?
3) se un cospicuo numero degli impiegati P.A. avrebbe preferito andare in pensione invece che lavorare, come si pensa di fare funzionare la Pubblica Amministrazione?
Passando al risparmio di fondi, non credo che ce ne sia perchè più si lavora più si matura anzianità di servizio e scatti stipendiali per cui lo stipendio di un over 50 è senz’altro più alto di quello di un giovane al primo impiego e allora, dove sta tutto questo risparmio di cui si parla?
Infine, faccio notare che si sta legando l’andata in pensione solo all’età delle persone e non anche al numero di anni di lavoro effettati, allora io che ho speso 36 milioni di Lire per riscattare i 4 anni di laurea ai fini della pensione e della liquidazione, ho perso anche il denaro versato allo Stato, visto che i 4 anni riscattati non mi serviranno più a niente.
Mi auguro che vengano fatti salvi i diritti acquisiti e non venga buttato al vento il lavoro e il denaro delle persone.
Hei Brunetta! Dicci un po’ quanto guadagni tu tra pensioni, indennità di carica, diritti d’autore per i libri che scrivi (magari durante qualche consiglio dei ministri noioso), gettoni di presenza per partecipazione a convegni o trasmissioni…
Prova un po’ a far TRASPARENZA a partire dai tuoi redditi.
Oppure, questa, è una “provocazione” e ti, come si sa, “non raccogli le provocazioni”?
VERGOGNA
brunetta se sei andato in pensione dall’università ti devi solo vergognare è inaccettabile che tu abbia fatto una cosa di questo genere , al mattino se ti guardi allo specchio non ti fai schifo?tu che sei un castigamatti’ quelli come te cos’altro combineranno oltre a fregare il popolo italiano
VERGOGNA
VERGOGNA anche allo staff
quando sei in malattia sei agli arresti domiciliari perchè hai 1 ora al giorno come i carcerati e in più ti trattengono anche dei soldi perchè siamo fannulloni e iperpagati VERGOGNA brunetta tu sei andato in pensione e hai 56 anni io ho 38 anni di lavoro e 58 di età e sono obbligata a lavorare ,mentre tu sei già in pensione dall’università VERGOGNA
micorreggo brunetta ha 60 anni ma è un maschietto quindi ha rubato 5 anni
mi correggo brunetta ha 60 anni ma è un maschietto quindi ha rubato 5 anni
Brunetta: “Prendo 3mila euro di pensione”.
TRENTOTTO ANNI EFFETTIVI? – Il ministro è nato il 26 maggio 1950, e si è laureato in Scienze politiche ed economiche presso l’Università degli Studi di Padova il 2 luglio 1973. E il suo curriculum dice che la sua carriera accademica ebbe inizio nello stesso anno (evidentemente, a partire da settembre), da assistente alle esercitazioni nei corsi di “Teoria e politica dello sviluppo” (Facoltà di Scienze Politiche) e di “Economia applicata” (Facoltà di Statistica). Nell’anno accademico 1977-78 è professore incaricato dell’insegnamento di Economia e politica del lavoro (Facoltà di Scienze Politiche). Come si ricorda qui, alla facoltà di Architettura di Venezia entra nel 1982, dopo aver guadagnato l’idoneità a professore associato in economia l’anno precedente (quindi, il 1981). Tra l’altro, Brunetta non diventa professore con un vero concorso, ma approfitta di una “grande sanatoria” per i precari che gravitavano intorno all’università. Una definizione contestata dal ministro, che replica: avevo già tutti i titoli. Sarà, ma il ministro qualche imprecisione l’ha detta.
CONTRIBUTI SI, MA “FITTIZI” – Perché dal 1991 al 1996 è professore associato di Economia del Lavoro (Facoltà di Economia e Commercio) presso Tor Vergata dove ha poi ricoperto fino ad oggi il ruolo di professore ordinario di Economia Politica. Ha ricoperto il posto, senza però evidentemente aver insegnato visti i molteplici impegni dell’onorata carriera pubblica. Perché dal 1999 al 2008 il nostro è stato parlamentare europeo di Forza Italia (con una percentuale di presenze del 63%). Brunetta sarebbe quindi andato in pensione, presumibilmente alla fine del 2009, con 59 anni di età e 37 anni circa di contributi. Ma non ha insegnato per 38 anni: perché – com’era suo diritto, ovviamente – ha usufruito dell’aspettativa, che può essere richiesta dai pubblici dipendenti per varie cause, tra cui l’assolvimento di cariche pubbliche elettive. In questo caso, vengono riconosciuti i periodi mediante contribuzione “figurativa”, cioé “fittizia”: periodi durante i quali non c’è stata attività di lavoro e di conseguenza non c’è stato il versamento dei contributi obbligatori ma che servono comunque a maturare la pensione. In pratica, Brunetta non ha lavorato e non ha pagato i contributi, ma ha comunque (sia chiaro, legittimamente) maturato il diritto alla pensione. I suoi anni di servizio però sono molti di meno. E – anche questo va sottolineato – non era obbligato ad andare in pensione: volendo, come professore universitario, poteva aspettare tranquillamente fino a 70 anni. Quindi, caro ministro, non si offenda e non giochi con le parole: ha sfruttato un’opportunità facendo i suoi conti. Bravo, ma non ci dia lezioni, per favore.