La manovra del governo sarà equa
Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta ha commentato ancora una volta il lavoro della manovra finanziaria del governo, che – secondo il ministro “ha rafforzato la nostra credibilità. Ci sono molti problemi e mal di pancia ma il quadro macro è corretto.
Il ministro inoltre ha risposto alle proteste del collega Bondi che ha lamentato i tagli indiscriminati alla cultura. Fermo restando il rispetto dei saldi di bilancio, ‘saranno i ministri competenti – spiega – a decidere come, dove e quando tagliare i fondi degli Enti da accorpare e sciogliere, inseriti nella ‘black list’ del governo e contenuta nella manovra.
Tag: governo, manovra economica, manovra finanziaria, ministro brunetta

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ministro vuole cancellare le clientele che si annidano nel lavoro precario nella PA? Le suggerisco una SOLUZIONE SEMPLICE E A COSTO ZERO! RIPETO, COSTO ZERO! Obbligate le agenzie interinali che vincono gli appalti per la fornitura di lavoratori somministrati presso le PPAA, a reclutare i lavoratori da inviare all’utilizzatore pubblico, dalle graduatorie concorsuali vigenti presso le Amministrazioni appaltanti.
MERITO, BUON SENSO, TRASPARENZA E COSTO ZERO. Lo farete?
eccellentissimo, chiami i precari “raccomandati”, ma ti sei documentato prima di emanare sentenze oppure conosci chi ha sistemato così parenti, amici e conoscenze?
A me risulta che qualcuno sia stato reclutato dopo aver frequentato più master e superato colloqui.
ossequi integerrimo!
Equa?
Balle.Solo balle.Credibilità sottozero.
Equa? copia incolla post del 30.05
Nei vari canali televisi, i politici ruffiani di destra continuano a diffondere la notizia che lo statale avrebbe percepito negli ultimi anni, in sede di rinnovo contrattuale, cifre da capogiro. Negli ultimi rinnovi dei contratti sono stati erogati, in media, dai 30 ai 40 euro in più netti. DICASI 30-40 EURO. Nessuno, però, va a fare le pulci ai rinnovi contrattuali della Dirigenza pubblica, con i quali stipendi già di per sè ben sostanziosi sono stati gratificati di aumenti impensabili per il resto del pubblico impiego.E’ QUESTO IL PUBBLICO IMPIEGO CHE HA ESONDATO, NON QUELLO DEGLI IMPIEGATI A 1200 EURO AL MESE!
MinEqua? copia incolla post del 30.05
Ministro, nella solita intervista che rilascerà oggi a RTL, parlerà sicuramente della manovra. Dica pure che è giusto bloccare il contratto per 4 anni agli statali, ma non si dimentichi di evidenziare che nei momenti di sacrifici comunque LEI, oltre allo stipendio per la carica che ricopre, sul suo conto si versano anche 3.000 euro di pensione che ha iniziato a percepire ad inizio anno per il suo “gran lavoro” di professore universitario. Chissa se robin su italia oggi avrà trovato questa notizia!
Draghi: «Evasori fiscali responsabili della macelleria sociale»
Brunetta : manovra equa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Il padre, un lavoratore, probabilmente si sarebbe pentito di non averlo lasciato nell’acqua alta di Venezia.
ministro, quale destino avranno tutti i precari che lavorano negli enti soppressi? andranno, forse, ad aumentare le fila di quei disoccupati che dovrebbero essere l’incubo di tutti i membri del governo?
io sono vecchio e non ho mai visto nulla di simile!
Il governo che dovrebbe creare posti di lavoro, che fa? li elimina.
I PARLAMENTARI SON O IN PARLAMENTO PER I CITTADINI NON PER LAVORARE IN NERO ,BRUNETTA DOVE CAZZO SEI
ministro brunetta, possibile che anche draghi non sappia dove dobbiamo prendere i soldi per ripianare l’enorme deficit pubblico causato da decenni e decenni di politica scelleratissima a causa dei politicanti di mestiere come bersani, d’alema, berlinguer, casini, fini e follini???? è inutile che draghi ci viene a dire che ci sono 30 miliardi di tasse ed imposte varie da recuperare nella maniera più assoluta dal sommerso, perchè, ministro brumnetta, se non moralizziamo prima i politici e la politica, se non rendiamo efficienti ed onesti prima tutti gli amministreatori di pubblico denaro che insieme ai politici rubano e sperperano a più non posso a che cosa serve recuperare soldi dal sommerso??? me lo dica lei, ministro brunetta, che è uno dei politici più furbi ed intellienti che esistano in italia, e non solo, tant’è vero che ha saputo rimediare ai guasti, all’assenteismo ed alle inefficienze della pubblica amministrazione; visto che è tanto bravo, ministro brunetta, faccia la stessa cosa anche con tutti i politici come lei e con gli alti funzionari dello stato, tipo balducci e tantissimi altri ancora!!! i primi soldi da recuperare, ministro brunetta, sono a portata di mano, e si tratta pure di 60 miliardi di euro all’anno, e bisogna recuperarli, ministro, proprio facendo la lotta a voi politici corrotti, inefficienti e scialacquatori a più non posso!! queste cose draghi dovrebbe saperle benissimo!!! ministro brunetta, mi sa dire perchè voi parlamentari italiani dovete essere il doppio dei parlamentari dei paesi di tutto il mondo e perchè i parlamentari italiani di roma e di bruxelles devono essere pure i meglio pagati del mondo??? me lo dica, ministro brunetta, io rimango in attesa tutt’orecchi per ascoltarla!!
caro Luciano hai usato la parola sbagliata: colloquio. La parola giusta è un’altra: CONCORSO
Caro Ministro. A Novembre compiro 57 anni. Dopo 38 anni di lavoro la mia azienda a maggio dello scorso anno ha deciso di licenziare. Chi? guarda caso i piu anziani. A maggio del corrente anno è terminata la disocupazione. Totale 39 anni di contributi. Considerando che non si trova nulla, sono ormai a 120 domande inviate, iniziero a pagare, ovviamente con l’aiuto dei parenti, i contributi volontari per riuscire a Febbraio 2011 a raggiungere i 40 anni di contributi. Con la legge attuale a Luglio finalmente potro andare in pensione? Aspettare ancora per il sottoscritto è un grande sacrificio considerando che non guadagno nulla e pago i contributi. Chi può rispondere?
caro marcello, nella pubbblica ammne non si fanno concorsi da molti anni.I ministeri con le università aorganizzavano master biennali e relativi stage.
Così giovani laureati sono stati impiegati nelle poste nella banche e nei ….. ministeri.
anch’io ho sempre pensato che fosse anomalo,ma, a qualcuno la frequenza del master é costato molto, non dico in denaro, ma in tempo: roma bologna tutti i venerdipomeriggio, quindi bolognaroma tutti i sabato sera. per due anni. Sarebbe stato più comodo un bel concorso. E poi non tutti i partecipanti al master hanno superato lo stage. e qualcuno di loro .-aveva santi in paradiso.
lo spero proprio, pensiamo anche ai tanti, tantissimi poveracci, che vivono in Italia, aiutiamoli!!
Caro Luciano, tralascio banche e poste che ormai privatizzate nell’assumere personale fanno un po come c… gli pare. Inutile dire come si entra in banca al sud.. Tornando alle PPAA, altro che master! Amministrazioni come l’inps, Mininterno ed altre, hanno reclutato interinali sponsorizzati da politici locali, o parenti in servizio presso gli enti. Bravi o non bravi, non sono stati sottoposti a nessuna selezione. Chiamata nominativa!
E che dire degli oltre 20.000 precari della regione Sicilia? Tutti assunti dagli enti locali per il tramite di politici interessati a costituirsi comodi bacini elettorali cui attingere ad ogni consultazione? Naturalmente a spese della collettività? Vogliono la stabilizzazione? Un corno! Potrei citare mille altri esempi tutti accomunati dal medesimo malcostume: violazione dell’art. 97 della Cost.
Sui Master il discorso è diverso, li in effetti si premia il merito. Un mio amico è entrato all’Eni proprio attraverso un master e sicuramente non è stato raccomandato. Ma purtroppo in questa italietta da sudamerica questi casi sono molto, troppo isolati. Ultima nota sulle Università. E cosa assai nota, basta vedere i cognomi dei componenti delle varie commissioni, che il sistema universitario italiano è popolato da una moltitudine di professori corrotti che mandano avanti solo i loro leccapiedi.
E’ cosa assai nota… pardon
IPI ENTE INUTILE:
La cgil prende posizione per difendere i lamenti dell’ IPI – Istituto Promozione Industriale.
Forse Crispi non sa cosa è avvenuto negli ultimi anni in materia di sprechi nella p. a. .
I furbi cercano di fregare sempre il compagno.
Ebbene! I lavoratori IPI lavorano in house al Ministero dello Sviluppo Economico.
L’organismo in house è stato inventatao per eludere la leale concorrenza nelle gare di servizi alla p.a.-
Lo stesso servizio effettuato da lavoratori che normalmente dovrebbe essere svolto all’interno delle strutture ministeriali, effettuato dall’IPI costa almeno il triplo.
infatti i dipendenti IPI che lavorano a fianco di un lavoratore statale con le stesse mansioni vengono superpagati (contratti diversi, 14 esima, premi, etc.).
Per non parlare dei privilegi dei dirigenti.
Pertanto finscano di lamentarsi; peccherebbero di ingordigia.
AVANTI TREMONTI.
CGIL occupatevi delle classi deboli, non dei priviliegiati.
robin, la tua acredine verso l’ipi mi fa supporre che qualcuno dei suoi lavoratori ti abbia pestato i piedi ben bene.
Conosco poco la realtà di quell’ente, ma suppongo che gli impiegati non debbano pagare per gli errori dei dirigenti in generale, so soltanto che qualcuno é stato assunto dopo un master di due anni e dopo aver fatto sei mesi di stage, è passato al contratto a progetto, all’interinale e quindi al determinato per tre anni. SENZA ALCUNA RACCOMANDAZIOE. e adesso tu gli auguri di essere licenziato. vergognati! tu che vuoi combattere contro le ingiustizie, dovresti esaminare caso per caso e poi batterti non contro i lavoratori , ma contro i privilegi: conservino pure il posto di lavoro e abbiano quello che hai tu e quelli come te.
MEMBRO DEL COMITATO PRECARI DELL’IPI
Concordo con luciano, e resta il problema di noi precari dell’IPI (22 % dell’Istituto), come per altri istituti soppressi.
Anche se con cotratti precari di vario tipo (Collaborazione, somministrazione interinale, tempo determinato), svolgiamo tutti da diversi anni, presso le varie Direzioni Generali del Ministero dello Sviluppo Economico, mansioni da funzionario al pari dei nostri colleghi del Minstero e dell’IPI a tempo indeterminato. Il decreto all’art. 7 coma 20 non menziona minimamente i rapporti lavorativi diversi dal tempo indeterminato. Sembra che non esistiamo. Se non verra’ modificato il decreto molte nostre attivita’ e servizi del Minstero saranno paralizzate. Senza contare che non si puo’ paragonare la riduzione dello stipendio, forse reintegrata con un assegno ad personam (= mangeranno di meno), con la perdita totale e repentina del lavoro (= la nostra morte). Se il Ministero, che ha anche pagato la nostra formazione, ci inglobasse come funzionari, rispamierebbe comunque molto mantenendo tutti i servizi, in quanto il nostro stipendio precario IPI e’ pagato dal Ministero e gli costa di piu’, poiche’ passa per l’IPI e in diversi casi anche per un’agenzia Interinale: se assumesse anche noi lo stato risparmierebbe comunque almeno il 70 %, senza mandarci per strada e senza averci formato per niente. PREGHIAMO I SINDACATI DI INTERVENIRE PER RAPPRESENTARCI. SOPPRIMANO PURE GLI ENTI MA NON LE PERSONE !!
Sig. Fabrizio, suppongo che vogliate essere assunti dal Ministero dello Sviluppo Economico come categoria C a tempo indeterminato…senza concorso!!!!…se fosse così saremmo alle solite…ma per Brunetta (e questa volta sono d’accordo con lui) e per la costituzione nella pubblica amministrazione si accede (o meglio: si dovrebbe accedere) per concorso!!!!…per il resto capisco i vostri problemi…in bocca al lupo per il vostro futuro!!!!!
Egr sig. MisterNo, lei si sta ponendo il problema dei tempi determinati perchè rimarranno, ahimè, senza lavoro, ma mi chiedo perchè le sue osservazioni non dovrebbero valere anche per le persone a tempo indeterminato dell’IPI, che il governo ha pensato bene avrebbero diritto ad essere assorbite al ministero senza concorso!dovrebbe quindi essere il parlamento ora a correggere il tiro e riparare in qualche modo al pasticcio ormai fatto. Non possono essere i precari a pagare lo scotto di una manovra che, spero, non sia stata fatta per mandare a casa giovani che lavorano e si impegnano ogni giorno.
sig.misterno,
CONCORSO parola magica che per lei e per qualcun altro risolverebbe tutti i problemi della pa.Non c’é bugia più grossa, infatti sui giornali non passa giorno che non vi siano dennuncie di imbrogli che avvengono durante i concorsi.
E poi mi sono sempre chiesto come sia possibile valutare le competenze di un candidato con i quiz.Si può rispondere a 1000 domande e non essere in grado di compredere immediatamente ciò che si legge. E ancora in un concorso nelle agenzia delle entrate laureati in giurisprudenza sono stati in grado , miracolosamente ,di risolvere quiz su argomenti totalmente estranei al loro piano di studi. i miracoli avvengono anche durante i concorsi nella pa! quelli che ho superato io erano concorsi: tre prove scritte e una orale.
oggi si dovrbbero istituire scuole post lauream per prepararei lavoratori di ogni livello e categoria, come quella che c’è per i funzionari della pa e non un concorso sia pure come vuole la costituzione, a quiz come “il milionario”
Sig.ra Ilaria, mi risulta che l’IPI sia un’Associazione con personalità giuridica, struttura in house del Ministero dello Sviluppo Economico (MSE) e che, ai sensi della normativa comunitaria operi in qualità di organismo di diritto pubblico. Se è così e se i suoi dipendenti sono dipendenti pubblici (il sito internet dell’Istituto è avaro di notizie in merito) non vedo perché non possano tutti essere trasferiti al Ministero dello Sviluppo Economico, compresi i tempi determinati che, comunque dovrebbero rimanere quello che sono ovvero tempi determinati…mi sembra invece che voi vogliate cogliere l’occasione per diventare dipendenti a tempo indeterminato in stile I° repubblica…un bel “decretino”…et voilà…todos caballeros!!!!
Sig. Luciano, al di là dei casi patologici, che ci piaccia o no, le cose stanno in questi termini, nella pubblica amministrazione si entra per concorso, non solo (purtroppo) anche per fare carriera si deve fare il concorso…anche a me, dipendente a tempo indeterminato (e responsabile di unità operativa semplice) in un ente locale non territoriale, piacerebbe essere valutato per il merito e progredire da C5 a D1 per l’impegno profuso e per i risultati ottenuti in 15 anni di (come dicevano i vecchi) onorato servizio ma, purtroppo, allo stato attuale non è così, se voglio diventare D1 dovrei sostenere (e vincere) una selezione pubblica o un selezione per progressione verticale, che mi piaccia o no.
Comunque, non per scoraggiarla, con Brunetta sarà difficile per i tempi determinati I.P.I. diventare dipendenti ministeriali a tempo indeterminato in stile I° repubblica…un bel “decretino”…et voilà…todos caballeros, il ministro ha più volte dichiarato che i tempi determinati per essere assunti “di ruolo” devono sostenere (e vincere) un concorso, comunque, alla fine della fiera, penso che verrete, molto probabilmente, trasferiti al Ministero dello Sviluppo Economico come tempi determinati…
Le rinnovo il mio “in bocca al lupo” per il Suo futuro.
Egr. MisterNo, Peccato che i 240 tempi indeterminati I.P.I. entrino proprio per decreto, senza concorso, e con assegno integrativo… altrimenti sarei d’accordo con Lei.
Inoltre Lei non tiene conto di tutte le persone che non hanno il contratto a tempo determinato, bensì atipico, per volontà dell’Istituto e del MSE, ma lavorano di fatto da anni per l’I.P.I., presso l’I.P.I. o presso il Ministero, svolgendo al pari dei tempi indeterminati I.P.I. e del Minstero le mansioni di impiegati e funzionari.
Mandarli a casa non è la soluzione, poichè danneggerà i servizi e frenerà comunque l’economia in quanto non consentirà ai precari di sopravvivere, di pagare mutuo/affitto, mantenere la famiglia.
Ma questo non è un problema prettamente del MSE e dell’I.P.I., bensì interessa oltre 43.000 precari con questa manovra. I blocchi delle assunzioni, le limitazioni delle piante organiche, e le assunzioni per decreto, hanno generato un sistema in cui per garantire comunque i servizi si fa uso di contratti atipici. Garantire l’occupazione è dunque fondamentale, e tagliare in questo modo le vite della gente (ma solo quelle di alcuni privilegiando altri, per decreto) non è affatto giusto e fa male al nostro paese.
P.S. il Suo Nick suggerisce che Lei sarà sempre contrario a qualsiasi cosa, quindi non mi aspetto che sarà mai d’acccordo con nessuno, men che meno con i cambiamenti. Spero che almeno Lei sia coerente con te stesso.
A tutti coloro che sproloquiano a proposito della singolarità, da loro deprecata, del passaggio senza concorso dei dipendenti del disciolto Ipi nei ruoli del Ministero dello Sviluppo Economico e che adducono, direttamente o indirettamente, a sostegno del loro sproloquio la costituzione italiana e la legge, ecc., consiglio semplicemente di leggere con un po’ di attenzione il comma 3 dell’art 97 della Costituzione, che di seguito riproduco tra virgolette.
“Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.”
Dunque è possibile la deroga all’obbligo costituzionale del concorso, purché per legge. Ed è appunto il caso del decreto che prevede il passaggio dei lavoratori Ipi al Ministero.
Che problema c’è?
grazie,Calogero Orbacciani, quindi nessun colpo di mano, nessun “todos caballeros” tutto avverrebbe secondo legge. Così i precari di qualsiasi ente soppresso potrebbero continuare a lavorare senza togliere niente a nessuno.
Mi pare che queste nostre costruttive dispute siano riuscite a far venir fuori tanti problemi e ognuno di noi ha cercato la suluzione più aderente alla sua coscienza e perchè no, al suo modo di essere solidale. grazie a tutti
Sig. Fabrizio, Sig. Calogero Orbicciani, Sig. Luciano, Vi invito a rileggere quanto da me scritto precedentemente, mi sembrava di essere stato chiaro, evidentemente non lo sono stato…
Sig. Calogero Orbicciani, io ho espresso la mia opinione, lei ha espresso la sua, può essere d’accordo con le mie opinioni o meno ma mi sembra un po’ offensivo definirle “uno sproloquio”.
Sig. Fabrizio, MisterNo è il nome di un personaggio dei fumetti degli anni ’70 e l’ho scelto: primo perché il personaggio mi è simpatico; secondo perché se non sono d’accordo su qualcosa quasi sempre lo dico, se sono d’accordo raramente lo dico…
Vi auguro ogni bene!!!!…ma (di questi tempi) non sperateci troppo in una legge in stile “todos caballeros”…
misteriosissimo misterno, se ha scelto uno pseudonimo diun personaggio degli anni 70 , lei deve essere un prodotto del ’68,(il 6 politico al liceo e il 18 per tutti all’università).
dice che se non é d’accordo su qualcosa QUASI SEMPRE LO DICE viceversa sta zitto o parla raramente.
non sarebbe più soddisfacente per il suo spirito trovare i punti comuni e discutere sui contrastanti?
così in quel”non sperateci troppo” sento astio, sento soddisfazione e tanta ironia in quel “vi auguro ogni bene”
anch’io voglio farle un augurio: non abbia bisogno mai di quelle persone alle quali ha espresso il suo vivsce disappunto.
saluti cordialissimi
I SOLITI PRIVILEGI, PER I SOLITI PRIVILEGIATI!
Tutti, ma proprio tutti, stanno partecipando ai grandi sacrifici che la ‘patria’ ci chiede? I calciatori? I grandi papaveri della Rai? I Top-manager sia del pubblico che del privato? E, yacht a parte, ci piacerebbe proprio sapere quali sacrifici sta facendo per la ‘patria’ PierSilvio il figlio di Silvio Berlusconi! Fin’ora gli unici sacrifici che ci è dato conoscere sono quelli imposti agli statali – le solite vittime, ‘fancazzisti’ incalliti, innoqui, inermi, che non hanno neppure la voglia di… ‘reagire’ – ai medici ospedalieri e anche i magistrati che, però, essendo ‘categoria’… ‘reagiscono’! La scure dei sacrifici si abbatte sempre più di qua, ma mai di là. Tant’è che qualcuno nuota felicemente in questa valle di lacrime. Gli europarlamentari si sono appena votati una leggina ”ad personas”. E’ molto semplice, e molto chiara! Prevede un aumento di stipendio di 1.500 euro al mese. La loro busta paga passerà da 17.864 a 19.364 euro. Per contro, si paventa di portare addirittura a 70 anni l’età pensionabile dei giovani! Certo, che con uno stipendio del genere tutti vorrebbero andare in pensione il più tardi possibile!
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Sig. Luciano, la scelta del mio nickname e del mio modo di essere e di relazionarmi spetta esclusivamente a me, ho espresso la mia opinione senza insultare o denigrare nessuno, quindi non vedo il motivo della sua stizza…ma veniamo ai fatti: attualmente non mi sembra che il governo sia propenso stabilizzazioni o progressioni automatiche, tra l’altro politicamente difficilmente sostenibili, in questo momento storico, di fronte all’elettorato della maggioranza…del resto Brunetta ritiene che i precari per poter essere assunti a tempo indeterminato debbano sostenere un concorso. Che ci piaccia o no, allo stato attuale, se vogliamo: Lei essere assunto a tempo indeterminato e io progredire in categoria D dobbiamo (purtroppo per noi) sostenere (e vincere) un concorso…quindi non sperIAMOCI troppo! Comunque in politica tutto può succedere…
Sig. MisterNo, in una situazione di stabilità economica concorderei con lei, ma non pensa che la stessa “flessibilità” che è stata richiesta (per non dire imposta) a quella gente che oggi sta per essere sbattuta in strada debba oggi averla il governo, specialmente a causa della situazione straordinaria e della manovra economica così drastica ?
Perché devono essere “flessibili” solo i precari e deve solo essere garantito il livello retributivo od occupazionale ai soli tempi indeterminati, invece di fare un decreto, per nulla incostituzionale (art 97,comma 3, della Costituzione), che garantisca l’occupazione per tutti ? Lei mi sembra alquanto inflessibile, come coloro che sfruttano questi lavoratori per far guadagnare solo agenzie interinali ed istituti ?
gentile misterno, lungi da me il pensiero di offenderLa, anche perché queste nostre dispute sono un piacevole intercale alla monotona mia vita di pensionato.
Mi piacerebbe aver l’età per sostenere il più difficile dei concorsi e perchè no, aiutare Lei a sostenere il suo, visto che io di concorsi nella pa ne ho superati tre ed ho aiutato chi me lo ha chiesto.
Non desidero il tempo indeterminato per chi lavora da precario tout court. ma andrebbe considerata la situazione in modo particolare per chi come i precari dell’ipi hanno sostenuto nel 2008 un concorso e alcuni(non so quanti) sono rimasti fuori da una graduatoria che non vedeva valutato il merito ,ma l’ansianità.
La cosa assurda è che quelli che conosco che sono rimasti fuori hanno frequentato il famoso master,e mi piacerebbe sapere quanti di quelli che hanno avuto il tin. fanno parte dei caballeros e quanti hanno frequentato il master.
LO so che la politica é una cabala , e deve convenire che non é giustizia che lavoratori dello stesso ente vengano trattati in modo diverso:
e’ come se in una famiglia tutto va al primogenito mentre agli altri che sono arrivati dopo , nulla.
Allora sarebbe giustizia mischiare le carte e rifare il concorso per valutare titoli e competenze di tutti: quelli che sono stati assunti prima e quelli che sono arrivati dopo.
cordiali saluti
gentile misterno, lungi da me il pensiero di offenderLa, anche perché queste nostre dispute sono un piacevole intercale alla monotona mia vita di pensionato.
Mi piacerebbe aver l’età per sostenere il più difficile dei concorsi e perchè no, aiutare Lei a sostenere il suo, visto che io di concorsi nella pa ne ho superati tre ed ho aiutato chi me lo ha chiesto.
Non desidero il tempo indeterminato per chi lavora da precario tout court. ma andrebbe considerata la situazione in modo particolare per chi come i precari dell’ipi hanno sostenuto nel 2008 un concorso e alcuni(non so quanti) sono rimasti fuori da una graduatoria che non vedeva valutato il merito ,ma l’anzianità.
La cosa assurda è che quelli che conosco che sono rimasti fuori hanno frequentato il famoso master,e mi piacerebbe sapere quanti di quelli che hanno avuto il tin. fanno parte dei caballeros e quanti hanno frequentato il master.
LO so che la politica é una cabala , e deve convenire che non é giustizia che lavoratori dello stesso ente vengano trattati in modo diverso:
e’ come se in una famiglia tutto va al primogenito mentre agli altri che sono arrivati dopo , nulla.
Allora sarebbe giustizia mischiare le carte e rifare il concorso per valutare titoli e competenze di tutti: quelli che sono stati assunti prima e quelli che sono arrivati dopo.
cordiali saluti
Sig. Luciano, comprendo il suo stato d’animo, ho esposto più volte il mio pensiero ma vedo che non riesco a farmi capire, il suo ultimo intervento non dovrebbe indirizzarlo a me ma a “lorsignori”. Cordiali saluti.
Sig. Paolo, purtroppo anche con lei non sono riuscito a farmi capire, questi sono i fatti: come ho già detto, attualmente non mi sembra che il governo sia propenso stabilizzazioni o progressioni automatiche, tra l’altro politicamente difficilmente sostenibili, in questo momento storico, di fronte all’elettorato della maggioranza…del resto Brunetta ritiene che i precari per poter essere assunti a tempo indeterminato debbano sostenere un concorso. Ripeto ancora una volta: piacerebbe anche a me, dipendente a tempo indeterminato (e responsabile di unità operativa semplice) in un ente locale non territoriale, essere valutato per il merito e progredire da C5 a D1 per l’impegno profuso e per i risultati ottenuti in 15 anni di (come dicevano i vecchi) onorato servizio ma, purtroppo, allo stato attuale non è così, se voglio diventare D1 dovrei sostenere (e vincere) una selezione pubblica o un selezione per progressione verticale, che mi piaccia o no.
Mi perdoni misterNo, ma non capisco la sua posizione. Se lei fosse un impiegato o dirigente di un ministero e si vedesse arrivare domani gli impiegati di un istituto soppresso, automaticamente inquadrate come lei oppure meglio e senza alcun concorso, nel suo stesso posto di lavoro, che guadagnando anche più di lei grazie a degli assegni, Non le darebbe fastidio ? Io sono come lei, a tempo indeterminato, in un ministero e non lo troverei affatto giusto. Perché lei e io dobbiamo fare quel concorso per la progressione e quegli altri impiegati no ?
E poi la parola precario non mi piace, non amo le discriminazioni, è sempre un lavoratore come gli altri colleghi: perché discriminare in base al tipo di contratto ? Cosa giustifica il fatto che alcuni possono mantenere il lavoro e gli altri no ? Non sono d’accordo: o si prendono tutti, con il giusto inquadramento, o nessuno. Non amo discriminare le persone e non credo che il personale dell’ente soppresso abbia fatto alcun concorso o almeno non è comparabile con quelli ministeriali. In ogni caso ci sono delle discriminazioni con cui non posso essere d’accordo e la questione va risolta alla radice.
leggo con molto interesse il “dialogo” tra misterno e i suoi molti interlocutori.
Ha ragione il primo quando dice che nella pa si accede per concorso e che con i tempi che corrono e sopratutto, con la maggioranza che ci ritroviamo ,sarà difficile che si possa risolvere il problema dei precari, dei disabili con una disabilità al 75% e così via .
Ma misterno afferma che in politica tutto può accadere, anche che sia fatta giustizia, dico io.
Sig.ra Matilde, di sicuro non questo governo.
IPI – ENTE INUTILE.
ho letto che finalmente qualcuno scrive dell’IPI (luciano, fabrizio, liliano etc.).
Mi dipiace per i precari IPI; ma mi dispiace ancor di più per tutti i precari d’Italia e del mondo.
Chi conosce la storia degli enti inutili sa benissimo che sono stati inventati per essere inutili e per eludere ogni forma di buon andamento nella pubblica amministrazione; ma soprattutto per soddisfare l’esigenze di privilegio di pochi.
Tutti sanno che l’IPI è proprio INUTILE e tutti conoscono a quanto ammontano i costi (oltre 50 milioni) dell’Istituto Promozione Industriale.
Gli sprechi non sono quei pochi soldi che meritatamente ricevono le poche unità di precari che negli anni non hanno trovato una buona raccomandazione per entrare negli organici IPI a tempo indeterminato.
Gli sprechi sono da ricercare nelle elargizioni ai dirigenti, ai consulenti, ai cd quadri; ma soprattutto il grande sperpero di denaro pubblico si può facilmente individuare nelle acquisizioni di servizi, nei fitti dei lussuosi locali (ROMA, Milano e Napoli), nei viaggi inutili nei soggiorni di piacere cosiddetti missioni, nei compensi alle varie cariche, etc..
E’ una vergogna in spregio a quei dipendenti pubblici ai quali si chiede sempre di più sacrifici.
CHIUDERE L’IPI per sempre significa porre fine ad una delle tante ingiustizie e disparità di trattamento di questo Paese.
robin, non so se sia giusto o sbagliato chiudere l’ipi, ma dove eri tu quando nel 2007 veniva bandito il concorso interno all’ipi per sistemare i precari,era stato detto. Il primo ente che bandiva un concorso per porre fine alla piaga del precariato a vita. Perchè non hai detto nulla? hai lascaito che venisse perpretata la più grossa porcheria che si possa immaginare! il ” concorso”, é servito a valutare non i titoli e le competenze, ma l’anzianità. tanto valeva prendere i contratti individuali e metterl in ordine : dal primo arrivato all’ultimo. Non si é nemmeno capito quanto fosse il tempo Sono stati lasciati fuori proprio quelli che avevano frequentato il master indetto proprio dal msi.
Ti dovevi far sentire allora, adesso mi sembri Maramaldo.!
Sig. Paolo, Le dico subito che nell’ente locale non territoriale o, come si dice adesso, ente locale ad autonomia funzionale dove lavoro alcuni colleghi provengono dai ruoli ministeriali a causa del trasferimento del loro ufficio e delle relative competenze, se non sbaglio la differenza retributiva era stata compensata con un assegno ad personam assorbibile, ma veniamo a noi, quello che volevo dire fino dall’inizio è che, a mio parere, in caso di soppressione dell’IPI, tutti i dipendenti a tempo indeterminato, determinato e i collaboratori (interinali, co.co.pro., ecc.,ecc.) dovrebbero essere trasferiti al Ministero dello Sviluppo Economico e/o all’Unioncamere (i due soci dell’IPI), quindi: nessuno a casa. Il discorso è diverso, nel senso che, da quel che ho capito, ci sono dei precari dell’IPI che hanno colto l’occasione per rivendicare una stabilizzazione mediante inquadramento “di ruolo” nel Ministero dello Sviluppo Economico senza concorso ma “in automatico”, a riguardo o fatto presente che attualmente non mi sembra che il governo sia propenso a stabilizzazioni, tra l’altro politicamente difficilmente sostenibili, in questo momento storico, di fronte all’elettorato della maggioranza…del resto Brunetta (e questa volta sono d’accordo con lui) ritiene che i precari per poter essere assunti a tempo indeterminato debbano sostenere un concorso.
Roma 13 dicembre 2007
Alle lavoratrici ed ai lavoratori dell’IPI
Dopo quasi un anno di incontri e trattative, ieri sera abbiamo firmato l’ipotesi d’accordo sulla stabilizzazione del personale con contratto a tempo determinato dell’Istituto per la Promozione Industriale (società in house del Ministero dello Sviluppo Economico).
L’accordo, che verrà illustrato lunedì mattina all’assemblea dei lavoratori, contiene la stabilizzazione di 60 tempi determinati ed il rinnovo, almeno per un anno, di tutti i rimanenti contratti in scadenza al 31 dicembre prossimo.
Il percorso di stabilizzazione prevede una selezione con criteri oggettivi e trasparenti e riguarderà tutte le lavoratrici e i lavoratori con contratto a termine presenti nell’Istituto alla data della firma dell’accordo sindacale. La graduatoria rimarrà in vigore per due anni.
Riteniamo tutto ciò la buona conclusione di una trattativa, a volte, complicata che ha vissuto anche momenti di scontro.
Come sempre, crediamo che questo accordo sia un punto di inizio dal quale ripartire e non un punto di arrivo. Il nostro impegno continuerà per raggiungere la stabilizzazione di tutti i lavoratori della graduatoria ma, soprattutto, per determinare un cambiamento di rotta sulla politica di gestione del personale dell’IPI che non dovrà ricorrere a forme di precariato creando instabilità ed insicurezza ma investire su formazione e professionalità.
L’ente inutile IPI produce programmi e progetta interventi di competenza del Ministero dello sviluppo economico, redige documenti a firma dirigenti e direttori del ministero, presiede riunioni a nome dei referenti ministeriali, scrive normative, regolamenti e bandi ministeriali, trova souzioni tecniche perchè il ministero non perda risorse comunitarie, fa istruttorie e decreti… sopprimete l’IPI ma anche il Ministero dello Sviluppo Economico che è il vero ente inutile.
io eliminerei anche il ministero della carfagna a cosa serve ? cosa fa per le donne? la carfagna e la marcegaglia dovrebbero stare sul bancone di striscia almeno non fanno dei misfatti alle donne e la marcegaglia potrebbe prendere lezioni di tale lavoro dalla carfagna che già lo conosce
la marcegaglia ci sta avvelenando tutti con i suoi inceneritori,importa dall’india olio di palma per farlo bruciare in italia dai suoi inceneritori l padre della presidente di Confindustria, Steno Marcegaglia, indagato per traffico illecito di rifiuti. Un brutto colpo all’immagine per Emma Marcegaglia, la prima presidente donna degli industriali. Ma veniamo ai fatti.
Il laboratorio di analisi di Mantova della Made Hse, società di consulenza che fa parte del gruppo Marcegaglia e che offre alle imprese e agli enti pubblici, servizi di progettazione, consulenza tecnica e giuridica integrati nei settori ambiente salute e qualità, è stato messo sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta ‘Golden Rubbish’.
L’inchiesta – Coordinata dai Carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) della procura di Grosseto e Lanciano in Abruzzo, l’inchiesta fa luce su un presunto traffico illecito di rifiuti che coinvolge Toscana, Campania e altre regioni del Nord Italia. In particolare i rifiuti speciali e pericolosi prodotti dalla bonifica del sito contaminato di Bagnoli, nel Napoletano, sono stati smaltiti illecitamente in Toscana provocando anche un’esplosione, il 26 giugno 2008, in un capannone di Scarlino (Grosseto) con la morte di un lavoratore e il ferimento grave di un altro.
In base ai dati raccolti dagli inquirenti, il traffico di rifiuti accertato dovrebbe aggirarsi attorno a un milione di tonnellate, con un lucro di svariati milioni di euro e un consistente danno all’erario per l’evasione dell’ecotassa, oltre a gravi danni provocati all’ambiente.
Sono 61 le persone denunciate, mentre per 15 sono scattati gli arresti, sei in carcere e nove ai domiciliari.
Gli avvocati della Hse – Il gruppo Marcegaglia si dichiara “certo” del comportamento dei dirigenti interessati dalle indagini e “confida di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati”. E’ quanto si legge in una nota dei legali dell’azienda in merito all’inchiesta della procura di Grosseto sull’illecito smaltimento dei rifiuti. Nella nota, si legge che “lo smaltimento di rifiuti relativi al Gruppo Marcegaglia riguarda nello specifico il terreno di risulta degli scavi eseguiti per l’ampliamento del suo stabilimento sito nell’area portuale di Ravenna. Questo materiale è stato conferito a società legalmente autorizzate al suo successivo smaltimento. I dirigenti interessati dalle indagini non ricoprono più da tempo gli incarichi originariamente loro conferiti. L’azienda si dichiara certa del loro corretto comportamento e confida di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. Steno Marcegaglia risulta indagato in quanto presidente del gruppo”.
QUESTO DEVE PAGARE LE TASSE UGUALI A GLI ALTRI CONTRIBUENTI Le concessioni radiotelevisive costano al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l’uno per cento del fatturato che ne ottiene. Avete letto bene. Lo Stato italiano regala da anni alla Mediaset, attraverso RTI, il 99% degli introiti che ne ottiene. Solo l’uno per cento rimane allo Stato.
Le frequenze su cui Mediaset trasmette sono dello Stato italiano che le può dare in concessione a qualunque società ritenga. Mediaset o altre. La logica vorrebbe che la concessione porti principalmente soldi alle casse dello Stato, non ai privati. La ricchezza del signor Berlusconi, dell’imprenditore Berlusconi, deriva da una “graziosa” concessione ottenuta prima da Craxi con un una tantum annua ridicola e poi dal Governo D’Alema nel 1999, con la legge un per cento (pagina 32: legge 488, art.27 comma 9, del 23 dicembre 1999). Legge mai messa in discussione dagli altri Governi che lo hanno seguito,silvio berlusconi (il nano) è ricco e continua a incrementare le sue ricchezze in virtù di una legge che gli regala letteralmente le frequenze radiotelevisive. Paga l’un per cento dei ricavi. Ma quale cittadino può avere in concessione un bene dello Stato pagando solo l’un per cento dei ricavi? Nessuno, se non Berlusconi. La legge che regolamenta le concessioni radiotelevisive va cambiata immediatamente. E’ una legge parassitaria che toglie agli italiani, a tutti gli italiani, un reddito enorme, di loro competenza, per donarlo al presidente del Consiglio. Una vera rapina a norma di legge.
Il Gruppo Mediaset vive alle spalle degli italiani. Nel 2007 ha fatturato oltre 4 miliardi di euro, di cui 2.5 miliardi derivanti da pubblicità delle Reti Mediaset. Invertiamo le percentuali: allo Stato il 99%, a Mediaset l’un per cento. L’Italia dei Valori presenterà un’interrogazione parlamentare su questo vero esproprio di reddito degli italiani da parte di Silvio Berlusconi.
La minaccia alla libertà di stampa in Italia è un problema per l’intera Europa L’Euro non è la sola questione spinosa dell’Europa: c’è anche la fondamentale libertà di stampa. C’è il disegno di legge che deve passare al vaglio del Senato italiano questa settimana.
Niente più resoconti su indagini prima che il processo abbia inizio (anche se il processo durasse per anni). Niente più registrazioni o fotografie di alcuna persona, nemmeno di boss mafiosi, a meno che il soggetto non dia il consenso. Soltanto i membri dell’”Ordine Nazionale dei Giornalisti” approvato dallo Stato potranno registrare o filmare. Multe che sfiorano il mezzo milione di euro per i trasgressori, 20.000 euro per ogni giornalista che contravviene.
E’ un crudele insulto a tutto ciò che può esser chiamato libertà di stampa in una democrazia che funziona solo a metà. Forse, una squallida dittatura da Terzo Mondo chiamata Berlusconia: ma questa è l’Europa, la nostra Europa.
Dal rifiuto sconsiderato all’allarmismo totale nel giro di pochi giorni. È da più di un anno che Silvio Berlusconi dichiara che l’economia italiana, non è stata colpita tanto gravemente dalla crisi mondiale quanto altre (anche se il PIL è diminuito in misura maggiore rispetto a Francia, Spagna e Gran Bretagna). È una dimostrazione delle doti da venditore di Silvio Berlusconi (e forse anche del dominio che esercita sulla TV italiana) il fatto che sia stato ampiamente creduto.
In modo ancor più impressionante, il suo governo ha convinto i mercati finanziari del fatto che non ci siano problemi nei conti pubblici italiani, malgrado abbia un disavanzo di bilancio primario (cioè prima del pagamento degli interessi) e il debito pubblico più alto della zona euro. Il 24 maggio il FMI ha valutato positivamente la gestione dei conti italiani. È stato quindi uno shock per molti italiani sentire solo qualche ora dopo le parole di Gianni Letta, uno dei consiglieri più vicini a Berlusconi, secondo il quale la finanziaria d’emergenza, a lungo negata, avrebbe comportato “sacrifici durissimi” per salvare l’Italia “dal pericolo greco”.
Per l’opposizione i tagli di bilancio svelati due giorni dopo, pari a 24 miliardi di euro distribuiti in due anni, provavano che la situazione di fondo era peggiore di quanto era stato ammesso. “La favola è finita” ha dichiarato il leader del PD Pierluigi Bersani. Per il governo, è stata una manovra preventiva ed accorta per riuscire a rispettare l’impegno di ridurre il disavanzo portandolo al 2,7% del PIL entro il 2012.
Due fattori ne determineranno la fattibilità. Il primo è l’esattezza delle previsioni di crescita del governo. Sono state costantemente ottimistiche, ma ora sono più vicine alle previsioni indipendenti. Il secondo dipenderà dall’efficacia delle misure adottate. Nessuno sa con certezza quanti soldi saranno raccolti dal rinnovato giro di vite contro l’evasione o dall’ennesimo condono fiscale sancito dal governo Berlusconi (questa volta riguarda le proprietà non dichiarate precedentemente).
È poco probabile che la finanziaria venga modificata molto in Parlamento, dove il governo di centro-destra ha una solida maggioranza. Ma potrebbe venire contrastata in piazza (il primo sindacato parla già di sciopero generale). Il Presidente Giorgio Napolitano ha chiesto una finanziaria equa. Quella proposta dal governo è indirizzata ai propri elettori. Evitando di alzare le tasse ai benestanti, impone un blocco degli aumenti per 4 anni agli impiegati pubblici; inoltre, riducendo fortemente i trasferimenti alle amministrazioni regionali e locali, colpisce fortemente lo stato sociale. Il taglio dei trasferimenti, di circa 10 miliardi di euro in tre anni, è la voce singola più importante del pacchetto. Tuttavia Tito Boeri, professore di economia presso la Bocconi di Milano, ha commentato che, senza controlli severi sull’indebitamento delle amministrazioni locali, la finanziaria potrebbe spostare la creazione di nuovi debiti dal centro verso la periferia.
Un altro pericolo deriva dal fatto che potrebbe essere mirata al bersaglio sbagliato. Se l’obiettivo era quello di calmare gli investitori, scrive Francesco Giavazzi, un altro professore alla Bocconi, “ciò che preoccupa i mercati non è il deficit dei prossimi anni bensì le prospettive a medio termine”. Siccome favorisce i tagli della spesa rispetto all’aumento della pressione fiscale, la finanziaria potrebbe stimolare la crescita. Ma pochi dei tagli sono strutturali, e un governo che afferma di essere a favore del mercato ha perso ancora una volta l’occasione di usare la legge finanziaria per incrementare gli incentivi, promuovendo la concorrenza e stimolando la produttività. Ciò avrebbe voluto dire sfidare gli interessi consolidati dei produttori che conferiscono una parte fondamentale del potere a Berlusconi.
Il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha affrontato ieri sera un duro confronto con il dipartimento di giustizia americano sul progetto di legge che limiterebbe la libertà degli inquirenti di intercettare conversazioni telefoniche.
I critici sostengono che la legge sia stata ideata per proteggere il governo Berlusconi da ulteriori rivelazioni imbarazzanti del tipo che hanno ripetutamente messo a disagio il Premier. Questi afferma che è destinata a proteggere i comuni cittadini che, a causa dell’ordinaria fuoriuscita di carte processuali, a volte trovano dettagli intimi delle loro vite private sbattuti sulla stampa.
All’inizio di questa settimana, la proposta di legge ha avuto il via libera dalla commissione del Senato e dovrebbe essere discussa in aula la prossima settimana. La misura è stata rilanciata sullo sfondo di un crescente scandalo di corruzione che questo mese ha costretto alle dimissioni il ministro dell’industria, Claudio Scajola.
Uno dei più importanti magistrati anti-mafia ha avvertito oggi che nessuno degli ultimi “capi di tutti capi” affiliati alla Cosa Nostra siciliana, e nemmeno i suoi predecessori, sarebbero oggi dietro le sbarre se la misura fosse entrata in vigore in precedenza. Antonio Ingroia, procuratore capo della procura antimafia palermitana, ha dichiarato al quotidiano La Repubblica: “Con la nuova legge si introducono paletti che non ci permetteranno più di arrivare dove si deve arrivare”.
Aggiungendo il suo peso a una crescente rivolta in Italia guidata dai giudici, dai pubblici ministeri, dalla stampa e dagli editori, il sottosegretario del Dipartimento Penale Lanny Breuer ha dichiarato a Roma: “Non vogliamo che succeda nulla che impedisca agli italiani di fare l’ottimo lavoro fatto finora [nella lotta alla criminalità organizzata]“. Ha aggiunto che le leggi esistenti sulla sorveglianza sono state “di grande aiuto”.
Nel 2008, poco dopo il ritorno al governo di Berlusconi, fu approvato dal Consiglio dei ministri un progetto di legge per modificarle, in seguito arenatosi in Parlamento.
La bozza della nuova legge prevede che l’installazione di cimici o di dispositivi per l’ascolto sia autorizzata solo nel caso in cui gli inquirenti siano in possesso di prove certe che un reato sia stato commesso oppure sia in corso. La sorveglianza dovrebbe essere approvata da una commissione di tre giudici e dovrebbe durare non più di 75 giorni.
Un’autorizzazione speciale dovrà essere rilasciata per l’intercettazione di parlamentari e preti. I proprietari di media che sfidassero la legge affronterebbero multe fino 465.000 euro e i giornalisti potrebbero finire in galera fino ad un mese.
Alcuni dei sostenitori di Berlusconi, guidati dal ribelle alleato ex-neofascista Gianfranco Fini, hanno palesato forti dubbi sulla legge. Ieri, il canale satellitare di proprietà di Murdoch, Sky Italia, ha dichiarato che il ddl rappresenta “un serio attacco contro la libertà dei media e d’espressione” e ha annunciato che se la legge venisse approvata, verrebbe contestata alla Corte Europea dei diritti umani.
Il governo sostiene che la fuga di notizie dalle inchieste sulla corruzione pregiudica i sospetti e sarebbe illegale in molti altri Paesi. Ma i critici affermano che in Italia, dove i processi possono durare diversi anni prima di arrivare al dibattimento, un divieto a tappeto messo in atto prima dei processi significherebbe che il pubblico non sarerebbe informato su quei casi finchè non diventino politicamente irrilevanti.
MI SONO ROTTO I COGLIONI
michele,sto conoscendo, grazie alle tue parole, una realtà che nessuno dei media ha mai posto all’attenzione di noi poveri mortali.
Emilio fede dice che la legge sulle intercettazioni serve al popolo, vuol dire a me, al portiere delmio palazzo, al macellaio, a lui e, dato che i delinquenti fanno parte del popolo, anche a loro.
Certo prima stavo attenta quando parlavo con le mie amiche con il cordless , poteva un intercettatore carpirmi la ricetta degli gnocchi alla parmigiana e pubblicarla su tutti i giornali: lo scandalo sarebbe stato insostenibile!