“Il federalismo ci farà risparmiare”

“I pilastri sui quali si possono basare i cambiamenti di cui il Paese ha bisogno ci sono già: la riforma della Pubblica amministrazione e il federalismo fiscale”. A sostenerlo è il ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta che in un’intervista al Giornale spiega come è possibile risparmiare.

Il ministro ha dichiarato che: “il concetto chiave che è presente in entrambe le riforme ed è: costi e qualità standard”. Per raggiungere questo obiettivo, si devono fermare “i furbi” e far valere il principio della responsabilizzazione, “solo così – dice Brunetta – si controlla la spesa corrente.

“Facendo aumentare la produttività e la responsabilità non si può che fare risparmiare” e poi “se il federalismo costasse sarebbe una sconfitta per la Lega e per il governo”. Il prossimo obiettivo di Brunetta è quello di portare trasparenza nel sistema delle auto blu. “Ai dirigenti che non daranno informazioni sarà tagliato lo stipendio – promette – . Io non sono contrario per principio alle auto blu ma per risparmiare bisogna partire dalla trasparenza”.

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20 Commenti a ““Il federalismo ci farà risparmiare””

  1. Teresa scrive:

    I dati sulle auto blu esistono già, almeno si può partire da lì.

    COMUNICATO STAMPA 11.5.2010 – ECONOMIA
    AUTO BLU, CONTRIBUENTI.IT: CORRONO LE AUTO BLU, +0,6%.
    ROMA – Aumentano ancora le auto blu in Italia: nel primo trimestre del 2010 sono cresciute dello 0,6% raggiungendo il tetto record di 629.120 unità. E’ quanto emerge dalle prime proiezioni effettuate da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani che, con lo Sportello del Contribuente, monitora costantemente il parco auto delle vetture di rappresentanza della pubblica amministrazione.
    KRLS Network of Business Ethics, nello stilare le prime proiezioni, ha analizzato il parco delle auto blu utilizzate in qualunque modo dalla P.A., conteggiando sia quelle proprie che quelle in leasing, in noleggio operativo e noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Asl, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici, Societa’ misto pubblico-private e Societa’ per azioni a totale partecipazione pubblica.
    Nel primo trimestre del 2010, in Italia, il parco delle auto blu in dotazione della pubblica amministrazione è cresciuto dello 0,6% passando da 626.760 a 629.120 unità. Dopo la legge del 1991 che limitava l’uso esclusivo delle auto blu ai soli Ministri, Sottosegretari e ad alcuni Direttori generali, si sono sempre proposte regolamentazioni e tagli, mai effettuati.
    Nella classifica dei paesi che utilizzano le “auto blu” primeggia l’Italia con 629.120 seguita dagli USA con 72.000, Francia con 61.000, Regno Unito con 55.000, Germania con 54.000, Turchia con 51.000, Spagna con 42.000, Giappone, con 30.000, Grecia con 29.000 e Portogallo con 22.000.
    “Tagliare la spesa pubblica si può senza alcun danno per gli italiani – afferma Vittorio Carlomagno, presidente Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Basta solo applicare le leggi vigenti anche alla casta. Gli amministratori pubblici, in Italia, hanno superato ogni limite. Non basta pubblicare sul sito internet il nome delle amministrazioni buone o cattive; per ridurre drasticamente il parco auto della pubblica amministrazione bisogna pubblicare il nome e cognome degli utilizzatori e tassare le auto blu come fringe benefit”.

  2. LIBERALVOX scrive:

    Meno dipendenti pubblici, ma maggiore spesa!

    Peccato che la stragrande maggioranza dei pubblici dipendenti, parliamo di quelli che campano con mille euro al mese – non certo di quelli ‘privilegiati’ impiegati al Quirinale, alla Camera, al Senato, nelle segreterie particolari di ministeri, province, regioni e quant’altro, che invece campano di ‘luce’, ma soprattutto di ‘stipendi riflessi’, percependo retribuzioni ben più pingue, in perfetta sintonia con onorevoli, senatori, sindaci, presidenti di provincia, regione, ecc, ecc – tutta questa maggiore spesa non l’abbiano mai vista, né percepita e non sanno neppure di cosa si parli! Fatto è che, il costo del lavoro pubblico peserà nel 2010 per l’11,2% del prodotto interno lordo, in calo dall’11,5% del 2009, ma «non ancora in linea con l’obiettivo di un ritorno ai valori registrati negli esercizi precedenti al 2008».

  3. nicola scrive:

    Bene Ministro, la TRASPARENZA ma dove la vede lei? sono andato a vedere sul sito della sanità – regione marche- è impossibile vedere una delibera, passi per quelle che contengono dati di salute, ma per gli incarichi, concorsi ecc perchè il cittadino non li deve vedere ? come può un cittadino controllare la correttezza se non può accedere alle notizie ? Ci sono dei Comuni che sul sito fanno vedere solo attività della Banda o i bread and breakfast, ma dell’attività istituzionale – niente – poi veda anche quante pagine in costruzione se chiedi curricula o stipendi o incarichi !!!! A quando controlli seri ???

  4. gianluca scrive:

    Si guardi il deserto che c’è nelle aule parlamentari.
    La gente è stanca delle prediche, quando le vuole sentire si reca in chiesa.
    La traspareza la applichi appieno nel suo dicastero.
    Per esempio EMOLUMENTO ACCESSORIO STIPENDIO
    Capo Gabinetto Cons. Carlo Deodato EMOLUMENTO ACCESSORIO € 85.000,00 stipendio “conserva il suo trattamento economico fondamentale”. che cosa vuol dire’ che percepisce nel complessivo 400.000, 1 milione, 1 miliardo di euro al mese?
    Segr. Particolare Ministro Arch. Stefania Profili € 46.400,36 di emolumento accessorio e € 51.392,75 di stipendio. Cosaaa?????
    A me se danno 500,00 euro(lordi) di emolumente accessorio all’anno mi obbligano a pulire i cessi.
    Le barzelelte le racconti a chi aspetta che lei apra bocca per farsi una pugn…….

  5. ugoz scrive:

    a proposito di risparmio col federalismo, ministro brunetta, quando cominceremo a risparmiare anche sulla politica???? montezemolo ha ragioni da vendere, ministro brunetta, tutti in italia hanno tirato la cinghia in questi tre anni di grandissima crisi economica internazionale tranne che voi politici!!! non avete vergogna di esistere tutti quanti voi politici, ministro brunetta? lei compreso, ovviamente, perchè sulla strada del risparmio sulla politica non mi risulta che lei stia facendo qualcosa, ministro brunetta!! eppure, voi politici, costate agli italiani, in più di quanto dovreste costare, 60 miliardi di euro come ha attestato e certificato la corte dei conti, ministro brunetta, mica babbo natale!!!! vergognatevi spudorati politici che non siete altro! politici di sinistra in testa perchè a rimetterci alla fine sono sempre i poveri lavoratori che non arrivano a fine mese che i politici di sinistra, soprattutto, dovrebbero difendere e tutelare!!

  6. ugoz scrive:

    il federalismo ci farà risparmiare, ministro brunetta, così voi politici potrete sperperare di più!!! ma mi faccia il piacere pure lei, ministro brunetta, e la smetta di fare ipocrisia spicciola!!! mi sa dire, ministro brunetta, perchè la camera alta tedesca (corrispondente al nostro senato della repubblica) è composta di 69 seggi sgangherati mentre il nostro senato è composto di 315 comodissime e lautissime poltrone??? eppure la germania, ministro brunetta, è molto più ricca di noi e fa 83 milioni di abitanti mentre l’italia ne fa appena 60!!!! vergognatevi di esistere per l’eternità, ministro brunetta!! chissà dante in quale orrenda bolgia mette i politici che profittano della loro condizione di politici, io li metterei nella bolgia più orrenda che possa esistere all’inferno, e là lascerei tutti i politici italiani per l’etrnità!! soprattutto quelli di sinistra che si dovrebbero preoccupare di più dei soldi che vengono rubati dai politici italiani ai lavoratori che non arrivano a fine mese!! la province, ministro brunetta, per esempio, potreste benissimo buttarle nel cesso per sempre, come avevate promesso, come mai sino ad ora non l’avete fatto???

  7. ugoz scrive:

    se il senato della repubblica fosse composto di 36 seggi come quello tedesco potremmo risparmiare, ministro brunetta, 246 stipendi!! se consideriamo che ogni senatore costa ai lavoratori italiani che non arrivano a fine mese per lo meno 250 mila euro all’anno, facendo una semplice moltipliclazione (246 x 250.000)otteniamo 61 milioni e 500 mila euro di risparmio, che sarebbero 120 miliardi, come minimo, delle vecchie lire!!! se aggiungiamo poi tutto quello che si può risparmiare con la camera dei deputati arriviamo tranquillamente 200 milioni di euro, cioè a
    400 miliardi delle vecchie lire!!

  8. LIBERALVOX scrive:

    Zapatero come Tremonti: taglia gli stipendi!

    Tremonti c’ha visto lungo. Lui aveva previsto tutto! Lui è andato ben oltre la Grecia, fregandosene della Spagna di Zapatero! Lui gli stipendi degli statali li ha tagliati a monte, con il silenzio dei sindacati e l’assenso dell’opposizione: insomma con il silenzio-assenso della sinistra che, intanto, inneggiava Obama e lo stesso Zapatero! Esattamente nel momento in cui siamo entrati in Europa,
    passando dalla lira all’euro, Lui, il Professore quello vero, sulla scia del suo predecessore di sinistra, un altro Porfessore, e manovrando da perfetto burattinaio un altro Professore ancora, ma stavolta del suo governo, ma di modesta, anzi modestissima levatura, ha addirittura dimezzato gli stipendi: se un impiegato statale percepiva uno retribuzione pari a 2 milioni di lire, oggi con l’euro si ritrova una busta paga di 900euro! Peccato che, oltre agli interessati – non tutti in verità, dal momento che in tanti hanno votato questo governo con la vergogna ad ammetterlo – pochi altri se ne siano accorti! Peccato, però, che lo stesso metodo non sia stato applicato al ‘libero mercato’, libero appunto di speculare e di arrichirsi senza regole nè controlli! Un vero capolavoro, alta finanza, economia fine, altro che Zapatero! «La spesa sociale non si tocca»: fino a pochi giorni fa questo era il refrain del governo spagnolo, apprezzato e difeso dai sindacati e dalla sinistra italiana divisa tra due modelli, anzi tre: Zapatero, Obama e Fini!

  9. Giuseppe scrive:

    Buon giorno ministro a differenza di chi le ha scritto i post precedenti io approvo il suo lavoro e la stimo sia come persona che come uomo politico, sono in pieno accordo con le sue scelte e i suoi tentativi di ridurre lo spreco pubblico, ma come ha ben detto questa mattina durante l’intervista a Radio 105, i politici rispecchiano la volontà del popolo,quindi se gli italiani sono abituati ad avere tutto pronto e tutto facile anche nella loro vita privata e nel piccolo, non devono lamentarsi di ciò che accade al governo e agli sprechi, se poi siamo i primi a legittimare gli spechi e gli illeciti..
    Grazie del suo lavoro…
    sempre a disposizione!

  10. gianluca scrive:

    Sig. Giuseppe, da piccolo gli hnno raccontato un sacco di favole ed ora, che è diventato grande, fatica a distinguere la vera e nuda verità con le, appunto, favole raccontate dai politici.

  11. ugoz scrive:

    ministro brunetta, e quando e quanto risparmieremo pure sui costi al di fuori di ogni normale ragionevolezza della politica??? ministro brunetta, chi comanda e fa le leggi deve dare l’esempio ed invece voi politici quando c’è da stringere la cinghia la fate stringere sempre solo agli altri??!!

  12. LIBERALVOX scrive:

    Per la ‘gentaglia’ di questo paese c’è solo una casa: Regina Coeli!

    Un mondo tutto al contrario che penalizza le persone oneste, la “gente perbene”, e che premia e favorisce ladri e farabutti, la “gentaglia”! Chi una casa può tranquillamente permettersela – grazie a guadagni più o meno leciti – riesce ad ottenerla a quattro soldi, chiavi in mano, nei posti più belli della capitale, chi invece campa sicuramente in maniera onesta e vive di stipendio da lavoro dipendente deve impegnarsi fino all’osso del collo con le ‘loro’ banche per riuscire a pagare un debito lungo tutta una vita! La politica è una delle più importanti attività del Paese. Non soffre la crisi, i suoi addetti aumentano ogni anno. I loro stipendi crescono e non temono licenziamenti, crisi, emergenza casa. La politica è il primo settore improduttivo, ma il meglio retribuito!

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  13. Stefy scrive:

    il pesce puzza dalla testa, diceva Lei… infatti nelle PA a puzzare di più sono sempre i dirigenti che non sanno fare il loro lavoro. Prima regola di un dirigente è saper mediare, essere diplomatico, saper gestire il personale che gli viene messo a disposizione… che me ne faccio di un dirigente incapace che non è in grado nemmeno di sistemare gli orari dei suoi dipendenti per renderli felici e contenti di lavorare e produrre, ma, al contrario, cerca di imporre loro orari impossibili con la forza,fregandosene di distanze casa-lavoro per esempio,e ottenendo come grande risultato finale personale in malattia e altro personale pagato (da tutti noi cittadini) in sotituzione? Queste sono le incapacità da estirpare. Poi ci sono quelli che “assumono sotto banco” i loro amici ( è sempre un dirigente, non vi preoccupate. Io umile dipendente da 1000 euro al mese non ho questa facoltà), e chissene se non serve (tanto paghiamo sempre noi tutti poveri cittadini). Caro Brunetta, ha capito chi deve controllare meglio?

  14. stefania scrive:

    A mio parere spesso e’ vero cio’ che dice la Signora, ma il problema prsonalmente riscontrato, non sono le alte cariche delle Amministrazioni Pubbliche o delle Aziende Pubbliche(prsonalmente parlo della Sanita’ in quanto eserienza personale) ma dei dirigenti più piccoli, quelli a contratto o spesso elevati ingiustificatamente a cariche dirigenziali senza un riscontro meritocratico che commettono, abusi, protezioni e sprechi per contraccambiare la stabilità della loro poltroncina e assicurarsi piuttosto che l’efficienza e la conoscenza della buona pratica del dipendente che servirebbe a risparmiare gli sprechi; mettendola al servizio delle leve piu’ giovani, il rinnovo del loro incarico ;(il mio parere è che la conoscenza teorica e didattica va sempre affiancata all’esperienza pratica, perchè così come nella Sanità in tutti i settori non esiste mai un quadro netto e ben delineato della situazione, proprio come nella clinica del paziente), l’esperienza di chi opera da diversi anni nel settore, qualunque esso sia della P.A., occorre ad insegnare a valutare e risparmiare nello svolgimento esecutivo delle attività quotidiane, integrando innovazione e saper essere.
    Troppo spesso viene denigrata e non giustamente considerata l’esperienza di quanti hanno dei vissuti pratici che porterebbero a risparmi per favorire con mezzucci meschini e per interessi solo parzialmente pubblici, quanti conquistano in modo poco trasparente le cariche dirigenziali che sono più vicine ai dipendenti,escludendo quanti sopra menzionati da attività produttive operative ponendoli, per una maggiore tranquillità di chi indisturbato continua ad aumentare gli sprechi e una commistura di interesse privato nel pubblico , a rivestire ruoli secondari o destituendoli passandoli con processi poco trasparenti ad incarichi che li allontanano ed emarginano dalla realtà operativa e dal vissuto vero dell’Amministrazione di cui fanno parte, in modo da non avere più dei punti di riferimento validi ma solo occasionalmente e sogettivamente formati per una collaborazione partitocratica momentanea non veritiera ma facilmente manovrabile, non avendo quest’ultimi le capacità totali per un autovalutazione e una svincolata partecipazione al miglioramento dei risultati ottenuti con i mezzi a disposizione o impartiti dai dirigenti che pur sapendo e conoscendo le criticità del sistema continuano le loro politiche di conduzione spesso lasciando anche i Dirigenti gerarchicamente superiori all’oscuro delle proprie di quanto attuato, ciò non solo crea malcontento tra quanti si adoperano nella funzione pubblica, ma favorisce l’appiattimento a livelli sempre più bassi dell’operato,a giudizi e valutazioni inadeguate e ad un generale disinteresse della cooperazione per migliorare l’andamento generale dell’Azienda ,facendo sì che ognuno ancora oggi pensi al famoso “orticello”piuttosto che al benessere generale.
    La totale mancanza di riconoscimenti,sotto ogni aspetto, e la considerazione delle valutazioni di chi effettivamente opera anche nei ivelli più bassi, e quindi è in grado di rilevare le problematiche e presentrle a quanti per competenza dirigenziale sulla base di semplici analisi potrebbe cambiare i risultati ottenuti nelle organizzazioni,fa si ,che a mio parere, la grande macchina della P.A. non progredisca nonostante le risorse, le innovazioni ed i non pochi investimenti effettuati.
    Garantire con ciò che si ha una trasmissione maggiore delle conoscenze e favorire il nascere di una elasticità dove non solo i titoli ufficiali ma anche l’affiancamento degli esperti del settore o il conseguimento di alcune cariche possa avvenire solo dopo l’espletameno di una attività pratica temporale ben definita e rilevabile, potrebbe portare stante le risorse presenti e, più che sufficienti, all’adempimnto dll’attività lavorativa, ad un coinvolgimento e alla nascita di vere abilità in grado di essere competitive su ogni mercato unendo il saper essere con il saper divenire e raggiungendo il saper fare, mai con una visione statica di ciò, ma come obiettivi riconosciuti al di là di titoli e cariche per un continuo adeguamento e cammino parallelo tra innovazione ,risorse presenti e nuove competenze.Portando come risultato un netto abbasso dei costi, riduzione degli sprechi e conseguimento del soddisfacimento più ampio del bacino d’utenza e quindi del cittadino che come prodotto finale usufruisce di ciò che attraverso la sua partecipazione economica ha a disposizione, garantendo in questo modo sia nell’ambito pubblico che privato una maggiore stimolazione alla partecipazione e condivisione della spesa pubblica.

  15. mario scrive:

    Ma come cazzo si fà a dire che il federalismo ci farà risparmiare… ma su cosa??? basta prendere per il culo la gente….fornite dati invece di slogan, merde!!!

  16. LIBERALVOX scrive:

    Per la ‘gentaglia’ di questo paese c’è solo una casa: Regina Coeli!

    Un mondo tutto al contrario che penalizza le persone oneste, la “gente perbene”, e che premia e favorisce ladri e farabutti, la “gentaglia”! Chi una casa può tranquillamente permettersela – grazie a guadagni più o meno leciti – riesce ad ottenerla a quattro soldi, chiavi in mano, nei posti più belli della capitale, chi invece campa sicuramente in maniera onesta e vive di stipendio da lavoro dipendente deve impegnarsi fino all’osso del collo con le ‘loro’ banche per riuscire a pagare un debito lungo tutta una vita! La politica è una delle più importanti attività del Paese. Non soffre la crisi, i suoi addetti aumentano ogni anno. I loro stipendi crescono e non temono licenziamenti, crisi, emergenza casa. La politica è il primo settore improduttivo, ma il meglio retribuito!

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  17. LIBERALVOX scrive:

    MA LORO QUANTO GUADAGNANO?
    Deputati. All’indennità, già ridotta del 10% nel 2006, di 5486 euro va sommata la diaria di 4003 euro (ridotta di 206 euro per ogni giorno d’assenza) e il rimborso spese di 4190. Totale 13.679. Ma non finisce qui. Ogni mese almeno 1100 euro di rimborsi per i trasferimenti da e per Fiumicino (se si è distanti più di 100 km si sale a 1331 al mese). Più 3098 euro all’anno per spese telefoniche (nessun cellulare in dotazione). Le 3100 euro l’anno per viaggi di studio all’estero sono state abolite dal gennaio 2008. Insomma siamo sui 15 mila euro mensili. In Francia, con i rimborsi per gli assistenti, si arriva a 20 mila euro mensili, il doppio dei colleghi tedeschi del Bundestag. Irlandesi, olandesi e austriaci superano quota 8 mila; gli spagnoli 4900 e i finlandesi la metà.
    Senatori. Indennità parlamentare 5613 euro, diaria 4003, rimborso spese 4678. Totale: 14.294. Poi spese di trasporto: per chi risiede a Roma 7689 euro l’anno; se la distanza è superiore ai 100 km per raggiungere treni o aerei 18.486 euro annui. Poi 4150 euro annui per spese telefoniche. Al massimo, per chi risiede più lontano, si arriva ad un totale di 16.179 euro mensili.
    Ministri. I più pagati sono i francesi che superano i 20 mila euro mensili. Gli italiani sono al quinto posto vicini a 14 mila euro, quindi poco meno dei parlamentari. Ma hanno tutti benefit, auto blu e viaggi “ministeriali”. Secondi e terzi, a sorpresa, austriaci e belgi tra i 16 e i 15 mila euro. Subito dietro irlandesi e tedeschi (a quota 12.800). Sotto quota 10 mila, olandesi, finlandesi e spagnoli (6722). I più poveri sono i ministri portoghesi (4800) e i lituani (3855 euro).
    Governatori. I presidenti della giunta regionale e del Consiglio guadagnano stipendi diversi a seconda delle regioni. Si va dai 7.102 euro dell’Umbria, ai 14 mila di Sicilia e Sardegna, ai 12 mila di Lazio, Lombardia, Campania. La Toscana sta a 7498, il Molise a 12.038.
    Consiglieri regionali. Si va dai 16.000 euro mensili in Piemonte ai 6597 dell’Umbria. Sopra la soglia dei 10 mila e fino a 12 mila Puglia, Abruzzo, Lombardia, Emilia Romagna, Calabria e Campania. Il Lazio è a quota 12 mila, il Molise a 10 mila.
    Sindaci. L’indennità è in proporzione al numero di abitanti e anche alla popolazione stagionale per le località turistiche. Comunque nei comuni piccoli, fino a mille abitanti, 1291 euro mensili. Da 3mila a 5mila abitanti si sale a 2169 euro; si raddoppiano per i comuni da 50 a 100 mila abitanti; dai 100 a 250 mila abitanti si sale a 5mila euro, oltre il mezzo milione di abitanti 7798 euro.
    Parlamentari europei. Gli italiani sono i più ricchi in assoluto, assieme agli inglesi. La retribuzione base è di 149 mila euro ma tra benefit, indennità di spese generali, viaggi, soggiorno e assistenti parlamentari si vola verso 35 mila euro mensili. In Gran Bretagna è scoppiato uno scandalo rispetto ai rimborsi spese. I tedeschi hanno una retribuzione base di 84 mila euro, gli inglesi di 82 mila, i francesi 63 mila euro, fino agli slovacchi e ungheresi a quota 10 mila euro.

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  18. [...] piagnone e sprecone” e proprio in questi giorni delle colonne del Sole 24 Ore e del Giornale ha espresso l’auspicio di una riforma federale virtuosa e a “costo [...]

  19. LIBERALVOX scrive:

    “Invito tutto il mondo sindacale a stare dalla nostra parte”.

    Stia tranquillo Signor Ministro. Il sindacato in Italia non è mai stato dalla parte dei lavoratori ed anche in questa occasione non sarà capace di deluderLa! Di fatto, cosa fanno Cgil, Cisl e Uil? Di cosa parlano? Dove vivono? Ma chi rappresentano, se non i loro strettissimi e personalissimi interessi? Ma li avete visti arrivare ad una assemblea o ad una manifestazione? Si presentano con la macchina di servizio, l’autista, la scorta e… il portafoglio sempre gonfio! I lavoratori a stipendio fisso e i pensionati di un’Italia a due velocità, non si riconoscono più nei loro privilegi, nella loro corruzione, nei loro sprechi e nelle loro manovre tutte tese a distorcere la realtà dei fatti! Vergognatevi voi tutti che state trascinando la vita di questo Paese nel baratro e manovrate il futuro di ognuno di noi come se fossimo dei pupazzi! Uscite fuori e guardatevi intorno, portate i vostri passi nei vicoli, nelle piazze, nelle scuole, negli uffici pubblici, nelle case, nelle corsie degli ospedali… lì troverete gli effetti del vostro disastro! Ma quale cambiamento state attuando, chi rappresentate? Ci state soltanto frugando nelle tasche per rubarci anche l’ultimo spicciolo! Guardate per una volta nelle vostre tasche, nei vostri privilegi, nelle vostre indennità, nei vostri doppi e triplici stipendi ed in tutto ciò che lo Stato vi rimborsa a danno di tutti… Ecco il vero spreco! Ecco il vero deficit! Questi gli unici tagli da fare! Smettiamola con questa politica ridicola e vergognosa! Ciò che manca in Italia non sono nuove leggi e altre tasse. Di norme e di tasse ce ne sono fin troppe! Mancano i controlli e le ispezioni in tutti i settori! Andiamo a controllare l’operato in termine di qualità di ogni pubblica amministrazione, le piante organiche, il carico di lavoro e la produttività di ogni singolo dirigente! Quanti dovrebbero andarsene a casa? Quanti di questi non hanno le vere capacità dirigenziali e si nascondono dietro al dito del politico di turno o dietro il lavoro dell’impiegato più esperto? E in tutto questo, secondo la ‘sindacal-politica’, gli impiegati sono la causa di tutti i mali! Smettiamola col ridicolo ed abbiate il coraggio di chiuderla con questa farsa per ridare l’orgoglio che merita a questo Paese, una vita dignitosa ed un futuro possibile a tutti! Un sindacato serio, un sindacato degno di questo nome, un sindacato fatto realmente dai lavoratori e non da aspiranti parlamentari, neanche immaginerebbe un simile scenario! Purtroppo, oggi, chi campa di stipendio e sopravvive di pensione, non ha difesa, non ha armi per tutelare il potere d’acquisto delle proprie retribuzioni. Dal momento che, da una parte il sindacato, tronfio e sazio dei suoi privilegi, non è più rappresentativo dei reali bisogni dei lavoratori nè con i numeri – narcotizzati dall’effetto R.s.u. – nè con i fatti. Dall’altra, Palazzo Chigi, fa solo propaganda. Dacchè non c’è nel governo di destra, come non c’è stata, ad onor del vero, neppure nell’esecutivo di sinistra, la volontà di chi intende impegnarsi ad affrontare in modo serio e strutturale la riforma dello Stato italiano. Non è con il grembiulino che si affrontano i problemi della scuola, non è con i soldatini che si smaltiscono i rifiuti nelle città e si ristabilisce l’ordine e la sicurezza nelle strade, non è con le impronte digitali che si affronta l’emergenza immigrazione, non è tratassando gli impiegati dello stato che si sanano i problemi della burocrazia italiana, ma restituendo etica e moralità al Paese, eliminando “tutti” i privilegi della vecchia, cara e troppo costosa politica italiana. Un esempio su tutti. Il numero dei distacchi sindacali nel pubblico impiego (ovvero dei dipendenti sottratti quotidianamente al lavoro per fare a “tempo pieno” i sindacalisti pagati regolarmente come chi rimane inchiodato alla scrivania dalle 08.00 alle 17.30) è pari a 3.300 unità! Una proporzione a dir poco sconcertante sul totale del pubblico impiego: un “distaccato” ogni mille dipendenti, con un costo per l’erario di oltre 125 milioni di euro! Nel decreto Tremonti era stato previsto – in prima battuta – il dimezzamento di tutti i distacchi sindacali. Ma poi… all’ultimo momento “il taglio dei sindacalisti” è miracolosamente sparito dal decreto finanziario! Adesso gli unici tagli di cui si parla sono quelli agli stipendi degli statali!

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  20. nicola scrive:

    Ma si doveva proprio cominciare dal federalismo demaniale? Voglio vedere quante spiagge libere ci saranno da ora in poi, se ora sono poche dopo spariranno ! Gli interessi dei pochi papaveri Regionali prevarranno e allora mi chiedo a chi potrà rivolgersi il cittadino, a quale autorità, la Magistratura ? occorrono sette vite, tanto è l’arretrato. L’inchiesta di Report sul litorale laziale ha mostrato delle cose orribili, ma il problema è sempre la mancanza di controlli. Quando passerà alle regioni a chi saranno demandati i controlli….al controllato ?

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