Italia non è a rischio, finanze pubbliche blindate

“L’Italia non è assolutamente a rischio”. Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, nega risolutamente che il nostro Paese possa essere a rischio e quindi finire sotto attacco come e’ accaduto alla Grecia.

“Noi abbiamo blindato già due anni fa le nostre finanze pubbliche come primo atto di questo governo”. Sottolinea il ministro della funzione pubblica come “nei rating internazionali l’Italia è ai suoi massimi livelli “.

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6 Commenti a “Italia non è a rischio, finanze pubbliche blindate”

  1. LIBERALVOX scrive:

    In Italia gli stipendi più bassi d’Europa.

    Bertolaso lascia e scappa col malloppo verso altre comode poltrone. Scajola lascia e si tiene la casa al Colosseo cercando di capire chi gliel’ha pagata e poi s’è pure permesso di ristrutturargiela, a sua insaputa. Berlusconi resta, ma… ‘passa’ alla ex-moglie alimenti che farebbero la fortuna di qualsiasi ‘lavoratore’ salariato. D’Alema si ‘irrita’ perchè qualcuno gli ricorda di aver avuto la casa popolare usufruendo di una corsia preferenziale che gli permise di scavalcare in graduatoria chi era prima di lui e chi ne aveva più diritto. Bossi piazza nella ‘pappatoja romana’ – che tanto ‘schifa’ – il suo degno erede, il figlio. E quelli dell’opposizione? Aspettano che arrivi… il loro turno! Intanto “la gente perbene” affonda, destinazione Grecia. Stipendi e pensioni falcidiati dall’euro, prezzi al consumo triplicati, evasione ed elusione ai massimi storici e quei pochi risparmi – messi da parte con tanti sacrifici – mangiati dalle banche!
    Il peso di tasse e contributi sui salari, il cosiddetto cuneo fiscale che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente finisce in tasca al lavoratore, è in Italia al 46,5%.

  2. pecosbillobis scrive:

    Le sarei grato se mi aiutasse a comprendere la sua affermazione..Noi abbiamo blindato già due anni fa le nostre finanze pubbliche…la rigrazio e la saluto

  3. LIBERALVOX scrive:

    Zapatero come Tremonti: taglia gli stipendi!

    Tremonti c’ha visto lungo. Lui aveva previsto tutto! Lui è andato ben oltre la Grecia, fregandosene della Spagna di Zapatero! Lui gli stipendi degli statali li ha tagliati a monte, con il silenzio dei sindacati e l’assenso dell’opposizione: insomma con il silenzio-assenso della sinistra che, intanto, inneggiava Obama e lo stesso Zapatero! Esattamente nel momento in cui siamo entrati in Europa, passando dalla lira all’euro, Lui, il Professore quello vero, sulla scia del suo predecessore di sinistra, un altro Porfessore, e manovrando da perfetto burattinaio un altro Professore ancora, ma stavolta del suo governo, ma di modesta, anzi modestissima levatura, ha addirittura dimezzato gli stipendi: se un impiegato statale percepiva uno retribuzione pari a 2 milioni di lire, oggi con l’euro si ritrova una busta paga di 900euro! Peccato che, oltre agli interessati – non tutti in verità, dal momento che in tanti hanno votato questo governo con la vergogna ad ammetterlo – pochi altri se ne siano accorti! Peccato, però, che lo stesso metodo non sia stato applicato al ‘libero mercato’, libero appunto di speculare e di arrichirsi senza regole nè controlli! Un vero capolavoro, alta finanza, economia fine, altro che Zapatero! «La spesa sociale non si tocca»: fino a pochi giorni fa questo era il refrain del governo spagnolo, apprezzato e difeso dai sindacati e dalla sinistra italiana divisa tra due modelli, anzi tre: Zapatero, Obama e Fini!

  4. LIBERALVOX scrive:

    Per la ‘gentaglia’ di questo paese c’è solo una casa: Regina Coeli!

    Un mondo tutto al contrario che penalizza le persone oneste, la “gente perbene”, e che premia e favorisce ladri e farabutti, la “gentaglia”! Chi una casa può tranquillamente permettersela – grazie a guadagni più o meno leciti – riesce ad ottenerla a quattro soldi, chiavi in mano, nei posti più belli della capitale, chi invece campa sicuramente in maniera onesta e vive di stipendio da lavoro dipendente deve impegnarsi fino all’osso del collo con le ‘loro’ banche per riuscire a pagare un debito lungo tutta una vita! La politica è una delle più importanti attività del Paese. Non soffre la crisi, i suoi addetti aumentano ogni anno. I loro stipendi crescono e non temono licenziamenti, crisi, emergenza casa. La politica è il primo settore improduttivo, ma il meglio retribuito!

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  5. Giuseppe Stella scrive:

    Che la moneta “euro” e la politica che l’ha sostenuta sia stata una vera iattura lo stiamo comprendendo tutti, profani ed esperti, a distanza di circa 10 anni. L’Europa boccheggia e prima o poi all’Italia andrà peggio della Grecia e del Portogallo. I capoccioni europei hanno fatto l’euro senza pensare alle conseguenze? Ci credo poco, era tutto calcolato. Già si sapeva che gli speculatori economici e finanziari avrebbero ben lucrato e molti si sono arricchiti alle spalle dei comuni cittadini. Basti pensare che appena è arrivata la nuova moneta i prezzi in Italia si sono impennati, raddoppiando il costo dei prodotti in quasi tutti i settori, si doveva controllare che ciò non avvenisse ma i poteri forti economici lo hanno artatamente impedito in collusione coi Governi, da Prodi in poi…; perchè questo? I banchieri si dovevano arricchire a dismisura a scapito dei lavoratori e dei pensionati ai quali nessuno ha corrisposto stipendi doppi o almeno adeguati al costo della vita che aumentava celermente. Non solo, persino i diktat dell’Europa ora sembrano assurdi: non si doveva superare un’inflazione convenzionale e quindi questa era sistematicamente drogata in Italia come in altri europaesi. E’ avvenuto che a fronte di un tasso d’inflazione reale del 25-30% e a volte maggiore, il nostro Paese dichiarava l’1 o il 2% e certe volte, in questi ultimi anni, meno. In Italia è successo proprio questo: stipendi e pensioni inadeguati rispetto ai prezzi che invece galoppavano e, conseguenzialmente potere d’acquisto sotto zero, indebitamento continuo dei cittadini con banche e finanziarie e difficoltà a campare per tutti. I redditi medi sono spariti e sono stati raggiunti da quelli bassi cosicchè ora sono diventati tutti bassi (i medi); forse è andata meglio a coloro che avvevano redditi alti ma bisognerebbe verificarlo. Il risultato? I consumi sono crollati e continuano a crollare, tanto che se l’Europa non diminuirà tutti i prezzi gonfiati a dismisura per via delle dette speculazioni e non adeguerà stipendi e pensioni l’Italia farà un tonfo della Madonna con buona pace per chi ha tessuto questa infame trama economico-finanziaria a danno dei cittadini. Chi dice che se non entravamo nell’euro andava peggio si sbaglia, è stata l’euro il male e la cura appropriata era restarne fuori e proteggersi.
    Quando si uscirà dalla crisi? Stiamo appena entrando nel vortice e se non si prenderanno misure serie e radicali in tutta l’Europa potrebbe scoppiare una grossa rivolta popolare, si è toccato il fondo e quei pazzi che hanno fatto queste manovre da roulotte russa prima o poi pagheranno. Intanto, stanno pagando imprese, lavoratori e pensionati di mezzo mondo per colpa dei poteri forti che si sono arricchiti a dismisura: banche mondiali e via discorrendo…ma se le cose peggioreranno anche loro saranno a rischio, forse più degli altri. I prezzi, tutti dovrebbero diminuire del 20 – 30%, solo così si può salvare l’economia. La gente non ha più soldi e questa storia finirà molto male prima o poi.

  6. Coma White scrive:

    Non ne imbroccano 1….manco per sbaglio!..Abbiamo la classe politica più insipida della storia..Non sono degni neppure di zappare la terra.

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