Brunetta risponde: “Lettera aperta al Maestro Piovani”

Il compositore premio Oscar Nicola Piovani ha scritto ieri al ministro Renato Brunetta la seguente lettera:
«Caro ministro Brunetta, innanzitutto la ringrazio dell’attenzione alle mie parole e dell’apprezzamento per la mia musica. La prego di credermi, non faccio questioni personali, e se dico che mi fa paura “l’ignoranza al potere” mi riferisco alla politica di un governo, non certo alla sua persona che non conosco e che voglio immaginare di cultura squisita e aggiornata. Cerco sempre di tenermi lontano dai battibecchi personali, e ci provo anche questa volta.
Due punti ritengo importanti del suo suggerimento: uno riguarda la sempreverde distinzione fra “cultura” e “spettacolo”. Questo è, secondo me, un vecchio pregiudizio bipartisan, ne sento parlare da anni a destra e a manca, anche in dibattiti di tutto rispetto. Ma nessuno mi ha mai spiegato perché, per esempio, i libri sarebbero “cultura” - e quindi da sostenere con aiuti statali – e il teatro soltanto spettacolo – e quindi da privare di incentivi pubblici. Una rappresentazione di Macbeth o di Falstaff non sarebbe “cultura” e i libri di bricolage e ricettari sì? Fellini, Visconti, Strehler non hanno fatto cultura e la collezione Harmony sì?
Un altro punto mi preme chiarire, dopodiché non le rubo più tempo. Ci sono sprechi e sperperi clientelari di denaro nei teatri pubblici? Sì, ce ne sono molti, più di quanti se ne possano immaginare, ne ho visti con i miei occhi lavorando con diverse orchestre italiane. Ma ci sono anche musicisti di gran valore e artisti di buona volontà, giovani entusiasti, immigrati virtuosi. E allora, signor ministro, si colpiscano gli sprechi e gli spreconi; si puniscano gli sperperi e gli sperperatori; si stronchino le clientele, se si è capaci di farlo. Ma si rispettino le eccellenze oneste, che sono le prime a cadere sotto la scure dei tagli indiscriminati, e che meriterebbero invece di essere valorizzate, non mortificate e insultate. Signor ministro, le sembra possibile che in questa Italia i nostri parlamentari si permettano di additare e stigmatizzare la “Casta privilegiata dei Musicisti” senza avvertire il senso del ridicolo? Ma, eventualmente, da che pulpito viene la predica?!»
Così questa mattina gli ha risposto lo stesso ministro Brunetta: «Ringrazio a mia volta Nicola Piovani, per il tono della sua replica e per non avere ceduto al diffuso e detestabile costume d’immaginare l’interlocutore come depositario di tutti i mali e tutte le immoralità, in modo da ritagliare per se stessi il ridicolo abito d’unici detentori del buono e del giusto. Desidero rispondergli non per amore di polemica, ma per desiderio di concretezza. Condivido interamente il suo ragionamento su cultura e spettacolo. La mia formazione è economica, sicché mi capitò di argomentare nello stesso senso, ma attenendomi ai numeri e domandando perché mai l’acquirente di un biglietto per la partita di calcio debba pagare assai più di quel che costa l’allestimento dello spettacolo, mentre l’acquirente di un biglietto per la prima all’Opera debba sborsare assai meno di quel che costa lo spettacolo. Tanto più che, per quel che conta, il primo potrebbe essere un appartenente alla classe lavoratrice e il secondo un esponente dell’incultura impellicciata. Condivido, quindi, quello che scrive ma non la conclusione cui giunge.
Sono convinto che i talenti artistici, e, per rimanere al settore, quelli musicali hanno tutto da guadagnare dalla fine delle sovvenzioni e dalla liberazione del mercato. Un vero talento trova spazi espressivi e ampie soddisfazioni economiche. Lei stesso ne è la dimostrazione. Il lavoro da farsi, quindi, consiste non nel mantenere in vita trasferimenti di denaro che generano sprechi e puniscono la qualità ma, all’esatto opposto, riconoscere quest’ultima e promuoverla. Le affiderei volentieri (ove ipoteticamente ne avessi la disponibilità) conservatori e teatri, e me ne infischierei di chi sostenesse che questa è una corruzione della cultura sol perché lei scrive musiche per film, piacevoli e che rimangono nell’orecchio, oltre che nell’anima. Lo farei perché so che saprebbe scoprire e valorizzare nuovi talenti. Ma perché, invece, si spendono soldi e si affidano istituzioni culturali a chi punta a conservare solo se stesso? Non è forse questo il sistema più umiliante e penalizzante per i giovani di qualità?
Infine, una sola osservazione: caro Piovani, so benissimo che denunciare gli sprechi e il malcostume, ivi compresa la nullafacenza profittatrice, attira molte critiche e qualche nemico, e so benissimo che convivere con un sistema cadente e marcio è, alla fine, meno rischioso e più comodo, ma converrà con me che è bene far la prima cosa, non soffocare in gola la seconda. Magari poi prendendosela con chi non vuol essere complice».
Tag: brunetta, cultura, lettera aperta, maestro Piovani, ministro brunetta, musica, nicola piovani
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La logica dice: VALORIZZARE LE ECCELLENZE SEMPRE E DOVUNQUE, ELIMINARE I RAMI CHE HANNO CRESCIUTO IL VISCHIO. bENE MINISTRO.
Chi ha fatto caso al fatto che ogni volta che si apre un nuovo post vi sono prontamente persone che scrivono una lode per poi sparire per sempre?
Spett. Ministro Brunetta, io sono un corista del teatro regio di Torino, vincitore di concorso nel ’92. Ricordo che già a quei tempi e prima che arrivasse la riforma Veltroni sulle fondazioni, che la Dott.sa Elda Tessore mise in atto una serie di manovre per ridurre i costi ed aumentare la produttività (taglio degli straordinari, ridimensionamento delle trasferte, turnazioni e riduzione del personale), tant’è che il teatro regio per anni è stato in pareggio e a volte in attivo, pur trovandosi più o meno a metà classifica per quanto riguarda i finanziamenti pubblici. E dire che è storicamente il secondo ente italiano fondato e ha ospitato nei suoi palchi la famiglia reale dei Savoia per anni! Ed ora, arrivano i tagli e non tengono minimamente conto di chi ha lavorato con attenzione e parsimonia e chi a causa di sovraintendenti sperperoni, si è coperto di debiti! Questo, Ministro, mi lasci dire è avvilente.
spettabile sig.ministro di quello che sta facendo contro i fannulloni era ora che qualcuno facesse qualcosa perche lo spreco del denaro publico fossi ora di risparmiarlo e che si facesse un utile investimento caro ministro vorrei suggerirle una cosa che qui purtroppo la crisi ci sta portanto alla rovina abbiamo dovuto licenziare ttto il personale che era con noi per mancanza di ordini noi produciamo ombrelloni da mare tutto questo dobbiamo ringrazziare chi ha aperto il mercato ai cinesi e le dico al momento che noi in europa si metta un limite all’importazione dei prodotti cinesi e come si sa noi stiamo smaltento dei prodotti tossici fabbricati dalla cina come i tessuti sugli ombrelloni che mai nessuno hafatto analizzare tipo tessuto tnt con una bella percentuale di amiantite dentro le dico solo che sono milioni di ombrelloni prodotti in cina e che il popolo europeo comprano senza sapere che danno producono sia al mercato europeo che alla salute spero che come ha fatto lei con la gente che non lavora spero chequalcuno dei suoi colleghi si sveglia e fa qualcosa su questa situazzion e sappi che lo stato italiano con i nostri prodotti incassavi alcuni svariati miliardi di iva ed il resto con questo la saluto e le auguro un buon lavoro e continua cosigrazie arrivederci
ministro brunetta, una settantina di intellettuali e scienziati di sinistra suggeriscono a bersani di abbandonare le stupide pregiudiziali di sinistra sul nucleare sostenendo che soltanto questo tipo di energia può salvare il pianeta dall’inquinamento atmosferico ora notevolissimo e non più sostenibile!! ministro brunetta, bersani e santoro la devono smettere di continuare ad addomesticare le stupide scimmie ammaestrate che non sanno fare altro che ripetere per filo e per segno le stupide assurdità che loro vanno profferendo dalla mattina alla sera su tutti i mezzi d’informazione!! in queste cose che riguardano la scienza e la tecnologia contano soltanto le opinioni degli scienziati, ministro, che cosa possiamo sapere noi comuni mortali, politici compresi, di energie di vario genere???
ministro brunetta, sveglia!!! non possiamo permettere che lo stato italiano faccia la fine della grecia soltanto perchè i politici devono sperperare e rubare a più non posso, e perchè lo stato italiano deve continuare a mantenere e sovvenzionare in vari modi, tutti scellerati e disonesti, i tanti sudisti truffatori che non hanno voglia di lavorare, per cui preferiscono vivere al sud con le pensioni di falsi invalidi e di false raccoglitrici di olive, piuttosto che venire a lavorare al nord o fare le badanti al sud e al nord!!!! ministro brunetta, se voi politici non ve ne siete ancora accorti sappiate che il tempo delle vacche grasse e delle regalie ai sudisti di vario genere è finito già da un pezzo!!! se i sudisti hanno voglia di lavorare vengano al nord a fare le pulizie e a fare i necrofori ne abbiamo urgente bisogno!! ministro brunetta, il nord è pieno di marocchini, albanesi e romeni che lavorando onestamente si sono fatti una posizione economica e sociale non indifferente, al loro posto ci potrebbero essere tanti meridionali che preferiscono rimanere al sud vivendo di pensioni rubate e di elemosine varie, se solo avessero voluto e se solo avessero avuto la voglia di lavorare!!! voi politici, ministro brunetta, adesso avete solo il dovere di porre rimedio a tutte queste nefandezze, perchè adesso l’italia, ministro, se non se ne fosse ancora accorto, rischia di fare la fine della grecia, o l’abbiamo già fatta, ministro brunetta!!!????
e andiamo avanto col nuclerae, ministro brunetta!! diamo ascolto alle decine e decine di scienziati di sinistra che hanno detto chiaro e tondo a bersani, in maniera inequivocabile, che i comunisti italiani, squallidi e scellerati come sempre, la devono smettere di essere antinuclearisti come sempre per stupido partito preso!!! e la devono smeettere tutti i politici di sinitra italiani ed i giornalisti alla santoro di ammaestrare le loro scimmie ammnaestrate perchè le hanno ammaestrate già abbastanza a tutto danno dell’italia intera!!
se il maestro piovani è un uomo di cultura, ministro brunetta, dovrebbe anche sapere che lo stato italiano la cosidetta “cultura” la finanzia con i soldi dei lavoratori italiani che non arrivano a fine mese!1 poi bisognerebbe sapere e vedere, ministro brunetta, quanta di questa cosidetta “cultura” italiana è vera “cultura” e quanta di questa cosidetta “cultura” italiana e qualcosa che inve con la “cultura” non ha nulla a che vedere!! il maestro stesso, minoistro brunetta, ha detto cheanche lui sa benissimo che molti soldi che vengono stanziati dallo stato italiano per la cosidetta “cultura” sono veri ed autentici sprechi!! ed allora che cosa fuole il maestro piovani, ministro brunettq!! non possiamo permetterci di finanziare “culture” fasulle, ministro, con i soldi degli italiani che non arrivano a fine mese!! prima bisogna mangiare per sopravvivere, poi si pensa alla cuultura vera, ma la cultura vera, ministro brunetta, se è veramentew vera si finanzia da sola!!
la cultura vera, ministro brunetta, oltre a finanziarsi da sola riesce anche a farsi soldi a palate e a pagare laute tasse allo stato!! altrochè!!! federico fellini rimarrà sempre nella memoria di noi italiani tutti, e non solo, e certamente fellini non aveva bisogno di finanziamenti dello stato, perchè di produttori ne avrebbe sempre trovati a iosa! nanni moretti invece è ancora vivo ed è già scomparso dalla memoria degli italiani, a che cosa serve, ministro brunetta, sovvenzionare registi di parte di tale fatta??’ può un regista di parte fare cultura, ministro, se la cultura per definizione deve essere imparziale e al di sopra di tutte le parti???? me lo dica lei, ministro!!! la stessa cosa dicasi per l’informazione, ministro brunetta, può un giornalista di parte come santoro fare corretta informazione se la corretta informazione per definizione deve essere neutra ed imparziale???? ed allora perchè continuiamo a tenerlo nella rai, se la rai deve svolgere servizio pubblico d’informazione a favore di tutti i cottadini che pagano l’abbonamento???
In Italia gli stipendi più bassi d’Europa.
Bertolaso lascia e scappa col malloppo verso altre comode poltrone. Scajola lascia e si tiene la casa al Colosseo cercando di capire chi gliel’ha pagata e poi s’è pure permesso di ristrutturargiela, a sua insaputa. Berlusconi resta, ma… ‘passa’ alla ex-moglie alimenti che farebbero la fortuna di qualsiasi ‘lavoratore’ salariato. D’Alema si ‘irrita’ perchè qualcuno gli ricorda di aver avuto la casa popolare usufruendo di una corsia preferenziale che gli permise di scavalcare in graduatoria chi era prima di lui e chi ne aveva più diritto. Bossi piazza nella ‘pappatoja romana’ – che tanto ‘schifa’ – il suo degno erede, il figlio. E quelli dell’opposizione? Aspettano che arrivi… il loro turno! Intanto “la gente perbene” affonda, destinazione Grecia. Stipendi e pensioni falcidiati dall’euro, prezzi al consumo triplicati, evasione ed elusione ai massimi storici e quei pochi risparmi – messi da parte con tanti sacrifici – mangiati dalle banche!
Il peso di tasse e contributi sui salari, il cosiddetto cuneo fiscale che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente finisce in tasca al lavoratore, è in Italia al 46,5%.
Meno dipendenti pubblici, ma maggiore spesa!
Peccato che la stragrande maggioranza dei pubblici dipendenti, parliamo di quelli che campano con mille euro al mese – non certo di quelli ‘privilegiati’ impiegati al Quirinale, alla Camera, al Senato, nelle segreterie particolari di ministeri, province, regioni e quant’altro, che invece campano di ‘luce’, ma soprattutto di ‘stipendi riflessi’, percependo retribuzioni ben più pingue, in perfetta sintonia con onorevoli, senatori, sindaci, presidenti di provincia, regione, ecc, ecc – tutta questa maggiore spesa non l’abbiano mai vista, né percepita e non sanno neppure di cosa si parli! Fatto è che, il costo del lavoro pubblico peserà nel 2010 per l’11,2% del prodotto interno lordo, in calo dall’11,5% del 2009, ma «non ancora in linea con l’obiettivo di un ritorno ai valori registrati negli esercizi precedenti al 2008».
Per la ‘gentaglia’ di questo paese c’è solo una casa: Regina Coeli!
Un mondo tutto al contrario che penalizza le persone oneste, la “gente perbene”, e che premia e favorisce ladri e farabutti, la “gentaglia”! Chi una casa può tranquillamente permettersela – grazie a guadagni più o meno leciti – riesce ad ottenerla a quattro soldi, chiavi in mano, nei posti più belli della capitale, chi invece campa sicuramente in maniera onesta e vive di stipendio da lavoro dipendente deve impegnarsi fino all’osso del collo con le ‘loro’ banche per riuscire a pagare un debito lungo tutta una vita! La politica è una delle più importanti attività del Paese. Non soffre la crisi, i suoi addetti aumentano ogni anno. I loro stipendi crescono e non temono licenziamenti, crisi, emergenza casa. La politica è il primo settore improduttivo, ma il meglio retribuito!
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Caro Ministro,
si ricorda di me? Sono quella signora,farmacista,che Lei ha trattato in maniera indegna,davanti a tutti,lo scorso raduno del PdL a Cortina D’Ampezzo.Non sono abituata a frequentare persone che si comportano così,tantomeno Ministri.Le scrivo solo perché,non amando le piazzate,ho incassato abbastanza in silenzio,lasciando a Lei “l’onore” di una tale figura.Sono una persona molto comprensiva e,Le assicuro che mi rendo conto di cose impercettibili quindi,a maggior ragione,di quelle più eclatanti ma un comportamento del genere,che mi dicono usuale nella Sua persona,non La ripaga sicuramente.Non ci fa una bella figura né Lei né il Paese che rappresenta.Oltretutto Le ricordo che tutti i Parlamentari sono persone elette da noi,dal cosiddetto “Popolo Sovrano”(mi sento tanto presa in giro!!!)e pagate da noi per lavorare per noi(unica cosa sacrosanta detta da Beppe Grillo).A casa mia,chi lavora per me,lo fa come gli ho insegnato io,altrimenti è libero di infilare la porta anche subito e,comunque,trovo il modo per fargli scegliere tale libertà.La situazione è la stessa anche perché,mi sono documentata,esiste un modo legale per mandare a casa tutti e Lei lo sa.Sono gli Italiani a non saperlo e la fortuna di cui sono consci i Parlamentari è che siamo troppo stupidi e pavidi per far valere la nostra supremazia.Tutto questo non è rivolto a Lei,perché La stimo,stimo il Suo operato e La incoraggio a farlo toccare con mano sempre di più.E’solo un consiglio.
Colgo l’occasione per farLe una domanda:l’improvviso deficit di un miliardo dell’encomiabile Sanità Veneta è dovuto alla costruzione dell’inutile Ospedale di Zelarino voluta dal Min.Galan e company.E’ d’accordo con me? Sono ben documentata da fonti sicure e sono a conoscenza di molte cose.Avrei voluto denunciarlo pubblicamente in quella occasione,poi non l’ho fatto per rispetto al Presidente Berlusconi che ne ha già anche troppe e ho sbagliato.
Sono felice e orgogliosa del nostro Governo,composto da Ministri molto preparati che incito a lavorare con polso e senza paura.Vorrei che venissero eliminate le mele marce.
Cordialmente
Rossella Maccolini Candiani