Da ministro mi guardo bene dall’essere ipocrita

Foto di Maratimba
«Sarò stato anche poco educato, ma credo nel concetto che ho espresso. Mi fa piacere che il dottor Verdone ammetta, sia pure a denti stretti, quanto ho sempre denunciato. Facciamo mestieri differenti e da ministro mi guardo bene dal recitare, tanto meno dall’essere ipocrita».
Queste le prime parole del ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta in risposta al regista romano Carlo Verdone che aveva dichiarato di non essere stato molto educato lo scorso settembre quando il ministro si rivolse ai professionisti del cinema e della musica dipingendoli «come degli sfaticati e dei parassiti».
“Il concetto che ho espresso è argomentato con dovizia di analisi e statistiche nel libro «Cinema, Profondo Rosso» ha ribadito il ministro – che ho pubblicato nel 2007. Non giro in tondo alle questioni e vado dritto al punto. Al cinema italiano non servono commissioni ministeriali più trasparenti e più lungimiranti. Al cinema italiano serve un’unica commissione esaminatrice: quella del mercato.“
Tag: carlo verdone, cinema, cultura, finanziamenti, finanziamenti pubblici, intrattenimento
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Parole Sante ministro. Sarebbe ora che il cinema italiano vivesse dei risultati che ottiene dal mercato piuttosto che da INDECENTI sovvenzioni pubbliche. Ho letto tempo fa una lista con i finanziamenti ricevuti e gli incassi fatti.. Uno dei piu eclatanti era un film della Lina Wertmuller (o come cavolo si scrive) che aveva ricevuto milioni di euro e incassato qualcosa come 6000 euro nelle sale…
Pazzesco
“un’unica commissione esaminatrice: quella del mercato”?
PAROLE SANTE.
Le ripeta, per favore, a chi ha dato i 20 milioni per l’editoria a Ciarrapico e continua a darne chissà quanti a tutte le testate, grandi e piccole, di partito e no, che millantano di svolgere un servizio pubblico! E magari hanno meno lettori di questo sito web.
State distruggendo la cultura esaattamente come facevano i maoisti quando buttavano i libri di Confucio alle fiamme. Questa politica mi ricorda Pol Pot che mandava gli intellettuali a zappare.
Fosse dipeso da Lei Fellini e Visconti, non avrebbero girato una scena.
Certo meglio i cinepanettoni…
Verdone è rimasto uno dei pochi registi di commedie validi in circolazione (allievo di Sergio Leone. Sa chi era Sergio Leone? E’l'italiano più apprezzato negli Usa).
Non parliamo poi dell’affondare la lirica. Come se in America chiudessero Hollywood. Ma se levate l’arte e la cultura all’Italia cosa resta? Cosa distingue l’Italia da qualsiasi altro Paese? Ci sono cinesi che imparano l’italiano solo per cantare le arie di Verdi ( ma forse al ministro interessano di più i cinesini sfruttati dai nostri luridi imprenditori che delocalizzano e finanziano una delle dittature più spaventevoli del pianeta )
Il fatto che è l’unico Paese in Europa classificato come “partly free” assieme al Benin? Ah già, ma i nostri migliori amici sono quei campioni di democrazia e libertà che rispondono ai nomi di Putin, Lukashenko, Gheddafi, Hu Jintao ( un vero antocomunista non può non inorridire pensando che un governo di destra abbia venduto l’Italia a questi criminali. Chi si riempie la bocca della parola democrazia ha tradito tutti i liberali per avere stretto quellr mani insanguinate e comuniste davvero. E non lamentatevi se la Lega ve le suona di santa ragione. Sono coerenti e non tradiscono l’elettorato ) La cultura fa paura perché fa pensare. In Italia ultimamente si pensa troppo poco, e si accantona Verdi per volere di questi politicanti dei quali fra dieci anni (a dir tanto) non si ricorderà più nessuno.
Ma le damine opinioniste sui quotidiani, i registi saltellanti e gli attori corretti, in generale le trombette della societa’ civile fruitrice magari di profumate pubbliche consulenze e molto impegnate in cio’ mandano i loro domestici a comprare almeno un biglietto?
Codice stradale: troppe leggi, nessun controllo!
Il ”nuovo” codice della strada è quello che – de facto, de jure – conforma alla norma pubblici vizi e private virtù degli automobilisti di casa nostra. Quello che invece esce dal Senato ed in prima, seconda,
terza, quarta lettura da Montecitorio, è un atto legislativo che ripercorre un iter ormai tanto vecchio, quanto inutile. Tutti noi, tanto per fare un esempio attinente alle cronache quotidiane, sappiamo che rubare, pardon, ‘distrarre denari pubblici’ è reato! Ma allora a cosa serve un’altra legge sulla ‘corruzione’? Sarebbe sufficiente applicare e soprattutto far rispettare le normative vigenti, in una sola parola “CONTROLLARE!!!”, invece di appesantire codici e codicilli, invece d’intasare il traffico burocratico nelle aule giudiziarie! Comunque, ecco le principali novità, tutte da ridere, del “nuovo” codice della strada:
mettere “la freccia”, per indicare l’intenzione di svoltare a destra o a sinistra, non sarà più necessario. Il ‘Servizio Assistenza Clienti’ delle maggiori case automobilistiche sta predisponendo una ‘Campagna di Richiamo’ per la rimozione di questo inutile optional da tutte quelle vetture che ancora lo montano;
bocciata la regola che voleva le mani poste saldamente al volante “ad ore 10:15″ e contestualmente l’obbligo dell’auricolare quando si è alla guida, purchè una mano sia impegnata dal telefonino durante le chiamate, e l’altra (la normativa, in ossequio ai ‘mancini’ e per la ‘par condicio’, non specifica se sia la destra o la sinistra) sia contemporaneamente occupata a tenere la sigaretta o a dare l’ultimo colpo di rossetto;
le strisce pedonali saranno cancellate, con notevole risparmio per l’erario in termini di spesa per vernici e mano d’opera, dal momento che i pedoni – con spiccato senso civico ed istinto di auto-conservazione – hanno recepito, a proprie spese, che è molto meglio non attraversarle, quando ci sono;
i proventi delle multe andranno direttamente sul conto di assessori e consiglieri comunali, provinciali e regionali per sanare i “buchi dei loro bilanci”. Per quanto riguarda, invece, le “buche stradali” verranno, scientificamente escluse da ogni tipo di intervento, ma catalogate, inventariate e affidate al Ministero dei Beni Culturali, quale patrimonio urbanistico da salvare, conservare ed inserite nella Guida Michelin;
vigili e polizia stradale saranno definitivamente assegnati agli Uffici e tolti dalla Strada ponendo la parola fine allo scandalo degli “agenti imboscati’. Vieppù, le strade saranno costantemente e puntualmente pattugliate con regolari turnazioni: di giorno dai lavavetri e di notte dalle nigeriane;
gli autovelox – a tutela e salvaguardia del patrimonio paesaggistico e del contesto urbano, sulla falsa riga di quanto già messo in essere per antenne e ripetitori – saranno opportunamente mimetizzati con l’effetto di colpire a tradimento, ma in maniera del tutto indolore, gli ignari automobilisti che vedranno comunque notificata la multa in tempi brevissimi (si passerebbe dagli attuali 150 giorni a 60 giorni come limite massimo) e che potranno pagarla in comode rate, come un iPod da Trony;
i limiti di velocità – al fine di creare nuove opportunità di lavoro e rimettere in moto l’economia, con movimenti di capitale dalle tasche degli automobilisti a quelle dei gestori di strade e autovelox – passeranno repentinamente, ma soprattutto senza alcun motivo valido in termini sicurezza stradale, dai 130 ai 15 km orari;
i portatori di handicap, oltre agli sgravi fiscali per l’acquisto di un vasto parco automobili da ‘girare’ a familiari, parenti e amici, potranno tranquillamente restarsene al loro domicilio, purchè il contrassegno della vettura sia ben esposto quando, chi per loro, transita o parcheggia negli spazi riservati agli invalidi;
è stata innalzata dai 65 ai 70 anni l’età dei conducenti di mezzi pubblici, autocarri e tir in perfetta sintonia con il sistema pensionistico italiano, senza però penalizzare il mondo stradale giovanile: potranno tranquillamente circolare le macchinine guidate dai minorenni (dai 14 anni in su) senza patente e opportunamente truccate oltre i 50 di cilindrata, ma solo dal proprio meccanico di fiducia;
gli autisti della «casta» – come nel gioco delle tre carte: “Patente Perde, Patente Vince”! – avranno due patenti: una a punti e una di servizio. Nella prima i punti verranno segnati, nella seconda verranno scalati;
per assumere alcool o sostanze stupefacenti alla guida, dulcis in fundo, sarà sufficiente dare uno sguardo all’orologio e organizzarsi per tempo: scatta alle tre di notte il divieto per i locali notturni di vendere le bevande alcoliche, dalle ore 22 alle 6 negli autogrill sulle autostrade.
anche la cultura, ministro brunetta, se è valida si mantiene da sola!!! se non è valida va immediatamente buttata via, è inutile finanziarla con i soldi dei lavoratori che non arrivano a fine mese!! lo stato italiano finanzia lestofanti registi i cui film se li vedono solo loro, non li vedono nemmeno i propri familiari!!! a me dei film di nanni moretti non importa proprio niente, non penso che fellini aveva bisogno dei contributi dello stato per finanziare i suoi film!! i film validi li finanziano i produttori come de laurentis e la BUONANIMA di ponti e fanno anche guadagni a palate!!! a dire la verità de laurentis finanzia pure i film panettone di de sica figlio, perchè dove c’è da guadagnare con i film sono presenti immancabilmente i produttori, ed i film validi guadagnano, guadagnano!!!
prima bisogna mangiare, ministro brunetta, poi si pensa all’arte, ma se l’arte è valida stia pur certo che si finanzia da sola!!! e cmq non è giusto finanziare i film patacca di nanni moretti con i soldi dei lavoratori che non arrivando a fine mese fanno la fame nera!!
I films culturali sono nella maggior parte dei mattoni e quindi la gente preferisce un film di svago. Ecco quindi che i film di svago si autofinanziano mentre quelli culturali hanno bisogno di un aiuto. Certo bisogna produrre un buon film e non girare qualcosa tanto per prendere il finanziamento.
Ma il film Barbarossa dei leghisti, finanziato anche quello dai lavoratori che non arrivano a fine mese, come è andato ai botteghini?
E comunque stando al principio della legge del mercato, Voi politici e lei sig. Ministro come mai siete i più pagati d’europa? E’ per la legge del mercato o perchè la paga ve la decidete voi? Se dovessero decidere i cittadini, e quindi il mercato, sareste così sicuri di poter mantenere questo alto livello retribuitivo?
caro ministro brunetta pensi ai lavoratori!!!! e in particolare ki per 30 anni ha fatto le notti in ospedale in turni massacranti….ci dia la possibilità di essere iserite nella legge dei così detti”lavori usuranti” gli infermieri turnisti con più di 30 anni di turni lo meritano…. o no? sig-. MINISTRO
Esattamente, ha ragione Gianluca.
La nostra classe politica si fregia di privilegi feudali, ha saltato quel poco di buono che ha lasciato la Rivoluzione Francese. Ad esempio cos’è ‘sta storia che le auto blu possono tranquillamente passare col rosso senza pericolo di vedersi decurtare punti?
Poi mi chiedo, chissà come mai viene toccata la cultura, mentre quei buzzurri dei calciatori, veri parassiti che prendono cifre vergognose, non vemgono mai presi in considerazione. Forse perché funzionano sul mercato ? ( è una vergogna che l’orgoglio nazionale si riduca a unidici ragazzotti in mutande )
La mia compagna si occupa di videoproduzioni. Lavora come un ossessa per poche lire, a differenza del politicame superpagato. Voi, per fronteggiare la crisi dell’euro, perché non vi decurtate lo stipendio, dato che pare che i governatori delle Regioni italiani siano più pagati del governatore della California?
ASSENTEISMO RECORD ALLA CAMERA: MANCANO SEMPRE IN 100. 10 marzo legge che consente a premier e ministri a non presentarsi alle udienze 16 assenti su 315,in missione istituzonale solo 7.Tutto esurito sul lodo alfano,mancano in 13 e 3 in missione.12 febbraio legge antifannulloni presenti 156 assenti 148 favorevoli 154 BRUNETTA festeggia.6 aprile l’aquila 141 assenti per voto anticrisi.Riforma gelmini piu’ di 120 assenti,e PRESENZE RECORD ANCHE SU PROCESSO BREVE
BRUNETTA VERGOGNATI E FATTI UN ESEAME DI COSCIENZA PERCHE’ HAI FATTO ANCHE UN POST DICENDO CHE L’ITALIA E’ UN PAESE DI IPOCRITI VERGOGNATI BUFFONE
“L’Italia è un paese di ipocriti” A seguito delle discussioni fatte la scorsa settimana sulle parole del ministro Brunetta sui bamboccioni fuori di casa a 18 anni, il ministro ieri è tornato all’attacco dicendo a Mattino Cinque: “Questo è un paese d’ipocriti. Da sempre si sa che l’Italia spende troppo per pensioni e troppo poco per i giovani. Cioè si spende troppo per i padri e non dà nulla ai figli”.
“Si spende troppo per i padri, mandandoli in pensione a 52-55 anni, si spende troppo per finte pensioni d’invalidità e per tutto il welfare spendaccione e confusionario che noi abbiamo, mentre ai giovani non si dà niente, non in termini di salario, ma di borse di studio, aiuto per la casa, autoimprenditorialità, prestiti d’onore e così via. Diamo troppo ai padri e troppo poco ai figli? Sì, lo si dice da sempre. Si parla di patto generazionale, soprattutto a sinistra”.EVVIVA SCAJOLA
Scajola si dimette da ministro. Non è indagato, non è imputato. Lascia perché è stato preso con il sorcio in bocca di un appartamento sottopagato da lui e integrato da terzi (a sua insaputa).
L’Italia, e’ con il più importante debito europeo, ha tre grandi creditori che può far fallire quando vuole (è il potere del debito): Gran Bretagna con 77 miliardi di dollari, Germania con 190 miliardi e la Francia con 511 miliardi. La Francia ha un credito nei confronti dell’Italia pari al 20% del suo PIL. L’Italia ha ceduto quindi ai francesi una quota di sovranità nazionale (chi possiede il tuo debito è, fino a quando fallisci, il tuo padrone). Si spiega così la fretta di importare centrali nucleari francesi in Italia. Sarkozy lo vuole! Il debito italiano val bene cinque centrali. IL DEBITO PUBBLICO NON E’ MIO E NON LO PAGO… QUESTO E’ UN’ALTRO ESEMPIO DI CHI LO CREA A NOSTRE SPESE
Chiedo al Ministro Renato Brunetta, cosa ne pensa di tutti quegliinsegnanti che nel mezzogiorno d’Italia usufruiscono (e molto spesso non ne hanno diritto) della Legge 104/92 ?
Mi spiego meglio: negli anni si è diffusa sicuramente in provincia di Agrigento, la brutta abitudine di farsi riconoscere invalido/a ai fini della Legge 104/92 (non so con che metodo ci riescono, non ipotizzo niente per non essere denunciato, ma benissimo tutti possiamo immaginare come); questo è avvenuto per superare in graduatoria i colleghi onesti che salgono la graduatoria solo con l’onesto servizio annuale; mentre questi arrampicatori riescono nel giro di un solo anno di servizio, magari dopo la prova, a raggiungere il sud e superare olleghi con 20, 25 30 e più anni di servizio.
Questo oltre a essere moralmente sbagliato, oggi diventa un bel problema a livello finanziario, perchè queste persone che, lo dico ora, non hanno niente di malato, usufruiscono dei tre giorni mensili di astensione dal servizio, e questo mi sembra che costi allo Stato diverse giornate lavorative non prestate, che poi lo Stato deve pure pagare.
E vi dico queste persone non hanno niente, molti fanno educazione fisica, altri insegnano lingue (dichiarando di avere noduli alla gola o dichiarando di essere sordi, insomma molti si artificiano per trovare gli escabotage più incredibili per farsi riconoscere invalidi, MA NON LO SONO).
In alcune amministrazioni come la Giustizia ad esempio si può usufruire di acciacchi riconosciuti come causa di servizio per prendersi le malattie ed avere il diritto di non essere sottoposti a visita fiscale, INCREDIBILE MA VERO.
ED IO PAGHO.
SALUTI
il cinema produce artifizi per Obama e altre creature delle macchinazioni da sinistra,ma si vede la loro evanescenza QUANDO IL GIOCO SI FA DURO e bisogna essere pronti a tutto.
La gente simpatizza con chi gli risolve i problemi in un modo imitabile e sviluppabile
BONDI, MICCICHE’ E L’APPALTO GRANDI UFFIZI – La promozione di Riccardo Micciché a direttore dei lavori di restauro dei Grandi Uffizi, per un valore di 29 milioni e mezzo di euro, con il placet del ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, è al centro di un’informativa dei carabinieri del Ros contenuta negli atti depositati dalla procura di Firenze per il giudizio immediato di Angelo Balducci, Fabio de Santis, Francesco De Vito Piscicelli e dell’avvocato Guido Cerreti. Micchiché, 36 anni, già rappresentante della struttura Grandi eventi al G8 della Maddalena, che risulta essere ingegnere ma, sottolineano Corsera e Repubblica citando le carte, con un curriculum in cui compaiono le attività di parrucchiere e di unico componente del consiglio di amministrazione di una società , la Erbe medicinali Sicilia, “specializzata nella preparazione di terreni per la coltivazione delle erbe”, viene nominato da Bondi il 22 dicembre 2009 direttore dei lavori per il restauro degli Uffizi. E’ Fabio de Santis, provveditore della Toscana tuttora in carcere, ad esprimere perplessità su Micciché al telefono con Enrico Bentivoglio, “responsabile unico per il procedimento” degli Uffizi, in una intercettazione i cui contenuti sono riportati dai due quotidiani. De Santis: “Micciché? Non ci posso credere”; e Bentivoglio risponde: “Ma ti rendi conto? Quando siamo andati che ci stava pure Bondi…abbiamo fatto la riunione l’altro giorno…siamo tornati in treno.. c’era pure Salvo (Nastasi, ndr.) allora stavamo un attimo da soli e ho fatto ‘Salvo ma siamo sicuri di coso qua, del siciliano?”. I carabinieri che ascoltano le telefonate dispongono nuove verifiche e nella relazione evidenziano: “Effettivamente Micciché non appare essere munito di una particolare esperienza per condurre la direzione dei lavori degli Uffizi”. I carabinieri sottolineano che il fratello di Micciché, Fabrizio, é responsabile tecnico della ditta Giusylenia srl, impresa “sotto il controllo di esponenti della Cosa nostra agrigentina”. Da qui la necessità di nuovi approfondimenti.
Non si finga che sia solo il mercato,e in Italia,a determinare redditi e retribuzioni.Ad esempio le retribuzioni dei parlamentari e dei magistrati procedono simmetricamente per legge concordata da ambedue le categorie,ugualmente necessarie.Quando i parlamentari ottengono benefici questo significa che li ottengono anche i magistrati,anche se per mesi regatano muniti di certificato di malattia.E li ottengono i parlamentari,anche se tali in quanto candidati da politici sui quali da magistrati indagavano.
Il Ministro Brunetta correttamente,chiaramente e non da ora stigmatizza il fatto che anche i cinematografari che sfruttando contributi pubblici erogati da loro mentori e sodali naturalmente politici producono monnezza senza nessun riscontro di pubblico non fanno altro che sottrarre al Bilancio risorse degne di miglior impiego sociale a favore ad esempio dei tunisti notturni.Lo sproloquio senza cognizione circa la legge del mercato,le centrali nucleari,gli Stati detentori di debito che si dilettano del far fallire stati creditori,gli appartamenti,gli Uffizi e le altre amenità derivanti da copia-incolla effettuati in stato confusionale tende solo a scantonare dall’oggetto del post del Ministro:lo spreco di danaro pubblico a favore della pretesa Kul tura come,esempio eclatante,quello del Grinzane Cavour.E nel marasma,sembra che si tenda come da fruitori interessati dello spreco medesimo a impedire che qualcuno restando in tema affronti nel post magari il problema di altri abnormi capitoli di spesa anche clientelare,quelli ad esempio per Pubbliche Relazioni e Consulenze effettuati dai Governi Regionali ad indebitamento stratosferico.Un esmpio:Puglia,propri dati 2008:14 milioni e 1,5 milioni.Esclusi Comuni Province Enti/Aziende Pubblici Escort eccetera.E le ottime ASL.Quanto al motto che va ora di moda “il debito non è mio e non lo pago” spesso non deriva da patologia etilica-non acuta ma congenita- ma dalla partecipazione al sacco che ha contribuito a crearlo o dalla speranza di parteciparvi in modo maggiore.
Ministro ma siete diventati a favore dell’euro come prodi?Fate una manovra correttiva per l’euro di Prodi?Che schifo,siete tutti uguali.Voterò il partito del No Euro
Bocciate le nomine firmate Brunetta: violano il decreto Brunetta! Un lapsus del Professore? BOCCIATO!
La Corte dei Conti ha bocciato due nomine a direttore generale del ministero dell’Ambiente – guidato dall’ex titolare per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo – per mancata tutela delle quote di genere e per mancato rispetto delle norme contenute nel cosiddetto decreto Brunetta.
Ma chi ha firmato il decreto governativo con cui è stato assegnato l’incarico? Dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta! La vicenda comincia nei mesi a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, quando si è giocata una partita complicata per le nomine dei nuovi direttori generali del ministero dell’Ambiente. All’inizio di febbraio la scelta di Stefania Prestigiacomo è caduta su un dirigente interno per la “Direzione generale per le valutazioni ambientali” e su una personalità esterna – proveniente dall’Ente nazionale per l’aviazione civile – per la “Direzione generale per gli affari generali ed il personale”. I due incarichi sono stati affidati con due decreti del presidente del Consiglio dei ministri. Succede però che l’Ufficio di controllo degli atti ministeriali della Corte dei conti ha trasmesso al ministero dell’Ambiente una serie di rilievi a quei due provvedimenti, fissando al 13 maggio la scadenza per «fornire i necessari chiarimenti sulle segnalate problematiche, corredati da idonea documentazione di supporto». Altrimenti «si procederà allo stato degli atti». Il che vorrebbe dire che tutti gli atti firmati finora dai duenuovi direttori generali (che si occupano di questioni tutt’altro che da poco, come la prevenzione dell’inquinamento atmosferico e da campi elettromagnetici, o l’adozione di misure per garantire l’applicazione delle norme riguardanti i prodotti fitosanitari, sostanze chimiche pericolose e pesticidi) potrebbero essere invalidati. Per quanto riguarda la prima nomina, la Corte dei conti sottolinea che «non risulta documentata la tutela delle pari opportunità nel conferimento dell’incarico in oggetto», che non è male per un ex ministro delle Pari opportunità, che nel sito del ministero che attualmente guida ha fatto mettere un link chiamato «Trasparenza, valutazioni e merito » che rimanda a un decreto dell’ottobre 2009 in cui si sottolinea proprio la necessità di garantire la pari opportunità per le nomine dirigenziali. Per quanto riguarda la seconda nomina, oltre che la mancata tutela delle quote di genere, la Corte dei conti solleva tutta una serie di rilievi basandosi sul decreto legislativo del marzo 2001 – a cominciare dal «previo accertamento dell’insussistenza o dell’indisponibilità di idonee professionalità interne all’area dirigenziale» – aggiornato la fine dell’anno scorso con la riforma Brunetta. Il quale Brunetta, delegato dal premier (con decreto del 13 giugno 2008) a valutare gli atti governativi in materia di pubblica amministrazione, non ha però avuto problemi a firmare il provvedimento.
se non vogliamo essere ipocriti, ministro brunetta, dobbiamo tutti quanti finirla con questa storia della disoccupazione del sud per cui il paese intero deve provvedere con le false pensioni di invalidità e truffe e rapine varie camuffate da sovvenzioni per promuovere sviluppo e lavoro (delle mie palle) nel meridione per i sudisti sfaticati e nullafacenti!!! se vogliono veramente lavorare i terroni e le terrone devono solo venire nel nord italia, ove ci sono milioni di stranieri che lavorano regolarmente, molti dei quali sono riusciti a farsi anche delle ottime posizioni economiche e sociali, e le donne meridionali (TERRONE PRATICAMENTE), ministro brunetta, se volessero veramente lavorare si metterebbero a fare le badanti visto e considerato che il sud italia è pieno ridondante di badanti ucraine e romene, oppure potrebbero raccogliere arance, olive e pomodori!! ministro brunetta, quando la finiamo, noi italiani tutti a partire dai politici meridionali e dai sindacalisti lestofanti alla epifani, di profferire ipocrisie varie per favorire sempre il sempre più orrido e sanguisuga meridione d’italia?? ministro brunetta, con questa storia della disoccupazione meridionale dovetre finirla di romperci in continuazione le palle, regalando soldi a iosa agli scansafatiche terroni e terrone!!
BRUNETTA BOCCIATO! Bocciate le nomine firmate Brunetta: violano il decreto Brunetta! Un lapsus del Professore o una somarata?
La Corte dei Conti ha bocciato due nomine a direttore generale del ministero dell’Ambiente – guidato dall’ex titolare per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo – per mancata tutela delle quote di genere e per mancato rispetto delle norme contenute nel cosiddetto decreto Brunetta.
Ma chi ha firmato il decreto governativo con cui è stato assegnato l’incarico? Dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta! La vicenda comincia nei mesi a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, quando si è giocata una partita complicata per le nomine dei nuovi direttori generali del ministero dell’Ambiente. All’inizio di febbraio la scelta di Stefania Prestigiacomo è caduta su un dirigente interno per la “Direzione generale per le valutazioni ambientali” e su una personalità esterna – proveniente dall’Ente nazionale per l’aviazione civile – per la “Direzione generale per gli affari generali ed il personale”. I due incarichi sono stati affidati con due decreti del presidente del Consiglio dei ministri. Succede però che l’Ufficio di controllo degli atti ministeriali della Corte dei conti ha trasmesso al ministero dell’Ambiente una serie di rilievi a quei due provvedimenti, fissando al 13 maggio la scadenza per «fornire i necessari chiarimenti sulle segnalate problematiche, corredati da idonea documentazione di supporto». Altrimenti «si procederà allo stato degli atti». Il che vorrebbe dire che tutti gli atti firmati finora dai duenuovi direttori generali (che si occupano di questioni tutt’altro che da poco, come la prevenzione dell’inquinamento atmosferico e da campi elettromagnetici, o l’adozione di misure per garantire l’applicazione delle norme riguardanti i prodotti fitosanitari, sostanze chimiche pericolose e pesticidi) potrebbero essere invalidati. Per quanto riguarda la prima nomina, la Corte dei conti sottolinea che «non risulta documentata la tutela delle pari opportunità nel conferimento dell’incarico in oggetto», che non è male per un ex ministro delle Pari opportunità, che nel sito del ministero che attualmente guida ha fatto mettere un link chiamato «Trasparenza, valutazioni e merito » che rimanda a un decreto dell’ottobre 2009 in cui si sottolinea proprio la necessità di garantire la pari opportunità per le nomine dirigenziali. Per quanto riguarda la seconda nomina, oltre che la mancata tutela delle quote di genere, la Corte dei conti solleva tutta una serie di rilievi basandosi sul decreto legislativo del marzo 2001 – a cominciare dal «previo accertamento dell’insussistenza o dell’indisponibilità di idonee professionalità interne all’area dirigenziale» – aggiornato la fine dell’anno scorso con la riforma Brunetta. Il quale Brunetta, delegato dal premier (con decreto del 13 giugno 2008) a valutare gli atti governativi in materia di pubblica amministrazione, non ha però avuto problemi a firmare il provvedimento.
finiamola una volta per sempre, ministro brunetta, con questa storia della disoccupazione meridionale, è tutta pura ipocrisia, ministro brunetta!!! se i terroni e le terrone d’italia volessero veramente lavorare troverebbero lavora a iosa in tutta italia, meridione compreso!! ma si sa, ministro brunetta, è meglio vivere con la pensione di falsa invalidità e di truffe e rapine varie ai danni dello stato italiano!! i meridionali d’italia sono diventati i più grandi professionisti del mondo per vivere lautamente a sbafo a danno dello stato e dei lavoratori del nord italia che non arrivano a fine mese e che pagano le tasse allo stato fino all’ultimo euro!! ministro brunetta, voi politici e voi sindacalisti dovete finirla di fare gli ipocriti vita natural durante, e non ci dovete più rompere le palle con questa storia della disoccupazione meridionale!!
A te Ugoz non ti sfiora nemmeno l’idea di riflettere su quanto è stato scritto nel post sopra il tuo.Questo vale anche per gli altri come te. La rovina dell’Italia non è da richercare nei governanti, ma negli elettori.
I MINISTRI HANNO ROTTO I CO……NI ANDATE A F…………….ULO MI SONO ROTTO IL C…….O
Roma. Il governo italiano si sta incrinando, ha detto venerdì Umberto Bossi, leader di uno dei partiti di governo. Poi ha abbassato il tono della sua dichiarazione, ma ha avvertito che delle nuove elezioni potrebbero divenire necessarie.
Bossi, leader del partito anti immigrazione Lega Nord, appoggia il primo ministro Silvio Berlusconi nel conflitto tra lui e Giancarlo Fini, suo collega di partito e presidente della camera. Giovedì scorso Berlusconi ha litigato in pubblico con Fini durante un incontro del Popolo della Libertà.
Nello stesso momento Bossi prediceva, in un intervista di venerdì sul giornale della Lega Nord, che “il governo si trova difronte ad un collasso totale e probabilmente alla fine dell’alleanza tra il Popolo della Libertà e la Lega Nord”.
In un’altra intervista rilasciata in serata al canale televisivo Sky Italia, Bossi è sembrato arretrare leggermente e ha detto di credere che il governo possa andare avanti nonostante lo scontro tra Berlusconi e Fini. Ma ha avvertito che delle nuove elezioni sono dietro l’angolo, se i ministri non saranno capaci di mantenere le promesse sulle riforme. Sarebbe meglio che stare qui a non fare nulla, ha detto a proposito della possibilità di nuove elezioni.
Gianfranco Fini ha, tra le altre cose, accusato Berlusconi di soffocare il dibattito interno e di dare troppo spazio alla Lega Nord. La tensione è cresciuta tra Berlusconi e Fini sin dal successo della Lega Nord alle elezioni regionali del mese scorso. La Lega Nord è riuscita a vincere le sue prime due poltrone da governatore nel ricco nord Italia.
Bossi ha detto in un’intervista che risulta chiaro che la coalizione di governo non può mantenere la promessa di dare più potere alle regioni, come richiesto dal suo partito.
“Una nuova strada ci attente, saremo da soli senza più Berlusconi”, ha dichiarato.
Alcuni osservatori ritengono che possa esserci di più che la solita retorica provocatoria dietro la minaccia di Bossi. Egli fece cadere il primo governo Berlusconi nel 1994 ed è forse pronto a rifarlo. La Lega Nord ha collezionato un successo dopo l’altro da quanto Berlusconi ha riacquisito il potere nel 2008, e preferisce forse delle nuove elezioni piuttosto che rimanere in un governo indebolito.
Barcellona diventa il rifugio dell’Italia che non sopporta Berlusconi
I PIIGS non falliranno (per ora) grazie a un maxi piano da 750 miliardi di euro. I cittadini europei festeggiano inconsapevoli come il tacchino quando viene ingrassato prima del giorno del Ringraziamento. Ancora non sanno che i 750 miliardi ce li metteranno loro.
ministro brunetta, i terroni disoccupati devono sapere che al nord molte imprese di pulizia cercano lavoratori che abbiano voglia di lavorare!! cosa aspettano i sudusti che piangono sempre miseria, ministro brunetta, a prendere la valigia di cartone ed il treno e venirsene al nord come hanno fatto i loro nonni qualche decennio fa?? o e meglio, ministro brunetta, vivere di pensioni taroccate, di truffe di vario genere, di rapine di tutti i tipi, e di beneficenze ed elemosine varie??? finiamola con le ipocrisie, ministro brunetta, perchè in italia non lavora soltanto chi non vuole lavorare!! ce ne sono nel sud italia, ministro brunetta, di arance, olive e pomodoro da raccogliere, e ce ne sono di anziane e di anziani a cui badare, e ce nesono di terrone che possono fare benissimo questo lavoro senza che sia necessario che arrivino a tal fibe donne dall’ucraina e dalla romania!!! per quanto mi riguarda, ministro brunetta, i veri pigs sono le scimmie ammaestrate dai politici e dai giornalisti comunisti italiani alla veltroni e santoro!!!
la rovina italiana, ministro brunetta, è da ricercare esclusivamente nelle scimmie ammaestrate da santoro e veltroni!! veltroni e santoro li strumentalizzano soltanto, ministro, è stupido non è chi strumentalizza ma chi si lascia abominevolmente ammaestrare!!
Sembra passata un’era geologica da quando Tremonti giurava: “Nessuna manovrina estiva” Un mese dopo Tremonti ha già cambiato idea: Sorpresa: invece che una correzione dello 0,5 per cento del Pil ne serve una dello 0,8, pari a 25 miliardi in due anni. Il doppio di quanto il ministro sosteneva un mese prima. Colpa della crisi greca o dell’altalena delle Borse? No, sono cambiate le stime di crescita sul 2010 e 2011: nel Dpef aggiornato a settembre 2009 la crescita prevista per il prossimo anno era del 2 per cento.
come mai, ministro brunetta, le terrone si lamentano che al sud c’è poco lavoro per poi si lasciarsi soffiare tutte le opportunità di badare agli anziani da donne che arrivano addirittura dall’ucraina e dalla romania?? la finiamo, ministro brunetta, con questa grande ipocrisia che al sud non ci sarebbe lavoro?? non è che nel sud italia, ministro brubetta, tutti vogliono fare gli insegnanti di ruolo, magari anche al nord per poi subito fare domanda di trasferimento al sud??? devono sapere i terroni del sud italia, ministro brunetta, che al nord ci stanno migliaia e migliaia di persone che sono dipendenti di imprese di pulizia!!
e quanti neri, ministro brunetta, tolgono il lavoro ai sudisti raccogliendo olive e pomodori??? per non parlare poi delle arance, dei mandarini e delle clementine!!!
Sembra passata un’era geologica da quando Tremonti giurava: “Nessuna manovrina estiva” Un mese dopo Tremonti ha già cambiato idea: Sorpresa: invece che una correzione dello 0,5 per cento del Pil ne serve una dello 0,8, pari a 25 miliardi in due anni. Il doppio di quanto il ministro sosteneva un mese prima. Colpa della crisi greca o dell’altalena delle Borse? No, sono cambiate le stime di crescita sul 2010 e 2011: nel Dpef aggiornato a settembre 2009 la crescita prevista per il prossimo anno era del 2 per cento
ministro brunetta, non è vero che al sud non c’è lavoro, la verità è che i sudisti vogliono solamente un certo tipo di lavoro e piuttosto che raccogliere olive preferiscono vivere di truffe, pensioni e raggiri vari!!! magari le sudiste, ministro, le olive le hanno raccolte fasullamente soltanto per frodare la pensione!!! questi espedienti sudisti, da persone disoneste e senza onore, ministro brunetta, oramai sono noti a tutti!!! queste sono le vere grandi ipopcrisie italiane, ministro brunetta, altrochè!!! come è ipocrito voler negare che la stragrande maggioranza dei clandestini stranieri in italia finisce col delinquere!! la moratti è stata molto chiara, sincera e per niente ipocrita, ministro, e non meritava essere contestata dagli studenti della cattolica università i quali farebbero bene a guardare senza ipocrisie all’interno della chiesa apostolica romana piena zeppa di peccatori delle peggiori specie, pedofili compresi!!!!
CAPRONE CAINO DOVE SONO LE RIFORME TANTO SBANDIERATE AI 4 VENTI
Secondo il rapporto 2010 sulla “Libertà di stampa nel mondo” redatto dalla Freedom House, l’Italia è diventato un paese “parzialmente libero”. Siamo 72mi nel mondo ed ultimi nella Zona dell’Euro. Tutto grazie a Silvio Berlusconi.
Anche quest’anno Freedom House l’organizzazione non governativa che si occupa del grado di “libertà” dell’informazione nei singoli Stati, ha pubblicato il suo consueto rapporto sulla “Libertà d’informazione nel mondo”. Con quello pubblicato nel 2010 siamo già alla 30ma edizione ed anche in questa occasione non mancano le sorprese. L’Italia è l’unico paese della Zona Euro ad essere classificato come “parzialmente libero” (partly free), attestandosi così ancora una volta oltre la settantesima posizione – 72ma per la precisione – a pari merito con India e Benin, dietro persino al Cile e alla Corea del Sud.
ITALIA, PARZIALMENTE LIBERA – “In Italia la situazione è peggiorata“, scrive Katin Deutsch Karlekar, cofondatrice e presidente onoraria di Freedom House nel suo rapporto, specificando come questo severo giudizio trova fondamento nel fatto che “il Primo Ministro Silvio Berlusconi si è scontrato con la stampa per la copertura della sua vita personale, che ha portato a querele contro i media esteri e locali e alla censura di ogni contenuto critico da parte della TV di stato“. E ancora “Il ritorno al potere di Berlusconi – si legge nel rapporto – nell’aprile 2008 gli ha permesso nuovamente di poter controllare fino al 90% delle emittenti televisive nazionali, mediante gli sbocchi alle televisioni pubbliche e le sue partecipazioni ai media privati“. Soffermandosi poi sul noto conflitto d’interessi che, come sappiamo, oramai crea scandalo soltanto all’estero, la Karlekar scrive: “Il primo ministro risulta essere il principale azionista di Mediaset, del principale editore nazionale Mondadori e della più grande concessionaria di pubblicità Publitalia“. Un ulteriore causa del nostro declassamento secondo l’organizzazione americana sarebbero: “le limitazioni imposte dalla legislazione, per l’aumento delle intimidazioni nei confronti dei giornalisti da parte del crimine organizzato e di gruppi dell’estrema destra, e a causa di una preoccupante concentrazione della proprietà dei media“. Secondo Freedom House, nella classifica sulla libertà di stampa l’Italia ottiene solo 32 voti su 100. E’ l’unico Paese europeo a perdere posizione e soprattutto a retrocedere dalla categoria dei Paesi “free” a quella dei paesi “partly free,” ossia dove la libertà di stampa è parziale, in compagnia d’Israele e Taiwan.
La politica è diventata una delle più importanti attività del Paese. Non soffre la crisi, i suoi addetti aumentano ogni anno. I loro stipendi crescono e non temono licenziamenti. La politica è il primo settore improduttivo, ma il meglio retribuito.
“Nella seduta di giovedì scorso dove Tremonti annunciava la gravità del momento di crisi c’erano circa 60 parlamentari su oltre 600. Gli altri 560 stavano a godersi i 25.000 euro che si fottono ai contribuenti ogni mese. Ho appreso la notizia
Non capisco come possa fare un intero popolo a non accorgersi o infischiarsene del fatto che oggi vivono di politica in Italia oltre 500.000 persone che hanno come obiettivo quello di farsi i propri affari, allargare i loro stipendi, privilegi, occasioni di profitto alle spese della collettività. Fino a quando pensano di trovare i soldi per andare avanti e perchè si accusano i mercati se scommettono sulla deblacle, se questa è più che pronosticabile.
In Italia gli stipendi più bassi d’Europa.
Bertolaso lascia e scappa col malloppo verso altre comode poltrone. Scajola lascia e si tiene la casa al Colosseo cercando di capire chi gliel’ha pagata e poi s’è pure permesso di ristrutturargiela, a sua insaputa. Berlusconi resta, ma… ‘passa’ alla ex-moglie alimenti che farebbero la fortuna di qualsiasi ‘lavoratore’ salariato. D’Alema si ‘irrita’ perchè qualcuno gli ricorda di aver avuto la casa popolare usufruendo di una corsia preferenziale che gli permise di scavalcare in graduatoria chi era prima di lui e chi ne aveva più diritto. Bossi piazza nella ‘pappatoja romana’ – che tanto ‘schifa’ – il suo degno erede, il figlio. E quelli dell’opposizione? Aspettano che arrivi… il loro turno! Intanto “la gente perbene” affonda, destinazione Grecia. Stipendi e pensioni falcidiati dall’euro, prezzi al consumo triplicati, evasione ed elusione ai massimi storici e quei pochi risparmi – messi da parte con tanti sacrifici – mangiati dalle banche!
Il peso di tasse e contributi sui salari, il cosiddetto cuneo fiscale che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente finisce in tasca al lavoratore, è in Italia al 46,5%.
Meno dipendenti pubblici, ma maggiore spesa!
Peccato che la stragrande maggioranza dei pubblici dipendenti, parliamo di quelli che campano con mille euro al mese – non certo di quelli ‘privilegiati’ impiegati al Quirinale, alla Camera, al Senato, nelle segreterie particolari di ministeri, province, regioni e quant’altro, che invece campano di ‘luce’, ma soprattutto di ‘stipendi riflessi’, percependo retribuzioni ben più pingue, in perfetta sintonia con onorevoli, senatori, sindaci, presidenti di provincia, regione, ecc, ecc – tutta questa maggiore spesa non l’abbiano mai vista, né percepita e non sanno neppure di cosa si parli! Fatto è che, il costo del lavoro pubblico peserà nel 2010 per l’11,2% del prodotto interno lordo, in calo dall’11,5% del 2009, ma «non ancora in linea con l’obiettivo di un ritorno ai valori registrati negli esercizi precedenti al 2008».
Anch’io signor ministro, da libero cittadino, mi guardo bene dall’essere ipocrita…………..ma lei e io non siamo la stessa cosa……non crede?