Già ci sono i primi segnali di crescita del Pil

Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta ha dichiarato a margine dell’Assise dell’industria delle costruzioni in corso a Mestre che: “L’occupazione di solito ha un ritardo di sei mesi rispetto agli andamenti del Pil. Cioè quando le cose vanno male, l’occupazione va meno peggio, perché sconta ancora sei mesi di traino positivo. Quando la ripresa comincia a manifestarsi, sull’occupazione non si vede ancora perché l’occupazione ha bisogno di sei mesi di stabilità della crescita per manifestarsi”.
“I primi segnali della crescita del Pil già ci sono – ha commentato il ministro – quindi noi possiamo dire che tra l’estate e l’autunno dovrebbe fermarsi l’emorragia e da questo stop dovrebbe ricominciare nuovamente la crescita di nuovi posti di lavoro. L’Italia forse è uno dei paesi in Europa che hanno retto meglio nel mercato del lavoro. Gli ammortizzatori sociali italiani hanno funzionato meglio che negli altri paesi Ue, molte risorse sono state date e noi abbiamo ammortizzato quasi 500-600 mila lavoratori che sono andati in cassa integrazion ed hanno mantenuto il loro reddito all’80-90 per cento, e questo con grande dispiego di risorse e con grande intelligenza da parte del sindacato che ha reagito in maniera selettiva rispetto alle crisi.
Potremmo dire che il nostro settore produttivo ha retto pur nella crisi, non ci sono state crisi sociali particolarmente evidenti se non piccoli focolai che, tutto sommato, sono stati controllati. Perciò ci sono tutte le condizioni per agganciare la ripresa quando questa si manifesterà in maniera esplicita”.
Tag: crisi, crisi economica, disoccupazione, economia, lavoro, ministro brunetta, occupazione, pil
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e bravo, ministro brunetta!!! aumenta il pil, aumenta l’occupazione e di conseguenza aumentano le entrate dello stato!! ma, min istro brunetta, aumentano le entrate dello stato non per continuare a foraggiare voi politici come e più di prima, se lo metta bene nella testa!! ministro brunetta, deve aumentare il pil e devono aumentare le entrate dello stato ma contemporaneamente devono anche diminuire le spese dello stato per mantenere la pletora di politici parassiti ed anche ladri, spesso e volentieri, di ogni ordine e grado che appestano l’italia praticamente da sempre!!1 perchè, ministro brunetta, se l’italia farà la fine della grecia i primi a pagare dovrete essere voi politici per la voistra sciaguratezza e per la vostra irresponsabilità e ladroneria!!! se lo metta bene in testa, ministro brunetta!! come devono essere efficienti e responsabili i pubblici dipendenti non politici, ministro brunetta, lo devono essere anche i pubblici dipendenti politici!!!
anzi, ministro brunetta, i pubblici dipendenti politici, come lei, devono essere ancora più efficienti e responsabili dei pubblici dipendenti non politici, che pure lo devono essere moltissimo; perchè siete tutti pagati, ministro brunetta, con i soldi dei lavoratori italiani del privato che non arrivano a fine mese!!
Gentile Ministro,
credo fermamente che, a dispetto di quanto si creda, veramente siamo riusciti a fronteggiare questa crisi in modo egregio: e questo grazie al nostro tessuto produttivo, che nn ha eguali al mondo. Continuiamo ad avere un tasso di disoccupazone che altri paesi in Europa si sognano (ad esempio in Spagna), o un sistema bancario solido (non scordiamoci i soldi che altri paesi hanno dovuto usare per salvare le banche e che noi abbiamo potuto interamente dedicare agli ammortizzatori sociali). E’ quindi da questo nostro punto di forza che dovremmo ripartire per poter rilanciare veramente l’occupazione. Ovvio che ci siano stati dei peggioramenti, è una crisi dura e difficile da superare, e sarà lunga prima di riprendere i livelli produttivi che avevamo all’inizio, ma non dobbiamo agitare spauracchi come quello della Grecia: ne siamo lontani anni luce!! Credo però, e lo dico da laureando (anche se in età un po’ avanzata…), che il nostro sistema di welfare vada profondamente ripensato, specie sul versante delle politiche per l’occupazione: attraverso, ad esempio, veri centri per l’impiego. Un po’ sul modello danese, anche se con tutte le differenze legate alle peculiarità del nostro paese: una “flexicurity” mediterranea.
Le auguro buon lavoro.
adesso lo avrà capito, ministro brunetta, che noi elettori del pdl non siamo scimmie ammaestrate come tutti gli elettori della sinistra italiana che si lasciano ammaestrare addirittura da santoro, d’alema, bersani e floris e sono talmente bene ammaestrate che se ne stanno zitte persino quando padoa schioppa aumenta le tasse a dismisura a tutti gli italiani e dice che è pure bello pagarele!! e deve sapere, ministro brunetta, che le scimmie ammestrate sono talmente bene ammaestrate che nacora adesso difendono l’oorido padoa schioppa!! più bene sammaestratre do così si muore, ministro brunetta!!!
capito, ministro brunetta??’ sono talmente bene ammaestrate le scimmie ammaestrate comuniste che ancora adesso difendono l’orrido padoa schioppa!! per non parlare poi dell’ancora più orrido mortadella il cui governo è stato il peggiore d’italia di tutti i tempi e ha fatto ridere il mondo intero e le scimmie ammaestrate, ministro brunetta, sono talmente bene ammaestrate che ancora oggi lo difendono!! quando invece c’è solo da dire: “meno male che è durato lo spazio di un mattino”!!! ricordo benissimo, ministro brunetta!! ogni ministro (erano tantissimi perchè il mortadellazzo li aveva aumentati a dismisura tanto pagano sempre i lavoratori che non arrivano a fine mese, mica pagava lui) era contro tutti gli altri ministri armato per cui non facevano altro che litigare dalla mattina alla mattina successiva!!!
quello che c’è da fare adesso, ministro brunetta, è la cosa più semplice di questo mondo!!! per cui glielo posso dire anche io!! deve ripartire l’economia, perchè tutto è legato alla ripartenza dell’economia, e per fare questo dobbiamo abbassare le tasse ai lavoratori affinchè possano ripartire i consumi ed alle aziende di tutte le dimensioni affinchè possano competere con le aziende concorrenti a livello internazionale. i soldi necessari per fare tutto ciò dobbiamo prenderli da una lotta dura e serratissima a tutti gli evasori fiscali ed abbassando drasticamente i costi della politica, i suoi sprechi e le sue ruberie!! in questo modo, ministro brunetta, di soldi ne troveremo a iosa, anche per sanare il dissestato bilancio dello stato!! ovviamente, ministro brunetta, le aziende italiane per competere meglio a livello internazionale non hanno solo bisogno che vengano loro diminuite le tasse ma hanno anche bisogno di infrastrutture e di un minor costo per l’energia per cui occorrono strade e centrali nucleari, hanno bisogno pure di una magistratura più efficiente e più veloce e di una burocrazia meno ingombrante, ed hanno infine bisogno di sindacati meno rompi palle, che facciano solo gli interessi dei lavoratori e non facciano politica come epifani e la sua cgil. praticamente i sindacati, ministro brunetta, non devono essere talmente autolesionisti da far scappare persino spinetta di air france che voleva comprare alitalia fallita!!! visto com’è semplice, ministro brunetta? quello che c’è da fare in italia lo sanno tutti gli italiani, come mai non lo sapete proprio voi politici che dovreste saperlo più di tutti???
che ci “azzecca” poi fini con tutto il suo sofistico politichese per fare ripartire il pil d’italia non riesco proprio a capirlo, ministro brunetta??? non lo ha ancora capito fini che è ora di fare meno chiacchiere e pensare più ai fatti concreti e di più al futuro italiano?? non è tempo di quaqquaraqquà e di cittadinanza agli stranieri dopo solo 5 anni di permanenza, ministro brunetta, e riferisca a fini che se non fosse stato per berlusconi non satrebbe diventato mai e poi mai ministro e poi addirittura presidente della camera nonostante faccia politica da 50 anni per lo meno!! che cosa ha da insegnare fini, ministro brunetta, se non la politica di mestiere da buon politicante di mestiere qual è???? chi lo ascoltava fini, ministro brunetta, prima di unirsi a berlusconi??? me lo dica lei!!!
adesso fini, ministro brunetta, è persino contro il federalismo fiscale!! e come la facciamo la lotta agli evasori di tutta italia e la lotta all’ineficienza di tutte le pubbliche attività a 360 gradi di tutta italia??? e come la salviamo l’unità d’italia, ministro brunetta, cui tanto tiene fini??? non ha capito fini, ministro brunetta, che non è più tempo di assistanzialismo sprecato a favore del sud italia perchè il deficit dello stato è astronomico e non ce lo possiamo più permettere?? e se fini, non ha capito nemmeno questo, ministro brunetta, che razza di politico è!!??? me lo dica lei!!???
Staff, siete assenteisti con il compiacimento del vostro padrone o avete degli interessi per non cancellare tutti i post pieni di link dei vari Arnie, aron, neo, jane e cazzoni vari?
lasciamo stare i recenti piccoli segnali di crescita del pil, ministro brunetta, sono poca cosa e prendiamo piuttosto in considreazioni i grandi segnali di crollo delle borse internazionali di oggi che paventano il debito pubblico astronomico di tutta la zona euro quello italiano compreso: non le sembra, ministro brunetta, che a questo punto, come prima cosa da fare è necessariamente abbattere drasticamente gli altissimi costi della politica a causa di sperperi e ruberie varie, e non esclusa la inutile pletopra di politici di ogni ordine è grado??? è la cosa più semplice da farsi, ministro brunetta!! la lotta, per reperire fondi, all’evasione fiscale, per esempio, è cosa molto più complessa, occorre il federalismo fiscale, per cui richiede più tempo!! datevi da fare per abbattere il costo esagerato della politica italiana, ministro brunetta, non abbiamo tempo da perdere, altrimenti voi politici non sarete più tollerati e perdonati! farete la fine che faranno fare in grecia ai politici colpevoli di questa loro crisi!!! e tutti gli organismi di controllo internazionali pagati lautamente da noi cittadini, ministro brunetta, come mai stavano a guardare?? o erano caduti addirittura in letargo???
e fini, ministro brunetta, pensa che sia questo il momento di fare le sue esternazioni sensa senso e di mettere in crisi la stabilità del governo??? che razza di politico è fini, ministro brnetta!!1 me lo dica lei!! il fatto è, ministro brunetta, che fini è uno dei politicanti di mestiere che hanno sempreimperversato nel parlamento italiano che pensano soltanto ai fatti propri e delle necesità del popolo italiano se ne infischiano altamente!! e continua ancora ad imperversare giorno dopo giorno con le sue emerite minchiate, non escluso oggi!! non l’ha capito ancora, fini, ministro brunetta che stiamo sull’orlo del precipoizio??’ e meno male che ministro delle finanze oitalòiane è stato in questo periodo tremonti e non padoa schioppa e meno male che tremonti non ha tenuto conto delle assurde richieste della sinistra italiana!!! adesso è tempo, ministro brunetta, che lo stato risparmi ovunque possa risparmire persino un euro, partendo proprio dai costi esosissimi della politica italiana ove si possono risparmiare milioni di euro a iosa!!
altro che primi segnali di ripresa, ministro brunetta! qui ci sono moltissimi ed evidentissimi segnali di recrudescenza della crisi economica e finanziaria globale!!!! e voi politici italiani ancora, ministro brunetta, non avete ancora fatto nulla per abbattere gli enormi ed inutili costi della politica italiana di ogni ordine e grado!!! cosa spettate ancora, ministro brunetta, che sprofondiamo nel baratro??? cominciate a ridurvi voi parlamentari, ministro brunetta, date il buon esempio, 300/400 parlamentari tra senato e camera bastano ed vanzano, con eneorme risparmio per le casse dello stato!!! per non parlare poi delle 110 inutili province che fanno comodo solo a bossi!! eliminiamo le province e salviamo solo i dipendenti (non politici) utilizzandoli dov’è più opportuno!!!
ministro brunetta, non siamo ancora fuori dal tunnel della crisi economica globale, altro che piccoli segnali di crecita del nostro pil!! preoccupatevi, ministro brunetta, e tagliate gli alti costi della politica, prima che sia troppo tardi!!! se anche l’italia è fatta oggetto di speculazioni nelle varie borse internazionali saranno cavoli nostri!!! altrocghè!!!
l’ottimismo è una buonissima cosa, ministro brunetta, però non deve essere completamente disgiunto dal realismo, altrimenti l’ottimismo diventa pericolosissimo!!!
Fra le tanto attese riforme liberali dell’amato governo di UGOZ e simili, c’è quello del codice della strada. Molte sorprese sono in serbo per gli automobilisti, e ve ne accorgerete.
Questa è una delel ultime notizie.
Auto blu, non passa l’immunità.
Per il Codice della Strada è tempo di riforme o almeno ci si prova. Tante sono ancora le proposte in attesa di un responso, poche quelle che hanno già ottenuto il “via libera” dalla Commissione Trasporti, altre ancora che fanno “avanti” e “indietro” tra modifiche e feroci contestazioni. Tra queste una che ha sollevato un coro di critiche sia da una parte della maggioranza che dall’opposizione riguardava la cosiddetta norma “salva auto blu”.
Un emendamento che inizialmente aveva trovato i numeri necessari per essere approvato ma che, considerata l’accoglienza infuriata e trasversale di molti esponenti politici, è stato “corretto” in fretta e furia giusto qualche ora fa. Il pomo della discordia riguardava la possibilità da parte degli autisti al volante delle vetture in servizio di Stato di non avere nemmeno un punto decurtato in caso d’infrazioni al Codice della Strada.
Non solo, era stata addirittura prevista una speciale patente “ad hoc” (differente da quella personale) senza punti! Cosa avremmo ottenuto in questo modo? Risposta ovvia, tante infrazioni al Codice perpetrate con la massima disinvoltura dalle migliaia di auto blu a spasso per le città italiane.
Provvedimento difendibile? Considerato come è andata a finire no. Tante proteste che hanno fatto fare retromarcia al Governo che, all’indomani della prima approvazione, ha confermato la tanto contestata patente speciale, ma dotandola (fortunatamente) dei fatidici e canonici 20 punti.
E pensare che qualcuno a difesa della precedente interpretazione tuonava sulla correttezza di questo provvedimento che avrebbe tutelato la patente personale di chi per professione “scarrozza” il politico di turno dal punto A al punto B.
Già, perché per coloro che hanno appoggiato la prima stesura gli autisti delle vetture di Stato sarebbero i soli a pagare la “fretta” del proprio ospite che per raggiungere importanti riunioni o per non perdere l’aereo farebbero esplicita richiesta di “schiacciare l’acceleratore” o “bruciare qualche semaforo”.
Forse con una patente a punti come per la maggioranza degli automobilisti gli autisti avranno il coraggio di rifiutarsi appellandosi (almeno loro) al rispetto delle regole.
Altro aspetto tutto italiano è invece il numero delle vetture istituzionali in servizio sulle nostre strade: oltre le 600.000 unità, in sostanza una ogni 100 abitanti. Anche se il numero preciso non lo avremo mai perché “qualcuno” ritiene che in questo computo siano comprese anche “volanti” o ambulanze, ma basta guardarsi intorno per comprendere come anche questa sia una difesa piuttosto labile.
Insomma,queste sono le urgenti riforme che s’hanno da fare.
più che dei 20 punti della patente blu io mi preoccupo, ministro brunetta, dei 1000 parlamentari esagerati, delle 110 province inutili, dei 10000 comuni, e più in genere della pletora dei politici che appestano ed appesantiscono notevolmente il bilancio dello stato, e la colpa di tutto ciò non è certamente di berlusconi!!!
e la barca a d’alema chi gliel’ha pagata, ministro brunetta??? o sono stati i lavoratori che non arrivano a fine mese con le loro tasse o chi sarà stato, ministro brunetta???
Autista blu: la Casta passa col rosso!
Non poteva andare diversamente con un ministro della funzione pubblica che pensa alle faccine che piangono e che ridono, che fa la pagella agli statali o a menate simili! Con Brunetta, il parco vetture della pubblica amministrazione (le auto blu) è cresciuto del 3,1% passando da 607.918 a 626.760 unità. Solo tre anni fa erano 574 mila. Un numero di mezzi che ci spiazza sempre più rispetto al resto del mondo dove l’ Italia batte gli Usa (ma anche Francia, Inghilterra e Germania) dieci a zero nel rapporto di macchine del Palazzo. Un rapporto incredibilmente alto perché, a fronte delle nostre oltre 600 mila auto blu, ce ne sono 72.000 negli Usa, 61 mila in Francia, 55 mila nel Regno Unito e 54.000 mila in Germania, fino ad arrivare alle 22 mila del Portogallo, fanalino di coda nella top ten delle auto di rappresentanza, che ogni anno vede l’Italia in testa. Ma adesso con le auto blu arrivano pure gli autisti blu: autisti con la licenza di guidare fregandosene del codice stradale. Alla fine è arrivata pure una ‘legge ad autistam’: l’emendamento del senatore Cosimo Gallo (Pdl) è stato approvato: esenzione dal ritiro dei punti della patente per gli autisti di auto blu. Favorevole, in modo compatto, la maggioranza di governo (Lega compresa) e naturalmente contrarie le opposizioni, a corto di auto di servizio, come accade ogni qual volta si sta dall’altra parte e si son perse molte, tante poltrone! Insomma, si tratta di una sorta di immunità garantita ai politici, che potranno fare quello che vogliono sulla strada senza timore di punizioni per chi guida la “loro” auto. Ognuno potrà infrangere la legge senza conseguenze. I loro punti della patente sono assicurati dall’emendamento di Cosimo Gallo del Pdl. Il Gallo ha cantato: “Spesso è il politico a chiedere all’autista di accelerare, magari perché l’aereo è arrivato in ritardo e c’è un appuntamento importante. Non è giusto che la fretta del datore di lavoro ricada sull’autista”. In altre parole, per evitare che le colpe dei politici ricadano sugli autisti, si è data l’immunità alle auto dei politici. Adesso aspettiamo l’effetto ‘domino’: un medico che passa col rosso, perchè chiamato a fronteggiare un’urgenza, sarà sanzionato o no? Salvare una vita umana sarà più o meno importante che portare un politico, a sirene spiegate, a Via Gradoli?
ABBIAMO UNA POLITICA DI MERDA TRA CORROTTI CORRUTORI FALSI IN BILANCIO FAVORITISMI CASE PAGATE IN PARTE IN NERO ECC. ECC..
E QUESTA POLITICA CI PORTERA’ NELLA MERDA FINO AL COLLO E CE NE ACCORGEREMO
ieri sera a ballarò il signor sallusti codirettore del giornale ha equiparato l’affitto anche se basso pagato da d’alema ai 900 mila euro ricevuti dal ministro scajola dall’imprenditore anemone per comprare casa difronte al colosseo ,siamo alla follia pura caro ministro brunetta queste persone offendono l’intelligenza della gente e lei dovrebbe fare un bell’esame di coscenza perchè in quanto a disprezzo è l’asso di briscola inoltre è sbruffone e prepotente ma mi ripeto sempre coi deboli mai coi forti
liberalvox sei nella polizia ? io nella sanità e sappiamo bene cosa fanno chi è sopra di noi e anche il comportamento dei politici
Codice stradale: troppe leggi, nessun controllo!
Il ”nuovo” codice della strada è quello che – de facto, de jure – conforma alla norma pubblici vizi e private virtù degli automobilisti di casa nostra. Quello che invece esce dal Senato ed in prima, seconda,
terza, quarta lettura da Montecitorio, è un atto legislativo che ripercorre un iter ormai tanto vecchio, quanto inutile. Tutti noi, tanto per fare un esempio attinente alle cronache quotidiane, sappiamo che rubare, pardon, ‘distrarre denari pubblici’ è reato! Ma allora a cosa serve un’altra legge sulla ‘corruzione’? Sarebbe sufficiente applicare e soprattutto far rispettare le normative vigenti, in una sola parola “CONTROLLARE!!!”, invece di appesantire codici e codicilli, invece d’intasare il traffico burocratico nelle aule giudiziarie! Comunque, ecco le principali novità, tutte da ridere, del “nuovo” codice della strada:
mettere “la freccia”, per indicare l’intenzione di svoltare a destra o a sinistra, non sarà più necessario. Il ‘Servizio Assistenza Clienti’ delle maggiori case automobilistiche sta predisponendo una ‘Campagna di Richiamo’ per la rimozione di questo inutile optional da tutte quelle vetture che ancora lo montano;
bocciata la regola che voleva le mani poste saldamente al volante “ad ore 10:15″ e contestualmente l’obbligo dell’auricolare quando si è alla guida, purchè una mano sia impegnata dal telefonino durante le chiamate, e l’altra (la normativa, in ossequio ai ‘mancini’ e per la ‘par condicio’, non specifica se sia la destra o la sinistra) sia contemporaneamente occupata a tenere la sigaretta o a dare l’ultimo colpo di rossetto;
le strisce pedonali saranno cancellate, con notevole risparmio per l’erario in termini di spesa per vernici e mano d’opera, dal momento che i pedoni – con spiccato senso civico ed istinto di auto-conservazione – hanno recepito, a proprie spese, che è molto meglio non attraversarle, quando ci sono;
i proventi delle multe andranno direttamente sul conto di assessori e consiglieri comunali, provinciali e regionali per sanare i “buchi dei loro bilanci”. Per quanto riguarda, invece, le “buche stradali” verranno, scientificamente escluse da ogni tipo di intervento, ma catalogate, inventariate e affidate al Ministero dei Beni Culturali, quale patrimonio urbanistico da salvare, conservare ed inserite nella Guida Michelin;
vigili e polizia stradale saranno definitivamente assegnati agli Uffici e tolti dalla Strada ponendo la parola fine allo scandalo degli “agenti imboscati’. Vieppù, le strade saranno costantemente e puntualmente pattugliate con regolari turnazioni: di giorno dai lavavetri e di notte dalle nigeriane;
gli autovelox – a tutela e salvaguardia del patrimonio paesaggistico e del contesto urbano, sulla falsa riga di quanto già messo in essere per antenne e ripetitori – saranno opportunamente mimetizzati con l’effetto di colpire a tradimento, ma in maniera del tutto indolore, gli ignari automobilisti che vedranno comunque notificata la multa in tempi brevissimi (si passerebbe dagli attuali 150 giorni a 60 giorni come limite massimo) e che potranno pagarla in comode rate, come un iPod da Trony;
i limiti di velocità – al fine di creare nuove opportunità di lavoro e rimettere in moto l’economia, con movimenti di capitale dalle tasche degli automobilisti a quelle dei gestori di strade e autovelox – passeranno repentinamente, ma soprattutto senza alcun motivo valido in termini sicurezza stradale, dai 130 ai 15 km orari;
i portatori di handicap, oltre agli sgravi fiscali per l’acquisto di un vasto parco automobili da ‘girare’ a familiari, parenti e amici, potranno tranquillamente restarsene al loro domicilio, purchè il contrassegno della vettura sia ben esposto quando, chi per loro, transita o parcheggia negli spazi riservati agli invalidi;
è stata innalzata dai 65 ai 70 anni l’età dei conducenti di mezzi pubblici, autocarri e tir in perfetta sintonia con il sistema pensionistico italiano, senza però penalizzare il mondo stradale giovanile: potranno tranquillamente circolare le macchinine guidate dai minorenni (dai 14 anni in su) senza patente e opportunamente truccate oltre i 50 di cilindrata, ma solo dal proprio meccanico di fiducia;
gli autisti della «casta» – come nel gioco delle tre carte: “Patente Perde, Patente Vince”! – avranno due patenti: una a punti e una di servizio. Nella prima i punti verranno segnati, nella seconda verranno scalati;
per assumere alcool o sostanze stupefacenti alla guida, dulcis in fundo, sarà sufficiente dare uno sguardo all’orologio e organizzarsi per tempo: scatta alle tre di notte il divieto per i locali notturni di vendere le bevande alcoliche, dalle ore 22 alle 6 negli autogrill sulle autostrade.
BRUNETTA BOCCIATO! Bocciate le nomine firmate Brunetta: violano il decreto Brunetta! Un lapsus del Professore o una somarata?
La Corte dei Conti ha bocciato due nomine a direttore generale del ministero dell’Ambiente – guidato dall’ex titolare per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo – per mancata tutela delle quote di genere e per mancato rispetto delle norme contenute nel cosiddetto decreto Brunetta.
Ma chi ha firmato il decreto governativo con cui è stato assegnato l’incarico? Dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta! La vicenda comincia nei mesi a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, quando si è giocata una partita complicata per le nomine dei nuovi direttori generali del ministero dell’Ambiente. All’inizio di febbraio la scelta di Stefania Prestigiacomo è caduta su un dirigente interno per la “Direzione generale per le valutazioni ambientali” e su una personalità esterna – proveniente dall’Ente nazionale per l’aviazione civile – per la “Direzione generale per gli affari generali ed il personale”. I due incarichi sono stati affidati con due decreti del presidente del Consiglio dei ministri. Succede però che l’Ufficio di controllo degli atti ministeriali della Corte dei conti ha trasmesso al ministero dell’Ambiente una serie di rilievi a quei due provvedimenti, fissando al 13 maggio la scadenza per «fornire i necessari chiarimenti sulle segnalate problematiche, corredati da idonea documentazione di supporto». Altrimenti «si procederà allo stato degli atti». Il che vorrebbe dire che tutti gli atti firmati finora dai duenuovi direttori generali (che si occupano di questioni tutt’altro che da poco, come la prevenzione dell’inquinamento atmosferico e da campi elettromagnetici, o l’adozione di misure per garantire l’applicazione delle norme riguardanti i prodotti fitosanitari, sostanze chimiche pericolose e pesticidi) potrebbero essere invalidati. Per quanto riguarda la prima nomina, la Corte dei conti sottolinea che «non risulta documentata la tutela delle pari opportunità nel conferimento dell’incarico in oggetto», che non è male per un ex ministro delle Pari opportunità, che nel sito del ministero che attualmente guida ha fatto mettere un link chiamato «Trasparenza, valutazioni e merito » che rimanda a un decreto dell’ottobre 2009 in cui si sottolinea proprio la necessità di garantire la pari opportunità per le nomine dirigenziali. Per quanto riguarda la seconda nomina, oltre che la mancata tutela delle quote di genere, la Corte dei conti solleva tutta una serie di rilievi basandosi sul decreto legislativo del marzo 2001 – a cominciare dal «previo accertamento dell’insussistenza o dell’indisponibilità di idonee professionalità interne all’area dirigenziale» – aggiornato la fine dell’anno scorso con la riforma Brunetta. Il quale Brunetta, delegato dal premier (con decreto del 13 giugno 2008) a valutare gli atti governativi in materia di pubblica amministrazione, non ha però avuto problemi a firmare il provvedimento.
ministro, avranno anche tamponato la crisi i cosidetti ammortizzatori sociali, ma mi creda se le dico che atti ostili nei confronti dei lavoratori,sopratutto quelli capaci, consapevoli e informati della situazione all’interno della proprie aziende hanno dovuto subire: detesto questa parola, ma il Mobbing è ormai prassi, come gli ammortizzatori sociali!
i dirigenti sono sempre troppo tutelati, con le loro buone uscite, ma noi responsabili d’ufficio, tecnici specializzati, noi che abbiamo studiato per fare bene il ns lavoro no! siamo i primi ad essere tagliati.