P.A.: Memorandum d’intesa col ministro del Marocco Saad El Alami

marocco
Foto di Mhobl

Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha ricevuto ieri pomeriggio a Palazzo Vidoni il ministro per l’Innovazione Tecnologica del Marocco Mohamed Saad El Alami. Al termine dell’incontro è stato sottoscritto un memorandum d’intesa in materia di innovazione della Pubblica Amministrazione con il quale i due Governi si sono formalmente impegnati a collaborare in materia di e-learning e a rafforzare la cooperazione tra gli enti e gli istituti di formazione e di perfezionamento amministrativo.

L’obiettivo dichiarato è quello di stabilire un quadro di cooperazione bilaterale centrato su programmi di interesse comune (formulati in piani di azione annuali) nei settori della semplificazione delle procedure elettroniche e della prevenzione dei fenomeni di corruzione.

Saranno altresì favoriti reciproci stage e viaggi di studio, scambio di missioni di responsabili ad alto livello delle amministrazioni, rafforzamento della cooperazione tra gli enti e gli istituti di formazione e di perfezionamento amministrativo. Per realizzare quanto previsto nel memorandum i due Governi hanno istituita un’apposita commissione composta da quattro membri (due componenti per Paese rappresentanti dei rispettivi Ministeri per la Pubblica Amministrazione e Innovazione).

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6 Commenti a “P.A.: Memorandum d’intesa col ministro del Marocco Saad El Alami”

  1. abadou abdellatif scrive:

    il marocco ne a bisogno de innovavazione amministrave .grazie a sig brunetta a chi porto tanto respetto il marocco portera benificio. grazie ancora.

  2. rosi m. scrive:

    si, effettivamente un’ottima iniziativa questa qua. Bravo ministro, credo che la vicinanza con i popoli e le culture diverse non può che essere una cosa estremamnte positiva per l’italia.

  3. marina scrive:

    buona iniziativa ministro brunetta..molto valida ,cerchi di portarla avanti.secoli di diplomazia veneziana con il medioriente hanno lasciato il segno…buon sangue non mente

  4. gianluca scrive:

    Mi si perdoni, ma un marocchino che scrive male l’italiano e che naviga sul blog di Brunetta a me pare molto strano. Mi sa tanto di autoincensamento.
    Comunque sarà contento lo xenofobo di Ugoz.

  5. LIBERALVOX scrive:

    A seguito della presentazione con Alfano e Brunetta del progetto di digitalizzazione dei processi, protesta dei lavoratori dei tribunali. “Non abbiamo ne personale ne strumenti per affrontare la digitalizzazione dei processi, abbiamo ancora gli Olivetti del ’98″.

  6. ufficiale coraggioso scrive:

    Si tratta del testo di un articolo pubblicato su un blog: è la lettera di un ufficiale del ruolo speciale inviata a tutti i colleghi del ruolo. Si tratta di un carabiniere ed di un ufficiale speciale,

    L’ORGOGLIO ED IL PENSIERO DI UN UFFICIALE “SPECIALE”

    “Vorrei esprimere il mio pensiero (sapete, una specie di “dichiarazione di voto”) e quindi, se non vi interessa, cancellate pure la mail senza leggerla. Sono orgogliosamente appartenente al … corso applicativo, … (perche’ orgogliosamente? perche’ ho avuto il privilegio di passare un anno con persone che sono state, sono e sicuramente SARANNO, di un livello superiore …a quello della media …. Persone per cui le parole Sacrificio, Rispetto, Onore non sono stupidaggini, ma qualcosa da perseguire ANCHE contro i propri interessi personali).
    Ho fatto l’unico corso che potevo fare al momento della mia decisione di diventare ufficiale. Se avessi potuto scegliere all’epoca avrei scelto il Ruolo Normale, ma non potevo. Credo nell’Arma, e nelle persone che ne fanno parte. Credo negli Ufficiali, a prescindere dalla loro appartenenza a ruoli diversi. e Credo anche nei nostri collaboratori.
    Amo l’Arma, non per quello che mi da, ma per quello che mi permette di dare. E se devo scegliere tra me stesso e l’interesse dell’Istituzione scelgo l’Istituzione. E posso provarlo.
    Abbiamo adesso una scelta da fare, noi del Ruolo Speciale. Dobbiamo perseguire la strada del ricorso amministrativo, fare pressione su qualche politico o semplicemente metterci da parte a vedere cosa succede? Se dovessi perseguire il mio interesse personale sceglierei di mettermi da parte, mostrarmi buono e condiscendente, si da avere nessun problema personale, ma anzi essere valutato positivamente dai superiori. Oppure lascerei l’Arma per lavorare nel privato (e le proposte le ho avute e rifiutate piu’ e piu’ volte). Se dovessi ascoltare la voce rabbiosa che a volte nasce dal profondo del mio stomaco sceglierei la protesta politica, pubblica, violenta dal punto mediatico. Diventerei forse un “perseguitato” ma sicuramente la mia figura diventerebbe carismatica, un polo di attrazione e qualche gruppo politico mi fornirebbe l’opportunita’ di una futura carriera, magari non nell’Arma ma sempre interessante.
    Scelgo invece di aderire al ricorso amministrativo. Perche’? perche’ vorrei che la MIA Beneamata Benemerita migliorasse, crescesse.
    E questo non e’ possibile se non vengono correttamente sfruttate tutte le potenzialita’ che il personale offre. L’Arma ha bisogno di Noi, ha bisogno di includerci nelle sue schiere A PIENO TITOLO.
    Il ricorso? non lo vinceremo ma solo perche’ non arrivera’ ad un procedimento esecutivo se non dopo molti anni, e nel frattempo le cose saranno cambiate PROPRIO per il ricorso.
    Il ricorso e’ un modo di rappresentare, con rispetto, chiarezza e decisione, che qualcosa non va.
    Di rappresentarlo in un modo che non puo’ essere ignorato.
    Di dirlo non solo al nostro Colonnello o al Cobar. Ma di portare la questione nell’arena che le compete, quella della giustizia, dell’efficienza e della correttezza.
    Questo e’ il mio pensiero, questa la mia decisione.
    Non penso di influenzare nessuno, ognuno di voi ha gia’ deciso. Ma adesso e’ il momento di dire quel che si pensa, di uscire allo scoperto (almeno per me).
    Un abbraccio a tutti, specie ai colleghi del Ruolo Normale, a cui va la mia stima e rispetto, e che vorrei comprendessero come il rispetto verso noi stessi ed i nostri colleghi e’ fondamentale per essere a nostra volta rispettati e tutelati.
    Lettera firmata”.
    Questa è la lettera che oggi abbiamo ricevuto tutti noi. E’ stata inviata da un capitano del ruolo speciale che conosciamo per le sue qualità e che in questo momento si trova all’estero, in un difficile contesto operativo, per rappresentare il Paese e l’Arma dei carabinieri.
    Le parole del collega, di un “campione del ruolo”, ci riempiono di orgoglio e di gioia, e sono la dimostrazione che la nostra non è una egoistica battaglia per una promozione, per la riduzione di una frazione di permanenza in un grado, per la promozione a generale. E’ la battaglia per i diritti e la non discriminazione e la lungimiranza del collega ci insegna che siamo sulla strada giusta.
    Amiamo l’Arma, ma non vogliamo che sia l’Istituzione delle discriminazioni, vogliamo che sia un patrimonio di valori condivisi da tutti gli ufficiali, che anch’essi sono carabinieri. Valori, si, ma valori democratici aderenti ai principi della nostra Costituzione.
    Adesso l’Arma deve cambiare, e noi la cambieremo. Questo è il nostro impegno ed il nostro obiettivo.

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