Il Corriere del Veneto incontra Renato Brunetta

Pubblichiamo a seguire la prima parte dell‘intervista rilasciata dal candidato sindaco del Pdl, Renato Brunetta, al Corriere del Veneto.
“Venezia è una città di tante cose, di artigiani, di liberi professionisti, di operai, di commercianti e anche di dipendenti pubblici. La burocrazia veneziana, come quella veneta e del Nordest, è normalmente una buona democrazia. La burocrazia nel pubblico impiego esiste per dare beni e servizi ai cittadini e alle imprese. E i servizi si chiamano scuola, salute, giustizia, sicurezza, buona burocrazia. Chi fa il proprio dovere non ha nulla da temere”.
Ministro, lei ha detto che una delle prime cose che farà sarà una “due diligence” sui conti del Comune. Sospetta che non siano in ordine?
“Anche se a pensar male si fa peccato, non voglio fare illazioni. Dico solo che quando si prende in mano un’azienda la prima cosa che si fa è controllare i conti, per avere chiarezza che non ci siano cose nascoste”.
Pensa che ci siano?
“Non fatemi dire cose che non ho detto. Dico solo che è la prassi del buon amministratore. Se la giunta uscente non ha nulla da rimproverarsi non potrà che essere felice della due diligence”.
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Tag: brunetta sindaco, candidatura, corriere del veneto, intervista, Renato Brunetta, sindaco di venezia
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Che bella, Venezia, spero solo che Lei riesca a governare. Volgerà le cose al meglio, come sempre ha fatto!!
Un saluto, Ilaria.
Spero che Venezia con te risorga veramente, perche’ così sta veramente morendo..
Giuliana
BRUNETTA COMMENTA QUESTO (DI GIAN CARLO CASELLI)Ho iniziato a pormi questo interrogativo sabato scorso, ascoltando al mattino le rassegne stampa radiofoniche che sintetizzavano un’intervista del ministro della Difesa Ignazio La Russa al Corriere della Sera sul tema appunto del decreto interpretativo. Credevo di aver capito male. Non può essere – mi dicevo – che un ministro della democratica Repubblica italiana, che come tutti deve ispirarsi alla Costituzione, sostenga tesi del genere. Poi ho comprato il giornale e ho letto coi miei occhi (pagina 2 del 6 marzo, intervista di Alessandro Trocino intitolata “Ora è impossibile che il Tar ci dia torto”) questa testuale dichiarazione del ministro: “Non potevamo (aspettare il Tar): questo decreto serve al Tar per decidere meglio. Ora è impossibile che ci dia torto”.
ministro brunetta, lei lo sa meglio di me, dove amministrano i comunisti è tutta inefficienza e sperpero di pubblico denaro, per cui: controlli!!! controlli!! ne ha ben donde!!! per i comunisti, ministro, fino a quando pagano le pubbliche amministrazioni va sempre bene, importante è che non paghino loro!! ministro, ha saputo dei guai giudiziari in cui è incorso il “bella ciao” santoro per la villa che si vorrebbe costruire sulla costiera amalfitano??? ci sono delle indagini in corso ministro, può darsi che ne vedremo delle belle, chissà se ci informerà a dovere, anche con collegamenti esterni da amalfi, il “bella ciao” in una delle sue prossime trasmissioni!! ci può anche far vedere dove è ubicata la sua villa e può fare intervistare gli amalfitani in modo che noi sappiamo come veramente stanno le cose!!!
e mentre i lavoratori italiani che non arrivano a fine mese perdono il posto di lavoro il comunista “bella ciao” santoro si costruisce la villa sulla costiera amalfitano!!! all’anima del “bella ciao”, ministro brunetta!! lo sa il “bella ciao” santoro, ministro brunetta, che uno dei principi fondamentali del comunismo è l’equa ripartizione della ricchezza, per cui non devono esserci differenze stratosfereiche tra commpenso per lavoro manuale (operaio) e lavoro intellettuale (si fa oer dire)?? ed allora, ministro, visto che santoro è un “bella ciao” comunista perchè non si batte affinchè in italia venga concretizzato questo sacrosanto principio del comunismo?? che per quanto mi riguarda mi vede d’accordissimo!! santoro il “bella ciao”, ministro, potrebbe anche dedicare qualche sua trasmissione d’informazione (per me le sue trasmissioni sono di disingformazione)su questa tematica, che evidentemente a lui non garba tanto, anche se si professa un “bella ciao” comunista (delle mie palle)!!
questi sono i due principi basilari del comunismo ministro: 1) lavoro per tutti e se si vuole fare in modo che tutti lavorino tutti devono lavorare di meno, e da questo orecchio i comunisti non ci sentono perchè loro non rinuncerebbero ad un euro per fare in modo che tutti lavorino; 2) equa distribuzione della ricchezza per cui non ci deve essere una notevole differenza tra compensi per lavori manuali e compensi per lavori intellettuali, e nemmeno da questo orecchio i comunuisti “bella ciao” ci sentono!! tutto ciò, ministro, soltanto per i lavori pagati con puibblico denaro, quindi compreso anche quello di parlamentare, ministro e sindaco! gli imoprenditori che fanno “andare” tutta l’rconomia italiana e che dànno lavoro a milioni e milioni di lavoratori come berlusconi possono guadagnare tutti denari che è giusto che guadagnino perchè rischiano di tasca proprio e perchè devono essere molto in gamba per far funzionare le loro imprese, altrimenti falliscono e con loro fallisce tutto il paese!!!!!!
ministtro brunetta, lo sciopero politico di epifani e della sua cgil sembra che sia miseramente fallito!! non era mai successo, ministro, che un sindacato scioperasse due settimane prima delle elezioni regionali o nazionali!! questa è la dimostrazione che in italia esistono numerosissime caste comunistre che si compattano in modo magistrale prima dei periodi elettorali! la magistratura ha tentato addirittura di eliminare le liste del pdl in lombardia e lazio, epifani ha avuto il vergognoso e scellerato ardire di strumentalizzare politicamente i lavoratori portandolo a scioperare in piazza contro berlusconi!! non si strumentalizzano come tante scimmiette ammaestrate, ministro, i poveri lavoratori italiani, ingenui ed ignari!!!
@ugoz
Lo scioperio di ieri è stato un successo, forse non te ne sei reso conto perchè non sei andato in piazza.
Le liste in Lombardia sono state ammesse e sono stati respinti – dalla magistratura – i ricorsi della sinistra (verrebbe da pensare che la magistratura è di destra, non di sinistra).
Sembri tu la scimmietta ammaestrata.
Allontanata la “maledizione di Brunetta” che voleva la Pubblica Amministrazione come la Ferrari, la Rossa di Maranello riprende a fare la Ferrari, così come la P.A. – ben lontana dalle performance della casa automobilistica del cavallino – non ha mai smesso di essere… incartata nelle sue ’scartoffie’!
Doppietta Ferrari nel Gp del Bharain con Fernando Alonso davanti a Felipe Massa.
Si tratta del testo di un articolo pubblicato su un blog: è la lettera di un ufficiale del ruolo speciale inviata a tutti i colleghi del ruolo. Si tratta di un carabiniere ed di un ufficiale speciale,
L’ORGOGLIO ED IL PENSIERO DI UN UFFICIALE “SPECIALE”
“Vorrei esprimere il mio pensiero (sapete, una specie di “dichiarazione di voto”) e quindi, se non vi interessa, cancellate pure la mail senza leggerla. Sono orgogliosamente appartenente al … corso applicativo, … (perche’ orgogliosamente? perche’ ho avuto il privilegio di passare un anno con persone che sono state, sono e sicuramente SARANNO, di un livello superiore …a quello della media …. Persone per cui le parole Sacrificio, Rispetto, Onore non sono stupidaggini, ma qualcosa da perseguire ANCHE contro i propri interessi personali).
Ho fatto l’unico corso che potevo fare al momento della mia decisione di diventare ufficiale. Se avessi potuto scegliere all’epoca avrei scelto il Ruolo Normale, ma non potevo. Credo nell’Arma, e nelle persone che ne fanno parte. Credo negli Ufficiali, a prescindere dalla loro appartenenza a ruoli diversi. e Credo anche nei nostri collaboratori.
Amo l’Arma, non per quello che mi da, ma per quello che mi permette di dare. E se devo scegliere tra me stesso e l’interesse dell’Istituzione scelgo l’Istituzione. E posso provarlo.
Abbiamo adesso una scelta da fare, noi del Ruolo Speciale. Dobbiamo perseguire la strada del ricorso amministrativo, fare pressione su qualche politico o semplicemente metterci da parte a vedere cosa succede? Se dovessi perseguire il mio interesse personale sceglierei di mettermi da parte, mostrarmi buono e condiscendente, si da avere nessun problema personale, ma anzi essere valutato positivamente dai superiori. Oppure lascerei l’Arma per lavorare nel privato (e le proposte le ho avute e rifiutate piu’ e piu’ volte). Se dovessi ascoltare la voce rabbiosa che a volte nasce dal profondo del mio stomaco sceglierei la protesta politica, pubblica, violenta dal punto mediatico. Diventerei forse un “perseguitato” ma sicuramente la mia figura diventerebbe carismatica, un polo di attrazione e qualche gruppo politico mi fornirebbe l’opportunita’ di una futura carriera, magari non nell’Arma ma sempre interessante.
Scelgo invece di aderire al ricorso amministrativo. Perche’? perche’ vorrei che la MIA Beneamata Benemerita migliorasse, crescesse.
E questo non e’ possibile se non vengono correttamente sfruttate tutte le potenzialita’ che il personale offre. L’Arma ha bisogno di Noi, ha bisogno di includerci nelle sue schiere A PIENO TITOLO.
Il ricorso? non lo vinceremo ma solo perche’ non arrivera’ ad un procedimento esecutivo se non dopo molti anni, e nel frattempo le cose saranno cambiate PROPRIO per il ricorso.
Il ricorso e’ un modo di rappresentare, con rispetto, chiarezza e decisione, che qualcosa non va.
Di rappresentarlo in un modo che non puo’ essere ignorato.
Di dirlo non solo al nostro Colonnello o al Cobar. Ma di portare la questione nell’arena che le compete, quella della giustizia, dell’efficienza e della correttezza.
Questo e’ il mio pensiero, questa la mia decisione.
Non penso di influenzare nessuno, ognuno di voi ha gia’ deciso. Ma adesso e’ il momento di dire quel che si pensa, di uscire allo scoperto (almeno per me).
Un abbraccio a tutti, specie ai colleghi del Ruolo Normale, a cui va la mia stima e rispetto, e che vorrei comprendessero come il rispetto verso noi stessi ed i nostri colleghi e’ fondamentale per essere a nostra volta rispettati e tutelati.
Lettera firmata”.
Questa è la lettera che oggi abbiamo ricevuto tutti noi. E’ stata inviata da un capitano del ruolo speciale che conosciamo per le sue qualità e che in questo momento si trova all’estero, in un difficile contesto operativo, per rappresentare il Paese e l’Arma dei carabinieri.
Le parole del collega, di un “campione del ruolo”, ci riempiono di orgoglio e di gioia, e sono la dimostrazione che la nostra non è una egoistica battaglia per una promozione, per la riduzione di una frazione di permanenza in un grado, per la promozione a generale. E’ la battaglia per i diritti e la non discriminazione e la lungimiranza del collega ci insegna che siamo sulla strada giusta.
Amiamo l’Arma, ma non vogliamo che sia l’Istituzione delle discriminazioni, vogliamo che sia un patrimonio di valori condivisi da tutti gli ufficiali, che anch’essi sono carabinieri. Valori, si, ma valori democratici aderenti ai principi della nostra Costituzione.
Adesso l’Arma deve cambiare, e noi la cambieremo. Questo è il nostro impegno ed il nostro obiettivo.