Brunetta incontra i vertici Cisl

«Mi occuperò personalmente della situazione della Speedline interpellando direttamente il ministro Scajola – ha assicurato il candidato sindaco Renato Brunetta rispondendo a una precisa richiesta dei delegati dell’azienda durante un incontro con i vertici della Cisl che si è svolto questa mattina alle 10.
«Le tematiche del lavoro sono centrali nel programma di costruzione della Grande Venezia e si incentrano sulle potenzialità di nuovo sviluppo di Porto Marghera non alternativo – ha aggiunto Brunetta – bensì complementare alle realtà industriali presenti, quali la chimica e la meccanica, per le quali venga confermata volontà e progettualità imprenditoriale coerente».
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Tag: brunetta, cisl, elezioni comunali, grande venezia, incontro, programma elettorale, sindacati, sindaco di venezia, venezia
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spero, ministro, che non voglia elargire inutili ed inopportune regalie ai pubblici dipendenti assenteisti e sfaticati!! piuttosto, ministro, se avete soldi in più a disposizione dateli ai pensionati italiani, ai disoccupati, ai precari, ai cassintegrati!! non penso che ci siano sciagurati in italia che non siano di questa opinione!!! a parte ovviamente qualche comunista dipendente pubblico, perchè come sono egoisti loro non c’è nessun altro al mondo, ministro, altro che comunismo!!!
comunisti = egoisti!!! ministro, i comunisti italiani sono dei veri e propri ossimori della politica internazionale di tutti i tempi!!!! provi a togliere un solo euro dalle loro tasche anche per il motivo più valido immaginabile, non ci riuscirà mai e poi mai!! la loro esistenza è tutta incentrata sull’accumolo della ricchezza peggio che qualunque borghese!! esempi lampanti sono: santoro, lerner, floris, scalfari, bertinotti, fassino, d’alema, veltroni, moretti, flores d’arcais, bocca e tantissimi tantissimi altri ancora!! che cacchio ci faranno, ministro, i comunisti con tutti questi soldi????
Io proprongo che le risorse messe a dispossizione per il rinnovo dei contratti pubblici vengano usati per finanziare la costruzione di un manicomio speciale per rinchiudere a vita un matto come UGOZ.
io non parlerei di risorse per il rinnovo di contratti pubblici…
molte volte bisogna solo ottimizzare l’impiego di risorse come si potrebbe fare realizzando l’unificazione dei ruoli normale e speciale degli ufficiali dei carabinieri, della guardia di finanza e dei ruoli direttivi di polizia di stato e polizia penitenziaria!!!!!!!!!!!!!!!1
· chi ha la responsabilità di prendere le decisioni per il bene di tutti tentenna, pensa, riflette, aspetta, valuta, ci ripensa nuovamente, fa una riunione, un’altra riunione, un discorso, due parole, le solite cose per capirci, DECISIONI ZERO, come al solito, aspettando che accada qualcosa, che qualcuno risolva il problema al posto suo, come sempre. NON DECIDERE, NON PROPORRE, VALUTARE CONTINUAMENTE, RIFLETTERE SEMPRE, AMARE L’ARMA, SEMPRE TUTTO COME AL SOLITO.
Mentre accade tutto ciò gli ufficiali del ruolo speciale continuano a soffrire della discriminazione di non avere gli stessi diritti degli altri loro colleghi.
Mentre accade tutto ciò una voce si è levata in Parlamento, quella dell’Onorevole Paladini che ha presentato un disegno di legge per chiudere con questi ruoli speciali.
Grazie Onorevole Paladini, non dimenticheremo il gesto che è stato fatto.
Preghiamo l’Arma di non essere da meno in questo momento.
L’Arma ha due figli, non si può occupare solo di quelli del ruolo normale, pensando di essere una buona madre.
Questa madre che pensa ad un solo figlio non può pretendere di essere amata anche dall’altro figlio, quello discriminato.
Non può pretendere questo, non è umano ed offensivo se si pretende questo.
Smettetela di discriminarci e dateci le stesse opportunità che date agli altri ufficiali del ruolo normale.
Paghiamo le tasse anche noi e le nostre famiglie con il lavoro pagano le tasse anche per voi.
Come farete a presentarvi davanti al Paese a chiedere più risorse, quando una parte rilevante di queste risorse viene impiegata per favorire alcuni e discriminare gli altri.
Aspettate che sia un giudice ad affermare questa verità, o che siano i politici a risolvere il problema, e voi che state facendo.
Ormai la rappresentanza militare sulla questione del ruolo speciale non può dire più nulla.
Per anni hanno sostenuto che il ruolo dovesse diventare ancora più speciale, ma questo ormai non si può più dire.
Noi vogliamo la parità dei diritti e le stesse regole che sono in vigore per la polizia di stato, dove è il personale è considerato una vera risorsa ed è trattato formalmente e sostanzialmente come tale.
Siamo stanchi e continueremo a dirlo finche la situazione non si risolve
per carlo
sono perfettamente d’accordo con quanto affermato dall’On De Magistris…
pari dignità e pari diritti per tutti gli ufficiali dei carabinieri si possono ottenere solo con la riunificazione dei ruoli
l’On. Paladini (IDV) il 28 gennaio 2010 ha tenuto un avvincente e concreto intervento alla Camera dei deputati in difesa degli ufficilai del ruolo speciale dei carabinieri che sono discrimati rispetto ai loro colleghi del ruolo normale….
l’On. De Magistris si è espresso in maniera esemplare per quanto attiene all’affermazione dei diritti costituzionali all’interno dell?Arma dei carabinieri….
bisogna riconoscere che l’IDV, olre ad avere a cuore il futuro dell’Arma, ha una visione univoca di quelli che devono essere i principi regolatori dell’intera istituzione
Mentre la rappresentanza militare, che, senza offesa per nessuno, ritengo rappresenti poco più che se stessa e questo discorso vale anche per i colleghi che appartengono al ruolo speciale, spinge il comando generale a fare delle piccole riforme, persone illustri della scena politica, come l’Onorevole Paladini, centrano il problema alla radice, nello stesso interesse dell’Arma dei Carabinieri.
Il tema centrale è la costituzione repubblicana che deve entrare a pieno titolo nell’Arma con l’eliminazione delle disuguaglianze fra gli ufficiali.
Se alcuni ufficiali della rappresentanza militare vogliono la stanzialità dategliela, lasciateli in un posto, nello stesso incarico, ma vi prego di considerare che la battaglia degli ufficiali del ruolo speciale è tutta un’altra cosa.
Noi vogliamo la parità dei diritti per tutti, le stesse opportunità per tutti gli ufficiali.
Ciò significa: la possibilità per tutti di diventare Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri (se poi uno non ha l’età, pazienza), la massima stanzialità per tutti gli ufficiali tenendo conto che tutti hanno la famiglia e tutti hanno a cuore le esigenze di servizio, medesimo accesso alla formazione perchè tutti hanno il diritto ad una maggiore qualificazione professionale.
Non vogliamo un ruolo subalterno e non vogliamo vantaggi per alcuni a danno di altri.
La rappresentanza militare non ha capito questo, mentre i politici si.
Il RUOLO UNICO è l’unica soluzione.
Se qualcuno persegue interessi particolari, per cortesia non li spacci agli altri, come esigenze di tutti.
è ora di unificare i ruoli speciale e normale dell’Arma dei Carabinieri.
non si può più assistere, inermi, a queste differenziazioni che negano i principi sanciti dalla costituzione.
bastaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
grande angelo…………….
vedo che la lotta interna ai carabinieri sta assumendo proporzioni considerevoli…
anch’io voglio associarmi ed essere solidale……
perchè anch’io, nonostante abbia qualche anno, sono stato carabiniere ausiliario e mi sento carabiniere.
viva l’arma dei carabinieri
per angelo
per antonio
esatto antonio la manifestazione di volontà che in maniera netta e determinata emerge dalla lettura dei commenti dei numerosi amici dei carabinieri ha un unico scopo che è quello di unire gli ufficiali ed evitare le ingiustizie e le disparità di trattamento proprio all’interno dell’istituzione più amata dagli italiani che della lotta alle ingiustizie e ai soprusi ha fatto il suo credo.
bisogna continuare ad affermare le idee che si ritengono giuste affinchè abbiano la forza di sopraffare quelle errate
Gentile Ministro e pazienti internauti voglio spendere due parole sulla rappresentanza militare dell’Arma dei Carabinieri.
L?attuale rappresentanza militare sulla questione degli ufficiali del ruolo speciale, nell?ambito dell?Arma dei Carabinieri, ha fallito ed il suo operato non può essere considerato positivo ne per quanto attiene il merito delle questioni ne per il metodo utilizzato. Prima di affrontare il problema è bene dire che la rappresentanza militare ha struttura capillare su tutto il territorio nazionale, con vari ?parlamentini? a livello legionale, in grado se avesse voluto, di recepire le istanze del personale. Anche verso l?alto la rappresentanza ha degli organismi che con il Cocer arrivano al vertice dell?Istituzione.
Gli ufficiali dei diversi ruoli eleggono i loro rappresentanti a prescindere dal ruolo di appartenenza con la conseguenza, quindi, che una volta eletti i rappresentanti fanno gli interessi dell?intera categoria degli ufficiali.
Detto questo le nostre critiche attengono al metodo ed al merito, pur nella considerazione che la rappresentanza militare in quanto istituzione deve essere rispettata e sostenuta.
Per il metodo ci saremmo aspettati che periodicamente gli ufficiali dell?Arma dei Carabinieri venissero riuniti, come previsto dalla legge, per raccogliere direttamente da loro istanze e proposte e per ascoltare i loro problemi cosi da poterli rappresentare all?Amministrazione.
Invece questo pare che non sia stato fatto.
Un altro fatto risulta sconcertante. Benché i rappresentanti debbano rappresentare tutti, abbiamo visto il formarsi di gruppi di lavoro distinti per ruoli: un gruppo per il ruolo normale, uno per il ruolo speciale. Una vera assurdità: una specie di gruppi per ceti o per stati che ricordano il periodo antecedente la rivoluzione francese. Nemmeno dal punto di vista tecnico e della complessità della materia da trattare sembra corretto un simile modo di procedere. E poi scusate, ma il ruolo tecnico operativo non meritava un gruppo di lavoro.
Noi avremmo voluto gli ufficiali uniti come categoria a prescindere dai ruoli ed avremmo voluto un solo gruppo di lavoro per affrontare i problemi del personale ufficiali.
D?altra parte l?interlocutore della rappresentanza militare è unico: l?Amministrazione.
Passiamo al merito.
La rappresentanza militare, almeno quella ?parte speciale?, cosi ci pare di capire, persegue la ?parificazione della permanenza nei gradi fra ruolo normale e ruolo speciale?, ?l?innalzamento del grado apicale del ruolo?, ?la codificazione del principio di stanzialità e di regionalizzazione degli ufficiali del ruolo speciale?, la rivisitazione della circolare relativa alle limitazioni di impiego del ruolo speciale? e ?il ripristino delle percentuali di bilanciamento, in relazione alle consistenze organiche delle dotazioni dirigenziali antecedenti al D.Lvo 298/2000?.
Questi obiettivi non ci appartengono. Noi abbiamo altri obiettivi.
In primo luogo riteniamo che NELL?ARMA DEI CARABINIERI SI DEBBANO ASSICURARE A TUTTI LE MEDESIME OPPORTUNITÀ DI CARRIERA E DI RETRIBUZIONE, secondo i principi stabiliti dal Diritto dell?Unione Europea, dalle Convenzioni internazionali che l?Italia si è impegnata a rispettare in tema di diritti civili e di non discriminazione e dalla nostra Costituzione. A noi non basta la parificazione delle permanenze nei gradi, o livellamenti di qualsiasi genere, o privilegi come la stanzialità.
In secondo luogo non vogliamo privilegi e, quindi, passare da una posizione di discriminazione ad una di privilegio.
La stanzialità per esempio deve essere assicurata a tutti in linea di principio ed i trasferimenti si debbono fare con un criterio di efficienza. La stanzialità e la specializzazione nell?incarico sono fattori che la Polizia di Stato ha applicato con successo alla sua dirigenza ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non si capisce perché la stanzialità debba essere assicurata solo al ruolo speciale e non a tutti nei limiti del possibile.
Solo il ruolo unico può dare a tutti la certezza dei diritti e uguali possibilità ed opportunità.
Ciò che attualmente persegue la rappresentanza militare non può essere condiviso assolutamente. La rispettiamo in quanto Istituzione, ma noi non cerchiamo promozioni, avanzamenti di carriera, soldi, privilegi di alcun tipo. Noi vogliamo l?eliminazione del pregiudizio, la nascita della cultura del merito e delle pari opportunità, vogliamo un?Amministrazione efficiente che persegua una moderna gestione del personale, vogliamo costruire una casa comune degli ufficiali dove non ci saranno caste e ruoli, emarginazione e privilegi, insomma VOGLIAMO L?ABOLIZIONE DEL RUOLO SPECIALE E LA COSTITUZIONE DEL RUOLO UNICO.
Se la rappresentanza militare vuole altro, se persegue obiettivi ?particolari? come la stanzialità, noi andremo per la nostra strada e siamo sicuri che con il Comando Generale dell?Arma possiamo trovare la via del dialogo, anche se da persone realiste, sappiamo bene che attualmente le posizioni sono distanti.
Il web sarà la nostra voce, ma confidiamo che l?Amministrazione sappia ascoltare e dare vita insieme a noi ad una rivoluzione che farà campare l?Arma altri duecento anni.
Diversamente speriamo di ottenere presto l?unificazione con la Polizia di Stato dove da tempo le politiche del personale sono improntate a criteri più moderni ed efficienti e dove non abbiamo notizia di discriminazioni per difetto di provenienza.
A coloro che devono lavorare per risolvere i problemi facciamo gli auguri più sinceri visto che il compito che dovranno svolgere è veramente gravoso.
la rappresentanza militare non si schiera contro il palazzo, non abbraccia gli ideali degli ufficiali del ruolo speciale, non si adopera per l’unificazione dei ruoli e l’eliminazione delle disparità di trattamento tra i due ruoli che presenta evidenti violazioni dei principi costituzionali……
domanda:
la rappresentanza militare rappresenta se stessa e i suoi interessi???????????????????
la rappresentanza militare non ha alcun vantaggio a schierarsi per l’affermazione di principi costituzionali????????????…….
in un paese serio e democratico, con istituzioni al servizio del cittadino e del proprio personale, la soluzione più ovvia e coerente, per contestare certe riforme e delle proroghe ad personam a dei subdelegati (quali delegati di delegati) contestati dalla maggior parte della rappresentanza periferica, sarebbe quella di rassegnare le dimissioni alla scadenza naturale del mandato. Con la decadenza per dimissioni dei vari cobar e coir si dovrebbe tornare alle elezioni e verrebbe vanificata l’anomalia cilena….
ma ci troviamo in un paese e in un’Istituzione in cui è così radicato il senso di democrazia, libertà e rappresentatività??
mi domando cosa stia facendo la rappresentanza militare, non si rendono conto che gli ufficiali del ruolo speciale si stanno adoperando per l’unificazione dei ruoli?????????????????????????????
i blog sono pieni di commenti che evidenziano in maniera inconfutabile la disparità di trattamento tra ufficiali del ruolo speciale e normale dei carabinieri, della guardia di finanza e dei direttivi di polizia di stato e polizia penitenziaria……..
il mondo della politica si sta interessando alla problematica ed è già stato depositato dall’IDV, dall’On. Paladini nello specifico, un disegno di legge per la soppressione del ruolo speciale (ddl 3258)…
e la rappresentanza militare cosa fa???????????????????
la rappresentanza militare non si rende conto di ciò che accade????????
perchè non esamina la problematica???????????????
forse non vuole schierarsi contro il ruolo normale?????????
non vuole schierarsi contro il palazzo???????????????????????
così pensano di rappresentare gli elettori????????????????????
· gentile ministro,
in questi giorni è stato depositato un disegno di legge per l?unificazione dei ruoli speciali e normali degli ufficiali dei carabinieri e della guardia di finanza, nonchè degli appartenenti ai ruoli direttivi della polizia penitenziaria e della polizia di stato.
Finalmente si inizia ad affrontare una problematica, evidenziata ormai da diverso tempo, che mostra una evidente disparità di trattamento tra ufficiali appartenenti a ruoli diversi e costituisce anche una palese violazione dei diritti costituzionali in considerazione del fatto che tale differenziazione è priva di qualunque fondamento.
Mi interesserebbe molto conoscere il suo punto di vista su questa tematica ampiamente dibattuta.
Non crede che il futuro di questo paese dipenda anche dal grado di coesione all’interno dei ruoli direttivi delle forze dell’ordine?
Un? altra domanda, se posso permettermi, non crede che questa sia una valida occasione per dimostrare la vicinanza della politica alle forze di polizia e al loro operato che quotidianamente svolgono al servizio del cittadino?
in attesa di una sua risposta, le formulo cordiali saluti
Cassa integrazione, sono finiti i soldi
Nei primi due mesi dell’anno le richieste di cassa ordinaria sono triplicate, raddoppiate quelle per la straordinaria. In crisi anche la cassa in deroga per le piccole imprese
«I soldi per la cassa integrazione in Lombardia sono già finiti». L’4 allarme che ha dell’incredibile è stato lanciato ieri dal segretario generale della Cisl lombarda, Gigi Petteni, al termine della riunione della commissione regionale Lavoro e territorio. «Da oggi — ha spiegato il sindacalista — le nuove domande non avranno più copertura. Una situazione inaccettabile. Dopo fiumi di parole e promesse ci troviamo senza soldi mentre la crisi si aggrava. Ma di fronte all’inerzia non staremo fermi».
grazie onorevole Paladini
era ora!!!!!!!!!!!!!!!!!!
finalmente è stato presentato il disegno di legge per l’unificazione dei ruoli speciale e normale degli ufficiali dei carabinieri e della guardia di finanza e dei ruoli direttivi della polizia penitenziaria e della polizia di stato
sig. Ministro,
mi permetta di rivolgere un caloroso ringraziamento all’Onorevole Paladini dell’Italia dei Valori per aver preso a cuore la problematica della disparità di trattamento degli ufficiali de ruolo normale e speciale dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e dei ruoli direttivi della Polizia Penitenziaria e della Polizia di Stato.
Finalmente l’Italia dei Valori ha intrapreso un iter legislativo finalizzato a sopprimere le violazioni dei diritti costituzionali che per anni hanno discriminato gli ufficiali e i ruoli direttivi delle forze dell’ordine
Progetto di legge: 3258 (Fase iter Camera: 1^ lettura)
PALADINI: “Delega al Governo in materia di soppressione dei ruoli speciali dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza e dei ruoli direttivi speciali del Corpo di polizia penitenziaria e della Polizia di Stato” (3258)
in un intervista di GRNET all’On. De Magistris del 24.04.2009 si legge testualmente:
G: Crede quindi che la “militarità”, ad esempio dell’Arma dei Carabinieri, sia un valore aggiunto per una forza di Polizia?
D: Come ho accennato prima, penso che per i Carabinieri sia importante mantenere una propria autonomia. Sono però, nello stesso tempo, favorevole acchè i valori costituzionali e i principi che stanno a fondamento della costituzione repubblicana debbano essere estesi a tutte le forze di polizia e quindi anche ai Carabinieri, che hanno un ordinamento di tipo militare. Insomma quanta più democrazia c?è all’interno delle forze di polizia, tanto maggiore sarà il beneficio per tutti e quindi anche per i cittadini.
non pensate che questo sia perfettamente in linea con la richiesta di unificazione dei ruoli normale e speciale degli ufficiali dei carabinieri????????????????
sono perfettamente d’accordo con quanto affermato dall’On De Magistris…
pari dignità e pari diritti per tutti gli ufficiali dei carabinieri si possono ottenere solo con la riunificazione dei ruoli
ci auguriamo tutti che la vicinanza politica dimostrata dall’Italia dei Valori alle Forze dell’Ordine sia solo l’inizio di un processo che porti a unire e unificare gli ufficiali e ruoli direttivi delle forze di polizia perchè l’Italia ne ha veramente bisogno, soprattutto in questo triste periodo!!!!!!!!!
triste dal punto di vista politico, sociale ed economico
ci auguriamo tutti che la vicinanza politica dimostrata dall’Italia dei Valori alle Forze dell’Ordine sia solo l?inizio di un processo che porti a unire e unificare gli ufficiali e ruoli direttivi delle forze di polizia perchè l’Italia ne ha veramente bisogno, soprattutto in questo triste periodo!!!!!!!!!
triste dal punto di vista politico, sociale ed economico
grazie On. Paladini
grazie On. De Magistris
grazie On. Di Pietro
gentile Sig. Ministro,
in questi giorni è stato depositato un disegno di legge per l?unificazione dei ruoli speciali e normali degli ufficiali dei carabinieri e della guardia di finanza, nonchè degli appartenenti ai ruoli direttivi della polizia penitenziaria e della polizia di stato.
Finalmente si inizia ad affrontare una problematica, evidenziata ormai da diverso tempo, che mostra una evidente disparità di trattamento tra ufficiali appartenenti a ruoli diversi e costituisce anche una palese violazione dei diritti costituzionali in considerazione del fatto che tale differenziazione è priva di qualunque fondamento.
Mi interesserebbe molto conoscere il suo punto di vista su questa tematica ampiamente dibattuta.
Non crede che il futuro di questo paese dipenda anche dal grado di coesione all’interno dei ruoli direttivi delle forze dell’ordine?
Un? altra domanda, se posso permettermi, non crede che questa sia una valida occasione per dimostrare la vicinanza della politica alle forze di polizia e al loro operato che quotidianamente svolgono al servizio del cittadino?
in attesa di una sua risposta, le formulo cordiali saluti
chi ha la responsabilità di prendere le decisioni per il bene di tutti tentenna, pensa, riflette, aspetta, valuta, ci ripensa nuovamente, fa una riunione, un’altra riunione, un discorso, due parole, le solite cose per capirci, DECISIONI ZERO, come al solito, aspettando che accada qualcosa, che qualcuno risolva il problema al posto suo, come sempre. NON DECIDERE, NON PROPORRE, VALUTARE CONTINUAMENTE, RIFLETTERE SEMPRE, AMARE L’ARMA, SEMPRE TUTTO COME AL SOLITO.
Mentre accade tutto ciò gli ufficiali del ruolo speciale continuano a soffrire della discriminazione di non avere gli stessi diritti degli altri loro colleghi.
Mentre accade tutto ciò una voce si è levata in Parlamento, quella dell’Onorevole Paladini che ha presentato un disegno di legge per chiudere con questi ruoli speciali.
Grazie Onorevole Paladini, non dimenticheremo il gesto che è stato fatto.
Preghiamo l’Arma di non essere da meno in questo momento.
L’Arma ha due figli, non si può occupare solo di quelli del ruolo normale, pensando di essere una buona madre.
Questa madre che pensa ad un solo figlio non può pretendere di essere amata anche dall’altro figlio, quello discriminato.
Non può pretendere questo, non è umano ed offensivo se si pretende questo.
Smettetela di discriminarci e dateci le stesse opportunità che date agli altri ufficiali del ruolo normale.
Paghiamo le tasse anche noi e le nostre famiglie con il lavoro pagano le tasse anche per voi.
Come farete a presentarvi davanti al Paese a chiedere più risorse, quando una parte rilevante di queste risorse viene impiegata per favorire alcuni e discriminare gli altri.
Aspettate che sia un giudice ad affermare questa verità, o che siano i politici a risolvere il problema, e voi che state facendo.
Ormai la rappresentanza militare sulla questione del ruolo speciale non può dire più nulla.
Per anni hanno sostenuto che il ruolo dovesse diventare ancora più speciale, ma questo ormai non si può più dire.
Noi vogliamo la parità dei diritti e le stesse regole che viggono per la polizia di stato, dove è il personale è considerato una vera risorsa ed è trattato formalmente e sostanzialmente come tale.
Siamo stanchi e continueremo a dirlo finche la situazione non si risolve.
in questi giorni in numerosi blog non si parla altro che di unificazione del ruolo speciale e normale degli ufficiali dei carabinieri e della guardia di finanza e dei ruoli direttivi di polizia di stato e polizia penitenziaria.
Voglio innanzitutto ringraziare l’On. Paladini per aver preso a cuore questa situazione divenuta ormai insostenibile fonte di disagio, malumore e contrasto interno e in secondo luogo voglio rivolgermi a tutti coloro che subiscono questa violazione dei diritti costituzionali chiedendo loro se non sia il caso, o meglio non sia doveroso, inoltrare e-mail per sostenere l’operato di chi si sta battendo per porre fine a questa iniqua situazione.
finalmente il mondo della politica inizia a comprendere le problematiche degli ufficiali e dei ruoli direttivi delle forze dell’ordine…
grazie On. Paladini per l’interesse e la vicinanza dimostrata da lei e dall’Italia dei Valori.
Voglio, inoltre, rivolgere un appello anche all’On. Di Pietro affinchè, in qualità di uomo di legge, si esprima nel merito della problematica..
grazie per tutto quello che fate!!!!!!!!!!!!!!!
Mi auguro anch’io che il si. Ministro, che dedica tanto spazio ai problemi del lavoro, trovi spazio per i problemi del lavoro dei Carabinieri e di tutte le forze dell’ordine. Noi lettori siamo interessati. ormai si parla spesso delle difficoltà dentro le quali si devono muovere le forze dell’ordine.
caro Ministro,
l?Italia dei Valori ha preso atto della disparità di trattamento esistente tra gli ufficiali dei ruoli normale e speciale dei carabinieri, della guardia di finanza, della polizia e della polizia penitenziaria. Disparità e diversità, peraltro, prive di qualsiasi fondamento costituzionale. Finalmente a distanza di oltre 10 anni dall’istituzione di questi ruoli speciali che hanno creato solo malcontento, malumore e attrito all’interno dei ruoli direttivi delle forze dell’Ordine, l?on.Paladini ha presentato il ddl 3280 per la soppressione di questo ruolo speciale e l’unificazione dei ruoli degli ufficiali.
caro Ministro, non ritiene che la causa sia giusta e meriti di essere sostenuta da tutte le forze politiche?
non ritiene che creare coesione all’interno dei ruoli direttivi delle forze dell’ordine significhi rafforzare il paese e contribuire ad incrementare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni?
io ritengo che questo sia un preciso dovere di tutte le parti politiche
lei cosa ne pensa?
grazie onorevole Paladini per quello che sta facendo per le forze dell’ordine che quotidianamente, per una intera esistenza, mettono a disposizione dei cittadini la loro vita.
la prego di estendere i ringraziamenti a tutti coloro i quali hanno collaborato all’interno dell’Italia dei Valori.
nel ringraziare l’On. Paladini per la presentazione del ddl 3258 per l’unificazione dei ruoli normale e speciale delle forze di polizia, colgo l’occasione per rivolgere un appello a tutte le forze politiche perchè l’eliminazione di disparità di trattamento tra ufficiali con medesimi titoli e compiti, è un dovere della politica che deve adoperarsi per l’affermazione di diritti, a prescindere da schieramenti di destra, di centro o di sinistra.
mi inserisco nella discussione apprezzando l’intelligenza che emerge dalla lettura del suo commento…
si percepisce chiaramente che lei ha interesse ad affrontare la problematica cercando il confronto e la discussione in maniera dialettica e costruttiva, scevra da qualsiasi pregiudizio o presa di posizione a priori. proprio in virtù di questo voglio sottolineare che l’unico obiettivo delle forze dell’ordine è quello di contribuire ad affermare i principi sanciti dalla costituzione e dal sistema normativo statuale, indipendentemente dalle ideologie politiche di che ha il dovere di far rispettare le norme e del colore politico di chi quelle norme deve rispettarle poichè cittadino dello stato o comunque poichè si trova sul territorio dello stato. ciò premesso, voglio precisare che errori ci possono essere da ambo le parti poichè stiamo parlando dell’operato di uomini che in quanto tali possono errare. Il concetto fondamentale e generale per chi crede nelle norme e nello stato di diritto è che l’eventuale errore del singolo non deve riverberarsi sull’operato dei molti.
per quanto riguarda il caso cucchi non sono emerse ancora responsabilità a carico di alcuni, io mi aspetto e voglio che sia fatta giustizia ma sempre credendo fermamente nel principio generale a cui facevo riferimento prima: l’errore di un uomo non può pregiudicare l’intera l’esistenza dell’intera umanità
Far valere i propri diritti è riconosciuto dalla Costituzione.
Suscitare la solidarietà degli altri è un riconoscimento della società.
Essere solidali senza SE e senza MA è vera solidarietà.
Tanto più quando i SE riecheggiati non riflettono la realtà visto che nè a bolzaneto nè alla diaz c’erano presenti i carabinieri.
I carabinieri, che arrestarono Mussolini, sono stati sempre fedeli alla Repubblica e mai si sono piegati alla volontà politica di alcuno.
Nei secoli fedele alle istituzioni TUTTE.
Certo, nella storia si potranno ricordare episodi oggetto di critica ma come diceva Lei, signor Bruno, non bisogna fare di tutta un’erba un fascio.
L’Arma di oggi è moderna, dinamica, al passo coi tempi, sempre più attenta al rispetto delle norme di garanzia. Alle immagini romantiche degli anni 70 vanno sostituite quelle del maresciallo rocca che, forse meglio di tutti, ha saputo rappresentare la vera essenza dei carabinieri.
Gli ufficiali dell’Arma, o meglio gli ufficiali del Ruolo Speciale, sono uomini e donne che vogliono dare tanto a questa nazione, senza cali di desiderio. Avere penalizzazioni fortissime negli avanzamenti di carriera e nelle attribuzioni di incarichi, equivale a demotivare una classe dirigente. E quando i dirigenti sono sotto tono, il personale li potrebbe seguire.
Bisogna porre rimedio alla legge che divide ruoli normali e speciale, questo lo ha ben compreso – probabilmente – l’onorevole Paladini a cui vanno sincere manifestazioni di gratitudine.
Grazie, sincero, a tutti coloro che, non dell’Arma, stanno manifestando la loro vicinanza.
Grazie, doveroso, al Sig. ministro, che ospita i pensieri di questa categoria di lavoratori.
nessuno chiede soldi……… si stanno solo rivendicando diritti chiedendo l’unificazione dei ruoli normale e speciale degli ufficiali dei carabinieri e della guardia di finanza, oltre che i direttivi della polizia di stato e della polizia penitenziaria
Spero solo che arriviate ad un accordo, sarebbe una bellissima cosa, perché i lavoratori hanno bisogno di un contratto tra sindacato e stato.
Signor Ministro, ormai sono giorni che gli ufficiali del ruolo speciale stanno proponendo il loro problema su questo blog e lo fanno con molto piacere pensando che qualche suo collaboratore Le darà notizia di quanto accade.
Potevamo andare su altri blog e lo abbiamo fatto, ma il Suo lo consideriamo una priorità.
La stimiamo moltissimo Signor Ministro e non potrebbe essere altrimenti per tutto quello che Lei sta facendo per il Paese.
A dire il vero facendo appello a Lei abbiamo paura di fare delle facili strumentalizzazioni, ma se non facciamo appello al Ministro che più stimiamo a chi dobbiamo rivolgerci.
Signor Ministro non dia aumenti agli ufficiali del ruolo speciale, penso che si possa fare.
D’altra parte sono già ampiamente discriminati e non credo che se evitiamo di dargli aumenti gli facciamo un grosso danno.
Non diamo aumenti agli ufficiali del ruolo speciale, non perchè meritano questo, ma perchè essi vogliono altro.
GLI UFFICIALI DEL RUOLO SPECIALE VOGLIONO LA PARITA’ DEI DIRITTI, LE PARI OPPORTUNITA’, NON VOGLIONO ESSERE DISCRIMINATI E VOGLIONO ESSERE INTEGRATI A PIENO TITOLO NELL’ARMA DEI CARABINIERI.
E ‘ TANTO????? QUANTO COSTEREBBE UN PROVVEDIMENTO PER DARE LA PARITA’ DEI DIRITTI AGLI UFFICIALI DEL RUOLO SPECIALE???
LA MAGGIORANZA RIESCE AD APPROVARE IN POCHI GIORNI UN PROVVEDIMENTO DI LEGGE E QUESTO E’ UNA COSA BUONA PER IL PAESE.
QUANDO VERRA’ APPROVATO UN PROVVEDIMENTO PER LA SOPPRESSIONE DEL RUOLO SPECIALE???????
L’Onorevole Paladini ha presentato un provvedimento di legge per la soppressione del ruolo speciale dell’Arma dei carabinieri, è possibile che venga condiviso anche dalla maggioranza?????
Spero di si Signor Ministro.
Uomini come Lei possono cambiare questo Paese, Le auguro di poterlo fare.
Il ruolo speciale: specificità e diritti
Il riconoscimento della specificità del comparto sicurezza è “una svolta storica, attesa da 15 anni”. Così il titolare della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Madama, evidenzia il contenuto di una delle norme del ddl lavoro approvato ieri dal Senato in via definitiva. Si tratta, rimarca il ministro, di una “norma quadro che riconosce a tutti i servitori dello Stato che operano a vario titolo nel sistema sicurezza (Esercito, Carabinieri, Vigili del fuoco, Polizia, Guardie forestali e carcerarie) specificità”. “In altre parole, una norma che riconosce come tutti coloro che lavorano nel comparto sicurezza svolgano un lavoro particolare, fortemente apprezzato e delineato dal punto di vista dei compiti, delle funzioni, del rischio. Questa norma apre, ora, a ulteriori provvedimenti normativi circa le carriere, la professionalità, il welfare, la previdenza complementare e il riconoscimento economico”.
“E’ un principio base – sottolinea Brunetta – che deve essere riempito di contenuti specifici, caratteristici, di qualificazione, di riconoscimento da parte di tutto il Paese di un comparto straordinario e fondamentale per la vita del Paese stesso. E’ una norma attesa da 15 anni. E noi pensiamo che, dopo la sua approvazione da parte del Parlamento, si possa riaprire il confronto sindacale per chiudere il contratto 2008-2009 con le risorse esistenti (che non sono pochissime) e poi per ripensare il prossimo triennio e, in parallelo, aprire i tavoli sulla previdenza complementare, sul riordino delle carriere e tutto il resto, come previsto appunto dall’approvazione della norma sulla specificità”. (Adnkronos).
Grazie Signor Ministro per le Sue parole. Siamo tutti felice di sentirle pronunciate nei giorni scorsi da uno dei ministri della Repubblica più amati dagli italiani. Queste parole ci confortano enormemente e ci motivano ulteriormente nel perseguire con la giusta determinazione l’obiettivo della soppressione del ruolo speciale e dell’unificazione della categoria degli ufficiali dell’Arma dei Carabinieri.
Alle parole devono seguire i fatti e la proposta presentata nei giorni scorsi dall’Onorevole Giovanni Paladini è la prova che la classe politica, in modo trasversale, si è accorta del fermento che serpeggia fra gli ufficiali dell’Arma dei carabinieri. Questo fermento, questa “inquietudine” si autoalimenta nel web all’interno del blog di uno dei maggiori quotidiani nazionali e su quello dello stesso ministro Brunetta.
Si tratta di una protesta corretta, matura, adeguata per toni e contenuti, di alto valore morale e civile in quanto gli ufficiali del ruolo speciale non chiedono promozioni, ma parità di diritti e di opportunità. Forse non sono un caso l’enfatizzazione da parte del ministro Brunetta dell’entrata in vigore della norma sulla specificità e la presentazione del disegno di legge Paladini.
E’ auspicabile in ogni caso che si intervenga con la massima urgenza per la risoluzione del problema del ruolo speciale, prima di una eventuale riforma delle carriere.
Non si può sottovalutare l’urgenza e l’importanza di un tale intervento normativo. Esso riguarda circa 1500 ufficiali dell’Arma dei carabinieri, la metà del corpo ufficiali.
Non possiamo tacere che in passato sul problema del ruolo speciale si è perso tempo prezioso e la stessa Rappresentanza militare, inconsapevolmente quanto in buona fede, si è fatta portatrice di soluzioni anacronistiche rispetto alla cultura dei diritti che è maturata all’interno della nostra Istituzione.
Ormai gli ufficiali dell’Arma, indipendentemente dai ruoli di appartenenza, pensano che i diritti di debbano declinare in pari opportunità, pari dignità, uguale diritto ad essere valutati e trattati come una risorsa, medesime opportunità di accesso alla istruzione professionale ed agli incarichi di comando, uguali possibilità di carriera.
Se qualcuno non la pensa cosi si pone fuori non solo dall’ambito della cultura democratica ma anche dai principi sanciti dalla nostra Costituzione.
Molti incarichi all’interno di organismi internazionali come Eulex, Interpol o piu’ comunemente Europol vengono pubblicati dallo stesso organismo con una descrizione dei requisiti che quasi mai richiede un grado minimo ma piu’ spesso un certo numero di anni di esperienza in un determinato settore (investigazioni piuttosto che logistico o tecnico). Quando il comando generale si decide a pubblicare alcune di queste posizioni(ritenendole di interesse), emette il celebre “bando trasparente” sull’area intranet imponendo come grado minimo quello del capitano, per incarichi che un Tenente RS con 3 o 4 anni di anzianita’ nel grado potrebbe tranquillamente ricoprire per esperienza acquisita sul campo.(Questo tipo di “paletti” penalizzano spesso anche dei brillanti marescialli che all’estero pur avendo dimostrato di poter ricoprire incarichi di staff internazionali molto delicati, non vengono segnalati per alcune posizioni poiche’ si ritiene” necessario” un grado minimo di ufficiale. Puntualmente accade che la posizione negata al nostro meritevole maresciallo viene poi assegnata ad un sergente della polizia finlandese (noti esperti di criminalita’ organizzata…..) mentre il nostro comando generale e’ ancora impegnato a cercare l’ufficiale che sappia spiccicare 2 parole di inglese….).
Capisco che si ritenga igienico attribuire alcuni incarichi ad un giovane Capitano RN piuttosto che ad un vecchio Tenente RS per tutta una serie di motivi importantissimi tipo……..ehm….? non me ne viene in mente nessuno! Credo sia ora in questo settore come in tanti altri di lasciare qualche possibilita’ in piu’ a chi da 10 anni ha delle responsabilita’ di comando sul campo(pur non avendo il grado) rispetto a chi le responsabilita’ ha appena cominciato ad assumersele dopo 5 anni di “scuola” pagati profumatamente dal contribuente!
Perdonami la divagazione saro’ ma saro’ ancor piu’ chiaro: se io volessi entrare alla DIA, alla DCSA dovrei avere il grado minimo di Capitano e nel piu’ dei casi perderei pertanto la possibilita’ di fare domanda per entrare in questi organismi interforze per almeno un anno (dovendo io fare il quinto anno da tenente… Potrebbe sembrare poco ma ti faccio un esempio molto piu’ fastidioso che riconduce anche ad un danno economico notevole. L’EUROPOL. Il grado minimo per gli ufficiali che possono concorrere per andare all’AJA e’ fissato dal Comando Generale nel grado Capitano RN-RS, un tenente RS che entra nel 5 anno nel grado non puo’ concorrere per una posizione Europol poiche’ deve aspettare di conseguire il grado di Capitano, mentre il collega molto piu’ giovane di lui uscito da appena 3 anni dalla scuola potrebbe potenzialmente concorrere. A qualcuno potrebbe sembrare uno dei mali minori ma calcolatrice alla mano come direbbe uno dei miei superiori……visto che Europol parte da salari netti attorno ai 6000-7000 euro al mese, in teoria ed anche in pratica si configurerebbe una notevole discriminazione economica/mancato guadagno. Chi ti parla ora avrebbe gli anni di esperienza ed i requisiti della lingua per concorrere e non sfigurare in organismi internazionali in posizioni da 90.000 euro l’anno ma grazie alla legge che ha istituito il Ruolo Speciale non puo’!
Secondo me nel ricorso questi particolari andrebbero inseriti, perche’ costituiscono motivo di ulteriore grave discriminazione e frustrazione.
Sono entrato nel mio decimo anno da Tenente\S.Tenente, e nel bene e nel male dall’ottobre del 2000 (con brevi pause studio e congedo) ho fatto il comandante di uomini. Non credo di aver mai fatto fare brutte figure all’arma, in patria ed all,estero, anzi qualche volta qualcuno ha sentito il bisogno di ringraziarmi con una letterina per il lavoro svolto (una volta anche un ministro della difesa del G8..). Mi e’ sempre piaciuto quello che facevo pur sapendo che non sarei mai diventato ricco. Sono laureato in Economia e Commercio e sono bilingue, (grazie soprattutto all’Arma), ho delle belle esperienze lavorative nel CV, che credo altri pero’ valorizzerebbero forse meglio. In tutta sincerita’ spesso mi sento preso in giro. E se prima ero giovane ma determinato ora sono un po’ meno giovane e un po’ piu’ scoglionato e depresso. Sono alla disperata ricerca di un valido motivo per restare nell’Arma.Perdona la mia amarezza…Un motivo per rimanere potrebbe essere di cominciare a mettere “i puntini sulle i”.
Come è noto a tutti il trattamento economico dirigenziale che viene attribuito agli Ufficiali dell’Arma (e non solo) è un trattamento economico di fatto e non di diritto, nel senso che la carriera dirigenziale militare non trova corrispondenza nelle norme che regolano la dirigenza in ambito pubblico.
Si tratta, in effetti, più di “equiparazioni” a trattamenti economici dei dirigenti pubblici di questa o quella carriera…
Orbene, com’è noto, la attribuzione di tali trattamenti economici risulta “scissa” dalla progressione di carriera giuridica, ma è legata alla “permanenza” nel ruolo ed al requisito del “NON DEMERITO” che viene attestato dal competente Comandante allorquando l’Ufficiale matura il primo requisito. Ciò vale almeno sino alla promozione al grado di Colonnello, momento in cui scattano altri meccanismi retributivi sui quali ora non mi soffermo.
In questo senso, quindi, al compimento del 13° e 23° anno si attribuisce la cosiddetta “omogeneizzazione” – al 15° e 25° anno il trattamento diviene effettivo anche ai fini pensionistici e così via dicendo.
Per tornare all’argomento principale, ovvero, alla grande sperequazione di trattamento tra gli ufficiali del R.N. e quelli del R.S., tale sperequazione è tanto più grave se si considera il punto di vista economico stipendiale: l’Ufficiale del ruolo normale, alla promozione al grado di Maggiore, si vede attribuire l’assegno di “Valorizzazione Dirigenziale” che, invece, l’Ufficiale del Ruolo Speciale, vedrà attribuirsi con un ritardo di circa 3 anni rispetto al collega del R.N.
Ora, se è vero come è vero che la carriera economica dei simil-dirigenti in uniforme non è legata alla carriera giuridica, come mai per l’attribuzione dell’assegno di valorizzazione dirigenziale (approssimativamente 130 Euro mensili netti) tale principio non si applica?
Credo che questa sia la più grave ed evidente sperequazione che a mio avviso può essere stigmatizzata in sede di ricorso, visto anche il parere dei legali da te interpellati che a tale sperequazione fanno riferimento come apparente unico appiglio al momento ipotizzabile.
Sarebbe semplicissimo prevedere che, prescindendo dal grado gerarchico ed in analogia all’attribuzione del trattamento economico dirigenziale, l’Ufficiale del Ruolo Speciale, al compimento del 7° anno di permanenza nel grado di Capitano, veda attribuirsi, analogamente al collega del RN (che non pare godere di diritti particolari di discendenza divina, nè essere munito di particolari doti intellettive e/o culturali tali da giustificare tali discrasie), l’”ASSEGNO DI VALORIZZAZIONE DIRIGENZIALE”, che, se mantiene fede al suo nome (valorizzazione) appare più adeguato a valorizzare proprio quegli ufficiali che, per anzianità, esperienza, incarichi operativi, etc… sono certamente più meritevoli di tale trattamento.
Se si ragiona un attimo, infatti, il collega del R.N. arriva al grado di Maggiore mediamente in 13 – 14 anni di carriera complessiva. Non mi sembra un’anzianità così “matura” da dover essere valorizzata con ben tre anni di anticipo rispetto al collega del R.S. che, a parità di anni nel grado, mediamente ha un’anzianità complessiva di gran lunga superiore (vedi il mio caso – arruolato nel 1981 – nel 2009 ho maturato il 7° anno da capiano – anzianità complessiva 28 anni—Sigh!!”).
Attenzione, poichè questi non sono semplici discorsi venali…. perchè quanto sopra si riverbera in maniera drastica sul……… trattamento pensionistico…. e questo è bene che tutti lo sappiano e lo comprendano…..se è vero che facciamo questa vita oltre che per vocazione anche per dare da mangiare alle nostre famiglie…
Oggetto: azione giudiziaria degli Ufficiali RS dell’Arma dei Carabinieri
In una precedente comunicazione avevo evidenziato la sussistenza di profili giuridici rilevanti per un ricorso giurisdizionale a tutela dei diritti e, vorrei aggiungere, della stessa dignità, degli appartenenti al R.S. Infatti risultano a tutti evidenti le sperequazioni e le ingiustizie che penalizzano gli appartenenti al R.S. sia in ordine alla progressione di carriera, al grado apicale raggiungibile, alle restrizioni di impiego, alle limitazioni all’aggiornamento professionale per non dire dei differenti trattamenti economici e di quiescenza.
Il che pone evidenti profili di incostituzionalità della normativa a fronte della circostanza che agli ufficiali dei ruoli RN ed RS siano affidate le stesse funzioni e gli stessi compiti, quindi medesime responsabilità quanto alle mansioni e agli obiettivi da raggiungere. E tuttavia alle medesime funzioni non corrisponde uguaglianza di trattamento.
Non si tratta soltanto dell’art. 3 della Costituzione ma anche dell’art. 97, dei principi di imparzialità e buon andamento, palesemente maltrattati dalla normativa in questione.
Oggetto del ricorso al Tar Lazio non sarà nessun atto dell’amministrazione in quanto essendo il settore non privatizzato sussiste la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Per cui l’azione sarà di accertamento.
Accertamento dei diritti degli appartenenti al R.S. Diritti che non possono irragionevolmente essere diversi, anzi minori, a parità di funzioni svolte, rispetto ai diritti degli appartenenti al R.N.
Da qui l’incidente di costituzionalità che si chiederà al giudice amministrativo al fine di un pronunciamento della Corte Costituzionale.
Il ricorso al Tar, con un numero notevole di ricorrenti, potrebbe rappresentare una forte sollecitazione per la classe politica ad avviare e provvedere ad una giusta definizione politica della questione dei ruoli R.S. e R.N.