“Comunicare il proprio programma usando fonti pubbliche è un atto di democrazia”

Il ministro Renato Brunetta, candidato a sindaco di Venezia per il Pdl ieri ha dichiarato: “Dispiace che il deputato Martella si faccia usare dai suoi disperati compagni di partito veneziani per interrogazioni killer che colpiscono semplicemente chi le firma e chi le ordina. Scrivere ai capifamiglia veneziani per spiegare loro il proprio programma è opera meritevole e non suscettibile di alcuna censura.
Indirizzarsi a commercianti, artigiani, liberi professionisti, lavoratori dipendenti e dipendenti pubblici nonché a inquilini di case pubbliche – utilizzando le fonti pubbliche – è un atto di democrazia che solo a mentalità perverse e contorte appare da condannare.
La mia campagna elettorale è alla luce del sole e passa attraverso le idee, i programmi e loro comunicazione. Se altri vogliono utilizzare la demonizzazione della persona facciano pure, noi non li seguiremo in questa azione di antica memoria staliniana”.
Tag: brunetta sindaco, campagna elettorale, candidatura, elezioni regionali, programma elettorale, sindaco venezia, venezia
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e più un atto di democrazia il suo, ministro brunetta, che usare la tv pubblica per fare propaganda politica faziosissima e di parte per la sinistra italiana, come fanno santoro e floris!!! la loro, ministro, è vera e propria disinformazione politica fatta pure con la scusa di informare, pr cui altro che diritto all’informazione!! santoro e floris, ministro, si possono paragonare a quei medici che ammazzano l’ammalato, facendo così l’esatto contrario di quello per cui esistono!!!
tutto ciò considerato, ministro, mi sa dire che cacchio esistono a fare santoro e floris se esistono soltanto per disinformare gli italiani che nella maniera più stupida possibile credono in loro?? questi lestofanti sabotatori della libera informazione hanno fatto persino credere ai sinistri creduloni come sempre che bertolaso non è un eroe nazionale e che bertolaso non può avere il mal di schiena per cui non ha bisogno di ricorrere alle cure di una esperta massaggiatrice come solo le brasiliane lo sanno essere!! vedremo, vedremo quali colossali minchiate verranno fuori da tutta questa inchiesta sulla protezione civile!! spero solo ministro, che i magistrati che hanno osato tanto siano processati e puniti a loro volta per la loro orribile iniziativa politica ad un mese dalle elezioni regionali!! guarda caso!!
ministro brunetta, i magistrati ci devono dire solo se gli appalti sono truccati e ci devono fornire le prove!! e poi ci devono dire che cosa ci azzecca bertolaso con gl appalti!!! il solito polverone ante elezioni, ministro, della magistratura italiana!! e mi viene in mente, chissà perchè ministro, il caso ottaviano del turco nella regione abruzzo!!
Io non capisco come si possa sempre ricorrere a luoghi comuni, qualsiasi sia l’ambito della comunicazione. Visto che lei fà parte del PDL sà spiegarmi senza tergiversare come si può soffocare l’utilità delle intercettazioni (basterebbe obbligare a non pubblicarle), mentire sull’entità delle entrate ottenute con lo scudo fiscale e magari spiegarci chi ha fatto rientrare capitali in Italia e quali erano le origini degli stessi (proprio in questi giorni vedi Fastweb e Telecom siamo in una bufera). Dopodichè passiamo ai giovani, io sono un giovane, laureato, immigrato (a Milano) che vive in una topaia, con altri ragazzi, e non può permettersi di vivere da solo…mi spieghi lei visto che fà il saputello…come posso fare x pensare al mio futuro?
Il Min. BI.ERRE avendo una storia politica di sx alle spalle usa 2 pesi e 2 misure.Il singolo dipendente pubblico va punito se fa una telefonata o manda una mail personale. Lui ed i politici tutti possono usare liberamente risorse pubbliche x farsi propaganda: ECCEZZIUNALE VERAMENTE !
credo e spero ci sia un malinteso..’fonti’(brunetta) (roberto curioner) non significa ‘risorse pubbliche’ ma solamente informazioni pubbliche disponibili a tutti..un po’ come le pagine gialle/ elenco telefonico .. dubito fortemente che Brunetta abbia utilizzato ‘risorse pubbliche’ intese come personale/organizzazione/cancelleria/telefoni etc per farsi campagna elettorale …
Lettera di brunetta ai Veneziani
Oggi alle 8.59
Mi conoscete, sono uno di voi. Mi sono fatto da solo, nessuno mi ha regalato niente. Come a molti di voi. Ho lavorato come un matto, per tutta la vita.
Fare il ministro della Repubblica è un onore e anche una notevole soddisfazione. potevo continuare, senza crearmi altri problemi.
Per Venezia, per amore della mia città, invece, mi sono imbarcato in questa meravigliosa avventura: essere il vostro sindaco.
Sono pieno di difetti ma, forse, i pregi non sono del tutto assenti.
La mia vita, fin qui, testimonia la coerenza, la tenacia che mi accompagna, il non mollare mai e il rispettare gli impegni presi.
Sono sempre stato dalla parte della gente, dei più deboli, dei lavoratori, di chi rischia tutti i giorni. ho avviato una battaglia contro quei fannulloni che rovinano la Pubblica Amministrazione a scapito degli onesti e contro i profittatori tutti. sto vincendo.
Voglioo che venezia, la grande Venezia, le tante Venezie, di terra d’acqua, tornino a essere un luogo in cui è bello vivere. Per noi e per i nostri figli.
Le cose da fare sono tante per invertire il declino. le illustro, dettagliatamente nel programma che ho preparato. Avremo modo di parlarne. Non ve lo ripeto.
Considero questo l’impegno della mia vita. la decisione, però, spetta a voi.
posso dirvi che sarò quel che sono sempre stato.
Vi voglio bene.
Qualora il Ministro fosse eletto Sindaco esprimo le più sentite condoglianze a tutti quei Veneziani che per 5 anni sranno costretti a conviere con il Moralizzatore….della vita altrui.
Disinformare pubblicamente,diffamare pubblicamente .
Millantare pubblicamente,mentire pubblicamente.
Promettere pubblicamente,non mantenere pubblicamente.
Giurare pubblicamente ,spergiurandosi pubblicamente.
I tanti modi usati da Silvio per confondere gli italiani,
che (tra un ‘affermazione di Silvio è un’altra di Berlusconi),
non ricordano nemmeno il proprio nome ,e sono pronti a convincersi di chiamarsi in un altro modo
se solo la Tv lo direbbe pubblicamente.
La TV è l’arma letale per pilotare l’opinione pubblica,
e Silvio Berlusconi è il padrone di questa arma letale ed ovviamente è anche -come al solito- l’utilizzatore finale.
Vorrei dire solo che hanno fatto la scoperta dell’acqua calda solo che devono stare molto attenti perche l’informazione e’ molto pericolosa non si sa bene.Dico a tutti una sola cosa che e’ questa bisogna ricordarsi bene che da una parte c’e’ la verita’ e dall’altra ci sono i media con l’informazione lascio a ciascuno trarre le proprie conclusioni
La volontà dell’ottimismo di silvio berlusconi e le balle economiche in
libertà sono l’ultima frontiera per il
rilancio del Paese. Il PIL 2009 è in calo
del 4,9%. Il dato peggiore dal 1971, da
TRENTANOVEANNI. In realtà è il calo
peggiore da sempre. Il confronto, infatti,
è fatto sulle serie storiche che iniziano
solo dal 1971. Prima il buio. Gli analisti si
sono stupiti del calo della produzione
avvenuta nell’ultima parte dell’anno.
Pensavano a una ripresina, a un
rimbalzo positivo. Non frequentano,
come è palese, le fabbriche chiuse e
nulla sanno delle multinazionali in fuga. I
telegiornali evitano ormai di parlare di
economia. E’ diventata una
brutta parola, da non pronunciare per
rispetto del pubblico a casa.
Il Patto (tra la mafia e lo
Stato).
Il ministro Brunetta,
ha nominato come suo consulente Gianni De Michelis.
Chi è costui ??
Un personaggio appartenente al famoso governo Craxi,
quello del più grande debito pubblico della storia italiana.
Prima da vice-presidente del consiglio e poi come ministro degli esteri De Michelis ha quindi ricoperto importanti cariche istituzionali nel famoso governo tangentaro di BOTTINO Craxi.
Perciò il personaggio in questione è un tangentaro.
Ha subito a giusta ragione più di 35 procedimenti giudiziari,
in alcuni è stato assolto,in altri dopo aver patteggiato è stato condannato prima,
a 2anni e 6mesi di reclusione per CORRUZIONE nell’ambito delle tangenti autostradali del Veneto,
poi a 6 mesi sempre patteggiati nell’ambito della famosa maxitangente ENIMONT.
L’attività di CORRUZIONE per cui De Michelis fu condannato,
-come precisato dal tribunale-
“alimentava il suo principesco stile di vita sia pubblica che privata”.
Questo personaggio non avrebbe dovuto disporre del permesso
a recepire cariche pubbliche o contigue al pubblico.
Questo personaggio è stato condannato in tutto a 3 anni di prigione,ed è stato cacciato dagli italiani che mai avrebbero voluto contribuire ancora ad ingrossare la pancia dei ladri come tale Gianni De Michelis.
Grazie a Brunetta ce lo ritroviamo nella nostra busta paga.
Brunetta sembra Lauro, regala case per i voti
Nel dopoguerra, a Napoli, Achille Lauro distribuiva concretissimi pacchi di pasta. Sessant’anni dopo, a Venezia, il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta, candidato sindaco del Pdl, si adegua ai tempi e alla fame di case che affigge il belpaese. «Caro Concittadino… la casa potrà essere sua a condizioni particolarmente vantaggiose», recita la sua lettera che migliaia di inquilini che vivono nelle case popolari di proprietà Ater stanno ricevendo in queste ore. Come il ministro abbia ottenuto gli elenchi è tutto da spiegare. Quello che è chiaro è che l’offerta elettorale è a costo zero per il candidato. Fatte salve le spese di spedizione. Mentre a pagare, se Mr anti-sprechi dovesse vincere e mantenere le promesse, sarebbero i contribuenti.
Considerando che l’intero patrimonio pubblico è di circa 10mila alloggi. E Brunetta intende metterlo in vendita per intero. A prezzi stracciati. L’offerta – infatti – rivolta agli inquilini delle case di Comune e Regione – ma Brunetta non si candida solo a governare il Comune? – lascia all’inquilino la scelta «se trasformare l’affitto in una rata di riscatto dell’abitazione, tenendo conto dei canoni già versati fino ad oggi» o «se acquistare subito, in un’unica soluzione, l’abitazione nella quale si risiede, sempre conteggiando gli affitti già versati». Ad ogni modo i conti sono presto fatti. Con 20mila euro ti ritrovi proprietario di una casa che sul mercato vale molto di più. Come annota un articolo della stampa locale, prontamente ripubblicato dal candidato sul suo sito.
Una operazione tutta in perdita per la parte pubblica. Un “regalo” per chi per altro è già tutelato come assegnatario di un alloggio popolare. E «naturalmente se dovesse decidere che non le interesa, potrà continuare a sostenere il canone d’affitto come ha fatto finora», rassicura Brunetta, sapendo che in realtà la propensione all’acquisto tra gli inquilini di alloggi sociali è molto bassa. «Difficile considerare un simile gesto politico portatore di equità», osservano dal comitato elettorale di Giorgio Orsoni. Tanto più che la richiesta di case popolari resta alta. E attualmente ci sono cira 2mila persone in lista d’attesa. E ci vorrebbe il ricavato di sette case vendute a quei prezzi – osservano sempre al comitato di Orsoni – per comprarne una nuova da destinare a chi ne ha bisogno.
Da L’unità del 23.02.010, poichè sui giornali di partito non si trova.
Senza 3 leggi ad personam
(2 varate dal governo Berlusconi a colpi d maggioranza e 1 dal governo Prodi con il pieno consenso di Silvio B.)
fatte apposta per lui e per Cesare Previti,
Silvio Berlsconi sarebbe stato prelevato dalle forze dell’ordine e accompagnato per direttissima nel carcere di S.Vittore per scontare la pena dopo la condanna definitiva per corruzione giudiziaria dell’avv. inglese David Mills.
Stessa sorte sarebbe toccata a D.Mills con la regolare richiesta d’estradizione.
Questo è il fedele riassunto della sentenza della Cassazione
che l’altro giorno ha confermato irrevocabilmente la colpevolezza di Mills per essere stato corrotto da Silvio Berlusconi con 600mila dollari in cambio di due false testimonianze nei processi All Iberian e Guardia di Finanza.
La Cassazione ha dichiarato il reato effettuato e consumato,
ma l’imputato non è condannabile per via della prescrizione che rappresenta una arma che ostruisce il corso della giustizia.
Nel 2004 la Procura di Milano scopre,
da una lettera di Mills al suo commercialista,che il legale
è stato ricompensato con 600mila dollari da Mr.B per le sue testimonianze reticenti.
Il 26 novembre 2005 Mr.Berlusconi fà approvare in tutta fretta
“l’ex Cirielli”,
che riduce i tempi di prescrizione per gli incensurati(cioè anche Silvio B. e D.Mills):
la prescrizione per reati connessi alla corruzione giudiziaria scende da 15 a 10anni.
E siccome la tangente di Silvio B. all’avv. Mills risale al 1999-2000,il reato non sarebbe stato prescritto nel 2014-2015,
ma nel 2009-2010.
Nell’ex Cirielli c’è anche una norma definita che tutti definiscono salva-Previti ma è soprattutto salva-Silvio B. :
queela che consente agli ultrasettantenni di scontare la pena agli arresti domiciliari.Norma approvata quando C.Previti ha 71anni e Silvio B. ne ha 69.
Nel 2006 la Procura di Milano chiede e ottiene il rinvio a giudizio per Berlusconi e Mills.
Nel 2006 l’Unione vinceva le elezioni e ,
come primo atto in materia di giustizia pensava molto stranamente di varare l’indulto più ampio della storia d’Italia.
Nessuno dei 30 provvedimenti di clemenza varati in 50anni di storia repubblicana includeva la corruzione.
Il buon senso consigliava d’escluderla dall’indulto ancora una volta come nei passati 50anni,anche perchè in carcere non c’era nessuno che scontava la pena per quel reato.
Ma l’imposizione,l’ordine di Silvio Berlusconi e di Forza Italia era chiaro:
o si includeva la corruzione(anche giudiziaria) o non se ne faceva niente.
Altrimenti Cesare Previti(l’avvocato faccendiere di Silvio B.)sarebbe stato condannato a 6anni per corruzione giudiziaria al processo Imi-Sir e a 1anno e mezzo nel processo Mondadori,avrebbe dovuto scontare 4anni e mezzo agli arresti domiciliari : invece,con lo sconto di 3 anni derivato dall’indulto riuscì a non scontare la pena richiedendo l’affidamento ai servizi sociali.
Mastella e i vertici dei partiti DS, Margherita, Verdi ,SDI,
Rifondazione e UDC cederono sùbito a Forza Italia e a fine luglio 2006 approvano l’indulto più vergognoso della storia d’Italia.
BRUNETTA SEI UN FALSO O UN MINISTRO DISINFORMATO!!!! Il cumulo tra indennità di parlamentare e indennità di sindaco è ora consentito per effetto dell’art. 2, comma 26, della Finanziaria 2008 che ha modificato l’art. 83 del TUEL. Il cumulo delle indennità di funzioni è vietato soltanto in caso di cariche incompatibili. …Il cumulo tra indennità di sindaco e indennità di ministro e’ consentito in quanto non vietato.
DEMOCRAZIA TRASPARENZA E QUANT’ALTRO SERVE SOLO E SEMPRE AGLI ALTRI.
http://www.youtube.com/watch?v=w_3qcC_ai1U
ma la conoscie la democrazia?
MI HANNO CANCELLATO DEI COMMENTI E’ UN ATTO ANTIDEMOCRATICO E DOPO PARLANO DI DEMOCRAZIA
L’economia italiana è salvata dalle serie
storiche. Sono il nostro punto fermo,
l’ultimo appiglio prima di precipitare
nell’ignoto. L’ISTAT ha reso pubblici i
dati sulla caduta delle esportazioni nel
2009, meno 20,7% rispetto al 2008. Un
saldo negativo annuo di 4 miliardi 109
milioni di euro. Il dato peggiore dal 1970,
da 40 anni, da quando esistono le serie
storiche. Il PIL 2009 è in calo del 4,9%.
Il dato peggiore dal 1971, da 39 anni, da
quando esistono le serie storiche.
Secondo l’ISTAT la produzione
industriale nel 2009 e’ diminuita del
17,4%. Il dato peggiore dal 1991, da 19
anni, da quando esistono le serie
storiche. In mancanza di serie storiche la
realtà sarebbe meno tranquillizzante. Le
serie storiche sono il bromuro
dell’informazione economica. Senza di
loro, i dati 2009 sarebbero, più
semplicemente, i peggiori di sempre
Berlusconi reagisce nervosamente – Quasi quotidianamente l’Italia sembra essere scossa da nuovi scandali che fanno pensare a una politica corrotta e con infiltrazioni mafiose. Secondo Berlusconi sull’Italia incombe invece la minaccia di uno stato di polizia. …
Il premier italiano Silvio Berlusconi aveva legami con la mafia siciliana, Cosa Nostra, all’inizio degli anni novanta. Perlomeno, questo è ciò che ha affermato Massimo Ciancimino lunedì scorso, nel corso di un processo a Torino.
Lettera
Suo padre, l’ex sindaco di Palermo, faceva affari con il capo mafioso Bernardo Provenzano. Massimo Ciancimino è in possesso di una lettera di suo padre del 1994, indirizzata a Marcello dell’Utri, co-fondatore di Forza Italia. Silvio Berlusconi avrebbe dovuto riceverne una copia. Il padre di Massimo avrebbe composto la lettera insieme a Provenzano. Nella lettera, Ciancimino padre minaccia di ‘rompere il (suo) silenzio che dura già da anni’. Secondo suo figlio Massimo, si tratta del silenzio sulla nascita di Forza Italia
Annunciatrice Tg olandese: Silvio Berlusconi e la mafia. Il premier italiano aveva collegamenti con la mafia siciliana, Cosa Nostra, all’inizio degli anni novanta. Perlomeno, questo è ciò che afferma un ex-membro della mafia nel corso di un processo a Torino
Maarten Veeger (corrispondete di NOVA dall’Italia): Il figlio di un mafioso mette Berlusconi in cattiva luce. Il padre di Massimo Ciancimino è stato sindaco di Palermo e allo stesso tempo membro della mafia. Avantieri, nel corso di un processo, Massimo ha testimoniato che il primo partito di Berlusconi, Forza Italia, era il prodotto di trattative tra stato e mafia.
Dario Fo: Ma no, ma questa notizia gira già da tempo. Il fatto che ci sia stata la mafia sono le cose che si dicono, si sentono nell’aria, no? Questo arriva, bisogna vedere se lui ha raccolto la voce che gira, come si dice, di Ciancimino sto parlando. Oppure che ci sia invece della verità. La verità chi ce la dice? Ce la dicono le inchieste, bisogna lasciare un attimo di tempo e spazio ai giudici, che abbiano la possibilità di indagare e di accorgersi fino a che punto arriva la verità. È vero che il suo, uno dei suoi diciamo appoggi, braccio destri, che è stato addirittura condannato a sette anni di carcere adesso per partecipazione alla mafia ed è, così, uno dei fondatori di questo movimento che è appunto Forza Italia. È lui che si può dire l’ha fondata, l’ha organizzata eccetera eccetera. E si scopre che era, che è uno che ha a che fare con la mafia.
Dario Fo: Questo è il tormento. Tormento sul quale si gioca, devo dire, anche tutta la politica italiana. Cioè, difficilmente in America o in Europa uno dice ‘la giustizia ce l’ha con me e mi sta facendo opere negative e di aggressione perchè ce l’ha con me’. Oppure perchè quelli sono di sinistra o sono di destra, a secondo. Però in questo caso stanno un po’ esagerando. Cioè la struttura ’siamo gente onesta, pulita e soffriamo dell’aggressione’ comincia a diventare una frottola terrificante. Tant’ è vero che nella struttura dei, diciamo della destra, ci sono senatori, onorevoli, ministri addirittura che sono già stati posti sotto inchiesta. Alcuni di loro sono stati già condannati e non dovrebbero avere la possibilità di sedere in Parlamento o in Senato. Ma ce ne sono anche di sinistra!
Un sintomo chiamato Berlusconi. Bisognerebbe riflettere con maggiore attenzione sul passaggio di Silvio Berlusconi nella politica italiana, un passaggio che sembra avere giá assunto una forma definita o un flusso di assiomi identificabili. Vedere se sia un evento aleatorio o se si tratta invece di un fenomeno di maggior rilevanza, di un sintomo, nel senso che al termine diede una volta Gilles Deleuze.
Berlusconi ha ricoperto la carica di primo ministro d’Italia in tre occasioni (1994-95, 2001-2006, dal 2008 ad oggi) e allo stesso tempo è stato il principale azionista dei quello che oggi è, de facto, un oligopolio mediatico con ramificazioni in vari paesi europei, in particolare Italia, Spagna e Francia.
Negli anni 70 Berlusconi fondó da Milano una rete di canali nazionali che mise fine al monopolio statale che ostentava la RAI, la televisione pubblica italiana. Nel 1984 compró Italia 1 e Rete 4, il primo degli attacchi alla televisione pubblica, una battaglia che termino’ con il duopolio RAI-Fininvest. In seguito compró Cinema 5 in Francia e (nel 2002) Telecinco in Spagna.
Oggi è divenuto anche il principale azionista del gruppo Mondadori, che edita il quotidiano La Repubblica e vari settimanali a grande diffusione, un gruppo che controlla piú di un terzo della produzione editoriale in Italia. Mediaset, il nome attuale dell’impresa, estende attualmente il suo dominio in Internet, nella pubblicità, nella radio e perfino nel calcio. Berlusconi è il padrone del Milan, una delle squadre simbolo del calcio italiano.
Visto dalla prospettiva della storia moderna europea (o forse della storia in generale), si tratta a rigore del primo leader nazionale che è nello stesso tempo l’uomo forte di un complesso mediatico. Tutti i tentativi della politica italiana per sopprimere o impedire questa doppia funzione sono stati infruttuosi.
Questi fallimenti sono importanti nella storia dei suoi scandali, in particolare il licenziamento di celebri giornalisti e attori, come Biagi, Santoro e Luttazzi, senza che la giustizia potesse impedirlo. Avevano messo in dubbio la legittimitá e la solvenza etica del matrimonio tra media e struttura dello Stato, che porta de facto il marchio Berlusconi.
Stato e dell’opinione pubblica da quando, all’inizio del secolo XIX, emersero nella fisionomia politica europea come due entità relativamente separate, la cui separazione avrebbe dovuto garantire (almeno da quando Kant la pensó cosí) la libertá di espressione.
Se alle sue origini lo Stato doveva o poteva calcolare che la costruzione del suo centralismo passava attraverso l’esercizio del controllo o consenso sulle industrie del segno e della parola, l’impronta Berlusconi annuncia un futuro o un fenomeno in qualche modo opposto: la trasformazione dello Stato in una continuazione dell’impero mediatico, la simbiosi fra le sue strutture decisionali e questa élite chiamata (in qualche modo definita male) mediocrazia.
Le nuove industrie dell’immaginario e le sue clientele. Questo nuovo ordine fra i territori che definivano la sovranitá del potere pubblico e gli spazi di azione e spargimento dell’industria del codice ed immaginario politico, non è stato un fatto solo italiano. L’ascesa di Sarkozy in Francia è incomprensibile senza questo accoppiamento; cosí come lo è stata la presidenza di George W. Bush, che ha fatto della Casa Bianca una sorta di ufficio comunicazione di Fox News.
In certo modo è da sottolineare come industrie della comunicazione di grandi dimensioni come Fox negli Stati Uniti, Mediaset in Italia e il duopolio messicano (Televisa-Tv Azteca) hanno trasformato interi partiti politici in semplici clienti della propria auto-riproduzione.
Tempo fa, quando imperava ancora una visione massimalista sullo Stato, si poteva pensare per assurdo ed erroneamente che i suoi mezzi erano basicamente in mano allo Stato. Oggi bisognerebbe cominciare a pensare che una porzione considerevole dei centri decisionali dello Stato (che non è lo Stato nella sua interezza) sono passati a far parte delle reti di industrie incaricate di produrre i fantasmi della rappresentazione pubblica.
In linea di principio questo implicherebbe che tutte le nostre nozioni convenzionali sulla struttura della sfera pubblica concepita come luogo destinato a fissare la tensione essenziale fra rappresentanti e rappresentati, fra governati e governanti, possono essere buttate via.
Lo Stato oggi piú che mai puó essere occupato dalle frange più diverse dello spettro politico, dalla sinistra alla destra, peró la sua direzione si è gradualmente spostata dai suoi fini ai mezzi (che altro non sono che i mezzi di comunicazione)
Dall’altro lato del teleschermo. Non è un segreto che la prima rete televisiva messicana ha fatto di uno dei principali canditati del PRI per l’elezione del 2012, il governatore Peña Nieto, la sua scommessa principale per la corsa presidenziale.
Per la prima volta nella nostra storia politica, una televisione assolve funzioni che prima erano in mano a quel vago universo di promesse che sono i partiti politici. E questa novitá dovrá provocare, e sta provocando, una rottura nelle pratiche politiche che già da sole si sono disgregate dal 2000 ad oggi.
La differenza con l’Italia è che lì Berlusconi è il padrone dei media, mentre qui è un impiegato o un subordinato. Bisognerá aspettare per vedere se tutto questo fenomeno si affermerà nei rituali della politica messicana. Per il momento, il berlusconismo si è rivelato un’invenzione molto più globale di quello che aveva immaginato il suo stesso devastante fondatore.
Roma – Il premier italiano Silvio Berlusconi è stato ancora una volta associato alla mafia. Il suo primo partito, Forza Italia, “era il prodotto di una trattativa tra Stato e mafia”, ha detto Massimo Ciancimimo lunedì scorso al tribunale di Palermo, nel corso di un processo che riguarda la protezione offerta ai mafiosi da alti funzionari di polizia.
Ciancimino è figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino, che guadagnò decine di milioni facendo affari con il grande capo mafioso Bernardo Provenzano. Ieri Ciancimino junior ha consegnato al giudice una lettera scritta dal suo defunto padre nel 1994,
Ciancimino afferma che la lettera era indirizzata a Marcello dell’Utri, co-fondatore di Forza Italia. Silvio Berlusconi ne avrebbe dovuto ricevere una copia. Il padre di Massimo avrebbe composto la lettera insieme a Provenzano. Nella lettera, Ciancimino padre minaccia di “rompere il (suo) silenzio che dura da anni”. Secondo il figlio Massimo, si tratta del silenzio riguardo alla fondazione di Forza Italia.
Massimo Ciancimino ha già consegnato alla giustizia altri documenti che proverebbero che la mafia ha investito milioni nel progetto edilizio che consacrò il successo di Berlusconi nel mondo degli affari italiano, la costruzione del quartiere Milano 2. Due mesi fa, nel corso di un altro processo, il pentito di mafia Gaspare Spatuzza ha dichiarato che Silvio Berlusconi era coinvolto negli attentati che colpirono l’Italia nel 1992. Il possibile accordo tra Berlusconi e la mafia avrebbe finalmente portato alla cessazione di quegli attentati, suggerisce Massimo Ciancimino.
Il premier italiano non ha ancora reagito ufficialmente alle accuse. Secondo il quotidiano La Repubblica, il premier avrebbe detto ai suoi collaboratori che “queste frottole di Ciancimino sono talmente fuori dal mondo che saranno un boomerang”. I giudici di Palermo devono ora decidere quanto siano affidabili le dichiarazioni di Ciancimino.
L’establishment italiano in questo periodo è sconvolto da uno scandalo dietro l’altro. Quasi quotidianamente i giudici per le indagini preliminari della Repubblica avviano nuove indagini o presentano nuovi elementi probatori dando l’impressione che la corruzione, a vent’anni di distanza da Tangentopoli, sia ancora largamente diffusa e che nella politica ci siano oggi più che mai infiltrazioni mafiose.
Senatore della ‘Ndrangheta
Mentre lo scandalo per corruzione che ha coinvolto la protezione civile già minaccia di causare altre crisi, l’autorità antimafia martedì ha anche sollevato l’accusa che Nicola Di Girolamo, senatore della maggioranza di governo, sia al servizio della ‘Ndrangheta, la mafia calabrese, e che assieme ad altri criminali abbia ingegnato un sistema di scatole cinesi per il riciclaggio di denaro sporco e per evadere il fisco. Secondo i magistrati sarebbero coinvolti in queste losche faccende anche attuali manager ed ex-manager di Fastweb e di Telecom Italia.
L’establishment italiano in questo periodo è sconvolto da uno scandalo dietro l’altro. Quasi quotidianamente i giudici per le indagini preliminari della Repubblica avviano nuove indagini o presentano nuovi elementi probatori dando l’impressione che la corruzione, a vent’anni di distanza da Tangentopoli, sia ancora largamente diffusa e che nella politica ci siano oggi più che mai infiltrazioni mafiose.
Senatore della ‘Ndrangheta
Mentre lo scandalo per corruzione che ha coinvolto la protezione civile già minaccia di causare altre crisi, l’autorità antimafia martedì ha anche sollevato l’accusa che Nicola Di Girolamo, senatore della maggioranza di governo, sia al servizio della ‘Ndrangheta, la mafia calabrese, e che assieme ad altri criminali abbia ingegnato un sistema di scatole cinesi per il riciclaggio di denaro sporco e per evadere il fisco. Secondo i magistrati sarebbero coinvolti in queste losche faccende anche attuali manager ed ex-manager di Fastweb e di Telecom Italia.Potere mediatico
Il potere mediatico di Berlusconi – proprietario di reti televisive e di alcuni quotidiani – è un elemento di non minore importanza per analizzare gli equilibri.
Ciò potrebbe spiegare perché la polemica sul suo divorzio che ha radici nei festini con prostitute di lusso o i processi per corruzione che deve affrontare, assai diffusi fuori dall’italia, non sembrano aver sortito grandi ripercussioni nel Paese. Per contro, gli scandali che riguardano i membri del partito d’opposizione PD hanno riempito i giornali romani.
A luglio del 2009, un dirigente del Partito Democratico, Luca Bianchini, è stato arrestato subito dopo essere stato identificato come lo stupratore seriale che per mesi aveva seminato terrore in vari quartieri romani.
Successivamente, ad ottobre, gli Italiani si sono commossi quando Piero Marrazzo, governatore della Regione Lazio, ha rinunciato al posto dopo che è stata rivelata l’esistenza di un video in cui appariva in atteggiamenti compromettenti con un transessuale brasiliano e per essere stato vittima di estorsione da parte di quattro carabinieri.
Lo scandalo più recente è stato quello del sindaco di Bologna, Flavio Delbono, che si è dimesso dopo essere stato accusato di corruzione per aver utilizzato fondi pubblici per finanziare dei viaggi all’estero con la sua ex fidanzata e segretaria.
Tutti questi casi sono stati ampiamente nascosti dalla stampa locale, che ha minimizzato ciò che è accaduto al Cavaliere, ha affermato Alexander Stille, giornalista e autore di “Il sacco di Roma: come un bellissimo Paese europeo con una storia meravigliosa e una cultura che ha fatto storia viene guidato da un uomo chiamato Silvio Berlusconi”.
A giudizio degli esperti la costante incapacità del Premier nel gestire le istituzioni e i suoi tentativi di mostrarsi al di sopra della legge rafforzano un’immagine di potere e capacità di comando.
Per Stephen Hellman si tratta di una strategia populista che punta dritto al popolo, qualcosa che la sinistra ha dimenticato.
“L’opposizione si concentra nell’essere più rigorosa verso le istituzioni e le tasse; niente di ciò risulta stimolante”, ha affermato Stille.
In cambio, ha aggiunto, in un Paese con tasse molto alte, il Premier legittima l’evasione fiscale, con la scusa che un carico fiscale così elevato risulta “immorale”. Infine, si stabilisce un “patto” tra Berlusconi e il popolo: se è vero che le sue polemiche passano sotto gli occhi di tutti, è anche vero che il popolo ignora le illegalità.
Che sia perché la burocrazia ha saputo conciliare le loro differenze, o perché “sono più astuti e hanno deciso di attaccarsi al potere, invece che difendere la sua identità”, come ha assicurato Hellman, è certo che la strategia di Berlusconi continua a essere la preferita dagli Italiani ed è lungi dal cedere terreno all’opposizione.
Con le elezioni regionali di marzo ormai alle porte, e con sondaggi per nulla favorevoli, la sinistra italiana abbozza una strategia in una difficile prospettiva. Nonostante l’opposizione governi in undici delle tredici regioni dove si andrà a votare, gli analisti credono che Berlusconi possa ottenere una vittoria facile, lasciando all’opposizione solo tre o quattro regioni nel centro Italia.
Il 13 dicembre 2009 non fu un bel giorno per il sorriso permanente di Silvio Berlusconi, ma per la graziosa assistente odontoiatrica Nicole Minetti quella giornata non sarebbe potuta andar meglio. Durante una sua apparizione pubblica a Milano, nell’ambito della campagna di mobilitazione per le elezioni regionali di marzo in Lombardia, una persona del pubblico, con disturbi psicologici, lanciò contro il primo ministro italiano una miniatura del duomo di Milano. Berlusconi, sanguinante e con due denti rotti, fu trasferito all’ospedale San Raffaele di Milano. Nicole Minetti aveva completato in questo stesso ospedale la sua formazione come assitente odontoiatrica soltanto un mese prima e poteva già curare pazienti che ricoprono le più alte cariche dello stato.
I quotidiani italiani e l’inglese Daily Mail riportano che Berlusconi avrebbe candidato la sua fatina dei denti nelle liste del Partito Popolo delle Libertà per le prossime elezioni regionali in Lombardia. Minetti non ha alcuna esperienza politica, pero’ ha un talento, sa ancheggiare sinuosamente. In seguito agli episodi di Milano ha potuto infatti ballare, poco vestita, nelle trasmissioni televisive italiane Colorado Café e Scorie. Entrambe fanno capo all’emittente televisiva Mediaset, di proprietà della famiglia del multimilionario Berlusconi.
“Io mi ammazzo per voi e non posso neanche proporre un nome?”
Secondo Berlusconi la Minetti dovrebbe far parte della lista di Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia. Il Popolo delle Libertà non ha ancora confermato la candidatura in modo ufficiale. Il capo del governo ha definito le elezioni regionali come un test importante per il suo governo a Roma e con conseguenze a livello nazionale. L’indignazione in Italia è grande. Cinicamente i blogger italiani chiedono se la showgirl non debba essere subito chiamata a rivestire la carica di ministro della salute. Berlusconi, pero’, non comprende il motivo di tutta questa agitazione: “Ma che vogliono? Alla fine il partito l’ho fatto io, io ci ho messo i soldi e lo finanzio, io mi sbatto per tutta l’Italia a prendere i voti. Io mi ammazzo e non posso neanche fare un nome?”
Personaggio da talkshow, attraente, di sesso femminile: queste le caratteristiche che spesso contraddistinguono i protetti di Berlusconi. Prima delle elezioni europee dello scorso anno il primo ministro italiano, duramente criticato per le sue scandalose vicende private, aveva già suscitato scalpore: tra i candidati al parlamento europeo da lui favoriti c’erano una bionda presentatrice televisiva e una ex partecipante del Grande Fratello. Competenza politica: meno di zero.
MA QUANTO PUS HA IN TESTA
E’SENZA MATERIA CELEBRALE LUI E IL SUO AMICO
ABOLIRE SUBITO IL FINANZIAMENTO AI GIORNALI NESSUNO LO DICE,L’INFORMAZIONE E’ PILOTATA DAI PARTITI
In questi giorni allarmate dichiarazioni di una ’strana’ sinistra hanno gridato alla limitazione della libertà di informazione. Il motivo degli strepiti era nella decisione del governo Berlusconi di rivedere il budget che ogni anno viene incassato da imprese editoriali di partito, cooperative, spa ed srl per garantire la pubblicazione di giornali o la produzione di programmi.
Le aziende che godono del ’sussidio’ statale sono le più varie e strabilianti e le cifre versate sono di tutto rispetto. Alcuni esempi per il 2008 e riferiti a bilanci presentati per il 2007. Per i partiti, ‘Il Campanile nuovo’, ovvero il giornale di Mastella, ha ricevuto 1.150.919 euro, ‘Editoriale Nord’, ovvero la Lega col quotidiano ‘La Padania’, 4.028.363 euro, il ‘Secolo d’Italia di Fini Gianfranco’ 2.959.948 euro, Undicidue, ovvero i ‘Verdi’, 2.510.957 euro, Mrc, il giornale del Prc Liberazione, 3.947.756 euro.
Per le cooperative, ‘International press’, ovvero l’Avanti, 2.530.638, ‘Conquiste del Lavoro’, ovvero la Cisl, 3.346.992 euro, ‘La Cronaca, 2.455.930 euro, ‘Il Manifesto’ 4.352.698 euro, ‘Linea’ 2.530.638 euro.
Come funziona il meccanismo? Non è poi così complicato. Ogni quotidiano sovvenzionabile ha diritto ad un massimo di 1.300.000 euro per spese fisse ed ad una quota variabile legata alla tiratura dichiarata (ma non verificata).
L’inghippo è facile, perchè nessuno verifica la corrispondenza tra reale e dichiarato.
Come è giusto che sia, perchè i gusti sono gusti, è del tutto irrilevante la qualità del prodotto, così come per le spese ‘fisse’ non è dato sapere quale sia la correttezza nella retribuzione dei collaboratori, l’uso che si fa delle linee telefoniche, il consumo di cancelleria o i canoni di noleggio delle fotocopiatrici.
Come funziona il meccanismo? Non è poi così complicato. Ogni quotidiano sovvenzionabile ha diritto ad un massimo di 1.300.000 euro per spese fisse ed ad una quota variabile legata alla tiratura dichiarata (ma non verificata).
L’inghippo è facile, perchè nessuno verifica la corrispondenza tra reale e dichiarato.
Come è giusto che sia, perchè i gusti sono gusti, è del tutto irrilevante la qualità del prodotto, così come per le spese ‘fisse’ non è dato sapere quale sia la correttezza nella retribuzione dei collaboratori, l’uso che si fa delle linee telefoniche, il consumo di cancelleria o i canoni di noleggio delle fotocopiatrici…
Accedono al sostegno di Stato solo aziende esistenti da anni o ‘emanazione’ di partiti politici che hanno o hanno avuto rappresentanze parlamentari. Un club elitario, di affezionati contribuiti, assolutamente indisponibili ad accettare una riforma del settore che invece di sperperare denaro dei contribuenti per difendere rendite di Palazzo o di lobbies permetta di sostenere chi avvia progetti innovativi, assuma con contratti regolari giornalisti e sulla base di selezioni pubbliche, combatta il precariato, applichi metodologie di risparmio e non di spreco, ecc.
Il governo, nell’ultima Finanziaria, ha deciso di limitare la disponibilità di bilancio, fissando per il 2010 la cifra disponibile a 264 milioni per le spese sostenute nel 2010 e prevedendo di comprimerla a 195 milioni per l’esercizio successivo….
In realtà la diminuzione dei fondi segue un accordo con i ‘beneficati’ nel quale si prevedeva un minimo di ‘ripulitura’ del club, lasciando da parte le situazioni più scandalose.
Per una volta il governo Berlusconi si è comportato in modo virtuoso, anche se di più era possibile fare. Per esempio, le somme versate sono a copertura di esercizi finanziari riguardanti l’anno precedente, così le presunte imprese per disporre di liquidità si rivolgono alle banche per farsi anticipare il denaro. Si consideri che solo questa pratica produce sui 264 milioni di euro del 2009 almeno 20 milioni di interessi, una altra cifra enorme buttata via a solo vantaggio dei creditori…
Non è imposta l’iscrizione all’Ads, l’Associazione Accertamenti Diffusione Stampa, che facilmente potrebbe controllare la correttezza delle dichiarazioni fatte sulla vendita reale dei giornali, così come non c’è un corpo di ispezione delegato alla verifica delle copie veramente stampate, incrociando i dati sull’acquisto di carta e sul consumo di quest’ultima nelle tipografie. Non vengono imposte ispezioni cicliche nelle redazioni per valutare la correttezza dei contratti di lavoro o sul versamento dei contributi e neppure indagini a campione per analizzare le voci dei ‘costi fissi’.
Il Far West dell’editoria finanziata, insomma, conviene a tutti, perchè in quel settore sono compresi in modo assolutamente trasversale partiti o gruppi di pressione di ogni schieramento.
E qui preoccupa l’atteggiamento della sinistra. Invece di chiedere l’immediata moralizzazione del comparto, trasparenza, una riforma che premi le aziende innovative e giovani e progressivamente faccia cessare il sostegno a quelle ‘anziane’ (che si suppone in grado di reggersi da sole) si è gridato alla ‘limitazione della libertà di espressione’.
Insomma, si è nascosto un groviglio di privilegi, consuetudini e rendite ereditarie dietro una battaglia per un diritto civile. Il governo, nel frattempo a corto di denaro, ha congelato la cifra da ‘dedicare’ al club dei beneficati, ma neppure ha imposto immediate regole di controllo, anche perchè non sono pochi i soggetti che gravitano nella sua orbita ad essere coinvolti nella copiosa elargizione di fondi.
Ed i giornali ’seri’ di sinistra, L’Unità, Liberazione, il Manifesto (che da soli hanno incassato oltre 14 milioni di euro), non si sono immediatamente dati un codice di trasparenza, affidando a tecnici esterni la verifica imparziale del proprio operato.
Forse se invece di gridare allo scandalo lo avessero fatto sarebbero stati non solo al di sopra di ogni sospetto, ma avrebbero per davvero combattuto una battaglia per la libertà di stampa.
MI SONO ROTTO VERAMENTE I CO ..ONI DI QUESTO STATO DI MERDA PER FORTUNA CHE’ C’E’ LA RETE COSI’POSSIAMO SPEDIRE UN PO’ DI MERDA ANCHE AL MITTENTE VISTO CHE CON I TELEGIORNALI E I GIORNALI E’ PRETICAMENTE IMPOSSIBILE
COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Art. 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della COSTITUZIONE.QUESTO SE LO DEVONO METTERE IN TESTA
Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le
condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria
scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o
spirituale della società.SCRIVERE LE COSE CHE NON VANNO E CHE I PARTITI VOGLIONO IMPORCI
Art. 21
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo
scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria
nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o
nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione
dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo
intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere
eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai
oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo
convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro si intende revocato e
privo d’ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i
mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre
manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti
adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
Art. 25
Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.
Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore
prima del fatto commesso.
Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti
dalla legge.
VIA DA TUTTE LE GUERRE Art. 11. L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa
alla libertà degli altri popoli e come mezzo di
risoluzione delle controversie internazionali; consente,
in condizioni di parità con gli altri Stati,
alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento
che assicuri la pace e la giustizia fra le
Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni
internazionali rivolte a tale scopo.
Art. 50.
Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle
Camere per chiedere provvedimenti legislativi o
esporre comuni necessità.
Art. 54.
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli
alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e
le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche
hanno il dovere di adempierle con disciplina ed
onore, prestando giuramento nei casi stabiliti
dalla legge.
Nella riforma antifannulloni del ministro Renato Brunetta arriva anche il carcere per i dipendenti che si fingono malati o che falsano la loro presenza in servizio. Lo prevede il decreto legislativo approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri. E PER IL FALSO IN BILANCIO?
carino il ministro sul seggiolino
sig. Ministro,
in questi giorni è stato depositato un disegno di legge per l’unificazione dei ruoli speciali e normali degli ufficiali dei carabinieri e della guardia di finanza, nonchè degli appartenenti ai ruoli direttivi della polizia penitenziaria e della polizia di stato.
Finalmente si inizia ad affrontare una problematica, evidenziata ormai da diverso tempo, che mostra una evidente disparità di trattamento tra ufficiali appartenenti a ruoli diversi e costituisce anche una palese violazione dei diritti costituzionali in considerazione del fatto che tale differenziazione è priva di qualunque fondamento.
Mi iteresserebbe molto conoscere il suo punto di vista su questa tematica ampiamente dibattuta.
Non crede che il futuro di questo paese dipenda anche dal grado di coesione all’interno dei ruoli direttivi dele forze dell’ordine?
Un’ altra domanda, se posso permettermi, non crede che questa sia una valida occasione per dimostrare la vicinanza della politica alle forze di poliza e al loro operato che quotidianamente svolgono al servizio del cittadino?
Augurandole di essere nominato futuro sindaco di Venezia, la saluto crdialmente.
Gentile Sig. Ministro,
immagino che si sia decisamente stupito nel leggere, nel suo blog, le opinioni di numerosi carabinieri, finanzieri e appartenenti alle forze dell’ordine che usano questa piattaforma per raccontare il “disagio” in cui si trovano numerosi ufficiali che appartengono al cosiddetto RUOLO SPECIALE.
Un disagio derivato da una legge, di ormai 10 anni, che – forse involontariamente – ha creato “figli e figliastri”. Una legge che non è più “attuale”, o che forse non lo è mai stata, che ha sicuramente prodotto delle “disparità” di trattamento fra ufficiali d’accademia (del ruolo normale) e ufficiali dei corsi applicativi (del ruolo speciale) a totale svantaggio di questi ultimi che, ad uguali incarichi, hanno diverse progressioni di carriera.
A questo punto Lei penserà: ecco qui, i soliti militari che pensano solo a far carriera! Ebbene no, per chi vive il nostro lavoro con dedizione, spirito di sacrificio ed in forma totalizzante, sottraendo sistematicamente tempo libero, riposi e licenze alla famiglia, poichè chi veste la divisa delle forze di polizia vive in continua emergenza (la rapina, l’omicidio, il grosso furto ad ogni ora del giorno e della notte) che impegna l’ufficiale (operante spesso da solo nei territori della nostra penisola) senza sosta.
Parafrasando De Crescenzo in bellavista “facimm nu poc na vita e …..”, a fronte di un trattamento economico che, se comparato con le altre forze di polizia europee, è fra i più bassi (guadagnano meno di noi solo turchi e rumeni ma il loro costo della vita è molto più basso).
Dunque, progredire più lentamente in carriera significa persino un danno economico ma, anche questo, NON è il PUNTO.
Pensando di interpretare il pensiero di molti ufficiali R.S. provo ad esporle meglio in cosa essi si sentono “mortificati”: lavorare, comandare, sacrificarsi come gli ufficiali del ruolo normale e poi vedersi superare da ?ragazzini in carriera” che progrediscono anni luce prima, genera umiliazione e malumore. Quel ragazzo d?accademia di 20 anni che indossa la stelletta da sottotenente e che a 24 da tenente si trova alle dipendenze del capitano R.S. che gli “insegna” il lavoro e che, nel giro di 4 o 5 anni, sorpassa in curva quello stesso capitano R.S. che rimane ancora al pezzo e si trova a poter essere comandato dal suo “allievo”, è “paradossale”.
Si premiano gli allievi modelli e si umiliano i maestri, altrettanto modelli. Ergo provi a mettersi nei panni degli ufficiali del Ruolo Speciale e provi ad interpretare questa assurda condizione.
Da un paio di giorni non si parla d?altro, nell?ambiente R.S., della proposta di legge Paladini sull?unificazione dei ruoli. Il parlamentare è riuscito a ?intercettare? il malessere di molti appartenenti al ruolo speciale per provare a dare un colpo di spugna alla norma vigente, decisamente iniqua.
Una proposta di legge che deve coinvolgere ? trasversalmente ? tutto il pendolo della politica perché carabinieri, finanzieri e poliziotti non sono né di destra né di sinistra ma sono al servizio di tutti i cittadini, baluardo di una nazione che ha sempre più bisogno di punti di riferimento.
Le posso chiedere cosa ne pensa in proposito?
Grazie!
La mia campagna elettorale è alla luce del sole? ma non lo so se c’è ancora qualcosa alla luce del sole quì in italiano ministro… a giudicare dagli utlimi anni!!!
finalmente il mondo della politica inizia a comprendere le problematiche degli ufficiali e dei ruoli direttivi delle forze dell’ordine…
grazie On. Paladini per l’interesse e la vicinanza dimostrata da lei e dall’Italia dei Valori.
Voglio, inoltre, rivolgere un appello anche all’On. Di Pietro affinchè, in qualità di uomo di legge, si esprima nel merito della problematica..
grazie per tutto quello che fate!!!!!!!!!!!!!!!
sig. Ministro, l’Italia dei Valori ha preso atto della disparità di trattamento esistente tra gli uffiiclai dei rruoli normale e speciale degli ufficiali dei crabinieri, della guardia di finanza, della polizia e della polizia penitenziaria. Disparità e diversità, peraltro, prive di qualsiasi fondamneto costituzionale. Finalmente a distanza di oltre 10 anni dall’istituzione di questi ruoli speciali ch ehanno creato solo malcontento, malumore e attrito all’interno dei ruoli direttivi delle forze dell’Ordine, l’on.Paladini ha presentato il ddl 3280 per la soppressione di questo ruolo speciale e l’unificaizone dei ruoli.
Sig. Ministro, non ritiene che la causa sia giusta e meriti di essere sostenuta da tutte le forze politiche?
non ritiene che creare coesione all’interno dei ruoli direttivi delle forze dell’ordine significhi rafforzare il paese e contribuire ad incrementare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni?
io ritengo che questo sia un preciso dovere di tutte le parti politiche
lei cosa ne pensa?
nel ringraziare l’On. Paladini per la presentazione del ddl 3258 per l’unificazione dei ruoli normale e speciale delle forze di polizia, colgo l’occasione per rivolgere un appello a tutte le forze politiche perchè l’eliminazione di disparità di trattamento tra ufficiali con medesimi titoli e compiti, è un dovere della politica che deve adoperarsi per l’affermazione di diritti, a prescindere da schieramenti di destra, di centro o di sinistra.
grazie onorevole Paladini per quello che sta facendo per le forze dell’ordine che quotidianamente, per una intera esistenza, mettono a disposizione dei cittadini la loro vita.
la prego di estenedere i ringraziamenti a tuti coloro i quali hanno collaborato all’interno dell’Italia dei Valori.
Sig. Ministro,
mi auguro anch’io che lei che dedica tanto spazio ai problemi del lavoro, trovi spazio per i problemi del lavoro dei Carabinieri e di tutte le forze dell’ordine. Noi lettori siamo interessati.
Per quanto riguarda la tematica oggetto della discussione bisogna rilevare che, effettivamente, la situazione in cui versano gli Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri è paradossale.
Pensare che uomini preparati, professionalmente capaci ed in grado di dare un contributo fondamentale per garantire l’efficacia e la funzionalità di quella che è considerata l’Istituzione più amata dagli italiani debbano essere discriminati è davvero inquietante.
Questo potrebbe rivelarsi un elemento destabilizzante all’interno dell’istituzione in considerazione del fatto che Ufficiali con stessi, se non addirittura identici, titoli di studio, stessi incarichi di comando e con l’assunzione di medesime responsabilità in virtù dell’incarico ricoperto subiscono iter completamente diversificati e differenziati per quanto attiene alle procedure di avanzamento.
diversificazione che, per quanto sopra espresso, non trova alcun fondamneto logico o razionale e per certi aspetti si potrebbe rivelare anche incostituzionale.
bisogna che qualcuno si dia da fare per eliminare questa disparità di trattamento professionale e umano tra Ufficiali dei Carabinieri del Ruolo Normale e Ufficiali dei Carabinieri del Ruolo Speciale, realizzando l’unificazione dei ruoli ed evitanto distinzioni (e conseguente creazioni di caste.
sapere che tra i carabinieri ci sono dei problemi non mi fa stare tranquilla.
se gli ufficiali dei carabinieri hanno problemi interni, vuol dire che tutti i carabinieri hanno problemi e questo sinceramente mi inquieta.
in effetti i carabinieri son quelli che sono più vicini ai cittadini, risolvono molti problemi e sono molto umani…………
anch’io nel mio piccolo voglio che questi problemi si risolvano con l’aiuto di tutti noi
E allora anche io Sig. Ministro voglio fare un elogio alla pazzia. Effettivamente in giro ci sono dei folli, gente che potrebbe starsene nel suo cantuccio, approfittare di quel poco che ha, senza rischi e scossoni. Questi folli, forse non sono nemmeno tantissimi, invece si vogliono esporre, rinunciano alla tranquillità che gli può garantire il loro mestiere e decidono che devono combattere una battaglia civile, per ottenere la parità dei diritti come lavoratori. Questi folli appartengono alla categoria degli ufficiali del ruolo speciale dell?arma dei carabinieri. Si tratta di ragazzi giovani, a dire il vero non proprio tutti giovani, che svolgono il loro lavoro in ogni angolo della penisola e soprattutto sono impegnati in incarichi di tipo operativo. Rischiano ogni giorno, hanno tante responsabilità, combattono la criminalità, lavorano sul territorio, si danno da fare e sono contenti del lavoro che fanno. Ma questi ragazzi hanno un grosso problema. Gli ufficiali dei carabinieri, quelli operativi, sono suddivisi in ruoli: ruolo normale e ruolo speciale. Quelli del ruolo normale possono diventare anche Comandanti Generali, fanno carriera senza alcuna limitazione, hanno la possibilità di ricoprire gli incarichi più prestigiosi, hanno una progressione di carriera veloce e quindi hanno indubbi vantaggi economici. L?altra categoria quella formata dagli ufficiali del ruolo speciale ha carriera più lenta che muore a colonnello (tra l?altro i posti di colonnello sono pochissimi), tra l?altro per diventare maggiore questi ragazzi devono fare quattro anni in più dei colleghi del ruolo normale e la retribuzione per effetto della progressione di carriera limitata è di entità minore. Ma direte voi, queste due categorie in che cosa differiscono??? La risposta: in niente, gli ufficiali delle due categorie hanno gli stessi compiti, le stesse responsabilità, condividono gli stessi obiettivi, svolgono le stesse funzioni. Il problema risiede nel fatto che, a dispetto di quanto previsto dal diritto comunitario in tema di parità di trattamento tra i lavoratori e di non discriminazione, dalla stessa costituzione italiana che prevede l?uguaglianza dei cittadini e l?imparzialità della pubblica amministrazione, a dispetto di quanto da lei affermato Sig. Ministro, ossiache in questo Paese deve vincere il merito, gli ufficiali del ruolo speciale formano una CLASSE DI LAVORATORI DI SERIE B e devono sacrificare i loro diritti per consentire ai colleghi del ruolo normale di poter aspirare alla PROMOZIONE fino al grado di generale di corpo d’armata. Vi pare giusta una cosa del genere, si può consentire che nella pubblica amministrazione si usino due pesi e due misure per retribuire una stessa categoria di lavoratori?. Siamo un Paese moderno o siamo un Paese dove ancora ci sono CASTE e NOBILI, uomini con i diritti e uomini senza?
Noi non vogliamo che venga perseguita una politica della discriminazione, vogliamo che le norme vengano cambiate. Gli ufficiali del ruolo speciale non vogliono diventare colonnelli e generali, vogliono solo che venga riconosciuto loro il diritto a diventare colonnelli e generali, vogliono avere le stesse possibilità che vengono riconosciute agli ufficiali del ruolo normale. Parità di condizioni di lavoro, parità di trattamento economico e di carriera ed eliminazione di ogni pregiudizio sulla provenienza. Se un ufficiale ha fatto prima il maresciallo o l?ufficiale di complemento e non ha, quindi frequentato l?Accademia, NON E? UNA PERSONA DI SERIE B. E? un lavoratore che ha la stessa dignità degli altri.
E lei é davvero molto democratico!!
Un saluto, Ilaria.
BRUNETTA LE FONTI PUBBLICHE SERVONO SOLO PER LE VOSTRE PORCATE E SPIEGI QUESTO AGLI ITALIANI E NON A ME.CAPRONE LEGGI,LEGGI. Silvio Berlusconi voleva “chiudere” Annozero. Un membro dell’Agcom – dopo aver parlato con il premier – sollecitava esposti contro Michele Santoro. Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini – al telefono con il capo del governo – annunciava d’aver preparato speciali da mandare in onda sui giudici politicizzati. E le loro telefonate sono finite in un fascicolo esplosivo. Berlusconi, Minzolini e il commissario dell’Agcom Giancarlo Innocenzi: sono stati intercettati per settimane dalla Guardia di Finanza di Bari, mentre discutevano della tv pubblica delle sue trasmissioni. E nel procedimento aperto dalla procura di Trani