Trasparenza: inviata la Guardia di Finanza presso gli Enti che non hanno comunicato consulenze e incarichi esterni

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Nell’ambito dell’ “Operazione Trasparenza” si è conclusa l’indagine che da metà gennaio l’Ispettorato del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ha condotto su un campione di circa un centinaio tra Enti pubblici nazionali ed Enti locali che, al 31 dicembre 2009, non avevano adempiuto alla comunicazione al Dipartimento Funzione pubblica dei dati relativi agli incarichi e consulenze attribuiti nel 2008. Sotto osservazione, anche alcune Università e il CONI, a cui è stata richiesta documentazione integrativa.

L’indagine che si è svolta con rapidità fino ai primi del mese ha avuto termine con una relazione sulle irregolarità emerse, per una valutazione delle ipotesi di danno erariale, inviata a varie Procure regionali della Corte dei Conti. Avrà però un’ulteriore seguito per otto città (concentrate per lo più in Puglia e Campania) che non hanno dichiarato l’entità delle spese sostenute e che saranno pertanto sottoposte a ispezione dalla Guardia di Finanza, in virtù del rapporto di collaborazione rafforzato tra il Comando Generale e l’Ispettorato con il recente decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 (“Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione”).

Già in queste ore, il Ministro Renato Brunetta ha altresì impartito direttive per una verifica di quali Direzioni Generali dello Stato siano inadempienti agli obblighi di pubblicazione sui rispettivi siti Internet dei curricula vitae dei dirigenti, soprattutto di più alto livello, e degli emolumenti da loro percepiti. Contestualmente, in osservanza di un’ulteriore disposizione contenuta nel decreto, sarà gradualmente monitorato anche l’obbligo di esposizione di cartellini identificativi o di targhe da apporre presso la postazione di lavoro per i dipendenti che svolgono attività a contatto con il pubblico.

L’Ispettorato per la Funzione pubblica, creato nel contesto di una legge-quadro sul pubblico impiego agli inizi degli anni ‘80 in realtà non è mai stato utilizzato dai Governi precedenti per le sue potenzialità. Di recente, però, si è imposto all’attenzione per i risultati ottenuti, a seguito di accertamenti con la Guardia di Finanza, nello smascherare i dipendenti con doppio-lavoro non autorizzato e spesso in ‘nero’. Nella relazione inviata nell’autunno scorso dal Ministro Brunetta al Parlamento si evidenziava come già nel 2008 fosse stata scoperta un’alta percentuale di ulteriore attività effettuata dai dipendenti pubblici in violazione di legge (74,5%), che ha determinato sanzioni per circa 24 milioni di euro da corrispondere all’Agenzia delle Entrate da parte dei soggetti che irregolarmente hanno conferito gli incarichi. Si tratta di un importo di ben 10 volte superiore rispetto a quello verbalizzato l’anno precedente.

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20 Commenti a “Trasparenza: inviata la Guardia di Finanza presso gli Enti che non hanno comunicato consulenze e incarichi esterni”

  1. giovanna scrive:

    Sig. Ministro,
    in questi giorni, a seguito della lettura di numerosi commenti su alcuni blog ho appreso che c’è un grande fermento tra gli ufficiali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza in relazione ai diversi profili di carriera per ufficiali inquadrati in ruoli diversi, ma con stessi titoli e medesimi incarchi. In relazione a ciò, mi permetto di sottoporre alla Sua attenzione l’articolo pubblicato sul link che segue:
    http://www.grnet.it/carabinieri/85-carabinieri/788-riordino-dei-ruoli-e-delle-carriere-grande-fermento-tra-gli-ufficiali-dellarma.html.

    La domanda che mi pongo è: come si può conciliare questa disparità di trattamento (qualcuno afferma in violazione di diritti costituzionali) del personale della pubblica amministrazione con il criterio di buon andamento di quest’ultima?
    Altra domanda: da cittadina mi devo preoccupare se ci fosse qualche “ingiustizia” proprio all’interno delle forze dell’ordine che hanno il compito di tutelarci?

  2. francesco scrive:

    Che scandalo, Signor ministro Brunetta, per quanto riguarda la società fastweb ;un danno per lo stato di 365 milioni di euro!
    Allora come la mettiamo?Queste società PRIVATE che evadono l’iva?Poi magari chiedono finanziamenti allo stato…Mi sorge un dubbio caro ministro Brunetta, la fastweb ha avuto recentemente il monopolio sulle connessioni internet in tutti gli istituti scolastici, sostituendo la telecom, come è stato possibile considerando la gratuità della connessione ?Da che mondo è mondo , nessuno regala niente per niente, c’è stato un accordo con il ministero della pubblica istruzione, non c’è aria di tangentopoli?mi potrebbe dire , ma che te ne frega, no assolutamente, sono soldi dei cittadini che pagano tramite tasse e noi odiamo questi piaceri e scambi tra politici di denaro pubblico; vogliamo trasparenza e TANTA ONESTA’,basta sperpero di denaro pubblico, il pericolo vero è nei politici corrotti, società private che speculano e la mafia che imperversa!

  3. Giuseppe scrive:

    Sig. ministro Brunetta,
    è inutile proclamarsi paladino della P.A,
    ministro riformatore etc.. etc,..
    Specie dopo la comunicazione della Corte dei conti ,
    che ha calcolato un aumento del 229% di denunce per CORRUZIONE.
    La gestione del governo Berlusconi e la forzata distribuzione mediatica della sua concezione di governare(il berlusconismo)
    sono la prima causa di questo dato allarmante,
    ma il dicastero di Brunetta è anche responsabile ,
    perchè fino ad oggi si è limitato a proclamare riforme
    della P.A,prediliggendo la riconversione tecnologica degli uffici anzichè delle riforme che possano veramente offrire trasparenza nella gestione della P.A.
    Chi vuole poi, è libero di schierarsi con Brunetta.
    Ma Io ,personalmente credo alla Corte dei conti,
    che raramente espone al pubblico

  4. Giuseppe scrive:

    …al contrario di Brunetta ,
    che fà di tutto per apparire dappertutto,
    e si permette di proclamarsi paladino della P.A,
    senza vergogna di fronte agli italiani consapevoli dei dati
    allarmanti della Corte dei conti.

  5. michele scrive:

    CREDO CHE SIA UN CHIARO ESEMPIO DI CORRUZIONE E DEMOCRAZIA La costruzione di nuove centrali nucleari in Italia, sospesa dal referendum abrogativo del 1987 doveva essere, secondo il governo, una “formalità”. Prudentemente, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha tuttavia rinviato l’annuncio della scelta degli otto futuri siti a dopo le elezioni regionali del 28 o 29 marzo che devono eleggere i governatori in tredici Regioni su venti. Ha anche assicurato agli abitanti ed ai comuni coinvolti che avranno vantaggi finanziari.

  6. michele scrive:

    In Italia, l’anno scorso, i reati di corruzione sono aumentati del 229% e quelli di concussione del 153%, denuncia la Corte dei conti nel suo rapporto annuale. “Siamo soprattutto preoccupati dalla piccola corruzione. È un fenomeno della società che il Codice penale non riesce ad eliminare”, afferma il suo presidenteDiciotto anni dopo l’inchiesta “Mani Pulite” che aveva decapitato una gran parte della classe politica, Silvio Berlusconi non crede al ritorno della grande corruzione: “Tutt’al più esistono dei casi di arricchimento personale”, ha dichiarato.

    .

  7. michele scrive:

    QUESTE DICHIARAZIONI CI FANNO ESSERE GLI ZIMBELLI DEL MONDO Secondo Berlusconi la Minetti dovrebbe far parte della lista di Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia. Il Popolo delle Libertà non ha ancora confermato la candidatura in modo ufficiale. Il capo del governo ha definito le elezioni regionali come un test importante per il suo governo a Roma e con conseguenze a livello nazionale. L’indignazione in Italia è grande. Cinicamente i blogger italiani chiedono se la showgirl non debba essere subito chiamata a rivestire la carica di ministro della salute. Berlusconi, pero’, non comprende il motivo di tutta questa agitazione: “Ma che vogliono? Alla fine il partito l’ho fatto io, io ci ho messo i soldi e lo finanzio, io mi sbatto per tutta l’Italia a prendere i voti. Io mi ammazzo e non posso neanche fare un nome?”

  8. michele scrive:

    La popolarità di Berlusconi è cresciuta dopo le immagini televisive dell’aggressione sanguinaria. Ora un giudice vuole le prove che l’attacco non sia stato organizzato.

    I media mondiali hanno mostrato le riprese televisive del presidente del consiglio italiano sanguinante a metà dicembre e i secondi precedenti a quando è stato aggredito dallo spettatore Massimo Tartaglia che lo ha colpito a sangue con una statuetta. L’impatto non è stato mai ripreso dalle telecamere. La popolarità prima in calo di Silvio Berlusconi è risalita nei sondaggi.

    Voci di una montatura

    Allo stesso tempo su internet si è sparsa la voce che l’incidente sia stato una montatura. Ora si verificherà la veridicità di questa voce.
    Il procuratore aggiunto Armando Spataro ha incaricato due esperti di volti di esaminare il presidente.
    Il medico personale di Berlusconi aveva detto dopo l’attacco che il presidente avrebbe avuto bisogno di 90 giorni di riposo per guarire le ferite. Ma già dopo 3 settimane Berlusconi era in piedi senza alcuna cicatrice visibile o ferite al volto.
    Il procuratore ha motivato la richiesta dell’indagine medica con il fatto che la legge italiana attribuisce pene di entità diversa a seconda che le ferite necessitino di più o meno di 40 giorni per guarire.

  9. michele scrive:

    Il Tg1 di Minzolini delle 13.30 dice l’esatto contrario, parla di: “sentenza di assoluzione” per Mills.
    Il Tg1 ha mentito. Minzolini ha due opzioni: fare una immediata rettifica o essere denunciato.

  10. michele scrive:

    Nel ’68 Brunetta aveva diciotto anni. «Ed ero contro. Fui cacciato dall’assemblea dei figli di papà che chiedevano il 30 politico. Capii subito l’inganno: “Voi siete ricchi, io povero. Ma io ho la testa; voi no. Così voi chiedete voti uguali per tutti, per restare voi ricchi e io povero. Ma così mi fottete!”. Ho sempre votato Psi. Oggi sono un socialista di Forza Italia. Lib-lab: liberalsocialista ». Esordio con Gianni De Michelis. «La migliore testa della politica italiana degli ultimi cinquant’anni». Consigliere economico di Craxi — «un freddo, mi apprezzava molto ma non l’ho mai frequentato» — e di Amato: «Gran testa, poca personalità. Gliene voglio: poteva salvare il Psi, e non l’ha fatto».

  11. michele scrive:

    Non ha fatto anche Cacciari il sindaco e insieme il parlamentare eurupeo?» replica il ministro «fantuttone». Quando era consigliere comunale di Venezia, Brunetta partecipò a 87 sedute su 208; da europarlamentare lo videro circa alla metà delle sedute.

  12. michele scrive:

    Chi l’ha visto Appena venticinquenne, Brunetta entra nel dorato mondo dei consulenti (di cui oggi critica l’abuso). Viene nominato dall’allora ministro Gianni De Michelis coordinatore della commissione sul lavoro e stende un piano di riforma basato sulla flessibilità che gli costa l’odio delle Brigate rosse e lo costringe a una vita sotto scorta. Poi diventa consigliere del Cnel, in area socialista. Nel 1993, durante Mani Pulite firma la proposta di rinnovamento del Psi di Gino Giugni. Nel 1995 entra nella squadra che scrive il programma di Forza Italia e nel 1999 entra nel Parlamento europeo.

  13. michele scrive:

    Ci ha messo 13 anni in più, ma alla fine l’ex venditore ambulante di gondolette di plastica è stato di parola. In soli sette mesi di governo è diventato la star più splendente dell’esecutivo Berlusconi. La guerra ai fannulloni conquista da mesi i titoli dei telegiornali. I sondaggi lo incoronano – parole sue – ‘Lorella Cuccarini’ del governo, il più amato dagli italiani. Brunetta nella caccia alle streghe contro i dipendenti pubblici non conosce pietà. Ha ristretto il regime dei permessi per i parenti dei disabili, sogna i tornelli per controllare i magistrati nullafacenti e ha falciato i contratti a termine. Dagli altri pretende rigore, meritocrazia e stakanovismo, odia i furbi e gli sprechi di denaro pubblico, ma il suo curriculum non sempre brilla per coerenza.risulta che i dati sulle presenze e le sue attività al Parlamento europeo non ne fanno un deputato modello. Anche la carriera accademica non è certo all’altezza di un Nobel. Ma c’è un settore nel quale l’ex consigliere di Bettino Craxi e Giuliano Amato ha dimostrato di essere davvero un guru dell’economia: la ricerca di immobili a basso costo, dove ha messo a segno affari impossibili per i comuni mortali.

  14. michele scrive:

    ALLA FACCIA A CHI LAVORA 38 ANNI CON 900 EURO Brunetta: prendo pensione da 3 mila euro(ANSA) – ROMA, 4 FEB – ‘Sono da poco in pensione come professore universitario e prendo una pensione di 3.000 euro netti’. Cosi’, il ministro Brunetta.Il titolare della Pubblica amministrazione e Innovazione, 60 anni il prossimo maggio, ha risposto alla domanda di Lilli Gruber alla trasmissione ‘Otto e mezzo’ su ‘La 7′, aggiungendo che la pensione gli viene riconosciuta dopo 38 anni di insegnamento.

  15. michele scrive:

    (ANSA) – ROMA, 26 FEB – L’incremento della capacita’ di generare profitti delle utilities privatizzate ‘e’ in larga parte dovuto’ all’aumento delle tariffe. Lo dice la Corte dei Conti. Dalle utilities privatizzate – sottolinea la Corte – le tariffe ‘risultano notevolmente piu’ elevate di quelle richieste agli utenti di altri Paesi europei’. La Corte aggiunge che per incassi del programma di privatizzazioni ‘l’Italia si pone al secondo posto, dopo il Giappone, nella classifica globale’.

  16. domanda al sig. ministro scrive:

    Gentile Sig. Ministro,
    immagino che si sia decisamente stupito nel leggere, nel suo blog, le opinioni di numerosi carabinieri, finanzieri e appartenenti alle forze dell’ordine che usano questa piattaforma per raccontare il “disagio” in cui si trovano numerosi ufficiali che appartengono al cosiddetto RUOLO SPECIALE.

    Un disagio derivato da una legge, di ormai 10 anni, che – forse involontariamente – ha creato “figli e figliastri”. Una legge che non è più “attuale”, o che forse non lo è mai stata, che ha sicuramente prodotto delle “disparità” di trattamento fra ufficiali d’accademia (del ruolo normale) e ufficiali dei corsi applicativi (del ruolo speciale) a totale svantaggio di questi ultimi che, ad uguali incarichi, hanno diverse progressioni di carriera.

    A questo punto Lei penserà: ecco qui, i soliti militari che pensano solo a far carriera! Ebbene no, per chi vive il nostro lavoro con dedizione, spirito di sacrificio ed in forma totalizzante, sottraendo sistematicamente tempo libero, riposi e licenze alla famiglia, poichè chi veste la divisa delle forze di polizia vive in continua emergenza (la rapina, l’omicidio, il grosso furto ad ogni ora del giorno e della notte) che impegna l’ufficiale (operante spesso da solo nei territori della nostra penisola) senza sosta.

    Parafrasando De Crescenzo in bellavista “facimm nu poc na vita e …..”, a fronte di un trattamento economico che, se comparato con le altre forze di polizia europee, è fra i più bassi (guadagnano meno di noi solo turchi e rumeni ma il loro costo della vita è molto più basso).

    Dunque, progredire più lentamente in carriera significa persino un danno economico ma, anche questo, NON è il PUNTO.

    Pensando di interpretare il pensiero di molti ufficiali R.S. provo ad esporle meglio in cosa essi si sentono “mortificati”: lavorare, comandare, sacrificarsi come gli ufficiali del ruolo normale e poi vedersi superare da ?ragazzini in carriera” che progrediscono anni luce prima, genera umiliazione e malumore. Quel ragazzo d?accademia di 20 anni che indossa la stelletta da sottotenente e che a 24 da tenente si trova alle dipendenze del capitano R.S. che gli “insegna” il lavoro e che, nel giro di 4 o 5 anni, sorpassa in curva quello stesso capitano R.S. che rimane ancora al pezzo e si trova a poter essere comandato dal suo “allievo”, è “paradossale”.

    Si premiano gli allievi modelli e si umiliano i maestri, altrettanto modelli. Ergo provi a mettersi nei panni degli ufficiali del Ruolo Speciale e provi ad interpretare questa assurda condizione.

    Da un paio di giorni non si parla d?altro, nell?ambiente R.S., della proposta di legge Paladini sull?unificazione dei ruoli. Il parlamentare è riuscito a ?intercettare? il malessere di molti appartenenti al ruolo speciale per provare a dare un colpo di spugna alla norma vigente, decisamente iniqua.

    Una proposta di legge che deve coinvolgere ? trasversalmente ? tutto il pendolo della politica perché carabinieri, finanzieri e poliziotti non sono né di destra né di sinistra ma sono al servizio di tutti i cittadini, baluardo di una nazione che ha sempre più bisogno di punti di riferimento.
    Le posso chiedere cosa ne pensa in proposito?

    Grazie!

  17. marcello attivo scrive:

    Bene sugli incarichi, ma l’”operazione trasparenza” che fine ha fatto? Tempo fa il suo Ministero è stato informato che il dirigente di una scuola del trevigiano, l’Istituto Albrghiero Alberini, si era rifiutato di fornire i tassi di assenza del personale richiesti da un membro del Consiglio d’Istituto. Il rifiuto è stato dato per iscritto, protocollato, e la lettera è stata portata a conoscenza dei genitori in una pubblica assemblea. Tali dati, se norme e circolari non sono pura teoria, dovrebbero essere reperibili sul sito della scuola (altre lo fanno) e sul sito del MIUR (non li ho trovati).
    Mi chiedo se al di là dei proclami (sui quali concordo), al di là delle retate della G.d.F. (di certo utili, ma occasionali), nel caso concreto ci siano strumenti per rendere effettiva la trasparenza anche là dove qualcuno per ragioni a me poco chiare faccia una evidente ostruzione.
    Ultima cosa: so che il Ministero, su questo, è stato informato quattro mesi fa. Alle mail, certificate o meno, sarebbe bene rispondere.
    Grazie.

  18. ufficiodelpersonale scrive:

    Lavoro nell’ufficio del personale di un ufficio scolastico, la mia frustrazione è grande nel vedere che c’è chi entra, esce, fa quel che gli pare, giustifica a volte cose non vere, i dirigenti vengono informati e tutto rimane uguale. Ma per poco più di mille euro al mese che devo fare, denunciare io direttamente le condotte poco pulite?

  19. Marina scrive:

    Da circa trenta anni ogni governo le “taglia”, ma le auto blu hanno la coda come quella delle lucertole: regolarmente “riscresce”. Una coda delle dimensioni pari a quella di un dinosauro: l’ultimo censimento delle auto blu in Italia arriva a quota 626.760. Tre anni fa erano 574mila: la “coda”, indifferente ai tagli, cresce e si allunga al ritmo del tre per cento all’anno. Ogni anno circa quindicimila auto blu in più. Ci si stupisce e ci si indigna al paragone con gli Usa: 72mila in un paese che ha cinque volte la popolazione italiana. La Francia ha una popolazione di poco superiore a quella italiana e un decimo di auto blu: 61mila. In Germania sono ottanta milioni a fronte dei sessanta milioni che vivono in Italia: 54mila auto blu a fronte di seicentomila e passa. E 51mila in Gran Bretagna…Abbiamo il “sedere pesante” come popolo o abbiamo una “Casta” dal “sedere” più largo, sproporzionatamente più largo di ogni altra Casta, di ogni altro paese? Insomma, chi ci viaggia nelle nostre seicentomila auto blu?

  20. LIBERALVOX scrive:

    ADESSO DICO BASTA!

    La politica è diventata una delle più importanti attività del Paese. Non soffre la crisi, i suoi addetti aumentano ogni anno. I loro stipendi crescono e non temono licenziamenti. La politica è il primo settore improduttivo, ma il meglio retribuito. Dicono di voler combattere l’assenteismo e i fannulloni della Pubblica Amministrazione e poi quando Tremonti si presenta alle Camere per annunciare la gravità del momento di crisi, in Aula sono presenti, a dire tanto, una trentina di parlamentari su 630. Gli altri 600 se ne stanno a godersi i 25.000 euro che ogni mese fottono ai contribuenti. Non si capisce come possa fare un intero popolo a sopportare, a non accorgersi o ad infischiarsene del fatto che oggi vivono di politica in Italia centinaia di migliaia di persone (politici, portaborse, segretarie, impiegati, giornalisti, faccendieri, ecc, ecc) che hanno come unico obiettivo quello di farsi i propri affari, aumentarsi i loro stipendi in barba a qualsiasi crisi e a qualsiasi logica contrattuale, accrescere privilegi, occasioni di profitto alle spese della collettività, a spese nostre! Fino a quando pensano di trovare i soldi per andare avanti attingendo sempre e soltanto dalle nostre tasche? Non saprei dire. So soltanto che stasera non guarderò Annozero e che sabato leggerò un bel libro, invece di guardare la partita dell’Inter. Sono stufa di sentir parlare dei miei problemi, da gente che guadagna milioni di euro, sono stufa di fare il tifo per chi tira due calci al pallone a peso d’oro. Adesso dico basta!

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