Il consiglio dei ministri approva il nuovo codice dell’amministrazione digitale

palazzo chigi
Foto di Agenziami

Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), proposto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta. Questo decreto legislativo segna il passaggio dall’amministrazione novecentesca (fatta di carta e timbri) all’amministrazione del XXI secolo (digitalizzata e sburocratizzata) e fornisce una puntuale attuazione dei criteri di delega contenuti nell’articolo 33 della legge n. 69 del 2009.

Dopo la Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione (il decreto legislativo n. 150/2009 che ha introdotto meritocrazia, premialità, trasparenza e responsabilizzazione dei dirigenti), l’approvazione del nuovo CAD (il vecchio Codice è stato pubblicato cinque anni fa con decreto legislativo n. 82 del 2005) va a costituire così il secondo pilastro su cui poggia il disegno di modernizzazione e digitalizzazione della PA definito nel Piano industriale presentato nel maggio 2008.

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50 Commenti a “Il consiglio dei ministri approva il nuovo codice dell’amministrazione digitale”

  1. gianluca scrive:

    Per la modernizzazione e digitalizzazione della P.A. Servono risorse economiche. Gli uffici o enti che disporrano di più risorse economiche ( magari quelli del suo dicastero o enti ai quali si devono o chiedono favori) si adegueranno, mentre la maggior parte degli altri continueranno ad usare computer di 1° generazione.Quante palle di prima mattina.

  2. gianluca scrive:

    “Dopo la Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione (il decreto legislativo n. 150/2009 che ha introdotto meritocrazia, premialità, trasparenza e responsabilizzazione dei dirigenti)”
    QUESTE SONO PALLE DEL PASSATO.

  3. ugoz scrive:

    ministro brunetta, le imprese scappano via dall’italia anche perchè siamo ancora impestati ed infestati di comunisti di tutte le specie e di tutti i tipi, politici e sindacalisti compresi!!! spinetta il presidente di airfrance ha interrotto la trattavica con alitalia per colpa proprio dei sindacati!! ministro brunetta, diciamoci sempre la verità che deve essere sempre onorata, non facciamo come i comunisti alla santoro, alla travaglio e floris che la verità la maltrattano sempre mettendosela sotto i piedi!! adesso, ministro, per i comunisti è venuto fuori che bertolaso non è un eroe nazionale perchè secondo loro gli eroi nazionali sarebbero santoro, floris, lerner, scalfari, mauro, concita de gregori, l’unità e la repubblica!! ma mi facciano il piacere questi orridi comunisti italiani che non si smentiscano mai e ci sono le solite scimmiette ammaestrate, ministro, che dànno persino credito a questi orridi e lestofanti personaggi che inquinano a non finire tutta la politica italiana, inondandola con la melma e la poltiglia delle bugie e delle falsità più assurde possibili ed immaginabili!! per loro, ministro, gli eroi nazionali sarebbero travaglio, santotro e la sua bellissima velina!! ma per cortesia, andassero tutti e tre a togliere il fango dalla calabria e dalla sicilia che stanno sprofondando nella melma più di quanto vi erano sprofondate già prima!!! chissà se le scimmiette ammaestrate calabrsi sono andate a dare una mano a bertolaso per togliere il fango che ha inondato un paese della loro amata terra, o se ne stanno semplicemente con le mani in mano a guardare come bertolaso li libera dal fango!! d’altronde, ministro, come possono dare una mano a bertolaso questi terroni che se ne stanno tutto il giorno a postare stupidate varie impestando persino i suoi blog!!!

  4. ugoz scrive:

    sentivo ieri per Tv, ministro, che adesso sta sprofondando nel fango tutta catanzaro che è il capoluogo della calabria!! aspettano i calabresi che catanzaro sprofondi così arriveranno gli aiuti dal nord italia in soldi e con la protezione civile di bertolaso che sempre dal nord è pagata! per forza che il debito pubblico italiano è errivato così in alto, lo stato italiano deve mantenere tutti i falsi invalidi del sud italia, deve mantenere tuti i truffatori sudisti vari dell’inps e dela sanità, deve mantenere le 10 mila guardie forestali della calabria che nonostante siano tante non riescono nemmeno a tenere sotto controllo il territorio visto che sta franando tutto letteralmente, lo stato deve mantenere anche le migliaa e migliai di operatori ecologici di napoli e palermo che sono il triplo di quelli di torino e milano, ma mentre queste due città sono pulite, napoli e palermo spesso e volentieri vengono sommerse dalla spazzatura!! per forza, ministro, lo stato è costretto a tartassare le medie, piccole e grandi imprese del nord che poi rischiano di fallire o se ne scappano dall’italia per pagare meno tasse!! quanto ci costa il meridione d’italia ministro? e nemmeno riesce ad emergere economicamente, civilmente e culturalmente!! vogliono andare avanti col comunismo e con l’assistenzialismo le scimmiette ammaestrate meridionali, ma evidentemente non hanno capito che lo stato lo abbiamo già munto abbastanza e le sue mammelle adesso sono diventate sterili come i cervelli di santoro, travaglio e tutte le loro le scimmiette ammaestrate!!

  5. ugoz scrive:

    come mai le sudiste, ministro, si lamentano tanto che al sud non ci sono posti di lavoro e poi si fanno togliere il lavoro da migliaia e migliaia di badanti straniere!!?? lei lo sa, ministro, che il sud italia sovrabbonda di badanti straniere??? che ci vuole fare, ministro, le sudiste vogliono fare le professoresse per cui vengono anche al nord a prendere il posto dii lavoro, ma il giorno dopo hanno già presentato la domanda di trasferimento!! ed allora anche voi politici, ministro, quando riferite certe cifre e certe statistiche dovete anche dire perchè al sud mancano sempre posti di lavoro, per cui le sudiste sono in percentuale molto più disoccupate delle nordste! anche i sudisti disoccupati, ministro, se avessero voglia di faticare se ne verrebbero al nord, dove oggi lavorano circa 2 milioni di stranieri, con tutti i problemi di integrazione e delinquenza che comportano! ministro, non bisogna mai impietosirsi dei meridionali, sono falsi e bugiardi come tutta la sinistra italiana, d’altronde per questo votano a sinistra, là vi si trovano molto bene perchè quello è il loro habitat naturale!!

  6. ugoz scrive:

    sa che cosa fanno i sudisti ministro???? “piangono e fottono”!!! è un loro detto molto bene appropriato a loro stessi!! se lo sono tagliato su misura!! è un abito perfettamente riuscito, nemmeno armani o valentino sarebbero stati così bravi a confezionargliene uno!! ecco perchè votano a sinistra i sudisti italiani! sperano sempre di essere mantenuti dallo stato italiano!!

  7. michele scrive:

    MINSTRO STAI ATTENTO A QUESTO SUDISTA Silvio Berlusconi, dal giorno dell’editto bulgaro, 18 aprile 2002, che determinò la chiusura del Fatto di Enzo Biagi, di Sciuscià di Michele Santoro e la fine della carriera in Rai di Daniele Luttazzi, come gli ha suggerito l’amico Previti, non ha più fatto prigionieri, soprattutto quando qualcuno tenta di inserirsi tra le sue aziende e le risorse pubblicitarie e quando c’è chi si oppone al “pensiero unico”: cioè il suo. Ne sa qualcosa Sky (prima l’aumento dell’Iva dal 10 al 20%, poi la nascita di una seconda piattaforma satellitare), così come le oltre 50 testate che con il taglio del 20% del fondo per l’editoria, previsto in Finanziaria, rischiano di chiudere. Per Winston Churchill: “La democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato”, per Berlusconi, invece, la democrazia esiste quando uno dei due non può parlare. A subìre il prossimo editto, vestito ufficialmente da decreto, quello del sottosegretario con delega alle Comunicazioni Paolo Romani, è il mondo del Web.

  8. michele scrive:

    Parlamento ha votato all?UNANIMITA? e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.135,00 al mese. davvero?

    Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

    STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE

    STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese

    PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

    RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese

    INDENNITA? DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)

    TUTTI ESENTASSE
    +

    TELEFONO CELLULARE gratis

    TESSERA DEL CINEMA gratis

    TESSERA TEATRO gratis

    TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis

    FRANCOBOLLI gratis

    VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis

    CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis

    PISCINE E PALESTRE gratis

    FS gratis

    AEREO DI STATO gratis

    AMBASCIATE gratis

    CLINICHE gratis

    ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis

    ASSICURAZIONE MORTE gratis

    AUTO BLU CON AUTISTA gratis

    RISTORANTE gratis(nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!)

    Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera.(Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l?auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)

    La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO..

    La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

    Fai circolare…….si sta promovendo un referendum per l?abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari………… queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i mass-media rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani……

  9. michele scrive:

    Fede costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all’anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze che berlusconi ha in concessione dallo Stato. Per l’Europa l’assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi.
    La sentenza europea è la terza a favore di Europa 7 dopo quelle della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato. Berlusconi toglie l’ICI, ma introduce il canone Fede. Non ci sono conflitti di interessi? Perchè gli italiani devono pagare per guardare Fede ogni sera? Se il concessionario pubblico di tre reti nazionali berlusconi non sposterà Rete 4 sul satellite gli italiani alla fine del suo prossimo glorioso quinquennio pagheranno circa UN MILIARDO di euro di multa considerando gli arretrati.
    Berlusconi è un genio, oltre alla concessione pubblica, la pubblicità a pagamento su tre reti avute in eredità da Craxi, avrà anche il finanziamento pubblico. Il ministero delle Comunicazioni non c’è più. In realtà non c’era neppure prima. Gentiloni che potrà dedicarsi di più al tennis con Ermete invece di passare lunghi week end ad Arcore.
    Se pò fà. Con i nostri soldi se pò fà.
    Per sapere quanto stiamo versando al Presidente del Consiglio per non applicare le sentenze su Rete 4 scaricate e diffondete il banner. E’ bello contribuire al successo economico di BERLUSCONI con le nostre tasse.

  10. michele scrive:

    Circa trent’anni fa in Italia vennero istituite le scorte per difendere i politici e le persone che si trovavano nel mirino dei terroristi. Anche se non sono servite mai a nulla, esse venivano assegnate ai personaggi più esposti.
    Dimostrazione di quanto ho appena affermato è che quando i terroristi o i mafiosi decidevano di colpire lo facevano lo stesso e, a rimetterci la vita, non era solo il politico o il magistrato di turno ma anche la loro scorta.
    L’on. Aldo Moro e il giudice Giovanni Falcone ne sono un esempio lampante.

    Nonostante tutto, gli uomini di scorta e le auto blu sono aumentate e, attualmente, assegnate in modo sconsiderato.
    Oggi sono solo simbolo di potere o di conoscenze altolocate.
    Mi domando: “Con quale criterio e con quale giustificazione è stata assegnata l’auto blu, con relativo personale, al giornalista di Porta a Porta, Bruno Vespa?”
    Non mi risulta sia un politico, né un magistrato o che abbia importanti incarichi istituzionali. Forse a dargli questo diritto è la sua faziosa trasmissione televisiva da voltastomaco o per il servilismo che mostra nei confronti del premier Silvio Berlusconi che serve come un prete sull’altare?

    Questi servizi hanno un costo elevatissimo e comportano un enorme dispendio di risorse umane.
    In questi tempi di congiuntura non sarebbe più giusto risparmiare e utilizzare meglio questo personale?
    Si parla tanto di sicurezza nelle città.
    Perché non utilizzare proficuamente questi uomini che potrebbero assicurare un servizio qualificato di prevenzione al posto delle ronde o degli uomini dell’Esercito?

    Solo ai Capi di Stato è previsto un servizio di scorta, ma badate bene si tratta di scorta d’onore.
    Non vedo, quindi, nessuna ragione di assegnare scorte a destra e a manca come se fossero noccioline.
    Sono stufo, come molti altri italiani, di vedere la concessione di questo privilegio a chiunque e di vedere continuamente sfrecciare a forte velocità e, a sirene spiegate, autovetture che hanno appiccicato sul tetto un lampeggiante blu ed un uomo della scorta che esponendo la paletta cerca faticosamente di creare un varco nel traffico cittadino.

    È tempo di finirla con i soprusi e con queste spese pazze.
    In quale parte del mondo, fatta eccezione dei paesi che hanno un regime dittatoriale, si vedono politici accerchiati da un nutrito numero di uomini di scorta?
    I nostri, per caso, hanno paura di essere affrontati e mandati all’ospedale per curarsi qualche trauma cranico o qualche costola rotta?
    Se il nostro premier ha bisogno della scorta non ha altro da fare che pagarsela, tanto i soldi per le sue “escort” non gli mancheranno di sicuro.

  11. MisterNo scrive:

    Ma quale nuovo codice dell’amministrazione digitale??????…il governo ha approvato uno schema di decreto legislativo che integra e modifica il codice dell’amministrazione digitale già esistente!!!!!…signori dello staff quando la smetterete di prendere per i fondelli gli italiani????????

  12. ugoz scrive:

    ministro brunetta, voi, politici amici, a berlusconi non gli dovete romopere troppo le palle!! possibile che oltre ad occuparsi dei tantissimi problemi del paese e dei tantissimi problemi che gli procura questa orribile opposizoione deve perdere tempo anche con le vostre diatribe inutili ed inopportune, per lo meno in questo momento?? fate passare la tempesta economica in corso, che è la cosa più importante di cui occuparsi adesso, e poi vi occuperete delle cose di secondaria importanza!!! possibile che non le capiate certe cose, ministro??

  13. ugoz scrive:

    e a proposito di gelatina, ministro, c’è da dire che i veri “gelatinosi” in italia sono santoro, travaglio, lerner, concita de gregori, scalfari e mauro!!! rifletta bene, ministro brunetta, e mi dica se a lei vengono in mente persone al mondo più “gelatinose” di questi personaggi!! io ho riflettuto parecchio per cui posso dire senza ombra di dubbio che non esistono al mondo personaggi più viscidi e “gelatinosi” di santoro, travaglio, lerner, concita de gregori, scalfari e mauro!! i quali hanno anche la colpa di approfittare in maniera molto esagerata e abominevole delle menti deboli delle tante scimmiette ammaestrate di sinistra!! ministro brunetta però lei deve essere grato alle scimmiette ammaestrate perchè è grazie a loro che voi parlmantari guadagnate per lo meno 20 mila euro al mese (4/5 volte di più dei parlamentari spagnole ed inglesi) che da buome scimmiette ammaestrate seguendo il consiglio dei loro orridi politici e giornalisti hanno votato “NO” al referendum di qualche anno fa che predeva la riduzione drastica del numero dei perlamentari e del loro stipendio!! ministro brunetta, si può essere più scimmiette ammaestrate di così! me lo dica lei!! votano persino contro i loro interessi le scimmiette ammaestrate pur di seguire gli sciagurati consigli dei loro politici e dei loro giornalisti!! poi dicono che non è vero che sono scimmirette ammaestrate!!

  14. michele scrive:

    Il Pompiere della Sera, come lo chiama Travaglio, non si smentisce mai. I suoi migliori pezzi per stomaci forti sono senza dubbio quelli economici. Trasudano salivazione nei confronti del Potere a tal punto che vanno letti con i guanti di gomma.Ha discettato ieri sulla crisi della Grecia e sul possibile contagio all’Italia. E ha subito trovato il cavaliere bianco che la salverà. Proprio lui, Berlusconi, l’economista “che queste cose le capisce al volo” e che ha indebitato il Paese.
    “Ma se ciò che rende il debito non sostenibile è la mancanza di crescita, non vedo quale sia la forza dell’Italia: neppure noi cresciamo e il nostro rapporto debito- Pil è ancora il più elevato nell’area dell’euro. Al vertice europeo della scorsa settimana, Silvio Berlusconi — che queste cose le capisce al volo e nutre anche un sano scetticismo verso la vanità di Bruxelles — ha chiesto che la gestione delle crisi nel Sud dell’Europa venga delegata al Fondo monetario internazionale…Berlusconi deve insistere: il suo intervento potrebbe essere cruciale per salvare l’euro.”
    L’Europa a due (e anche tre) velocità può continuare a mantenere un euro a una velocità? Ad avere una sola valuta? Io ho forti dubbi.

  15. michele scrive:

    “Oggi tenterò di fare un quadro su quella che è una delle più contestate teorie di natura monetaria circa l’avverarsi di un cosiddetto Euro 2, di una spaccatura valutaria all’interno dell’area monetaria in Europa che porti all’emersione di una seconda divisa che consentirà un tenore di doppia circolazione all’interno di determinati Paesi.
    Chi ha letto il mio primo saggio economico nel 2006: “Duri e puri, aspettando il nuovo 1929”, si ricorderà che in copertina c’era una moneta da un Euro che si spezzava in due. Molti lettori mi hanno chiesto: “Ma perché non hai messo il dollaro al posto dell’Euro, non sarebbe stato più giustificato visto quello che è accaduto dopo?”
    No perché l’idea originale era proprio quella che all’interno dell’area Euro si potesse creare un Euro 2, una cosiddetta baby moneta, secondaria che venisse utilizzata all’interno di alcuni Paesi, quali sono questi Paesi? I cosiddetti PIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) a cui aggiungerei Malta e Cipro. Per quale motivo un Euro 2? Perché a distanza di 10 anni dalla nascita dell’Euro, ci si rende conto di come l’Unione Europea sia nata attraverso pressioni e forzature insensate e quasi scellerate perché alcuni Paesi, tra i quali anche il nostro, debbono scontrarsi con deficienze strutturali che sarà difficile nel lungo termine riuscire a livellare.

  16. michele scrive:

    I famosi parametri di Maastricht, che ormai sono parametri scritti nei libri di storia, perché negli ultimi due anni solo saltati per quasi tutti, dalla Germania alla Grecia, a cosa serve un’Europa in cui i processi di armonizzazione economica avrebbero dovuto pretendere un allineamento in termini di debito pubblico rapportato al Pil e poi di ricorso al deficit di bilancio per tenere in piedi i Paesi, quando ci troviamo con un grande punto di domanda per la Grecia: “La Grecia si autosalverà attraverso una ridefinizione della fiscalità diffusa, oppure verrà salvata dalla Germania in concertazione con altri Paesi?”. Questa è la vera preoccupazione dei mercati finanziari, vi è di più, se la Grecia venisse salvata, a quel punto si creerebbe un precedente, si dovranno salvare più avanti la Spagna e forse anche l’Irlanda e non dimentichiamoci dell’Italia, solamente che la Grecia pesa in maniera ridicola dal punto di vista economico, l’Italia, la Spagna sono un grande punto di domanda perchè non ci sarebbero le risorse per intervenire e mettere un tappo alla falla. Ecco perché i mercati finanziari hanno un particolare nervosismo sia sulla negoziazione dei titoli di Stato, che sullo stesso andamento del rapporto Euro – Dollaro, ormai il vero driver trainante i motori finanziari e che è stata la giustificazione della cosiddetta ripresina che abbiamo conosciuto fino a un mese fa, dovuta proprio al rapporto di cambio tra Euro e Dollaro. Dopo quello che è accaduto (alla Grecia, ndr), il cambio Euro – Dollaro si è contratto pesantemente, è passato a 1,50 e si sta proiettando a 1,30, forse anche a 1,25. I mercati finanziari vivono con maggior ansietà il futuro dell’Europa rispetto agli Stati Uniti d’America a causa della disomogeneità strutturale in termini di deficit, di crescita e di credibilità dei Paesi europei.

  17. michele scrive:

    L’Euro è un marco travestito, una moneta che hanno preteso e voluto i tedeschi perché la Germania era un Paese con potenzialità in termini di export rivolte soprattutto ai Paesi europei, quindi aveva la necessità di una valuta forte e di un rapporto di cambio fisso che consentissero stabilità negli scambi commerciali.
    Paesi come l’Italia, la Spagna e la Grecia hanno potenzialità diverse da quelle della Germania, pensiamo all’Italia che esporta molto di più rispetto alla Germania, al di fuori dei confini europei e avrebbe la necessità di una valuta competitiva, un po’ quello che sta facendo la Cina nei confronti delle altre divise, tenendo lo Yuan svalutato per rendere appetibili le esportazioni cinesi.
    In questi termini dovremmo ripensare alla politica monetaria per alcuni Paesi europei, ed è per questo motivo che comincia a emergere l’ipotesi del cosiddetto Euro 2, una spaccatura all’interno dell’Euro che faccia nascere una seconda divisa.. Ricordiamoci però che proprio per questa ragione uno dei primi Paesi che si dovrebbe opporre sarebbe la Germania che si ritroverebbe a avere partner con potenzialità e appeal valutari che la metterebbero in difficoltà. L’emergere dell’Euro ha creato molti più benefici a alcuni Paesi e messo a dura prova la tenuta dei conti di altri, ecco perché in questo momento i mercati sono dubbiosi sul futuro dell’Europa e dell’Euro. La Grecia con 0,3 trilioni di euro fa ridere, può essere salvata attraverso un intervento in concertazione di più Stati, ma un Paese come la Spagna? L’Italia? Chi li salverà?”

  18. michele scrive:

    Lettera a Michele Santoro
    “Caro Michele, ho riflettuto su quanto è accaduto giovedì ad Annozero. E, siccome è accaduto davanti a 4 milioni di persone, te ne parlo in forma pubblica. Parto da una tua frase dell’altra sera: “Parliamo di fatti”. Il punto è proprio questo. Si può ancora parlare di fatti in tv? Sì, a giudicare dagli splendidi servizi di Formigli, Bertazzoni e Bosetti. No, a giudicare dal cosiddetto dibattito in studio, che non è più (da un bel pezzo) un dibattito, ma una battaglia snervante e disperante fra chi tenta di raccontare, analizzare, commentare quel che accade e chi viene apposta per impedirci di farlo e costringerci a parlar d’altro”"La maledizione della par condicio, dovuta alla maledizione di Berlusconi, impone la presenza simmetrica di ospiti di destra e di sinistra. E, quando si tratta di politici, pazienza: la loro allergia ai fatti è talmente evidente che il loro gioco lo capiscono tutti.
    Ma quando, come l’altra sera, ci si confronta fra giornalisti, anzi fra iscritti all’albo dei giornalisti, ogni simmetria è impossibile: quelli “di destra” parlano addosso agli altri e – quando non sanno più che dire – tirano fuori le mie condanne penali (inesistenti) o le mie vacanze con mafiosi o a spese di mafiosi (inesistenti)”

  19. michele scrive:

    I MECCANISMI DEI CONTI PUBBLICI.Immaginate di avere un mutuo di 100 mila euro a 20 anni sulla vostra casa e pagate il 4% di tasso. Si presenta da voi un banchiere internazionale e vi propone di darvi 20 mila euro subito, che potete spendere come vi pare. In cambio alzerà il tasso del vostro mutuo al 5%. Mentre tutti i vostri vicini continueranno a pagare il 4% e magari, se i tassi sono bassi, potranno passare dal tasso fisso al tasso variabile voi continuerete a pagare il 5% ed i 20 mila euro li avrete già spesi. È questo, grosso modo, che ha fatto la Grecia con la banca d’affari Goldman Sachs ed è questo che sembra avere fatto l’Italia con JP Morgan.

    Il New York Times che ha riportato la notizia che, grazie ai derivati, dal 1996 l’Italia avrebbe truccato i conti non ha trovato né conferma né smentita dal nostro governo.In realta’ avevamo segnalato la stranezza del fenomeno che si osservava intorno al debito pubblico italiano: i tassi di interesse scendevano, ma lo Stato continuava a pagare sempre lo stesso tasso sullo stock di debito. Ci eravamo chiesti se tale anomalia non fosse data dall’uso della “finanza creativa” per far rientrare il nostro paese nei parametri europei, taroccando di fatto i conti con l’aiuto di qualche banchiere compiacente e ben pagato. La questione non è di poco conto per due motivi. Il primo è di ordine politico: il derivato che il New York Times sostiene essere stato stipulato nel 1996 con JP Morgan è un derivato bipartisan, perché da Carlo Azeglio Ciampi in poi, tutti i ministri delle Finanze successivi devono esserne venuti a conoscenza.

    Il trucco contabile, se davvero ci fosse, non sarebbe mai stato denunciato e quindi il dibattito sui conti pubblici italiani si sarebbe sviluppato per anni intorno ad una bugia contabile ben custodita dentro il ministero di via XX Settembre, dal direttore della Finanza della Cassa depositi e prestiti Matteo Del Fante, all’epoca dei fatti banchiere di Goldman (secondo la ricostruzione del Nyt).

    Il secondo motivo riguarda la moralità e trasparenza delle istituzioni poste a guardia della correttezza dei conti e della trasparenza verso gli investitori internazionali. Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ha lavorato a Goldman Sachs negli anni in cui la Grecia ha realizzato lo swap con la banca d’affari. La stessa banca si è affrettata a smentire che Draghi abbia avuto un qualsiasi ruolo nella vicenda. Esiste tuttavia una singolare coincidenza: Draghi era anche direttore generale del Tesoro nel 1996 e se avesse realmente realizzato l’operazione di maquillage contabile spostando al futuro il debito, sarebbe anche lecito pensare che tale expertise possa essere stata messa al servizio di altri paesi europei una volta passato nelle file di Goldman Sachs. Ma i condizionali e i periodi ipotetici, ovviamente, sono obbligatori in attesa di riscontri concreti.

    Goldman Sachs in Italia ha poi potuto vantare come consulenti nomi del calibro di Romano Prodi, Gianni Letta, Mario Monti e addirittura un Goldman boy, Massimo Tononi, era stato nominato sottosegretario al Tesoro nel 2006. Che fine a fatto Tononi? È tornato a lavorare per Goldman Sachs che lo ha riassunto con un lauto stipendio proprio mentre infuriava la bufera finanziaria e venivano licenziati centinaia di bancari a New York e Londra. Bastano questi esempio per capire perché ci sia l’impressione diffusa che nei luoghi deputati al controllo della trasparenza e della correttezza delle operazioni finanziarie dello Stato siano state installate porte girevoli che permettono agli uomini delle banche d’affari americane di entrare e uscire quanto vogliono. Se esista o meno questo gigantesco swap che ha gravato, o ancora grava sui nostri conti pubblici non è più una questione economica finanziaria, ma diventa una questione di credibilità della nostra classe dirigente.

    L’inchiesta giornalistica del New York Times ha messo in allarme la city londinese. Ora anche il Financial Times e il Wall Street Journal sono a caccia dello scoop, sognando di smascherare il più grande falso contabile della storia. Forse sarebbe opportuno che, per la prima volta nella storia, il ministro del Tesoro Giulio Tremonti si presentasse in Parlamento e svelasse esattamente lo stato delle finanze italiane scoprendo quello che sembra essere il segreto meglio custodito della storia recente: la posizione complessiva in derivati del Tesoro e le relative controparti. Meglio sapere subito se dobbiamo stringere la cinta a causa di una classe dirigente scriteriata che ha ipotecato il nostro futuro piuttosto che scoprirlo a mercati aperti con conseguenze disastrose per i nostri titoli di Stato e i nostri risparmi.

    Se i derivati ci sono e alterano i nostri conti possiamo ancora correre ai ripari. Ma per favore ci si risparmi la tiritera che sono stati stipulati in condizioni di emergenza, è una scusa che non regge per le vicende di Bertolaso figuriamoci se vale per chi entra ed esce da una banca d’affari.

  20. michele scrive:

    DOVE CAZZO E’ BRUNETTA. Ma gli eredi Agnelli, invece di fare un aumento di capitale intascano un dividendo da 237 milioni di euro. Dov’è Brunetta quando serve? Non era lui che si scagliava contro i superstipendi dei banchieri ? Perché ora non chiede che il governo impedisca a Fiat di distribuire il dividendo? Il ministro Scajola, dal canto suo, più che dello Sviluppo economico si è impegnato per le lobby economiche, trascurando l’80 per cento del Pil di questo paese, fatto da piccole e medie aziende.

  21. michele scrive:

    .NO AL NUCLEARE INIZIATIVA POPOLARE Notizie nucleari in arrivo. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che disciplina la localizzazione e la realizzazione di nuove centrali nucleari. Ma non ci diranno – prima delle elezioni – in quali Regioni intendono costruire gli impianti!! È un diritto di noi cittadini saperlo! La nostra campagna contro questa scelta rischiosa e troppo costosa va avanti. Partecipa anche tu e firma l’appello su http://www.nuclearlifestyle.it per chiedere ai candidati alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo di dire No al Nucleare. Contro un governo che continua a imporre le sue scelte, l’opposizione delle Regioni è l’unica possibilità che abbiamo per fermare il ritorno del nucleare nel nostro Paese.” enrico v., plentzia.

  22. michele scrive:

    BRUNETTA QUESTO DEVI FARE I servizi dà attivare per le famiglie che si registreranno sono:
    - avviso ai genitori sulle assenze e sui ritardi dei parlamentari (sia giornaliere, via sms, sia periodiche);
    - visualizzazione della paga in formato elettronico;
    - prenotazione colloqui con i parlamentari;
    - comunicazioni alle famiglie attraverso vari canali (posta elettronica, sms, web, ecc.);
    - rilascio di certificati penali in formato elettronico;

    Molti altri servizi verranno inoltre attivati nel corso dell’anno.

  23. gianluca scrive:

    UNO SPUNTO dal giornale l’Unità, certo di sinistra, perchè quelli di destra tacciono:
    “Assunzioni facili-facili, carriere mirabolanti, «galloni» da dirigenti anche a personale privo dei requisiti minimi (diciamo che almeno una laurea servirebbe?).
    Tutto questo è stata la gestione Bertolaso alla Protezione Civile. Lui, riconoscente, ha accontentato tutti: tra gli assunti (prima pro tempore, poi sine dire) ai massimi livelli anche la figlia (ingegner Franchina) del prefetto Anna Maria D’Ascenzo, a cui il «padre-padrone» del Dipartimento deve molto. «Fu la D’Ascenzo la punta di diamante per l’attacco all’allora Agenzia guidata da Franco Barberi», ricorda il senatore Pd Mario Gasbarri. La D’Ascenzo si rivela un personaggio chiave: sia nel 2001, sia nel 2006 quando scalza dalla guida dei Vigili del Fuoco il prefetto Mario Morcone, che Bertolaso considerava troppo ingombrante. Due colpi decisivi, che vengono ricompensati con un occhio di riguardo sulle assunzioni.
    In ogni caso la D’Ascenzo non ottiene molto di più di altri alti funzionari della Protezione Civile, anch’essi ricompensati con poltrone per i figli. Nel gennaio 2005 entrano come dirigenti di seconda fascia ben 5 persone (Paola Pagliara, Giancarlo Piccione; Anna Natili, Sisto Russo e Immacolata Postiglione), attraverso un’ordinanza e senza concorso. Nel maggio dello stesso anno, si prevede anche un concorso interno, mai bandito perché le «papabili» non hanno ancora raggiunto i requisiti necessari per legge (5 anni di anzianità). Insomma, fanno i dirigenti senza avere i requisiti. Ieri l’ultimo schiaffo ai lavoratori pubblici: la stabilizzazione di altri 150 contrattisti senza concorso.
    Il ministro Renato Brunetta, gran fustigatore dei vizi dei dipendenti pubblici, è presente in Aula al momento del voto. E pare proprio tutto contento. Incrociato in Transatlantico, a richieste di chiarimenti sulle assunzioni senza concorso scuote la testa e ripete come un mantra: «venga in conferenza stampa, venga in conferenza stampa». Che ci azzecca la conferenza, direbbe Di Pietro. Pressato ancora, il ministro reagisce come sa (cioè attaccando, sempre e comunque): «Lei arriva troppo tardi, e pensi ai precari de l’Unità». Per professione, signor ministro, noi pensiamo a tutti i precari: soprattutto a quelli che non hanno trovato posto nelle scuole o negli uffici pubblici, scavalcati da altri raccomandati. Ecco perché dovrebbe leggere bene il decreto che il suo governo ha fatto approvare.”

  24. gianluca scrive:

    Ciò che manca a Brunetta e in generale a questo Governo è l’Umiltà, con la u volutamente maiscola.
    “”Roma, 19 feb. (Adnkronos/Ign) – “Umiltà, meno arroganza”. Pier Luigi Bersani non ha apprezzato più di tanto l’intervista di Guido Bertolaso a ‘Panorama’ in cui il sottosegretario alla Protezione civile chiede provocatoriamente, in caso di terremoto, “chi va a spalare, Bersani?”.
    Il segretario del Pd, dopo il voto sul decreto sulle emergenze, replica con decisione: “Consiglierei a Bertolaso umiltà, meno arroganza, e di volare basso. Con me capita male, perché io a 15 anni spalavo a Firenze”.
    Postate sulla pagina Facebook del segretario Pd sono riportate alcune foto del 1966, quando Bersani si recò come volontario a Firenze dopo l’alluvione di novembre. Gli scatti lo mostrano insieme ad altri giovani volontari, che vennero definiti “gli angeli del fango”"
    Bertolaso ha completamente assorbito l’aria cattiva che circola nei Palazzi.

  25. ugoz scrive:

    ministro brunetta, anche voi di destra la dovete smettere con il teatrino della politica, collaborate con berlusconi nel bene esclusivo dll’italia e degli italiani, lasciate stare i vostri interessi personali! ministro brunetta, noi che votiamo berlusconi lo facciamo soprattutto per evitare la solita politica di mestiere, molto teatrale, di tutti i politici italiani di destra, di centro e di sinistra !! ministro brunetta, berlusconi non è un politico di mestiere, ecco perchè è l’unico tra tutti i politici in italia che non ama il teatro della politica!! vedremo, ministro, quando non ci sarà più berlusconi la fine miserevole che farà l’italia!!

  26. michele scrive:

    SI DEMENTE BERLUSCONI NON E’ UN POLITICO E IO NON LO VOTO DI CERTO E NON VOTO NEANCHE BERSANI E’ ENTRATO IN POLITICA PERCHE’ SE NO FINIVA IN GALERA,HA SOLO A CUORE LA “GIUSTIZIA”

  27. michele scrive:

    L’operazione scudo fiscale si è rivelata una “beffa”: in Italia sono “rientrati materialmente solo 35 miliardi di euro”, meno dunque di quanto annunciato dal Tesoro.E si va all’attacco e dedica oggi all’argomento un pezzo con richiamo in prima pagina basandosi su dati della Banca d’Italia diffusi nei giorni scorsi.

    “I denari, le azioni e le obbligazioni che i beneficiari dello scudo hanno riportato materialmente in Italia, smobilitando le attività estere e convertendole in contante, ammontano per la precisione a 34,9 miliardi, ossia al 41% degli 85 miliardi totalizzati complessivamente dalla prima fase dello scudo” che si concludeva il 15 dicembre. Questo, fa notare ‘La Repubblica’, diversamente a quanto il Tesoro aveva affermato in una nota del 29 dicembre scorso che parlava di “rimpatri effettivi” pari al 98% dei 95 miliardi di euro scudati.

    La discrepanza nella lettura dei dati si spiega con il fatto che le strade che consentono di aderire all’operazione sono tre: regolarizzazione (i capitali restano all’estero e si denunciano al fisco), rimpatrio giuridico (di nuovo: i capitali restano investiti in attività estere pur affidandoli ad un intermediario italiano) e il rimpatrio con liquidazione (si vendono le attività estere e si portano fisicamente i soldi in Italia). “Come è evidente – scrive ‘La Repubblica’ – solo quest’ultima versione mette a disposizione denaro fresco per la nostra economia in crisi: ovvero i 34,9 miliardi classificati dalla Banca d’Italia”. Il quotidiano riporta quindi quanto scritto da Maria Cecilia Guerra su ‘Lavoce.it: il comunicato del Tesoro “pur formalmente corretto era nella sostanza fuorviante”.

  28. michele scrive:

    La Nuova Italia è in costruzione. Il
    Paese del Fare è in azione. E’ un nuovo
    Rinascimento con la TAV, il Ponte di
    Messina e le centrali nucleari al posto
    del Colosseo e della Basilica di San
    Pietro. Costruzioni che superano il
    tempo e lo spazio, proprio come le scorie
    nucleari. Tutte a carico del bilancio
    dello Stato e quindi delle prossime
    generazioni. Un padre italiano potrà dire,
    con orgoglio, al proprio figlio: “Tutta
    questa merda sarà tua insieme al debito
    pubblico”. Se è la somma che fa il
    totale, quanto ci costano le Grandi Opere
    Inutili? Un calcolo approssimativo ci
    porta a 4 miliardi cadauno per 5 centrali
    nucleari, 5 miliardi per il Ponte, 20 per la
    TAV in Val di Susa. 45 miliardi di euro in
    tutto, salvo il lievitare dei costi, anche
    fino a tre volte, a causa della corruzione
    e del pizzo della criminalità. Tutto
    sommato un prezzo accettabile per
    entrare finalmente nella modernità e per
    tenere in vita la Confindustria, le
    cooperative rosse e bianche e le mafie.

  29. michele scrive:

    Ah, la politica, grande fantasma di Sanremo 2010. Ai giornalisti viene vietato, durante il “Question Time”, di profferire anche il più vago accenno a qualsiasi cosa che odori anche solo lontanamente di politica, ma in compenso è pronta un’intera batteria tra ministri, sottosegretari, amministratori locali e parlamentari di ambo gli schieramenti per essere schierata alla finale nelle prime file dell’Ariston. Sicuri Scajola, Romani, Bersani, Giorgetti, ma si parla – non risultano smentite – anche di La Russa, Maroni, Brambilla, Vendola e Biasotti. Interpellati in proposito i vertici, vengono mormorate frasi sconnesse circa il “cerimoniale” e le sue regole, mentre l’austero Mazza replica secco «non c’è la par condicio delle inquadrature», nel senso che nonostante la condicio le telecamere possono serenamente indugiare sui volti scolpiti della nostra classe dirigente. È così, nella feudalissima Italia: la politica sbuca anche dal più angusto orifizio. Prendete Berlusconi: le agenzie riferiscono di una cena a Palazzo Grazioli in cui Re Silvio avrebbe detto di aver proposto alla direzione artistica del festival una cantante, tal «Filomena in arte Nena», che avrebbe scritto un brano «sul ruolo delle donne», argomento sul quale il premier è di suo piuttosto ferrato. Nonostante che Filomena sia passata in qualche modo dall’officina “Amici”, la canzone sarebbe stata rifiutata.

  30. ugoz scrive:

    ministro brunetta, le persone che nel messinese hanno subito le recentissime frane ed il disseto del proprio territorio, hanno chiesto l’intervento personale, urgente e diretto di berlusconi, infatti hanno detto che anche loro sono italiani come gli abruzzesi ove berlusconi ha partecipato molto direttamente alla costruzione dei nuovi alloggi!! capito ministro?? quando gli italiani nello stato di grandissima necessità hanno veramente bisogno di qualcuno che li aiuti seriamente e concretamente chiedono: BERLUSCONI!! e nessun altro politico, ministro!!prima di berlusconi, nei casi di catastrofi nazionali naturali, i politici presenziavano il giorno dopo, si dicevano molto dispiaciuti per il disatro e per le eventuali vittime e poi scomparivano per semppre, ed i lavori di ricostruzione duravano per l’etrnità, con lievitazione abnorme dei costi a spese dello stato!! questa è la sacrosanta verità ministro, e tutti noi italiani seri ed onesti la conosciamo benissimo!! questo fatto, ministro, sta ha dimostrare abbondantemente quanta fiducia hanno in berlusconi quando si trovano difronte alle vere necessità improicrastinabili della vita!! ed allora, ministro, perchè anche voi politici di destra e di maggioranza rompete sempre le palle a berlusconi??? per lo meno voi lasciatelo lavorare un po’ in santa pace, negli esclusivi interessi degli italiani tutti e dell’italia!! già la magistratura e questa orrida opposizione di sinistra, tutta compresa e non esclusi santoro e floris, le palle a berlusconi gliele rompano in continuzione!!

  31. michele scrive:

    Indovinate da chi è stato costruito il nuovo ospedale de L’Aquila venuto giù come fosse di cartapesta?

    Impregilo! Si, sempre lei.
    La stessa che ha causato l’emergenza rifiuti a Napoli.
    La stessa che è riuscita a incrementare esponenazialmente le spese per i lavori della TAV con i quali ha causato danni ambientali enormi. (Vedi: Video delle Iene)
    La stessa che lavora sulla Salerno-Reggio Calabria e proprio in questi giorni ha chiesto e ottenuto un prolungamento della consegna dei lavori di altri tre anni, ottenendo ovviamente altri fondi. (Leggi la notizia)
    La stessa che ha vinto l’appalto per la costruzione del Ponte di Messina.
    La stessa che dovrà costruire (molto probabilmente) sul nostro territorio le centrali nucleari.
    La stessa i cui vertici sono stati indagati a tutto spiano.

    E’ l’Impregilo che ha costruito l’ospedale San Salvatore de L’Aquila dichiarato inagibile come se fosse di cartapesta. (Link)

  32. michele scrive:

    INDOVINSTE DI CHI E’ L’IMPREGILIO

  33. michele scrive:

    Sono una giovane coppia con due figli i primi terremotati che entrano nelle nuove case del villaggio di Onna. E’ stato lo stesso presidente del Consiglio a consegnare le chiavi dicendo: “Vi auguro di poter ritrovare serenità, anche se non è la vostra casa”.

    Attualmente sono 48 le villette bifamiliari, che ospiteranno oltre 300 persone, costruite dal provincia autonoma di Trento e costate 5,2milioni di euro. Alcuni terremotati hanno contestato il presidente del Consiglio, perché nonostante i risultati ottenuti a Onna, resta estremamente precaria la situazione delle altre frazioni.

    I DETTAGLI “Promessa mantenuta. Sapevamo che era una promessa ardita, ma grazie a Dio l’abbiamo mantenuta”. Con queste parole il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha consegnato oggi le chiavi di una delle nuove villette a schiera costruite a Onna alla prima famiglia di sfollati del sisma del 6 aprile scorso. “Speriamo che servano solo per poco tempo”, ha aggiunto il premier che ha rimarcato la qualità delle nuove costruzioni antisismiche: “Queste case hanno davvero tutto: dall’arredamento alle lenzuola, lo shampoo, il dentifricio e anche i generi alimentari di prima necessità. In frigorifero c’è ogni ben di Dio”. Berlusconi ha quindi promesso che tornerà “quando tutte le case saranno consegnate per fare un pranzo e ringraziare tutti gli uomini della Protezione civile e della Croce Rossa”. E riferendosi alle contestazioni ricevute dagli sfollati di altre località colpite dal terremoto (su uno striscione era scritto “Tempera, dove andremo a settembre? No alle deportazioni”) il premier ha commentato: “Sono di quei paesi dove non siamo ancora arrivati. Ci vuole tempo, ma le promesse le manteniamo. Ora tocca agli altri”.

  34. michele scrive:

    Il nuovo villaggio di Onna è stato realizzato dalla Protezione civile della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, ed è costituito da 47 costruzioni in legno bifamiliari. “Tra sabato e domenica – ha assicurato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Protezione civile, Guido Bertolaso – la tendopoli di Onna sarà chiusa e smontata”. Nella nuova Onna ricostruita è stata inaugurato dal premier un nuovo asilo nido e anche la scuola materna intitolata alla studentessa di ingegneria vittima del terremoto dell’Aquila che ne aveva ispirato il progetto, Giulia Carnevale. Le scuole apriranno il 21 settembre, ha assicurato Berlusconi: “E anche questo è un grande risultato”. Subito dopo Onna, Berlusconi ha visitato il cantiere di Bazzano dove sono in costruzione gli appartamenti del progetto “Case”, che ospiteranno gli aquilani che hanno avuto le abitazioni gravemente danneggiate. Il premier, che era accompagnato dal presidente della regione, Gianni Chiodi, da Bertolaso e dal questore, Filippo Piritore, ha ispezionato alcuni degli appartamenti già finiti.

  35. michele scrive:

    Oggi la cerimonia di consegna, presente Silvio Berlusconi
    “Entro fine mese saranno eliminate tutte le tendopoli”
    A Onna la consegna delle case
    Bertolaso: “Sono definitive”
    Polemica sull’intervento del Trentino nella realizzazione delle abitazioni
    Il capo della Protezione civile: “Certi distinguo procurano amarezza”
    L’AQUILA – A poche ore da un nuovo movimento sismico che ha fatto tornare la paura sull’Appennino, oggi l’Aquila si prepara a vivere una giornata importante. Nel pomeriggio verranno consegnate le prime case ai terremotati di Onna, la cittadina devastata dal terremoto dello scorso 6 aprile. Sarà presente alla cerimonia – prevista per le 15 – il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Case “assolutamente definitive” – spiega il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, perché solo così è possibile dare una “certezza del futuro” a chi, a causa del teremoto, ha perso la propria abitazione. Entro la fine del mese, ha detto Bertolaso, saranno smontate tutte le tendopoli in Abruzzo: sotto le tende vivono ancora 11mila persone.

    Il capo della Protezione civile ha ribadito che entro la fine dell’anno tutti gli sfollati saranno sistemati nelle abitazioni: “Il 29 di settembre inizieremo a consegnare le case antisismiche, entreranno oltre 700 famiglie, quindi 2.500 sfollati. A scadenza di 10-15 giorni tra ottobre, novembre e dicembre andremo a sistemare circa altre 15mila persone nelle case antisismiche, mentre realizzeremo nelle frazioni più piccole e negli altri paesi del cosiddetto cratere le stesse case di legno che domani inauguriamo ad Onna”. Dunque “entro la fine di quest’anno – conclude – potremmo ospitare nelle case di legno e in quelle antisismiche tra le 25 e le 30mila persone, un numero straordinario che non si è mai verificato al mondo. Non sono baracche, non sono container, non sono roulotte, sono vere e proprie case”.

  36. michele scrive:

    Le case in legno sono state fabbricate in Trentino e montate in Abruzzo dal personale della Protezione civile della Provincia autonoma di Trento, dal costo medio tra i 30.000 e i 60.000 euro. Le aree su cui montarle sono state individuate dalla Protezione civile nazionale, in accordo con le autorità abruzzesi. La preparazione del terreno è stata offerta dall’Associazione industriali della provincia di Trento, che ha operato per 15 giorni nel mese di giugno, effettuando la rimozione del terreno vegetale e la posa di stabilizzato di cava per la realizzazione dei piani di posa.

    Quanto al coinvolgimento del Trentino, il capo della Protezione civile ha espresso “amarezza” per i “distinguo” sollevati sulla realizzazione delle case ad Onna. “Qui abbiamo un successo del Sistema Italia, di cui dovremmo tutti essere orgogliosi – ha detto – e invece si sollevano dei distinguo fra chi li ha costruiti e chi li ha finanziati”. Ad Onna, ha proseguito, “avremmo potuto fare tutto da soli ma proprio perché la cittadina è un simbolo di questo terremoto, abbiamo voluto coinvolgere più organismi e chiesto alla Protezione civile del Trentino di realizzare le case e alla Croce Rossa di pagarle”.

    Quanto alla rimozione delle macerie dal centro dell’Aquila, Bertolaso ha spiegato che ci vorrà ancora “molto tempo”. “E’ un lavoro che non può esser fatto con superficialità, andando lì con le ruspe e portare tutto in discarica, perché lì in mezzo c’è molto amianto e anche un mattone può avere un suo valore perché messo nel Quattrocento”. Un lavoro “complicato, reso ancora più difficile dalla mancanza di discariche”, alla cui risoluzione devono dare la loro collaborazione tutte le altre amministrazioni.
    (15 settembre 2009)

  37. michele scrive:

    ECCO DEMENTE CHI HA FATTO E PAGATO LE PRIME CASE

  38. michele scrive:

    E ANDATE A VEDERE CHI E’ E DI CHE COSA E’ ACCUSATO SALVATORE LIGRESTI

  39. michele scrive:

    ECCO COSA FA L’IMPREGILIO

    Spazzatura Spa

    I contratti milionari per termovalorizzatore e cdr. Le accuse dei pm. L’arresto
    dei manager. Così Impregilo finisce travolta dal ciclone rifiuti

    Una simulazione del ponte di Messina
    La vigilia di Natale del 2007 Napoli affogava nei rifiuti. Come il Natale
    precedente. E quello prima ancora. Ma Massimo Malvagna, il top manager di
    Impregilo responsabile del business (si fa per dire) Campania, aveva altri
    problemi per la testa. Non era affar suo se le discariche erano piene fino
    all’orlo e la monnezza non si sapeva letteralmente dove nasconderla. Lui doveva
    salvare il bilancio dell’azienda. Doveva evitare che il disastro campano aprisse
    uno squarcio da decine di milioni nei conti del più importante gruppo italiano
    di costruzioni. Così, quel maledetto 24 dicembre 2007, Malvagna chiamò il suo
    collega Filippo Rallo. Non era una telefonata di auguri. E Rallo se ne accorse
    subito. “Non creiamogli problemi assolutamente per nessun motivo”, tagliò corto
    Malvagna. Che poi aggiunse: “A noi non ce ne fotte un cazzo. Ci denunciassero,
    non ti preoccupare. Ci denunciassero, te li ho dati io gli ordini”. Quali
    ordini? Eccoli: “Quando ti dicono di fare entrare la roba gli devi dire venite,
    ma la metti per terra, la metti nel piazzale, la metti dove cazzo vuoi”.

    Fin qui le telefonate intercettate e finite agli atti dell’ultima inchiesta dei
    pm napoletani sullo scandalo rifiuti. La stessa inchiesta che martedì 27 maggio
    ha portato all’arresto, tra gli altri, anche di Malvagna e Rallo. Il quadro è
    chiaro, allora. Almeno agli occhi dei magistrati. Rallo, costi quel che costi,
    deve fare in modo che la ‘roba’, cioè la spazzatura, venga accatastata in
    qualche modo nei centri di stoccaggio e lavorazione gestiti da Impregilo, anche
    se questi sono pieni. Peggio, scoppiano. Tutto questo per non creare nuovi
    problemi all’allora commissario rifiuti Alessandro Pansa. Altrimenti sarebbero
    stati guai seri per Impregilo, perché rischiava di saltare l’accordo
    faticosamente raggiunto pochi giorni prima dall’azienda proprio con Pansa. “Il
    pericolo di una revoca”, riassumono i magistrati,

    “andava scongiurato, anche a costo di adottare comportamenti ricadenti nel
    rischio penale”.

    L’intesa, che passa sotto il nome burocratico di atto ricognitivo, stabilisce il
    diritto del gruppo Impregilo a vedersi rimborsati con denaro pubblico i costi
    sostenuti per realizzare il termovalorizzatore di Acerra (non ancora ultimato) e
    i tre impianti per la produzione di cdr (combustibile da rifiuti) di Caivano,
    Giuliano e Tufino. In totale fanno 389 milioni di euro. E questa è esattamente
    la cifra iscritta nei conti 2007 di Impregilo alla voce ‘Progetti Rsu Campania’.
    Circa 321 milioni per l’inceneritore e altri 68 milioni per i tre centri di
    lavorazione del cdr, gli stessi che, secondo alcune perizie tecniche, non
    sarebbero in grado di funzionare correttamente.

    L’azienda respinge in blocco la ricostruzione dei magistrati. “Nessun accordo”,
    replicano fonti ufficiali di Impregilo. L’atto ricognitivo, secondo quanto
    spiegano i portavoce di Impregilo, sarebbe in realtà “un’imposizione del
    commissario di governo”. Eppure, è proprio un documento ufficiale del gruppo a
    mettere in relazione gli accordi di dicembre con le valutazioni contabili degli
    impianti di smaltimento rifiuti. “Gli ammontari esposti”, recita testualmente
    l’ultima relazione di bilancio Impregilo, “sono ritenuti recuperabili alla luce
    del contenuto dell’atto ricognitivo”. In altre parole, senza l’accordo siglato
    con il commissario di governo sarebbe stato più difficile attribuire un valore
    certo alle attività campane. C’era il rischio concreto, quindi, che almeno una
    parte di quei 389 milioni si trasformassero in perdite. Quanto basta per dare un
    colpo, l’ennesimo, al bilancio della più importante azienda di costruzioni
    nazionale, un colosso da 2,6 miliardi di ricavi da tempo in sofferenza per il
    blocco dei cantieri delle grandi opere italiane. L’anno scorso, per dire,
    Impregilo si è aggrappata ai proventi di alcune redditizie attività sudamericane
    (gestione di autostrade in Brasile) per chiudere i conti con l’utile risicato di
    40 milioni. E nel 2006, le perdite per 114 milioni legate alla catastrofica
    avventura in Campania erano state compensate solo grazie ad alcuni proventi
    straordinari. Troppo, davvero troppo per un’azienda quotata in Borsa e
    controllata, dopo l’uscita di scena (2006) della famiglia Romiti, da tre pezzi
    da novanta del capitalismo nazionale:

  40. michele scrive:

    Spazzatura Spa

    Pagina 2 di 2
    la famiglia Benetton, Salvatore Ligresti e il costruttore piemontese Marcellino
    Gavio, un ‘mistery man’ più defilato, ma non per questo meno potente dei suoi
    due soci.

    Alberto Lina, ex amministratore delegato
    di Impregilo

    Lo scandalo dei rifiuti pesa sul bilancio, ma soprattutto rischia di mandare in
    frantumi l’immagine del gruppo. O meglio, quel che ne resta dopo anni di
    esposizione mediatica non esattamente favorevole. C’è un contesto, si lamentava
    l’amministratore delegato Alberto Rubegni durante la recente assemblea dei soci,
    “in cui ogni dichiarazione viene travisata rimanendo così un diffuso stato di
    disinformazione”. L’estate scorsa, poi, era arrivato l’ennesimo affondo della
    procura, questa volta sotto forma di ordinanza di sequestro di beni Impregilo
    per 750 milioni. Il provvedimento è temporaneamente rientrato a fine marzo,
    quando una sentenza della Cassazione ha annullato l’ordinanza rimandandola al
    Tribunale del riesame che dovrà riformularla in termini, si prevede, molto meno
    pesanti. Finalmente una buona notizia. Una delle poche, in verità.

    Perché sul futuro di Impregilo resta sospesa un’incognita pesante. Le perdite
    legate ai rifiuti, solo ipotetiche per il momento, finiscono per condizionare lo
    sviluppo del gruppo, costretto sulla difensiva in una lunga serie di complicate
    vertenze penali, civili e amministrative. Per questo, nel luglio dell’anno
    scorso, subito dopo lo choc del maxi sequestro da 750 milioni, Benetton, Gavio e
    Ligresti sembravano intenzionati a giocarsi il tutto per tutto per uscire dalla
    palude napoletana.Via l’amministratore delegato Alberto Lina, tanto per
    cominciare. Il manager, in sella da soli due anni, si è visto riconoscere, oltre
    a una buonuscita di 3 milioni di euro, anche un’ampia manleva su una serie di
    atti compiuti durante il suo mandato. E tra questi, come viene specificato nel
    verbale dell’ultima assemblea dei soci, ci sono anche le decisioni legate alla
    vicenda dei rifiuti.

    Al posto di Lina è stato promosso Rubegni, già direttore generale. Mentre
    l’incarico di gestire in prima persona l’emergenza in Campania venne affidato a
    Bruno Ferrante. Per accettare l’offerta di Impregilo, l’ex prefetto ed ex
    candidato sindaco (centrosinistra) di Milano lasciò la poltrona di Alto
    commissario anticorruzione a cui era stato nominato solo sei mesi prima dal
    governo Prodi. Una scelta sfortunata, la sua. Ferrante non è indagato, ma
    compare più volte nelle intercettazioni disposte dalla magistratura mentre cerca
    di trovare il bandolo di una matassa sempre più intricata. La classica mission
    impossible. E così, ad oltre due anni di distanza dalla rottura del contratto
    originario tra Impregilo e il commissariato rifiuti, l’azienda di Benetton e
    soci deve continuare a gestire il servizio di smaltimento rifiuti per un periodo
    transitorio che sembra non finire mai. Peggio ancora: le inchieste della
    magistratura sollevano nuovi pesanti dubbi sul comportamento dei manager
    dell’azienda.

    Forse, come pronosticano in molti, alla fine i processi verranno spazzati via
    dalla prescrizione. Questione di anni, comunque. Nel frattempo Impregilo resta
    prigioniera di una contraddizione che appare insolubile. Da una parte deve
    proteggere il suo investimento. Ma per farlo non può permettersi di abbandonare
    al proprio destino la Campania con tutti i suoi rifiuti, come invece vorrebbe.
    La luce in fondo al tunnel ancora non si vede. Se ne sono accorti gli
    investitori in Borsa. Neppure l’euforia per le promesse berlusconiane sulle
    grandi opere, a cominciare dal ponte sullo Stretto, è riuscita a risollevare una
    volta per tutte il titolo. Dopo mesi e mesi di ribassi il recupero era appena
    cominciato sull’onda del ribaltone politico. Poi, da Napoli, è arrivata la nuova
    bufera giudiziaria. E il rialzo si è sgonfiato.

  41. michele scrive:

    E TUO CARO BERLUSCONI CI METTE LA FACCIA,COSTRUITO CASE A L’AQUILA E SPAZZATURA A NAPOLI

  42. michele scrive:

    .NO AL NUCLEARE INIZIATIVA POPOLARE Notizie nucleari in arrivo. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che disciplina la localizzazione e la realizzazione di nuove centrali nucleari. Ma non ci diranno – prima delle elezioni – in quali Regioni intendono costruire gli impianti!! È un diritto di noi cittadini saperlo! La nostra campagna contro questa scelta rischiosa e troppo costosa va avanti. Partecipa anche tu e firma l’appello su http://www.nuclearlifestyle.it per chiedere ai candidati alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo di dire No al Nucleare. Contro un governo che continua a imporre le sue scelte, l’opposizione delle Regioni è l’unica possibilità che abbiamo per fermare il ritorno del nucleare nel nostro Paese.” enrico v., plentzia.,

  43. michele scrive:

    Sul palco di Sanremo sono stati esibiti come degli animali rari alcuni operai della Fiat di Termini Imerese. Il pubblico, posti in platea a 660 euro per l’ultima serata, ha applaudito i disoccupati. Avrebbe potuto limitarsi “a far tintinnare i gioielli”, come disse John Lennon durante un concerto alla Royal Variety Performance in presenza della famiglia reale. Gli operai sono stati introdotti dal piduista Costanzo, preceduti da un rampollo Savoia e infine benedetti da Bersani e da Scajola, rappresentanti della classe politica che ha distrutto l’economia del Paese. Fischi per Bersani e applausi di censo per Scajola. In sottofondo, quasi impercettibile, si è sentito un tintinnar di manette.

  44. michele scrive:

    ” Povero BRUNETTA. Dev’essere davvero messo male se sente il bisogno di supporters politici come UDC (COME CUFFARO) che nel consueto vuoto d’idee, non trova di meglio da fare che processare intenzioni che, ovviamente, non esistono. Non è omettendo di parlare di Venezia e aggredendo le persone, secondo i consueti schemi di sgangherato fondamentalismo e giustizialismo, che si ottiene il consenso dei Veneziani e si mantiene serenità e qualità nella campagna elettorale. Io non utilizzerò gli stessi metodi e continuerò a battermi per il mio programma nel rispetto degli altri candidati a Sindaco di Venezia. ” BRUNETTA F……ULO

  45. michele scrive:

    Se ci sono gli scandali,c’è democrazia. Se c’è democrazia, ci sono anche gli scandali. Non fa una grinza la teoria di un Renato Brunetta raggiante, dopo aver incassato il sì del Cdm per un altro tassello della sua riforma alla Pubblica amministrazione. E non solo. La giornata è da considerarsi di quelle ottime, se al traguardo della rivoluzione digitale si aggiunge anche un sondaggio che vede il ministro staccare di 10 punti lo sfidante alla corsa veneziana.
    UGOZ, ieri per lei è stata una grande giornata…
    Dimostra che sono in grado di fare campagna elettorale e al contempo continuare a governare.
    Uno e trino, praticamente…
    Esatto, uno e trino. È un momento importante: la pubblica amministrazione sarà digitalizzata, la carta eliminata, la posta elettronica certificata… Ieri è stato un giorno bellissimo: tutto quello che sognavo si sta realizzando.
    Ora manca la poltrona di primo cittadino della sua città, Venezia.
    Dati gli ultimo sondaggi siamo sulla buona strada.
    Crespi la dà a dieci punti dal suo avversario, Orsoni.
    Secondo il sondaggio si vince al primo turno, sia con il candidato sindaco che con le liste. E i numeri possono migliorare ancora.
    Azzardi una cifra.
    Il sentiment che circola in città è di netta vittoria per il centrodestra. Prevedo che il risultato finale sarà del 55%-56%.
    Se Brunetta è in vantaggio, tra coalizioni c’è un testa a testa: 49 a 48.

  46. michele scrive:

    ANCHE PUBBLICITA’ A RADIO VENEZIA

  47. giovanna scrive:

    Sig. Ministro,
    in questi giorni, a seguito della lettura di numerosi commenti su alcuni blog ho appreso che c’è un grande fermento tra gli ufficiali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza in relazione ai diversi profili di carriera per ufficiali inquadrati in ruoli diversi, ma con stessi titoli e medesimi incarchi. In relazione a ciò, mi permetto di sottoporre alla Sua attenzione l’articolo pubblicato sul link che segue:
    http://www.grnet.it/carabinieri/85-carabinieri/788-riordino-dei-ruoli-e-delle-carriere-grande-fermento-tra-gli-ufficiali-dellarma.html.

    La domanda che mi pongo è: come si può conciliare questa disparità di trattamento (qualcuno afferma in violazione di diritti costituzionali) del personale della pubblica amministrazione con il criterio di buon andamento di quest’ultima?
    Altra domanda: da cittadina mi devo preoccupare se ci fosse qualche “ingiustizia” proprio all’interno delle forze dell’ordine che hanno il compito di tutelarci?

  48. Roberto scrive:

    On. Ministro Brunetta Renato,
    sono daccordo sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, ma la verità essendo io un dipendente statale e che la maggior parte del personale è anziano e poco pratico ad utilizzare le nuove tecnologie ( PC, ineternet, applicativi, etc …) perchè non si fanno concorsi ormai da decenni e la maggior parte delle apparecchiature informatiche presenti in amministrazione è obsoleta. Quindi bisognerebbe organizzare corsi per il personale e assumere in organico giovani che possano portare avanti concretamente la Sua idea di riforma ed attrezzarsi di più moderne postazioni informatiche.
    Inoltre vorrei dire qualcosa riguardo l’aspetto della Sua riforma che introduce la meritocrazia all’interno dei pubblici uffici. Fino ad oggi, e come al solito a scapito dei giovani, la carriera e gli incentivi venivano dati in base all’anzianità di servizio e non a chi veramente lavorava e meritava anche per conoscenze.
    La pubblica amministrazione è piena di persone di una certa età che hanno fatto carriera senza averne i titoli, competenze e si ritrovano a rivestire ruoli da laureati anche se diplomati o addirittura con la terza media.
    Non solo ma avranno diritto ad una ottima pensione tutto a scapito dei giovani a cui è preclusa la carriera e andranno in pensione con due soldi pur essendo la maggior parte laureati ed avendo sicuramente maggiori competenze dei loro predecessori.
    Inoltre come si fa ad avere i paraocchi e non vedere che la Pubblica Amministrazione, che altro non è che una costola della politica, i veri ” fannulloni” come li chiama Lei altro non sono che i “raccomandati” i quali faranno sempre parte del gruppo dei più bravi come prevede la Sua riforma perchè i dirigenti che dovranno giudicare i dipendenti hanno le mani legate!
    Quindi saranno sempre gli stessi ad essere incentivati ed oltretutto ad avere possibilità di carriera e questo sistema non l’ho certo creato io ma la politica e Lei dovrebbe saperlo!

  49. Chiara scrive:

    On. Ministro Brunetta come vorrei potesse fare una “visitina” negli uffici comunali della nostra città.
    Il tempo dedicato al lavoro è pari a quello a quello trascorso davanti alla macchinetta del caffè, la parola servizio pubblico è sconosciuta. Nessuno controlla, nessuno ha il coraggio di fare come lei (parlo dei funzionari): dare una svolta.

    Se la mia azienda andasse avanti in queste condizioni, sarei fallita da tempo!

  50. LIBERALVOX scrive:

    In Italia gli stipendi più bassi d’Europa.

    Bertolaso lascia e scappa col malloppo verso altre comode poltrone. Scajola lascia e si tiene la casa al Colosseo cercando di capire chi gliel’ha pagata e poi s’è pure permesso di ristrutturargiela, a sua insaputa. Berlusconi resta, ma… ‘passa’ alla ex-moglie alimenti che farebbero la fortuna di qualsiasi ‘lavoratore’ salariato. D’Alema si ‘irrita’ perchè qualcuno gli ricorda di aver avuto la casa popolare usufruendo di una corsia preferenziale che gli permise di scavalcare in graduatoria chi era prima di lui e chi ne aveva più diritto. Bossi piazza nella ‘pappatoja romana’ – che tanto ‘schifa’ – il suo degno erede, il figlio. E quelli dell’opposizione? Aspettano che arrivi… il loro turno! La politica è una delle più importanti attività del Paese. Non soffre la crisi, i suoi addetti aumentano ogni anno. I loro stipendi crescono e non temono licenziamenti. La politica è il primo settore improduttivo, ma il meglio retribuito! Intanto “la gente perbene” affonda, destinazione Grecia. Stipendi e pensioni falcidiati dall’euro, prezzi al consumo triplicati, evasione ed elusione ai massimi storici e quei pochi risparmi – messi da parte con tanti sacrifici – mangiati dalle banche!

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