La nuova base economica di Venezia – seconda parte

ponte sospiri
Foto di Eustachio Santimano

Per far tornare il capoluogo veneto “La Grande Venezia”, ossia quella città del “vivere bene”, auspicata da Renato Brunetta, il programma elettorale del candidato del Pdl prevede uno sviluppo nei prossimi anni di svariati settori con conseguento incremento dell’occupazione, a partire da: attività professionali per giovani disposti ad avviare iniziative imprenditoriali, anche grazie a programmi di assistenza al lancio di nuove imprese artigiane e industriali.

Attività industriali innovative legate all’avvio di produzioni “verdi” (ciclo energetico, trattamento dei rifiuti, nuovi materiali, etc.) e al comparto dell’ICT nelle aree di Marghera non dedicate allo sviluppo urbano, tecnologico e logistico. Attività culturali come il potenziamento di Biennale, Fenice, Accademia, Musei diversi da quelli in area marciana e tutte le attività legate al turismo e relative in particolare al rilancio del Lido e allo sviluppo delle strutture turistiche su terraferma. I Fondaci internazionali, da realizzare sul modello Biennale, e almeno una Organizzazione stabile internazionale.

Gli effetti immediati di questi interventi produrranno un aumento dell’occupazione, del reddito e della produzione nelle attività private connesse con gli investimenti. Più permanenti invece saranno gli effetti legati all’incremento e l’accelerazione del tasso di crescita, oltre ad un effetto sulle entrate della PA, con conseguente feedback delle politiche pubbliche così finanziate sulla economia privata locale.

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