“Spendiamo troppo in welfare per i padri e poco per i giovani”

brunettaportaporta

«Abbiamo un sistema di welfare malato che oggi frena lo sviluppo e soprattutto blocca i ragazzi dentro casa». Questa una delle tante considerazioni espresse ieri a Porta a porta dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta che è tornato a parlare della situazione economica italiana e del welfare.

«Basta con le stupide strumentalizzazioni: l’articolo 18 garantisce i padri e non protegge i figli – dice il ministro-. «Io penso che la colpa non è dei ragazzi ma dei padri: spendiamo troppo in welfare per i padri e poco per i giovani con il risultato che sono proprio i genitori per compassione a tenere i figli in casa fino a tarda età.»

Poi aggiunge: «Spendiamo tantissimo per finte pensioni di invalidità e quasi nulla per incentivi, per gli affitti e le borse di studio destinate ai giovani.»

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100 Commenti a ““Spendiamo troppo in welfare per i padri e poco per i giovani””

  1. lorenzo di Berardino scrive:

    complimenti ministro le sue iniziative sono sempre le più interessanti, spero che l’impegno da sindaco non tolga nulla al suo ottimo operato da ministro
    con affetto
    un suo ammiratore

  2. nicola scrive:

    Sig. Ministro, io penso che coloro che governano o amministrano, sono come quelli che vanno al bagno ( WC) devono avere la “mira”, non va bene farla fuori dal vaso ! Perchè se la prende con l’art. 18 che va benissimo di per se, caso mai è la sua applicazione che molte volte è stata errata! E’ vero che i giovani non hanno tutele ma non è certo con dei rattoppi volanti che si creerà spazio “vero” per i giovani. Le pensioni di invalidità vanno bene, quelle vere, non quelle elargite ad amici degli amici, ce ne sono tante fasulle e tutti lo sanno e…lo sapevano, perchè manca il controllo ?

  3. Patrizia scrive:

    Bravissimo sono assolutamente d’accordo, fingiamo di essere dalla parte dei giovani ma in realtà li affossiamo…..

  4. gianluca scrive:

    Io direi che spendiamo anche troppo per fare trasmissioni nelle quali farsi pubblicità. CONTRATTO ANNUALE DI VESPA 1.600.000 euro.Prima di guardare al welfare ridimensioni le mega cifre che circolano compreso le vostre. Chissà perchè la gente come prima cosa vorrebbe che si intervenisse su questo ma VOI fate tutt’altro. Io la risposta la sò, bisognerebbe avere la pazienza di spiegarla anche aòòe persone come quelle sopra il mio post.

  5. ugoz scrive:

    spendiamo troppo, ministro, soprattutto per il carrozzone della politica!! è inutile ministro che mena il can per l’aia nelle varie trasmissioni TV d’italia nelle quali è ospite!! voi politici vi dovete ridimensionare di numero drasticamente dai comuni al parlamento e vi dovete abbassare di molto gli stipendi e dovete anche imparare a trattare col massimo rispetto il pubblico denaro, sudore della fronte dei lavoratori che non arrivano a fine mese, che quasi sempre i politici rubano, se lo lasciano rubare, lo sperperano e lo lasciano sperperare!! e poi, ministro, è anche vero come dice lei che in italia ci sono gli evasori fiscali e molte false pensioni d’invalidità e quant’altro!! però, ministro, quando si parla di recuperare soldi ci si dimentica proprio che i massimi sperperi esistono in tutto il carrozzone o meglio il baraccone della politica!!! d’altronde, ministro, se ci sono le false pensioni d’invalidità lei pensa che voi politici non ne avete la colpa?? e chi sennò, ministro??? mia nonna forse???? ministro, tutte le cose che non vanno in italia è tutto per colpa della politica e dei politici che magari stavano prima di voi, ma noi di destra abbiamo eletto berlusconi proprio perchè rimedi a tutto questo scempio! datevi da fare ministro, perchè avete molto da lavorare per portare l’italia ad un livello di decenza e tollerabilità sociale, economica e politica accettabile!!!

  6. ugoz scrive:

    poi mi dice, ministro, a che cosa serve una provincia recentemente istituita come quella di fermo di appena 40 mila abitanti se non al carrozzone dei politici e a quello della pubblica amministrazione! le provine, ministro, bisogna eliminarle tutte e mandare i dipendenti in mobilità, perchè i posti di lavoro sono sacrosanti, dove serve personale come per esempio nella giustizia!

  7. michele scrive:

    Mentre le persone oneste, cioè quelle che lavorano ogni giorno, fanno fatica a sbarcare il lunario e arrivare a fine mese, i ladroni di regime si portano a casa uno stipendio mensile di oltre 46.000 euro! Se a questa cifra aggiungiamo la pensione, l’indennità di carica, il finanziamento ai partiti, ecc. le spese raggiungono e superano i 150.000 euro ogni mese! Soldi ovviamente che vengono prelevati direttamente dalle nostre già misere tasche.
    Con uno stipendio simile (oltre 46.000 euro al mese, circa 90 milioni al mese) secondo voi gli possono interessare i problemi della povera gente?
    Mediaticamente, destra e sinistra si scannano, ma la realtà è ben diversa: non esiste la destra e la sinistra perché appartengono TUTTI alla medesima associazione a delinquere di stampo criminogeno!

    Indennità parlamentare
    19.855.289

    Indennità d’ufficio
    809.415

    Altre indennità
    9.259

    Rimborso spese di viaggio
    2.013.228

    Rimborso spese di soggiorno
    5.450.175

    Rimborso spese segreteria e rappresentanza
    8.835.979

    TOTALE
    36.993.345

    Inoltre:

    Telefonia mobile (cellulari)
    126.984

    Alimentari
    396.334

    Biancheria
    3.552

    Carburanti e lubrificanti
    20.402

    Combustibili
    39.683

    Prodotti igienici, farmaci e sanità
    26.456

    Altri servizi
    529.101

    Stoviglie e vestiario
    29.101

    Altri beni di consumo
    39.683

    Trasporti aerei
    1.124.339

    Pedaggi autostradali
    284.392

    Contributi fondo solidarietà deputati
    1.322.751

    Stampa pubblicazioni
    119.048

    Assicurazioni sulla vita ed infortunio
    357.143

    Assicurazione R.C.
    55.556

    Assicurazione R.C.A.
    6.614

    Noleggi
    892.857

    Parcheggi
    129.630

    Ristorazione
    357.143

    Accertamenti diagnostici
    1.323

    Spese di rappresentanza
    25.026

    Trasporti ferroviari
    456.349

    Contributi per il funzionamento del gruppi
    2.685.185

    Spese postali
    308.201

    TOTALE
    9.516.853

    Per non parlare di:

    Tribuna d’onore negli stadi
    gratis

    Tessera del cinema
    gratis

    Tessera teatro
    gratis

    Tessera autobus/metropolitana
    gratis

    Francobolli
    gratis

    Viaggi aereo nazionali
    gratis

    Viaggi treno carrozza letto
    gratis

    Circolazione autostrade
    gratis

    Corso lingua straniera
    gratis

    Piscine e palestre
    gratis

    Vagone rappresentanza delle FS
    gratis

    Aereo di stato
    gratis

    Uso di prefetture ed ambasciate
    gratis

    Cliniche
    gratis

    Rimborso spese mediche
    gratis

    Assicurazione infortuni
    gratis

    Assicurazione in caso di morte
    gratis

    Auto blu con autista
    gratis

    Giornali
    gratis

    Ristorante
    gratis

    Totale complessivo = 46.510.198 al mese per ciascun deputato, cui vanno aggiunti:

    - Pensione mensile (diritto che acquisiscono dopo 35 mesi in parlamento, mentre obbligano i cittadini a 35 anni): da 4.762.669 fino a oltre 15.000.000
    - Indennità di carica: da 650.000 a 12.500.000
    - Finanziamento ai partiti (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti e relativo referendum): 1.414.000.000 al giorno
    - Rimborso spese elettorali: 200.000.000
    - Rimborso annuale se fondano un giornale: 50.000.000
    - Auto blu e scorta 24-ore-su-24 vita-natural-durante per chi è stato presidente della Camera (anche se non si occupa più di politica, come ad e

  8. gianluca scrive:

    In questi 2 ultimi interventi Ugoz pare che tu abbia recuperato il barlume dell’intelligenza che parevi aver perso. Ora manca di recuperare un poco la memoria poichè il berlusca non è la prima volta che è stato eletto e penso che non farà niente neanche in questa legislatura per tagliare il costo della politica ed eliminare alcuni dei numerosi privilegi.Ricordati che ad inizio legislatura era partito con un numero di Ministro, ma dopo 1 anno ne ha aggiunti altri per accontentare qualcuno, ovvero nonostante le promesse ha fatto come sempre han fatto tutti.

  9. michele scrive:

    Tutti fuori casa a 18 anni per legge. È la nuova provocatoria proposta di legge del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta che ha già scatenato e fatto infuriare il popolo del web, riaccendendo il dibattito sui “bamboccioni”.
    Evidentemente il ministro “non si rende conto che sono sicuramente le ragioni economiche e sociali a prevalere su quelle culturali se i ragazzi a 30 anni vivono ancora con la propria famiglia” spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini; “prendere una casa in affitto, anche in condivisione, è infatti una possibilità concessa a pochi privilegiati e trovare lavoretti, anche precari, che consentano davvero di mantenersi agli studi è spesso un’utopia”.
    A spiegare chiaramente la situazione è Domenico Masi, titolare di Sociologia del lavoro alla Sapienza, secondo cui vanno “sfatate le false leggende come quelle che i giovani non vogliono essere indipendenti. Non è vero. Vorrebbero esserlo e lo dimostrano cercando attività di tutti i tipi, dall’operatore al centralinista, passando per il cameriere, con tanto di laurea. È il lavoro che non c’è. E senza, non c’è nemmeno l’autonomia”.
    In fin dei conti è sempre tutta una questioni di numeri e, quindi, di soldi. Basti pensare agli ultimi dati diffusi dal rapporto EuropaConsumi – elaborato da Confcommercio – che ha presentato un’analisi comparativa nei 27 Paesi dell’Ue.
    Soldoni alla mano, ammonta a poco meno di 4.000 euro la spesa media sostenuta da ogni cittadino europeo nel 2008 per mantenere e arredare la propria abitazione. Solo per mobili, elettrodomestici e articoli di arredamento la spesa è infatti di circa 850 euro, con punte in Austria e Irlanda dove si è speso poco piu’ di 1.260 euro, mentre in Italia poco meno di 1.200 euro.
    A questo importo, aggiunge l’ufficio studi, vanno aggiunte anche le spese fisse per l’abitazione che, tra affitti, acqua, elettricità, gas e manutenzione, hanno presentato un conto poco superiore ai 3.100 euro, con i Paesi scandinavi in testa: Danimarca (5.431 euro), Svezia (4.294 euro) e Finlandia (4.250 euro).
    Mentre, considerando anche le spese fisse, è “la voce affitti a farla da padrone” in tutti i Paesi, assorbendo circa 2.163 euro per abitante, con il BelPaese che si colloca oltre la media europea. In Italia ci vogliono, infatti, 2.274 euro per permettersi di vivere da soli.
    “Una somma che quasi nessun ventenne precario o neolaureato può permettersi; ci piacerebbe ricevere dal Governo qualche boutade in meno e qualche risposta in più, di fronte ad una crisi così profonda e pagata in primo luogo dalle giovani generazioni” dichiara il presidente dell’ADICO, “nel nostro Paese c’è un problema di accesso agli studi, al lavoro e al welfare che impedisce l’autonomia”.

  10. gianluca scrive:

    Sig. michele, io non so se tutte le cifre da lei elencate siano esatte, però so di certo che è vero che MANGIANO tutto di questo ben di Dio. Ecco perchè ieri sera, pur essendo a conoscenza che da Vespa c’era Brunetta, sapendo che avrebbe parlato sempre con demagogia e per evitare che mi venisse il mal di stomaco e i conati di vomito, ho preferito dormire.

  11. michele scrive:

    brunetta le spese folli sono al governo

  12. michele scrive:

    ti faccio vedere dove spendete troppo

  13. miranda cosimo scrive:

    Egr.signor Brunetta.sono un padre di una bimba di 6 anni ,viviamo, seppur sposati, lei dalla madre e’ io dalla mia e non siamo ingrado di riunirci in un unico tetto.la sua politica mi piace,si parla sempre degli stipendi bassi degli operai,e delle pensioni di 600 eur al mese,ma mai si parla delle pensioi di invalidita’ che arrivano ad un massimo di 256 eur al mese come posso fare a sopravvivere con questa miseria e’ senza diritto dell’accompagnamento.sicuramente lei non mi risponderà,ma vorrei che ci sia qualcuno che mi dica se devo continuare a fare la fame,o c’e'qualche speranza di sopravvivere.grazie per la sua cortese attenzione. se vuole 0815069955.

  14. michele scrive:

    gianluca hai perfettamente ragione

  15. ugoz scrive:

    ministro brunetta, è vero che voi parlamentari e ministri guadagnate troppo però se c’è qualcuno che non si può lamentare sono proprio i comunisti italiani che hanno spudoratamente votato NO, come tante scimmietta a mmaestrate, all’ultimo referendum proposto dal centro destra e che prevedeva proprio la riduzione del numero dei deputati e la decurtazione dei loro stipendi!! ma si sa, i comunisti e i dipietristi sono tante scimmiette ammaestrate e anche parecchio ipocrite!!! chi è causa del suo mal pianga se stesso, se c’è qualcuno che si deve arrabbiare siamo noi di destra che al referendum abbiamo votato ovviamente SI!!! e ci dobbiamo arrabbiare proprio contro questi squallidi e stupidi sinistri che adesso cercano pure di arrampicarsi sugli specchi con la solita immensa ipocrisia!!

  16. Giuseppe scrive:

    Ma come si permette ????
    Questa faccia di merda!!!!!
    L’art.18 protegge i diritti dei lavoratori padri o figli che siano.
    Solo due sono le ipotesi:
    o,questo pseudo-politico che ci ritroviamo nostro malgrado come ministro della P.A,non a capito un cazzo e mai capirà…..
    Oppure ha l’intenzione di provocare guerre generazionali tra padri e figli.
    Io penso più la seconda dal momento che il Brunetta non è ne padre ne figlio.
    Fà presto il ministro a scaricare la colpa sui padri,
    anzichè dar la colpa ai mancati provvedimenti in materia dei governi Berlusconi e di quest’ultimo in particolare.
    VERGOGNA BRUNETTA!!!!!!!!!!!!!

  17. ugoz scrive:

    ministro brunetta, come volevasi dimostrare!! tre regioni del sud italia si oppongono al nucleare, io le lascerei al buio eterno per sempre!!! poi quando si muoiono di fame si mettono a piangere e chiedono soldi allo stato e invocano la pietà e la solidarietà del nord!! però loro la solidarietà non la dànno mai!! ministro brunetta bisogna fare in modo che ogni regione pensi a se stessa quanto ad energia!! mi sembra che il nord abbia già speso euro a caterva per ripianare la spazzatura da napoli e campania, per ripianare l’enorme deficit del comune di catanie e del comune di roma!! chissà come mai tutta la sanità del sud è in deficit enorme e certamente ripianerà il nord e quella del nord no!!! adesso il sud italia, ministro, ha rotto proprio le palle!!! la prossima volta voterò lega nord con la speranza di una bella secessione!!

  18. ugoz scrive:

    ministtro brunetta, che il sud se ne vada per la sua strada e che il nord se ne vada per la sua strada!1 così non è possibile più andare avanti!! noi le centrali nucleari le vogliamo e l’energia prodotta dalle nostre centrali nucleari al nord vogliamo gestirla noi!!! e di centrali nuclerai, ministro, ne dobbiamo costruire quante ne bastano a soddisfare tutto il bisogno energetico del nord!!! così didinquineremo pure!!

  19. michele scrive:

    Fine dicembre, tempo di bilanci. In molte famiglie italiane i conti non tornano perché la crisi si è fatta sentire, in tanti non hanno più un lavoro, gli incassi dei commercianti si sono ridotti, i giovani non possono trovare un lavoro o uno stipendio adeguato, le donne hanno difficoltà ancora maggiori. In alcune famiglie però è tempo di passare all’incasso e di godersi i frutti del lavoro di tutto un anno. E’ il caso ad esempio dei partiti politici, che si stanno distribuendo una quantità di milioni di euro di cui praticamente non devono rendere conto a nessuno. La denuncia dello sperpero semi-legalizzato di denaro pubblico viene dalla Corte dei Conti, ma le sue osservazioni sono passate come l’acqua fresca di un ruscello di montagna su una pietra levigata da secoli depositata sul letto del fiume.

    Una breve rinfrescata storica è d’obbligo. Il finanziamento pubblico ai partiti è introdotto dalla Legge Piccoli n.195/1974, che interpreta il sostegno all’iniziativa politica come puro finanziamento alle strutture dei partiti presenti in Parlamento, con l’effetto di penalizzare le nuove formazioni politiche. Dopo una serie di referendum falliti per vari motivi, il referendum abrogativo dell’aprile 1993 vede il 90,3% dei voti espressi a favore dell’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, nel clima di sfiducia che succede allo scandalo di Tangentopoli. L’Italia però si libera di questa gabella incivile e medievale che mira solo a consolidare le posizioni e mantenere per sempre lo status quo parlamentare solo per pochissimi mesi.

    Con quello che può moralmente definirsi come uno dei più grandi tradimenti del volere popolare nello stesso dicembre 1993 il Parlamento aggiorna (con la Legge 515/1993) la già esistente legge sui rimborsi elettorali, definiti “contributo per le spese elettorali”, subito applicata in occasione delle elezioni del 27 marzo 1994. Per l’intera legislatura vengono erogati in unica soluzione 47 milioni di euro. Vi sembrano tanti? Leggete avanti e rimarrete di stucco!

    In pratica, aggirando il referendum e modificando un paio di definizioni i partiti tornano a appropriarsi impunemente e legalmente del denaro dei cittadini. Ma la storia prosegue: con la Legge 2/1997, intitolata “Norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici”, si reintroduce di fatto il finanziamento pubblico ai partiti. Il provvedimento prevede la possibilità per i contribuenti, al momento della dichiarazione dei redditi, di destinare il 4 per mille dell’imposta sul reddito al finanziamento di partiti e movimenti politici (pur senza poter indicare a quale partito), per un totale massimo di 56.810.000 euro, da erogarsi ai partiti entro il 31 gennaio di ogni anno. Per il solo anno 1997 viene introdotta una norma transitoria che fissa un fondo di 82.633.000 euro per l’anno in corso (nonostante le adesioni siano minime). Da 47 a 82,6 milioni di euro in 3 anni. Vi sembrano tanti? Leggete avanti.

    La Legge 157/1999, dietro il titolo “Norme in materia di rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e referendarie” reintroduce un finanziamento pubblico completo per i partiti. Il rimborso elettorale previsto non ha infatti attinenza diretta con le spese effettivamente sostenute per le campagne elettorali. La legge 157 prevede cinque fondi: per elezioni alla Camera, al Senato, al Parlamento Europeo, Regionali, e per i referendum, erogati in rate annuali, per 193.713.000 euro in caso di legislatura politica completa (l’erogazione viene interrotta in caso di fine anticipata della legislatura). Da 47 a 82,6 a 193,7 milioni di euro! Vi sembrano tanti? Leggete avanti.
    DATI IN MILIONI DI EURO
    PARTITO SPESA DICHIARATA ACCERTATA RIMBORSO
    PDL 68.912.433 53.662.277 206.518.945
    PD 18.418.043 18.472.868 180.231.505
    LEGA 3.476.703 2.939.987 41.384.550
    IDV 4.451.295 3.440.084 21.649.225
    UDC 20.864.206 15.745.191 25.895.850
    SIN ARC 10.924.762 8.187.226 9.291.220
    LA DESTRA 2.442.360 1.849.014 6.202.915
    MPA 880.696 863.247 4.776.885
    PSI 4.403.291 3.387.147 2.941.755
    SVP 534.320 530.307 1.646.320
    SVP\AUT —— —— 1.305.560
    VALLE AOSTE 158.031 126.031 224.020

    DATI CORTE DEI CONTI

    Per tutti basta un dato: a fronte di spese dimostrate di 579 milioni di euro, dal 1994 al 2008 i partiti si sono spartiti nientepopodimeno che 2,25 miliardi di euro, con un utile di ben 1,67 miliardi di euro. Vi sembra tanto? Sì è proprio tanto!

    Traetene le vostre considerazioni ed aiutateci a far arrivare queste informazioni a quanti più cittadini possibile divulgando questo articolo.

  20. ugoz scrive:

    ministro brunetta, queste quattro scimmiette ammaestrate!!! hanno votato NO al referendum come hanno comandato i loro squallidi politici e adesso si lamentano pure!!

  21. michele scrive:

    Nonostante la volontà del 90% dei partecipanti al referendum, nel 1996 veniva approvata una legge volta a reintrodurre il meccanismo del finanziamento pubblico dei partiti attraverso la possibilità per i contribuenti di devolvere il «quattro per mille» dell’Irpef a questo scopo (peraltro il cittadino disponibile non poteva finanziare il suo partito, ma era costretto a finanziarli tutti e comunque venne stabilito che fosse sufficiente il parere favorevole del 15% dei contribuenti affinché ai partiti fosse assegnato il tetto massimo stabilito dalla legge).

    Finanziamento Partiti [modifica]

    Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (secondo tentativo). totale percentuale (%)
    Iscritti alle liste 47 946 896
    Votanti 36 896 256 77,00 (su n. elettori) Quorum raggiunto
    Voti validi 34 598 906 93,80% (su n. votanti)
    Voti nulli o schede bianche 2 297 350 6,20% (su n. votanti)
    Astenuti 11 050 640 23,00% (su n. iscritti)

  22. michele scrive:

    LEGGE N° 2 DEL 1997
    Art. 1.

    (Destinazione del quattro per mille dell’IRPEF al finanziamento della politica)

    1. All’atto della dichiarazione annuale dei redditi delle persone fisiche, nonchè della presentazione dei modelli 101 e 102, ciascun contribuente può destinare una quota pari allo 0,4 per cento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche al finanziamento dei movimenti e partiti politici.

    2. Il Ministro delle finanze, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, emana un regolamento ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con cui sono stabiliti i criteri, i termini e le modalità per l’applicazione delle disposizioni del presente articolo, assicurando la tempestività ed economicità di gestione, nonché la semplificazione degli adempimenti a carico dei contribuenti.

  23. michele scrive:

    Merita decisamente attenzione il recente dossier pubblicato in questi giorni. Mai troppo indulgente nei confronti delle politiche dell’attuale Governo, questo settimanale noto per la sua serietà e per la criticità quasi anglosassone delle sue pubblicazioni, ha redatto un’analisi dei conti della cosiddetta “reggia” del Presidente del Consiglio. A pochi mesi dalle elezioni regionali che vedranno di nuovo in azione anche il Premier, sempre presente quando c’è da infiammare le piazze con promesse elettorali quali il taglio delle tasse (poi smentito), credo sia doveroso rendere note le spese effettuate da Palazzo Chigi per informare i cittadini (ed elettori) sul modello di governo che persegue il Cavaliere e i suoi sottoposti.

    Un milione di euro bruciati all’anno e 1.400 persone di troppo. E’ questa l’impietosa conclusione con cui spalanca gli occhi dei lettori su uno scenario imbarazzante. Cerchiamo di fare un breve riassunto delle parti più importanti in modo tale da sottolineare la gravità di questo scandalo tutto italiano.
    Le spese della reggia: dai 3 miliardi 621 milioni del 2006 siamo passati ai 4 miliardi e 294 milioni del 2008, in attesa del possibile record per il 2009. Circa il 70% di queste spese va ad alimentare gli organi della politica ordinaria, mentre il restante 30% è invece destinato al funzionamento dell’apparato. Cifre del genere farebbero impallidire perfino Buckingham palace, dove i “reali” esistono per davvero.
    Retribuzioni anomale: nella vita di tutti i giorni ogni operaio, impiegato o collaboratore sogna di avere lo stipendio da dirigente. Nell’organico del Cavaliere questo sogno è realtà. Ecco come segretarie dell’esecutivo percepiscono stipendi da dirigenti, gentilmente offerti dal contribuente. E’ il caso della storica segretaria di Silvio, Marinella Brambilla, che per fare un esempio è assunta con lo stesso titolo di Manlio Strano, autore di saggi su riviste giuridiche e persino del regolamento interno del Consiglio dei Ministri, nominato dal governo consigliere della Corte dei Conti. Con lei anche altre collaboratrici sono state elevate al livello di superdirigenti generali, come Lina Coletta, segretaria di Gianni Letta, Maria Serena Ziliotto, assistente del sottosegretario alle Politiche per la famiglia Giovanardi, Patrizia Rossi, curatrice dell’agenda del sottosegretario allo Sport Rocco Crimi. Strano che BRUNETTA non dica nulla in contrario.
    Incarichi operativi inutili: reso noto che dei 4.500 collaboratori presenti a Palazzo Chigi, un vero esercito, almeno 1.400 sarebbero impiegati in attività di dubbia utilità e pagati fior fior di soldi con stipendi sulla linea di quelli sopracitati, da veri nababbi. Anche in questo caso, lo stesso BRUNETTA dedito a “sculacciare” i lavoratori del servizio pubblico dovrebbe strapparsi i capelli per la coerenza.
    Assunzioni e stipendi fuori controllo: il bilancio di Palazzo Chigi è indipendente e nutrito dal ministero dell’Economia attraverso un apposito fondo. Ecco dunque che in pochi anni si è passati da un organico di 3.063 persone (368 dirigenti e 2.695 impiegati) ad un esercito di ben 4.542. Tra questi collaboratori del nostro Governo spiccano poi alcune figure che, rivestendo ruoli cuciti su misura per loro, costano al contribuente un’enormità. I cosiddetti “dirigenti top” arrivano a percepire mediamente 180 mila euro l’anno, con alcune eccezioni. Una di queste è il famosissimo capo dipartimento della Protezione civile, GUIDO BERTOLASO, che porta a casa ben 280 mila euro in ottima compagnia e con il segretario generale Manlio Strano, 297 mila euro lordi in busta paga.
    In tv a spese degli italiani: nota è la famelica presenza del Presidente del Consiglio in TV, anche solo per il semplice fatto che è il proprietario di ben 3 di esse. Meno note sono le spese che deve coprire lo Stato per soddisfare l’esigenza mediatica del Premier. Un esempio arriva dalle recenti vicende del terremoto abruzzese. Sono oltre 300 mila euro i soldi spesi per l’operazione mediatica a l’Aquila, tra computer presi incomprensibilmente in affitto a 250 euro al giorno e staff strapagati. Con quella cifra si potevano costruire immediatamente altri sei di quegli appartamenti da 50 metri quadri consegnati ai primi terremotati. Secondo le stime dei documenti verificati in soli 17 mesi di governo questi eventi mediatici sono costati circa 5 milioni di euro contro i 150 mila spesi da Romano Prodi in 25 mesi del suo governo. E pensare che Prodi non poteva di certo chiedere uno sconto a Mediaset.

    Questi sono dunque solo alcuni dei punti su cui riflettere. Mentre l’Italia è sempre di più attanagliata da pressanti esigenze generate da una realtà lavorativa allo sbando, con migliaia di padri di famiglia senza impiego e in stato di povertà, apprendere delle esose spese del Cavaliere per i suoi bisogni mediatici e politici lascia quanto mento perplessi. Anche 3 ministri erano concentrati nell’evento commemorativo di Bettino Craxi ad Hammamet, probabilmente qualche malizioso potrebbe aver consigliato loro di cercare in zona una bella casa da affittare. Non sia mai che qualche italiano voglia emulare quelli che lanciarono le monetine contro il latitante socialista. Ma erano altri tempi con altri programmi TV.

  24. michele scrive:

    TREMONTI
    =CHI ME LA FATTO FARE IL MINISTRO IN UN PAESE POVERO=

    Che sarti, i sarti del Senato! Facesse una convenzione con Cenci o Caraceni, Palazzo Madama spenderebbe forse di meno. Dal 2001 in qua la spesa per mettere in divisa un commesso, dalla giacca ai calzini, è cresciuta al netto dell’inflazione del 103%. Arrivando a 1.815 euro a testa. Oltre tre milioni e mezzo di lire. L’anno. Ma questo è solo un dettaglio tra i tanti. Il dato centrale è che, mentre chiedeva al Paese di fare sacrifici, il Palazzo della politica ha continuato come prima. Anzi: peggio.
    I numeri, come dimostrano le nostre tabelle, non lasciano dubbi.
    L’unica cifra rimasta quasi identica negli ultimi cinque anni è quella scritta nella busta paga annuale del presidente della Repubblica (poco sotto i 220 mila euro, il che significa che in termini reali il capo dello Stato è oggi un po’ meno pagato di ieri).
    Per il resto, ci costa meno il Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) e di più tutto il resto.

    Dice l’Istat che il costo della vita, nell’ultimo lustro, è cresciuto complessivamente del 13%? Bene: il peso sulle pubbliche casse degli organi costituzionali è aumentato del 36,56%.
    Fatta la tara all’inflazione, del 24%. In moneta reale: 343 milioni, 151 mila e rotti euro. Cioè 664 miliardi di lire. In più.
    Per carità, alla larga dal qualunquismo. Viva la democrazia, viva il Parlamento, viva il Quirinale. Ma possibile che la macchina del Colle proprio non potesse risparmiare un cent dei 64 milioni di euro in più che costa oggi rispetto al 2001? E a Palazzo Madama, sinceramente, non potevano dare una sforbiciatina ai 147 milioni e mezzo di euro supplementari di spese correnti che hanno fatto lievitare i costi fino a 527 milioni l’anno? E a Montecitorio, non potevano limare le stesse spese correnti perché non si impennassero fino alla quota di 940 milioni, con un aumento di 124 milioni? Le percentuali dei rincari (veri, al di là dell’ inflazione) sono lì, sotto gli occhi: dal 2001 ad oggi la macchina del Quirinale costa il 42% in più, quella del Senato il 39%, quella della Camera il 15%, quelle della Corte Costituzionale e del Csm intorno al 29%. Colpa della maggioranza di destra e di Berlusconi, che al momento di prendere in mano il Paese aveva promesso che con lui lo Stato e i suoi organismi sarebbero stati più snelli? Sì. Ad esempio il bilancio del Senato di cui parliamo è stato presentato il 9 febbraio e quello della Camera il 15 marzo. Però non sono stati mai seriamente contestati dalla sinistra prima delle elezioni e sono stati poi approvati nelle ultime settimane dalla maggioranza d’oggi. Di più: la stessa finanziaria “lacrime e sangue” voluta da Romano Prodi per il 2007, prevede sventagliate di tagli ovunque, meno che per gli organi costituzionali.
    Che ci dovrebbero costare (auguri) altri 38 milioni di euro supplementari. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

    Quanto alle voci che hanno fatto lievitare le spese, del Quirinale non sappiamo (per ora) nulla. Nonostante la battaglia per la trasparenza di isolati donchisciotte, il bilancio della Presidenza della Repubblica (che dieci anni fa prevedeva ad esempio 14 miliardi per mantenere 274 corazzieri e 60 cavalli e la manutenzione di 236 arazzi, 280 orologi e 285 tappeti) è ancora secretato. E i «libri di cassa» dei due rami del Parlamento contengono voci così fumose (un esempio alla Camera: «emolumenti per servizi di segreteria»: 15 milioni di euro) che se li mettesse a bilancio un’azienda privata si vedrebbe arrivare la Finanza: «Cioè?» Ciò che si può capire, però, basta e avanza per farsi un’idea chiarissima: il risparmio «a casa propria» non è il primo obiettivo dei deputati né quello dei senatori. Certo, sulle ricche indennità quotidianamente nel mirino dei giornali e delle tivù non si sono arrischiati. Non era il caso, con Tremonti che si sfogava dicendo «chi me l’ha fatto fare di diventare ministro di un Paese così povero?» e le sinistre che dall’opposizione dipingevano scenari foschi dove, per dirla con Giuliano Ferrara, «mancava il latte per i bambini». Anzi: considerata l’inflazione, le «indennità» (una delle voci dello stipendio vero, cui vanno in realtà sommate tante altre prebende assai succose) sono aumentate di una virgola (più 0,5%) alla Camera e sono addirittura calate (-7,3%) al Senato. Sul resto, però…

    A Montecitorio, per dire, i rimborsi spese sono cresciuti oltre l’inflazione del 9,5%. I vitalizi agli ex deputati (che pesano per 127 milioni di euro: 35 più delle indennità dei parlamentari in carica, a riprova di come per anni la gestione delle pensioni agli onorevoli sia stata scriteriata) del 10,3%. I «servizi personale non dipendente» (cioè?) del 55%. La «comunicazione e informazione» del 40%. I «servizi igiene e pulizia» del 38%. I «servizi di guardaroba» del 43%. Le «spese di missione» del personale del 57,5%. Per non dire delle impennate più stupefacenti: mentre destra e sinistra, dalla Lega a Rifondazione, ammettevano che andava chiusa la stagione delle autoblù, la voce «noleggio di automezzi» ha visto una impennata da 28 a 140 milioni di euro. Pari a un aumento reale del 357%.

    Direte: forse usano macchine a nolo per risparmiare sulla più costosa gestione di auto e autisti interni. Può darsi: la voce non è facilmente individuabile. Ma certo se a Montecitorio va come a Palazzo Madama, l’obiezione non regge. Negli ultimi cinque anni, infatti, la spesa per il noleggio di veicoli al Senato si è impennata del 36% oltre l’inflazione mentre, in parallelo, il costo della «gestione autoparco» (da 116 a 220 mila euro) veniva quasi raddoppiato e contemporaneamente erano più che raddoppiati (più 122%) gli «acquisti di autoveicoli». E allora, come la mettiamo? E cosa sono mai i «compensi per prestazioni di carattere professionale» passati da un milione e 291 mila euro a quasi tre milioni? E come si possono spendere 35 mila euro di «tessere di riconoscimento», cioè quasi 25 mila più che nel 2001? E come possono aumentare rispettivamente del 33% e del 90%, sempre al di là dell’inflazione, le spese per «arredi e tappezzerie» e della «rilegatura di libri e periodici»? Le voci più interessanti, però, sono quelle che riguardano il personale.
    Non ci era stato spiegato, cinque anni fa, che gli organici erano troppo gonfi e occorreva avviare una sana politica di riduzione degli addetti? Bene: i dipendenti della Camera (112 mila euro di stipendio medio: 26 mila più del presidente del Consiglio, dopo il taglio di qualche giorno fa) sono passati da 1.757 a 1.897: 140 in più, per un costo di oltre 212 milioni di euro di buste paga.

    Quanto a quelli del Senato, erano talmente tanti allo scoppio della crisi della prima Repubblica da essere drasticamente ridotti, tra il 1992 e il 2001, da 1.028 a 871. C’erano voluti nove anni per tagliarne 157, ne sono bastati cinque per assumerne 225. E salire al record: 1.096. Di cui 358 commessi, benedetti non solo da un nome più chic («assistenti parlamentari») ma anche da uno stipendio medio di 115.419 euro. A prova di vacche magre. Dice l’Istat che in questi anni gli stipendi dei lavoratori dell’industria sono cresciuti del 2,5% rispetto all’inflazione e quelli dei dipendenti del terziario dello 0,6. Agli «assistenti» è andata meglio: ci hanno guadagnato quasi il 10%.
    Averne, di anni di crisi come questi…

  25. michele scrive:

    BRUNETTEA CHI PAGA TUTTE QUESTE COSE? MA NON TI PREOCCUPARE ORMAI SIAMO PROSSIMI AL DEFAULT. LA SPESA E’ FUORI CONTROLLO,MA POI MI CHIEDO E SPERO CHE TU MI RISPONDA ANCHE SE SO CHE NON LO FAI CON TUTTI I DISSOCUPATI,LA IMPRESE CHE CHIUDO A RAFFICA ECC.ECC. CHI VERSA I CONTRIBUTI?

  26. michele scrive:

    ITALIA RISCHIO DEFAULT?
    C’e’ qualcosa di peggiore della recessione che e’ quello della bancarotta dello stato. E’ un’ipotesi improbabile ma comunque possibile. Se continuerà di questo passo con il debito pubblico che continua a salire, ci sarà una carenza unica di liquidita’ pubblica per pagare pensioni e stipendi e finiremmo come l’Argentina. L’Italia e’ sicuramente un paese con molti problemi, fra i quali un debito pubblico molto alto: 1650 miliardi di euro lo rendono il terzo debito pubblico al mondo. Paghiamo milioni di euro di interessi ogni anno sul debito pubblico. L’Italia come altri paesi nella zona euro (nello specifico Grecia, Spagna e Portogallo) rischia il “default” come in Argentina. Un default sul debito sovrano significa che un Paese non rispetta gli obblighi sul proprio debito pubblico e le cause potrebbero essere: mancato pagamento degli interessi, pagamento del debito con altro debito, riduzione unilaterale del valore dovuto (face value) potenzialmente fino a zero. L’Italia non e’ l’Argentina sotto moltissimi punti di vista. Una differenza fondamentale, per i nostri titoli di stato, e’ l’Euro. E’ ragionevole pensare che l’Euro non potrebbe sopravvivere ad un default dell’Italia. Volendo ipotizzare uno scenario catastrofico di reale rischio di insolvenza dell’Italia, l’ipotesi piu’ probabile sarebbe quella di un sostegno della BCE e del FMI condizionato a rigidi vincoli di bilancio i quali creerebbero problemi alla nostra economia, ma che potrebbero scongiurare il default.

  27. michele scrive:

    GIANLUCA VESPA A L’AUTO BLU’E LA SCORTA AL SUO SERVIZIO PAGATA DAI CONTRIBUENTI.CREDO CHE QUESTO SIA REGIME QUANDO PARLA UN MINISTRO SENZA CONTRADDITORIO.IL CONTRADDITORIO E’ DEMOCRAZIA

  28. io stesso scrive:

    TRENTOTTO ANNI EFFETTIVI? – Il ministro è nato il 26 maggio 1950, e si è laureato in Scienze politiche ed economiche presso l’Università degli Studi di Padova il 2 luglio 1973. E il suo curriculum dice che la sua carriera accademica ebbe inizio nello stesso anno (evidentemente, a partire da settembre), da assistente alle esercitazioni nei corsi di “Teoria e politica dello sviluppo” (Facoltà di Scienze Politiche) e di “Economia applicata” (Facoltà di Statistica). Nell’anno accademico 1977-78 è professore incaricato dell’insegnamento di Economia e politica del lavoro (Facoltà di Scienze Politiche). Come si ricorda qui, alla facoltà di Architettura di Venezia entra nel 1982, dopo aver guadagnato l’idoneità a professore associato in economia l’anno precedente (quindi, il 1981). Tra l’altro, Brunetta non diventa professore con un vero concorso, ma approfitta di una “grande sanatoria” per i precari che gravitavano intorno all’università. Una definizione contestata dal ministro, che replica: avevo già tutti i titoli. Sarà, ma il ministro qualche imprecisione l’ha detta.

    CONTRIBUTI SI, MA “FITTIZI” – Perché dal 1991 al 1996 è professore associato di Economia del Lavoro (Facoltà di Economia e Commercio) presso Tor Vergata dove ha poi ricoperto fino ad oggi il ruolo di professore ordinario di Economia Politica. Ha ricoperto il posto, senza però evidentemente aver insegnato visti i molteplici impegni dell’onorata carriera pubblica. Perché dal 1999 al 2008 il nostro è stato parlamentare europeo di Forza Italia (con una percentuale di presenze del 63%). Brunetta sarebbe quindi andato in pensione, presumibilmente alla fine del 2009, con 59 anni di età e 37 anni circa di contributi. Ma non ha insegnato per 38 anni: perché – com’era suo diritto, ovviamente – ha usufruito dell’aspettativa, che può essere richiesta dai pubblici dipendenti per varie cause, tra cui l’assolvimento di cariche pubbliche elettive. In questo caso, vengono riconosciuti i periodi mediante contribuzione “figurativa”, cioé “fittizia”: periodi durante i quali non c’è stata attività di lavoro e di conseguenza non c’è stato il versamento dei contributi obbligatori ma che servono comunque a maturare la pensione. In pratica, Brunetta non ha lavorato e non ha pagato i contributi, ma ha comunque (sia chiaro, legittimamente) maturato il diritto alla pensione. I suoi anni di servizio però sono molti di meno. E – anche questo va sottolineato – non era obbligato ad andare in pensione: volendo, come professore universitario, poteva aspettare tranquillamente fino a 70 anni. Quindi, caro ministro, non si offenda e non giochi con le parole: ha sfruttato un’opportunità facendo i suoi conti. Bravo, ma non ci dia lezioni, per favore.

    INUTILE CHE SCRIVETE, SUDDITI, TANTO IL MINISTRO NON RISPONDE.

  29. Davide C. scrive:

    Roba da matti, Lei parla di SPRECHI e si prende, OLTRE TUTTO il resto, ben 3000 euro di pensione da professore universitario!
    E dice di aver lavorato per 38 anni (e già qui mi chiedo perché non 40 come tutti???)
    Inoltre, anche le sue asserzioni riguardo l’aver fatto per 38 anni il professore universitario, mi trovano MOOOLTO perplesso.
    Lei si è laureato nel luglio ‘73 ergo, per aver lavorato 38 anni dovremmo essere ALMENO nel 2011.
    Come le spiega, allora, le sua affermazioni?
    Le solite BALLE ad uso e consumo dei disattenti (troppi, purtroppo) che si lasciano abbagliare facilmente?

    Inoltre, lei che parla (ma parla solo!!!) di sprechi, perché non ha aspettato ad andare in pensione? Aveva bisogno di soldi???
    Poverino!
    Personalmente, e per il bene di chi paga ONESTAMENTE le tasse, spero che la pensione se la goda poco.
    Senza offesa, ma non sopporto i politici bugiardi quindi, oggigiorno, di politici, provi ad indovinare quanti ne sopporto???

  30. ugoz scrive:

    ministro brunetta, che brutta fine ha fatto la spagna del comunista zapatero! è sull’orlo del fallimento!1 adesso le persone intelligenti non ammaestrate capiranno benissimo qunanto è stato bravo tremonti a non far fare all’italia la stessa fine!!! i comunisti li conoisciamo benissimo: diamo più soldi alla scuola, siamo puiù soldi alla magistratura, diamo più soldi ai poliziotti, diamo più soldi all’università e alla ricerca, diamo più soldi a destra e a manca praticamente perchè per loro se paga lo stato è come se non pagasse nessuno!!! si può essere più stupidi e dementi dei comunisti italini??? sì, soltanto zapatero!!!

  31. ugoz scrive:

    ministro brunetta, le regioni del sud non vogliono le centrali nucleari!! per forza loro sono ricchissime e si possono permettere di comprare il petrolio!! e poi se i loro soldi non bastano possono sempre chiedere solidarietà al nord italia e allo stato come ha fatto bassolino e come hanno fatto i comuni di catania e di roma!!!

  32. ugoz scrive:

    ministro brunetta, che brutta fine ha fatto fare alla spagna il comunista zapatero!! non c’è niente da fare, dove arrivano i comunisti c’è solo morte e distruzione!!! sempre per il solito motivo, ministro!!! per loro i soldi che tira fuori lo stato è come se non li tirasse fuori nessuno!! basta vedere come si comportano in italia, anche in questa drammatica situazione!! non fanno altro che chiedere soldi a tremonti dalla mattina alla sera per 365 giorni l’anno: più soldi alla sanità, più soldi per la fiat, più soldi alla scuola e ai suoi precari, più soldi alle forze dell’ordine, più soldi per i disoccupati e per i cassintegrati, più soldi ai nidi e agli asili infantili, più soldi per nuove carceri, più soldi alla ricerca, più soldi alla magistratura, più soldi per il pubblico impiego (il contratto è in via di rinnovo), più soldi per i centri di prima accoglienza che devono essere simili per lo eno ad alberghi a 5 stelle, più soldi per costruire le villette agli zingari, ecc., ecc!!! ministro, questa è la stupida mentalità dei comunisti italiani!! e meno male che abbiamo in questo momento tremonti e non padoa schioppa altrimenti avremmo fatto la fine della spagna!! è matematico!! zapatero, ministro, è stato capace di far crollare le borse del mondo intero!!! ci sarà qualcuno che darà adesso atto a tremonti di essersi comportato nel migliore dei modi possibile nel gestire questa crisi internazionale o le scimmiette ammaestrate continueranno a ripetere le stupidate che gli suggeriscono i loro politici e santoro e floris??? a proposito di santoro, ministro, vorrei solo dire che non si può ospitare in una tv pubblica un seminatore di odio e violenza come bocca che è da perdonare soltanto perchè è adesso abbastanza avanti con l’età e l’età pesa sul funzionamento del cervello! lo tengano segregato allora piuttoisto che mandarlo in giro a sostenere le più grandi stupidate del mondo! in 2 minuti di intervista ha offeso tutto e tutti compreso il “sultano e ci viene a dire che in italia non c’è libertà di stampa!! ma mi faccia il piacere bocca e tutti i comunisti d’italia che sono gli esseri più bugiardi ed ipocriti che esistano al mondo!!

  33. ugoz scrive:

    ministro brunetta, il comunista zapatero è stato così bravo a governare la spagna che in un colpo solo è stato capace di affossare la spagna e leborse di tutto il mondo!! questi rimbecilliti di comunisti che non finiscono mai di esagerare nelle loro grandissime negatività!! ministro, i comunisti italiani avrebbero voluto affossare anche l’italoia!! meno male che abbiamo tremonti che ci difende e vigila per noi sui conti pubblici veramente alla grande!! e pensare che noi eravamo più inguaiati della spagna quanto a conti pubblici, per colpa dei politici di mestiere che si sono succeduti al potere e all’opposizione, comunisti compresi, in questi ultimi decenni!! !!

  34. ugoz scrive:

    ministro brunetta, giorgio bocca quando se ne va in pensione?? a quell’età non gli conviene andare in giro per TV a fare bruttissime figure! era un bravo giornalista!! anche lui è stato rovinato dall’odio che smisurato e senza senso che riesce sempre ad inculcare il comunismo nell’animo perverso e pervertito dei suoi adepti!! tutti immancabilmente, ministro, ridondano e traboccano di odio e ne vanno persino fieri e non hanno nemmeno vergogna a vantarsene in televisione!! travaglio docet, ministro, sotto questo punto di vista! ma di pietro e de magistris nemmeno scherzano!!

  35. michele scrive:

    UGOZ RISPONDIMI PERCHE, TI DA’ FASTIDIO TRAVAGLIO,DI PIETRO,DE MAGISTRIS,SANTORO SE NON LO FAI PROBABILMENTE SEI DELLO STAFF

  36. michele scrive:

    UGOZ ALLORA HAI GUARDATO ANNOZERO?. TI INTERESSA?

  37. ugoz scrive:

    ministro brunetta, le tre regioni più rosse d’talia (campania, puglia e calabria) sono talmente ricche che rifiutano il nucleare, tanto loro sono talmente ricche non hanno difficoltà alcuna a comprare il petrolio!!! oppure pensano di ricavare l’energia della quale necessitano attraverso l’eolico ed il solare??? in questo caso ministro sono ancora più folli!!! quando viene l’inverno, ministro, io questi meridionali comunisti, scimmiette ammaestrate senza cervrello, le lascerei al freddo ed al gelo!!! li lascerei implorare per l’eternità la solidarietà dello stato e della gente del nord!!!

  38. michele scrive:

    CREDO CHE IL PROSSIMO MINISTRO DELL’ECONOMIA SARA’ PROPRIO BRUNETTA NE SONO QUASI CERTO, DARA’ UN DURO ATTACCO A TREMONTI NEI PROSSIMI CONTI CHE COMUNICHERA’OCCULTAMENTE PER PAURA

  39. michele scrive:

    CHIEDI ALLE TUE SCIMMIETTE AMMAESTRATE DOVE METTERANNO LE SCORIE.A CASA TUA? TI VA COME IDEA?

  40. michele scrive:

    BASTA TUTTO QUI

  41. michele scrive:

    UGOZ GLIELI DAI TU’ I SOLDI DEL NUCLEARE?

  42. michele scrive:

    general electric e westinghouse chiedono condizioni favorevoli al project financing

    I legali dei giganti americani al lavoro sulle lacune della normativa. Mancano garanzie sugli investimenti per le centrali

    Non siamo ancora al dietrofront, ma di certo gli entusiasmi si sono raffreddati. I colossi americani Westinghouse e General Electric, candidati a portare tecnologia e capitali nel nucleare italiano, tengono il dossier nel cassetto in attesa di capire se verranno colmate le attuali lacune normative. [...]

  43. michele scrive:

    Roma, Italia — L’Enel finanzia il nucleare. E scommette su una tecnologia sovietica obsoleta. Il primo ministro slovacco Robert Fico e l’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, hanno raggiunto un accordo: la società italiana investirà 1,6 miliardi di euro a Mochovce per completare due reattori nucleari sovietici di seconda generazione, per un totale di 800 megawatt.

    È un’operazione illegittima. Lo studio di fattibilità del progetto, previsto per aprile, non è stato ancora completato e nessuna procedura di Valutazione di Impatto Ambientale è stata avviata negli ultimi vent’anni dalle autorità locali. Enel si guarda bene dal richiedere l’avvio di un processo di consultazione pubblica.

    È un’operazione pericolosa. I due fatiscenti reattori slovacchi di tipo VVER-440/213 risalgono ai primi anni Settanta e, non potendo essere migliorati i livelli di sicurezza, non soddisfano i requisiti minimi di sicurezza richiesti dall’Europa. Nel 2012 – una volta ultimati i lavori – i reattori avranno oltre 40 anni.

    La ERBD, la Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo, si rifiutò di finanziarne il completamento, mentre un reattore dello stesso tipo venne chiuso nel 1990 a Greisfwald, in Germania, poco dopo essere entrato in funzione. Anche la costruzione di altre tre unità di terza generazione VVER, più nuove di quelle che Enel dovrà completare a Mochovce, furono bloccate dalle autorità tedesche dopo la riunificazione della Germania.

    È un pessimo affare. Di un’industria la cui proprietà è ancora per una quota nelle mani dello stato. Nel complesso è un investimento maggiore di quello che, secondo il piano industriale di Enel, è stato effettuato in Italia per realizzare cinquemila megawatt di impianti a gas a ciclo combinato.

    Per acquistare la società “Slovasnke Elektrarne” ed entrare – in questo modo – nel mercato elettrico slovacco, Enel accetta di finanziare un progetto assurdo. In termini di sicurezza. E di costi.

    “La vera rivoluzione è non cambiare il Mondo” recita la campagna pubblicitaria di Enel… Che esempio di coerenza questo investimento! E, per di più, a vent’anni della catastrofe di Cernobyl.

  44. michele scrive:

    Enel rilancia il nucleare in Slovacchia. L’investimento complessivo sarà di 3,2 miliardi di euro entro il 2013 per la costruzione dei reattori tre e quattro (da 440 mw ciascuno) dell’impianto nucleare di Mochovce. I lavori dovrebbero iniziare nella seconda metà di quest’anno e terminare per il 2012. La centrale, non lontana da Bratislava, è di Slovenske Elektrarne (primo operatore slovacco e secondo dell’Europa centrale), che è controllata al 66% da Enel. I due nuovi impianti raddoppieranno la potenza complessiva del sito nucleare.

  45. michele scrive:

    SPRECO DENARO PUBBLICO VERGOGNOSO Accordo milionario per 24 milioni di fiale, ma ne sono state utilizzate meno di un milione
    Topo Gigio è depresso. Ce l’aveva messa tutta, lui, a convincere gli italiani che dovevano vaccinarsi. Ma quelli niente. E così, dei 24 milioni di vaccini acquistati dall’Italia, finora ne sono stati utilizzati solo 840.000. Gli altri ventitré milioni si stanno accumulando nei centri di stoccaggio. Una spesa di 184 milioni di euro andata, almeno per ora, in fumo. Anzi, nelle tasche della Novartis, la multinazionale che ha prodotto il farmaco. E con cui il governo ha un rapporto stretto, che risale sin dal 2004. È l’anno dell’aviaria, un’ influenza che non colpisce l’Italia, ma che mette in agitazione il secondo governo Berlusconi: preoccupato per una pandemia che fino ad allora non c’è mai stata e forse non ci sarà mai, decide che bisogna prendere precauzioni. E di stipulare dei contratti che riconoscano allo Stato italiano un diritto di prelazione sulla produzione futura di vaccini.
    Un paradosso: io governo ti pago ora affinché in caso di emergenza tu faccia il tuo interesse, ossia vendere a me i farmaci.Neanche due mesi dopo, il ministero chiama a raccolta attorno a un tavolo cinque aziende, che mettono sul piatto le loro proposte di contratto. Il ministero ne sceglie tre: tra queste quella della Chiron, una azienda senese specializzata in vaccini che pochi mesi dopo verrà acquisita dalla Novartis.
    A quella seduta partecipa anche Reinhard Gluck. Allora è il presidente di Etna Biotech, una società siciliana. Anche lui fa la sua proposta. “Quando entrai nella stanza capii subito come sarebbero andate le cose – racconta – e che il mio progetto non sarebbe mai passato. Era evidente che tra i rappresentanti del governo e i senesi ci fosse un rapporto consolidato. Ero terribilmente dispiaciuto”.
    Anche perché la posta in gioco è alta: sulla base di quei contratti verranno stipulati i successivi in caso di pandemia. Una bella torta per le aziende del farmaco. I tre contratti costano in tutto al governo 6 milioni e mezzo di euro. Oltre a sancire un diritto su un bene futuro di cui il governo potrebbe non godere mai, vengono stipulati in modo carbonaro senza alcuna gara di appalto.
    L’accordo più oneroso è quello con la Chiron-Novartis: da solo costa 3 milioni di euro ed è alla base del contratto di fornitura per il vaccino H1N1, stipulato il 21 agosto 2009 tra il governo e la Novartis.
    L’accordo del 2005 garantiva al ministero la fornitura in caso di pandemia di 15 milioni di dosi di vaccino entro tre mesi dalla consegna del seme da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità.
    Ma nel contratto di quest’anno, che di pubblico ha solo il nome, quella clausola fondamentale scompare. Viene sostituita da tre date di consegna (con le relative forniture) che però nel testo sono oscurate. “Motivi di riservatezza”, commenta il ministero.
    L’unica cosa certa è che al momento del solo picco pandemico, a inizi novembre, la richiesta di vaccino è più alta dell’offerta. Il contratto, come segnala subito la Corte dei Conti, è totalmente sbilanciato a favore della multinazionale: in caso di mancata consegna nei tempi prestabiliti, per esempio, non sono previste multe o penalità per la Novartis.
    Altro punto critico: se l’azienda non avesse ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco, il governo avrebbe dovuto comunque corrisponderle 24 milioni di euro. Una specie di premio per la partecipazione. La Novartis poi è manlevata legalmente, tranne che per difetti di fabbricazione del prodotto.
    Il costo del vaccino è piuttosto alto: sette euro e novanta a dose, quando quello di un normale antinfluenzale, che ha le stesse spese di produzione, viene pagato dalle Regioni circa quattro euro. Quattro euro di differenza che non si spiegano solo con i costi di ricerca.
    Contratti simili sono stati stipulati in realtà dalla maggior parte dei governi europei, che nella corsa all’accaparramento del vaccino hanno accettato condizioni vessatorie. Eppure si sapeva fin da subito che il virus non era così pericoloso.
    A inizio 2009 i membri dell’unità di crisi dell’Oms (alcuni ora sotto inchiesta per presunti conflitti di interesse con le case farmaceutiche) avevano eliminato dalla definizione di pandemia il criterio dell’”alto numero di morti”.
    E in un batter d’occhio quello che fino ad allora era un normale virus influenzale a bassa mortalità diventò il virus-killer. Con la conseguenza che centinaia di milioni di vaccini ora giacciono nelle celle frigorifere di mezza Europa.
    Al di là di quello che dice il neo ministro della Salute Ferruccio Fazio, difficilmente il farmaco, che ha durata di un anno, potrà essere riutilizzato il prossimo inverno, a meno che, evento improbabile, il ceppo non rimanga esattamente lo stesso. Intanto in Italia le Asl cominciano ad avere problemi di stoccaggio. E ancora deve arrivare l’ultima fornitura, prevista per il 31 marzo, quando probabilmente la suina sarà solo una barzelletta.
    L’unico a ridere per ora è Ewa Kopzac, Ministro della Sanità polacco, che di vaccino non ne ha comprato neanche uno. In tempi di isteria pandemica disse: “Il nostro Stato è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalla truffa”.

  46. michele scrive:

    CREDO CHE SIA UNA TRUFFA A NORMA DI LEGGE IN BOLLETTA ELETTRICA

    Fotovoltaico in giro per l’Europa, la delibera “CIP6″ e il Conto Energia in Italia
    Visto che a noi Italiani piace tanto sbirciare cosa fanno all’estero, pratica molto in voga soprattutto tra gli accaniti sostenitori del nucleare “sicuro” (come quello che c’è in Francia gestito dalla EDF), prendiamo pure esempio da quello che fanno negli altri Paesi nel campo delle energie rinnovabili. Un esempio per tutti, la Germania (oggi la nazione più virtuosa in questo settore), che ha realizzato un mega sito di pannelli solari, occupando una superficie pari a 56 campi da calcio.
    Ma c’è chi ha fatto di più! Incredibile, guardate la foto sotto, sembra un lago ma in realtà sono pannelli solari, anzi per la precisione sono 89.320 pannelli solari. I moduli fotovoltaici sono della Kyocera e coprono una superficie di 80 ettari ovvero l’equivalente di 100 campi da calcio e sono in grado di erogare 23 MW!!! Complimenti agli Spagnoli….
    Queste sono davvero grandi opere ma basterebbe che ogni famiglia facessesse un piccolo impianto nella propria casa sfruttando i finanziamenti del Conto Energia, finanziato da tutti coloro che pagano la bolletta, si chiama delibera “CIP6″.
    A questo punto voi direte: Cos’è sto CIP6?

    Risposta: chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate ha diritto a rivenderla al Gestore Servizi Elettrici ad un prezzo superiore a quello di mercato. I costi di tale incentivo vengono finanziati mediante un sovrapprezzo del 6-7% del costo dell’energia elettrica, che viene addebitato direttamente ai consumatori finali nel conteggio di tutte le bollette (qundi se ti arrivano 100 Euro di Bolletta 7 Euro li paghi per finanziare fonti rinnovabili o assimilate ). L’unica grande pecca (o dovrei dire truffa) di questa legge è il fatto che i nostri politici hanno inserito, andando contro la direttiva Europea, oltre alle fonti rinnovabili anche le fonti assimilate, In sostanza NOI stiamo finanziando, pagando il 6-7% in più sulla bolletta, anche gli inceneritori (portatori di tumori e varie malattie) o le centrali a carbone altamente inquinanti invece di finanziare solo le fonti rinnovabili che avrebbero dovuto ridurre le emissioni come diceva la direttiva Europea a cui anche l’Italia è vincolata, truffando noi cittadini e facendo fare business con i nostri soldi ai soliti monopolisti e tenendo in vita gli inceneritori e altri impianti simili altamente inquinanti e poco redditizzi che senza i NOSTRI SOLDI non sopravvivrebbero. In sotanza tutti i cittadini, aziende ,enti o altro dovrebero sfruttare questi incentivi uno per risparmiare sulla bolletta e due ci puoi guadagnare anche sopra qualche soldino non inquinando l’aria che respiriamo e che respireranno un giorno i nostri figli.

    Io non vi dico di credere cecamente a quello che scrivo ma di dico di informarvi forse troverete l’investimento che fa al caso vostro…

  47. michele scrive:

    BRUNETTA MI DISPIACE SONO PER IL POST SPENDIAMO TROPPO

  48. michele scrive:

    QUANTO GUADAGNA LO STAFF DI BRUNETTA
    La parola d’ordine da quando Sua Altezza è a capo della Funzione Pubblica è meritocrazia. Ma quanto guadagna lo staff di Brunetta? Visto che un’altra delle sue encomiabili iniziative ha previsto la pubblicazione on line delle retribuzioni lorde annue del suo staff, non è stato difficile raccogliere informazioni utili e rispondere una volta per tutte all’annosa questione. Spicca su tutti, al primo posto, il Cons. Filippo Patroni Griffi, Capo Gabinetto, che alla voce “Stipendio” scrive “Conserva il suo trattamento economico fondamentale”, senza entrare nel dettaglio, mentre sotto “Emolumento Accessorio” compare un bel 85 mila euro.

    Certo un accessorio molto comodo. Sua Altezza Renato II avrà avuto i suoi buoni motivi, magari super Filippo ramazza pure per terra prima di chiudere il ministero.
    Le Vice Capo Gabinetto Caterina Guama e Germana Panzironi, invece, che conservano anch’esse un vago “trattamento economico fondamentale”, vantano rispettivamente un “accessorio” di 61.705,49 e 55.826,46 euro l’anno. E supponiamo che loro, mentre Filippo ramazza, puliscano i vetri e tutte le maniglie placcate ottone del grande edificio pubblico. Il Dott. Enrico Pellizzari, Consigliere per le Relazioni Istituzionali, ad uno stipendio base di 84.962,44 euro l’anno va a sommare un accessorio di 34.300 euro, ma lui è quello che cura anche la manutenzione della corsia preferenziale dei tornelli, quindi è giustificato. Abbiamo poi la Dott.ssa Stefania Profili, Segretaria Particolare del Ministro, che percepisce un lordo di 51.392,75 euro annui più un accessorio di 34.306,36 euro. Ma lei è “particolare” e non fa testo. Il Portavoce Vittorio Pezzato, che appunto, come dice la parola stessa, “porta la voce di .Brunetta”, ha un accessorio di 43 mila euro secchi più uno stipendio base di oltre 51 mila euro.

    Insomma, per non essere pedanti, diciamo che un’idea ce la siamo fatta e possiamo concludere con il Dott. Renzo Turatto, addirittura Capo della Segreteria Tecnica, che tra emolumenti vari, stipendi base, particolarismi, meritocrazia allo stato puro e tanta buona volontà arriva circa a 140 mila euro lordi l’anno.

  49. mario scrive:

    Caro Michele, come accennavo qualche tempo fà io mi occupo prorpio di rinnovabili (oltre che di rifiuti ma quella è un altra questione) sostanzialmente hai detto molte cose esatte ma sul discorso CIP 6 non sei stato precisissimo, perchè il CIP 6 stesso (destinato proprio alla produzione da fonti assimilabili, per lo più rifiuti, chiedere a moratti quanti soldi ci ha fatto la Saras in sardegna) è stato con regolamenti successivi svincolato da certificati verdi e le altre forme di incenticazione alle rinnnovabili.
    Giusto una precisazione, mentre nel merito della questione il tuo post è ineccepibile (il problema che in italia ci sono troppi ignoranti come Ugoz)..

    Comunque anche in Italia si stà muovendo il settore ma, purtoppo, la nostra burocrazia è qualcosa di incredibile e mette paracchi bastoni tra le ruote…

    Se il tema ti può interessare sarei contento di farti avere un pò di materiale sul mio lavoro (ad oggi faccio molto sulla cogenerazione da biomassa sia solida che liquida)….

    Buona giornata

    PS UGOZ, mentecatto, ogni tanto prova ad informarti cercando di evitare il tg4, magari ti si apriranno gli occhi…

  50. LIBERAL VOX scrive:

    MA SPENDIAMO TROPPO PER QUESTA POLITICA, PER I SUOI PRIVILEGI, PER LE SUE CLIENTELE!
    FAI SENTIRE ANCHE TU LA TUA VOCE SU: >>>LIBERALVOX – IL SOCIAL NETWORK CHE FA OPINIONE

  51. gianluca scrive:

    PER IO STESSO post 28.
    Io non scrivo con la speranza che il ministro mi risponda, io scrivo affinchè chi stravede per Brunetta possa venirgli il tarlo del dubbio che forse non è sto Grande uomo cui si professa, ma un semplice uomo politico che con la propria dialettica e la sua infingarda strategia butta continuamente fumo negli occhi affinchè ciò che predica venga applicato dagli altri ma non da lui stesso.
    Ma è uno sforzo inutile perchè gli italiani sono un popolo di masochisti.

  52. LIBERALVOX scrive:

    Caro gianluca, qui non ti legge nessuno!
    Vieni a trovarci su LIBERALVOX.BLOGSPOT.COM

  53. gianluca scrive:

    A UGOZ.
    La candidatura di Renzo Bossi, figlio di Umberto, alle elezioni regionali per la Lombardia divide la rete. Alla faccia de nepotismo. Alla faccia del partito contro Roma Ladrona.

  54. ugoz scrive:

    ministro brunetta, le regioni meridionali sono talmente ricche che possono permettersi di comprare tutto il petrolio del mondo per cui non hanno bisogno delle centrali nucleari ecco perchè ci rinunciano molto volentieri!!! male che vada, ministro, chiederanno la solidarietà dello stato che è come rubare soldi al nord che potrebbe investirli meglio nelle sue imprese che sono la ricchezza di tutto il paese, sud compreso! anzi soprattutto sud! i meridionali sanno solo chiedere alla collettività se c’è da fare qualche sacrificio per la collettività non ci sono mai, è matematico!!! vuol dire che le centrali le costruiremo al nord ministro, ma le regioni del sud italia dovranno provvedere ai loro bisogni energetici per conto loro!! piuttosto l’energia prodotta con le centrali nucleari del nord la regaliamo ad haiti!!! i meridionali, ministro, per quanto mi riguarda sono peggio dei clandestini, almeno questi abbiamo qualche piccola speranza di prenderli a calci nel sedere e mandarli via dall’italia!! per i meridionali ci vuole solo la secessione, e se la sono meritata!!

  55. ugoz scrive:

    evviva zapatero ministro brunetta!! ha rovinato in un sol colpo la spagna e le borse di tutto il mondo!! almeno così parecchi italiani si renderanno conto di cosa significa avere i comunisti al potere!! meno male che in italia c’è tremonti!!! questi cretini comunisti chiedono soldi per tutto e per tutti a 360 gradi e vorrebbero pure che tremonti diminuisse le tasse!!! si può essere, ministro, più cretini e scellerati di così??? avesse governato prodi con padoa schioppa adesso l’italia sarebbe già fallita da un pezzo!!!

  56. ugoz scrive:

    dobbiamo solo dire un milione di volte grazie a tremonti per come sta conducendo l’italia al di fuori di questa tempesta economica globale!! altrohè ministro!!!!

  57. michele scrive:

    PER MARIO
    ciao mario tengo a precisare che le cose che so provengono da fonti attendibili ma non essendo competente mi riservo.
    Al riguardo dei cip 6 per quanto ne so’ oltre che moratti anche il presidente di confindustria(emma marcegaglia)a usufruito di questi cip 6 per costruire inceneritori e fare bruciare olio di palma importato dall’asia.secondo studi effetuati la percentuale di cancro di vario genere aumenta piu’si abita vicino ad essi,e come se prendi un cerchio piu’ lo restringi piu’ fa male.ritornando al cip 6 ti posso dire che gli incentivi per fotovotaico, solare geotermico ecc.ecc. erano pari a 48 miliardi di euro e il governo con quella vocina (ASSIMILATE) a deviato tutti qusti soldi per inceneritori e mi pare anche nucleare
    N.B.in rete non puoi dire cazz.te,la rete e’ democrazia perche c’e’ contradditorio

  58. michele scrive:

    UGOZ VIVA TREMONTI CHE E’ ANDATO IN CINA A VENDERE DEBITO,A ME NON ME NE FREGA UN CAZ.O DI DESTRA SINISTRA CENTRO IO SO SOLO CHE SIAMO RIMASTI TROPPO A LUNGO SUL TITANIC, E LA FINE LA SAI
    SVEGLIATIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

  59. ugoz scrive:

    ministro brunetta, i meridionali non hanno avuto mai rispetto per la loro terra che è tutta dissestata ed inquinata, basta vedere come ha ridotto la campania la camorra e poi ci vengono a dire che non vogliono le centrali nucleari che sono al momento quanto ci sia di più sicuro sulla faccia della terra, figuriamoci tra qualche decennio!!!

  60. ugoz scrive:

    ministro, d’altronde basta essere informati per sapere che tutte gli stati più importanti del mondo, e non solo, hanno le centrali nucleari!! persino l’iran che è piena zeppa di petrolio ce l’ha!!! ah, ministro, se si fosse più informati!!! i nostri confini sono circondati da centrakl nucleari, soltanto gli stupidi sudisti sono contro!! non è mica difficile informarsi ministro sulle centrali nuclear!! la francia che è vicina a noi ne ha un settantina e ci vende l’energia nucleare prodotta da una centrale che sta a 20 chilometri dal nostro confine! se lei pensa che le radiazioni di cernobil sono arrivate in italia, ministro, capisce, solo per questi fatti, quanto sia stupido opporsi alle centrali in italia!! purtroppo la disinformazione crea danni irreparabili!!

  61. ugoz scrive:

    d’altronde, ministro brunetta, se esistono al mondo 440 centrali nucleari che producono il 30% dell’enoirgia elettrica dell’intero pianeta ci dovrà pure essere qualche motivo!! e poi vogliamo pensare anche al futuro o no?? certamente in futuro verranno costruite centrali nuclerai più potenti e più sicure e con una vita più lunga!! può l’italia rimanere fuori da questa competizione internazionale e rimanere per sempre energia ? non ci vuole una grande intelligenza per capire, ministro, che questo lusso non ce lo possiamo proprio permettere!!!

  62. ugoz scrive:

    …e rimanere per sempre energia dipendente!! sopra, ministro, avevo omesso la parola dipendente.

  63. michele scrive:

    La Grecia è commissariata per il suo debito pubblico e il rapporto con il PIL. Il debito sale e la produzione scende. In sostanza la Grecia dovrà cedere alla UE, per sopravvivere, parte della sua sovranità economica. I giornali di oggi si preoccupano degli Stati europei in difficoltà senza citare l’Italia (!?). PIGS, acronimo che indica quattro Stati a rischio, P come Portogallo, I come Italia, G come Grecia e S come Spagna è diventato un impronunciabile PGS. L’Italia è scomparsa, è diventata virtuosa. Il Portogallo, considerato il Paese che seguirà la Grecia, ha un rapporto debito pubblico/PIL del 76,6%. Lo avessimo noi! L’Italia ha il 115% e 1.800 miliardi di debito pubblico. L’economia è bella perché è varia e ognuno può raccontare balle, almeno fino al default. Da oggi il blog ha un nuovo ospite, Eugenio Benetazzo e un nuovo appuntamento: “Chaos economy”.

  64. michele scrive:

    TREMONTI CI PORTA ALLA CATOSTROFE Tenteremo di fare un quadro il più possibile esaustivo sullo scenario economico e macroeconomico che attende il nostro Paese. Conosciamo tutti quello che è accaduto negli ultimi 18 mesi con fenomenali interventi da parte degli Stati occidentali per supportare le loro economie, ormai a distanza di tempo possiamo renderci conto di come niente è cambiato, semplicemente sono stati spostati in avanti i problemi che sussistevano 12/18 mesi fa, nella fattispecie i debiti non si sono polverizzati, i debiti non sono stati coperti, sono stati semplicemente trasferiti dal sistema bancario o dai debiti che avevano determinati gruppi di aziende, al debito che ora sono stati caricati sulla testa delle relative comunità, quindi gli Stati.
    Se facciamo una disamina per il nostro Paese, ci rendiamo conto che il debito pubblico italiano ormai ha raggiunto l’ammontare particolarmente gravoso di oltre 1.800 miliardi di euro che rapportati al Pil, a fronte anche della caduta che è avvenuta nel 2009, portano il debito in percentuale sul Pil oltre il 120%, questa comincia a diventare una variabile macroeconomica particolarmente preoccupante, perché se prendiamo in considerazione quello che è accaduto sempre in Europa, neanche un mese fa con il capo della Grecia che ha subito un downgrade del proprio debito pubblico cominciamo a paventare scenari tutt’altro che confortanti. La Grecia in sé ha una dimensione in Europa modesta, non può preoccupare il fatto che un Paese di quella dimensione possa andare in default, questo cambia però se cominciamo a affiancare i cosiddetti PIGS, i Paesi che hanno uno scenario macroeconomico simile alla Grecia, PIGS è un acronimo che sta per Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, che hanno subito un aumento consistente del proprio indebitamento, proprio per supportare la loro economia nell’ultimo anno.

  65. michele scrive:

    La domanda più importante che ci dobbiamo fare è, per certi versi ci emerge da un’analisi delle cronache finanziarie italiane come nei prossimi tre mesi verrà tamponato il deficit di circa 37 miliardi di Euro che manca all’appello, 37 miliardi di euro, una cifra abbastanza plausibile a fronte della diminuzione di fatturati industriali che si sono venuti a creare nei precedenti trimestri, fatturati industriali che a cascata hanno generato un crollo del gettito fiscale. Il gettito fiscale è incapace di coprire, in maniera consistente le spese per la gestione corrente del Paese, vi è di più, ci sono svariati analisti indipendenti che cominciano a paventare una possibilità di prelievo coatto stile 1991 con il Governo Amato in cui, se qualcuno si ricorda, venne prelevato il 6 per mille sulle giacenze bancarie a vista. Se contabilizziamo a quanto ammonta la massa di risparmio in mano agli italiani, sottoforma di attività finanziaria, arriviamo abbondantemente a un valore superiore a 2.500 miliardi di euro, andiamo a calcolare un 1%, un 2% e potremmo raggiungere i 40, 50 miliardi di euro che mancano all’appello, non sono parole mie, sono recenti esternazioni dell’attuale governo.

  66. michele scrive:

    Quello che stiamo pagando adesso, in termini di diminuzione della produttività industriale, non è altro che l’effetto collaterale di scelte industriali assolutamente scellerate, in Italia quanto la destra, quanto la sinistra, passando per il centro, hanno abbracciato la scelta della progressiva deindustrializzazione, aiutando imprenditori e grandi industriali a chiudere gli stabilimenti d’Italia e aprirli altrove, fuori frontiera, o addirittura fuori Comunità Europea, consentendo il famoso “ponte commerciale” che conosciamo tutti che crea sperequazioni economiche,
    arricchendo i soggetti che riescono ad attuare questo tipo di trasformazioni, cosiddette industriali e chi invece le subisce. Non abbiamo avuto una forza politica per non chiamarla farsa politica, che si sia fatta portavoce della difesa di quelli che sono i reali punti di forza del nostro Paese, il Made in Italy, il turismo e i distretti industriali che rappresentano il vanto del nostro Paese ovunque in tutto il mondo. Vi è recentemente un fenomeno economico che rappresenta la capacità di altri Paesi di clonare, copiare sfruttando la consonanza vocale determinati prodotti tipici italiani, andandoli a ricreare dove non sono oggetto Doc o Dop, per esempio il formaggio Asiago fatto nello Stato del Wisconsin, oppure il Limonciello (con la i) realizzato in Cina. Se qualcuno pensa che nei prossimi anni potremo essere in grado di riprendere la competitività che caratterizzava 10 anni fa la maggior parte delle aziende italiane, sfruttando i benefici della svalutazione sul tasso di cambio, ahimè temo che siamo veramente molto distanti.
    Nello specifico abbiamo un crollo della produttività industriale che ci porta oltre 20 anni indietro, sono posti di lavoro che non saranno mai più recuperabili, chi pensa di clonare il modello inglese puntando sui servizi o sul terziario avanzato, purtroppo non ha capito bene quello che è accaduto in Inghilterra, un Paese che ha ancora, più di 20 anni fa, scelto il modello cosiddetto tatcheriano volto alla svendita dei gangli vitali dello Stato, privatizzando all’inverosimile tutto e adesso a distanza di tempo l’Inghilterra piange quelle scelte politiche scellerate, continuano a parlarci che l’anno prossimo ci sarà una ripresa, se nel 2009 abbiamo perduto 6 punti percentuali di Pil e per il 2010 si ostenta una ripresa con un + 0,10, + 0,20% di Pil, più che una ripresa secondo me, questa è una grande presa per il culo!

  67. michele scrive:

    VIVA GLI SPRECHI Parlamento ha votato all?UNANIMITA? e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.135,00 al mese. davvero?

    Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

    STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE

    STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese

    PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

    RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese

    INDENNITA? DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)

    TUTTI ESENTASSE
    +

    TELEFONO CELLULARE gratis

    TESSERA DEL CINEMA gratis

    TESSERA TEATRO gratis

    TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis

    FRANCOBOLLI gratis

    VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis

    CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis

    PISCINE E PALESTRE gratis

    FS gratis

    AEREO DI STATO gratis

    AMBASCIATE gratis

    CLINICHE gratis

    ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis

    ASSICURAZIONE MORTE gratis

    AUTO BLU CON AUTISTA gratis

    RISTORANTE gratis(nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!)

    Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera.(Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l?auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)

    La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

    La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

  68. Michela scrive:

    Come si può pensare che un giovane di 22 anni disoccupato che non riesce a trovare uno straccio di lavoro esca di casa, che per di più ha i genitori quarantenni in cassa integrazione straordinaria perchè le aziende delocalizzano all’estero. Il problema non è l’articolo 18 ma sono le politiche sbagliate del nostro governo negli ultimi 20 anni. Invecie di continuare a litigare tra di voi per cretinaggini provate a mettrvi d’accordo e far pagare penali salatissime alle aziende che chiudono per andare all’estero, un esempio su tutti FIAT; in Germania lo fanno già ed infatti anche se il costo del lavoro e il doppio rispetto all’Italia le aziende ci pensano 100 volte prima di chiudere e di trasferirsi.

  69. ugoz scrive:

    nevica, ministro brunetta!! è colpa di berlusconi, governo ladro!!!!

  70. ugoz scrive:

    ministro brunetta, fatevi aiutare da zapatero, il comunista, lui sa benissimo come fare a rimediare ai debiti delle nazioni!! se zapatero non vuole collaborare chiedete l’aiuto a padoa schioppa così lui riempie di tasse l’italia intera e risolve il problema del deficit stratosferico italiano in men che non si dica!!! però poi muoiono le imprese italiane ed i lavoratori italiani che non arrivano a fine mese! certamente non morirà di fame padoa schioppa e nemmeno santoro e compagnia bella!!!

  71. ugoz scrive:

    ministro, potete chiedere la collaborazione anche di prodi per rimediare al debito pubblico italiano, lui si farà prestare soldi dai lavoratori italiani che poi, ovviamente, non restituirà più!! l’ha già fatto, ministro, alte volte!! ministro stia tranquillo perchè se le tasse agli italiani le mettono prodi e padoa schioppa i comunisti non si ribellano e nemmeno epifani con tutta la sua cgil!! queste, ministro, sono cose già assodate e consolidate!! questa, ministro, è tutta materia inopinabile!!

  72. ugoz scrive:

    ministro brunetta, tutta l’italia è sotto una morsa di freddo!!! che cosa sta facendo il governo berlusconi per rimediare a tutto ciò????? la colpa è vostra ministro!!! datevi da fare!!!

  73. ugoz scrive:

    ministro brunetta, se ci fosse prodi al potere in italia non ci sarebbe più nemmeno un disoccupato, nemmeno un cassintegrato, nemmeno un precario! la fiat assumerebbe a termini imerese e a pomigliano d’arco anzichè chiudere i battenti! e nessuno, ministro, ma proprio nessuno, si arrampicherebbe più sui tetti a protestare, proprio perchè in italia non ci sarebbe più nessun problema riguardante l’occupazione!! tutti gli italiani troverebbero il posto di lavoro appena arrivati ai 18 anni e non lo perderebbero più per tutta la vita, anche facendo gli assenteisti ed pelandroni in tutti i posti di lavoro pubblici e privati!!

  74. ugoz scrive:

    d’altronde, ministro brunetta, non era proprio così quando al potere c’erano prodi, padoa schioppa, di pietro e mastella??? chissà come mai è caduto, ministro, un governo così efficiente e tanto amato da tutto il popolo italiano!! ed era amatissimo anche all’estero, ministro!! misteri della vita, ministro!! il governo più amato da tutti gli italiani, caso strano, è caduto in men che non si dica!!

  75. ugoz scrive:

    ministro, il comunista zapatero ha mandato allo sfascio la spagna e tutte le borse del mondo in men che non si dica!! perchè, ministro, tutto quello che fanno i comunisti lo fanno in men che non si dica!!! specialmente quando c’è da mettere le tasse!!

  76. ugoz scrive:

    ministro brunetta, per quanto riguardaa san gennaro ed il suo sangue, un gruppo di scienziati ha stabilito che si tratta proprio di sangue umano quello dell’ampolla di san gennaro!! ed allora, ministro, perchè san gennaro non dà una mano a tutti i napolitani, visto che vivono in una situazione di miseria e di sfascio quasi totale?? a che serve, ministro, fare il miracolo del sangue?? ai napoletani servono ben altri miracoli!!

  77. ugoz scrive:

    ministro brunetta, nemmeno i comunisti bassolino e jervolino sono riusciti a salvare i napolatani dallo sfascio totale, figuriamoci san gennaro!! forse c’è riuscito berlusconi, ministro!!!

  78. ugoz scrive:

    per lo meno, ministro, in una circostanza berlusconi il miracolo a napoli l’ha fatto veramente!!

  79. ugoz scrive:

    ministro brunetta, spendiamo molto in welfare soprattutto per voi politici!! diaciamocela le verità, ministro!! noi non dobbiamo fare gli ipocriti come i comunisti!!!

  80. Giuseppe scrive:

    Ugoz ,
    continua a sventolare la bandiera di Berlusconi,
    continua a dire che Silvio ha fatto miracoli.
    Non s’è accorto che, se questo paese è fermo ,in difficoltà, senza un’apparente via d’uscita ebbene la colpa è solo degli interessi personali di un personaggio che ha infettato ulteriormente la scena politica italiana.
    Silvio B. è stato quello che ha preso i 3miliardi di euro destinati dal governo Prodi alle piccole-medio imprese e li ha regalati ad Alitalia che era già in profondo debito e che poi è stata smembrata.
    Silvio B.
    è il male maggiore ,e gli italiani alla Ugoz ,e tutti quelli che adesso piangono il lavoro perduto l’hanno votato nella più totale mancanza di una coscenza politica,nella più totale ingenuità,nella più oscura ignoranza.
    A me non dispiace tanto per gli operai che comunque, loro malgrado ,si sono visti truffati,ricattati e traditi dai giochi della politica e dai giochi dei protagonisti della politica,
    ma invece dispiace molto per il futuro dei loro bambini,della stabilità e della serenità di cui tutte le famiglie hanno bisogno.
    Adesso vediamo un’azienda Fiat e un governo Berlusconi,
    che d’avanti al pubblico televisivo vogliono apparire in contrapposizione totale,quasi in lotta,
    ma invece dietro le quinte come al solito si sono già messi d’accordo da tempo e continuano il teatrino dell’ulteriore gran presa per il culo agli italiani.
    Il governo Berlusconi prima ha normalizzato definitivamente le delocalizzazioni della produzione delle imprese all’estero ,
    adesso li vediamo i vari Scajola etc.. si fanno i paladini a difesa del lavoro,quando sono chiaramente i detrattori,
    coloro che tolgono lavoro ,diritti e dignità.

  81. Giuseppe scrive:

    E il dementone di Ugoz se la prende ancora con Prodi.
    Bisogna essere proprio dementi.
    E ..meno male che abbiamo la rovina sotto gli occhi per poterla vedere e per poter additare le giuste colpe.
    Già….
    Silvio B. annulla per il suo interesse personale 200mila processi ,è chiaro la colpa è di Prodi.
    Alitalia grazie a Silvio B. ha ricevuto 3miliardi di euro stanziati per le piccole-medio imprese dal governo Prodi….e la colpa per Ugoz è cmq di Prodi.
    Silvio B. si beffa del risultato del referendum sul nucleare,e la colpa per Ugoz è ancora di Prodi.
    Raccogliamo le firme per far curare Ugoz……….
    o per farlo rinchiudere con Tartaglia.

  82. michele scrive:

    giuseppe vedi in alitalia cosa sono la good compani e la bed company
    termini imerese e’ gia’ stata venduta ai cinesi

  83. BRUNO scrive:

    …intanto, caro Professore, quanto scrive il signor “Michele” fa venire la pelle d’oca a chiunque di buon senso !!! E ci rifletta.

    Poi passo alle “pensioni di INVALIDITA’”

    Guardi profesore che sono i suoi colleghi che hanno CONSENTITO il dilagare delle pensioni di invalidità regalandole a chi non ne avrebbe avuto diritto ! Non vomitate la patata sui cittadini !

    Io sono un INVALIDO dalla nascita (si può dire) e continuo ad essere trattato (in QUESTO PAESE) come un delinquente: controlli, carte bollate, certificazioni, autocertificazioni, rinnovi, visite mediche…….e nessuna pensione ! BASTA ! FATE FARE, una volta per tutte QUESTI SACROSANTI CONTROLLI SULLE PENSIONI E SUGLI INVALIDI, METTETE GENE SERIA ED INDIPENDENTE NELLE COMMISSIONI MEDICHE CHE ACCERTANO LE INVALIDITA’ E SMETTETELA DI APPIGLIARVI AL FENOMENO AD OGNI SPRON BATTUTO ! NON FACCIA BECERA CAMPAGNA POLITICA, Professore !

  84. michele scrive:

    BRUNI MI DISPIACE PER LA TUA SITUAZIONE MA TI POSSO DIRE CHE IL GOVERNO STA FACENDO IN GIRO DI VITE SU QUELLO CHE HAI SCRITTO PERCHE’ ORMAI NON SA’ PIU’ DOVE ANDARE A PRENDERE SOLDI, LE IMPRESE STANNO CHIUDENDO QUASI A RAFFICA (un piccolo riassuntodopodiche ti terro’ informato)

  85. michele scrive:

    “La notizia di oggi è che l’operazione Alitalia è un grandissimo successo per il governo. Chi l’ha detto? Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che si loda e si imbroda da solo, anche perché dagli esperti ha ricevuto soltanto pernacchie e critiche, per non parlare della stampa e di tutti operazioni internazionali che si misurano sul libero mercato e non sull’italietta autarchica che sta ritornando insieme ai rigurgiti di fascismo giustamente denunciati da Famiglia Cristiana. Non si capisce bene che cosa stia festeggiando questo signore visto che negli utlimi quindici anni è stato Presidente del Consiglio per circa sette, cioè la metà: in questi quindici anni, Alitalia ha perso quindi miliardi di euro di soldi nostri, quindi la metà dei soldi persi è colpa sua, dei suoi governi, e l’altra metà è colpa dei governi di centrosinistra perché la politica ha sempre tenuto le mani su Alitalia e, come vedremo, continuerà a tenercele anche dopo averla fatta fallire innumerevoli volte.Prodi e Padoa Schioppa, una delle poche cose buone fatte dal governo di centrosinistra, avevano trovato la quadra: erano riusciti a convincere AirFrance a rilevare tutto. Il che avrebbe comportato niente fallimento, niente ricorso alla legge Marzano sulle aziende decotte, nascita di un polo europeo molto grosso, avrebbe compreso AirFrance, KLM e Alitalia, che si sarebbe potuto misurare sui mercati internazionali dove ormai le compagnie aeree sono grandi, consorziate, fondate su alleanze tra più Paesi. Ce la saremmo cava con 2150 esuberi: questo era il piano che era stato presentato da Messieur Spinetta, e così sarebbe stato se si fosse chiusa la trattativa con i francesi subito, all’inizio della primavera, mentre adesso ne avremo 6-7000, di esuberi, cioè il triplo. L’AirFrance avrebbe pagato un miliardo e settecento milioni per comprarsi le azioni dell’Alitalia e avrebbe investito 750 milioni, in pratica avrebbe sborsato e ci sarebbero arrivati dalla Francia la bellezza di due miliardi e seicento milioni. Ora vedremo che, invece, quei soldi glieli diamo noi. Non solo non li incassiamo, ma li perdiamo. In più sarebbe stata salvata e ristrutturata Malpensa e sarebbe stato potenziato l’aeroporto di Fiumicino. Questo, in sintesi, era ciò che era stato concordato tra il governo Prodi e l’AirFrance e che è saltato perché sono arrivati Berlusconi e suoi lanzichenecchi e perché i sindacati, completamente accecati dal breve periodo, non hanno saputo scegliere tra un piccolo sacrificio oggi e un enorme dissanguamento domani, quello che invece avremo.Cosa non va in questo nuovo piano che è stato chiamato “Fenice”, perché pare quasi l’araba Fenice che risorge dalle sue ceneri – è un truffa naturalmente: sono abilissimi a chiamare le cose con un nome diverso da quello reale per nascondere la realtà -? L’Alitalia viene divisa in due società. La Bad Company, la discarica, rimane a noi, allo Stato, con tutti i debiti. E’ una società che contiene debiti. La Good Company, invece, è quella meravigliosa, profumata, balsamica. Quella va ai privati, sedici privati, scelti privatamente con trattativa privata da Berlusconi e dai suoi uomini, che hanno ottime armi per chiedere piccoli favori agli imprenditori in vista di restituirli in grande stile, come vedremo, con vari conflitti di interessi. Quindi noi ci teniamo i debiti e quel poco che vale di Alitalia lo regaliamo ai privati che fanno anche la figura dei salvatori della Patria, dei Cavalieri Bianchi.La Bad Company, affidata a uno che si chiama Fantozzi perchè si capisca bene qual è il problema, è dunque piena di buchi e li ripianeremo noi. I conti pubblici verranno ulteriormente sfasciati, saranno più in rosso che mai e noi pagheremo progressivamente una “tassa Alitalia” anche se non la chiameranno così, ce la nasconderanno sotto qualche voce strana. Anche perchè Alitalia viene incorporata ad AirOne che a sua volta è piena di buchi. Oltre a non incassare, spenderemo, probabilmente, intorno al miliardo di euro – un terzo dei tagli alla scuola decisi da questo governo – e in più avremo 6-7000 persone per la strada che verranno messe in cassa integrazione a zero ore, avranno vari scivoli, ovviamente pagati con la cassa integrazione sempre con soldi nostri, e alla fine qualcuno verrà licenziato e – questi sono liberisti – vogliono infilare del personale in esubero nelle Poste. Un mese fa ci avevano detto che le Poste sono sovradimensionate e devono ridurre il personale, adesso ci raccontano che il personale delle Poste aumenterà perché arriveranno gli steward, le hostess, forse qualche pilota. Verranno travestiti da postini così risolveremo il problema. Naturalmente pagheremo noi.La Good Company, quella buona che viene regalata ai privati nell’ambito della famosa usanza tutta italiana di privatizzare gli utili e statalizzare le perdite, è formata da sedici grandi e lungimiranti capitani coraggiosi che, tutti insieme, sono riusciti a mettere da parte la miseria di un miliardo di euro; che non basta, naturalmente, a rilanciare Alitalia. Basti pensare che il prestito ponte, fatto ad aprile dal governo Prodi morente su richiesta del nascente governo Berlusconi, era di 300 milioni e l’Alitalia in tre mesi se li è mangiati. Dove prenderanno questi soldi? Mica li tirano fuori dalle loro tasche: in gran parte arriveranno dalle banche che sono molto coinvolte, come vedremo, in questa cordata. Taglieranno tutto il tagliabile, ridurranno le rotte internazionali, squalificheranno ulteriormente Fiumicino, Malpensa resterà al palo con Bossi, la Moratti e Formigoni che ululeranno alla Luna: mentre prima se la prendevano col governo di centrosinistra adesso gli sarà un po’ più difficile prendersela con il loro. In compenso abbiamo una caterva, un groviglio, una giungla di conflitti di interessi perché non c’è solo quello di Berlusconi. Il conflitto di interessi, non risolto da nessuno quando ce l’aveva soltanto lui, adesso è diventato un’epidemia e ce l’hanno in tanti.Primo conflitto di interessi: abbiamo Carlo Toto, proprietario dell’AirOne, che con 450 milioni di debiti riesce a piazzare il colpo della vita. L’AirOne viene incorporata all’Alitalia, intanto il nipote Daniele è stato candidato ed eletto nel Popolo della Libertà. E’ li a vigilare, evidentemente. Abbiamo tre soggetti che sono impegnati in opere pubbliche e sono addirittura pubblici concessionari dello Stato. Lo Stato, in questo conflitto di interessi, li ha convocati facendogli sapere che era bene per loro se aderivano all’appello del Presidente del Consiglio. Sono Salvatore Ligresti, noto immobiliarista, assicuratore, palazzinaro, pregiudicato per Tangentopoli. Marcellino Gavio, un altro che ai tempi di Di Pietro entrava e usciva dalla galera. L’ottimo Marco Tronchetti Provera che dopo aver ridotto come ha ridotto la Telecom è anche lui nel settore immobiliare. In più abbiamo la famiglia Benetton, l’apoteosi del conflitto di interessi perchè è pubblico concessionario per le Autostrade, è gestore, dopo averlo costruito, dell’aeroporto di Fiumicino, e in futuro sarà uno dei proprietari di Alitalia. Come gestore di Fiumicino deciderà lui quali tariffe far pagare all’Alitalia per usare Fiumicino. Tutto in famiglia.Gli immobiliaristi di cui sopra, e di cui anche sotto come vedremo, sono tutti molto interessati a una colata di miliardi che sta arrivando su Milano e la Lombardia per l’Expo. L’Expo prevedere 16 miliardi freschi per pagare nuove infrastrutture, costruzioni, palazzi, due autostrade, due metropolitane, una tangenziale, una stazione, ferrovi

  86. michele scrive:

    ecc… indovinate chi si accaparrerà questi lavori? Esattamente coloro che hanno fatto i bravi e hanno accolto l’appello del governo.Poi abbiamo Francesco Bellavista Caltagirone che con l’ATA ha delle mire su Linate. Abbiamo Emilio Riva, un acciaiere eccezionale supporter di Berlusconi. E abbiamo l’ottima famiglia Marcegaglia: non solo c’è la Emma, che è un’ottima valletta di Berlusconi, che cinge con il suo braccio nelle riunioni di Confindustria come se fosse una Carfagna o una Brambilla qualsiasi, ma abbiamo anche la sua famiglia, il gruppo imprenditoriale Marcegaglia, famoso per condanne e patteggiamenti assortiti da parte del padre e del fratello della signora. Che è presidente di Confindustria, tra l’altro, e quindi tratta per conto di tutti gli industriali con il governo e privatamente si è infilata in questa meravigliosa avventura.Abbiamo la banca Intesta dell’ottimo banchiere Passera, banchiere di centrosinistra che si è messo subito a vento, e che fungerà con il conflitto di interessi: prima ha fatto l’advisor per trovare la soluzione per Alitalia e poi è entrata nella compagine azionaria della nuova Alitalia, la Good Company.Abbiamo i fratelli Fratini che sono, anche loro, immobiliaristi toscani, magari interessati a mettere un piedino a Milano in occasione dell’Expo, per prendere la loro fettina di torta.Abbiamo un certo Davide Maccagnani che è molto interessante: Alberto Statera su Repubblica ha raccontato chi è, uno che produceva missili per testate nucleari e adesso si è riconvertito all’immobiliare. Si presume che avrà anche lui le sue contropartite sotto forma di terreni.In realtà gli interessi stanno a terra anche se Alitalia dovrebbe volare.Poi, dulcis in fundo, il presidente dei sedici campioni del Tricolore, che è Roberto Colaninno, che già ha dei meriti storici per avere riempito di debiti, comprandola a debito, la Telecom ai tempi della Merchant Bank D’Alema & C. a Palazzo Chigi, e adesso si propone anche lui per il suo bel conflitto di interessi familiare in quanto suo figlio, Matteo, è ministro ombra dell’industria del Partito Democratico. Così ombra che non ha praticamente proferito verbo di fronte a questo scandalo nazionale perché prima era contrario, naturalmente alla soluzione Berlusconi, poi è arrivato papà. Come si dice “i figli so’ piezz ‘e core”, ma pure i padri! Ha detto “sono un po’ in imbarazzo”, poi il giorno dopo ha detto “no, non sono per niente in imbarazzo”. Insomma, non ha detto niente e soprattutto continua a rimanere ministro molto ombra, diciamo ministro fantasma, dell’industria del Partito Democratico.Fatto interessante: qualche anno fa furono condannati in primo grado per bancarotta nel crack del Bagaglino Italcase, una brutta e sporca faccenda immobiliare, alcuni big dell’industria e della finanzia italiana come il banchiere Geronzi, Marcegaglia papà – il papà della valletta – e Colaninno Roberto – papà del ministro fantasma. Bene, tutti e tre a vario titolo sono impegnati, dopo la condanna in primo grado, in questa meravigliosa avventura, perché anche Mediobanca si sia mossa dietro le quinte poiché Geronzi sta per diventare il padrone unico della finanza italiana eliminando anche quei pochi controlli che venivano dalla gestione duale della banca che fu di Cuccia. Insomma, questo è il quadro. E’ interessante perché probabilmente sono state violate una mezza dozzina di leggi, d’altra parte non ci sarebbe Berlusconi se fossimo tutti in regola con la legge.Intanto la legge del mercato: vengono addirittura sospese le regole dell’Antitrust e i poteri del garante dell’antitrust perché bisogna dare tempo di consumare tutti questi conflitti di interessi e queste occupazioni del libero mercato. Intanto, il matrimonio Alitalia-AirOne che sgomina qualsiasi concorrenza in Italia soprattutto sulla tratta Milano-Roma. Sarà gestita in monopolio da questa nuova Good Company dove c’è dentro Toto e l’Alitalia. Non ci sarà concorrenza, non si potrebbe e allora si sospendono le regole. Che sarà mai, una più una meno… un piccolo lodo Alfano per la nuova Alitalia non si nega a nessuno. La concorrenza va a farsi benedire: i prezzi quindi li fisserà il monopolista quindi non ci sarà possibilità di gare al ribasso. La condizione che ci era stata imposta dalla Commissione Europea, dal governo europeo, per autorizzare il famoso prestito ponte che ha consentito all’Alitalia di fumarsi quegli ultimi 300 milioni di euro, era che l’Alitalia per un anno non si espandesse, restasse esattamente così com’era. Con questo accordo viene violata quella condizione perché Alitalia si mangia AirOne e quindi si espande, altroché! Ben prima di quell’anno che era stato imposto dalla Commissione Europea che quindi, se le parole e gli accordi hanno ancora un senso, dovrebbe condannarci e vietarci questa operazione.In più viene cambiata un’altra legge italia, la legge Marzano sulle imprese decotte, che dovrà essere modificata perché questi capitani coraggiosi mica entrano in Alitalia rischiand qualcosa: non rischiano niente! Vogliono mettersi preventivamente al riparo dal rischio che qualche creditore o dipendente della vecchia Alitalia si rivalga sulla nuova, cioè chieda loro di sobbarcarsi qualche rischio. Verranno tutelati in tutto e per tutto, saranno inattaccabili, anche loro anche uno scudo spaziale, il loro piccolo Lodo Alfano per cui se qualcuno gli chiede qualcosa fanno finta di niente, dicono “io non so chi sei, mi trovo qua per caso”. Nessun rischio di revocatoria o di rivalsa da parte dei creditori e dipendenti. E dove andranno a rivalersi? Naturalmente dalla Bad Company, quella decotta, quella nostra, dello Stato: pagheremo tutto noi. Per cambiare gli ammortizzatori sociali, altra deroga alla legge Marzano perché ci sarà bisogno di risorse per queste 6-7000 persone che finiranno per la strada o alle Poste, come ci è stato raccontato spiritosamente, in quanto non siamo attrezzati per far fronte a questa fiumana di lavoratori in uscita. In più, il governo promette di detassare le aziende che assumono ex dipendenti dell’Alitalia. E’ un’altra cosa spettacolare: l’Italia è piena di aziende decotte, di gente che finisce per la strada: quei lavoratori lì si fottono, mentre gli ex-lavoratori Alitalia avranno il privilegio di poter andare da alcune aziende che se li assumeranno avranno riduzioni fiscali.

  87. michele scrive:

    Così: cittadini di serie A e cittadini di serie B.L’Europa ci tiene d’occhio anche perchè il prestito ponte aveva anche escluso che per un anno la società Alitalia venisse messa in liquidazione in regime concordatario. L’Alitalia aveva dunque garantito di pagare tutti i creditori. Adesso, se la nuova società non li paga, quelli si rivalgono ma non solo. La Good Company dovrà comprarsi tutti gli aerei e gli slot dalla Bad Company – l’attuale Alitalia moribonda – e rifare tutti i contratti dei dipendenti o almeno di quelli che terrà con sé. Quanto pagherà tutti questi beni la Good alla Bad? Se li pagassero per quello che valgono sulla carta, la vecchia Alitalia probabilmente avrebbe i soldi per onorare i suoi debiti, circa 2-2.5 miliardi di euro. Naturalmente, visto l’aria che tira, se i nuovi proprietari tirano fuori un miliardo di euro per comprare quella roba è già tanto. Quindi, la vecchia Alitalia rimarrà in profondo rosso, non avrà i soldi per pagare i creditori, e i creditori da chi andranno? Non potendo andare dalla Good che è immunizzata andranno dal governo che dovrà tirare fuori i soldi. A questo punto ci arriva addosso l’Europa perché se lo Stato paga i debiti di un’azienda si configura come aiuto di Stato. Questo è vietato perché, altrimenti, tutte le altre aziende d’Europa si incazzano e dicono “perchè noi dobbiamo andare avanti con le nostre gambe e se non ce la facciamo falliamo mentre in Italia lo Stato interviene a rabboccare quando i conti delle sue società sono in rosso?”. Ci arriverà addosso una procedura di infrazione, con condanna, con multa che aggraverà ancora la spesa di questa operazione folle e faraonica. In più, la nuova Alitalia, dato che sarà l’unico soggetto solvibile dovrà sobbarcarsi, allora sì, tutti i debiti che lo Stato non poteva pagare. Dovrà pagare tutti i creditori e rimborsare quei trecento milioni di prestito ponte allo Stato, visto che la Bad Company è dello Stato. Lo Stato non può restituirsi i soldi da solo, sarebbe una partita di giro.Come avete visto Berlusconi ha risolto brillantemente anche l’emergenza Alitalia con lo stesso sistema con cui dice di aver risolto l’emergenza monnezza a Napoli: nascondendo il pattume sotto il tappeto. Che succederà in futuro? Questi 16 capitani coraggiosi devono rimanere fermi per cinque anni. Dopo cinque anni possono rivendere le loro quote della Good Company. Secondo voi che cosa fanno? Sono 16 soggetti nessuno dei quali ha il minimo interesse e il minimo background per occuparsi di voli. Non gliene frega niente dell’Alitalia, gliene importa in virtù delle contropartite. Prenderanno le loro quote e le venderanno a quello che sta per diventare il partner industriale, quello che sa come si fa a volare, che sarà AirFrance se vincerà Tremonti o Lufthansa se vincerà Gianni Letta che ha gestito questa operazione. Entro il 2013 questi possono rivendere. E che faranno? Svenderanno, come si sa, ai francesi o ai tedeschi, così i francesi dell’AirFrance si prenderanno la compagnia italiana, che diventerà compagnia francese – non ci sarà più nessuna bandierina da nessuna parte, è tutto finto che questa sia una cordata italiana – a condizioni migliori di quanto se l’avrebbero presa se si fosse dato retta a Prodi e Padoa Schioppa. Pagheranno quattro lire invece che due miliardi e seicento milioni che si erano impegnati a pagare. La prenderanno anche molto più snella perché non ci saranno più i dipendenti in esubero e i debiti da cui li avremo liberati a spese nostre. Questa sì è la svendita di Alitalia ai francesi e agli stranieri, mentre quella di Prodi non lo era. Avremo così una compagnia francese che si chiamerà Alitalia e che probabilmente raschierà via molto presto il simbolino dalle ali degli aerei.Ci resta comunque una consolazione in tutto questo: in questi cinque anni potranno continuare a fare il bello e il cattivo tempo in Alitalia: potranno continuare a metterci il naso, avendo portato loro questi imprenditori. Faranno fare a questi imprenditori più o meno quello che vorranno, sono tutti imprenditori assistiti o amici dei politici, nel solco di quella tradizione per la quale Alitalia è sempre rimasta in rosso: che la gestivano con criteri politici e non manageriali.Pensate soltanto che un mese fa il governo Berlusconi ha stanziato un milione di euro per ripristinare l’imprescindibile volo Roma-Albenga tanto caro al ministro Scajola che sta a 30 km da Albenga, cioè Imperia, e ci tiene ad atterrare con l’aereo nel cortile di casa.E’ meglio che rimanga ancora un po’ in mani italiane perchè la gestiscono così, un po’ come il vecchio ministro Nicolazzi gestiva le Autostrade e si faceva fare lo svincolo a Gattico, proprio sotto casa sua, nella famosa autostrada Roma-Gattico.Ci resta un’altra consolazione, cioè il fatto che ritorna il comunismo: Berlusconi che convoca imprenditori, cambia leggi, organizza cordate, il governo che dirige gli affari dell’impresa privata, sistema debiti, sposta dipendenti, fa piani quinquennali, ecc. ricorda tanto la grande Unione Sovietica di Stalin, di Breznev, di Cernienko. Il modello Putin sta entrando in Italia e sta tornando il dirigismo, la pianificazione sovietica. Il Cavaliere, che non sa e non ha mai saputo cosa sia il libero mercato, ripristina, se Dio vuole, l’industria di Stato. L’ultimo vero comunista è lui.

  88. michele scrive:

    Lucio Stanca, in barba al “conflitto di interessi” per tanto tempo sfoderatogli contro come ragionevolissima accusa, potrà mantenere il doppio incarico (percependo, di conseguenza, il doppio stipendio).

    La Camera ha infatti decretato che l’ad di Expo 2015, contemporaneamente deputato in Parlamento, potrà ricoprire ruolo istituzionale e carica amministrativa servendosi di un, peraltro abusatissimo in Italia, jeu de mots.

    Se la legge, come informa Repubblica, non consente a chi ricopra cariche amministrative di possedere nello stesso tempo uno scranno in Parlamento, ritiene legittimo però il contrario: l’onorevole ha così il via libera agli enti locali, di qualsiasi portata essi siano.

    La querelle dibattuta alla Camera, dove la maggioranza (Pdl-Lega) si è pronunciata a favore del mantenimento del doppio incarico, ha dato ragione e ribadito la compatibilità degli ubiqui ruoli di otto presidenti delle province e dei quattro sindaci di città con più di 20 mila abitanti.

    In sintesi è stato decretato che l’ineleggibilità alle cariche pubbliche è da considerarsi una strada a senso unico, dando ragione a quella meritocrazia a la Moratti (“Credo che le persone si giudichino dai risultati e i risultati sono positivi”) che chiudeva spesso gli occhi di fronte alle incongruenze.

    Oltre a Lucio Stanca, il cui affaire ha tenuto banco sui media e nelle sale di Palazzo Marino per mesi, beneficeranno della concessione del comitato per le incompatibilità della giunta anche il democratico Matteo Colaninno, ad della Omniaholding spa e consigliere di Omniainvest spa, i pidiellini Manuela Di Centa, in giunta Coni, e Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, ad della Fiera di Milano spa .

  89. michele scrive:

    Lucio Stanca, doppiostipendista, prendi
    la penna (il computer non lo sai usare) e
    fai la somma:
    - 164.168 euro da parlamentare
    - 300.000 euro da amministratore
    delegato dell’EXPO 2015
    - 30.000 euro come consigliere
    dell’EXPO 2015
    - 150.000 euro di variabile per l’EXPO
    2015
    Totale. 644.168 euro.
    Stanca si deve sempre ricordare che è
    un nostro dipendente. I soldi che prende
    (tanti) gli arrivano dalle nostre tasse.
    Percepisce un doppio stipendio senza
    vergogna. E se un giornalista di
    Repubblica gli chiede le ragioni replica:
    “Devo rispondere ai miei elettori e al
    gruppo del Pdl”. Chiedo ai precari,
    disoccupati, alle famiglie monoreddito
    con 800 euro al mese e a tutti i cittadini
    che non percepiscono un doppio reddito
    a carico dello Stato, quando incontrano
    Stanca per strada, di fermarlo di farsi
    restituire i soldi da parlamentare. Il
    creatore della più grande ciofeca
    informatica mondiale, il celebre portale
    Italia.it, infatti alla Camera non si fa più
    vedere. Nel mese di ottobre è stato
    presente solo al 4,22% delle votazioni.

  90. michele scrive:

    MAURIZIO LUPI CON DOPPIO LAVORO Eletto deputato per la prima volta nelle elezioni politiche del 2001, è capogruppo di Forza Italia nella VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici).

    In seguito ha assunto il ruolo di responsabile nazionale del dipartimento lavori pubblici e territorio del partito fondato nel 1994 da Silvio Berlusconi e poi dell’organizzazione territoriale, venendo nel frattempo rieletto nelle elezioni del 2006.
    Attività politica [modifica]

    È stato fondatore dell’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà e promotore, insieme con Ermete Realacci, esponente de La Margherita (oggi confluita nel Partito democratico), della proposta di Legge sui Piccoli Comuni, nonché della nuova Legge sui Principi di Governo del Territorio.

    E’ giunto all’impegno politico dopo aver completato nel 1978 il liceo scientifico e nel 1984 gli studi alla facoltà di Scienze Politiche ad indirizzo economico, con una Tesi su “l’introduzione del sistema editoriale integrato nel giornalismo quotidiano”, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

    Iscritto all’ordine dei Giornalisti della Lombardia dal 1984 come giornalista pubblicista, è socio Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italia) dal 1990 ed è membro di Comunione e Liberazione.

    Dopo aver lavorato dal 1982 al 1984 in qualità di Presidente CUSL (Cooperativa Universitaria Studio e Lavoro; 20.000 soci), è approdato al settimanale il Sabato come assistente personale dell’amministratore delegato.

    Lì ha lavorato fino al 1993 assumendo il ruolo di Direttore Marketing P.R. Dal 1989 si è occupato dello SMAU (Salone Internazionale per l’ufficio, Sistemi per l’informatica, la Telematica e le Comunicazioni) come membro del consiglio di amministrazione. Dal settembre 1994 ricopre il ruolo di Amministratore Delegato Fiera Milano Congressi società leader in Italia e in Europa nel mercato congressuale.

    L’avventura politica è iniziata nel 1993 come Consigliere Comunale di Milano. Avendo in particolare a cuore la riorganizzazione della periferia della città dal 1993 al 1996 è stato Vice presidente Consiglio Comunale di Milano e dal 1996 al 1997 Presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Milano, sotto la giunta Formentini.

    In seguito, dal 1997 al 2001, è stato nominato Assessore allo Sviluppo del Territorio Edilizia Privata e Arredo Urbano del Comune di Milano, sotto la Giunta di Gabriele Albertini.

    Per atti intervenuti durante tale operato è stato indagato per “tentata truffa” e “tentato abuso d’ufficio” per la “concessione a una federazione della «Compagnia delle Opere» della Cascina San Bernardo, vicino Chiaravalle, e sul suo uso post-ristrutturazione”, insieme al collega Verro, entrambi membri di Forza Italia. [1] La “Compagnia delle Opere” è stata fondata da un gruppo di imprenditori e laureati, alcuni dei quali appartenenti al movimento “Comunione e Liberazione”, da un’intuizione del fondatore della stessa, Mons. Luigi Giussani, ed e’ a tutti gli effetti considerata il braccio “industriale” e/o operativo dello stesso movimento. [2]

    Dal maggio 2001 è stato eletto Parlamentare per Forza Italia presso la Camera dei Deputati nel Collegio di Merate e rieletto in Lombardia 1 nel 2006.

    Nella XVI Legislatura è stato eletto vicepresidente della Camera dei Deputati.

    È stato padrino di Magdi Allam, in occasione del suo battesimo da parte di papa Benedetto XVI nella notte della veglia pasquale del 2008.

  91. michele scrive:

    LUCA BARBARESCHI CON DOPPIO STIPENDIO (sua intervista) “Non faccio niente. Ma con un impegno della madonna…”, recita Luca Barbareschi nel suo ultimo lavoro teatrale. Lui è regista e primo attore di un musical nato da un’idea di Giorgio Gaber. Gira l’Italia. Ancona, Roma, Napoli, Crotone e ancora…

    Mi scusi, come concilia un impegno del genere con la sua attività parlamentare?
    “Beh, non capisco la domanda: ho oltre l’80% di presenze”

    Sicuro? I dati ufficiali della Camera raccontano di un 47,70%…
    “Ah si. Vabbè, è quasi la metà. È la stessa cosa”.

    Non proprio…
    “Senta, io lavoro molto più di lei (è la prima volta che ci parliamo, ndr). Dormo quattro ore a notte, sono in piedi dalle sei del mattino e sono in grado di organizzare il lavoro”.

    Però dalla commissione Trasporti, della quale lei è vice-presidente, lamentano le continue assenze…
    “Saranno i suoi amici a dire certe cose. In un anno e mezzo ho presentato quattro proposte di legge e ne ho portato a casa una. Sono uno dei più efficienti!”

    Bene. Lei però, ha spesso denunciato il malaffare italiano, il lassismo politico: non crede che la complessità della macchina statale meriterebbe un po’ più d’attenzione?
    “Nooo. Eppoi non potrei permettermelo: non ce la farei ad andare avanti con il solo stipendio da politico”

    Ma sono circa 23mila euro lordi al mese, più tutti i benefit…
    “E allora? Non sono mica nato da una famiglia ricca. Nessuno mi ha lasciato niente”.

    Per lei, Montecitorio è un secondo lavoro…
    “È facile parlare per voi! Voi giornalisti siete la vera casta, la feccia. Ora avete chiamato me come se fossi il male assoluto”.

    Eravamo incuriositi dalla sua poliedricità…
    “No! I nemici sono i giornalisti ladri. Sono la maggior parte, solo che non li becca mai nessuno. Intoccabili. Inoltre i problemi della vita sono altri…”

    Quali?
    “I ladri, i farabutti e tutti quelli come loro”.

    Ma proprio non vede la necessità di maggiore impegno parlamentare?
    “In Israele chi fa il deputato deve lasciare ogni altro lavoro”

    Appunto…
    “Da noi non è così. Ho anche una attività imprenditoriale da mandare avanti…”

    Pure…
    “Sì. E sono bravissimo. Mi basta un’ora per dare le direttive giuste e farle eseguire”.

    Sarà stanchissimo…
    “Cosa? Non ho capito…”

    Sento la sua voce molto affaticata…
    “Ah! Lo ripeto: mi sveglio presto, lavoro, e poi alle cinque vado a teatro per le prove. Anzi, la saluto, devo andare.”.

    Sì, sono le 16.30, è ora di correre al Quirino di Roma. Sono gli ultimi giorni, poi via per una lunga tournee, lontano dalla Capitale. Buon viaggio, e non si stanchi troppo, onorevole Barbareschi.

  92. michele scrive:

    l’Italia nei media non presenta una ruga. Il debito pubblico? Lo abbiamo sempre avuto. La disoccupazione altissima? “Stiamo meglio di altri paesi”. La crisi economica? “Oramai è alle spalle”. Esiste però un dipinto fatto dai mercati finanziari che mostra le rughe di un’economia asfittica e di un debito pubblico sull’orlo del baratro. Nell’ultima settimana i mercati hanno concentrato la loro attenzione sull’incapacità di Grecia e Portogallo di ripagare il proprio debito pubblico.

    Francia e Germania hanno affermato che non correranno in soccorso della Grecia (il Trattato europeo non ne prevede l’obbligo) e la Spagna è corsa ai ripari annunciando tagli alla spesa pubblica di 50 miliardi di euro in 3 anni per aumentare la propria credibilità finanziaria e non essere in balìa della speculazione internazionale. I portoghesi hanno approvato in Parlamento, in modo bipartisan, misure di taglio e contenimento della spesa pubblica ma ancora non sono riusciti a calmare gli investitori che chiedono più austerità nella spesa.

    E l’Italia? Unica in Europa, dibatte se prolungare gli incentivi alle auto e si adagia sul falso mito che noi stiamo meglio degli altri. La nostra classe politica ha perso completamente il senso del pericolo, ha dimenticato le crisi finanziarie degli anni Novanta e sposta il dibattito politico dallo stato dei conti pubblici ai problemi di un mondo che non c’è più, fatto di sussidi mascherati da incentivi, cassa integrazione perpetua e leggi ad personam l’Italia mostra ai suoi cittadini un volto sempre giovane e sorridente, ottimista per il futuro e spensierato. Nella soffitta dei mercati finanziari il ritratto sta diventando lo specchio dell’anima economica italiana che trasmette sempre meno affidabilità a chi decide di comprare o non comprare i buoni del Tesoro italiani. Le prossime settimane saranno decisive per capire il destino dell’Europa e dell’Italia.

    La Grecia non sembra in grado di rassicurare i mercati circa le sue possibilità di ripagare il debito e molto probabilmente sarà costretta a pagarvi interessi a tassi vicini al 9 per cento annuo. A quel punto gli investitori si concentreranno su Portogallo e Italia. Analizzeranno i nostri conti pubblici con precisione chirurgica.

    La crescita economica prevista per il 2011 dal governo (+ 2 per cento) è oramai pura fantasia e la disponibilità di cassa di oltre 50 miliardi di euro sarà finita entro maggio. Tremonti rilancia la proposta del presidente francese Nicolas Sarkozy di una nuova Breton Woods che ridefinisca i meccanismi di cambio e di scambio, ma forse con due intenti diversi.

    Francia e Germania oramai pensano a una Europa a due velocità, una di Serie A con un debito pubblico controllabile, una forte credibilità internazionale e tassi d’interesse bassi, e una di Serie B che non potrà usufruire dei tassi della Banca centrale europea ma avrà propri meccanismi di fissazione del tasso di sconto.

    Come da anni funziona il Montenegro e come funzionerà la Grecia: valuta ufficiale l’euro, ma tassi d’interesse più che doppi rispetto a quelli tedeschi. Fantapolitica e fantaeconomia? No, storia. Gianni De Michelis, ora consulente di Renato Brunetta, da ministro degli Esteri litigò ferocemente con i tedeschi quando decisero la riunificazione economica improvvisa delle due Germanie provocando la tempesta valutaria che portò alla svalutazione della lira.

  93. michele scrive:

    IL PRIVILEGIATO BRUNETTA Renato Brunetta ha inviato a “Vanity Fair” questa lettera in risposta a un mio articolo del 23 settembre (che trovate pochi post più sotto). Eccola, con una replica.
    Caro Gad,
    ci ritroviamo su Vanity Fair. Fammi dire: sei meglio di persona che su carta. Ricordi la mia biografia con velenoso sarcasmo degno di miglior causa. Perché? Dici in sostanza che sono finto. Ti sbagli. Me la prendo con le élite di merda, certo. L’ho sempre fatto e continuo a farlo. Se non sbaglio lo facevi anche tu, nella tua giovanile incarnazione in Lotta Continua: li chiamavi “padroni”. Poi, però, tu quegli stessi padroni li hai serviti. Dalle tue interviste in ginocchio a Gianni Agnelli, in elicottero, al tuo recente vacanzeggiare pensoso con Carlo De Benedetti. Evidentemente abbiamo gusti e coerenze diversi.
    Così come non ho finto di indignarmi con Daria Bignardi: mi sono indignato per davvero. E non era per un problema di pronuncia, come dici tu, ma di sua arrogante ignoranza.
    E veniamo alle bugie. Dici che anch’io appartengo all’élite dei privilegiati. Ti sbagli. La mia non è una diversità fasulla. Tutta la mia vita lo sta a dimostrare. Parla per te, semmai. E lascia perdere i “complessi di inferiorità mal risolti”. Non è da te usare questi mezzucci psico-razzisti, facilmente rimbalzabili e che potrebbero portar lontano…
    Ingigantisco le capacità cospirative di certa élite? Sarà; si dà però il caso che la maggioranza degli italiani la pensi come me. Tu fai i nomi… Vuol dire che sei più informato di me. Io ho solo sviluppato un ragionamento socio-politico. Nient’altro.
    E ancora, se il Governo Berlusconi è così in crisi come dici, perché mai tanta ossessiva determinazione per farlo cadere con mezzi extraparlamentari? Evidentemente tanto in crisi non è.
    Ultima bugia: tutta la mia azione sarebbe un bluff. Da qui il mio timore di essere scoperto, “visto”, come al gioco delle carte. E qui mi fai tenerezza Gad, conservatore e disinformato.
    Nella mia polemica con l’Espresso non ho parlato d’altro. Ho risposto con un dossier economico-statistico. Studia di più Gad, prima di scrivere. Non sottovalutare mai gli interlocutori. E leggiti cosa scrive a riguardo il prof. Pisauro su “lavoce.info”, sito certamente non berlusconiano, fondato e diretto dal prof. Tito Boeri.
    E chiedimi scusa.

    Tuo, Renato Brunetta

    PS. In italiano non si scrive “la smettesse di ostentare”, ma la “smetta di ostentare”.

    E’ vero, caro Renato, ho “servito” i padroni che citi con regolari contratti di prestazione d’opera giornalistica. Anzi, ne dimentichi un bel po’ dato che negli ultimi vent’anni, oltre che per Agnelli e De Benedetti, ho lavorato anche per Romiti, Colaninno, Tronchetti Provera, la Rai lottizzata dai partiti e, pensa un po’, addirittura una multinazionale americana editrice di questo giornale. Meno male che mentre io mi crogiolavo nell’ovatta del potere, tu, fiero della tua diversità, condividevi le fatiche del popolo lavoratore e lo guidavi alla riscossa, lungo il solco tracciato da ben altro condottiero: povero, generoso e disinteressato come Silvio Berlusconi. Ma va là, Renato, te lo ripeto: come privilegi, stile e tenore di vita io e te siamo per lo meno alla pari. Fai parte a pieno titolo dell’élite di m… che state cercando di addomesticare. Quanto alla tua disponibilità nel sopportare critiche, lascio che valutino i lettori.

    Gad Lerner

  94. michele scrive:

    Il Decreto Brunetta riceve le critiche dell’Avis, che la considera una norma «devastante» e che penalizza la donazione di sangue. La legge 112 infatti toglie il diritto alla retribuzione aggiuntiva, legata alla contrattazione integrativa, ai lavoratori del settore pubblico che donano il sangue: «Il ministro Brunetta ha ormai lanciato l’esempio, ha fatto “cultura” equiparando la donazione di sangue con l’assenteismo».[21]

  95. michele scrive:

    Il 28 settembre 2009, durante un dibattito in occasione della presentazione del libro di Stefano Livadiotti «Magistrati – l’ultracasta», Brunetta definisce «mostro» il Consiglio Superiore della Magistratura, in riferimento al fatto che gli equilibri all’interno di esso vengano pesantemente condizionati dalle correnti dell’Associazione Nazionale Magistrati, dichiarando altresì che i magistrati «forse si sono montati un po’ la testa», e lamentando gravi carenze organizzative all’interno degli uffici.[38] In risposta al ministro, l’ANM diffonde l’indomani un duro comunicato,[39] nel quale si fa tra l’altro presente che i tagli operati dall’esecutivo di cui fa parte Brunetta, su suggerimento del dicastero di cui egli stesso è titolare, non hanno fatto altro che peggiorare una situazione già precaria in partenza.

  96. michele scrive:

    ECCO QUNTO GUADAGNA LO STAFF DI BRUNETTA La parola d’ordine da quando Sua Altezza è a capo della Funzione Pubblica è meritocrazia. Ma quanto guadagna lo staff di Brunetta? Visto che un’altra delle sue encomiabili iniziative ha previsto la pubblicazione on line delle retribuzioni lorde annue del suo staff, non è stato difficile raccogliere informazioni utili e rispondere una volta per tutte all’annosa questione. Spicca su tutti, al primo posto, il Cons. Filippo Patroni Griffi, Capo Gabinetto, che alla voce “Stipendio” scrive “Conserva il suo trattamento economico fondamentale”, senza entrare nel dettaglio, mentre sotto “Emolumento Accessorio” compare un bel 85 mila euro.

    Certo un accessorio molto comodo. Sua Altezza Renato II avrà avuto i suoi buoni motivi, magari super Filippo ramazza pure per terra prima di chiudere il ministero.
    Le Vice Capo Gabinetto Caterina Guama e Germana Panzironi, invece, che conservano anch’esse un vago “trattamento economico fondamentale”, vantano rispettivamente un “accessorio” di 61.705,49 e 55.826,46 euro l’anno. E supponiamo che loro, mentre Filippo ramazza, puliscano i vetri e tutte le maniglie placcate ottone del grande edificio pubblico. Il Dott. Enrico Pellizzari, Consigliere per le Relazioni Istituzionali, ad uno stipendio base di 84.962,44 euro l’anno va a sommare un accessorio di 34.300 euro, ma lui è quello che cura anche la manutenzione della corsia preferenziale dei tornelli, quindi è giustificato. Abbiamo poi la Dott.ssa Stefania Profili, Segretaria Particolare del Ministro, che percepisce un lordo di 51.392,75 euro annui più un accessorio di 34.306,36 euro. Ma lei è “particolare” e non fa testo. Il Portavoce Vittorio Pezzato, che appunto, come dice la parola stessa, “porta la voce di .Brunetta”, ha un accessorio di 43 mila euro secchi più uno stipendio base di oltre 51 mila euro.

    Insomma, per non essere pedanti, diciamo che un’idea ce la siamo fatta e possiamo concludere con il Dott. Renzo Turatto, addirittura Capo della Segreteria Tecnica, che tra emolumenti vari, stipendi base, particolarismi, meritocrazia allo stato puro e tanta buona volontà arriva circa a 140 mila euro lordi l’anno.

    Ciò detto sorgono alcune questioni. Visto che Brunetta non si vergogna e ha addirittura il coraggio di pubblicare queste oscenità su internet, lasciamo l’indignazione da parte e ci dedichiamo ad alcune domande giornalistiche:

    1) Che cos’è “l’accessorio”? Perché tra i sexy shop di tutta Italia la curiosità straborda ed è giusto informare il popolo italiano.

    2) Chi pulisce i bagni? Perché se tra lo staff c’è qualche schifettoso fannullone, chiarito bene il punto uno, il sottoscritto si propone per il posto vacante.

    3) Quanto guadagna la “Tornello 2000”? Perché nel marasma degli emolumenti c’è la sensazione che qualche meccanismo si sia inceppato.

    La domanda è se tutto questo non contrasti con la comclamata austerità e yrtasparenza invocata dal ministro chevuole mettere tutti in riga.
    Che un uomo della statura di Renato Brunetta nella squadra delle All-Star che compongono il governo Berlusconi fosse destinato ad un’alta carica istituzionale era fin da subito facile capirlo. Che poi sedutosi con le gambette a penzoloni sul trono di Ministro della Funzione Pubblica si dedicasse ai tagli e a combattere i fannulloni, concentrandosi sul valore della meritocrazia, era -per chi “o’ professore” lo conosce bene- finanche scontato.

    Renato II (perché primo sarà sempre Renato Schifani) si è prodigato fin da subito a far in modo che l’amministrazione pubblica tornasse agli splendori del ventennio, quando i treni partivano e arrivavano in orario e se eri assenteista ti purgavano con l’olio di ricino. Ha iniziato a brandire la lama del licenziamento per chi fosse contravvenuto all’obbligo lavorativo e per attuare la sua strategia ha comprato tornelli a iosa, tanto che l’azienda “Tornello 2000”, all’epoca sull’orlo del fallimento, in pochi mesi ad oggi si è ampliata, aprendo nuove sedi in tutto il paese.

    A fronte del genio del ministro, molti idioti invidiosi, come il vignettista Vauro, hanno iniziato a fare una satira mirata contro il povero professore, addirittura arrivando ad insinuare che, anche se avesse messo i tornelli perfino in Parlamento, per lui ed il Principale non ci sarebbero stati comunque problemi, tanto sarebbero passati sotto
    Renato II ha continuato poi imperterrito a perseguire la strada dell’intransigenza meritocratica, inviando il medico della Asl al bar per chi a colazione si assentava più di 7 minuti e chiedendo il certificato a chi faceva pipì oltre le 6 volte settimanali. Provvedimento questo che è stato costretto a depennare per la mozione di “quelli che fanno la pupù”, ingiustamente criminalizzati per un bisogno che non rientrava nei parametri valutativi del ministero. Naturalmente tutto questo guarda ad altri, ma non il suo staff.

  97. michele scrive:

    UNA’ALTRA VERGOGNA DI BRUNETTA. Il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola sembrava una moglie tradita quando, due giorni fa, parlava della Fiat. Come era possibile che M&M (Marchionne e Montezemolo) gli rispondessero in quel modo, “Termini Imerese si chiude, gli incentivi non ci interessano”?

    Proprio a lui, l’unico ministro europeo che permette a Marchionne di presentarsi in maglioncino alle riunioni ufficiali. L’unico ministro italiano che si era spinto a dire “L’accordo tra Fiat e Chrysler consentirà di trainare quegli stabilimenti in Italia, come Pomigliano d’Arco o Termini Imprese che oggi soffrono ancora” (29 aprile 2009).

    Invece M&M si concentrano sulla sfida americana., e in Italia produrranno sempre meno autovetture. E i contribuenti italiani avranno dato un poco del loro sangue ad un’azienda che gioca sul tavolo di più paesi ed apre e chiude dove le conviene. La Fiat ha chiuso il bilancio 2009 con perdite nette di 800 milioni di euro.

    Ma gli eredi Agnelli, invece di fare un aumento di capitale intascano un dividendo da 237 milioni di euro. DOVE’ BRUNETTA QUNDO SERVE? Non era lui che si scagliava contro i supertipendi dei banchieri ? Perché ora non chiede che il governo impedisca a Fiat di distribuire il dividendo? Il ministro Scajola, dal canto suo, più che dello Sviluppo economico si è impegnato per le lobby economiche, trascurando l’80 per cento del Pil di questo paese, fatto da piccole e medie aziende.

    Il ministro delle lobby ora si trova di fronte il fallimento della sua linea: la Fiat non ci pensa proprio a mantenere i livelli occupazionali, vuole solo a distribuirsi un dividendo immeritato (così come immeritati sarebbero i nuovi incentivi al settore auto). Il pacchetto di mischia mediatico guidato dal quotidiano di Confindustria. Termini Imerese deve chiudere, così come gli stabilimenti dove la produzione è troppo costosa.

    Il governo, incalzato dal governatore della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, non sa bene come concludere la vicenda. Si proporranno ipotesi di riconversioni fantasiose irrealistiche ed assistite, si ricorrerà ai pensionamenti anticipati. Una grande innaffiata di debito pubblico con finale pirotecnico di nuovi incentivi all settore auto. Saranno ottimisti perché nelle prossime settimane i mercati daranno un tregua al nostro debito pubblico.

    I titoli di Stato si stabilizzeranno verso valori più bassi ma non drammatici e tutti andranno avanti come se niente fosse, ignorando i segnali di pericolo che ci sono arrivati nell’ultima settimana. Il tutto per altri sei mesi, fino a quando a tutti sarà chiaro che non c’è un soldo ed il debito non accennerà a diminuire. A quel punto, lasciati soli da Germania e Francia, saremo costretti a pagare tutti i conti in una sola volta mentre M&M festeggeranno l’ennesima vittoria della Ferrari, anche perché Toyota, Honda, Bmw e Renault non gareggiano più: la Formula uno costava troppo.

  98. michele scrive:

    Ai privilegi infatti ci si affeziona. L’ex governatore pugliese Raffaele Fitto di Forza Italia aveva ottenuto l’auto blu per alleviare i primi cinque anni senza carica. La delibera è stata cambiata dopo le contestazioni, ma la giunta di sinistra non si è dimenticata degli ex: le pensioni sono state ritoccate. Al rialzo. Perché in Puglia il benefit è ecumenico: anche alcune delle 19 Lancia Thesis noleggiate dalla Regione sono a disposizione dei 12 assessori uscenti.

  99. michele scrive:

    I bilanci aziendali grondano utili e il titolo vola in Borsa? Complimenti ai manager: si meritano un bell’aumento di stipendio. Profitti in calo e quotazioni in ribasso? La musica non cambia: i compensi di amministratori delegati e direttori generali crescono comunque. In Italia, quasi sempre, funziona così. Le retribuzioni dei massimi dirigenti delle società quotate in Borsa si muovono a senso unico: verso l’alto. Stock option, bonus o incentivi vari corrono a gran velocità se l’azienda fa faville. In caso contrario aumentano più lentamente, ma aumentano comunque. Prendiamo l’esempio di Mediaset. L’anno scorso il titolo ha perso lo 0,3 per cento e gli utili sono aumentati del 9 per cento. Difficile definirla una performance brillante. Eppure il presidente Fedele Confalonieri ha visto raddoppiare il suo compenso a 4,7 milioni grazie anche a un bonus di 2 milioni. Telecom Italia, che ha chiuso l’ultimo esercizio con utili di gruppo in aumento del 77 per cento, ha invece deluso in Borsa con un calo del 17,6 per cento tra gennaio e dicembre del 2005. Insomma, per i soci c’è poco da festeggiare, ma i compensi del presidente (dimissionario dal 15 settembre scorso) Marco Tronchetti Provera sono comunque aumentati del 66 per cento: da 3,1 a 5,2 milioni.

  100. Palinson scrive:

    la famiglia non deve pagare per le colpe dei padri,perchè i figli vanno aiutati senza portare in famiglia nuovi problemi a andare a cercare guai fuori

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