Incontro del ministro Brunetta con la Confartigianato di Venezia

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Ieri il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha avuto un incontro a San Lio con i vertici di Confartigianato avviando così un primo dialogo tra il consiglio direttivo della Confartigianato di Venezia, e il ministro stesso, ora anche candidato sindaco della città lagunare per il centrodestra.

“Il futuro si gioca con queste elezioni e con le decisioni nazionali – ha detto agli artigiani Brunetta, che ha parlato anche delle sue intenzioni di realizzare una “Grande Venezia”.

“Avere un sindaco forte, – ha continuato il ministro – catalizzatore di un progetto innovatore, un sindaco-ministro che perora la causa di Venezia con un programma che dice Tessera, espansione del porto, dell’aeroporto e poi Mose e Corridoio 5, beh è la grande occasione temporale.”

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23 Commenti a “Incontro del ministro Brunetta con la Confartigianato di Venezia”

  1. ugoz scrive:

    ministro brunetta, è tutto molto semplice anche se spesso e volentieri gli esseri umani si vogliono complicare la vita!!! per aiutare gli artigiani e le piccole e medie industrie d’italia bisogna eliminare tutta la inutile burocrazia e bisogna abbassare drasticamente le tasse!! dobbiamo solo rendere ai nostri artigiani e ai nostri piccoli imprenditori la strada più in discesa, al resto ci pensano ,oro perchè sono i più bravi nel mondo!!! basta inutili lacci e lacciuoli ministro!! e basta tasse a dismisura nei loro confronti!!! e naturalmente, ministro, tanta legalità e tanta lotta alle varie criminalità che la devono smettere di chiedere pizzi a destra e a manca e di mettere sul mercato merce taroccata senza pagare tassa alcuna!!

  2. ugoz scrive:

    se vogliamo aiutare gli artigiani italiani e le piccole e medie imprese dobbiamo mandare a casa, ministro, anche tutti gli stranieri che mettono sul mercato tonnellate e tonnellate di merce taroccata senza pagare le tasse, facendo quindi una concorrenza sleale e scorretta alle imprese italiane che poi magari sono costrette a chiudere per non fallire!! e poi sentiamo i comunisti ipocritamente lamentarsi perchè lavoratori italiani perdono il posto di lavoro e si arrampicano sui tetti per protestare!! però adesso non dicono niente contro i produttori sfruttatori di mano d’opera (cinesi) e gli spacciatori stranieri di merce taroccata che vediamo in tutte le strade e le piazze italiane, e le occupano anche abusivamente!!! ministro brunetta, poi quando i lavoratori perdono il posto di lavoro non facciamo lacrime di coccodrillo!!!

  3. ugoz scrive:

    come possono, ministro brunetta, reggere il confronto le piccole imprese italiane super tartassate se devono lottare contro la concorrenza dei cinesi che non pagano un fico secco per la loro manodopera super sfruttata e se devono competere con gli stranieri che smerciano la merce dei cinesi e che a loro volta non pagano un euro di tassa allo stato italiano, ed occupano anche abusivamente strade e piazze italiane??? poi facciamo finta che ci stracciamo i capelli quando le piccole e le medie imprese italiane chiudono e gli operai perdono il posto di lavoro!!! i problemi, ministro, vanno risolti a monte perchè quando sono arrivati a valle può essere già molto tardi!!

  4. ugoz scrive:

    ed in italia, ministro brunetta, stia pur tranquillo che per colpa dei comunisti i problemi arrivano sempre a valle!!!

  5. ugoz scrive:

    la stessa cosa con gli zingari!! tutti fanno finta di dispiacersi quando li vedono vivere nelle loro baracche e nei loro accampamaneti che sono vere e proprio topaie però nessuno li sbaracca ed impone loro di trovarsi un posto di lavoro come fanno tutti gli esseri viventi del mondo e di andare a vivere nei comondomini e mandare i propri figli a scuola!! a me non fanno proprio pena gli zingari perchè sono loro e semplicemente loro che vogliono vivere in quelle condizioni perchè vogliono vivere di elemosine e rapine varie!! poi facciamo finta di parlare di integrazione!! quando mai gli zingari si sono voluti integrare e hanno voluto vivere da esseri normali?? ed allora perchè compatirli?? vadano alla ricerca di un lavoro normale piuttosto e vivano onestamente come hanno fatto tanti stranieri negli ultimi anni!!! questo è un altro problema che per colpa dei comunisti, ministro, è arrivato a valle e di tanto in tanto tracima!!!!

  6. ugoz scrive:

    ministro brunetta, mi risulta che il consiglio dei ministri la prossima settimana approverà in via definitiva il dl sui criteri per l’individuazione dei siti dove sorgeranno le future centrali nucleari!!! è vero minostro brunetta?? se è vero siete molto bravi, andate avanti così negli interessi delle future generazioni italiane ed internazionali, perchè soltanto così, ministro, si potrà abbattere l’inquinamento atmosferico!!!

  7. gianluca scrive:

    Ugoz, come mai ogni anno quando sulle spiagge italiane agenti della polizia locale rincorrono i venditori o i massaggiatori abusivi, anzichè essere aiutati dalla “gente” ricevano sputi, sgambetti, parolacce, offese e minacce? Come mai gli italiani invece di acquistare merce contraffatta o taroccata non compera merce originale? Come mai quando un cittadino viene multato per aver comperato roba contraffatta, chi ha fatto il proprio dovere viene linciato dai giornali o dalla TV? Siamo noi che dobbiamo cambiare le nostre teste e farle cambiare, a forza di calci in culo, anche ai nostri politici, tutti, di qualsiasi colore siano. E sicuramente leccare il culo come fai tu non porta da nessuna parte.

  8. angela scrive:

    Fermate Ugoz! E’ in pieno delirio e parlo con cognizione di causa.
    E’ubiquitario,partecipa ad ogni discussione, si rivolge al ministro come se fosse amico suo,è irritante.Per favore bannatelo

  9. Massimo scrive:

    Iscrivetevi ai gruppi di Facebook
    BASTA!!!! NON SE NE PUO’ PIU’ DI UGOZ NEL BLOG DI BRUNETTA!!!!
    NO BRUNETTA SINDACO DI VENEZIA

  10. ugoz scrive:

    ministro brunetta, bisogna mandare via dalll’italia tutti gli stranieri che vengono in italia esclusivamente per delinquere, compresi i cinesi che sfruttano la loro madopera ed i vari africani (marocchini, senegalesi, nigeriani e quant’altro) che si mettono a vendere abusivamente in tutte le strade ed in tutte le piazze d’italia merce taroccata facendo così una spietata concorrenza agi artigiani e alle piccole e medie imprese italiane! ed ovviamente, ministro brunetta, bisogna prendere anche a calci nel sedere i comunisti pietisti e i chiesini tolleranti sulla pelle degli altri e mandarli tutti sulla luna per sempre!! la chiesa è tollerante con i lestofanti stranieri che vengono in italia, ma nello stato del vaticano è contro la legge essere clandestino! chissà come mai!!! ministro brunetta, poi bisogna abbassare le tasse agli artigiani, evitare che siano tagliaggiati dalle varie mafie italiane, semplificare parecchio la burocrazia che serve soltanto ai burocrati parassiti, ed incentivare anche la ricerca, ma quella vera non quella di questi quattro sfessati italiani figli di baroni che occupano solo posti di lavoro e che cercano, cercano ma alla fine non trovano mai niente! al resto ci pensano gli artigiani ed i piccoli imprenditori perchè come quelli italiani noin ce n’è in giro per il mondo!!

  11. michele scrive:

    CREDO CHE UGOZ FACCIA PARTE DELLO STAFF DI BRUNETTA,INOLTRE NON HO MAI VISTO (BRUNETTA SCRIVE).CIOE’ VOGLIONO SCRIVERE SEMPRE QUELLO CHE COMODA A LORO,SOLO CHE IN RETE NON PUOI SCRIVERE CAZZ.TE

  12. michele scrive:

    A inizio anno le stime di crescita sono
    come i porcini dopo la pioggia. E’ l’unico
    momento di serenità per Tremonti prima
    dei consuntivi e delle trimestrali. Frate
    Indovino, il mago di Arcella e il mago
    Otelma sono più affidabili delle previsioni
    degli economisti. Prometeia, “una delle
    maggiori società italiane di consulenza e
    ricerca economica e finanziaria” pratica
    al posto del craxiano ottimismo della
    volontà, il tremontiano ottimismo
    dell’economia. Se sbaglia, pazienza,
    l’economia non è una scienza esatta, ma
    una branca dell’astrologia applicata ai
    nostri risparmi. Prometeia prevede un
    2010 in crescita dello 0,8% del Pil. Per il
    2009 aveva previsto una diminuzione
    dello 0,4%, è finita con meno 4,8%.
    Dodici volte più del previsto,
    Venerdì 22 gennaio 2010, Prometeia:
    “Prometeia stima che il Pil italiano
    crescerà quest’anno dello 0,8% dopo il
    -4,8% del 2009, per salire in media
    dell’1,4% nel 2011 e nel 2012, a fronte di
    un’inflazione sotto il 2% in tutto il
    prossimo triennio. l.”
    Lunedì 20 ottobre 2008, Prometeia:
    “La fase recessiva dell’economia italiana
    si estenderà a tutto il 2009, ma dal
    secondo semestre del prossimo anno
    inizierà una lenta ripresa. E’ quanto
    emerge dal rapporto di Prometeia …
    anche il 2009 chiuderà in negativo, con il
    pil a -0,4%, un risultato tuttavia mitigato
    dalla ripresa che si riscontrerà nella
    seconda meta’ dell’anno”.
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  13. michele scrive:

    La persona dell’anno è, senza alcuna
    discussione, il debito pubblico italiano. E’
    cresciuto più dell’economia,
    dell’inflazione, degli stipendi. Ha
    superato i 1.800 miliardi di euro a
    ottobre, poi, a novembre, ha preso un po’
    di respiro e si attestato a 1.783 miliardi
    prima delle feste natalizie. Nel 2010 è
    pronto a ripartire e a stupire tutti.
    Nessuno sa dove potrà arrivare. Chi si è
    azzardato a fare delle stime è sempre
    stato sorpassato dalla realtà. Il 2009 si
    chiuderà con una previsione di circa 140
    miliardi di debito pubblico in più rispetto
    a fine 2008, terminato con 1.664 miliardi.
    Ogni italiano ha un debito, contratto per
    lui dallo Stato, di circa 30.000 euro. Una
    famiglia di 4 persone cumula 120.000
    euro. Per pagarli, dovrebbe sottoscrivere
    un mutuo ventennale. Tremonti ci ha
    indebitato nel 2009 di quasi un miliardo
    in più ogni due giorni. Come ha speso
    questa cifra colossale? Insomma, dove
    sono finiti i soldi? Nessuno lo sa con
    certezza. A fine novembre il saldo del
    Tesoro tra entrate e spese correnti era di
    meno 74 miliardi. La spesa è aumentata
    di 44,8 miliardi sullo stesso periodo del
    2008. Le entrate fiscali sono calate del
    3,4% in un anno, le spese sono salite
    dell’11,1%. Una gestione da economista
    folle che nessun padre di famiglia
    applicherebbe al suo bilancio familiare. Il
    nostro debito pubblico va valorizzato,
    nessun politico ne parla volentieri, ma è
    tra i primi del mondo. Il debito cresce e il
    PIL diminuisce? Nessun problema, il
    debito diventa PIL. L’Italia è uno tra i
    primi produttori di debito e lo esporta
    ovunque. Tremonti ne ha piazzato una
    non modica quantità nel suo ultimo
    viaggio in Cina. Chi possiede il debito di
    una persona può condizionarla e, se il
    debito è alto, ne diventa il padrone. Lo
    stesso avviene per gli Stati, ma chi
    possiede il nostro debito? Chi è il nostro
    padrone e può condizionare, ad
    esempio, la nostra politica estera o
    quella economica? A queste domande
    l’indebitato, il cittadino comune, non ha
    risposta. Semplicemente non si sa.
    Prima dell’euro per riequilibrare i conti
    dello Stato si usava l’inflazione della
    moneta. Il potere di acquisto diminuiva e
    si diventava tutti più poveri. Ora, che non
    è più possibile, si aumenta il debito fino
    al default. Perché è ovvio che anche un
    debito di robusta costituzione come
    quello italiano non può crescere per
    sempre. Ma, oggi, il debito italiano nel
    mondo è il nuovo Made in Italy, se ci
    riflettete è spettacoloso, una produttività
    da brianzoli d’altri tempi. L’Italia produce
    mezzo miliardo al giorno di debito da
    esportazione. Il debito pubblico è la
    prima industria del Paese e non può che
    crescere! Alla catastrofe con ottimismo.

  14. michele scrive:

    “La Costituzione islandese è basata sul
    principio fondamentale che il popolo è
    sovrano. E’ responsabilità del presidente
    far sì che la volontà del popolo
    prevalga”. L’affermazione è di Olafur
    Ragnar Grimsson, presidente
    dell’Islanda, che ha rifiutato di firmare la
    legge che prevede quattro miliardi di
    euro di compensazione al Regno Unito e
    all’Olanda, tra gli altri Paesi, per il
    fallimento della banca Landsbanki e la
    conseguente perdita dei depositi detti
    Icesave di clienti europei. Il prossimo 20
    febbraio si terrà un referendum
    promosso da 60.000 islandesi. Toccherà
    ai cittadini decidere se ripianare il debito
    della banca attraverso le tasse. Quasi
    certamente gli islandesi voteranno no
    alla legge e si vedranno così negato
    l’ingresso nella UE per ritorsione. Gli
    islandesi affermano un principio: i
    cittadini non possono accollarsi il debito
    delle banche. Lo Stato è pubblico e la
    banca è un istituto privato. Forza
    Islanda!
    Gli Spartacus neri di
    Rosarno
    Muro del pianto
    08.01.2010

  15. michele scrive:

    Ho ribadito che gli aiuti di
    Stato vanno impiegati per creare il
    futuro, non per tenere in vita dei fossili
    industriali come la Fiat. Soldi per le
    rinnovabili, non per le auto a petrolio. E i
    soldi vanno dati solo se vengono
    reinvestiti in Italia. Altrimenti è meglio
    consegnarli direttamente ai dipendenti
    per lavori socialmente utili. L’Italia è un
    immenso parcheggio e di macchine ne
    abbiamo per le prossime tre generazioni,
    è sufficiente qualche pezzo di ricambio.
    La crisi non ci ha insegnato nulla. Chi è
    stato premiato? Banche, petrolieri,
    società automobilistiche: quelli che
    l’hanno causata. Chi è rimasto a casa? I
    lavoratori.

  16. michele scrive:

    l’Italia nei media non presenta una ruga. Il debito pubblico? Lo abbiamo sempre avuto. La disoccupazione altissima? “Stiamo meglio di altri paesi”. La crisi economica? “Oramai è alle spalle”. Esiste però un dipinto fatto dai mercati finanziari che mostra le rughe di un’economia asfittica e di un debito pubblico sull’orlo del baratro. Nell’ultima settimana i mercati hanno concentrato la loro attenzione sull’incapacità di Grecia e Portogallo di ripagare il proprio debito pubblico.

    Francia e Germania hanno affermato che non correranno in soccorso della Grecia (il Trattato europeo non ne prevede l’obbligo) e la Spagna è corsa ai ripari annunciando tagli alla spesa pubblica di 50 miliardi di euro in 3 anni per aumentare la propria credibilità finanziaria e non essere in balìa della speculazione internazionale. I portoghesi hanno approvato in Parlamento, in modo bipartisan, misure di taglio e contenimento della spesa pubblica ma ancora non sono riusciti a calmare gli investitori che chiedono più austerità nella spesa.

    E l’Italia? Unica in Europa, dibatte se prolungare gli incentivi alle auto e si adagia sul falso mito che noi stiamo meglio degli altri. La nostra classe politica ha perso completamente il senso del pericolo, ha dimenticato le crisi finanziarie degli anni Novanta e sposta il dibattito politico dallo stato dei conti pubblici ai problemi di un mondo che non c’è più, fatto di sussidi mascherati da incentivi, cassa integrazione perpetua e leggi ad personam.

    l’Italia mostra ai suoi cittadini un volto sempre giovane e sorridente, ottimista per il futuro e spensierato. Nella soffitta dei mercati finanziari il ritratto sta diventando lo specchio dell’anima economica italiana che trasmette sempre meno affidabilità a chi decide di comprare o non comprare i buoni del Tesoro italiani. Le prossime settimane saranno decisive per capire il destino dell’Europa e dell’Italia.

    La Grecia non sembra in grado di rassicurare i mercati circa le sue possibilità di ripagare il debito e molto probabilmente sarà costretta a pagarvi interessi a tassi vicini al 9 per cento annuo. A quel punto gli investitori si concentreranno su Portogallo e Italia. Analizzeranno i nostri conti pubblici con precisione chirurgica.

    La crescita economica prevista per il 2011 dal governo (+ 2 per cento) è oramai pura fantasia e la disponibilità di cassa di oltre 50 miliardi di euro sarà finita entro maggio. Tremonti rilancia la proposta del presidente francese Nicolas Sarkozy di una nuova Breton Woods che ridefinisca i meccanismi di cambio e di scambio, ma forse con due intenti diversi.

    Francia e Germania oramai pensano a una Europa a due velocità, una di Serie A con un debito pubblico controllabile, una forte credibilità internazionale e tassi d’interesse bassi, e una di Serie B che non potrà usufruire dei tassi della Banca centrale europea ma avrà propri meccanismi di fissazione del tasso di sconto.

    Come da anni funziona il Montenegro e come funzionerà la Grecia: valuta ufficiale l’euro, ma tassi d’interesse più che doppi rispetto a quelli tedeschi. Fantapolitica e fantaeconomia? No, storia. Gianni De Michelis, ora consulente di Renato Brunetta, da ministro degli Esteri litigò ferocemente con i tedeschi quando decisero la riunificazione economica improvvisa delle due Germanie provocando la tempesta valutaria che portò alla svalutazione della lira.

  17. michele scrive:

    Ci siamo: i toni del presidente del Consiglio iniziano a cambiare, da: “Aboliremo l’Irap” e “abbasseremo le tasse, dobbiamo essere soddisfatti di essere riusciti a non mettere nuove tasse”.
    Lo ha detto Berlusconi in Toscana, e la frase campeggia a tutta pagina sul sito Internet del Pdl. La distanza fra le promesse funamboliche e la prossima finanziaria che dovrà trovare 30 miliardi di euro fra tagli alla spesa e nuove entrate doveva essere accorciata. Ed è stato fatto con cautela, introducendo gradualmente la pillola che dovremo ingoiare fra la seconda metà del 2010 e l’inizio del 2011.

    Inizia a spaventare come i mercati finanziari stanno reagendo ai conti pubblici di Grecia, Spagna e Portogallo e soprattutto spaventa lo spread di 0,90 per cento in più rispetto alla Germania che l’Italia pagava ieri sul suo debito decennale.

    Non c’è una buona aria sui mercati per chi promette troppo, parla troppo e spende troppo. Fino a ieri noi avevamo tutte e tre le caratteristiche. Berlusconi ha vissuto il periodo di Tangentopoli a Milano e sa bene che più che per le le ruberie, la gente era indignata dal fatto che quella classe politica aveva portato il paese sull’orlo del baratro finanziario.
    Quindi il presidente del Consiglio si prepara a servire due piatti indigesti: il primo sarà un condono fiscale per le imprese, così generoso e di maglia larga da fare impallidire gli abitanti delle isole Cayman. Il secondo una manovra fiscale per racimolare i miliardi che ancora mancheranno all’appello.

    Probabilmente si tratterà di nuovi tagli allo stato sociale, forse alla polizia, sicuramente alla giustizia. Negli anni in cui ha governato Berlusconi il debito pubblico è aumentato di 400 miliardi di euro e le tasse non sono scese di un centesimo. E l’impressione è che si navighi a vista per rimandare quanto più a lungo possibile il momento in cui i 1.800 miliardi di debito ci si ritorceranno contro. Il governo si comporta come un equilibrista che si ferma al centro della corda per riprendere il bilanciere, fare una piroetta e proseguire verso la fine della corda.

    Cioè verso l’immunità dai processi, la blindatura dell’impero Mediaset e il benessere di pochi cortigiani. Dall’altra parte della corda si lascerà un paese con un peso troppo grande per poter attraversare il passaggio indenne. Ma i funamboli devono stare attenti al vento. I mercati finanziari oscillano pericolosamente e talvolta anticipano i tempi delle crisi, provocandole essi stessi. Il debito pubblico italiano è un sorvegliato speciale e se i collocamenti dei bond greci o portoghesi per un qualsiasi motivo dovessero arenarsi, dopo toccherebbe all’Italia pagare il prezzo del “terzo debito pubblico del mondo ma non della terza economia del mondo”.

  18. michele scrive:

    Dopo il Premier Silvio Berlusconi, ed il Ministro all’Economia Tremonti, anche il Ministro Brunetta ha spento ogni entusiasmo in merito alla riforma fiscale; il Ministro della Pubblica Amministrazione, infatti, intervenuto su su Rtl, ha dichiarato che la riduzione delle tasse non potrà essere messa in atto fino a quanto il prodotto interno lordo si attesterà attorno all’1%. E visto che proprio per il 2010 l’Italia dovrebbe all’incirca crescere in termini dell’1% del Pil, ne consegue che la riduzione delle tasse nel nostro Paese slitterà almeno di un anno. Le tasse, secondo Brunetta, potranno essere abbassate solo quando la crescita italiana toccherà il 2% in termini di crescita del Pil in maniera stabile, altrimenti a risentirne sarebbe sia il deficit dello Stato, sia il debito. Ma di sicuro le dichiarazioni del Ministro Brunetta non saranno ben accolte dai Sindacati, i quali invece “spingono” per mettere a punto subito interventi incisivi a favore dei pensionati e dei lavoratori dipendenti, ovverosia per coloro che più di tutti hanno pagato il caro prezzo della crisi.

  19. LIBERAL VOX scrive:

    SPENDIAMO TROPPO PER QUESTA POLITICA, PER I SUOI PRIVILEGI, PER LE SUE CLIENTELE! FAI SENTIRE ANCHE TU LA TUA VOCE SU: >>>LIBERALVOX – IL SOCIAL NETWORK CHE FA OPINIONE

  20. anna scrive:

    vorrei solo dire al ministro. peccato che non leggerà questi commenti…..sa parlare molto….predicare bene ma ruzzola proprio male…..perchè lui due lavori e non vuole nemmeno discutere di questo con la giornalista….però gli altri non possono avere due lavori….perchè la gente cerca due lavori ? per mangiare? ma non si può lavoro nero….lui due poltrone si …perchè? non ha come comprare un panino? e noi che paghiamo dal nostro stipendio il suo? si vergogni brunetta….

  21. Maurizio scrive:

    Io mi chiedo come possano venire in mente certe, a chi non si ritiene un fannullone. Vergognati.

  22. Mi permetta di chiamarLa “bravissimo”,sono un Sandonatese (veneziano di terra,così mi definisco con i miei amici Valsesiani(la Valsesia si trova ai piedi del Monte Rosa,e io ci abito dal 1957,ma ciò non vul dire che abbia scordato o negato le mie origini anzi ne vado fiero e come sono fiero quando vedo o sento che le Sue iniziative vanno in porto ,ancora bravo alla faccia di chi non vuol capire

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