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	<title>Commenti a: Renato Brunetta è sempre il ministro più amato</title>
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		<title>Di: michele</title>
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		<dc:creator>michele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 20:37:04 +0000</pubDate>
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		<description>Come si aggira un referendum
Tentiamo allora di riassumere i termini del colossale imbroglio.
Oltre all’indebito raddoppio delle prebende già illustrato ed allo sfruttamento illecito della volontà degli italiani che non votano, completano il quadro le seguenti anomalie.
Mani pulite e il successivo referendum avevano abolito nel 1993 il finanziamento pubblico ai partiti. Però nel 1999 l’istituto soppresso dalla volontà popolare rispunta fuori sotto la dizione «rimborso elettorale». Nessuno ha niente da eccepire: la previsione di un contributo alle spese elettorali di un partito è una cosa sacrosanta e democratica. Il rimborso viene calcolato in 800 lire per ogni voto ogni anno. L’arrivo dell’euro fa aumentare i prezzi di tutti i generi alimentari ma anche il rimborso ai partiti, che nel 2002 – sempre governo Berlusconi – da 800 lire passa a un euro tondo per ogni voto. Qui qualcosa da protestare ci sarebbe, ma nessuno protesta. Ed allora la quota per ogni iscritto alle liste aumenta fino ad arrivare a cinque euro. E i rimborsi scattano per ogni elezione: europee, Camera e Senato, regionali, amministrative. Praticamente si tratta di un rimborso continuo che compare ogni anno nei bilanci di Camera e Senato. E, come si è visto, dal 2006 i rimborsi raddoppiano in caso di fine anticipata dell’assemblea eletta.
Ma c’è di più: esistono anche le scelte di aumento retroattive. Come quella passata sotto silenzio dell’ottobre 2002. Quando, dopo aver portato soltanto due mesi prima i rimborsi elettorali da due a cinque euro per ogni elettore iscritto alle liste, i parlamentari redistribuirono i soldi per le elezioni del 2001: 125.089.621 in più rispetto a quelli stanziati per il 2002. Praticamente ogni ciclo elettorale di cinque anni [politiche, europee, regionali, amministrative] ci costa un miliardo di euro. Ma un’inchiesta del «Sole24Ore» ha appena dimostrato che le finanze dei partiti, queste «associazioni non riconosciute», non sembrano aver proprio bisogno di nuovi afflussi. Stando ai bilanci, vanno tutti bene e sono in largo attivo nonostante qualche «buco del passato». I diessini, nonostante i buchi precedenti, avrebbero un attivo di 11 milioni e mezzo, pari al 27 per cento dei proventi totali del partito. I forzisti avrebbero un margine di circa 47 milioni grazie a introiti pubblici nello scorso anno per la cifra record di 134 milioni. I nazional-alleati più di 3 milioni. I casiniani dell’Udc ben 25 milioni, e perfino la Lega e Rifondazione comunista non sarebbero in rosso.
Ma si devono evidenziare anche alcuni rilievi formulati in materia della Corte dei Conti: risulterebbe che, a seguito della continua sovrapposizione dei rimborsi, vi sia una sostanziale differenza tra le spese dei partiti realmente effettuate e dichiarate in bilancio ed i rimborsi percepiti. Nel senso che questi ultimi sono quasi il doppio delle spese realmente uscite a fini elettorali. A questo punto chiaramente la caratteristica del rimborso elettorale viene a cadere. Il contributo diventa un vero e proprio finanziamento. Con i soldi statali infatti, oltre agli oneri elettorali, si finanziano giornali, si comprano sedi, si pagano stuoli di portaborse. E la volontà popolare espressa con il referendum viene ad essere completamente disattesa.

La torta 2008
Ma veniamo alle ultime elezioni politiche. Come sarà ripartita la torta di 407.488.386 euro? 
E’ presto detto. 
Partiamo dai grandi: Le urne hanno premiato il Pdl di Silvio Berlusconi, con conseguente soddisfazione dei tesorieri dei partiti che hanno dato vita al nuovo partito del predellino, Forza Italia e An in testa, fino ai cespugli e cespuglietti come Rotondi, Mussolini, i pensionati di Fantuzzo, eccetera. Spetterà a tutti questi partiti accordarsi per la spartizione di cinque assegni annuali che lo Stato staccherà per complessivi 160.446.990,4 euro. Poco, se si pensa che nel 2006 FI e An ottennero più voti e più soldi, in tutto 174,2 milioni che saranno incassati fino al 2011.
Alla sua prima prova elettorale il Pd riceverà un assegno [non trasferibile?] di ben 141.998.246,6 euro per la gioia del tesoriere Mauro Agostini. Prima i tesorieri erano due [Ds e Margherita] che stanno ancora amministrando i rimborsi della precedente legislatura. Anche la Lega ha di che gioire. Il suo rimborso, 35.339.331, rappresenta un boom rispetto ai 21,5 milioni della legislatura precedente. Grazie a qualche voto in più che l’ha portato ad una quota leggermente superiore all’1 per cento, il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo riceverà i 4.670. 297 euro che gli spetteranno per cinque anni.
Ben 21 i micropartiti che hanno mancato la soglia dell’1 per cento, i loro voti sono stati inutili ai fini dei rimborsi [oltre 1,6 milioni alla Camera e 1,2 al Senato], e sono andati a tutto vantaggio dei partiti che hanno superato il limite. Tra questi vi è anche il glorioso Psi di Boselli che per soli 8.942 voti non otterrà il rimborso che, se avesse raggiunto l’1 per cento, sarebbe ammontato a 2.128.319 euro. Ma i socialisti, fuori dalle Camere dopo 116 anni, potranno comunque continuare a usufruire dei contributi previsti dalla passata legislatura, cosa che permetterà loro di resistere fino alle prossime elezioni europee e regionali. Anche l’Udeur, pur non essendosi presentato alle elezioni 2008, continuerà a percepire i soldi della tornata 2006.
Nonostante i pianti e le tragedie manifestate dai loro esponenti e militanti, i partiti della Sinistra Arcobaleno, rimasti fuori dal parlamento, ma avendo superato l’1 per cento dei voti, sopravviveranno economicamente, usufruendo di 13.356.565. Nulla a confronto dei 51 milioni della tornata precedente. L’Udc di Casini riceverà 24.018.774, meno dei 32 milioni precedenti. Migliorato Antonio Di Pietro che potrà disporre di 18.427.608 euro , contro i 12 milioni di due anni fa. Infine Francesco Storace e Daniela Santanchè, pur fuori dal Parlamento, percepiranno 9.629.998 euro

Le presidenziali USA costano di meno
Secondo un recente articolo di Paolo Baroni apparso su «La Stampa», i partiti italiani sono i più cari d’Europa. Ogni anno assorbono 200 milioni di fondi pubblici, più delle presidenziali Usa.
Si ha il senso dello spreco quando si fa riferimento agli 80 milioni scarsi dei francesi o al tetto massimo di 130 dei tedeschi. Per non parlare dell’Inghilterra dove il finanziamento pubblico, tranne alcuni servizi a disposizione nel corso delle campagne elettorali, è limitato ad alcuni contributi concessi solo ai partiti di opposizione in Parlamento. Per tornare alla Francia, chi non raggiunge al primo turno almeno il 5 per cento dei suffragi non ha diritto a vedersi rimborsare neanche la metà di quanto ha speso.
Se è vero che tali discorsi vengono considerati dai politici come demagogici, appare veramente inaudito che nella legislatura appena finita, in parlamento, da varie parti politiche si sia tentato di introdurre nuovi o vecchi strumenti per ampliare il campo delle prebende ai partiti. Magari mascherati dietro proposte di legge in attuazione dell’art.49 della Costituzione, quello che disciplina l’attività dei partiti. Nei vari progetti si spendono parole grosse, come democrazia e partecipazione, si immaginano autorità di controllo, in alcuni casi si evocano i Padri della Repubblica. Ma poi, quando si va a stringere, negli articoli finali spunta inesorabile l’argomento soldi. In alcune proposte, si è riparlato della reintroduzione del 4 per mille, o di alcuni fondi per le minoranze interne, o di ampliamento del tetto per le erogazioni liberali private. Intanto viene introdotta anche la riduzione al 4 per cento dell’Iva sull’acquisto di beni e servizi, regalando così in tre anni altri 50 milioni di euro l’anno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come si aggira un referendum<br />
Tentiamo allora di riassumere i termini del colossale imbroglio.<br />
Oltre all’indebito raddoppio delle prebende già illustrato ed allo sfruttamento illecito della volontà degli italiani che non votano, completano il quadro le seguenti anomalie.<br />
Mani pulite e il successivo referendum avevano abolito nel 1993 il finanziamento pubblico ai partiti. Però nel 1999 l’istituto soppresso dalla volontà popolare rispunta fuori sotto la dizione «rimborso elettorale». Nessuno ha niente da eccepire: la previsione di un contributo alle spese elettorali di un partito è una cosa sacrosanta e democratica. Il rimborso viene calcolato in 800 lire per ogni voto ogni anno. L’arrivo dell’euro fa aumentare i prezzi di tutti i generi alimentari ma anche il rimborso ai partiti, che nel 2002 – sempre governo Berlusconi – da 800 lire passa a un euro tondo per ogni voto. Qui qualcosa da protestare ci sarebbe, ma nessuno protesta. Ed allora la quota per ogni iscritto alle liste aumenta fino ad arrivare a cinque euro. E i rimborsi scattano per ogni elezione: europee, Camera e Senato, regionali, amministrative. Praticamente si tratta di un rimborso continuo che compare ogni anno nei bilanci di Camera e Senato. E, come si è visto, dal 2006 i rimborsi raddoppiano in caso di fine anticipata dell’assemblea eletta.<br />
Ma c’è di più: esistono anche le scelte di aumento retroattive. Come quella passata sotto silenzio dell’ottobre 2002. Quando, dopo aver portato soltanto due mesi prima i rimborsi elettorali da due a cinque euro per ogni elettore iscritto alle liste, i parlamentari redistribuirono i soldi per le elezioni del 2001: 125.089.621 in più rispetto a quelli stanziati per il 2002. Praticamente ogni ciclo elettorale di cinque anni [politiche, europee, regionali, amministrative] ci costa un miliardo di euro. Ma un’inchiesta del «Sole24Ore» ha appena dimostrato che le finanze dei partiti, queste «associazioni non riconosciute», non sembrano aver proprio bisogno di nuovi afflussi. Stando ai bilanci, vanno tutti bene e sono in largo attivo nonostante qualche «buco del passato». I diessini, nonostante i buchi precedenti, avrebbero un attivo di 11 milioni e mezzo, pari al 27 per cento dei proventi totali del partito. I forzisti avrebbero un margine di circa 47 milioni grazie a introiti pubblici nello scorso anno per la cifra record di 134 milioni. I nazional-alleati più di 3 milioni. I casiniani dell’Udc ben 25 milioni, e perfino la Lega e Rifondazione comunista non sarebbero in rosso.<br />
Ma si devono evidenziare anche alcuni rilievi formulati in materia della Corte dei Conti: risulterebbe che, a seguito della continua sovrapposizione dei rimborsi, vi sia una sostanziale differenza tra le spese dei partiti realmente effettuate e dichiarate in bilancio ed i rimborsi percepiti. Nel senso che questi ultimi sono quasi il doppio delle spese realmente uscite a fini elettorali. A questo punto chiaramente la caratteristica del rimborso elettorale viene a cadere. Il contributo diventa un vero e proprio finanziamento. Con i soldi statali infatti, oltre agli oneri elettorali, si finanziano giornali, si comprano sedi, si pagano stuoli di portaborse. E la volontà popolare espressa con il referendum viene ad essere completamente disattesa.</p>
<p>La torta 2008<br />
Ma veniamo alle ultime elezioni politiche. Come sarà ripartita la torta di 407.488.386 euro?<br />
E’ presto detto.<br />
Partiamo dai grandi: Le urne hanno premiato il Pdl di Silvio Berlusconi, con conseguente soddisfazione dei tesorieri dei partiti che hanno dato vita al nuovo partito del predellino, Forza Italia e An in testa, fino ai cespugli e cespuglietti come Rotondi, Mussolini, i pensionati di Fantuzzo, eccetera. Spetterà a tutti questi partiti accordarsi per la spartizione di cinque assegni annuali che lo Stato staccherà per complessivi 160.446.990,4 euro. Poco, se si pensa che nel 2006 FI e An ottennero più voti e più soldi, in tutto 174,2 milioni che saranno incassati fino al 2011.<br />
Alla sua prima prova elettorale il Pd riceverà un assegno [non trasferibile?] di ben 141.998.246,6 euro per la gioia del tesoriere Mauro Agostini. Prima i tesorieri erano due [Ds e Margherita] che stanno ancora amministrando i rimborsi della precedente legislatura. Anche la Lega ha di che gioire. Il suo rimborso, 35.339.331, rappresenta un boom rispetto ai 21,5 milioni della legislatura precedente. Grazie a qualche voto in più che l’ha portato ad una quota leggermente superiore all’1 per cento, il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo riceverà i 4.670. 297 euro che gli spetteranno per cinque anni.<br />
Ben 21 i micropartiti che hanno mancato la soglia dell’1 per cento, i loro voti sono stati inutili ai fini dei rimborsi [oltre 1,6 milioni alla Camera e 1,2 al Senato], e sono andati a tutto vantaggio dei partiti che hanno superato il limite. Tra questi vi è anche il glorioso Psi di Boselli che per soli 8.942 voti non otterrà il rimborso che, se avesse raggiunto l’1 per cento, sarebbe ammontato a 2.128.319 euro. Ma i socialisti, fuori dalle Camere dopo 116 anni, potranno comunque continuare a usufruire dei contributi previsti dalla passata legislatura, cosa che permetterà loro di resistere fino alle prossime elezioni europee e regionali. Anche l’Udeur, pur non essendosi presentato alle elezioni 2008, continuerà a percepire i soldi della tornata 2006.<br />
Nonostante i pianti e le tragedie manifestate dai loro esponenti e militanti, i partiti della Sinistra Arcobaleno, rimasti fuori dal parlamento, ma avendo superato l’1 per cento dei voti, sopravviveranno economicamente, usufruendo di 13.356.565. Nulla a confronto dei 51 milioni della tornata precedente. L’Udc di Casini riceverà 24.018.774, meno dei 32 milioni precedenti. Migliorato Antonio Di Pietro che potrà disporre di 18.427.608 euro , contro i 12 milioni di due anni fa. Infine Francesco Storace e Daniela Santanchè, pur fuori dal Parlamento, percepiranno 9.629.998 euro</p>
<p>Le presidenziali USA costano di meno<br />
Secondo un recente articolo di Paolo Baroni apparso su «La Stampa», i partiti italiani sono i più cari d’Europa. Ogni anno assorbono 200 milioni di fondi pubblici, più delle presidenziali Usa.<br />
Si ha il senso dello spreco quando si fa riferimento agli 80 milioni scarsi dei francesi o al tetto massimo di 130 dei tedeschi. Per non parlare dell’Inghilterra dove il finanziamento pubblico, tranne alcuni servizi a disposizione nel corso delle campagne elettorali, è limitato ad alcuni contributi concessi solo ai partiti di opposizione in Parlamento. Per tornare alla Francia, chi non raggiunge al primo turno almeno il 5 per cento dei suffragi non ha diritto a vedersi rimborsare neanche la metà di quanto ha speso.<br />
Se è vero che tali discorsi vengono considerati dai politici come demagogici, appare veramente inaudito che nella legislatura appena finita, in parlamento, da varie parti politiche si sia tentato di introdurre nuovi o vecchi strumenti per ampliare il campo delle prebende ai partiti. Magari mascherati dietro proposte di legge in attuazione dell’art.49 della Costituzione, quello che disciplina l’attività dei partiti. Nei vari progetti si spendono parole grosse, come democrazia e partecipazione, si immaginano autorità di controllo, in alcuni casi si evocano i Padri della Repubblica. Ma poi, quando si va a stringere, negli articoli finali spunta inesorabile l’argomento soldi. In alcune proposte, si è riparlato della reintroduzione del 4 per mille, o di alcuni fondi per le minoranze interne, o di ampliamento del tetto per le erogazioni liberali private. Intanto viene introdotta anche la riduzione al 4 per cento dell’Iva sull’acquisto di beni e servizi, regalando così in tre anni altri 50 milioni di euro l’anno.</p>
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		<title>Di: michele</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2010/01/16/renato-brunetta-e-sempre-il-ministro-piu-amato/comment-page-1/#comment-13720</link>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 20:35:53 +0000</pubDate>
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		<description>dicembre, tempo di bilanci. In molte famiglie italiane i conti non tornano perché la crisi si è fatta sentire, in tanti non hanno più un lavoro, gli incassi dei commercianti si sono ridotti, i giovani non possono trovare un lavoro o uno stipendio adeguato, le donne hanno difficoltà ancora maggiori. In alcune famiglie però è tempo di passare all&#039;incasso e di godersi i frutti del lavoro di tutto un anno. E&#039; il caso ad esempio dei partiti politici, che si stanno distribuendo una quantità di milioni di euro di cui praticamente non devono rendere conto a nessuno. La denuncia dello sperpero semi-legalizzato di denaro pubblico viene dalla Corte dei Conti, ma le sue osservazioni sono passate come l&#039;acqua fresca di un ruscello di montagna su una pietra levigata da secoli depositata sul letto del fiume. 

Una breve rinfrescata storica è d&#039;obbligo. Il finanziamento pubblico ai partiti è introdotto dalla Legge Piccoli n.195/1974, che interpreta il sostegno all&#039;iniziativa politica come puro finanziamento alle strutture dei partiti presenti in Parlamento, con l&#039;effetto di penalizzare le nuove formazioni politiche. Dopo una serie di referendum falliti per vari motivi, il referendum abrogativo dell&#039;aprile 1993 vede il 90,3% dei voti espressi a favore dell&#039;abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, nel clima di sfiducia che succede allo scandalo di Tangentopoli. L&#039;Italia però si libera di questa gabella incivile e medievale che mira solo a consolidare le posizioni e mantenere per sempre lo status quo parlamentare solo per pochissimi mesi.

Con quello che può moralmente definirsi come uno dei più grandi tradimenti del volere popolare nello stesso dicembre 1993 il Parlamento aggiorna (con la Legge 515/1993) la già esistente legge sui rimborsi elettorali, definiti “contributo per le spese elettorali”, subito applicata in occasione delle elezioni del 27 marzo 1994. Per l&#039;intera legislatura vengono erogati in unica soluzione 47 milioni di euro. Vi sembrano tanti? Leggete avanti e rimarrete di stucco!

In pratica, aggirando il referendum e modificando un paio di definizioni i partiti tornano a appropriarsi impunemente e legalmente del denaro dei cittadini. Ma la storia prosegue: con la Legge 2/1997, intitolata “Norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici”, si reintroduce di fatto il finanziamento pubblico ai partiti. Il provvedimento prevede la possibilità per i contribuenti, al momento della dichiarazione dei redditi, di destinare il 4 per mille dell&#039;imposta sul reddito al finanziamento di partiti e movimenti politici (pur senza poter indicare a quale partito), per un totale massimo di 56.810.000 euro, da erogarsi ai partiti entro il 31 gennaio di ogni anno. Per il solo anno 1997 viene introdotta una norma transitoria che fissa un fondo di 82.633.000 euro per l&#039;anno in corso (nonostante le adesioni siano minime). Da 47 a 82,6 milioni di euro in 3 anni. Vi sembrano tanti? Leggete avanti.

La Legge 157/1999, dietro il titolo “Norme in materia di rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e referendarie” reintroduce un finanziamento pubblico completo per i partiti. Il rimborso elettorale previsto non ha infatti attinenza diretta con le spese effettivamente sostenute per le campagne elettorali. La legge 157 prevede cinque fondi: per elezioni alla Camera, al Senato, al Parlamento Europeo, Regionali, e per i referendum, erogati in rate annuali, per 193.713.000 euro in caso di legislatura politica completa (l&#039;erogazione viene interrotta in caso di fine anticipata della legislatura). Da 47 a 82,6 a 193,7 milioni di euro! Vi sembrano tanti? Leggete avanti.

La normativa viene modificata dalla Legge 156/2002, “Disposizioni in materia di rimborsi elettorali”, che trasforma in annuale il fondo e abbassa dal 4 all&#039;1% il quorum per ottenere il rimborso elettorale. L’ammontare da erogare, per Camera e Senato, nel caso di legislatura completa più che raddoppia, passando da 193.713.000 euro a 468.853.675 euro. Infine, con la Legge 5122/2006, l’erogazione è dovuta per tutti e cinque gli anni di legislatura, indipendentemente dalla sua durata effettiva. Con quest’ultima modifica l’aumento è esponenziale. Con la crisi del governo Prodi del 2008, i partiti iniziano a percepire il doppio dei fondi, giacché ricevono contemporaneamente le quote annuali relative alla XV e alla XVI Legislatura. Cioè se non fosse chiaro: fino al 2011 anche l&#039;Udeur di Mastella continuerà a percepire i rimborsi elettorali per la tornata del 2006, mentre i partiti che hanno raccolto almeno l&#039;1% dei consensi stanno prendendo i rimborsi sia relativamente al 2006 che alle elezioni 2008 e sono sistemati fino al 2013.

In questo senso una crisi di governo prima del 2011 porterebbe gli italiani a dover pagare i contributi ai partiti per ben 3 legislature (seppure non terminate): 2006, 2008 e 2010/2011. Un furto alla luce del sole.

Nelle tabelle che accompagnano questo articolo vi proponiamo, stando ai dati della Corte dei Conti, i soldi che i partiti stanno percependo in virtù delle ultime tornate elettorali. Secondo l&#039;ultima norma, infatti, per ogni elettore i partiti si autoassegnano 1 euro e poi si distribuiscono i denari in base ai risultati elettorali senza praticamente dover dimostrare nulla. Non esiste praticamente distinzione politica tra centro, destra e sinistra: tutti si adoperano alla grande per far sparire dalle tasche dei cittadini quanti più soldi possibili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dicembre, tempo di bilanci. In molte famiglie italiane i conti non tornano perché la crisi si è fatta sentire, in tanti non hanno più un lavoro, gli incassi dei commercianti si sono ridotti, i giovani non possono trovare un lavoro o uno stipendio adeguato, le donne hanno difficoltà ancora maggiori. In alcune famiglie però è tempo di passare all&#8217;incasso e di godersi i frutti del lavoro di tutto un anno. E&#8217; il caso ad esempio dei partiti politici, che si stanno distribuendo una quantità di milioni di euro di cui praticamente non devono rendere conto a nessuno. La denuncia dello sperpero semi-legalizzato di denaro pubblico viene dalla Corte dei Conti, ma le sue osservazioni sono passate come l&#8217;acqua fresca di un ruscello di montagna su una pietra levigata da secoli depositata sul letto del fiume. </p>
<p>Una breve rinfrescata storica è d&#8217;obbligo. Il finanziamento pubblico ai partiti è introdotto dalla Legge Piccoli n.195/1974, che interpreta il sostegno all&#8217;iniziativa politica come puro finanziamento alle strutture dei partiti presenti in Parlamento, con l&#8217;effetto di penalizzare le nuove formazioni politiche. Dopo una serie di referendum falliti per vari motivi, il referendum abrogativo dell&#8217;aprile 1993 vede il 90,3% dei voti espressi a favore dell&#8217;abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, nel clima di sfiducia che succede allo scandalo di Tangentopoli. L&#8217;Italia però si libera di questa gabella incivile e medievale che mira solo a consolidare le posizioni e mantenere per sempre lo status quo parlamentare solo per pochissimi mesi.</p>
<p>Con quello che può moralmente definirsi come uno dei più grandi tradimenti del volere popolare nello stesso dicembre 1993 il Parlamento aggiorna (con la Legge 515/1993) la già esistente legge sui rimborsi elettorali, definiti “contributo per le spese elettorali”, subito applicata in occasione delle elezioni del 27 marzo 1994. Per l&#8217;intera legislatura vengono erogati in unica soluzione 47 milioni di euro. Vi sembrano tanti? Leggete avanti e rimarrete di stucco!</p>
<p>In pratica, aggirando il referendum e modificando un paio di definizioni i partiti tornano a appropriarsi impunemente e legalmente del denaro dei cittadini. Ma la storia prosegue: con la Legge 2/1997, intitolata “Norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici”, si reintroduce di fatto il finanziamento pubblico ai partiti. Il provvedimento prevede la possibilità per i contribuenti, al momento della dichiarazione dei redditi, di destinare il 4 per mille dell&#8217;imposta sul reddito al finanziamento di partiti e movimenti politici (pur senza poter indicare a quale partito), per un totale massimo di 56.810.000 euro, da erogarsi ai partiti entro il 31 gennaio di ogni anno. Per il solo anno 1997 viene introdotta una norma transitoria che fissa un fondo di 82.633.000 euro per l&#8217;anno in corso (nonostante le adesioni siano minime). Da 47 a 82,6 milioni di euro in 3 anni. Vi sembrano tanti? Leggete avanti.</p>
<p>La Legge 157/1999, dietro il titolo “Norme in materia di rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e referendarie” reintroduce un finanziamento pubblico completo per i partiti. Il rimborso elettorale previsto non ha infatti attinenza diretta con le spese effettivamente sostenute per le campagne elettorali. La legge 157 prevede cinque fondi: per elezioni alla Camera, al Senato, al Parlamento Europeo, Regionali, e per i referendum, erogati in rate annuali, per 193.713.000 euro in caso di legislatura politica completa (l&#8217;erogazione viene interrotta in caso di fine anticipata della legislatura). Da 47 a 82,6 a 193,7 milioni di euro! Vi sembrano tanti? Leggete avanti.</p>
<p>La normativa viene modificata dalla Legge 156/2002, “Disposizioni in materia di rimborsi elettorali”, che trasforma in annuale il fondo e abbassa dal 4 all&#8217;1% il quorum per ottenere il rimborso elettorale. L’ammontare da erogare, per Camera e Senato, nel caso di legislatura completa più che raddoppia, passando da 193.713.000 euro a 468.853.675 euro. Infine, con la Legge 5122/2006, l’erogazione è dovuta per tutti e cinque gli anni di legislatura, indipendentemente dalla sua durata effettiva. Con quest’ultima modifica l’aumento è esponenziale. Con la crisi del governo Prodi del 2008, i partiti iniziano a percepire il doppio dei fondi, giacché ricevono contemporaneamente le quote annuali relative alla XV e alla XVI Legislatura. Cioè se non fosse chiaro: fino al 2011 anche l&#8217;Udeur di Mastella continuerà a percepire i rimborsi elettorali per la tornata del 2006, mentre i partiti che hanno raccolto almeno l&#8217;1% dei consensi stanno prendendo i rimborsi sia relativamente al 2006 che alle elezioni 2008 e sono sistemati fino al 2013.</p>
<p>In questo senso una crisi di governo prima del 2011 porterebbe gli italiani a dover pagare i contributi ai partiti per ben 3 legislature (seppure non terminate): 2006, 2008 e 2010/2011. Un furto alla luce del sole.</p>
<p>Nelle tabelle che accompagnano questo articolo vi proponiamo, stando ai dati della Corte dei Conti, i soldi che i partiti stanno percependo in virtù delle ultime tornate elettorali. Secondo l&#8217;ultima norma, infatti, per ogni elettore i partiti si autoassegnano 1 euro e poi si distribuiscono i denari in base ai risultati elettorali senza praticamente dover dimostrare nulla. Non esiste praticamente distinzione politica tra centro, destra e sinistra: tutti si adoperano alla grande per far sparire dalle tasche dei cittadini quanti più soldi possibili.</p>
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		<title>Di: michele</title>
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		<dc:creator>michele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 20:25:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=4649#comment-13717</guid>
		<description>Renato Brunetta, il ministro che da
vicino sembra lontano, è un fustigatore
dei costumi, ma degli altri. Vuole che
siano resi pubblici i compensi dei
giornalisti e dei presentatori in coda alle
trasmissioni Rai. I suoi colleghi
parlamentari assenteisti organici
cumulano lo stipendio con altre attività
come, a puro titolo esemplificativo,
l&#039;avvocato Ghedini, l&#039;amministratore
Expo Stanca, l&#039;attore Barbareschi. Gente
troppo impegnata a farsi i ca..i suoi per
stare alla Camera o al Senato. Infatti,
sono sempre in televisione. Propongo, in
coda alle trasmissioni a cui partecipano,
di mettere i loro compensi (pubblici e
privati) con il numero di presenze in aula.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Renato Brunetta, il ministro che da<br />
vicino sembra lontano, è un fustigatore<br />
dei costumi, ma degli altri. Vuole che<br />
siano resi pubblici i compensi dei<br />
giornalisti e dei presentatori in coda alle<br />
trasmissioni Rai. I suoi colleghi<br />
parlamentari assenteisti organici<br />
cumulano lo stipendio con altre attività<br />
come, a puro titolo esemplificativo,<br />
l&#8217;avvocato Ghedini, l&#8217;amministratore<br />
Expo Stanca, l&#8217;attore Barbareschi. Gente<br />
troppo impegnata a farsi i ca..i suoi per<br />
stare alla Camera o al Senato. Infatti,<br />
sono sempre in televisione. Propongo, in<br />
coda alle trasmissioni a cui partecipano,<br />
di mettere i loro compensi (pubblici e<br />
privati) con il numero di presenze in aula.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: michele</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2010/01/16/renato-brunetta-e-sempre-il-ministro-piu-amato/comment-page-1/#comment-13716</link>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 20:22:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=4649#comment-13716</guid>
		<description>A Cernobbio sono stati inaugurati nuovi
linguaggi economici. Quello
onirico-profetico di Tremonti con risorse
inimmaginabili a disposizione del Paese
e quello tardo medioevale-feudale di
Brunetta. Le tute blu vengono chiamate
simpaticamente &quot;tute gru&quot; per l&#039;attitudine
alla protesta sulle gru di operai disperati.
Le tute gru sono lavoratori licenziati che
rappresentano un &quot;fatto fisiologico,
marginale&quot;. I posti di lavoro rimasti in
Italia invece sono: &quot;stock di occupazione
stabile&quot;. Quando sarà finito lo stock, le
gru non basteranno più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A Cernobbio sono stati inaugurati nuovi<br />
linguaggi economici. Quello<br />
onirico-profetico di Tremonti con risorse<br />
inimmaginabili a disposizione del Paese<br />
e quello tardo medioevale-feudale di<br />
Brunetta. Le tute blu vengono chiamate<br />
simpaticamente &#8220;tute gru&#8221; per l&#8217;attitudine<br />
alla protesta sulle gru di operai disperati.<br />
Le tute gru sono lavoratori licenziati che<br />
rappresentano un &#8220;fatto fisiologico,<br />
marginale&#8221;. I posti di lavoro rimasti in<br />
Italia invece sono: &#8220;stock di occupazione<br />
stabile&#8221;. Quando sarà finito lo stock, le<br />
gru non basteranno più.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: michele</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2010/01/16/renato-brunetta-e-sempre-il-ministro-piu-amato/comment-page-1/#comment-13715</link>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 20:17:10 +0000</pubDate>
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		<description>BRAVO LINO</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>BRAVO LINO</p>
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	</item>
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		<title>Di: michele</title>
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		<dc:creator>michele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 20:12:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=4649#comment-13714</guid>
		<description>Lucio Stanca, doppiostipendista, prendi
la penna (il computer non lo sai usare) e
fai la somma:
- 164.168 euro da parlamentare
- 300.000 euro da amministratore
delegato dell&#039;EXPO 2015
- 30.000 euro come consigliere
dell&#039;EXPO 2015
- 150.000 euro di variabile per l&#039;EXPO
2015
Totale. 644.168 euro.
Stanca si deve sempre ricordare che è
un nostro dipendente. I soldi che prende
(tanti) gli arrivano dalle nostre tasse.
Percepisce un doppio stipendio senza
vergogna. E se un giornalista di
Repubblica gli chiede le ragioni replica:
&quot;Devo rispondere ai miei elettori e al
gruppo del Pdl&quot;. Chiedo ai precari,
disoccupati, alle famiglie monoreddito
con 800 euro al mese e a tutti i cittadini
che non percepiscono un doppio reddito
a carico dello Stato, quando incontrano
Stanca per strada, di fermarlo di farsi
restituire i soldi da parlamentare. Il
creatore della più grande ciofeca
informatica mondiale, il celebre portale
Italia.it, infatti alla Camera non si fa più
vedere. Nel mese di ottobre è stato
presente solo al 4,22% delle votazioni.(sign. brunette credo che faccia assenteismo)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lucio Stanca, doppiostipendista, prendi<br />
la penna (il computer non lo sai usare) e<br />
fai la somma:<br />
- 164.168 euro da parlamentare<br />
- 300.000 euro da amministratore<br />
delegato dell&#8217;EXPO 2015<br />
- 30.000 euro come consigliere<br />
dell&#8217;EXPO 2015<br />
- 150.000 euro di variabile per l&#8217;EXPO<br />
2015<br />
Totale. 644.168 euro.<br />
Stanca si deve sempre ricordare che è<br />
un nostro dipendente. I soldi che prende<br />
(tanti) gli arrivano dalle nostre tasse.<br />
Percepisce un doppio stipendio senza<br />
vergogna. E se un giornalista di<br />
Repubblica gli chiede le ragioni replica:<br />
&#8220;Devo rispondere ai miei elettori e al<br />
gruppo del Pdl&#8221;. Chiedo ai precari,<br />
disoccupati, alle famiglie monoreddito<br />
con 800 euro al mese e a tutti i cittadini<br />
che non percepiscono un doppio reddito<br />
a carico dello Stato, quando incontrano<br />
Stanca per strada, di fermarlo di farsi<br />
restituire i soldi da parlamentare. Il<br />
creatore della più grande ciofeca<br />
informatica mondiale, il celebre portale<br />
Italia.it, infatti alla Camera non si fa più<br />
vedere. Nel mese di ottobre è stato<br />
presente solo al 4,22% delle votazioni.(sign. brunette credo che faccia assenteismo)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: michele</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2010/01/16/renato-brunetta-e-sempre-il-ministro-piu-amato/comment-page-1/#comment-13710</link>
		<dc:creator>michele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 19:46:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=4649#comment-13710</guid>
		<description>CARO MINISTRO MI SA CHE LEI FORSE NON HA CAPITO NIENTE DI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: MI SPIEGO MEGLIO. LE RICORDO UNA COSA UN DEPUTATO O UN MINISTRO SECONDO ME NON PUO&#039; FARE ASSENTEISMO IN PARLAMENTO ADDIRITURA LEGALE IO SONO CONCORDE CON LEI A RIGUARDO DI QUELLO CHE STA FACENDO MA LE RICORDO CHE ONOREVOLI COME LUCA BARBARESCHI NON PUO DIRE CHE NON GLI BASTANO 24.OOO EURO AL MESE PER ARRIVARE A FINE MESE MESE E CONTINUA A FARE SPETTACOLI E SERATE (HA IL 50% DI ASSENZE IN PARLAMENTO) PER ARROTONDARE GLIELO SPIEGHI AI DIPEDENTI CHE OCCUPANO I TETTI O SONO FATTI MARGINALI COME HA DICHIARATO LEI E DI PARLAMENTARI CHE FANNO ASSENTEISMO IN PARLAMENTO CE NE SONO MOLTI ALTRI E LEI LO SA: (NON CONTINUO PIU&#039; E LEI SA TUTTO E NON LO DICE PUBBLICAMENTE VORREI SAPERE IL PERCHE(. (E&#039; GENTE PAGATA DA NOI)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>CARO MINISTRO MI SA CHE LEI FORSE NON HA CAPITO NIENTE DI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: MI SPIEGO MEGLIO. LE RICORDO UNA COSA UN DEPUTATO O UN MINISTRO SECONDO ME NON PUO&#8217; FARE ASSENTEISMO IN PARLAMENTO ADDIRITURA LEGALE IO SONO CONCORDE CON LEI A RIGUARDO DI QUELLO CHE STA FACENDO MA LE RICORDO CHE ONOREVOLI COME LUCA BARBARESCHI NON PUO DIRE CHE NON GLI BASTANO 24.OOO EURO AL MESE PER ARRIVARE A FINE MESE MESE E CONTINUA A FARE SPETTACOLI E SERATE (HA IL 50% DI ASSENZE IN PARLAMENTO) PER ARROTONDARE GLIELO SPIEGHI AI DIPEDENTI CHE OCCUPANO I TETTI O SONO FATTI MARGINALI COME HA DICHIARATO LEI E DI PARLAMENTARI CHE FANNO ASSENTEISMO IN PARLAMENTO CE NE SONO MOLTI ALTRI E LEI LO SA: (NON CONTINUO PIU&#8217; E LEI SA TUTTO E NON LO DICE PUBBLICAMENTE VORREI SAPERE IL PERCHE(. (E&#8217; GENTE PAGATA DA NOI)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lino</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2010/01/16/renato-brunetta-e-sempre-il-ministro-piu-amato/comment-page-1/#comment-13702</link>
		<dc:creator>lino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 18:43:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=4649#comment-13702</guid>
		<description>io non sono fra i tuoi estimatori, al contrario.
sei come un certo mister tiscali ( Sorru )tutti lo amavano,
poi:Trombato. Sono contento della tua candidatura  a Venezia finalmente qualcuno capirà quello che veramente sei.
P.S. ti obbligherei a vivere almeno un anno con 1000 euro al mese, e le pensioni da toccare sono esclusivamente le vostre guadagnate solo perchè vi siete seduti un giorno in parlamento, e non dopo 40 anni di stipendio da fame. che Dio ci aiuti da gente come voi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io non sono fra i tuoi estimatori, al contrario.<br />
sei come un certo mister tiscali ( Sorru )tutti lo amavano,<br />
poi:Trombato. Sono contento della tua candidatura  a Venezia finalmente qualcuno capirà quello che veramente sei.<br />
P.S. ti obbligherei a vivere almeno un anno con 1000 euro al mese, e le pensioni da toccare sono esclusivamente le vostre guadagnate solo perchè vi siete seduti un giorno in parlamento, e non dopo 40 anni di stipendio da fame. che Dio ci aiuti da gente come voi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: elio</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2010/01/16/renato-brunetta-e-sempre-il-ministro-piu-amato/comment-page-1/#comment-13665</link>
		<dc:creator>elio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 13:56:28 +0000</pubDate>
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		<description>mi scusi per l&#039;errato invio, ma, continuando, mi piacerebbe che onestamente dicesse ai suoi &quot;adoratori&quot; che lei come i vari cicchitto, sacconi, de michelis, eravate nella stanza dei bottoni già da molto prima e che quindi se ci sono delle colpe forse sono anche vostre e non solo degli avversari politici che, in maggioranza, fino al I° governo Prodi, non avevano mai messo pide nelle stanze che contano. Mi piacerebbe poi, ma lo so che è impossibile, che i suoi, di cui sopra, usassero un linguaggio con un minimo di educazione qundaparlano di persone che la pensano diversamente da loro.
Un&#039;ultima cosa: perchè non decide, invece di parlare delle tasche degli altri, di parlare delle sue tasche ma non solo da oggi ma da quando è entrato in politica. Sarebbe interessante vedere le facce di chi ha cisì tanta stima di lei per le sue sparate televisive che non portano e non porteranno mai a nulla anche se lei da dati diversi dalla realtà.
Un cordiale saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi scusi per l&#8217;errato invio, ma, continuando, mi piacerebbe che onestamente dicesse ai suoi &#8220;adoratori&#8221; che lei come i vari cicchitto, sacconi, de michelis, eravate nella stanza dei bottoni già da molto prima e che quindi se ci sono delle colpe forse sono anche vostre e non solo degli avversari politici che, in maggioranza, fino al I° governo Prodi, non avevano mai messo pide nelle stanze che contano. Mi piacerebbe poi, ma lo so che è impossibile, che i suoi, di cui sopra, usassero un linguaggio con un minimo di educazione qundaparlano di persone che la pensano diversamente da loro.<br />
Un&#8217;ultima cosa: perchè non decide, invece di parlare delle tasche degli altri, di parlare delle sue tasche ma non solo da oggi ma da quando è entrato in politica. Sarebbe interessante vedere le facce di chi ha cisì tanta stima di lei per le sue sparate televisive che non portano e non porteranno mai a nulla anche se lei da dati diversi dalla realtà.<br />
Un cordiale saluto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: elio</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2010/01/16/renato-brunetta-e-sempre-il-ministro-piu-amato/comment-page-1/#comment-13660</link>
		<dc:creator>elio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 13:45:00 +0000</pubDate>
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		<description>caro ministro, perchè non dice ai suoi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro ministro, perchè non dice ai suoi</p>
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