RISPOSTA DEL MINISTRO BRUNETTA A INTERPELLANZA IDV SU NOMINA DAVIDE GIACALONE A PRESIDENTE DIGIT PA (EX CNIPA)

Questa mattina il ministro Renato Brunetta ha risposto nell’aula di Montecitorio a una interpellanza urgente presentata dai deputati dell’Italia dei Valori Di Pietro, Donadi, Borghesi, Evangelisti e Favia nella quale chiedevano se intendesse revocare la procedura per la nomina del dottor Davide Giacalone quale presidente dell’Ente DigitPA (ex Cnipa).

“Davide Giacalone – ha dichiarato il ministro Brunetta – è stato oggetto, nel 1993, di due inchieste penali, subendo anche provvedimenti cautelari. Non ha mai riconosciuto od ammesso nessuno dei reati a lui contestati. Con riferimento al primo filone di indagini (tangenti Ministero poste), nessuna delle accuse inizialmente mosse, per i reati di corruzione e concussione, si è poi concretizzata nella richiesta di rinvio a giudizio. Per quel che riguarda il secondo filone di indagini (tangenti frequenze Tv), il dott. Giacalone è stato assolto, perché il fatto non sussiste, già al termine dell’udienza preliminare. Sentenza poi confermata e divenuta definitiva. Per queste vicende giudiziarie ha due volte chiesto e ottenuto dallo Stato il risarcimento ai sensi della legge n. 89 del 2001, c.d. “Legge Pinto”.

Appare, quindi, singolare che gli interpellanti citino una pagina di Repubblica del 1993, dimenticando di verificare che nessuna delle accuse di corruzione e concussione, nei confronti di Giacalone, è stata mai neanche portata avanti dalla magistratura inquirente e che, pertanto, “favori” o altri illeciti non lo hanno mai riguardato. Ed è ancor più singolare che ancora si parli di vantaggi per questa o quella emittente televisiva, quando l’inchiesta penale ha accertato l’assoluta regolarità del lavoro svolto da Giacalone il quale, per tali accuse, è stato assolto, nel merito, perché il fatto non sussiste.

Quanto ai reati prescritti nel 2001, si precisa che non si tratta di quelli contestati nel 1993 e sopra richiamati, dato che Giacalone non è più stato accusato né di essere stato corrotto, né di avere concusso. La prescrizione a cui fanno riferimento gli interroganti riguarda, invece, una ipotesi minore, relativa alla concorrenza nel reato, successivamente formulata dalla Procura, che in tal modo sconfessava, peraltro, l’intero impianto accusatorio iniziale. Avverso la prescrizione Giacalone fece ricorso, ma la Cassazione, saggiamente, volle chiudere senza ulteriori perdite di tempo un procedimento già lungo, nel corso del quale le accuse mosse (anche dal sostituto procuratore Antonio Di Pietro) erano tutte cadute.

In riferimento alla sentenza della Corte dei Conti, Giacalone è stato assolto in primo grado. La successiva sentenza, sfavorevole, è stata pronunciata sulla base di presupposti che la stessa Corte ha poi dovuto riconoscere essere del tutto errati. La sentenza è stata, infatti, revocata per errore di fatto: dunque una assoluzione piena all’esito del processo. Anche per questo Giacalone ha ottenuto un risarcimento per avere subito un’ingiustizia, ai sensi della legge n. 89 del 2001.

Tutto ciò premesso, Giacalone risulta completamente incensurato e, pertanto, il Governo intende confermare la nomina del Dott. Davide Giacalone quale Presidente dell’ente DigitPA in quanto allo stesso sono ampiamente riconosciuti i requisiti di professionalità, competenza e indiscussa moralità richiesti per lo svolgimento del prestigioso incarico”.

I Commenti sono chiusi