“I dati della ragioneria ci promuovono a pieni voti su precari e assenze per malattia”

cgil

I dati forniti dal conto annuale 2008 della Ragioneria generale dello Stato non contengono numeri sui precari delle amministrazioni pubbliche ma informazioni sul personale che ha avuto contratti di lavoro flessibile nel settore pubblico. Se un soggetto ha avuto un contratto di 3 mesi con un Comune viene censito dal conto annuale. Tuttavia qualificare questo soggetto come precario significa non conoscere il fenomeno del precariato e far confluire in questa categoria chiunque si sia trovato ad avere rapporti di lavoro con le amministrazioni pubbliche, anche nel pieno rispetto della normativa vigente in materia.

“I dati del Conto Annuale confermano pienamente la robustezza della nostra indagine, promuovendoci quindi a pieni voti”. La Ragioneria dello Stato afferma infatti che la legge n. 133 – operativa dal luglio 2008 – ha portato in un solo semestre a una riduzione del 20% delle giornate di assenza per malattia negli stessi comparti da noi monitorati. “Un intero anno di applicazione delle nuove regole porta quindi a una riduzione di circa il 40% delle assenze: esattamente il dato che emerge dal nostro monitoraggio. Lo testimonia il fatto che nei suoi primi dodici mesi di applicazione (luglio 2008-giugno 2009) queste si sono ridotte del 38%”.

“Si è quindi ottenuto un risultato indubbio e senza precedenti nell’azione di contrasto all’assenteismo negli uffici pubblici.” Il Decreto legislativo 150/2009 (“Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione”) ha ulteriormente rafforzato questa azione: adesso il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione stabilisce con decreto le fasce orarie per la reperibilità domiciliare dei malati, i dirigenti sono pienamente responsabili dei comportamenti opportunistici del personale alle loro dipendenze e a breve gli stessi certificati di malattia verranno trasmessi all’Inps per via telematica. Con buona pace di Podda e compagni.

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14 Commenti a ““I dati della ragioneria ci promuovono a pieni voti su precari e assenze per malattia””

  1. roberto scrive:

    quelle attaccate al palloncino sono le pallette del ministro?

  2. vincenzo scrive:

    Ministro Brunetta ha tutto il mio appoggio e la mia simpatia , magari ce ne fossero altri cosi’.

  3. LIBERALVOX scrive:

    Autista blu: la Casta passa col rosso!

    Non poteva andare diversamente con un ministro della funzione pubblica che pensa alle faccine che piangono e che ridono, che fa la pagella agli statali o a menate simili! Con Brunetta, il parco vetture della pubblica amministrazione (le auto blu) è cresciuto del 3,1% passando da 607.918 a 626.760 unità. Solo tre anni fa erano 574 mila. Un numero di mezzi che ci spiazza sempre più rispetto al resto del mondo dove l’ Italia batte gli Usa (ma anche Francia, Inghilterra e Germania) dieci a zero nel rapporto di macchine del Palazzo. Un rapporto incredibilmente alto perché, a fronte delle nostre oltre 600 mila auto blu, ce ne sono 72.000 negli Usa, 61 mila in Francia, 55 mila nel Regno Unito e 54.000 mila in Germania, fino ad arrivare alle 22 mila del Portogallo, fanalino di coda nella top ten delle auto di rappresentanza, che ogni anno vede l’Italia in testa. Ma adesso con le auto blu arrivano pure gli autisti blu: autisti con la licenza di guidare fregandosene del codice stradale. Alla fine è arrivata pure una ‘legge ad autistam’: l’emendamento del senatore Cosimo Gallo (Pdl) è stato approvato: esenzione dal ritiro dei punti della patente per gli autisti di auto blu. Favorevole, in modo compatto, la maggioranza di governo (Lega compresa) e naturalmente contrarie le opposizioni, a corto di auto di servizio, come accade ogni qual volta si sta dall’altra parte e si son perse molte, tante poltrone! Insomma, si tratta di una sorta di immunità garantita ai politici, che potranno fare quello che vogliono sulla strada senza timore di punizioni per chi guida la “loro” auto. Ognuno potrà infrangere la legge senza conseguenze. I loro punti della patente sono assicurati dall’emendamento di Cosimo Gallo del Pdl. Il Gallo ha cantato: “Spesso è il politico a chiedere all’autista di accelerare, magari perché l’aereo è arrivato in ritardo e c’è un appuntamento importante. Non è giusto che la fretta del datore di lavoro ricada sull’autista”. In altre parole, per evitare che le colpe dei politici ricadano sugli autisti, si è data l’immunità alle auto dei politici. Adesso aspettiamo l’effetto ‘domino’: un medico che passa col rosso, perchè chiamato a fronteggiare un’urgenza, sarà sanzionato o no? Salvare una vita umana sarà più o meno importante che portare un politico, a sirene spiegate, a Via Gradoli?

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