PA: novità burocratiche e leggi su proposta dei cittadini

Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta dà il via ad una nuova iniziativa dal nome: “Burocrazia: diamoci un taglio”. Il progetto nasce per semplificare gli oneri amministrativi raccogliendo proposte e segnalazioni che i cittadini invieranno al ministero via web. «Vogliamo farci suggerire dai cittadini non solo tagli e semplificazioni, ma anche casi di cattiva burocrazia. E non ci limiteremo ad ascoltare, ma cambieremo le regole prendendo carta e penna per riscriverle» ha dichiarato Brunetta. Al progetto del ministero collabora anche il Formez, grazie al programma “Linea amica”.
«Ci avvarremo del web e delle segnalazioni telefoniche e cercheremo di coinvolgere la carta stampata e gli altri media – ha detto il ministro – Su proposte venute dal basso, dai cittadini, il ministero ha già messo a punto tre disegni di legge: sulla carte d’identità a 10 anni, sul permesso di costruire on line e sul cambio di residenza in tempo reale. I tre suggerimenti sono, infatti, stati inseriti nel collegato alla Finanziaria. E spero che entro l’anno siano tutti approvati».
L’iniziativa prevede che chi ha subito una complicazione burocratica «inutile» e ha idee per risolverla può utilizzare il sito www.innovazionepa.it per «raccontare la propria storia, segnalare un problema e segnalare proposte per semplificare le procedure». In base alle segnalazioni pervenute, il ministero cercherà di individuare gli interventi risolutivi e verranno periodicamente pubblicati «i casi emblematici», con i provvedimenti adottati o in corso e report di sintesi sui problemi sollevati dai cittadini. (Fonte Messagero.it)
Tag: leggi, novità, pa, proposte cittadini, Pubblica Amministrazione, riforma
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Sig. Ministro, come cittadino segnalo che voi al parlamento sieti in troppi, percepite uno stipendio troppo alto, vi avvalete di troppi consulenti mentre agli altri non permettete neanche il turn over, quando emanate leggi, chi li deve far applicare spesso non riesce a capire che cosa volevate intendere, inolre si legga l’intervento n. 17 del sig. faggioni nel post: post-crisi adesso cambiamo Vita.
Mi risponde? Ne prende atto o devo sottostare alla burocrazia inutile di utilizzare il sito innovazionepa.it?
ho una figlia che a 4 anni venne fatta cadere a scuola da un compagno di classe sotto gli occhi degli insegnanti. La scuola (privata) coperta da assicurazione si è assunta le proprie responsabilità, ma l’assicurazione è ricorsa al giudice e dopo al CTU. La bambina oggi ha 9 anni e dopo varie perizie (ha subito anche un intervento al naso) si è stabilito che gli venisse attribuito un risarcimento in base ad un punteggio di certe tabelle di 3,2, ma senza i danni morali. La decisione ora è stata rimandata al giudice di pace di Aversa (CE) che ha rinviato l’udienza alla fine di febbraio 2011. Incredibile!!! febbraio 2011 per un fatto accaduto 5 anni fa che ha coinvolto una bimba dell’asilo. Mi chiedo riuscirà ad ottenere il giusto risarcimento prima della laurea?? Questo non è un suggerimento alla sua proposta che mi pare assolutamente sensata, ma certo aiuta a capire in che modo noi, comuni mortali, abbiamo a che fare con la P.A. Siamo stanchi delle caste!! di qualunque professione, si dovrebbero eliminare gli ordini e gli albi, e decidere solo sui meriti e le professionalità le carriere dei pubblici ufficiali sulla base delle produttività e delle esperienze dei singoli. Crede che un giudice come quello di Aversa avrebbe ancora l’incarico??
Io apprezzo molto ciò che ha fatto e ciò che vuol fare,mi piace il suo modo di illustrare chiaro e comprensibile (l’ascolto sistamaticamente tutte le domeniche mattina alla radio) ma un critica vorrei farla a Lei e ad alcuni suoi colleghi .
Riguarda i battibecchi pubblici tra componenti della maggioranza che a mio modesto avviso,anche se fanno parte di una dialettica costruttiva danno forza ai motori dell’opposizione.
Penso come recita un vecchio detto che valga la pena ” lavare in casa i panni sporchi”.
Buon lavoro
Silvio
Perche’ signor ministro il goveno non mette a disposizione dei comuni un portale web unico e gratuito,(personalizzabile ma standart) alla stregua del modello unico della dichiarazione dei reddii. Avremmo ridotto i costi, uniformato il modo di operare delle varie realta’ locali e agevolato di molto i comuni italiani che sono in difficolta’ economiche.
Bravo Ministro, continui così.Le chiedo solo una cosa, Lei mi sa spiegare come mai in Italia ci sono più medici, che infermieri?Ha fatto il calcolo di tutti gli stipendi pagati ogni mese, magari per gettoni inutili, visto l’affollamento? Grazie Brunetta, venga a mettere mano nella Sanità, c’è molto da risparmiare.
Oggi la maggioranza in parlamento ha confermato e promosso Cosentino come prossimo candidato presidente della regione Campania.
Questa è l’ennesima prova della connivenza diretta tra il governo,e le varie mafie-ndranghete-camorre,chiamamiamole come vogliamo ma sempre criminalità organizzate sono.
Da un lato li si combatte grazie alla resistenza,all’onestà,alla pazienza,alla buona volontà,ed allo spirito di servizio dei magistrati, ed in particolare delle forze dell’ordine della DIA(Direzione Investigativa Antimafia),che nn vedendosi da mesi stipendi o straordinari,hanno continuato comunque nel silenzio,e fuori da ogni protagonismo e rivendicazione la lotta ai latitanti.
Dall’altro lato si negano strumenti d’indagine importantissimi come le intercettazioni telefoniche,si denigrano i magistrati che indagano sui rapporti mafia-politica,e appunto si difende prima Cuffaro che se nn fosse stato per le intercettazioni nn si sarebbe sgamato,adesso Cosentino,indagato da 5anni è riconosciuto da più pentiti come il referente politico del clan dei casalesi.
Tutto questo per aiutare il malaffare ad andare comunque avanti indisturbato,in tutte le sue forme ecco perchè Silvio intralcia in tutti i sensi il lavoro dei magistrati,
e il conseguente svolgimento dei processi e della giustizia.
C’è un grosso problema per quanto riguarda la sanità in Veneto, regione in cui abito ed in particolare con le invalidità civili, almeno nel mio caso e come si è letto in questi giorni sul Gazzettino si è fatto notare come i medici, il settore pubblico con le categorie protette e L’INPS non compiano il loro dovere correttamente, segnando ingiustamente la sorte di persone che partono svanrtaggiate dalla nascita negando diritti dovuti e rovinando ingiustamente una vita più normale. Ha qualche proposta in questo senso?
Ora, io capisco che siamo tutti diversi e i casi sono i più disparati se non disperati e che i medici troppo spesso si confondono e partono in malafede causando disastri enormi e assegnando % d’invalidità alte a chi non le merita o % più basse a chi non le merita, ma non sarebbe il caso di fare controlli anche ai medici, all’INPS e alle categorie protette che, oltre a non segnalare i siti dove è possibile tenere d’occhio i bandi (me li hanno resi noti altre persone per puro caso), cercano addirittura di penalizzare chi oltre ad essere realmente invalido fisico (e non mentale e ci tengo a sottolinearlo specialmente nel caso lavorativo) è pure già laureato, parla più lingue e d ha molte altre doti causando l’invidia già di molte persone che cercano di penalizzarlo in quanto rappresenta una minaccia per chi è fannullone e senza nessun talento e dote? Le sembra giusto?
ESEMPIO DI CATTIVA BUROCRAZIA
Gentile Ministro,
le invio uno stralcio del DDL che il Governo della Regione Siciliana si appresta a presentare all’ARS per la riforma dell’impiego presso l’amministrazione regionale.
Vista la sua azione nei confronti dei fannulloni ed a favore della meritocrazia le chiedo un parere sull’art. 9 DDL sotto riportato (Rapporti di lavoro subordinati a termine e misure in materia di precariato) laddove parla di “trasformazione” a tempo indeterminato di tutti i rapporti di lavoro a tempo determinato.
All’interno dell’amministrazione regionale siciliana vi sono, infatti, alcune categorie di precari che non hanno mai espletato un pubblico concorso e che si trovano al vertice del comparto non dirigenziale (sostanzialmente quasi tutti in categoria D).
Con la “trasformazione” sic et simpliciter, così come dispone la norma, verrebbero scavalcati i dipendenti di ruolo, vincitori di un pubblico concorso, che si trovano in categorie inferiori.
Senza contare, poi che la Sicilia è tutt’ora sprovvista di pianta organica e non esiste la programmazione triennale del fabbisogno di personale.
Oltre tutto l’art. 9 comma 6 contiene un rinvio alla normativa statale (l’art. 2, comma 553, della legge 24 dicembre 2007, n.244) stabilendo che “resta fermo quanto previsto dall’art. 1 della legge regionale 5 dicembre 2007, n.24, nonché dall’art. 2, comma 553, della legge 24 dicembre 2007, n.244”.
In sostanza la norma stabilisce che lo Stato, in deroga a tutti i limiti previsti per le stabilizzazioni (pubblico concorso e posto in organico) autorizza la Regione Siciliana alla trasformazione a tempo indeterminato dei contratti stipulati con il personale di protezione civile proveniente da organismi di diritto pubblico individuato dall’articolo 76 della legge regionale della Regione siciliana 1° settembre 1993, n. 25.
Non le sembra questa norma leggermente incostituzionale?
Non le sembra sia il caso di abrogarla con prossima finanziaria?
La prego risponda.
Giuseppe
L. 24-12-2007 n. 244
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008).
Pubblicata nella Gazz. Uff. 28 dicembre 2007, n. 300, S.O.
Art. 2.
Comma 553. La Regione siciliana, in deroga ai limiti imposti dall’articolo 20, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e con oneri a carico del proprio bilancio, è autorizzata alla trasformazione a tempo indeterminato dei contratti stipulati con il personale di protezione civile proveniente da organismi di diritto pubblico individuato dall’articolo 76 della legge regionale della Regione siciliana 1° settembre 1993, n. 25, e successive modificazioni, già equiparato, ai sensi dell’articolo 7 della legge regionale della Regione siciliana 10 ottobre 1994, n. 38, e dall’articolo 48 della legge regionale della Regione siciliana 10 dicembre 2001, n. 21, a quello dalla stessa amministrato.
Regione Siciliana
DISEGNO DI LEGGE
Disciplina dell’impiego presso l’amministrazione regionale
……………………….omississ
ART. 9
(Rapporti di lavoro subordinati a termine e misure in materia di precariato)
1.L’Amministrazione regionale per le esigenze connesse con il proprio fabbisogno ordinario assume esclusivamente con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, seguendo le procedure previste dal Decreto Legislativo 165/2001 e dalle leggi sul lavoro subordinato nell’impresa. L’utilizzo dei contratti di lavoro flessibile è consentito nei limiti previsti dall’art. 36 del Decreto Legislativo 165/2001 e secondo la disciplina del Decreto Legislativo 368/2001 .
2. Cessato il divieto di assunzione di cui all’art. 4, l’amministrazione regionale adotta procedure concorsuali o selettive, rispetta il principio di trasparenza e imparzialità in ogni forma di reclutamento e impiego.
3. In fase di prima determinazione della dotazione organica prevista dall’art. 2 della presente legge e nel limite dei posti vacanti e disponibili della stessa, tutti i rapporti di lavoro subordinato a termine instaurati con l’Amministrazione regionale e con le Amministrazioni pubbliche le cui competenze sono state normativamente trasferite, per effetto di disposizioni normative, alla Regione, vengono, a richiesta degli interessati, trasformati a tempo indeterminato, a condizione che, in coerenza con quanto previsto dall’art. 1, comma 519, della legge 27 dicembre 2006, n. 296:
a) i relativi contratti siano stati stipulati per un periodo di tempo non inferiore a tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore all’entrata in vigore della presente legge;
b) i relativi contratti siano in corso alla data di entrata in vigore della presente legge;
c) il personale sia stato contrattualizzato a seguito di procedure selettive di natura concorsuale ovvero in forza di specifiche disposizioni di legge;
d) il servizio espletato presso l’Amministrazione regionale non sia stato valutato negativamente, in conformità alle norme contrattuali.
4. All’inquadramento nei corrispondenti ruoli si provvederà, ai sensi delle norme vigenti, alla data di entrata in vigore della presente legge, ferme restando le condizioni economiche previste nel rapporto contrattuale in corso e l’assegnazione della nuova sede di servizio secondo le esigenze di riorganizzazione dell’Amministrazione.
5. Il presente articolo non trova applicazione nei confronti del personale con qualifica dirigenziale assunto con contratto di lavoro a tempo determinato quale estraneo all’Amministrazione e, parimenti, non trova applicazione nei confronti del personale a qualunque qualifica appartenente assunto con contratto di lavoro a tempo determinato, quale estraneo all’Amministrazione, presso gli uffici di diretta collaborazione dell’Organo politico.
6. Resta fermo quanto previsto dall’art. 1 della legge regionale 5 dicembre 2007, n.24, nonché dall’art. 2, comma 553, della legge 24 dicembre 2007, n.244.
7. Il presente articolo non comporta nuova o maggiore spesa.
signor ministrosono sicura che tutto ciò che dice è giusto,ma purtroppo ifatti le danno torto vuole un esempio?La meritocrazia nella pa non esiste vedi concorso i.n.p.s35 dirigenti i funzionari che lavorano esono in prima linea sono stati tutti scartati,manon perchè abbiano sbagliato le prove,semplicemente non erano nella lista,dove invece c’erano figli di dirigenti,pupilli dei commissari,coppiadi marito e mogliedella d.g(CHE STIPENDIentreranno)Ma nonè colpa sua è il sistema che è così,del resto l’inps è stata sempre matrigna verso i suoi miglioriuomini.Parliamo dei cittadini,va bene la gentilezza ela cortesia,ma quando ci sono cittadini che ti sputano in faccia ,che pretendono cose che non puoi dargli,perchè illegali,eti minacciano,comebisogna comportrsi,o meglio come si comporterebbe ilministro brunetta?P.s.a proposito del concorso c’è il ricorso al TAR che sicuramente verrà rigettato,evada aleggersi iforum Mininterno.net magari alcune pagine indietro e capirà quale sarà il futuro dirigenzialeinps .
Giuseppe mi raccomando, o mi autoraccomando in questo caso, sottolinei bene la deroga e non la droga, rimando sempre ai Piombi venessiani.
Leggendo un POST pubblicato su FB dai miei amici professionisti del settore edile, ho trovato interessante intervenire sul tema della semplificazione amministrativa che, in edilizia, sembra risolversi con l’intervento del Ministro Brunetta sulla eliminazione delle Denunce di Inizio Attività per le opere edili, identificate quali Manutenzioni Straordinarie dal Testo Unico dell’Edilizia. In tutto ciò che è stato scritto ci sono spunti importanti ma consentitemi una riflessione.
La questione deve essere affrontata per il verso giusto. L’intervento del Ministro mira alla semplificazione normativa. Questo dovrebbe essere un vantaggio per tutti noi professionisti e, maggiormente, per i nostri clienti. In altro POST, ho ironizzato sulla questione, molto importante, di cui si discute, dicendo che si sarebbe potuto eliminare del tutto l’orpello della progettazione, affidandosi esclusivamente alla selezione di una buona Rivista di Architettura sulla quale scegliere, a piacere, affidando poi i lavori all’impresa edile per la realizzazione di quanto deciso. La mia voleva essere una semplice provocazione al singolo e sciocco provvedimento che, invece, dovrebbe essere suggerito in maniera più articolata al nostro caro Ministro, ai fini della agognata semplificazione amministrativa.
Dove sono i tecnici del nostro Governo? Qualcuno potrebbe suggerire “tecnicamente” come fare per semplificare un settore che è davvero molto macchinoso? Ci sono gli Ordini professionali, le Consulte interprofessionali, i Sindacati di settore che, scusatemi, in questo momento storico potrebbero fare la loro parte. Dove Sono? Cosa fanno?
Io vivo all’interno di un Parco Nazionale, super tutelato dalle normative di settore, con tutti gli svantaggi che ne derivano oltre, a onor del vero, con i pochi vantaggi sbandierati al momento della sua istituzione ma che ancora sono, purtroppo, molto latenti. In nome di una tutela ambientale in senso lato, molto lato consentitemi, il cittadino resta al palo! La macchina burocratica si è, invece, dotata di un altro ingranaggio. Mentre si discute su come salvare le specie protette, la specie umana si estingue. Tralasciando ogni commento ad altra occasione, sul tema ambientale, ritorniamo alla vexata quaestio.
Una qualsiasi pratica edilizia, in maggior misura all’interno delle aree protette, che sia DIA o PdC, deve passare per le forche caudine delle pastoie burocratiche italiane.
I Tempi necessari:
Nel momento in cui un progetto è pronto, bisogna esibirlo all’Amministrazione comunale competente, Il R.U.P., se tutto va bene, cura l’istruttoria in 60 gg (altrimenti i tempi si allungano). Molte Amministrazioni comunali, se pur con la funzione consultiva, conservano le Commissioni Edilizie cui sottoporre i progetti. Esiste poi la necessità di sottoporre i progetti alla approvazione di una Commissione per il Paesggio (ancora per poco a scala comunale, viste le leggi di settore che normano un regime transitorio fino al 31/12/2009) che consente, al Responsabile del Servizio, di rilasciare una Autorizzazione in materia Paesaggistica ai sensi del D.Lgs 42/2004.
La maggior parte del territorio nazionale è vincolato dal punto di vista idrogeologico ai sensi del R.D. n. 3267 del 30.12.1923 e, in Campania, le modalità di intervento vengono normate dall’art. 23 della Legge Regionale n. 11/96. Per poter operare in deroga a questo vincolo, viene rilasciata una Autorizzazione dalla Comunità Montana competente territorialmente, previo parere del Settore Tecnico Amministrativo provinciale delle Foreste (Corpo Forestale dello Stato incluso) oppure dall’Amministrazione Provinciale per i territori esclusi dalle C.M.. L’Autorizzazione si ottiene in 30 gg e, perentoriamente, nei 60 gg successivi alla presentazione della domanda l’Amministrazione comunale deve esprimersi.
Un periodo di 60 gg è necessario per il Nulla Osta (senza richieste di integrazioni), da parte della BAPPSAE, all’Autorizzazione Paesaggistica rilasciata dal Responsabile del Servizio dell’Amministrazione comunale. Un termine di 90 gg è necessario per ottenre l’Autorizzazione in materia ambientale da parte del Parco Nazionale (sempre senza richieste di integrazioni). Da notare, a questo punto, che Soprintendenze e Parchi Nazionali, Regionali o altro, duplicano un parere in campo ambientale. Le Soprintendenze, istituite quando di Aree Protette, in Italia, nemmeno si parlava, potrebbero continuare a fare il loro importante lavoro, escusivamente nel settore dei Beni Culturali, tralasciando quelli Paesaggistici, oggi egregiamente protetti e normati dalle successive istituzioni di numerose Aree Protette a diversa scala. La protezione ambientale nel territorio italiano è affidata, infatti, a 24 Parchi Nazionali, 140 Parchi regionali, 26 Aree Marine Protette, 4 Riserve Statali, 141 Riserve Regionali oltre ad altre 32 aree protette di diversa tipologia ed estensione (Aree S.I.C., Z.P.S., ed altro). Ci sono, poi, le Autorità di Bacino di rilievo Nazionale che, attraverso i propri Organi: la Segreteria Tecnica Operativa, il Comitato Tecnico ed il Comitato Istituzionale, esprimono il proprio parere in materia di difesa del suolo, risanamento delle acque etc.. Questi Organi si esprimono, in tempi incerti e lunghi spesso dettati dalla politica (vedi Comitato Istituzionale, composto quasi esclusivamente da politici, per i Piani urbanistici o per i semplici interventi edili in variante ai Piani urbanistici) o dalla disponibilità dei funzionari tecnici incaricati (vedi Comitato Tecnico per tutti gli altri progetti, ricadenti in aree a rischio frana o alluvione, che non sono poche in Italia). Ci sono, poi, i progetti che, semplicemente perché prospettano su aree di competenza, devono avere la propedeutica approvazione da parte dell’ANAS (anche una semplice insegna pubblicitaria che prospetta su una Strada Statale, deve essere approvata dall’ANAS; pensiamo a quanti piccoli centri urbani hanno, spesso, una sola strada importante su cui aprire attività commerciali e queste strade sono ancora di competenza ANAS, pur essendo interne ai centri abitati). Quando, poi, ci sono progetti di sistemazione stradale, sempre di competenza ANAS, che comprendono impianti di pubblica illuminazione, questi devono essere approvati dal CIRCOSTEL (Circolo Costruzioni Telegrafiche e Telefoniche, Ente pubblico facente parte del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni e del Ministero della Difesa) che si occupa di elettromagnetismo con tempi, oltremodo, incerti e lunghi. Ci sono, poi, progetti che interessano attività sottoposte a Prevenzioni Incendi, elencate all’interno del Decreto del Ministero dell’Interno del 16 febbraio 1982. Per tali progetti è necessario superare (sempre con tempi incerti e lunghi) un Esame Progetto da parte dei Comandi Provinciali dei VV.F.. In seguito all’esito positivo di tale esame si può procedere ai lavori e, dopo attento sopralluogo, ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi necessario per poter esercitare l’attività normata o costruire l’opera edile. Senza contare, poi, che un semplice progetto edile, ma in variante urbanistica, deve essere sottoposto a tutte le approvazioni necessarie, previste dalle norme in materia di approvazione dei Piani urbanistici: Regione, Provincia, Comunità Montana, ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente ) a scala regionale ed, in ultimo, l’approvazione in Consiglio Comunale. Tutto questo, con la produzione di una serie di “elaborati tecnici specialistici” che, per interventi pur assimilabili ai piani urbanistici perchè in variante a questi ultimi, ma a carattere puntuale, sono stati definti inutili dalle Regioni ma, per questi casi, ancora non sono stati aboliti (vedi Valutazione di Impatto Ambientale e Valutazione di Incidenza con le relative approvazioni da parte degli uffici regionali preposti).
Per essere cantierabile un progetto, in ultimo, deve passare attraverso i tempi, spesso lunghi, degli Uffici Regionali del Genio Civile a scala provinciale, dove vengono depositati i Calcoli statici delle strutture che, per le Opere Pubbliche, sono sempre essere sottoposti a controllo mentre per le opere a carattere privato i controlli avvengono in seguito a sorteggio.
Sempre se qualche passaggio non mi è sfuggito, questi sono i procedimenti amminstrativi in vigore in Italia e direttamente collegati al settore edilizio.
Esiste una legge in Italia, la Legge n. 241/1990, che prevede la Conferenza di Servizi. Questo procedimento semplificato viene indetto quando l’amministrazione procedente deve acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi comunque denominati da parte di altre amministrazioni pubbliche. Forse questa procedura non viene attuata in modo corretto o, meglio, andrebbe modificata a vantaggio della semplificazione amministrativa per cui è nata.
A questo punto una riflessione: è proprio necessario abolire i progetti per opere di Manutenzione Straordinaria ai fini della semplificazione amministrativa?
in questa foto, che è presa da un’angolazione che non è la migliore e che non rende bene, il Ministro somiglia vagamente alla Tata della trasmissione SOS Tata.
Credo che i fannulloni delle PA possano orami solo accendere una candela
Sig. ministro è vero che un dipendente della p.a.che ha avuto o ha rappoti con organizzazioni sindacali, non può rivestire compiti di gestione del personale? Praticamente non può essere capo ufficio del personale? Se è così è una gran bella cosa. Grazie.
Effetti degli INCENTIVI ai dipendenti della P.A. nella mia città:
1) l’importo delle opere gestite direttamente dai tecnici della P.A. è sempre altissimo, 2) il tecnico è sempre fuori per sopralluoghi, 3) lo stipendio del tecnico si raddoppia; 4) il lavoro per i liberi professionisti diminuisce; 5) il clientelismo aumenta.
Poichè, inoltre, il tecnico della P.A., dedica al cantiere solo le ore d’ufficio, il controllo sull’operato dell’impresa è limitatissimo (con le conseguenze che conosciamo) e si instaura sempre una amichevole complicità tra impresa e tecnico (do ut des), la qualità del lavoro non è mai ottimale.
Egregio Ministro, le chiedo: non sarebbe ora di eliminare del tutto questi incentivi assolutamente fuori luogo, che costano un patrimonio in termini economici e sono deleteri per il buon funzionamento della P.A.?
Vorrei rispondere ad Alba, per “consolarla”. In Italia tutti i concorsi sono gestiti allo stesso modo di quello dell’INPS. Le commissioni sono “Comitati di gestione”. Quando chiamano in commissione i prof universitari, ad esempio, vincono il concorso i loro alunni. Saranno pure meritevoli, ma non è equo nei confronti di quelli altrettanto o più meritevoli il cui prof è andato in pensione e non conta più niente o non è per niente amico di qualcuno della commissione. Uno schifo! Perché migliaia di persone si fanno viaggi, spendono soldi, per partecipare a delle farse e scoprire che il tema era già noto ad alcuni partecipanti. E potrei citare il concorso a cui mi riferisco.
Maglio sarebbe se nei concorsi si facessero dei quiz a risposta multipla estratti a sorte tra migliaia di domande formulate da tantissimi commissari delocalizzati rispetto alle sedi dei concorsi.