L’intervista al Corriere: “Basta ai veti di Tremonti, ha commissariato il governo”

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Intervista di CAZZULLO – «La nave va. L’Italia ha attraversato i marosi della crisi me­glio degli altri. Nella burrasca abbia­mo avuto meno morti e feriti, sono cadute meno suppellettili. Ora ab­biamo uno slot spazio-temporale d’eccezione: un’occasione straordi­naria. Possiamo uscire dalla crisi con le riforme, con la modernizza­zione. Ma dobbiamo aprire una fase nuova. Cambiare cultura e filoso­fia. Darci una nuova politica eco­nomica ».
Ministro Brunetta, sicuro che la crisi sia finita? Le crona­che ci parlano di gravi sofferen­ze sociali, di aziende in difficol­tà, di operai senza lavoro.
«Non abbiamo avuto una crisi bancaria, una crisi sindacale, e nep­pure una vera crisi sociale. I lavora­tori dipendenti hanno mantenuto se non aumentato il loro potere d’ac­quisto, tranne alcune frange; ma gli ammortizzatori sociali hanno fun­zionato. Tutti i comparti della nave sono in sicurezza. La politica econo­mica e finanziaria fatta nell’attraver­samento della crisi è stata efficace. Il ‘rigore conservatore’ di Tremonti ha funzionato. Del resto, bastava di­re no: non fare, non spendere, bloc­care tutto; chiudere i boccaporti. Ora però bisogna cambiare passo. Passare da un metodo all’altro. Scio­gliere le vele, far ripartire i motori».
Ricominciare a spendere, a co­sto di far saltare i conti pubblici?
«No. Passare dal rigore conserva­tore al rigore selettivo, moderniz­zante, intelligente, capace di decide­re. Sbloccare gli investimenti. Il pia­no per il Sud. La green economy. La banda larga. Le riforme: perché le ri­forme della scuola e della giustizia non possono funzionare senza risor­se. Ogni componente del governo deve poter esplicare le proprie po­tenzialità: l’ambiente, l’università, la sicurezza, il welfare, la sanità, lo sviluppo economico, le infrastruttu­re. Invece il ministro Tremonti eser­cita un potere di veto sulle iniziati­ve di tutti i ministri. Un blocco cie­co, cupo, conservatore, indistinto. Incapace di distinguere, ad esem­pio, tra i Comuni indebitati e i Co­muni virtuosi, che potrebbero spen­dere ma non possono a causa del­l’interpretazione rigida del patto di stabilità interno».
Tutti i ministri la pensano come lei?
«Sì. Tutti soffrono per il potere di veto di Tremonti. Un po’ meno quelli della Lega, per ragioni non fi­losofiche ma opportunistiche: so­no trattati un po’ meglio, anche se non benissimo».
Dice così per lo scontro che ave­te avuto nello scorso Consiglio dei ministri? Cos’è accaduto vera­mente?
«Dopo che il Consiglio dei mini­stri ha approvato il testo della Carta dei doveri della Pubblica Ammini­­strazione, Tremonti, anziché limitar­si ai rilievi tecnici, ha rimesso in di­scussione l’intero impianto. Così ha straripato rispetto alle sue compe­tenze. Io non ho mai detto nulla su provvedimenti di sicuro populismo ma dal dubbio impatto economico, come la Social card o la Robin Hood tax. Ma Tremonti ha di fatto com­missariato, sia pure a fin di bene, l’intero governo. Con la ripresa, pe­rò, non può più sostituirsi al Consi­glio e al presidente Berlusconi: non è questo che vogliono gli italiani. I disegni di legge si approvano in Consiglio dei ministri, non nelle se­grete stanza del ministero dell’Eco­nomia. È per questo che abbiamo li­tigato, ed è per questo che porterò avanti la Carta dei doveri, nella ver­sione approvata dal Consiglio».
È sicuro che non costi nulla?
«Certo. La cortesia, la semplicità del linguaggio, la lotta alle molestie amministrative non costano, e san­zionare le omissioni aumenta la pro­duttività, non gli oneri. Si è voluto ridicolizzare l’obbligo della corte­sia. Ma non credo che un sorriso in più a un cittadino che fa la fila allo sportello possa compromettere il funzionamento della Pubblica am­ministrazione, tanto meno il bilan­cio dello Stato. A me sembra piutto­sto che il ministro Tremonti voglia difendere la sua scortesia».
Non è che lei ne fa una questio­ne personale?
«No. Ho aspettato dieci giorni a parlare proprio per depurare tutto. Conosco Tremonti da una vita. Il problema non è un carattere più o meno iracondo, non è che abbia mi­nacciato di ‘prendermi a calci’: quelle sono sovrastrutture, che su di me incidono pochissimo. Il pro­blema è politico. Ne va del bene del governo e del Paese. Oggi, ogni provvedimento di qualsiasi mini­stro deve avere il ‘bollino’ del Teso­ro.
Ma la legge impone che la ragio­neria dello Stato eserciti un control­lo tecnico e oggettivo. Invece man­cano regole su metodi, dati e fonti della verifica. Ti rispondono sì o no senza vincoli di tempo né giustifica­zioni. Il Tesoro esercita un egemoni­smo leonino, opaco, autoreferenzia­le. Una iattura. E lo dico convinto di interpretare lo spirito dell’interno governo».
E Berlusconi?
«Percepisce questo come un pro­blema. E ne vede le due facce: quel­la positiva, la tenuta nella tempesta; e quella negativa, l’inerzia nella quiete. Invece il governo deve proce­dere subito, a 360 gradi. Il primo test sarà il piano per il Sud, concepi­to con il sistema hub and spokes, con un centro forte — il mozzo del­la ruota: Palazzo Chigi, il ministro Scajola — e tanti raggi quanti sono i ministeri, che finora hanno subito pesanti discriminazioni. Invece è il momento di suscitare ogni energia. Di aprire una grande discussione nel Paese, che coinvolga tutte le in­telligenze. Comprese quelle, tanto vituperate, degli economisti».
Diranno che lei attacca Tremon­ti per prenderne il posto.
«Io sto bene qui, dove combatto una battaglia epocale per la moder­nizzazione dello Stato. Non ho ambi­zioni personali. Gli riconosco il me­rito di aver tenuto la barra. Ma il per­durare della chiusura ora diventa un blocco. Per le banche, le impre­se, le famiglie, la burocrazia. Il go­verno è stato commissariato; ma quando esci dalla bufera questo non è più possibile. Non è più tem­po di Social card, banca per il Sud, Tremonti bond, grattaevinci antie­vasione: tutte strutture di vario suc­cesso, che ormai appartengono al passato. Prima della crisi, l’Italia ave­va un differenziale di crescita del 30% rispetto al resto d’Europa: se gli altri crescevano di 3 punti, noi di 2. Nella crisi siamo scesi come gli al­tri: il differenziale è stato azzerato in negativo. Ora dobbiamo crescere come gli altri, azzerare il differenzia­le in positivo. E il federalismo fisca­le da solo non sarà la soluzione. An­zi, rischia di peggiorare le cose».
Vale a dire?
«Se lo vareremo senza aver fatto le riforme economiche e quelle isti­tuzionali, senza aver modernizzato le burocrazie e il sistema politico, non faremo che creare altri centri di spesa».
Vede elezioni anticipate?
«Non ci credo. Sarebbero l’unica soluzione se venisse meno la mag­gioranza. Ma il Paese vuole il contra­rio. Sessanta milioni di italiani ci chiedono il cambio di passo, lo svi­luppo, il cambiamento. Le elezioni anticipate sarebbero un ulteriore blocco».

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24 Commenti a “L’intervista al Corriere: “Basta ai veti di Tremonti, ha commissariato il governo””

  1. gianluca scrive:

    La vera battaglia epocale è quella di ridurre gli innumerovoli ed inimmaginabili privilegi che godete, nonchè ridurre il numero di parlamentari, calmierare lo stipendio,elimanare la pensione dopo appena 30 mesi,ecc. ecc.
    Quando farà qualcosa di tangibile in questa direzione potrò darle, forse, un minimo di fiducia.

  2. verità scrive:

    concordo decisamente, ancora co ste cavolate che non c’è stata crisi sociale e c’è potere d’acquisto e bla bla bla, ma chi se le beve ste stronzate? La verità è che l’80% degli italiani non riesce ad arrivare a fine mese, però l’importante è dire che la crisi è passata!!!

  3. mario scrive:

    questa è l’ennesima dimostrazione che Brunetta è solo un pagliaccio populista… come mai dopo aver asserito di rappresentare la voce dei ministri e di SB il giorno dopo è stato puntualmente smentito dal portavoce del suo governo??????
    Che uomo patetico

  4. Massimo Lucangeli scrive:

    La verità è che questo Governo ha commissariato il Paese, paralizzato da baruffe di cortile – Tremonti contro Brunetta, Fini contro Berlusconi. Siamo ormai alle beghine del PdL, dalla lotta per le poltrone damascate siamo passati alle lotta per le seggiole in paglia. Giornalmente questi signori ci scaricano addosso barili di demagogia, mentre gli altri Paese europei, che sono tutti più seri di noi, operano con il consenso della parti sociali per andare oltre la crisi, uniti. Tremonti ogni 20 minuti ci annuncia che la crisi è superata (in questo credo vanti un record mondiale), i suoi omologhi ministri europei invece dicono ai loro concittadini: “ancora 1 anno di lacrime e sudore”. Massimo Lucangeli

  5. LIBERA VOX scrive:

    «Non ho ambizioni personali. Io sto bene qui – assicura brunetta – dove combatto una battaglia epocale per la modernizzazione dello stato». Ed eccolo il risultato della sua “battaglia”: le assenze per malattia dei dipendenti pubblici hanno fatto il pieno nel mese di ottobre. Crescita netta del 28,3%, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Picchi soprattutto nel settore dell’istruzione con un preoccupante +41,1% per gli insegnanti e +38,8% per il personale tecnico-amministrativo.I dati, spiega il ministero della pubblica amministrazione in una nota, risentirebbero anche del picco attuale del virus H1N1. Una scusa che non basta a prendere per il naso i cittadini. Secondo il Ministero, la crescita delle assenze per malattia avrebbe diverse spiegazioni: oltre ai fattori di tipo sanitario, concorrono “l’aggiustamento dei comportamenti individuali” e una “ripresa dei comportamenti opportunistici”. Ma la verità sta nel fatto che brunetta ha fallito! Ci aveva garantito una macchina pubblica efficace ed efficiente, come una Ferrari, ma qui gli uffici pubblici fanno acqua da tutte le parti! I “fannulloni” hanno preso le contromisure, si sono organizzati e sono tornati alla carica. Quando il gatto non è… all’altezza della situazione, i topi ballano, e con loro sono tornate a ballare le assenze per malattia. La cura-brunetta non funziona proprio per niente nella Pubblica Amministrazione, dove i danni del suo operato sono sotto gli occhi di tutti, figuriamoci se gli lasciano mettere becco nelle “casse dello stato”, allora sì che siamo rovinati!!!

  6. Carlo MS scrive:

    Al di là delle incomprensioni personali il problema esiste ed è grave. Come vogliamo uscire dalla crisi? Bloccando tutto in attesa di tempi migliori? con gli investimenti e gli incentivi che andavano bene negli anni ‘50 (grandi opere e incentivi sulle auto)? o piuttosto con l’innovazione, la ricerca, la larga banda, le riforme? E basta con la favoletta delle riforme a costo zero: le riforme sono necessarie, avranno un costo che sarà recuperabile, se le facciamo bene e le monitoriamo, in alcuni anni, ma ora richiedono scelte coraggiose.
    E’ lo spreco che dobbiamo combattere, non la creazione di valore.

  7. gianluca scrive:

    sig. libera vox, i dati sulle assenze bisogna prenderli con le pinze ed inoltre vanno studiati come si deve.Ma comunque,non è che grazie alla mannaia indiscriminata ed alle offese gratuite per tutti alcuni seri lavoratori hanno pensato bene di dire” ma chi me lo fa fare? mi spacco il culo per essere denigrato dal ministro e sopratutto dai cittadini? la patria la salverà qualcun altro!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  8. LIBERA VOX scrive:

    Caro gianluca, qualora lei volesse meglio argomentare le sue opinioni scriva tranquillamente al nostro sito http://liberalvox.blogspot.com. PUBBLICHEREMO IL SUO ARTICOLO!

  9. MisterNo scrive:

    Caro collega gianluca, caro collega LIBERA VOX, ecco un interessante articolo del quotidiano Il Sole 24 Ore su una elaborazione statistica realizzata dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre (associazione di categoria aderente a Confartigianato!!!!) su dati della Ragioneria Generale dello Stato!!!!!!

    “Il comunicato arriva fresco fresco per email . E’ dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, e, sorpresa, sfata lo stereotipo del dipendente pubblico fannullone, riabilitando questa categoria di lavoratori.
    I giorni medi di assenza per malattia nella pubblica amministrazione (escluse le assenze per maternità), si legge, sono stati nel 2006 pari a 11,54, mentre gli operai del settore metalmeccanico ne hanno registrati 9,6. Il differenziale di assenza in più a carico degli statali quindi è appena di 1,94 giorni.
    Nel 2006 la spesa dello Stato per l’assenteismo è stata di 4,064 miliardi di euro.
    Le differenze tra i vari settori del pubblico impiego non mancano, aggiungono gli artigiani. Nei ministeri l’assenza media è stata di 14,31 giorni, nella scuola soli 9,66 giorni mentre tra i dipendenti delle Regioni a statuto speciale e le Province autonome i giorni di lavoro persi sono state 7,31. Poco più di 13 giorni, invece, si sono toccati nei Corpi di polizia (13,31) e nelle Agenzie fiscali (13,11). 12,95 giorni di malattia si registrano tra i dipendenti della Presidenza del Consiglio, 12,73 nelle Regioni e nelle Autonomie locali, 12,69 negli Enti non Economici, e 12,40 nella sanità. In coda alla classifica troviamo i lavoratori degli Enti di ricerca (11,38) e di seguito la scuola e le Regioni autonome. Il maggior costo per l’assenteismo è a carico della sanità che ha toccato 1,164 miliardi di euro e della scuola, dove le assenze sono costate 1,076 miliardi di euro.
    E così il vulcanico segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi si fa inedito difensore dei dipendenti della Pa. Gli stessi che, invece il professor Pietro Ichino nei suoi articoli e libri accusa e indica alla pubblica riprovazione: “Non è vero – commenta Bortolussi a margine dei dati – che sono troppi e che non lavorano. Caso mai il problema è la loro cattiva distribuzione e i livelli di efficienza che non sono sempre imputabili ai singoli lavoratori ma alla cattiva organizzione degli uffici” (fonte: Il Sole 24 Ore – JobTalk di Rosanna Santonocito – 26/01/2008)

  10. dario iannelli scrive:

    x gianluca: è ministro alla pubblica amministrazione … e di questo si sta occupando!
    x mario: Brunetta non ha mai ritirato quello che ha detto. è l’unico politico che quando fa un errore dice : ho sbagliato, torno indietro e ci riprovo, al contrario degli altri
    X liberavox: la riforma brunetta è entrata in vigore da fine ottobre…dagli tempo…poi l’H1N1 o altra influenza ha davvero preso tutti, non c’è dubbio. altra cosa adesso gli impiegati pubblici si spaventano anche di mettersi in malattia perche’ gli tolgono i soldi dallo stipendio, al contrario di prima….quindi direi che il risultato c’è!

  11. gianluca scrive:

    Per Dario:
    Io lo so ci che Ministero fa parte, ma gli piace ficcanasare nek ministero degli altri. Indice di arroganza e poco rispetto altrui.
    Brunetta anche lui è un buon bugiardo, solo che mente bene facendo cascare molti, in particolare i suoi fans, nel tranello.
    La riforma Brunetta è appena entrata in vigore e, a parte il fatto di essere circondato da un sacco di consulenti, poteva partorire qualcosa di più concreto. Comunque meglio questo che niente? Può DARSI,ma per quanto riguarda Il personale ha sbagliato all’inizio e sbaglia ancora adesso. FORSE CREDE CHE TUTTI POSSANO ESSERE COME LUI QUANDO ERA ALLE DIPENDENZE DELlA P.A. ED ERA UN SIG. NESSUNO!

  12. gianluca scrive:

    DAL SITO DI LIBERA VOX:
    Abolire la pausa pranzo dei lavoratori. Non è la solita sparata di brunetta, ma l’esternazione di un altro ministro: Gianfranco Rotondi, responsabile dell’Attuazione del programma del governo. Motivo? “Le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare. Chiunque svolga un’attività in modo autonomo, abolirebbe la pausa pranzo. La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l’Italia”.
    INOLTRE un altro Ministro, Sacconi, vuole mettere mano allo statuto dei lavoratori.
    Lavorare senza mangiare e magari essere licenziati se non si bacia i piedi al padrone. Chissà se saranno contenti tutti i privato che su questo blog battano le mani.

  13. mario scrive:

    Caro Dario Iannelli mi sà che su il caro Brunetta non sei molto informato…
    Mi pare che sia lui quello che fà le crociate contro i consulenti…. bene, ne ha assunti parecchi tra i quali brilla il magnifico GIANNI DE MICHELIS (ti ricordi chi è)…

    Mi pare che sia il paladino antifannulloni…. bene, vai a vedere i suoi dati di assenteismo sia all’Europarlamento che al comune di Venezia (nel quale nel 2002 ha addirittura fatto solo 11% di presenze)..

    Quindi caro il mio Dario, posso capire che il populismo di questo nano possa averti colpito, ma informati per piacere che è un esercizio che fà bene alla mente umana… PS per fare le riforme (se così si possono chiamare) mi sà che serve la copertura finanziaria e vuoi vedere che mammolo si è irritato quando si è accorto che i suoi proclami erano aria fritta in quanto non sostenibili economicamente????????? non farti prendere per il c….. per piacere…. che è quello che sanno fare meglio…

  14. gino scrive:

    professore
    condivido ,però attenzione agli sperperi , se pianto una pianta mangio i frutti per anni , se pago solo degli stipendi è un brutto film già visto.
    è il momento di provarci

  15. ugoz scrive:

    ministro brunetta, se vi servono soldi per “agganciare la ripresa”, riempite di tasse i comunisti perchè loro le tasse le amno da morire come ha sostenuto a più riprese padoa schioppa nel precedente governo. a dire il vero bisognerebbe prendere tutti i politicanti di mestiere, comunisti compresi, che hanno contribuito da 60 anni fa e fino al 1994 ad indebitare l’italia, scelleratamente, fino all’inverosimile!

  16. ugoz scrive:

    ministro brunetta, l’italia, i politicanti di mestiere, comunisti compresi, la hanno dissanguata! e stanno ancora adesso a chiedere soldi allo stato per tutto, fregandosene del deficit astronomico che abbiamo e fregandosene dei richiami che abbiamo in continuazione dai vari organismi economici internazionali a tale proposito, UE compresa ovviamente!! per quanto riguarda l’assenteismo, ministro brunetta, tenga sempre presente che i più grandi assenteisti d’italia sono stati e saranno sempre i comunisti, infatti dove regnano loro è tutta inefficienza e sperpero di pubblico denaro! è inutile che faccia uno delle migliaia di esempi possibili, tanto lei li conosce meglio di me. basti pensare come i comunisti hanno mandato allo sfascio ALITALIA!!!! meno male che è intervenuto berlusconi salvando la compagnia che era fallita e salvando così anche i 15 mila dipendenti comunisti che con la collaborazione dei loro 9 sindacati l’avevano sfasciata!!! c’è da aggiungere altro, ministro brunetta??

  17. berlusconicomunista scrive:

    Ministro brunetta, si, riempa di tasse i comunisti perchè tanto sono gli unici che le pagano. I fascisti berluscones sono evasori totali e, se fosse per loro, l’italia andrebbe a picco. Poi però, quando c’è da sfruttare i servizi dello stato, i berluscazzo sono i primi a farlo.
    Sui politici che hanno governato l ‘italia per 60 anni invece, andrei cauto. Ora sono tutti riciclati nel pdl perchè il pdl naturalmente è il partito dei ladri. Solo uno è sfuggito ed è ancora latitante, craxi, il caro amico dell’altro latitante che prima o poi andrà in galera.
    Il 5 dicembre tutti a roma. I berluscazzo si stanno cagando sotto tant’è che non riescono nemmeno a fare la contromanifestazione, dopo i proclami iniziali.

  18. berlusconicomunista scrive:

    Facciamo degli esempi?
    Bene, le regioni con la sanità migliore sono toscana, emilia romagna, marche e umbria. Questi sono numeri, non le stupidate dei berluscazzo.
    Vogliamo invece parlare dello sperpero e del clientelismo della sanità lombarda?
    Grazie all’idiozia propagandistica di berlusconi e alla demenza dei berluscazzo che lo hanno votato, alitalia costerà un botto agli italiani. Ma questo tanto ai berluscazzo non interessa, tanto loro campano sulle spalle degli italiani onesti e lavoratori, CIOè DI COLORO CHE PAGANO LE TASSE E QUINDI ANCHE ALITALIA. I berluscazzo non pagano le tasse e quindi nemmeno alitalia.

  19. ugoz scrive:

    ministro brunetta, grazie a berlusconi alitalia dall’anno prossimo, molto probabilmente, tornerà attiva e tornerà a pagare le tasse allo stato. ministro brunetta, grazie a berlusconi alitalia non sarà più un buco nero per le casse dello stato italiano, anzi come le tante aziende attive contribuirà a riempirle e ne abbiamo tanto bisogne. ministro brunetta, gra zie a berlusconi con alitalia abbiamo fatti due guadagni: uno lo stato non tirerà più fuori un solo euro, due lo stato riceverà degli euro pagati in tasse da alitalia!! ministro brunetta, questa è una delle tante magie di berlusconi, da un’azienda decotta e stradecotta a cauysa dei comunisti italiani ha tratto il massimo bene possibile!! ah dimenticavo, ministro brunetta, grazie a berlusconi alitalia continua ad essere una compagnia italiana!!

  20. ugoz scrive:

    per quanto riguarda l’assenteismo, andiamo a controllare i dati dei dipendenti alitalia, tutti comunisti o quasi, negli anni in cui alitalia costava quattrini a palate allo stato italiano. più assenteisti dei comunisti italiani non esiste nessun altro al mondo! i comunisti italiani di alitalia supportati magistralmente dai loro NOVE sindacati sono stati così assenteisti che la compagnia l’hanno fatta STRAfallire, come tutti noi sappiamo benissimo!! se non ci fosse stato berlusconi i libri contabili di alitalia erano solo da portare in un tribunalre fallimentare e così tutti i 15 mila dipendenti comunisti avrebbero perso il postio di lavoro!! e gli stava solo bene, perchè se lo erano abbondantemente per il loro atteggiamento altamente assenteista e menefreghista nella compagnia!!

  21. berlusconicomunista scrive:

    Ministro, ma lei dov’era quando berlusconi ha confezionato la truffa alitalia?
    L’alitalia costerà agli italiani che pagano le tasse (i berluscazzo ad es non le pagano perchè loro sono più furbi) tantissimo. Insomma, berlusconi ha introdotto una nuova tassa.
    Senza considerare poi, che fra qualche tempo sarà venduta lo stesso e nel mentre, qualche amico di berlusconi ci avrà speculato sopra.
    Infine, tutto questo giro è stato fatto per avere più licenziamenti dell’ipotesi airfrance.
    In pratica berlusconi ha preso per il culo tutti, come sua solito. poi naturalmente, siccome i berluscazzo sono evasori, a loro non interessa che con berlusconi gli italiani pagheranno una tassa in più.

  22. berlusconicomunista scrive:

    I sindacati alitalia più forti erano tutti di destra.
    Evidentemente i dipendenti alitalia sono tutti fascisti e democristiani. Insomma, gente della peggiore specie.
    Quindi, se alitalia non funzionava, è perchè i suoi dipendenti fascisti non lavoravano.
    Riassumendo: alitalia aveva dipendenti fascisti e scansafatiche (perchè i fascisti oltre ad essere evasori, sono anche lavativi) che sono stati fregati dal loro berluscazzo.
    Certo, i comunisti non fanno distinzione, aiutano tutti, e invece berlusconi lo mette in quel posto pure ai suoi.
    Ah, ah, ah.

  23. ugoz scrive:

    ministro brunetta, abbiamo visto all’estero la grandissima stima che hanno verso i comunisti d’italia!! abbiamo visto come il grandissimo d’alema è stato fatto fuori proprio dai suoi amici europei di sinistra!! dall’amico e COMPAGNO Shulz persino!!! ah, ah, ah, ah,ah, ah!!!

  24. berlusconicomunista scrive:

    Ministro brunetta, abbiamo visto all’estero la stima che hanno dei fascisti!!
    A berlusconi sono rimasti solo gheddafi, un dittatore pazzo, i fondamentalisti arabi, e putin, che uccide giornalisti e compie stragi di massa in ossezia e georgia.
    Tutti i giornali esteri ridono di noi italiani che abbiamo eletto un puttaniere gran consumatore di viagra che porta le donnine a palazzo grazioli e poi li fa anche ministro.
    Per non parlare della corruzione, dell’evasione fiscale e del conflitto d’interessi.
    La povera italia non viene nemmeno piu invitata alle riunioni importanti. Finchè c’è da decidere del nulla silvio viene invitato, perchè per intrannere gli ospiti è bravo ( come giullare di corte è fantastico), quando invece ci sono gli incontri importanti…..ciao ciao.

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