“A chi giova negare l’impegno del governo e del ministro a favore del comparto sicurezza-difesa?”

Foto di Ambrosiana Pictures
In una note il portavoce del Ministro Brunetta, Vittorio Pezzuto risponde alle contestazioni avvenute ieri. Riportiamo la prima parte del testo.
“Resta davvero difficile comprendere per quale motivo i rappresentanti del comparto sicurezza-difesa abbiano individuato nel ministro Brunetta il capro espiatorio delle loro proteste. Se si raffrontano le misure di razionalizzazione della spesa adottate per tutto il pubblico impiego con quelle specifiche del settore, si può infatti facilmente constatare come il comparto sicurezza-difesa abbia rappresentato per il Governo una peculiarità specifica. E’ stato infatti proprio il ministro Brunetta a decidere che nell’ambito della lotta all’assenteismo venissero introdotte specifiche deroghe per il comparto sicurezza-difesa al nuovo e generale regime di malattia dei dipendenti pubblici.
E’ stato proprio il ministro Brunetta a decidere che si escludesse questo comparto dal taglio del 10% sui fondi di amministrazione delle risorse destinate alla contrattazione integrativa. E’ stato infine proprio il ministro Brunetta a decidere che la componente sindacale di questo comparto venisse esclusa dalla riduzione del 15% dei distacchi, delle aspettative e dei permessi sindacali che è stata invece già attuata nel restante settore statale. Va poi sottolineato come, sia pure a fronte della grave situazione finanziaria del Paese, siano state appostate specifiche risorse per procedere, in deroga alla normativa vigente, a nuove assunzioni nel comparto”.
Clicca quì per leggere il testo integrale.
Tag: brunetta, difesa, panzoni, polizziotti, proteste, sicurezza
Seguimi su Twitter
Collabora su Facebook
Guarda il mio canale YouTube
Segui questo blog con i feed















Brunetta stà sui Maroni anche alla Polizia ???
Ebbene si !!!
MINISTERI CHIUSI D’ESTATE COME LE SCUOLE!
La “Cura Brunetta” si è sciolta come neve al sole. Nonostante l’estate, i dipendenti pubblici hanno continuato ad ammalarsi come se fuori ci fossero 5 gradi sotto zero, e le assenze dal lavoro sono cresciute del 10,7% rispetto ad un anno fa. Il «più dieci» davanti alla voce sui giorni di malattia, infatti, si accompagna al 13,6% di aumento delle assenze prolungate, cioè quelle superiori ai dieci giorni. Le assenze crescono in quasi tutti i settori della pubblica amministrazione. Ci sono le epidemie di ‘nasi chiusi’ e ‘febbre alta’ tra i dipendenti delle Aziende Ospedaliere, con aumenti del 19,8% di assenze brevi e del 25,3% di quelle superiori ai dieci giorni, e dei funzionari dell’Agenzia del Demanio, che hanno passato il 32,2% in più del loro tempo a casa. Le assenze prolungate sono cresciute anche nei Ministeri, nelle Agenzie Fiscali e nella Presidenza del Consiglio: tutte insieme sono aumentate del 21,7%. Sono stati più spesso a casa anche i funzionari degli Enti previdenziali: 6,3% di ore in più per chi lavora all’Inps e all’Inail. Ma ci sono anche i virtuosi. Gli stacanovisti del fancazzismo: quelli che non si ammalano mai, neanche per sbaglio, quelli che stanno meglio in ufficio che a casa, lontano da mogli, figli e suocere petulanti più del capoufficio: giornale, internet, caffè, sigaretta, aria condizionata, telefono, qualche ora di straordinario in più da fottere ai colleghi che stanno in ferie e collega che in estate non solo si scopre di più, ma che diventa anche un po’ più… ‘disponibile’! Insomma una vera pacchia! Forse il ministro della DISfunzione Pubblica, azzittito in questi ultimi mesi dalle lotte intestine al partito dell’Amore, farebbe meglio a chiuderli i Ministeri nel periodo estivo, proprio come fanno le scuole! Ci farebbe senz’altro più bella figura e il risparmio per l’erario sarebbe garantito!