PORTAVOCE BRUNETTA A VIRZI’: “BASTA CON I QUATTRINI PUBBLICI CHE SERVONO A MANTENERE IL CETO PARASSITARIO E AUTOREFERENZIALE DEI TANTI ARTISTI IMMAGINARI”

NOTA DEL PORTAVOCE DEL MINISTRO
Ma quale Shoah culturale! Privo di una sceneggiatura credibile, il regista Virzì rinunci almeno all’utilizzo maldestro di termini troppo tragici e impegnativi nella rabbiosa difesa della sua corporazione. Apra gli occhi e abbia finalmente il coraggio di osservare la realtà nella quale da tempo si trova immerso: la stragrande maggioranza dei cinematografari italiani non produce cultura ma solo più o meno buono cinema, e comunque contrabbanda come arte quello che è semplice spettacolo. Privi di ogni senso di autocritica, questi signori pretendono di continuare a ricevere soldi pubblici per realizzare spesso scadenti prodotti di intrattenimento che non riuscirebbero altrimenti a misurarsi col mercato.
Il sindacalista Virzì metta in pace il cuore che batte sotto il suo portafoglio: i cittadini stanno dalla parte di Brunetta perché sono stufi di veder sperperati  i propri soldi per film che non vengono nemmeno distribuiti nelle sale (è successo a ben 49 pellicole su 59 finanziate nel 2008, come ha ben ricordato ieri Enrico Marro sul Corriere della Sera). Quattrini che servono solo a mantenere il ceto parassitario e autoreferenziale dei tanti artisti immaginari. Quelli, per intenderci, che sono sempre pronti a denunciare all’estero il ritorno del ‘regime’ in Italia ma che poi – sotto sotto – rimangono i più accaniti nostalgici del meccanismo di finanziamento a priori di un’opera filmica, tipico del fascismo e di tutti i regimi autoritari.

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