Brunetta: ora una riforma dell’età pensionabile anche nel settore privato

Pubblichiamo a seguire un’intervista rilasciata dal Ministro Brunetta a “ilsussidiario.net”.
Ministro, al di là delle ultime polemiche la accusano di puntare molto sulla comunicazione e sull’effetto annuncio, non crede che fare subito riforme così avanzate come quelle che lei in parte ha fatto e in parte continua a proporre, si riveli controproducente per le stesse riforme e scateni ancor più le forze conservatrici?
Pensare di conquistare l’innovazione e il cambiamento in accordo con la conservazione è un’illusione pericolosa, che condanna all’immobilismo. No, non credo affatto di avere esagerato, semmai, talora, mi rimprovero di non avere ancora osato abbastanza. In quanto all’uso degli annunci, trovo che il rilievo è davvero curioso: e che dovrebbe fare, un governo, promuovere le riforme nella riservatezza, quando non nella segretezza? Finché ho un qualche ruolo pubblico gli avversari si rassegnino, perché prediligo la trasparenza.
Il governo ha elevato l’età pensionabile delle donne nel pubblico da 60 a 65 anni e ha introdotto lo spostamento in avanti dei requisiti anagrafici per l’accesso a partire da 2015. Se questa è una “mini-riforma” molto importante, lei stesso però ha invocato «un check-up del sistema pensionistico che uscirà dopo queste modifiche». Vuole anticipare alcuni tratti salienti o alcune direzioni obbligate di questo “controllo di salute” del sistema?
L’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, nel pubblico impiego, ci è stato imposto da una sentenza della Corte Europea di Giustizia, che ci aveva condannato per aver discriminato gli uomini. Sembra quasi uno scherzo, ma è così. Ciò non toglie che sia un giusto provvedimento e, a questo punto, trovo naturale che il problema si ponga anche nel settore privato, perché, in caso contrario, avremmo una discriminazione interna, a sfavore delle donne che lavorano per l’amministrazione pubblica.
Il Codice delle autonomie è stato approvato, tanti enti intermedi sono stato aboliti ma le province sono rimaste. È innegabile che i contorni e i ruoli dell’amministrazione provinciale si sono sempre più appannati e per molti cittadini sono inspiegabili e sinonimo di spreco. Cosa dovrebbero essere le nuove province? Lei come vorrebbe ridefinirne la funzione?
Non credo che la soluzione migliore possa essere quella di eliminare alcune province, magari quelle di più recente istituzione. Non esistono infatti province di serie A e province di serie B, esistono invece enti che così come sono attualmente organizzati appaiono ridondanti e inutili. Attenzione: non va eliminata la provincia in quanto tale, anche perché per riuscirci occorrerebbe una specifica modifica della Costituzione. La mia proposta è invece quella di trasformarle in enti di secondo livello: consigli e giunte di più ridotta composizione, i cui membri vengano direttamente eletti dai consiglieri di tutti i Comuni facenti parte del territorio provinciale. Oltre alla riduzione dei costi della politica, in questo modo si otterrebbe una vera rappresentanza territoriale degli eletti, non più portatori di interessi puntuali ma semmai di interessi diffusi sull’intero territorio provinciale.
Lei ha detto che «le Regioni a statuto speciale godono di un privilegio finanziario che andrebbe eliminato» e ha invocato una par condicio per quanto riguarda le risorse. Se la sua riforma della Pa veniva giudicata impossibile e ancora oggi è impopolare, che dire di una proposta simile…?! Da dove cominciare?
La popolarità delle proposte non deve essere misurata dalla quantità di applausi che ricevono, tanto più che la platea è, per lo più, composta dai diretti interessati. Ci sono cose che saranno molto popolari in futuro, di cui l’Italia e gli italiani di domani mattina ci saranno grati, ma che sembrano difficili oggi perché incontrano molti ostacoli. Superarli è il compito di una politica che non sia mero galleggiamento e rassegnazione.
Uno dei problemi storici della Pa italiana è la diffusa assenza di motivazione. Come è possibile ricostruire un sistema di fiducia, dove l’impegno nel lavoro non sia dettato solo dalla paura delle sanzioni? È possibile immaginare un ruolo per le buone prassi più rilevante di quello rivestito attualmente?
Certo, e in questo è importante anche il ruolo dei giornalisti. Ho condotto una lunga e dura battaglia contro i fannulloni, che continua e ha riscosso molta attenzione. Ma, contemporaneamente, abbiamo portato alla luce tanti casi esemplari, tante pratiche eccellenti, con i nomi e i cognomi dei meritevoli. Solo che la cosa ha riscosso meno interesse, come se scoprire il buono desti meno curiosità che denunciare il cattivo. Poi abbiamo fatto riforme, anche del modello contrattuale, che consentiranno di premiare concretamente chi fa seriamente e con competenza il proprio dovere. Insomma, si tratta di cambiare una mentalità, un costume. Non è facile, ci vuole tempo, ma cerchiamo di procedere il più velocemente possibile.
Qual è la principale sfida politica del governo in autunno?
Non sedersi né sui successi (che ci sono, e sono molti), né davanti ai problemi (che sono seri). Ricordarsi perché gli italiani ci hanno votato e mantenere le promesse, mantenendoci fedeli a noi stessi.
Tag: pensioni, riforma pa
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Indubbiamente è molto più indicato e fattibile ridurre il ruolo delle province a rappresentare di più il territorio. Idea condivisibile e, credo, abbastanza innovativa.
Chiedo scusa se insisto: a quando l’obbligo del part time nella scuola per coloro che esercitano altre attività, con redditi notevoli. Questo vale, se non erro, in tutte le amministrazioni.
PER I PRIVATI…. Direi che l’unica cosa che si dovrebbe fare è PRIVATIZZARE le pensioni, cioè togliere il monopolio dell’INPS e consentire a chi vuole di dare i soldi ad altri fondi pensione (Assitalia, Generali, Mediolanum, etc…) e mettere così in concorrenza gli uni con gli altri. Lo Stato dovrebbe solo sorvegliare e garntire la correttezza dell’uso dei capitali.
Sono assolutamente d’accordo sulla perequazione dell’età di pensionamento, non si comprende perchè gli autonomi, uomini e donne , vadano in pensione a 65 anni, mentre i pensionati statali o dipendenti ad una età minore, fatti salvi i lavori usuranti.
Per quanto riguarda le province, eliminare enti così totalmente inutili, con funzioni che possono tranquillamente essere svolte dai comuni o dalle regioni, sarà un’impresa come andare su Marte.
Significa trovare un’altra sistemazione per politicanti in carriera, e la creazione di municipalizzate che sta imperando nella disastrata economia italiana non è sufficiente a creare consigli d’amministrazione per far accomodare tanta gente.
Sulle regioni autonome, Brunetta da ottimo veneto, non può non reagire di fronte alla fiscalità più vantaggiosa di Friuli, la mia, e Trentino.
Problema giusto, ma con risposta errata, sopratutto considerando la gestione virtuosa di queste 2 regioni, che a differenza di altre regioni anche non speciali, fanno funzionare gli ospedali, le scuole, e non creano disavanzi con assunzioni di lavoratori “socialmente utili” in modo clientelare.
Più federalismo ed autonomia per tutte le regioni, con maggiore responsabilità civile e penale per gli sprechi degli amministratori regionali.
Certo , piu’ che giusto !
Specialmente se viene detto da un ministro !
Ai “sovrani” cittadini , vengono imposte leggi e norme .
I parlamentari ( ministri inclusi ) per andare in pensione , quanti anni di DURO LAVORO , serviranno per andare in pensione ?
E una volta raggiunta ” l’eta’ pensionabile ” , quanto gli sara’ corrisposto ?
Che POPOLO GENEROSO quello italiano , si lascia abbindolare dai propri dipendenti facendosi scippare dignita’ e diritti !
….IGNORANDO IL TIPO DI TRATTAMENTO CHE I PARLAMENTARI SI AUTOREGOLAMENTANO !
Brunetta: ora una riforma dell’età pensionabile anche nel settore privato
…a ciascuno il suo…mi piacerebbe vedere ora le facce di quei/quelle dipendenti privati/e che in questi mesi si sono spellati/e le mani ad applaudire il Prof. Brunetta nella sua compagna contro i fannulloni della P.A….e di quei/quelle dipendenti privati/e che sono intervenuti/e (ed intervengono) in questo blog con espressioni del tipo “bravo ministro…”, “continui così ministro…”, “sono con Lei ministro…”, “Lei è il mio idolo ministro…”, “Lei è un mito ministro…”, “La seguo ciecamente ministro…”, “La approvo senza condizioni ministro..”, ecc…, ecc…, ecc…
Signor Ministro, io l’ ho votata e sono contento di lei pero’ ultimamente mi sembra che si stia sparando troppo sul mucchio del dipendenti del pubblico impiego. Se ci sono dei lavativi è giusto isolarli e penalizzarli ma non si puo’ trattare tutti come dei fannulloni e dare i premi solo alle elites (sono i piu’ bravi veramente o solo i piu’ raccomandati dal politico di turno?). Spero di un Suo cortese interessamento sul problema e tengo a precisare che anche altri miei colleghi (Vigili Urbani) la pensano alla stessa maniera o la Sua (spero di no) è solo una sparata a fini demagogici e populistici? Tanti auguri di buon lavoro e di Rivoluzione in corso.
http://www.associazioneradici.it/
non si spara mai abbastanza sul pubblico impiego, appena ieri abbiamo visto in TV che in un ospedale di napoli dipendenti timbravano il tesserino per altri colleghi ed abbiamo visto medici e paramedici andare in giro per la città in motorino senza casco e col grembiule, in orario di lavoro naturalemnte. abbiamo visto anche il sindaco di palermo che aveva per attendente un dipendente del comune! ma come al solito i comunisti vogliono difendere l’indefendibile mettendo magari sul piatto della bilancia qualche sporadico esempio posivo! è chiaro che non tutti i pubblici dipendenti sono disonesti ed irresponsabili, ma moltissimi sì!! il ministro piuttosto deve darsi anche da fare per eliminare o limitare al massimo le ruberie e gli sperperi dei politici di tutti i livelli che causano danni all’erario per 60 miliardi di euro all’anno come recentemente ha dichiarato la corte dei conti. si tratta di una cifra considerevole ed i politici non possono far finta di niente soltanto perchè si tratta di sperperi che riguardano loro. eliminando questi sperperi e combattendo drasticamente l’evasione fiscale avremmo risolto tutti i problemi economici dell’italia e degli italiani!
ed i politicui che rubano e che sperperano sono soprattutto i politici di sinistra come abbiamo potuto costatre molto recentemente. rubano e sperperano in tutte le regioni d’italia in cui goivernano, nessuna esclusa eppure dovrebbero sapere che sperperano e rubano i soldi dei lavoratori che non arrivano a fine mese visto e considerato che in italia soprattutto loro pagano le atasse!! d’altronde lo sappiamo benissimo che dove regna la sinistra è massima inefficienza e massimo sperpero di denaro pubblico: magistratura, sanità, pubblico impiego, scuola, università, alitalia, e municipalizzate varie gestite da uomini di sinistra! e dove regnano i sinistri regnano anche le raccomandazioni, i nepotismi, le baronie ed i privilegi vari! tutto il contrario praticamente di quello che dovrebbe essere la vera sinistra!
Non sono affatto daccordo che le donne vadano in pensione come gli uomini per un supposto criterio di parità. Parità di doveri ma non di diritti.Lo sanno tutti che le donne hanno sempre un doppio lavoro e a volte triplo rispetto agli uomini: ufficio, fabbrica, casa, figli, parenti malati di lui o di lei ecc. Mariti depressi ( sempre di più per la crisi crescente) e figli non sistemati.
Non sarebbe meglio lasciare la possibilità di andare in pensione a 60 anni e chi può continuare fino ai 65 anni ?
ministro brunetta!!! le cose importanti da fare per reperire fondi per risolvere anche il problema delle pensioni in italia sono due!! 1) lotta serrata all’evasione fiscale; 2) lotta serratissima agli sperperi e alle ruberie di tutti coloro che amministrano denaro pubblico a tutti i livelli, compresi voi politici anzi soprattuto nei riguardi di voi politici! se riusciamo a recuperare le tasse dagli evasori e a non sperperare e rubare tutta questa marea di soldi avremo risolto quasi tutti i problemi d’italia!
ministro brunetta! il primo problema, evasione fiscale, forse lo risolveremo col federalismo fiscale e la questione delle ruberie e dello sperpero del pubblico denaro, problema ancora più grave del primo, come lo risolviamo?? perchè è giustissimo che i cittadini paghino le giuste tasse ma è ancora più vero e più giusto che i pubblici amministratori abbiano rispetto del pubblico denaro come dei buonissimi padri di famiglia! sono certissimamente sicuro che lei è d’accordo con me, ed allora ministro brunetta si dia molto da fare in questo senso! io ci speroi molto perchè ho fiducia in lei ed in berlusconi! se colpite i politici spreconi e tangentari colpirete soprattutto i politici di sinistra, ne stia pur certo! lo hanno dimostrato anche i fatti più recenti!
lo voglio ribadire perchè è uno dei problemi economici-finanziari più gravi d’italia: bisogna fare una lotta serratissima al malcostume dei politici che costa all’erario 60 miliardi di euro che ministro brunetta lei sa molto meglio di me è una cifra astronomica e spropositata che fa venire la voglia di profferire che i politici, in genere, fanno veramente schifo da far venire il vomito e mi voglio dolere per il fatto che nessuno di destra e di sinistra e nessun quotidiano a giornalista affronti questo problema di corruzione gigantesca nel modo più adeguato possibile! l’unità e repubblica si occupano addirittura di gossip e di escort piuttosto che fare una campagna scandalistica dalla mattina alla sera su questo problema! a rubare sono soprattutto i politici di sinistra e a rimetterci sono soprattutto i lavoratori che non arrivano a fine mese che pagano in massima parte le tasse allo stato! spero in lei moltissimo ministro brunetta! la faccia questa battaglia, ne vale moltissimo la pena, per una questione di soldi ma anche per una questione di moralità politica che lascia molto a desiderare!
vi rendete conto dello stato penoso dell’informazione italiana?? i politici sperperano e rubano 60 miliardi di euro all’anno, certificato dalla corte dei conti, ed i giornali ed i giornalisti tutti stanno a scrivere e a parlare da mane a sera di escort, gossip e put..tanate varie! trattano anche dei massimi sistemi, cioè: esiste la dittatura in italia oppure no? esiste la libera informazione in italia oppure no? ecc. ecc. tutte caz..zate una più gigantesca delle altre! ed i problemi reali e concreti finiscono irrimediabilmente nel dimenticatoio come questo del furto di 60 miliardi di euro agli italiani, molti dei quali non arrivano a fine mese, perpetrato dai tantissimi poltici ed amministratori disonesti a tutti i livelli!
ultimo messaggio e poi vado via salutandovi di cuore. questo ha dichiarato la corte dei conti a proposito dei 60 miliardi di euro all’anno che rubano e sperperano i vari amministratori italiani, politici compresi: “si tratta di una vera tassa immorale e occulta pagata con i soldi prevalati ai cittadini italiani”.
oltre ai 1180 vincitori di concorso l’Amministrazione assumerà anche i 140 idonei. Questo è quanto affermato dal Direttore del Personale nel corso della riunione tenutasi ieri, 7 settembre. L’assunzione dovrebbe decorrere da gennaio 2010. Il condizionale è d’obbligo visto il cinismo manifestato dal ministro Tremonti nel prorogare il periodo di tirocinio per i vincitori di concorso, mortificando la professionalità e l’aspettativa di un lavoro a tempo indeterminato di 1320 giovani lavoratori.
VOGLIO L’INCARICO A TEMPO INDETERMINATO, DOPO UNA LAUREA IN LEGGE, AVVOCATO, DUE MASTER UN CONCORSO ALL’AE TRA I PIU DIFFICOLTOSI E SUPERATO:LEI CREDE CHE HO IL DIRITTO?
E quando, e come, avremo la pensione se nonostante i meriti, noi delle scuole private, siamo stati messi da parte sempre da inciuci e clientelismo? Non ci sono soldi dicono le amministrazioni pubbliche, e poi ti accorgi che le scuole pubbliche finanziate abbondantemente da Ministero ed Enti LOcali e chi più ne ha più ne metta, tra uno storno e l’altro, i dirigenti scolastici fanno del pubblico interesse personale. Oltre a gestire autonomamente la scuola pubblica ha anche l’arroganza di fare concorrenza sleale usando atteggiamenti di puro plagio sulle famiglie. Ma chi controlla la scuola pubblica…. nessuno. Il privato sempre nel mirino!
Ministro AIUTO!!!!
purtroppo l’italia che ha ricevuto in eredità berlusconi era un’italia completamente alla sfascio per cui adesso non si può pretendere che questo governo risolva tutti i problemi esistenti in qualche anno, anche perchè non aiuta certamente l’opposizione che dice sempre “no” a qualunque proposta venga dal governo. l’opposizione non significa ostruzione a tutti i costi, la funzione dell’opposizione in democrazia è essenziale, ma deve essere produttiva e non distruttiva qual è l’opposizione di questa sinistra scellerata e contro il Paese che abbiamo in italia. l’opposizione deve votare le leggi del governo se le ritiene giuste e deve farle modificare se ritiene che vadano modificate, dire sempre no e lottare sempre contro il governo nella speranza vana di farlo cadere è da politici che non sanno fare politica! l’opposizione ha il “dovere sacrosanto”, praticamente, di essere costruttiva, e questa opposizione non lo è proprio per nulla!
Bravo ugoz, hai ragione anche se prima del penultimo governo c’era Berlusconi e il suo governo di allora, il quale non ha governato bene il passaggio all’euro e ha negato per anni, le difficoltà dei cittadini che lamentavano già la crisi del potere d’acquisto, il lievitare dei prezzi (equazione 1 euro= 1000 lire).Inoltre governo e banche (mai messe sotto controllo)hanno incentivato il ricorso al credito forsennato – ” l’economia gira con te “- era una pubblicità ricorrente in TV.
ultimo: il sig. Faissola – capo delle banche – è un gran bugiardo perchè le banche da quando sono diventate tutte spa e scatole cinesi, fanno i loro interessi, ma non aiutano le industrie, né l’artigianato, né altri, solo i loro CdA e pochi altri.
Prepensionamento personale enti locali e scuola
Si chiede una modifica ed integrazione dell’art.72 comma 1 del D.L. 112 del 25 giugno 2008 convertito in
legge 133 del 6 agosto 2008 (decreto Brunetta)
In particolare : “…art.72 Personale dipendente prossimo al compimento dei limiti di età per il collocamento a riposo 1) Per gli anni 2009,2010 e 2011 il personale in servizio presso le amministrazioni…
dello Stato,anche ad ordinamento autonomo, le Agenzie fiscali,la Presidenza del Consiglio dei Ministri,gli Enti pubblici non economici,le Università,le Istituzioni ed Enti di ricerca nonchè gli enti di cui all’articolo 70,comma 4,del decreto legislativo 30 marzo 2001,n.165, nonchè il personale dipendente da Comuni,Provincie e Regioni può chiedere di essere esonerato dal servizio nel corso del quinquennio antecedente la data di maturazione della anzianità massima contributiva di 40 anni.La richiesta di esonero dal servizio
Gent.mo Ministro, riguardo all’annoso problema Province si o Province no, io sarei forse per il NO, mi sembra che ci siano troppi enti territoriali oltre ai Comuni, le Comunità montane, gli Ambiti Sociali, le Province stesse, Consorzi vari ecc, con una sovrapposizione di competenze difficili da capire per un cittadino. E’ difficile capire chi fa che cosa.
Inotre la cosa più grave mi sembra che sia che non esistono più organi di controllo – esterni ai potentati politici locali – che possano essere per il cittadino una garanzia di regolarità della Pubblica Amministrazione. Ad esempio, quando nei Comuni c’ erano i Segretari comunali -dipendenti dal Ministero – era più difficile che una Amministrazione si permettesse di fare cose gravi, di solito il Segretario non avallava tante porcherie. Ora che i Segretari li sceglie il Sindato sono asserviti a lui e non si oppongono più a nulla. Al cittadino resta solo il Tribunale che si intasa e…costa !!!
IL SISTEMA PREVIDENZIALE ITALIANO ERA PERFETTO SINO A QUANDO LA POLITICA NON HA MESSO LE MANI NELLE CASSE DI INPS E INPDAP PER RIPIANARE IL DEBITO PUBBLICO CRETAO DALLE ‘LORO’ RUBERIE!
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