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	<title>Commenti a: Cinema, Profondo Rosso &#8211; Ecco tutti i dati e tutti i nomi</title>
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		<title>Di: G</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2009/09/15/cinema-profondo-rosso-ecco-tutti-i-dati-e-tutti-i-nomi/comment-page-1/#comment-21277</link>
		<dc:creator>G</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 15:46:14 +0000</pubDate>
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		<description>Mi accorgo solo ora del vostro articolo...
Sono un ex studente di una famosa scuola di cinema del nord Italia: posso confermare che purtroppo anche le giovani leve del cinema italiano, continuano a prediligere lo stile e i contenuti che hanno portato agli incassi sopracitati! Purtroppo chi NON ha una &quot;fede politica di un certo schieramento&quot; non ha voce in capitolo nel cinema italiano, almeno NON a livello artistico e/o decisionale...in buona sostanza registi o altri ruoli di spicco in questo settore, sono ricoperti da &quot;compagni&quot; et similia...Ho molti amici che dopo la scuola di cinema, pur NON avendo simpatie &quot;rosse&quot;, si sono dovuti schierare (o peggio, tesserare...) per poter proseguire con il proprio lavoro e sogno. Altri come me, o si sono dovuti accontentare di ruoli più tecnici (per poter arrivare a fine mese) o hanno proseguito con auto-finaziamenti/produzioni indipendenti oppure sono emigrati all&#039;estero. 
Chiedo quindi al ministro Brunetta: è possibile riuscire a farsi finanziare un progetto in ambito cinematografico, essendo SI qualificati ma assolutamente NON DI SINISTRA??? Bisogna per forza emigrare? Bha....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi accorgo solo ora del vostro articolo&#8230;<br />
Sono un ex studente di una famosa scuola di cinema del nord Italia: posso confermare che purtroppo anche le giovani leve del cinema italiano, continuano a prediligere lo stile e i contenuti che hanno portato agli incassi sopracitati! Purtroppo chi NON ha una &#8220;fede politica di un certo schieramento&#8221; non ha voce in capitolo nel cinema italiano, almeno NON a livello artistico e/o decisionale&#8230;in buona sostanza registi o altri ruoli di spicco in questo settore, sono ricoperti da &#8220;compagni&#8221; et similia&#8230;Ho molti amici che dopo la scuola di cinema, pur NON avendo simpatie &#8220;rosse&#8221;, si sono dovuti schierare (o peggio, tesserare&#8230;) per poter proseguire con il proprio lavoro e sogno. Altri come me, o si sono dovuti accontentare di ruoli più tecnici (per poter arrivare a fine mese) o hanno proseguito con auto-finaziamenti/produzioni indipendenti oppure sono emigrati all&#8217;estero.<br />
Chiedo quindi al ministro Brunetta: è possibile riuscire a farsi finanziare un progetto in ambito cinematografico, essendo SI qualificati ma assolutamente NON DI SINISTRA??? Bisogna per forza emigrare? Bha&#8230;.</p>
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		<title>Di: LIBERALVOX</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2009/09/15/cinema-profondo-rosso-ecco-tutti-i-dati-e-tutti-i-nomi/comment-page-1/#comment-17808</link>
		<dc:creator>LIBERALVOX</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 11:53:41 +0000</pubDate>
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		<description>BRUNETTA BOCCIATO! Bocciate le nomine firmate Brunetta: violano il decreto Brunetta! Un lapsus del Professore o una somarata? 

La Corte dei Conti ha bocciato due nomine a direttore generale del ministero dell’Ambiente – guidato dall’ex titolare per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo – per mancata tutela delle quote di genere e per mancato rispetto delle norme contenute nel cosiddetto decreto Brunetta.
Ma chi ha firmato il decreto governativo con cui è stato assegnato l’incarico? Dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta! La vicenda comincia nei mesi a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, quando si è giocata una partita complicata per le nomine dei nuovi direttori generali del ministero dell’Ambiente. All’inizio di febbraio la scelta di Stefania Prestigiacomo è caduta su un dirigente interno per la “Direzione generale per le valutazioni ambientali” e su una personalità esterna – proveniente dall’Ente nazionale per l’aviazione civile – per la “Direzione generale per gli affari generali ed il personale”. I due incarichi sono stati affidati con due decreti del presidente del Consiglio dei ministri. Succede però che l’Ufficio di controllo degli atti ministeriali della Corte dei conti ha trasmesso al ministero dell’Ambiente una serie di rilievi a quei due provvedimenti, fissando al 13 maggio la scadenza per «fornire i necessari chiarimenti sulle segnalate problematiche, corredati da idonea documentazione di supporto». Altrimenti «si procederà allo stato degli atti». Il che vorrebbe dire che tutti gli atti firmati finora dai duenuovi direttori generali (che si occupano di questioni tutt’altro che da poco, come la prevenzione dell’inquinamento atmosferico e da campi elettromagnetici, o l’adozione di misure per garantire l’applicazione delle norme riguardanti i prodotti fitosanitari, sostanze chimiche pericolose e pesticidi) potrebbero essere invalidati. Per quanto riguarda la prima nomina, la Corte dei conti sottolinea che «non risulta documentata la tutela delle pari opportunità nel conferimento dell’incarico in oggetto», che non è male per un ex ministro delle Pari opportunità, che nel sito del ministero che attualmente guida ha fatto mettere un link chiamato «Trasparenza, valutazioni e merito » che rimanda a un decreto dell’ottobre 2009 in cui si sottolinea proprio la necessità di garantire la pari opportunità per le nomine dirigenziali. Per quanto riguarda la seconda nomina, oltre che la mancata tutela delle quote di genere, la Corte dei conti solleva tutta una serie di rilievi basandosi sul decreto legislativo del marzo 2001 – a cominciare dal «previo accertamento dell’insussistenza o dell’indisponibilità di idonee professionalità interne all’area dirigenziale» – aggiornato la fine dell’anno scorso con la riforma Brunetta. Il quale Brunetta, delegato dal premier (con decreto del 13 giugno 2008) a valutare gli atti governativi in materia di pubblica amministrazione, non ha però avuto problemi a firmare il provvedimento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>BRUNETTA BOCCIATO! Bocciate le nomine firmate Brunetta: violano il decreto Brunetta! Un lapsus del Professore o una somarata? </p>
<p>La Corte dei Conti ha bocciato due nomine a direttore generale del ministero dell’Ambiente – guidato dall’ex titolare per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo – per mancata tutela delle quote di genere e per mancato rispetto delle norme contenute nel cosiddetto decreto Brunetta.<br />
Ma chi ha firmato il decreto governativo con cui è stato assegnato l’incarico? Dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta! La vicenda comincia nei mesi a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, quando si è giocata una partita complicata per le nomine dei nuovi direttori generali del ministero dell’Ambiente. All’inizio di febbraio la scelta di Stefania Prestigiacomo è caduta su un dirigente interno per la “Direzione generale per le valutazioni ambientali” e su una personalità esterna – proveniente dall’Ente nazionale per l’aviazione civile – per la “Direzione generale per gli affari generali ed il personale”. I due incarichi sono stati affidati con due decreti del presidente del Consiglio dei ministri. Succede però che l’Ufficio di controllo degli atti ministeriali della Corte dei conti ha trasmesso al ministero dell’Ambiente una serie di rilievi a quei due provvedimenti, fissando al 13 maggio la scadenza per «fornire i necessari chiarimenti sulle segnalate problematiche, corredati da idonea documentazione di supporto». Altrimenti «si procederà allo stato degli atti». Il che vorrebbe dire che tutti gli atti firmati finora dai duenuovi direttori generali (che si occupano di questioni tutt’altro che da poco, come la prevenzione dell’inquinamento atmosferico e da campi elettromagnetici, o l’adozione di misure per garantire l’applicazione delle norme riguardanti i prodotti fitosanitari, sostanze chimiche pericolose e pesticidi) potrebbero essere invalidati. Per quanto riguarda la prima nomina, la Corte dei conti sottolinea che «non risulta documentata la tutela delle pari opportunità nel conferimento dell’incarico in oggetto», che non è male per un ex ministro delle Pari opportunità, che nel sito del ministero che attualmente guida ha fatto mettere un link chiamato «Trasparenza, valutazioni e merito » che rimanda a un decreto dell’ottobre 2009 in cui si sottolinea proprio la necessità di garantire la pari opportunità per le nomine dirigenziali. Per quanto riguarda la seconda nomina, oltre che la mancata tutela delle quote di genere, la Corte dei conti solleva tutta una serie di rilievi basandosi sul decreto legislativo del marzo 2001 – a cominciare dal «previo accertamento dell’insussistenza o dell’indisponibilità di idonee professionalità interne all’area dirigenziale» – aggiornato la fine dell’anno scorso con la riforma Brunetta. Il quale Brunetta, delegato dal premier (con decreto del 13 giugno 2008) a valutare gli atti governativi in materia di pubblica amministrazione, non ha però avuto problemi a firmare il provvedimento.</p>
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		<title>Di: giancarlo sartoretto</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2009/09/15/cinema-profondo-rosso-ecco-tutti-i-dati-e-tutti-i-nomi/comment-page-1/#comment-17766</link>
		<dc:creator>giancarlo sartoretto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 15:40:12 +0000</pubDate>
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		<description>Solo oggi 7 maggio 2010 mi sono accorto di questo blog, certo è difficile parlare dopo tutti questi commenti però cercherò di dire solo due cose essendo socio ed editor di una piccola produzione indipendente la CARO FILM: che per noi non c&#039;è assolutamente questo famoso mercato e parlo del 50% della produzione italiana, non c&#039;è perchè ci sono troppi film americani in circolazione. Su 340 film che escono all&#039;anno 200 sono Usa con alti budget, poichè sono distribuiti in tutti i mercati mondiali possono permetterselo, 40 europei e altro 100 italiani, di cui solo trenta superano il milione di euro di incasso (non di guadagno) che di solito quando va bene è il 40% dell&#039;incasso. 10 di questi trenta fanno anche più di 5 milioni di incasso,   altri 30 film italiani sono distribuiti tra incassi che variano tra 100.000,00 e  700.000,00 mentre gli altri 40 incassano meno di  100.000,00 E UNA BUONA PARTE DI QUESTI INCASSANO ANCHE MENO di 10.000,00 euro, produzioni indipendenti che si affidano a distribuzioni indipendenti. Allora se osserviamo il mercato italiano, solo 40 film incassano  il resto rimane fuori dal mercato per cui molti dovrebbero cambiare mestiere soprattutto le maestranze, i giovani non dovrebbero fare corsi di cinema (l&#039;unico busness che funziona) e dovrebbero evitare di fare cortometraggi altrimenti s&#039;illudono. Se vogliamo investire sperando di non fallire dovremo avere almeno il 50 per cento del mercato come negli anni 74-75 ormai molto tempo fa, e solo prodotti di commedia all&#039;italiana, forse qualche horror, no documentari che  fanno pochi euro, non drammatici perchè gli americani sono più bravi (almeno si dice.)
Questo in estrema sintesi è la situazione. Speriamo nella tax credit esterna.
Saluti &quot;comunisti&quot; 
Si scherza
Un piccolo produttore stanco
Giancarlo Sartoretto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Solo oggi 7 maggio 2010 mi sono accorto di questo blog, certo è difficile parlare dopo tutti questi commenti però cercherò di dire solo due cose essendo socio ed editor di una piccola produzione indipendente la CARO FILM: che per noi non c&#8217;è assolutamente questo famoso mercato e parlo del 50% della produzione italiana, non c&#8217;è perchè ci sono troppi film americani in circolazione. Su 340 film che escono all&#8217;anno 200 sono Usa con alti budget, poichè sono distribuiti in tutti i mercati mondiali possono permetterselo, 40 europei e altro 100 italiani, di cui solo trenta superano il milione di euro di incasso (non di guadagno) che di solito quando va bene è il 40% dell&#8217;incasso. 10 di questi trenta fanno anche più di 5 milioni di incasso,   altri 30 film italiani sono distribuiti tra incassi che variano tra 100.000,00 e  700.000,00 mentre gli altri 40 incassano meno di  100.000,00 E UNA BUONA PARTE DI QUESTI INCASSANO ANCHE MENO di 10.000,00 euro, produzioni indipendenti che si affidano a distribuzioni indipendenti. Allora se osserviamo il mercato italiano, solo 40 film incassano  il resto rimane fuori dal mercato per cui molti dovrebbero cambiare mestiere soprattutto le maestranze, i giovani non dovrebbero fare corsi di cinema (l&#8217;unico busness che funziona) e dovrebbero evitare di fare cortometraggi altrimenti s&#8217;illudono. Se vogliamo investire sperando di non fallire dovremo avere almeno il 50 per cento del mercato come negli anni 74-75 ormai molto tempo fa, e solo prodotti di commedia all&#8217;italiana, forse qualche horror, no documentari che  fanno pochi euro, non drammatici perchè gli americani sono più bravi (almeno si dice.)<br />
Questo in estrema sintesi è la situazione. Speriamo nella tax credit esterna.<br />
Saluti &#8220;comunisti&#8221;<br />
Si scherza<br />
Un piccolo produttore stanco<br />
Giancarlo Sartoretto</p>
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	</item>
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		<title>Di: giancarlo sartoretto</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2009/09/15/cinema-profondo-rosso-ecco-tutti-i-dati-e-tutti-i-nomi/comment-page-1/#comment-17765</link>
		<dc:creator>giancarlo sartoretto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 15:38:53 +0000</pubDate>
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		<description>Solo oggi 7 maggio 2010 mi sono accorto di questo blog, certo è difficile parlare dopo tutti questi commenti però cercherò di dire solo due cose essendo socio ed editor di una piccola produzione indipendente la CARO FILM: che per noi non c&#039;è assolutamente questo famoso mercato e parlo del 50% della produzione italiana, non c&#039;è perchè ci sono troppi film americani in circolazione. Su 340 film che escono all&#039;anno 200 sono Usa con alti budget, poichè sono distribuiti in tutti i mercati mondiali possono permetterselo, 40 europei e altro 100 italiani, di cui solo trenta superano il milione di euro di incasso (non di guadagno) che di solito quando va bene è il 40% dell&#039;incasso. 10 di questi trenta fanno anche più di 5 milioni di incasso,   altri 30 film italiani sono distribuiti tra incassi che variano tra 100.000,00 e  700.000,00 mentre gli altri 40 incassano meno di  100.000,00 E UNA BUONA PARTE DI QUESTI INCASSANO ANCHE MENO di 10.000,00 euro, produzioni indipendenti che si affidano a distribuzioni indipendenti. Allora se osserviamo il mercato italiano, solo 40 film incassano  il resto rimane fuori dal mercato per cui molti dovrebbero cambiare mestiere soprattutto le maestranze, i giovani non dovrebbero fare corsi di cinema (l&#039;unico busness che funziona) ed dovrebbero evitare di fare cortometraggi altrimenti s&#039;illudono. Se vogliamo investire sperando di non fallire dovremo avere almeno il 50 per cento del mercato come negli anni 74-75 ormai molto tempo fa, e solo prodotti di commedia all&#039;italiana, forse qualche horror, no documentari che  fanno pochi euro, non drammatici perchè gli americani sono più bravi (almeno si dice.)
Questo in estrema sintesi è la situazione. Speriamo nella tax credit esterna.
Saluti &quot;comunisti&quot; 
Si scherza
Un piccolo produttore stanco
Giancarlo Sartoretto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Solo oggi 7 maggio 2010 mi sono accorto di questo blog, certo è difficile parlare dopo tutti questi commenti però cercherò di dire solo due cose essendo socio ed editor di una piccola produzione indipendente la CARO FILM: che per noi non c&#8217;è assolutamente questo famoso mercato e parlo del 50% della produzione italiana, non c&#8217;è perchè ci sono troppi film americani in circolazione. Su 340 film che escono all&#8217;anno 200 sono Usa con alti budget, poichè sono distribuiti in tutti i mercati mondiali possono permetterselo, 40 europei e altro 100 italiani, di cui solo trenta superano il milione di euro di incasso (non di guadagno) che di solito quando va bene è il 40% dell&#8217;incasso. 10 di questi trenta fanno anche più di 5 milioni di incasso,   altri 30 film italiani sono distribuiti tra incassi che variano tra 100.000,00 e  700.000,00 mentre gli altri 40 incassano meno di  100.000,00 E UNA BUONA PARTE DI QUESTI INCASSANO ANCHE MENO di 10.000,00 euro, produzioni indipendenti che si affidano a distribuzioni indipendenti. Allora se osserviamo il mercato italiano, solo 40 film incassano  il resto rimane fuori dal mercato per cui molti dovrebbero cambiare mestiere soprattutto le maestranze, i giovani non dovrebbero fare corsi di cinema (l&#8217;unico busness che funziona) ed dovrebbero evitare di fare cortometraggi altrimenti s&#8217;illudono. Se vogliamo investire sperando di non fallire dovremo avere almeno il 50 per cento del mercato come negli anni 74-75 ormai molto tempo fa, e solo prodotti di commedia all&#8217;italiana, forse qualche horror, no documentari che  fanno pochi euro, non drammatici perchè gli americani sono più bravi (almeno si dice.)<br />
Questo in estrema sintesi è la situazione. Speriamo nella tax credit esterna.<br />
Saluti &#8220;comunisti&#8221;<br />
Si scherza<br />
Un piccolo produttore stanco<br />
Giancarlo Sartoretto</p>
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	<item>
		<title>Di: Mauro</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2009/09/15/cinema-profondo-rosso-ecco-tutti-i-dati-e-tutti-i-nomi/comment-page-1/#comment-10428</link>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 10:58:00 +0000</pubDate>
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		<description>Premesso che non lavoro nel cinema e non ho particolari interessi se non amare i bei film. E che sono per una revisione seria del sistema di finaziamento. 

Credo che si stia trascurando un fatto imortatne relativo alle sale di proiezione. Ormai queste sono in mano a pochi distributori che decidono quali sono i film che devono incassare e quali no (se li fai vedere incassano se non li dai alle sale non incassano) danneggianddo sia la sala sia il film. Mi spiego, che interesse hanno le gradi case produttrici di film, che posseggono anche la distribuzione dei film ed oggi molti dei multisala a tenere in visione nelle sale un seppur interessante film che non sia prodotto da loro? 

Credo che la risposta possa spiegare molti non tutti i risultati riportati nell&#039;elenco e credo che in un mercato libero tutti avrebbero potuto fare molto meglio. 

Detto quanto sopra, i giovani hanno bisogno di aiuto per emergere, non solo per mezzo di soldi dati con i soliti sistemi dei politici che conosciamo bene, ma di una giustizia che faccia rispettare le regole anche quando si tratta di liberare le sale dalla morsa dei grandi produttori. 

Caro Ministro, ma dove sono quelli che fanno rispettare le regole e quindi fanno crescere chi merita e non solo alcuni? Dove sono le regole che premiano l&#039;impegno e il talento non solo dei giovani ma di tutti? 

Mauro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Premesso che non lavoro nel cinema e non ho particolari interessi se non amare i bei film. E che sono per una revisione seria del sistema di finaziamento. </p>
<p>Credo che si stia trascurando un fatto imortatne relativo alle sale di proiezione. Ormai queste sono in mano a pochi distributori che decidono quali sono i film che devono incassare e quali no (se li fai vedere incassano se non li dai alle sale non incassano) danneggianddo sia la sala sia il film. Mi spiego, che interesse hanno le gradi case produttrici di film, che posseggono anche la distribuzione dei film ed oggi molti dei multisala a tenere in visione nelle sale un seppur interessante film che non sia prodotto da loro? </p>
<p>Credo che la risposta possa spiegare molti non tutti i risultati riportati nell&#8217;elenco e credo che in un mercato libero tutti avrebbero potuto fare molto meglio. </p>
<p>Detto quanto sopra, i giovani hanno bisogno di aiuto per emergere, non solo per mezzo di soldi dati con i soliti sistemi dei politici che conosciamo bene, ma di una giustizia che faccia rispettare le regole anche quando si tratta di liberare le sale dalla morsa dei grandi produttori. </p>
<p>Caro Ministro, ma dove sono quelli che fanno rispettare le regole e quindi fanno crescere chi merita e non solo alcuni? Dove sono le regole che premiano l&#8217;impegno e il talento non solo dei giovani ma di tutti? </p>
<p>Mauro</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2009/09/15/cinema-profondo-rosso-ecco-tutti-i-dati-e-tutti-i-nomi/comment-page-1/#comment-9141</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 13:26:11 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sono sempre chiesto e ho fatto la stessa domanda ad altre persone:&quot;perchè lo stato deve finanziare la produzione di film o di finanziare la stampa?&quot; e logicamente la risposta è &quot;mah!&quot;.
Forse è la risposta giusta!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono sempre chiesto e ho fatto la stessa domanda ad altre persone:&#8221;perchè lo stato deve finanziare la produzione di film o di finanziare la stampa?&#8221; e logicamente la risposta è &#8220;mah!&#8221;.<br />
Forse è la risposta giusta!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2009/09/15/cinema-profondo-rosso-ecco-tutti-i-dati-e-tutti-i-nomi/comment-page-1/#comment-8845</link>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 08:57:59 +0000</pubDate>
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		<description>beh, il concetto è chiaro fin dal titolo del primo film...BIDONI!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>beh, il concetto è chiaro fin dal titolo del primo film&#8230;BIDONI!</p>
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	<item>
		<title>Di: Riky</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2009/09/15/cinema-profondo-rosso-ecco-tutti-i-dati-e-tutti-i-nomi/comment-page-1/#comment-8827</link>
		<dc:creator>Riky</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 18:50:55 +0000</pubDate>
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		<description>sono in piccolo imprenditore in affanno per la crisi.
se mi dessere anche a me 1.500.000 euro al posto di darli ad un finto regista che non incassa neppure un euro, garantirei il posto di lavoro per i prssimi 10 anni a 50 persone. Grazie Italia; mi sa che votero&#039; sinistra, propongo un film, incasso i denari e poi chi se frega.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono in piccolo imprenditore in affanno per la crisi.<br />
se mi dessere anche a me 1.500.000 euro al posto di darli ad un finto regista che non incassa neppure un euro, garantirei il posto di lavoro per i prssimi 10 anni a 50 persone. Grazie Italia; mi sa che votero&#8217; sinistra, propongo un film, incasso i denari e poi chi se frega.</p>
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	<item>
		<title>Di: Mariano</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2009/09/15/cinema-profondo-rosso-ecco-tutti-i-dati-e-tutti-i-nomi/comment-page-1/#comment-8645</link>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 11:31:54 +0000</pubDate>
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		<description>SCANDALOSO.... semplicemente SCANDALOSO!!!! (almeno fateli uscire)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SCANDALOSO&#8230;. semplicemente SCANDALOSO!!!! (almeno fateli uscire)</p>
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	<item>
		<title>Di: Giuseppe</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2009/09/15/cinema-profondo-rosso-ecco-tutti-i-dati-e-tutti-i-nomi/comment-page-1/#comment-8638</link>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 10:14:18 +0000</pubDate>
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		<description>Certo che alcuni film vengono visti di più.
Ad esempio sicuramente tutti conoscono Natale sul Nilo,Natale ai Caraibi,Natale a Pasqua... e tutte le stronzate che producono i Vanzina nel nome del Berlusconismo anticulturale.
Invece i grandi film chi li sponsorizza</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo che alcuni film vengono visti di più.<br />
Ad esempio sicuramente tutti conoscono Natale sul Nilo,Natale ai Caraibi,Natale a Pasqua&#8230; e tutte le stronzate che producono i Vanzina nel nome del Berlusconismo anticulturale.<br />
Invece i grandi film chi li sponsorizza</p>
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