Tag: brunetta, cineasti, cinema, cultura, fus, musica, musicisti
Questo articolo è stato pubblicato il martedì, 15 settembre 2009 alle 11:29 e classificato in Videopost. È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.
Caro Ministro,
l’unico lavoro che so fare nella mia vita è tecnico di spettacolo.
E’ un lavoro piacevole e faticoso, nella vita ho sempre fatto “girare la chiave” e nessuno mi ha mai regalato niente.
Ma ha la mia + completa solidarietà per quello che ha detto: i registi affermati e pluripremiati che usufruiscono dei fondi Art. 8 (o come si chiama) per un’industria che si trova solo a Roma e che volutamente ha creato la “casta romana” tagliando fuori tutti i lavoratori delle altre città…
Francamente hanno rotto, loro, la casta, i governi che li sovvenzionano (sempre i medesimi che anche io talvolta ho votato) e gli intellettuali che si vantano queste opere scadenti
Grazie per aver dato voce a chi, come me (e ce ne sono tanti) sono stufi di veder lavorare i “soliti noti” dei titoli di coda e che non lavorano perchè i posti (anche al Festival dell’Unità) sono finiti come per magia!!!!!!!
Laura Lionti
Il problema del ministro è che fa sempre di tutto, un commento unico. Gli statali fannulloni, non tutti. I musicisti incapaci, pochi. Molte persone serie che pagano per la disonestà di altri. Trovi un modo per punire chi deve essere punito e non offenda chi fa il proprio lavoro con onestà.
Questo discorso mi fa venire i brividi e da vomitare, voglio andarmene dall’italia come altri artisti ormai stanno facendo
come può lei permettersi di parlare dei Maestri Vivaldi e Mozart? questi nomi sulla sua bocca marciscono
come può parlare lei di che cosa significa lavorare come musicista? dell’altissimo livello di performance che è chiesto sia agli orchestrali che ai musicisti liberi professionisti? mi vergogno di essere italiana
Caro Ministro,
perchè con quello che Lei costa alla spesa pubblica, caro è appunto, sono un giovane musicista classico, uno dei “finti orchestrali”, uno che suona “mattina pomeriggio e sera” per riuscire a sbarcare il lunario, e non sempre ci riesce. Studio ininterrottamente da 15 anni, praticamente tutti i giorni, anche solo per mantenere gli standard necessari per lavorare, faccio 35000km all’anno con la macchina per andarmi a prendere il lavoro, lavoro di notte, dormo in un letto che non è il mio, non ho ferie né malattie e lascio giu il 43% di tasse quando lavoro in un teatro, in cui Lei per altro entra pure gratis e dobbiamo pure aspettarLa. E’ convinto di conoscere a fondo questa categoria di fannulloni? La sua coalizione, per bocca di quella cretina della Carlucci, ha proposto di trasformare quella manciata di contratti a tempo indeterminato che esistono in contratti stagionali, chiude le orchestre invece che aprirle (ma i sovrintendenti da 300000 euro l’anno non si toccano, vero?) e ha dato accesso al FUS alla musica POP, Vasco e Ligabue, che non ne hannop certo bisogno.
Ora la preoccupa la spesa per la giustizia.La germania ha meno tribunali e spende meno di noi? E quante orchestre e teatri in piu? Quanto spende in cultura (Se ricordo bene almeno il 4% del PIL!!!) Parliamo di ordini di grandezza, non di unità.
La prego di informarsi bene prima di parlare di realtà che non conosce, mostrando il Suo culturame.
BRUNETTA BOCCIATO! Bocciate le nomine firmate Brunetta: violano il decreto Brunetta! Un lapsus del Professore o una somarata?
La Corte dei Conti ha bocciato due nomine a direttore generale del ministero dell’Ambiente – guidato dall’ex titolare per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo – per mancata tutela delle quote di genere e per mancato rispetto delle norme contenute nel cosiddetto decreto Brunetta.
Ma chi ha firmato il decreto governativo con cui è stato assegnato l’incarico? Dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta! La vicenda comincia nei mesi a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, quando si è giocata una partita complicata per le nomine dei nuovi direttori generali del ministero dell’Ambiente. All’inizio di febbraio la scelta di Stefania Prestigiacomo è caduta su un dirigente interno per la “Direzione generale per le valutazioni ambientali” e su una personalità esterna – proveniente dall’Ente nazionale per l’aviazione civile – per la “Direzione generale per gli affari generali ed il personale”. I due incarichi sono stati affidati con due decreti del presidente del Consiglio dei ministri. Succede però che l’Ufficio di controllo degli atti ministeriali della Corte dei conti ha trasmesso al ministero dell’Ambiente una serie di rilievi a quei due provvedimenti, fissando al 13 maggio la scadenza per «fornire i necessari chiarimenti sulle segnalate problematiche, corredati da idonea documentazione di supporto». Altrimenti «si procederà allo stato degli atti». Il che vorrebbe dire che tutti gli atti firmati finora dai duenuovi direttori generali (che si occupano di questioni tutt’altro che da poco, come la prevenzione dell’inquinamento atmosferico e da campi elettromagnetici, o l’adozione di misure per garantire l’applicazione delle norme riguardanti i prodotti fitosanitari, sostanze chimiche pericolose e pesticidi) potrebbero essere invalidati. Per quanto riguarda la prima nomina, la Corte dei conti sottolinea che «non risulta documentata la tutela delle pari opportunità nel conferimento dell’incarico in oggetto», che non è male per un ex ministro delle Pari opportunità, che nel sito del ministero che attualmente guida ha fatto mettere un link chiamato «Trasparenza, valutazioni e merito » che rimanda a un decreto dell’ottobre 2009 in cui si sottolinea proprio la necessità di garantire la pari opportunità per le nomine dirigenziali. Per quanto riguarda la seconda nomina, oltre che la mancata tutela delle quote di genere, la Corte dei conti solleva tutta una serie di rilievi basandosi sul decreto legislativo del marzo 2001 – a cominciare dal «previo accertamento dell’insussistenza o dell’indisponibilità di idonee professionalità interne all’area dirigenziale» – aggiornato la fine dell’anno scorso con la riforma Brunetta. Il quale Brunetta, delegato dal premier (con decreto del 13 giugno 2008) a valutare gli atti governativi in materia di pubblica amministrazione, non ha però avuto problemi a firmare il provvedimento.