Coordinamento tra enti e agenzie nazionali

Foto di Phauly
Per concorrere al raggiungimento di un ottimo risultato è fondamentale che ci sia un coordinamento nell’attuazione dei piani di intervento da parte di tutti gli enti, corpi ed agenzie specializzate che rappresentano gli strumenti operativi dei vari ministeri che devono essere coinvolti.
Si tratta di agenzie ed enti che fanno capo ai diversi ministeri, che hanno specifiche competenze tematiche e funzionali e che, tutte, devono contribuire per la loro parte alla configurazione e soprattutto all’attuazione di componenti del piano di intervento per il mezzogiorno, in modo coordinato. Il coordinamento non può che essere attribuito alla Presidenza del Consiglio, in modo che assieme al coordinamento nell’attribuzione delle risorse si possano monitorare tempi e metodi d’attuazione degli interventi decisi
Tag: coordinamento, enti, nord, sud
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Coordinamento tra enti e agenzie nazionali ?
Nel frattempo , il COMUNE DI FONDI (LT) nonostante la voluminosa relazione del Prefetto di Latina B.Frattasi che descrive gravi infiltrazioni mafiose e intrecci politici NON VIENE SCIOLTO .
A sua difesa anche il FUSTIGATORE DEI PUBBLICI DIPENDENTI , il dipendente malato VA’ PUNITO a differenza dei corrotti che a quanto pare vengono premiati .
Quei tre ministri che vanno a Fondi.
Ma chi sono i “diversi ministri ” tanto garantisti da bocciare l’antimafia? La traccia più vistosa porta a RENATO BRUNETTA.
Da qualche mese il ministro dell’Innovazione pubblica si fa fotografare con la sua “nuova fidanzata” ( Titti ). La bionda arredatrice d’interni corrisponde all’identikit di Tiziana Giovannoni, sorella di Paola, che è la moglie del sindaco di Cisterna, Antonello Merolla. In questo centro a 20 chilometri da Latina, Merolla ha vinto al primo turno (con il 55 per cento) benchè candidato in extremis, naturalmente con la benedizione di Fazzone. E con l’aiuto del ministro, schierato nei comizi a Cisterna. Dove BRUNETTA ha pure alluso a Titti, dichiarandosi già “imparentato” con il sindaco- cognato: “Il mio cuore è qui”.
“Sono intervenuti in tanti” ha dichiarato il premier. BRUNETTA , Meloni, Matteoli . Ecco i loro rapporti in zona:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/quei-tre-ministri-che-vanno-a-fondi/2107788//0
VORREBBE CHIARIE QUESTO ASPETTO MINISTRO BRUNETTA ?
E’ VERO CHE SI OPPONE ALLO SCIOGLIMENTO DEL COMUNE DI FONDI ?
Oppure come sempre , preferisce farsi propaganda con la storia delle visite fiscali ?
Fino al 1993 esistevano i cosiddetti enti di promozione per lo sviluppo del Mezzogiorno, collegati all’Agensud (già Cassa per il Mezzogiorno).
La legge 64 del 1986 all’art. 3 istituiva presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il Dipartimento per il Mezzogiorno. Tutto ciò venne cancellato e quanto si era costruito faticosamente in oltre 30 anni è stato distrutto per una scellerata politica contro il Sud.
Come è noto alcuni enti di promozione vennero liquidati, altri trasformati e tuttora esistono ma con finalità diverse anche se finanziati con i fondi per le aree depresse o sottoutilizzate. In quegli anni il capitale umano di questi enti era costituito da qualche centinaio di dipendenti e tra questi qualche dirigente.
Le varie attività venivano svolte in diverse sedi dislocate in tutte le regioni del Sud con personale altamente qualificato, diversificato e organizzato secondo le esigenze territoriali.
I costi totali per tutta l’organizzazione degli enti di promozione non superavano i 10 miliardi delle vecchie lire.
Oggi tra gli enti sopravissuti al terremoto del ’93, l’IPI, Istituto Promozione Industriale, per l’attuazione del programma 2009 prevede una spesa di 50,6 milioni di euro, la cui copertura è con fondi pubblici (contributo ordinario ex lege 311/04 di 15.4 mln e altre risorse da varie convenzioni con il Ministero dello Sviluppo Economico e dalle regioni del Sud).
L’organico dell’ente e sbalzato a circa 300 dipendenti di cui oltre 20 superpagati dirigenti smistati oltre che, nella lussuosa sede romana, tra sedi ministeriali e Camere di Commercio dove non si capisce bene quali sono le megattività per poi chiamare anche decine di consulenti mai pubblicati per come si dovrebbe.
Le sedi dislocate nel territorio del Mezzogiorno venivano chiuse perché erano “rami secchi”.
Così quell’organismo o ente del Mezzogiorno non solo cancellava la parola mezzogiorno ma chiudeva battenti nel Sud rinnegando anche le proprie origini.
Signor ministro, si tratta di quegli organismi in house creati per eludere agli obblighi della P.A. e i principi fondamentali di legalità, buon andamento, trasparenza, imparzialità e trasparenza per cui Lei in questi ultimi anni sta conducendo una pregevole battaglia. Inoltre in questi enti, come Lei sa non si accede mediante concorso bensì con il metodo “mi manda …”.
La meritocrazia e l’alta professionalità resta solo nelle belle parole e non va oltre.
Con i fondi del Sud si sperperano centinaia di migliaia di euro per pseudoconvegni per parlare nel merito e del merito con filosofi e sociologi in lussuosi locali del centro di Roma brindando alla faccia della povertà meridionale.
Forse è il caso di indignarsi e mettere almeno un po’ di ordine; in un periodo di crisi, come questo qualcuno dovrà avere il coraggio di porre fine agli sprechi e a scovare i nuovi fannulloni sedicenti dipendenti privati imboscati tra il personale ministeriale.
Il mese di agosto è finito e Lei ha dedicato con i suoi interventi tutto il periodo alla discussione sul Mezzogiorno. Forse adesso bisognerà trarne delle conclusioni ed iniziare un lungo periodo di tempestiva attività,se è vero che “nella vita di un ministro capitano dei momenti che ti lasciano dentro un segno importante, la sensazione che il Sud ce la possa davvero fare”.
Grazie.
Si parla tanto di coordinamento fra gli enti pubblici ed io da 5 anni sono perseguitato dall’agenzia delle entrate con richieste di pagamento di un bollo auto per un’auto venduta nel 2001 (richieste puntualmente annullate dopo la presentazione della documantazione) solo perche l’Agenzia delle Entrate non ha rapporti con il PRA e non riescono a comunicare la variazione dei dati anagrafici relativi all’auto.
Da 5 anni ricevo richieste di pagamento per le quali l’agenzia delle entrate sperpera denaro pubblico ed io tempo prezioso nel produrre la documentazione atta all’annullamento.