Strategie per l’innovazione

coordinamento tra enti
Foto di Extra Ketchup

Un importante ruolo per il progredire dell’economia e della società nel Mezzogiorno è l’attuazione di strategie innovative, che impieghino le risorse pubbliche per finanziare infrastrutture fisiche e tecnologiche e alimentare una strategia per l’innovazione in cui il settore pubblico è componente cruciale sia dal lato della domanda sia dal lato dell’offerta.
Anche per quanto riguarda la spesa infrastrutturale, la pianificazione deve essere chiara e non oggetto solo di contrattazione politica. Una parte della spesa per investimenti pubblici è di sostituzione e di mantenimento ed è evidente che laddove lo stock d’infrastrutture è maggiore, questa spesa assorbe più risorse. La riduzione del gap infrastrutturale tra nord e sud va visto in termini di “investimenti netti”, controllando che significhino aumento dello stock. Importante è inoltre assicurare un livello adeguato di manutenzione per qualificare l’esistente ed evitarne il degrado.

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9 Commenti a “Strategie per l’innovazione”

  1. GiovanniMasi scrive:

    Dopo il post sull’Universita’, questa e’ un’altra banalita’…
    Non solo non esamina i problemi (e ci sarebbe l’imbarazzo della scelta), ma non propone neanche delle soluzioni concrete.
    Perche’ allora eleggiamo i politici?!

  2. mario scrive:

    Il trasferimento di nuove tecnologie nel processo produttivo ha interessato negli anni ’90 molte imprese dell’intero territorio nazionale.
    Al Sud le strategie innovative sono sempre state marginali e destinate a poche imprese.
    E’ superfluo ribadire che l’innovazione e l’efficienza sarà la strategia per uscire dalla crisi attuale.
    Il Mezzogiorno può e dovrà essere l’area dove investire in innovazione tecnologica e ed in nuove infrastrutture.
    Il Sud ha le caratteristiche necessarie per uno sviluppo sostenibile.
    Per essere più concreti si vuol fare evidenziare le naturali risorse dell’estremo Sud:
    a)energie rinnovabili (solare, idroelettrico, biomasse, geotermico, etc);
    b)turismo sostenibile; migliaia di km di coste, parchi montani, collinari e marini;
    c)agricoltura mediterranea specializzata e pregiata (ulivo, arancio, bergamotto, pomodoro);

    d)capitale umano (migliaia sono i laureati che emigrano al centro- nord);
    e)vaste aree industriali che possono contenere centinaia di nuove iniziative imprenditoriali

    Il gap infrastrutturale va ridotto con immediati investimenti mirati ad eliminare quei buchi neri sparsi nel Sud.
    Le risorse endogene del Mezzogiorno vanno rivalorizzate e utilizzate per uno sviluppo sostenibile dell’intero paese.
    Rifondiamo la Cassa per il Mezzogiorno (chiamiamola IASM-Istituto Autonomo per lo Sviluppo del Mezzogiorno o altro) e ammettiamo umilmente che è stato un grave errore dismettere le attività nell’ormai lontano 1993.
    Ricostruiamo velocemente un sistema autonomo, lontano dalle infiltrazioni dei partiti e dei politici di basso profilo.
    Rinnoviamo la fiducia nelle istituzioni più sane e prendiamo i migliori a cui affidare gravosi compiti da assolvere con passione e determinazione.
    Eliminiamo i carrozzoni, gli enti inutili e isoliamo i parassiti che hanno già succhiato la linfa vitale per lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno e dell’intero Paese.
    Applichiamo le regole della meritocrazia senza guardare in faccia a nessuno (politici e non).
    Solo così possiamo ricominciare e ricostruire un Sud da dove l’avevamo lasciato da oltre tre lustri.
    Amiamo l’Italia, amiamo il Sud, amiamo noi stessi.

  3. cinzia scrive:

    Se vogliamo veramente rinnovare il paese, sia nell’etica che nello
    sviluppo economico dovremmo prestare più attenzione alla voce dei molti lavoratori, che inseriti negli enti statali vengono isolati emarginati, depauperati, deufradati a motivo di…discriminazione: sociale, razziale,religiosa o quant’altro.
    Queste persone, in verità non poche, potrebbero essere utilizzate per produrre e messe in condizione di lavorare anzichè trovarsi annoverate “loro malgrado” tra i parassiti del Pubblico Impiego.
    Diamo voce ai tanti fanulloni e ne sentirete delle belle!

  4. michele scrive:

    Oltre alla “poesia” ci vuole la pratica. Per la “pratica” servono soldi che non ci sono e volontà politica di: modificare o abrogare le leggi attuali, responsabilizare i dirigenti, ( con corsi di management, e non per anzianità o per padrinaggio politico – sindacale, dare loro poteri e precisi indirizzi di produttività e di budget).
    La burocrazia, salva questo Paese se i politici diventano cittadini e non “madarini”, fanno un uso corretto sia in prima persona – al PARLAMENTO – ( es. rinuncino a tutti – o quasi – i privilegi sia durante il mandato che dopo ), fanno leggi che non hanno bisogno di “interpretazioni” o deleghe per essere applicate; sia come cittadini : prendere un pulman, fare le code,lamentarsi perchè con lo stipendio non arriva alla terza settimana del mese, ecc.
    Tutto questo è vera rivoluzione non prendersela con i piccoli travet.

  5. Virghil scrive:

    Anche opporsi allo scioglimento del COMUNE DI FONDI (LT) per gravi infiltrazioni mafiose rientra nei piani strategici per l’innovazione ?

    Probabilmente si , visto che Brunetta e’ uno degli oppositori al commissariamento del comune di Fondi . Contrariamente da quanto richiesto dal ministro degli interni Maroni e dalla deputata Angela Di Napoli .

    Quei tre ministri che vanno a Fondi
    “Sono intervenuti in tanti” ha dichiarato il premier. Brunetta, Meloni, Matteoli . Ecco i loro rapporti in zona
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/quei-tre-ministri-che-vanno-a-fondi/2107788//0

  6. [...] e usando toni suadenti, non molla di un centimetro: attraverso la trasparenza assoluta vuole efficienza e organizzazione in tutti i settori dello Stato. Ministro, alla fine di settembre il decreto di attuazione della sua [...]

  7. [...] e usando toni suadenti, non molla di un centimetro: attraverso la trasparenza assoluta vuole efficienza e organizzazione in tutti i settori dello Stato. Ministro, alla fine di settembre il decreto di attuazione della sua [...]

  8. [...] e usando toni suadenti, non molla di un centimetro: attraverso la trasparenza assoluta vuole efficienza e organizzazione in tutti i settori dello [...]

  9. lucia scrive:

    No ai premi di produttività e ai voti sul budget.
    Tanto vengono premiati i fornitori di mazzette, i poco funzionali, i poco presenti e se non sei del colore di chi potrebbe premiarti, soprattutto nei luoghi pubblici, e solo lavoro in più che si fa finché le energie lo permettono e si ha riconoscimento dalle persone che nel bisogno ti ringraziano (e non è poco).
    I soldi “risparmiati” potrebbero essere utilizzati per il fabbisogno di risorse umane nell’ambito della sanità, di integrare servizi sanitari territoriali sotto il minimo di personale garantito.

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