Eccellenza nell’università

Foto di Loungerie
La tematica dell’Istruzione e in particolar modo delle università è un tema che mi sta molto a cuore.
Partendo dalla considerazione che i professori sono pagati in modo uguale in tutta l’Italia bisogna capire esattamente cosa non funziona e perché molti studenti meridionali preferiscano trasferirsi e andare a studiare al centro o al nord in collegi o università spesso private. Perché invece non si possono avere in egual maniera trasferimenti di eccellenze anche al sud, in modo da attrarre studenti dal nord al sud, dove anche la logistica potrebbe essere migliore? Una risposta possibile ritengo sia il fatto che non si tratta di trasferire maggiori risorse, ma semplicemente di legarle ai risultati.
Tag: nord, sud, università
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Davvero??
Questa si’ che e’ una scoperta
Le università del Sud non sono sufficienti neanche a contenere gli studenti locali che ogni anno si iscrivono al primo anno di corso di laurea.
Solo per fare un esempio ogni anno circa 25000 studenti meridionali si iscrivono nelle università del centro-nord. Di contro nelle università del Sud di studenti provenienti del centro- nord se ne contano qualche centinaio.
Nelle regioni più deboli del mezzogiorno le strutture universitarie sono di gran lunga insufficienti e negli ultimi anni l’edilizia universitaria ha segnato il passo.
Sempre per fare un esempio, in Calabria esistono tre giovani sedi universitarie in costruzione da oltre trent’anni, non giunte al completamento.
Mancano aule, laboratori, alloggi per studenti e professori.
Dalla stessa regione emigrano ogni anno oltre 10.000 studenti verso le regioni del centro-nord.
Il flusso migratorio studentesco crea disagi e costi alle famiglie.
Basterebbe poco per portare a regime almeno l’edilizia universitaria nel mezzogiorno e colmare il divario con il centro- nord.
Come ben noto le università nelle grandi città sono sovraffollate e nascono le seconde, terze, sedi universitarie creando anche problemi alla mobilità urbana.
Invertire la rotta degli studi universitari verso il mezzogiorno e le città più piccole, più vivibili è un’ottima idea da iscrivere nell’agenda della politica dei prossimi mesi.
Caro Ministro, faccia una bella radiografia delle piante organiche delle Università del Sud e si accorgerà l’elevatissimo tasso di baronia (non solo a livello accademico ma a tutti i livelli della piramide universitaria) che regna nei nostri atenei.
Parentele e amicizie ben poco hanno a che fare con il concetto di merito!!!!
Io sono lo zio di un giovane (Adamo Mario) che l’anno scorso è entrato alla Normale di Pisa, 14° su 28 posti assegnati, per la classe Lettere e Filosofia, e che entro la sessione estiva 2009 ha già dato tutte le materie del 1° anno (eccetto una, che darà a giorni), con una media del 28/29,(ma a quegli esami si devono aggiungere gli altri richiesti dalla Scuola Normale).
Le chiedo e michiedo, è questo un esempio di giovane meritevole?
Ebbene, non è così: tant’è che l’INPDAP, nel Bando – denominato
“Homo Sapiens” – con il quale assegna borse di studio a giovani universitari, esclude la possibilità di cumulo con altre borse di studio, e dunque mio nipote dovrà accontentarsi dei € 1000 che gli assegna la Normale.
Tutto ciò è un classico esempio delle assurdità italiane, dove tutti parlano di merito e di eccellenze, ma solo a parole.
Nel ringraziarLa
le invio i miei più sinceri auguri
Maurizio La Monica
P.S.: Spero che Ella possa far modificare tale bando.
Caro Ministro, forse perché nelle nostre università del Sud regnano solo le caste, i posti sono riservati a figli, parenti di primo, secondo, terzo grado e forse anche a quelli che ancora non sono nati. Non credo che al nord ciò sia totalmente diverso però aggiunga il fatto che le strutture sono spesso fatiscenti, che i segretari è come se non focissero e che molti professori sono dei veri e propri intoccabili che non si presentano agli esami, non si degnano di pubblicare gli appelli ma devi PREGARLI E CONTATTARLI per conoscere la data di un esame e bocciano per antipatie o per il semplice gusto di farlo. Lei fino ad ora ha tutta la mia stima ministro, ma se non interviene nello schifo che c’è nelle università, sarà un pò deludente.
[...] solo per le attuali 190 mila figure dirigenziali, ma anche per magistrati, avvocati dello Stato, docenti universitari, militari, diplomatici e prefetti, vigili del fuoco e dirigenti penitenziari. Come si calcolerà [...]
[...] solo per le attuali 190 mila figure dirigenziali, ma anche per magistrati, avvocati dello Stato, docenti universitari, militari, diplomatici e prefetti, vigili del fuoco e dirigenti penitenziari. Come si calcolerà [...]