Legalità e merito

Foto di Manfrys
Un aspetto significativo per il nostro Mezzogiorno è quello di diffondere sempre più il valore della legalità. C’è bisogno di legalità, poiché essa costituisce la premessa di qualsiasi crescita reticolare di beni relazionali, e non va ricercata solo nei confronti della criminalità organizzata, ma anche nel funzionamento della giustizia civile. Questo perché se lo stato non è in grado di rendere giustizia e far rispettare le regole, il suo posto viene preso da istituzioni ombra a carattere mafioso, facilitando così il riprodursi di questi circoli viziosi. E un contributo importante alla diffusione della cultura della legalità può venire proprio dalla Pubblica Amministrazione. Tutta l’amministrazione pubblica è parte importante del contesto sociale ed economico e della cultura della legalità e del merito. Difatti, laddove la pubblica amministrazione non funziona, dilaga la corruzione, l’assenteismo e l’illegalità. E per combattere tutto questo non basta rispettare le regole, ma è anche utile e importante attuare un sistema di premialità sui risultati, totalmente diverso da quelli fin qui adottati
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Il buon funzionamento della P.A. fa crescere la fiducia del cittadino nello Stato.
Una efficiente organizzazione degli uffici giudiziari e le tempestive risposte della Magistratura non fanno perdere le speranze dei cittadini nella Giustizia civile, penale e amministrativa.
Se crediamo tutti nella giustizia facciamo fare i processi senza immunità per nessuno (parlamentare nazionale o europeo).
Se vogliamo che non dilaghi la corruzione, combattiamo i corrotti a partire dai parlamentari che sono i massimi rappresentanti della P.A.; combattiamo gli assenteisti anche sanzionando quei parlamentari che in aula ci stanno solo per qualche votazione di fiducia; combattiamo quei parlamentari che si macchiano dei reati più gravi e stanno ancora a rappresentare gli italiani più onesti.
Diamo l’esempio.
Se agli italiani chiediamo il rispetto delle regole; se vogliamo diffondere il valore della legalità al Sud e anche, perchè no, al Nord, alziamo forte la guardia in tutte le istituzioni.
Facciamo rispettare le regole a tutti.
Anche qui basta poco.
I valori del vivere civile si manifestano con l’indignazione di fronte a chi non rispetta quelle regole essenziali di chi vuole stare nella società.
Cominciamo a togliere il saluto a chi di regole non vuole che saperne.
Indigniamoci davanti coloro che riconosciamo disonesti.
Non giustifichiamo col silenzio i corrotti, gli assenteisti e gli autori di atti illegittimi e illeciti nella Pubblica Amministrazione.
Si può premiare la meritocrazia, eppure è sufficiente fare poche cose, se si vuole.
“Agli impieghi nelle Pubbliche Amministrazioni si accede mediante concorso”. Cosi era ed è ancora scritto nella carta costituzionale.
Rispettiamo la Costituzione.
Richiamiamo seriamente chi cerca in ogni modo di eludere il principio fondamentale della meritocrazia.
Perché far lavorare nella pubblica amministrazione e negli enti c.d. pubblici tanti personaggi che non hanno mai fatto un concorso?
Perché per evitare le regole della trasparenza, del buon andamento e dell’imparzialità si creano i cosiddetti organismi in house alla P.A. dove si impiegano parenti ed amici di personaggi legati alla politica?
Possiamo farcela con maggior controllo al Sud e al Nord per pulire nella Pubblica Amministrazione quanto c’è di sporco,
DIAMO UN ESEMPIO E DIFFONDIAMO LA LEGALITA’ AL SUD, MA ANCHE AL NORD.
Un buon funzionamento nella P.A.???? Cominciamo innanzi tutto a parificare gli stipendi dei dipendenti della P.A. italiana a quelli dei dipendenti delle P.A. degli altri paesi europei (Germania, Lussemburgo, Belgio, Francia, Danimarca, Olanda ecc…) e dopo se ne parla del buon funzionamento…qui vorrebbero la “Botte piena e la moglie ubriaca”
Preg.mo Dottore,
per quel che sto sentendo, riconducibile a Lei, mi sembra di ascoltare cose che da sempre uomini come me, che hanno votato con un Sacro Giuramento la propria esistenza allo Stato attraverso l’Arma dei Carabinieri, avrebbero voluto sentirsi dire.
Non un premio al merito, Signor Ministro, perchè l’Onore che un “figlio dello Stato” ottiene con i suoi risultati non gli appartiene, ma tutela. Quella tutela che è assolutamente assente mentre appare burocraticamente presente; quella tutela in via generale di cui godono tutti coloro che svolgono un servizio che dovrebbe essere esclusivamente rivolto al cittadino come se fosse una semplice attività lavorativa impiegatizia, e mi creda, sono la maggioranza. Non glielo faranno mai capire, ma sono la maggioranza.
Ecco, Dottore,
per rimanere nell’argomento della presente mi fermo qui:
“non merito riconosciuto individualmente, perchè esporrebbe pericolosamente alla psichiatrica vanità personale ai fini di carriera, all’esaltazione, ma tutela di tutti coloro che, a causa di pochi, sono stati costretti a lasciar morire dentro al cuore, la propria scelta di vita.
Complimenti è dir poco, Dottor Brunetta.
Tenga duro la prego, in nome del sottoscritto che per lei è uno sconosciuto, ma sopratutto in nome di chi ancora Crede nello Stato ed in quegli Uomini che davvero lo rappresentano.
In atto, come Lei Ministro.
Francesco Cuzzilla
Sig. Lorenzo, non c’è bisogno di guardare all’estero…basterebbe equiparare gli stipendi dei dipendenti degli enti e uffici pubblici delle regioni ordinarie a quelli (favolosi) dei dipendenti degli enti e uffici pubblici siciliani!!!!
Roberto G. scrive:
21 agosto 2009 alle 12:28
Sig. Lorenzo, non c’è bisogno di guardare all’estero…basterebbe equiparare gli stipendi dei dipendenti degli enti e uffici pubblici delle regioni ordinarie a quelli (favolosi) dei dipendenti degli enti e uffici pubblici siciliani!!!!
Roberto, gli stipendi degli enti pubblici e della regione sicilia sono certamente piu’ alti di quelli dello stato italiano ma……definirli favolosi mi sembra davvero eccessivo…….
non cè nulla di favoloso ….e noi fatichiamo ad arrivare a fine mese esattamente come faticano tutti……. stipendi favolosi…. se non ci fosse da piangere direi che sarebbe il caso di farsi due risate
l’ho detto io che i nostri politici si ingrassano semplicemente mettendo gli uni contro gli altri…..piu’ noi ci scanniamo e piu’ loro di ventano ricchi…..la solidarieta’ e’ l’unica arma che li puo’ ammazzare ma noi italiani non sappiamo neanche come sei a fatta…….che squallore!!!!
scusate qualche errore di battitura
ma che e’? adesso i nostri scritti appaiono in grassetto?
IL MATTINO .IT
Posillipo, i vigili sequestrano tre lidi
i bagnanti costretti ad andarsene
NAPOLI (20 agosto) – Tre stabilimenti balneari della zona di Posillipo sono stati sequestrati dalla polizia municipale di Napoli nel corso di un’ operazione di controllo condotta da mare e da terra. Gli stabilimenti, il «Lido Marechiaro», il «Lido delle Rose» ed il «Lido del Gabbiano» – secondo quanto reso noto dalla polizia municipale – erano privi di concessione. La polizia municipale ha operato a bordo di natanti della polizia penitenziaria già utilizzati nei giorni scorsi per controlli nel golfo di Napoli. I numerosi bagnanti presenti hanno avuto un’ora di tempo per lasciare le spiagge.
Al «Lido le Rose» la polizia municipale ha sequestrato una piattaforma di legno di 980 metri quadrati utilizzata come solarium e realizzata senza autorizzazioni. Anche il bar in funzione nello stabilimento balneare funzionava illegalmente. Gli addetti non avevano il libretto sanitario e mancavano le autorizzazioni dell’Autorità sanitaria.
Al «Lido Marechiaro» sono state sequestrate una piattaforma di 350 metri quadrati ed il bar, privo di autorizzazione.
Al «Lido Il Gabbiano» è stata sequestrata una struttura realizzata in legno utilizzata come solarium di circa 300 metri quadrati. Qui il gestore è stato invitato a presentare entro cinque giorni i documenti relativi alla voltura dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande.
LA POLIZIA PENITENZIARIA? E CHE CI AZZECCA !
Ridicolo i sequestri in mare sono stati fatti dai Vigili Urbani e dalla Polizia Penitenziaria. Scusate ma la Polizia Penitenziaria non ha come compito istituzionale la vigilanza per l’ordine e la sicurezza all’interno delle Carceri ? Mi pare che la vigilanza esterna in mare è stata sempre affidata ai Carabinieri, alla polizia e alla Guardia di Finanza sin dai tempi dell’istituzione dei supercarceri di Pianosa e l’Asinara? Oltre a fare il trasporto degli Agenti sulle isole per il loro compito, perchè spendono soldi pubblici per fare servizi che non li comptetono assolutamente. La magistratura contabile deve intervenire immediatamente per far cessare questo danno all’errario che è fatto di soldi nostri. Evidentemente qualcuno del governo dovrà chiedersi se queste Motovedette della Polizia Penitenziaria non siano un cosa inutile, visto che vengono utilizzate dai Vigili Urbani per servizi non attinenti ai compiti istituzionali della Polizia Penitenziaria? Come mai hanno usato un mezzo destinato ad altri compiti? C’è davvero la necessità di fare un pò di chiaraezza . Niente di personale. Ma i soldi sono nostri.
commento inviato il 20-08-2009 alle 20:43 da Nicola
Noi vogliamo i carabinieri e la Polizia a mare.
Cari amici noi vogliamo i Carabinieri e la Polizia a mare. La C.P. a mani nude non ci interessa. La “Guardia Costiera” deve rispettare i ruoli e fare solo il soccorso che un compito che svolge con grande professionalità. Per il resto la sicurezza pubblica non le compete e deva farsi da parte. E’ inutile fare tanti articoli sui giornali e sulla rai tre che ci sta tempestando di servizi. Ci fanno ridere certi proclami televisivi da parte anche di personale che dice certe cose che non stanno ne in cielo e ne in terra. Come per terra in Italia noi italiani vogliamo i Carabinieri e le Polizia che da secoli hanno dimostrato di avere grande professionalità nella risoluzione delle problematiche sulla sicurezza (vedasi i risultati sulla mafia, camorra e drangheta). I miracoli li fanno solo i santi. Nel Gofo di Napoli ho notato in navigazione almeno 6 Motovedette dei Carabinieri 3 della Polizia e una decina della Guardia di Finanza. Perciò non diciamo sciocchezze. I giornali li leggiamo tutti e di soccorsi in mare da parte dei carabinieri, Polizia e Finanza li abbiiamo letti tutti. Chiaramnete sono maggiori gli interventi in materia di sicurezza pubblica come il controllo di pregiudicati, sorvegliati speciali, trafficanti di droga e di armi ecc.
La Guardi Costiera come forza di Polizia non si farà mai ve lo dovete togliere dalla testa. Che facessero bene i marinai, mestiere per il quale sono in mare . Le chiacchiere stanno a zero dicono i Romani.
MINISTRO BRUNETTA PER FAVORE PROVVEDA LEI IN QUESTO CAOS.
Egregio signor Ministro
è vero come dice l’amico Mario che il buon funzionamento della P.A. fa crescere la fiducia del cittadino nello Stato. Ma il buon funzionamento viene anche e, soprattutto, dai vertici della P.A.
Cosa mi risponde se le ricordassi che le ho inviato 3 (tre) raccomandate con ricevuta di ritorno, che Le ho scritto sul suo blog su un quesito importante che necessitava di una risposta in tempi decenti (30 gg?) e non ho avuto ALCUNA risposta da diversi mesi?
E’, sinceramente, un comportamento che lascia perplessi dal momento che proviene da una persona che sbombarda in ogni dove di voler spingere per rendere la P.A. al massimo della efficienza.
La stimo molto
ma ho la sensazione che, forse, le attività di palazzo la stiano uniformando al comportamento dei colleghi che l’hanno preceduta.
Buon lavoro.
Sig.ra iomesempreio, se non sbaglio voi dipendenti pubblici siciliani guadagnate il doppio di quanto guadagnano i vostri parigrado delle regioni ordinarie…forse non avrete stipendi “favolosi” ma…in confronto ai calabresi, ai campani, ai pugliesi, ai toscani, ai marchigiani, ai lombardi, ai piemontesi, ai veneti, agli emiliani/romagnoli, ecc., ecc., i vostri sono ottimi stipendi…che dire????…buon per voi!!!!…e poi i sindacalisti si scandalizzano delle “gabbie salariali”!!!!…ma se ci sono già!!!!!!
Caro Ministro Brunetta,
io sono tra quelli che apprezzano i tuoi sforzi pewr migliorare le amministrazioni pubbliche, ma non vedo (nessuno vede) un progetto complessivo ed una metodologia in vista di tale obiettiv, ciò che per un Governo solido e duraturo costituisce un forte dovere.
Non si può ignorare che lo Stato paga inadeguatamente i propri dipendenti in relazione alle prestazioni richieste e, in base ad una elementare regola economica, per questo riceve prestazioni per lopiù scadenti in quanto commisurate all’entità della paga. L’art. 37 cost. (principio della giusta paga) non viene applicato nel publico impiego, senza che lo stesso art. 37 faccia distinzioni. Le mansioni superiori – anche se certe, comprovate – non sono retribuite se non sul presupposto di formale preventivo riconoscimento, che tuttavia non interviene nella quasi totalità dei casi.
Le retribuzioni sono uguali, a parità di funzioni, per co0loro che hanno famiglia consistente e per coloro che sono scapol; sono invece notevolmente diversificate, a parità di funzioni o mansioni, per dipendenti di Amministrazioni diverse. E’ un vecchissimo problema, ma non lo si affronta.
Occorre muovere dall’impostazione che propose Massimo Severo Giannini, che mosse dall’idea che occorreva e occorre una visione ed una ricomposizione ampia e radicale dell’Amministrazione in tutto il suo pluraliamo.
I nodi fondamentali sono (da sempre): 1) Paga giusta ai pubblici dipendenti e rigorosa pretesa dagli stessi delle relative prestazioni al massimo quali-quantitativo /affrontando il tema della metodologia dellamisurazione delle prestazioni: non è facile, ma occorre farlo); 2) Eliminare tutti i premi per raggiunti obiettivi e sostituire gli stessi con la detrazione di parti di retribizione in caso di non raggiungimento degli obiettivi stessi; 3) snellire i procedimenti amministrativi: si è tentato di farlo molte volte, ma senza effettiva volontà e capacità; 4) ridurre gli apparati organizzativi, come numero (accorpando le funzioni analoghe: ma in molti casi si tratta di funzioni identiche distribuite in enti diversi) e come consistenza strutturale (in correlazione alla riduzione procedimentale).
Tornerò su questi e su altri punti essenziali, ma ciò che intendo segnalare è che non può un Governo esplicare le proprie funzioni in un contesto sociale che lo accusa non solo di non ridurre, ma addirittura di incrementare gli apparati che costituiscono una grande parte del costo pubblico (vedi l’istituzione di nuoive Province, a fronte della generalizzata richiesta di soppressione di tutte le Province).
Perchè l’Inps, l’Inadel, l’Empas, l’Enpals, l’Inpdap, l’Empdep, ecc. ecc. non si riducono ad un unico organismo snello e coerente, pur con le diversificazioni (quelle giustificate!)di prestazion i per categorie? Tutti sanno che si tratta di duplicazioni che, al pari delle Province e di molti altri enti pubblici, servono ai politici (non alla Politica”) ed è difficile contestarlo.
Perchè non si impone, con legge costituzionale, l’obligatoria unificazione dei Comuni inferiori ad un certo numero di abitanti in modo da poter organizzare i servizi di livello locale più efficacemente e con minori cost, e comunque (ancora) ridurre gli apparati amministrativi ed i posti politici?
Tornerò nei prossimi giorni su questi ed analoghi temi (prometto: con uni sforzo di organicità=.
Ciò che va sottolineato è che il risanamento dell’amministrazione pubblica (comprensiva delle risorse umane in essa coinvolte) può anche cominciare con il porre limiti all’allontanamento dal servizio per malattia; ma da un lato occorre fare doverose distinzioni (ti sei accorto quanti danni hai arrecato agli in abili pubblici dipendenti, conricaduta della spesa a carico delle amministrazioni?), dall’altro occorre operarwe sulla base di un progetto generale chiaro (reso chiaro per la gente) che attenga agli aspetti fondamentali del problema del rinnovamento dell’ordinamento delle amministrazioni pubbliche (nel cui contesto vanno affrontate le questioni del personale).
Sappiamo tutti che non è facile: ma chi ha detto che i Governi affrontano solo problemi facili? Specialnmente un Governo di solida maggioranza e quindi duraturi deve occuparsi di gosse e fondamentali questioni,
Cari saluti e buon lavoro. (Nico Speranza)
Ing. Angelo SCASSA
Cambiano (TO)
tel. 338-1252787 – fax: 178-2225712
Egregio Ministro,
Sono un ingegnere professore di ruolo di discipline meccaniche presso un istituto professionale statale di Torino, che costituisce una realtà dimensionalmente importante nel panorama della scuola in Piemonte con i suoi circa 1.000 allievi.
La mia vicenda personale è emblematica dello stato di paura in cui vivono i docenti italiani, che, anche per via del numero non indifferente di precari, sono usi ad obbedir tacendo. Ricordo che a dicembre dello scorso anno una collega di una scuola di Chieri, che su Internet aveva denunciato i pericoli della suo istituto, dopo il drammatico crollo di una controsoffittatura al liceo Darwin di Rivoli, in cui perse la vita uno studente, venne minacciata dal dirigente scolastico di licenziamento.
Credo infatti di essere uno dei pochi docenti italiani punito per aver denunciato gravi fatti gestionali della scuola in cui insegna in una conferenza stampa che tenni nel giugno 2008 in Piazza Montecitorio a Roma.
Sono pure reo di aver consentito a studenti maggiorenni di scioperare per sacrosanti motivi inerenti l’arbitrio organizzativo dell’istituto e lo stato pietoso dei laboratori.
Complessivamente mi sono stati recentemente comminati – con due decreti punitivi – 40 giorni di sospensione dall’insegnamento ed il blocco degli aumenti di stipendio per tre anni, il che significa oltretutto un danno economico stimabile complessivamente negli anni pari a 22.000 euro.
La mia preside ha richiesto un’ispezione durante la quale ragazzi palesemente impauriti hanno invece semplicemente ed unicamente dichiarato all’ispettrice che “abbiamo scioperato perché il 25 ottobre durante la lezione il prof. SCASSA ha dichiarato che potevamo fare sciopero …Il professore ci ha così influenzato ed abbiamo deciso di scioperare” . Io non sono manco stato ascoltato.
Ho subito minacce, intimidazioni ed ingiurie assortite da parte di collaboratori e tirapiedi vari della preside.
Ho denunciato nella conferenza stampa incriminata fatti gravi che comprendono:
1) il depauperamento per centinaia di migliaia di euro del patrimonio tecnologico della scuola: è stato rottamato un impianto di produzione del valore di circa un miliardo e mezzo di vecchie lire, sono state sprecate decine di migliaia di euro per materiale informatico inservibile o mai consegnato, si è abbattuto un laboratorio di chimica costruito cinque anni prima per costruirvi un secondo bar
2) gravi problemi di sicurezza: gli allievi sono stati spediti in laboratori a forte rischio per la sicurezza con pericolo di esplosioni, di collassi strutturali
3) il taroccamento di crediti scolastici, attribuiti con errori ed in modo casuale, dietro disposizione del Dirigente Scolastico, che contribuiscono a definire il voto dell’Esame di Stato e possono quindi risultare determinanti per la promozione.
4) la gestione illegittima della scuola – per almeno un decennio non sono mai stati né letti né approvati i verbali dei collegi docenti, le elezioni per gli organi collegiali si svolgono in clima di intimidazione pesante per i candidati dissenzienti,
5) Una pianificazione sistematica del mobbing nei confronti di chi denuncia le porcherie che si verificano nella scuola mediante l’uso di tutti gli strumenti ritenuti all’uopo idonei, ivi comprese calunnie assortite. Un collega dissenziente, con pretesti, è stato addirittura cacciato dalla scuola.
Alcuni di tali episodi furono già oggetto di interrogazioni al Senato ed in Consiglio Regionale del Piemonte.
Qui la punizione è arrivata per direttissima, nessuna ispezione.
Ho scoperto da poco, e denunciato il fatto, che la mia preside per costruire la sua macchinazione e per discolparsi ha prodotto addirittura una serie di documenti grotteschi che sono a sottoscrizione palesemente falsa: lo ha fatto sia nei confronti dei suoi superiori – che comunque le parano il sacco – sia con i giudici che l’hanno indagata e che lei palesemente in tal modo irride.
Nella puntata di Report andata in onda il 19/4/2009 si trattavano casi di dirigenti scolastici che hanno rubato e sottratto fondi, rimasti impuniti al loro posto: purtroppo il ministro Gelmini, dinnanzi a queste sconcertanti vicende, rispondeva alla Gabanelli “Ho le mani legate” Da quanto si è visto nella trasmissione pare infatti che l’autonomia scolastica funzioni sul modello bolscevico: in questo caso gli Uffici scolastici regionali (Comintern) proteggono i dirigenti scolastici (capataz locali).
Personalmente ho fatto anche un piccolo miracolo: Berlusconi ha trasformato – con la sua vita privata – la sinistra in moralista e bacchettona, dopo decenni in cui aveva decantato le virtù dell’amore libero, io ho portato una storica dirigente di sinistra dell’Ufficio scolastico regionale, indagata per mobbing dalla Procura, a negare il diritto di sciopero agli studenti maggiorenni. Inoltre la sinistra burocratica della scuola mi ha punito a tempo di record con una umiliante ed onerosa sospensione per una conferenza stampa: davvero qui da una parte si tuona contro la mediacrazia berlusconiana, salvo poi, pure qui nel solco del peggior fariseismo, senza vergogna alcuna, arrivare alla censura del dissenso.
Lei, Egregio Ministro prof. Brunetta, di questo sfascio della scuola che ne pensa?
Le pare poco che nella scuola pubblica italiana non trovino cittadinanza i diritti, di espressione del proprio pensiero e di protestare, pacificamente sanciti dagli art. 21 e 40 della Costituzione?
Non ritiene utile un’indagine ministeriale in merito? Altro che insegnanti di religione di serie B: qui siamo tutti insegnanti di serie Z!
Cordialmente.
Torino, 21 agosto 2009
Angelo SCASSA
……Legalità e merito ?
Che MERITO AVREBBE un comune come quello di FONDI (Lt) per non essere immediatamente sciolto per INNEGABILI MOTIVI DI ILLEGALITA’?
Nonostante la richiesta da parte del ministro Maroni e della voluminosa relazione del prefetto di latina B. Frattasi .
C’e’ lo dica il ministro Brunetta , visto che a quanto pare e’ uno di quelli che si OPPONE FORTEMENTE allo scioglimento del comune di Fondi !
Brunetta che ne diresti di tagliarer anche gli stipendi dei parlamentari, ce ne sono parecchi anche li di fannulloni.
o magari visto che appartieni alla casta la tuteli solo?
Ciao Andy !
Tagliare stipendi ?
E in che misura?
Questi ciarlatani venditori di fumo, sono riusciti a convincere il popolino più ignorante d’europa che è normale che onorevoli e senatori debbano essere ricchi….sono stati più bravi di wanna marchi, ma si sa, per la sopravvivenza della specie questo ed altro.
Se tu arrivassi a mettere il culo su una poltrona del genere, vorresti veramente tornare a guadagnare quello che guadagnavi con il tuo precedente lavoro?
Personalmente conosco un onorevole che ha guadagnato tutta la vita 1600 euro , ora ne guadagna circa 13000 netti, più tutti i privilegi.
Piuttosto che tornare alla vita di prima si farebbe tagliare una gamba.
CHI LEGIFERA NON DEVE ESSERE RICCO=
PARLAMENTARI E SENATORI NON DEVONO ESSERE RICCHI.
Come può un ricco decidere per me? Quei delinquenti decidono di approvare contratti da terzo mondo e a beccarseli sono i nostri figli e non i loro, quei maledetti decidono che dobbiamo lavorare 40 anni e a loro ne bastano 3
Avete mai sentito dire di un onorevole che è stato vittima della mala-sanità? No loro non rischiano , hanno copertura sanitaria totale gratuita e di massima qualità.
Mi vien da vomitare, sono nato nel paese peggiore del 1 mondo..o possiamo considerarlo il migliore del 2 mondo….
A Quando un raccolta firme per dargli uno stipendio normale da sudarsi per 40 anni?
Leggo spesso blog di Beppe Grillo, e spero che il buon Beppe organizzi qualche cosa in proposito.
Che ne pensate ? non credete che i tempi siano piu che maturi per farli scendere dal trono?
“Avete mai sentito dire di un onorevole che è stato vittima della mala-sanità? No loro non rischiano , hanno copertura sanitaria totale gratuita e di massima qualità.”
NO……COME HAI DETTO TU, VOTAANTONIO, LORO NON RISCHIANO NULLA QUANDO ENTRANO IN UN OSPEDALE. HANNO CAMERE PRIVATE, SONO SUPER ASSISTITI…IL CIBO MIGLIORE ED I MEDICI MIGLIORI….
NON RISCHIANO DI RITROVARSI COME E’ SUCCESSO A ME’ CON UNA FERITA E DEI PUNTI LASCIATI IN LOCO…E CON LA SOFFERENZA PROTRATTA PER ALTRE TRE SETTIMANE PRIMA CHE SI ACCORGESSERO CHE MI AVEVANO LASCIATO I PUNTI DENTRO LA FERITA….EPPURE HO SULLO STIPENDIO TRATTENUTE D’ORO PER L’ASSISTENZA SANITARIA….E NESSUNO MI HA CHIESTO SCUSA PER QUANTO ACCADUTO….NESSUNO MI HA CHIESTO SCUSA DELLA SOFFERENZA PATITA…..MI HANNO IMBOTTITA DI ALTRI ANTIBIOTICI ED ALTRI ANTINFIAMMATORI SCASSANDOMI IL FEGATO.
E NOI COSA DICIAMO?……..SONO COSE CHE POSSONO SUCCEDERE….COL CAVOLO CHE POSSONO SUCCEDERE!!!! MA LI MORTACCI LORO!!!!
Vorrei far sapere al piccolo grande uomo che ama molto le coe giuste di fare anche delle leggi per gli impiegati che non si assentano mai sono sempre presenti ma non fanno un bel niente prendono lo stipendio i buoni pasti e sono anche elogiati.
Gentilissimo Onorevole Brunetta oltre ad avere noi la pagella leggerà questo mio sfogo che Le assicuro non è solo mio allora si che avrò fiducia in Lei uale perchè noi impiegati non possiamo dare il voto al nostro Dirigente che tutela a chi vuole lui? Il mio stipendo è pochissimo faccio miracoli ogni giorno e Le posso assicurare che faccio il mio dovere perchè così mi hanno educata e lo farò sempre. Spero con tutto il io cuore che Lei per me stesso
Caro Iomesempreio
sono dispiaciuto , ma non sorpreso della tua disavventura ospedaliera. Penso che chiunque, direttamente o indirettamente ,abbia potuto constatare che la sanità in italia è una roulette russa .
Viviamo in un paesucolo dove la differenza tra essere curati come si deve o rischiare di morire dipende dal fato , da chi sei o da chi conosci.
Come tu sai , quando ti rechi in un ospedale sei ninte di più che un numero insignificante ma questo vale solo per noi.
Il “numero” Massimo D’Alema ,Gianfranco Fini , P.Casini e relative famiglie , cessano di essere numeri e come nella migliore tradizione di questo paesucolo diventano l’onorevole , la Moglie dell’Orevole, il figlio dell’onorevole e ricevono un trattamento che noi neanche ci immaginiamo.
In questo patetico paese non cambierà mai niente fino a che gli italianucoli non si renderanno conto e pretenderanno che chi legifera DEVE essere come noi.
Come potrà mai migliorare il servizio sanitario nazionale se chi deve legiferare in proposito riceve già un trattamento sanitario di primordine e non rischia di finire in mano a dei macellai?
Con che faccia approvano contratti lavorativi alle soglie dello schiavismo, in nome della flessibilità, quando ne loro ne i loro figli saranno mai flessibili e sfruttati?
Con che faccia ci dicono che dovremmo lavorare 40 anni quando loro dopo 3 maturano il diritto alla pensione?
Con che faccia sostengono che i salari sono troppo bassi ,quando loro guadagnano in un mese lo stipendio di un anno di un italiano medio?
Si parlava tanto di RISPARMIARE abolendo le provincie… e invece… ne nascono di nuove ogni giorno, grazie al campanilismo italico…
invece di essere accorpate si moltiplicano… si sa… un pezzo di pane e una poltrona non si negano al tesseratodi partito
ok mario, Onestà, Giustizia, Trasparenza, Moralità, Equità Sociale,.. etc, sono tutti prerequisiti che una classe politica e dirigente deve avere per una sana e corretta vita democratica in un paese moderno. Ma come si può accettare che chi ci governa e chi ci rappresenta in parlamento non siano essi i primi a rispettare questi principi ed ad avere tali prerequisiti? Se manca questo principio ogni successivo discorso decade e fa veramente sorridere il fatto che si pensi di risanare l’Italia “pescando col sorcio in bocca” gli impiegati fannulloni della P.A.. Certo anche loro debbono essere stanati e non devono poter esistere, ma, poveretti! il male dell’Italia è ben altro e viene dall’alto, dai grandi farabutti che purtroppo ci governano senza rispetto alcuno per quei principi e senza alcuna moralità vera. Non credo che basti l’assoluzione in confessionale o il pellegrinaggio NONSODOVE per avere l’approvazione delle persone intelligenti ed oneste, quale io mi considero, e non già delle prostitute o dei delinquenti che certamente approvano tutto con superficialità, qualunquismo e colpevole disinvoltura.