Proposte anticrisi: detassazioni e hit parade delle banche

bruny-intervistato

Il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta oggi in una intervista ad “Il Giornale” ha proposto di stilare una classifica delle banche più meritevoli e più disponibili ad aiutare la piccola e media impresa, che sta soffrendo molto a causa della crisi economica. “Ci sono graduatorie dei mutui e mi sono chiesto:  perché non fare altrettanto con la concessione del credito e più in generale sul comportamento degli istituti di credito di fronte alla crisi?”

Inoltre ieri il ministro aveva avanzato altre due proposte anticrisi, cosiddette di micro-economia, per stimolare i cittadini a spendere di più e aumentare così i consumi. Da un lato “la detassazione delle manutenzioni, degli impianti e delle ristrutturazioni che si fanno in casa, per dare maggiore respiro agli artigiani”, e dall’altro “detassare per esempio i buoni pasto che vengono utilizzati anche come moneta, per fare la spesa al supermercato”.

Questo perché non c’è solo bisogno delle grandi manovre finanziarie per andare in aiuto alle famiglie e ai consumatori, ma anche di piccoli interventi come questi, utili ad allentare la pressione. “In questo modo, – aggiunge – daremmo segnali positivi in termini di fiducia perché nelle famiglie il risparmio c’è”. “L’unico vero ammortizzatore sociale si chiama domanda, – dice il ministro – se potessi io userei tutte le misure per stimolarla, anche per drogarla”.

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55 Commenti a “Proposte anticrisi: detassazioni e hit parade delle banche”

  1. wanda scrive:

    mah, potrebbe essere una buona cosa ma, io penso ad esempio, che ci sono famiglie che non possono spendere perchè si ritrovano con uno stipendio solo ma non rientrano con i parametri a poter richiedere aiuti sociali così sono sole e in ristrettezze economiche, le banche devono fare il loro dovere essendo istituti privati non devono avere agevolazioni solo per la banca di stato andrebbe bene allora tutti i correntisti se si spostano con i conti vedi che le banche si danno una mossa per non perdere i correntisti ma graduatorie di merito non le vedo.

  2. Salvatore Del Vecchio scrive:

    Il Ministro Brunetta non ha proprio bisogno di essere elogiato. Se lo faccio, è perchè non sempre la sua lezione di estrema concretezza viene apprezzata per quello che è . D’altronde, le abitudini mentali degli italiani sono state da decenni condizionate ed appesantite da un tipo di politica essenzialmente retorica,declamatoria,ideologica, intellettualoide ed autoreferenziale . Di questa situazione tutta italiota dobbiamo essere consapevoli, ciò serve anche a capire il grado e la misura di eroismo nell’affrontare le resistenze e le malignità. Per il resto, per l’opposisione faziosa e cloacale, nulla il Ministro deve ripetere, tranne il vecchio aristocratico adagio : ” Aquila non capit muscas ” !

  3. pasquale scrive:

    Io credo che per risolvere la crisi in questo paese bisognerebbe fare le riforme essenziali riducendo gli sprechi ed eliminando quelle vaste sacche di privilegi che si sono create nel tempo grazie al clientelismo e alla incapacità politica. Incominciamo ad introdurre il merito anche nelle amministrazioni pubbliche,a far lavorare i dipendenti pubblici 40 ore settimanali come quelli privati a licenziare i fannulloni e gli incapaci ,a ridurre la spesa pensionistica di 4-5 punti di Pil per portarla nella media europea,incentivando le imprese che operano nelle aree più depresse del paese con sgravi fiscali , fatto questo e dopo aver recuperato ingenti risorse per ridurre le tasse e investire in infrastrutture bisogna aumentare di molte le pene anche con decine di anni di prigione per gli evasori in modo da aumentare considerevolmente il gettito fiscale dello stato per ridurre ulteriormente la pressione fiscale in questo paese
    E mai possibile che con tutti questi cervelloni di politici che abbiamo nessuno propone ed applichi l’unica soluzione per salvare questo paese

  4. gianluca scrive:

    Sig.del Vecchio, io penso che vi possano essere 2 tipi di elettori, l’elettore critico, ovvero colui che dopo aver esercitato il diritto di voto, non lesina la propria critica a colui che è stato eletto, e l’elettore suddita, che dopo avere esercitato il diritto di voto soggiace come ebete a qualsiasi scelta fatta da colui che è stato eletto, pronto a battere le mani come una scimmia ammaestrata per ogni … parola detta.
    Finchè gli elettori sudduti saranno maggiori degli elettori critici, dio ce ne scampi.( l’aquila non scaccia le mosche, ovvero anche gli obiettivi minori hanno la loro importanza rispetto a quelli principali. Secondo me).
    P.S.Forse, se si adeguerebbero gli stipendi non vi sarebbe tanto da inventare.

  5. giuseppe scrive:

    ministro l’unico modo per ridurre l’impatto della crisi sulle famiglie è dare lavoro sicuro ai giovani meritevoli, soprattutto, e non fare come sta facendo l’amministrazione capitolina attuale che sta facendo lavorare i soliti raccomandati con incarichi rinnovati a gennaio mentre i vincitori del concorso non si possono sposare perchè aspettano la chiamata.Perchè non fa un saltino al comune di Roma e apre un’inchiesta sul comportamento di questi signori(Alemanno,Cavallari ecc.).I geometri aspettano dopo un anno la chiamata mentre i loro colleghi precari a gennaio hanno avuto il rinnovo temporaneo dell’incaraco.Raccomandati? Ella ha sempre sbandierato ai quattro venti che nella pubblica amministrazione devono prendere posto i meritevoli e soprattuttoquelli che hanno vinto un concorso come prevede la costituzione.

  6. Referenze bancarie – Continua la speculazione a danno delle PMI

    Con l’entrata in vigore del Codice degli Appalti (Dlgs. 163/2006) sono state riformate ed omolagate le procedure di partecipazione alle gare di appalto per lavori, servizi e forniture e nel Codice è stato confermato, quale requisito Economico-Finanziario il possesso, da parte dei concorrenti, di idonee referenze bancarie.

    In poche parole, un impresa che è presente sul libero mercato, che in questo momento di crisi è in sofferenza con il proprio rapporto bancario, per poter partecipare ad una gara di appalto, deve chiedere alla propria Banca, il rilascio di idonee referenze bancarie, per dimostrare la propria affidabilità economica-finanziaria.

    Con questa norma, lo Stato, oltre ad aver delegato il mondo finanziario, ad effettuare la selezione delle aziende che possono partecipare alle gare di appalto, consentirà allo stesso di continuare a ricattare le imprese, costrigendole, molto spesso ad aprire linee di credito inutili per poter rilasciare le “agognate” REFERENZE BANCARIE.

    Molte sono le dununce e le lamentele, raccolte dal Dipartimento PMI in tal senso.

    Ma non è tutto!!!

    l’Istituo Bancario, tenuto per legge al rilascio delle referenze bancarie (art.41 d.lgs. 163/2006), nel redigere il documento, conclude lo stesso, dichiarando sempre “che la presente referenza viene rilasciata senza alcuna garanzia da parte dell’Istituto Bancario”.

    E qui scatta la beffa!”!!!

    Non solo l’Impresa è costretta ad elemosinare il rilascio della referenza, ma deve anche subire lo smacco di vedersi rilasciare la stessa “senza garanzia da parte del suo stesso Istituto”.

    Che senso ha tutto questo?
    A cosa serve chiedere il rilascio di una referenza che nei fatti non ha nessun valore?
    Perchè lo Stato deve delegare un istituzione privata a selezionare, di fatto, i concorrenti di una gara pubblica?

    Un motivo c’è!!!!

    Le referenze hanno un costo ed anche salato per le PMI Italiane!!!!

    Oggi, esiste un vero e proprio mercato delle referenza bancarie, andiamo dai €. 12,00 a €.100,00 per il rilascio di una referenza bancaria. (sfido una qualsiasi impresa a dichiarare il contrario).

    In genere per partecipare ad una gara, vengono richieste minimo due referenze bancarie, ad ogni impresa, per un costo medio che oscilla sui €.50,00.

    Considerando che mediamente una PMI, che lavora nel mercato pubblico, partecipa a circa 10 gare al mese, abbiamo un costo di €.6.000,00 di spese sostenute, per il rilascio di referenze che, nei fatti non hanno alcun valore, essendo rilasciate, senza garanzia da parte dell’Istituto Bancario.

    MOLTIPLICANDO questo importo per le centinaia di migliaia di procedure di gara che vengono svolte sul territorio Italiano, ci si rende conto subito che si raggiungono cifre enormi che, da sole, potrebbero essere utilizzate per investimenti molto, ma molto più proficui, a favore proprio delle PMI.

    Inoltre, queste spese, nella stragrande maggioranza dei casi, non sono nemmeno contrattualizzate e sono di volta in volta, quotate, dall’Istituto, in base alla tipologia di rapporto.

    Quindi avremo, nello stesso Istituto, imprese partecipanti ad una gara che sostengono costi diversi per la partecipazione, contravvenendo di fatto, ai principi ai principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità stabiliti dallo stesso codice degli appalti all’art.2.

    il Dipartimento PMI del Nuovo PSI, intende pertanto provuovere un azione politica-sociale, affinchè questa speculazione venga a cessare e che la richiesta delle referenze bancarie venga di fatto abrogata, in quanto è inconcepibile che la selezione delle Imprese, in una gara pubblica, sia condizionata dagli Istituti Finanziari e che sia, di fatto ad appannaggio di quei gruppi imprenditoriali che possono garantire movimentazionie economiche superiori alla media.

    Riteniamo, pertanto necessario, che i Ministeri competenti intervengano con immediatezza, per eliminare questa stortura e garantire l’accesso agli appalti pubblici a tutte le imprese che possano dimostrare la loro capacità imprenditoriale senza condizionamenti finanziari.

    Sergio Passariello
    Dipartimento PMI
    Nuovo PSI

  7. raimondo scrive:

    Mi trova d’accordo, queste banche si prendono, l’aiuto statale, e si comportano, come se l’aiuto fosse un regalo piovuto dal cielo, le banche italiane non hanno avuto i problemi di quelle americane se non per riflesso, quindi stanno lucrando, e speculando a danno dei cittadini italiani, questi comportamenti è giusto che si monitorizzino e si condannino, con la pubblicazione di un libro nero, e non solo, ma condannate con dei reati finanziari che ancora le nostre leggi non prevedono, se queste sono la causa, della mancata liquidità e di un flusso di denaro, nell’economia, a discapito di una occupazione diminuita, e un minor consumo delle famiglia, se tutto questo è fortemente voluto per un lucro bancario questo è reato sia morale che civile.

  8. Adriana scrive:

    Vogliamo parlare dei finanziamenti (prestiti) col costo del denaro attualmente all’1% mentre i tassi applicati dalle finanziarie stanno tra il 7% e il 19%?
    E che dire dei mutui col tasso variabile = sempre la solita fregatura?
    Ma queste banche si prendono gli aiuti statali per cosa?
    Non certo per agevolare famiglie e aziende… forse agevolano se stesse e i propri funzionari “pseudostatali”: i soliti incapaci che girano da lustri le 7 chiese, loschi figuri dai grossiissimi stipendi + benefits.

    Inolre: è inutile fare le liberalizzazioni se poi tutti gli enti fanno cartello => il consumatore finale è l’unico a rimetterci sempre e comunque (ha ragione Tremonti)! Allora era meglio RI-statalizzare tutto, almeno le tasse pagate per decenni dagli Italiani rimanevano proprietà dello Stato, e non bottino per i vari tronchetti, colaninno e gli altri filibustieri arraffoni (per sè) / distruttori (della cosa pubblica)…

    Complimenti Ministro Brunetta, lei è fortissimo, è la nostra unica speranza. Continui così.
    Adriana

  9. Adriana scrive:

    Aggiungo che:
    in banca il responsabile del crac di Lehman è stato condannato a 150 anni…e quello di Enron mi pare abbia fatto pure una brutta fine…
    In Italia i vari Tanzi e Cragnotti hanno avuto delle pene ridicole; Ligresti invece che avrebbe dovuto stare al gabbio fin da Mani Pulite non solo è sulla cresta dell’onda e sta meglio di prima.
    Come si fa ad avere fiducia nel Governo quando uno si trova ad assistere a queste sceneggiate di processi che durano anni e anni e poi finiscono sempre a tarallucci e vino?
    Grazie

  10. Ciro scrive:

    Quello che manca in Italia è il cosi detto capitale di rischio, cioè la possibilità per colui che ha un’idea di provare a realizzarla ottenendo fondi da una banca. In Italia fenomeni come Microsoct, Oracle o SUN non possono esistere perché in Italia quegli imprenditori coraggiosi non avrebbero mai avuto il credito necessario per avviare la loro impresa.

    Quindi occorre creare anche in Italia un istituto che possa colmare questo deficit. il capitale di rischio è necessario, puo’ essere rischioso è vero ma con le dovute verifiche e cautele potrebbe far emergere tutti gli “Archimede Pitagorico” che esistono nel nostro Paese.

  11. Beatrice scrive:

    Già. In Italia le banche danno milioni e milioni di euro ad avventurieri pieni di debiti (i vari Cragnotti, Tanzi & Company) senza nemmeno controllare i bilanci delle loro aziende, e prendono per buone delle fotocopie malamente ritoccate con photoshop!
    Se invece un povero cristo con delle buone idee ma senza capitale va a chiedergli 1000 euro ti chiedono in garanzia pure la dentiera della nonna, e ti ipotecano fino alla 5° generazione.
    Cari miei, a investire così col sedere sempre al caldo non bisogna essere laureati banchieri medastipendiati, basta avere un solo neurone in testa ed essere quindi …equamente pagato in proporzione (al mononeurone)!

  12. simone scrive:

    sig.gianluca ,una domanda gentilmente quante sone le ore di permesso al mese…oppure giorni…che toccano ad un impiegato statale su per giu….se puo è una cortesia perche vorrèi capire una cosa grazie….

  13. Federico scrive:

    Sig. Simone, non sono il Sig. Gianluca ma mi permetto di risponderLe io, premesso che non esiste un unico contratto collettivo nazionale di lavoro degli impiegati statali ma vari contratti collettivi nazionali di comparto, se Lei per impiegato statale intende riferirsi ai dipendenti statali dei ministeri, se non sbaglio, i permessi retribuiti dovrebbero essere questi:

    1. A domanda del dipendente sono concessi permessi retribuiti per i seguenti casi da documentare debitamente:
    • partecipazione a concorsi od esami, limitatamente ai giorni di
    svolgimento delle prove: giorni otto all’anno;
    • lutti per coniuge, parenti entro il secondo grado ed affini di primo grado: giorni tre per evento;
    2. A domanda del dipendente possono inoltre essere concessi, nell’anno, tre giorni di permesso retribuito per particolari motivi personali o familiari, debitamente documentati.
    3. Il dipendente ha altresì diritto ad un permesso di 15 giorni consecutivi in occasione del matrimonio.
    4. I permessi dei commi 1, 2 e 3 possono essere fruiti cumulativamente nell’anno solare; gli stessi permessi non riducono le ferie e sono valutati agli effetti dell’anzianità di servizio.
    5. Durante i predetti periodi al dipendente spetta l’intera retribuzione esclusi i compensi per il lavoro straordinario, le indennità connesse a particolari condizioni di lavoro e quelle che non siano corrisposte per dodici mensilità.
    6. I permessi di cui all’ art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 non sono computati ai fini del raggiungimento del limite fissato dai precedenti commi e non riducono le ferie.
    7. Nell’ambito del periodo complessivo di astensione facoltativa dal lavoro previsto per le lavoratrici madri o in alternativa per i lavoratori padri dall’art. 7, comma 1 della legge n. 1204/1971 integrata dalla legge n. 903/1977, i primi trenta giorni sono considerati permessi per i quali spetta il trattamento di cui ai commi 4 e 5.
    Nel successivo biennio, nei casi previsti dall’art. 7, comma 2 della legge n. 1204/1971 alle lavoratrici madri ed ai lavoratori padri sono concessi giorni trenta annuali di permesso retribuito.
    8. Alle lavoratrici madri in astensione obbligatoria dal lavoro ai sensi dell’art. 4 della legge 30 dicembre 1971, n.1204, spetta l’intera retribuzione fissa mensile nonchè il trattamento economico accessorio, come determinato ai sensi dell’ art. 34 .
    9. Il dipendente ha, altresì, diritto, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge.

  14. simone scrive:

    sig.federico,la ringrazio molto gentile è stato esaustivo alla mia domanda…..

  15. Andrea scrive:

    Ma come mai il nostro ministro Superman non ci rivela che nel nuovo decreto anticrisi vengono ripristinate le precedenti fasce orarie di reperibilità durante la malattia dei dipendenti pubblici, equiparandole a quelle del privato?? Non sarà forse che si è reso conto di averla fatta grossa nell’impeto di punirli tutti quanti e costringendoli agli arresti domiciliari durante il periodo di malattia, fannulloni e non? Forse prima non gli era venuto in mente, che quella norma, urlata con tanto di fanfare in pompa magna neanche fosse per annunciare la fine del mondo, fosse un tantino incostituzionale? E lo stesso accade con le norme sui precari, i buoni pasto eccetera eccetera. Ora il ministro sta battendo in ritirata, e di sicuro non si preoccupa di informare gli italiani in merito ai piccoli passi indietro che sta facendo ogni giorno che passa, l’importante è fomentare il popolino reazionario che sbava ad ogni sua mossa. Continuiamo così, facciamoci del male. Avanti così Ministro, facci sognare!

  16. simone scrive:

    signori:possiamo…dire che che alla fine tra fèste ponti fèrie permessi e via dicèndo che un LAVORATORE…del publico impiego lavora 200 giorni l’anno…mi sbaglio!!!!!…..

  17. Giorgio scrive:

    Simone…ma quanto sei invidioso!!!!!!!!

  18. simone scrive:

    sig.giorgio.invidioso io zero…possimo dire che che si va ad equiparare allo stipendio,i giorni lavorativi…diciamo…se tanto mi da tanto…giusto giorgio!!!!!!

  19. Fatica scrive:

    Si ,se andiamo a guardare quanto pigliano all’ora, penso che sia un po troppo rispetto a chi lavora veramente

  20. Giorgio scrive:

    Simone! Simone!…non raccontare storie!!!!!!…tu e tanti altri vi rodete dall’invidia perché i dipendenti pubblici hanno il posto sicuro GARANTITO A VITA senza avere paura di crisi aziendali, chiusure, casse integrazioni, licenziamenti, ecc. ecc. ecc., ma I LUSSI SI PAGANO!!!!…entrare di ruolo nella pubblica amministrazione non è facile!!!!!…ci sono i concorsi con esami scritti e orali per i quali un povero cristo se vuole avere una (remota) possibilità di vincita deve S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, se vuole fare carriera un povero cristo deve affrontare altri concorsi e S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, ma lei sa cosa vuol dire S T U D I A R E????
    Nel privato NON CI SONO QUASI MAI CONCORSI PER I QUALI SI DEBBA S T U D I A R E…ma, come qualcuno ha già detto in questo blog, selezioni nelle quali IL TUTTO SI RISOLVE IN QUATTRO CHIACCHERE O IN GIOCHETTI PSICOLOGICI, inoltre (in periodi normali) nel privato per avere un avanzamento di carriera non si deve fare un concorso con esami scritti e orali…e quindi non si deve S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, ma, o lo si ottiene dal titolare o lo si ottiene cambiando ditta e, anche in questo caso, con le solite selezioni che si risolvono in quattro chiacchere…senza dover S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E, S T U D I A R E…
    …se volete che il pubblico sia equiparato al privato allora bisognerebbe rendere obbligatori i concorsi “pubblici” anche per le imprese private!!!!…oppure, in alternativa, eliminare i concorsi ed assumere anche nella Pubblica Amministrazione con selezioni private e risolvere tutto con quattro chiacchere e con giochetti psicologici…

  21. Carlo scrive:

    Sig Giorgio
    Le rispondo come ho già risposto ad un altro suo collega in altro messaggio:
    Premesso che non potrebbe esserci altro sistema che il concorso pubblico per accedere alla P.A., per contro il privato può e deve scegliere i suoi collaboratori con criteri propri, senza renderne conto alla collettività, visto che tali scelte saranno premiate o sanzionate dal mercato stesso ,cosa che non avviene per P.A.
    Entrando nel merito ,
    Lei trova ingiusto dover studiare per entrare nella P.A.? E’ stata la sua fortuna.
    Per un concorso pubblico da vigile urbano(e sottolineo che si andrà a percepire un basso stipendio ) ,si riempono i palazzetti dello sport.
    Se facessero un concorso per fare il muratore in un’impresa edile privata pensa che si presenterebbero molte persone?

    Più è difficile entrare in un posto più vuol dire che in quel posto si sta bene,quindi per favore non oltraggi l’intelligenza altrui,che la vita nella P.A. è più facile lo so io lo sa lei e lo sanno tutti quelli che riempono i palazzetti dello sport

    Vi rimando al dibattito molto interessante ma fine a se stesso vista l’ostinazione dei miei interlocutori nel negare l’evidenza della loro fortunata posizione

    Andate a questo indirizzo dal messaggio N 176 in poi :
    http://www.renatobrunetta.it/2009/05/09/renato-brunetta-al-forum-pa-il-bilancio-di-un-anno-di-lavoro/

  22. Giorgio scrive:

    Sig. Carlo, forse non mi sono spiegato o forse lei non ha letto con attenzione quanto ho scritto.
    Io non trovo ingiusto il fatto che per entrare nella pubblica amministrazione si debba sostenere un concorso pubblico, ho già detto a grandi lettere che il posto fisso GARANTITO A VITA E’ UN LUSSO CHE SI PAGA CON IL CONCORSO…
    Io come tanti poveri cristi ho dovuto S T U D I A R E per poter diventare un dipendente pubblico e mi ritengo FORTUNATO E SONO ORGOGLIOSO DI ESSERE UN DIPENDENTE PUBBLICO NONOSTANTE I CONTINUI INSULTI DA PARTE DEGLI INVIDIOSI DIPENDENTI PRIVATI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Per il resto la mia voleva essere una piccola provocazione verso quei privati invidiosi che si riempiono al bocca di equiparazione (per quello che comoda a loro!!!!!)…come ha detto lei il datore di lavoro privato non deve rendere conto alla comunità ma a se stesso!!!!!…quindi il lavoro pubblico e quello privato è diverso!!!!!

  23. simone scrive:

    sig.giorgio,la prègo nulla è dovuto….sa la differènza vera tra un privato e lèi…….se posso….FATICA…FATICA….FATICA…questo non vuol dire che voi non lavorate….ma non con la paura… ma con i…vostri bèneamati…SINDACATI………domanda vi tutèlano?…..

  24. Francesco scrive:

    Complimenti al Sig. Giorgio, dipendente pubblico, che si ritiene fortunato di esserlo e che il posto fisso garantito a vita sia un lusso (che si paga!)…gradirei un’analoga dimostrazione di sincerità da parte di dipendenti privati…c’è qualcuno che vuole ammettere di essere invidioso??????????

  25. Giorgio scrive:

    Simone! Simone!…si vede che tu non hai mai studiato in vita tua…altrimenti capiresti cosa significa la fatica dello studio…è una fatica mentale molto peggiore della fatica fisica…credimi…

  26. simone scrive:

    sig.giorgio……la prègo..non tocchi..questo tasto….io di lèi e lèi di me non sappiamo….restiamo su brunetta……….la prego non si lamenti…..che lèi è fortunato….glielo dica al sig. francesco…che pacherebbero oro i dipendènti privati per il suo posto……

  27. bill scrive:

    D’accordo, ma quando si farà una vera riforma fiscale che comporti un calo drastico dell’impossibile livello della pressione fiscale? Finchè non si farà questo, il resto sono magari cose utili, ma rimangono palliativi.
    PS: e gradirei tanto che non si usasse la crisi attuale come scusa per non agire in tal senso. Perchè sono quindici anni che si aspetta questa riforma e c’è sempre stata una qualche crisi usata come scusa per non agire. Finchè la pressione fiscale rimane a questi livelli, sperare in una ripresa dei consumi, e quindi dell’economia, è pura follia. Ergo: tagliare la spesa pubblica, e abbassare le aliquote. E non solo per i lavoratori dipendenti..

  28. Giorgio scrive:

    SIG. SIMONE!!!! ADESSO BASTA!!!!! MA CHI SI LAMENTA!!!! MA CHE VUOLE LEI!!!! MA SE L’HO SCRITTO IN MAIUSCOLO CHE MI RITENGO FORTUNATO ED ORGOGLIOSO DI ESSERE UN DIPENDENTE PUBBLICO!!!!! MA LEI LO CAPISCE O NON LO CAPISCE L’ITALIANO!!! LEI E’ SOLO INVIDIOSO DI SCARSA CULTURA CHE PRETENDE DI PARLARE DI COSE CHE NON CONOSCE E NON CAPISCE (COME HA GIA’ AMPIAMENTE DIMOSTRATO!!!!) E’ QUI MI FERMO PER NON SCADERE NEL TURPILOQUIO…

  29. Adriana scrive:

    A me piacerebbe tanto che nei concorsi pubblici davvero si dovesse solo studiare…erchè per anni molti hanno studiato invano, vedendosi poi sorpassati da quelli “in quota al partito”… 5 della DC, 4 del PCI etc etc.
    E’ stato così per 50 anni…nel privato poi è stato uguale: Poste e FS e Alitalia = posti sicuri per i raccomandati d’Italia.
    Se sono andate tutto sull’orlo del fallimento ci sarà un perchè o no?
    Io sono d’accordissimo a concorsi VERI e meriti VERI per tutti, nel pubblico e anche nel privato, licenziabilità e valutazioni periodiche per tutti (compresi i professoroni univrsitari sessantottardi ignoranti come capre che hanno devastato l’università italiana).
    Purtroppo sappiamo tutti che a studiare e a sudare sono sempre quei poveri quattro gatti sfigati senza santi in paradiso, o le donne che non la danno via…al capo…

  30. Giorgio scrive:

    Sig.ra Adriana, sono d’accordissimo con lei! Purtroppo è cosi!

  31. gianluca scrive:

    Con riferimento alla baraonda generatasi ieri sera, se permettete voi ribattere ad ognuno.
    SIG. SIMONE, con la sua “Iniziativa” dove voleva arrivare? Lei, come libero professionista non costretto a lavorare secondo un contratto dove sono fissate delle regole, ma dovrà lavorare in base a che tipo di attività ha scelto, al mercato del momento, a quanto è grande la sua azienda, alle sue capacità professionale ed ad alte mille variabili.Un dipendente pubblico, e penso valga per tutti i p.d., ha a disposizione 30 giorni di ferie per chi lavora su 5 giorni settimanali e 36 invece per chi lavora su 6 giorni. Poi i permessi retribuiti non è che uno li prende tutto l’anno per tutti gli anni. se muore un familiare ha diritto a 3 giorni di lutto, però dovendo scegliere penso che sia meglio lavorare. Quindi i 200 giorni di lavoro effettivi è un calcolo approssimativo e non corrispondente al vero che ha detto lei. Non mi si dica che nel privato non si fanno le ferie, le fanno tutti come i poveri cristiani e anche nel privato hanno i loro permessi retribuiti, in base al contratto di categoria.e se per caso hanno 2 o 3 giorni di meno rispetto al pubblico non vedo quale can can sollevare. Dobbiamo forse iniziare una conta nel veder ciò che ha uno e ciò che non ha l’altro?
    Forse è meglio che si ritorni tutti a quando zappavamo la terra, però di sicuro qualcuno già allora aveva il terreno più fertile dell’altro. E allora?
    SIG. GIORGIO,lei ha ragione, studiare è pesante e snervante. Io preferisco il lavoro che lo studio. Se si pensa che a 10 o 5 anni dalla pensione un Pubblico dipendente per cambiare posto di lavoro o fare un passo avanti deve confrontarsi con un concorso, studiare, essere sottoposto al giudizio di una commissione e magari confrontarsi con giovani di 30 anni, più freschi ed abituati allo studio, penso non ci sia nulla da invidiare.
    SIG CARLO, PER FARE UN CONCORSO DI VIGILE URBANO, come li chiama lei, bisogna studiare e preparsi per le seguenti materie:
    Diritto Costituzionale
    diritto amministrativo
    Codice penale
    Codice procedura penale
    elementi di codice civile
    elemeneti di procedura del coice civile
    codice delal strada
    regolamento codice della strada
    leggi complementari
    legge sulla depenalizzazione
    legge 241,267 ecc.
    normativa commerciale
    Testo unico leggi pubblica sicurezza
    infortunistica stradale
    e altre materi a discrezione dell’ente.
    I palazzetti saranno pieni, ma quanti saranno ritenuti idonei?
    E quanti dopo alcuni mesi o un paio d’anni lasceranno il posto perchè si sono accorti che non è un lavoro tanto semplice.?
    Bisogna avere i coglioni sennò la gente, in strada ti sbrana, le spalle larghe per sopportare tutte le offese e pariolacce che ti prendi per il solo fatto DI FAR RISPETTARE LA LEGGE CHE FANNO QUELLI CHE STANNO AL GOVERNO. LA PAGA DI UN ” VIGILE” è DI 1.100 EURO, POI se si fanno i turni di notte o festivi si percipisce qualcosa di più.
    Sig Carlo, il lavoro di un dipendente pubblico è in particolare un lavoro di concetto. Bisogna fare la guerra per questo? Anche nel privato esistoni lotte interne fra chi, nelal medesima azienda lavora sui fiorni e chi invece sta in ufficio. E ALLORA? Lavoriamo tutti sui Forni o facciamo tutti gli impiegati?
    OGNI LAVORO, ANCHE IL PIù UMILE E’ IMPORTANTE. Ciò che conta è farlo con onestà, Sia nel Pubblico che nel privato. Cime farò a mangiare i gnocchi se nessuno ha zappato la terra, ha piantato la pata, la raccolta, l’ha trasportata al negozio, l’ha venduta? Basta guerra tra poveri, ma UN CALCIO IN CULO AI FANNULLONI del pubblico e del privato. E ce ne sono.
    Sig. Carlo, il Ministro Brunetta fa il suo lavoro, incanta voi e non chi ci lavora dentro.
    SIG.RA FATICA, una massima dell’antica Grecia recita” Se non hai niente di meglio da dire del silenzio, stai zitto.”

  32. Carlo scrive:

    il Sig Gianluca ha detto :
    “E quanti dopo alcuni mesi o un paio d’anni lasceranno il posto perchè si sono accorti che non è un lavoro tanto semplice.?”
    QUESTA NON L’AVEVO MAI SENTITA E SOPRATTUTTO VISTA :O

    Il mio esempio è stato chiaro, lei invece lo ha voluto interpretare a modo suo ,in un goffo tentativo di far pensare che sono i dipendenti pubblici a portare la croce.
    Pensa che i lettori di questo blog vengno da un altro pianeta?
    Pensa che ci sia qualcuno con il dubbio se si sta meglio nel privato o nella P.A.?
    ….Lasci perdere
    Come tutti:
    Ho molti amici nella P.A.e NESSUNO di loro ha intenzione di abbandonarla.
    Ho molti amici nel privato e TUTTI farebbero carte false per entrare nella P.A.
    (per inciso, di miei amici che lavorano nel privato moti partecipano a concorsi quando ci sono, gli amici che ho nella P.A. NON mandano curriculum in giro!)

    Le riformulo la domanda :
    Secondo lei è meglio lavorare nella P.A. o nel privato????????????

    Cercherò di essere ancora più chiaro :
    Voi non volede sentirvi dire che siete dei privilegiati , dei lavoratori di serie A (negate l’evidenza), il lusso di poter far niente sul posto di lavoro è IL PRIVILEGIO per eccellenza, ma questa volta non è stato un dipendente privato FRUSTRATO E INVIDIOSO a dirlo , ma alcuni suoi colleghi
    Guardi qui dal messaggio 176 in poi
    http://www.renatobrunetta.it/2009/05/09/renato-brunetta-al-forum-pa-il-bilancio-di-un-anno-di-lavoro/
    il sig Gianluca ha detto:
    “il lavoro di un dipendente pubblico è in particolare un lavoro di concetto. Bisogna fare la guerra per questo? Anche nel privato esistoni lotte interne fra chi, nelal medesima azienda lavora sui fiorni e chi invece sta in ufficio. E ALLORA? Lavoriamo tutti sui Forni o facciamo tutti gli impiegati?”
    Ancora non ha centrato il punto….
    La guerra bisogna farla ai privilegi!!!Il probelma non è chi lavora in ufficio o sui forni(se intendeva dire forni), il problema è che chi è pagato per lavorare 8 ore DEVE lavorare 8 ore, nel privato non solo si lavorano 8 ore (se sei fortunato) , ma nella maggior parte dei casi anche freneticamente.
    Semplicemente NOI chiediamo che entro brevissimo sia così anche nella P.A.!
    il sig Gianluca ha detto:
    UN CALCIO IN CULO AI FANNULLONI
    Vede che in fondo siamo d’accordo.

  33. gianluca scrive:

    Sig. Carlo, è inutile, desisto. le auguro se vuole entrare nel pubblico di ruiscirci. Becchi però l’ufficio pubblico giusto perchè la P.A. è grande e tra un ufficio del ministero e un piccolo comune c’è una differenza di 100 a 1.
    NEL PRIVATO HO LAVORATO, e nella fabbrica dove lavoravo io ora si devono schiacciare alcuni bottoni perchè fa tutto la macchina. quando c’ero io il lavoro era manuale.
    Mi fermo perchè tanto.. non ci capiremo mai.
    P.S. io sono un giardiniere fannullone come il ministro, e quindi il giardino lo faccio fare ad un amico giardiniere. Orbene, questo mio amico si fa aiutare dal padre che lavora nel privato e ogni tanto sta a casa in malattia e lo aiuta.
    PS. mio Zio lavorarava nel privato ed ha vuto un prepensionamento di anni 10 con la buonauscita.Questo contribuisce al debito pubblico, come contribuisce il pagare la cassa integrazione a lavoratori che per sfortuna vi sono collocati, però percepiscono il 60- 80% della paga senza far niente.
    Si sono privelegiato perchè non rischio la cassa integrazione, ma per tutto il resto,prima conoscere poi giudicare con riserva e comunque mai generalizzare perchè in italia siamo 60.000.000 di9 persone

  34. Enrico scrive:

    Carissimo Sig. Carlo, il Sig. Gianluca è in possesso di una pluriennale esperienza sia nel settore privato che nel settore pubblico…lei può dire altrettanto?…dice un proverbio…non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire…Lei è una di quelle persone piena di pregiudizi che ritiene di avere la verità in tasca…e non vuole mettere in discussione le sue idee…perciò le dico…HA RAGIONE LEI…i dipendenti pubblici sono dei privilegiati, disgraziati, fannulloni, infingardi, sono sempre in malattia, sono sempre in pausa caffè o a fare la spesa, dormono in ufficio, leggono il giornale, chattano con Facebook…eccetera, eccetera eccetera…i dipendenti privati sono invece bravi, stakanovisti, integerrimi, non vanno mai a prendere il caffè, digiunano invece di fare la pausa pranzo, vanno in azienda con 42 febbre, lavorano 14 ore al giorno, eccetera, eccetera eccetera…E’ CONTENTO ADESSO!!!!

  35. Ermanno scrive:

    Non mi ricordo chi l’ha detto ma un frequentatore del blog ha scritto che il piccolo/medio imprenditore conosce il mercato e la produzione, non l’amministrazione e che può controllare e valutare l’operaio e l’impiegato commerciale e non l’impiegato amministrativo…è vero!!!! Nelle piccole aziende chi sgobba è l’operaio che deve produrre e l’impiegato commerciale che deve vendere…l’amministrazione…terra di nessuno dove il titolare fa fatica a controllare e dove spesso si lavora poco e male…

  36. Carlo scrive:

    Il sig Enrico ha detto:
    “E’ CONTENTO ADESSO!!!!”
    Se non fosse stato sarcastico , le avrei risposto:
    No sig Enrico lei ha esagerato, non può generalizzare, i dipendenti pubblici non sono tutti così ,ma effettivamente c’è tra di loro chi può stare sempre in pausa caffè , andare su facebook , fare la spesa , leggere il giornale ecc…
    Mentre invece sbaglia a riporre tanta fiducia nei dipendenti privati , poichè non sono tutti bravi , stakanovisti e integerrimi , semplicemente non possono fare diversamente e se lo fanno ….si mettono la corda al collo con le loro mani.
    Come dire , siamo tutti uguali ma è l’occasione che rende l’uomo ladro. Dovremmo far si che di occasioni non se ne presentino più.
    In risposta alla suo ironia :
    Capisco che sia impossibile far credere all’italia che non ci sono lavoratori di serie A e altri di serie B, ha fatto bene ad essere ironico , non aveva altre strade da percorrere….

  37. simone scrive:

    sig.giorgio,preferisco èssere un po ignorante….ma felice del mio lavoro….delle mie scelte perche io ho lavorato per raggiungere il mio obbiettivo…a differènza di lèi che studia studia tanto ed a volte non si arriva a risultati…non per sua colpa….p.s.sia vigile che brunetta è li che la ossèrva…AUGURI….

  38. gianluca scrive:

    Sig. Carlo, l’ultima battuta poi chiudo. Il ministro Brunetta e in genere i parlamentari con il loro seguito sono campioni del mondo, e a tutti ce lo mettono lei sa dove.

  39. simone scrive:

    SIG.gianluca,mi perdoni ho visto che lèi non èra sul blog…mi sono permesso di prepararle un po di lavoro…GRAZIE lèi è sèmpre gentile nel rispondermi……buon lavoro…..

  40. Giorgio scrive:

    SIMONE!!!!! LEI CHE NE SA DEI MIEI RISULTATI!!!!! BRUNETTA PUO’ OSSERVARMI QUANTO VUOLE!!!!!! IO LAVORO PIU’ E MEGLIO DI UN IMPIEGATO PRIVATO!!!!! LO SA CHE IO FACCIO GLI STRAORDINARI (NON PAGATO!!!!!!!!!) FINO ALLE 8.00 DI SERA PER SENSO DEL DOVERE E PER FORNIRE UN ECCELLENTE SERVIZIO AI CITTADINI!!!! LO SA CHE IL SABATO E LA DOMENICA STUDIO LE LEGGI E LE CIRCOLARI INVECE DI DIVERTIRMI PER I FATTI MIEI!!!!!!!!!!!! LO SA CHE SONO GLI IMPIEGATI PRIVATI CHE CHIEDONO A ME CONSIGLI SU COME SI ORGANIZZA IL LAVORO D’UFFICIO!!!!!…COME DIPENDENTE PUBBLICO (ORGOGLIOSO DI ESSERLO) SONO STUFO DI ESSERE INSULTATO QUOTIDIANAMENTE DA GENTE IGNORANTE E MALEDUCATA E PRIVA DI CERVELLO!!!!!!!!! HA CAPITO!!!!!!!! NON SI PERMETTA MAI PIU’ DI DUBITARE DELLA MIA ONESTA’ E DELLA MIA PROFESSIONALITA’!!!!!NON SI PERMETTA MAI PIU’!!!!!!!!!!

  41. Carlo scrive:

    Sig. Gianluca
    A mio avviso il Ministro Brunetta sta facendo un ottimo lavoro nel cercare di innalzare la qualità del servizio pubblico.
    In un sorridente futuro, dove tutti i dipendenti pubblici saranno produttivi. Ci sarà il passo più importante da fare, trasformare i nostri legislatori da FARAONI a esseri umani. Ma per questo passaggio ci occorrerà un ministro suicida e la complicità di un governo di masochisti. Come si dice , “non si può chiedere a capponi e tacchini di anticipare il natale!”
    Al sig.Giorgio
    Vorrei sottolineare che la serietà che la contraddistingue , purtroppo non è ancora la regola nella P.A. atraverso l’operato del Ministro Brunetta ci auspichiamo lo diventi.

  42. simone scrive:

    sig.giorgio,grazie per il servizio che da a noi contribuènti…..grazie..per le ore che passa in ufficio fino alle 20 di sera, grazie per i consigli che da a gratis grazie per i sab.e dom.grazie mille….io non ho mai detto che lèi non lavora..io non ho mai detto che lèi non è professonale e che lèi non è onèsto…perche lo dice a me tutto questo….a!!!!!!!!ho capito lèi è incazzato….se posso, se lèi è cosi come dice di èssere lèi forze mèrita di mèglio….anche se giò è a nostro discapito…..ciao giorgio…..

  43. Bruno scrive:

    Egregio Pofessor Brunetta

    Non si allinei ai troppi che sbandierano “microsoluzioni” da adottare per “incrementare i consumi”…….

    Non si mostri “superficiale” quale non è !

    Una delle soluzioni percorribili, come ho già scritto al suo collega Ministro del lavoro, è far tornare in Italia tutte le aziende che “abbiamo lasciato” “delocalizzare” senza muovere un dito ! Come ? Detassando TUTTI (e non solo il 50%) gli utili reinvestiti in Italia ed aggiungo, assumendo Italiani !
    E poi altro !

    Un saluto di perpetuo incoraggiamento.

  44. Carlo G. scrive:

    Sig. Bruno, sono d’accordo con lei ma…siamo sicuri che poi gli utili detassati verranno poi effettivamente reinvestiti?…o i soliti imprenditori furbacchioni (con i loro consulenti) ne approfitteranno ancora una volta per architettare dei diabolici trucchi elusivi?

  45. Carlo G. scrive:

    Sig. Carlo, mi riferisco ai Suoi dibattiti con i frequentatori di questo blog, in particolare con il Sig. Gianluca, il quale, dopo dieci anni di servizio presso un’impresa privata, è riuscito (a suo tempo) a vincere un concorso e, quindi, ad entrare nella pubblica amministrazione, Sig. Carlo, io non La conosco ma, da come scrive, comincio a pensare che diventare dipendente pubblico sia uno dei Suoi desideri, forse ha partecipato a dei concorsi pubblici che, per Sua sfortuna e non certo per demerito non è riuscito a vincere…forse questo Le ha provocato delle delusioni e un po’ d’invidia nei confronti di chi ha avuto la fortuna di diventare dipendente pubblico…non voglio essere irriverente ma, se è così, Lei mi ricorda un’ po’ la volpe della favola di Fedro, me ne dispiace e spero che Lei possa, nel prossimo futuro coronare la Sua aspirazione…in bocca al lupo per il Suo futuro professionale!

  46. Massimo scrive:

    Sig. Carlo Lei dice che per i concorsi pubblici si riempiono i palasport anche se gli stipendi sono modesti…la maggior parte della gente riempie i palasport principalmente perché i dipendenti a tempo indeterminato della pubblica amministrazione non rischiano di rimanere a casa per crisi aziendali, riconversioni, delocalizzazioni, ecc. ecc. ecc., quindi la fatica del concorso pubblico e gli stipendi modesti sono il prezzo che si deve pagare per la sicurezza del posto.
    Se nella pubblica amministrazione ci fosse la medesima insicurezza del privato per quale motivo una persona dovrebbe sobbarcarsi la fatica del concorso pubblico per uno stipendio modesto? In questo caso i palasport si svuoterebbero…a parità di stipendio (modesto), sarebbe più conveniente rivolgersi ai privati che, come si sa, non assumono quasi mai per concorso…

  47. Carlo scrive:

    Al sig Carlo G.:
    Penso di essere più obbiettivo di altri su questo blog poichè siccome faccio il mio lavoro per piacere e non per necessità.
    Nel corso degli anni , ho collaborato come esterno per la P.A. , ho lavorato e lavoro nel privato, . Sto lavorando tuttora poichè il mio lavoro mi piace , ma ho ben presente che io a differenza dei mie colleghi, posso decidere in un secondo di non presentarmi al lavoro domani. Volevo quindi rassicurarla che le mie constatazioni non sono dettate da invidia , semplicemente mi sono immedesimato in chi non ha la mia possibilità.
    Non biasimi se chi lavora nel settore privato dove la regola è produrre e alle volte confina con lo sfruttamento, può avere il dente avvelenato con chi si lamenta della propria situazione lavorativa, inconsapevole che per gli altri sarebbe un ottimo punto di arrivo.
    E comunque si, se non facessi il lavoro che faccio, e fossi costretto a lavorare , la mia ambizione sarebbe ovviamente quella di entrare nell’ente pubblico. Le dico di più , se fossi un dipendente pubblico come nell’esempio che ho appena fatto , su questo blog cercherei di far passare il messaggio che nella P.A. non ci sono privilegi, che i fannulloni vengono sanzionati come nel privato ecc..ecc…
    Come si dice , è un gioco di ruoli,bisogna essere consapevoli della propria collocazione.
    Al sig. Massimo:
    Mi sembra di aver capito che la sua motivazione più grande sia stata la sicurezza del posto.
    E’ la sua motivazione, indubbiamente validissima, ma non è l’unica, ce ne sono altre. La mia potrebbe essere diversa, e via dicendo per gli altri che riempono il palazzetto dello sport.
    Non possiamo conoscere le motivazioni di tutti i singoli che affollano i concorsi pubblici , possiamo solo constatare che ci sono moltissime buone ragioni per entrare nell’ente pubblico, e meno per entrare nel privato.

  48. massimo scrive:

    qualcuno sa dirmi perchè è saltata la sacrosanta norma che prevedeva di considerare nell’anzianità per il pensionamento
    gli anni riscattati della laurea??? Alla faccia del ringiovanimento della P.A.; si sommano privilegi a privilegi!

  49. Ermanno scrive:

    Sig. Carlo, nelle imprese private chi sgobba sono chi lavora in produzione e gli impiegati commerciali…in amministrazione spesso gli impiegati fanno quello che vogliono perché, come ha detto qualcuno…l’imprenditore conosce il mercato e la produzione, non l’amministrazione e può controllare e valutare l’operaio e l’impiegato commerciale e non l’impiegato amministrativo…

  50. Massimo scrive:

    Sig. Carlo, è vero io preferisco avere un lavoro sicuro, faccio il mio lavoro e mi accontento di uno stipendio modesto e…mi va bene così…altri amano il rischio, il lavoro autonomo l’attività d’impresa…bisogna accettare vantaggi e svantaggi…chi predilige il lavoro sicuro si deve accontentare di stipendio modesto (è il prezzo della sicurezza)…chi rischia in proprio può arricchirsi, può vivere discretamente bene ma può anche fallire o chiudere l’attività…un atteggiamento fastidioso di alcuni lavoratori “in proprio” è che quando gli affari vanno a gonfie vele il merito è tutto loro…si pavoneggiano con arroganza, prosopopea e maleducazione…mentre quando le cose vanno male (c’è sempre il rischio) allora ecco…la colpa è delle banche, delle tasse, leggi, della burocrazia, del governo, dell’opposizione, dei cinesi,…ecc.ecc.ecc….

  51. bruno scrive:

    “L’unico vero ammortizzatore sociale si chiama domanda, – dice il ministro – se potessi io userei tutte le misure per stimolarla, anche per drogarla”.

    Riporto l’ultimo periodo che ha scritto nel suo post e mi permetto di offrirLe il mio punto di vista in merito:

    Ma Lei non pensa che “si domanda” qulcosa quando “se ne ha bisogno” ? E che, ammesso pure che sussista “un bisogno” ancora insoddisfatto è idispensabile disporrre di “mezzi” per soddisfarlo ? E che questi mezzi (se leciti) si posono ottenere SOLO con il “Lavoro” ? Ma, allora, se manca il “LAVORO” ed un reddito adeguato che ne derivi, che senso ha parlare di “aumentare la domanda” !

    Cordialissimi saluti.

  52. bruno scrive:

    …mi permetto di aggiungere un altro pezzettino alle mie considerazioni.

    Rispondo a chi mette (legittimamente) in dubbio che gliutili delle aziende italiane da reinvestire potrebbero NON essere reinvestiti ed occultati dalle imprese stesse e domando: A questo deve servire LO STATO ! A controllare che ciò che viene legiferato, venga APPLICATO e RISPETTATO !(ma è che noi non ci siamo abituati).

    Vado oltre e parlo delle nostre Banche: Egregio Professor Brunetta, metta in linea in rete le misirazioni sui fidi che le banche italiane concedono alle piccole e medie imprese: Nome Banca- Filiale – importo richiesto- data di richiesta – scopo della richiesta – esito della pratica – motivazione della risposta bancaria – e allora ci divertiamo ! E, magari, la si smette di parlare per “sentito dire”

    Lo faccia ! Lei ne è capace !

    Auguri e buon lavoro !

  53. iomesempreio scrive:

    ULTIME DAL FRONTE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI E DELLE RIVOLUZIONI IN CORSO DA PARTE DI BRUNETTA…………

    ———————————————————-
    Nella mia amministrazione si hanno i risultati finali dei giudizi professionali sui singoli dipendenti
    tutti bravissimi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    tutti con una professionalita’ al 100%
    (questo il giudizio dei dirigenti)
    ma il capo del personale….che conosce i suoi “polli” meglio di chiunque altro …..ha pensato bene di tutelare quelli che da anni gli leccano il lato B, stendono tappeti ogni volta che passa e infiorano il suo passaggio e così ha pensato bene di far fare loro dei “lavori a progetto” (nessuno sà cos’hanno progettato ) e ….il furbacchione! ha attinto i costi di questi “lavori a progetto” dal fondo di produzione
    RISULTATO?
    che non solo il premio di produzione continuera’ ad essere distribuito a pioggia COME SEMPRE ma ADDIRITTURA avremo circa 100 euro in meno rispetto al passato…. PERCHE’ I FONDI SONO DIMINUITI
    ————————————————————-
    ORA IO MI CHIEDO….MA …IL MINISTRO BRUNETTA E’ UN PERFETTO IMBECILLE …..O CREDE DAVVERO DI POTER RIVOLUZIONARE LE AMMINISTRAZIONI? PERCHE’ SE QUEST’ULTIMA IPOTESI FOSSE VERA ….ALLORA NON NE STA’ AZZECCANDO UNA…….MA COME PENSA DI POTER VINCERE CONTRO LA CORRUZIONE LA DISONESTA’ E IL LECCHINAGGIO DI CUI CERTI PERSONAGGI HANNO UNA NECESSITA’ QUASI FISICA?………..GIA’ IN TEMPI NON SOSPETTI SCRISSI CHE STAVA SOLO FACENDO TANTO MA TANTO MALE AI LAVORATORI ONESTI….OGGI PIU’ CHE MAI NE SONO CONVINTA!!!!!
    e dal mio petto parte solo un urlo, B- U- F- F- O- N- I!!!! ….

  54. Giuseppe scrive:

    detassano le banche ed extratassano i dipendenti pubblici……..
    …..che metodi….questi furbacchioni ……
    …..B-U-F-F-O-N-I!!!!…

  55. Gaetabi scrive:

    MA BRUNETTA NON CAPISCE NULLA DI ECONOMIA E SI VEDE. NON CAPISCO CHE CI FACCIA QUI.MA COME SI FA A DARGLI RETTA. SI PUO’ PRENDERE SERIAMENTE??
    NON HO MAI SENTITO RIFORME PIU’ ASSURDE. E’ INCREDIBILE.
    RICETTE CONTRO LA CRISI???? MA SI RENDE CONTO DI QUANTO SI SPENDE PER L’ESERCITO? E PER COSA? PER LA SICUREZZA? O PER GUERRE CHE NON CI RIGUARDANO? E I VOSTRI STIPENDI?? (CHE SICURAMENTE NON MERITATE VISTO QUELLO CHE COMBINATE) NON PARLIAMO POI DELLE SPESE PAZZE DEL NOSTRO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (MA QUESTO ARGOMENTO ORMAI E’ CONSIDERATO GOSSIP). E LE RIFORME UNIVERSITARIE?? INCENTIVI X IL PRIVATO , TOGLIERE AL PUBBLICO QUESTA E’ UNA GIUSTA SOLUZIONE?LE PENSIONI?? AHAH PROFITTI SI VEDRANNO TRA 10 ANNI? DOBBIAMO ASPETTARE CHI? ORMAI SON 20 ANNI CHE ASPETTIAMO.
    GOVERNO LADRO, SPENDE I SOLDI E NOI PAGHIAMO.
    A QUESTO PUNTO NON RESTA SOLO CHE DISPIACERSI PER TUTTI I POVERI INSEGNANTI , MEDICI E ALTRI DIPENDENTI PUBBLICI CI, OPPURE NON RESTA CHE ANDARSENE DA QUESTO STATO INVIVIBILE CHE NON FA NULLA PER IL CITTADINO.
    CHIEDO SCUSA SE MAGARI NON E’ UN ARGOMENTO INERENTE CON IL FORUM, MA DA QUALCHE PARTE DOVEVO PUR SCRIVERLO.

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